D.Lgs. 231/07 – chiarimenti del MEF sulle "limitazioni all’uso del contante e titolo al portatore" (articolo 49)

Il 20 marzo 2008 il Ministero dell’economia e delle Finanze ha pubblicato un chiarimento sull’applicazione dell’art. 49 (Limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore) del D. Lgs. 231/07 (pdf, 279 K, 4 pp) essendo tale norma destinata ad avere un impatto incisivo sull’operatività non solo degli intermediari finanziari e degli altri soggetti destinatari del provvedimento legislativo, ma soprattutto dei singoli cittadini. Di seguito una sintesi dei chiarimenti suddivisi per comma o articolo di riferimento.

Commi 4 e 5

In merito al comma 4: "I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera" e comma 5: "Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità" dell’art. 49 del D. Lgs 231/07, il MEF ha chiarito che:

  • dal 30 aprile 2008 l’emissione di assegni bancari, postali e circolari in "forma libera" sarà consentita solo per importi inferiori ai 5.000 euro;
  • gli assegni in "forma libera" emessi, per importi inferiori ai 12.500 euro, prima del 30 aprile 2008 ed incassati a decorrere da tale data saranno considerati regolari;
  • gli assegni emessi, a decorrere dal 30 aprile 2008, per importi pari o superiori ai 5.000 euro senza l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e/o senza la clausola di non trasferibilità, saranno pagati dalle banche o da Poste Italiane S.p.A. con obbligo da parte di queste ultime di comunicare l’irregolarità dell’assegno al MEF ai sensi dell’art. 51, 1 co., del D. lgs. 231/07;
  • Le scorte di carnet di assegni attualmente in giacenza presso le banche e Poste Italiane S.p.A. potranno essere utilizzate anche dopo il 29 aprile 2008, fino a loro esaurimento, previa apposizione su ogni modulo di assegno di barratura sull’indicazione dell’importo di 12.500 euro nonché della clausola di non trasferibilità
  • I carnet di assegni in possesso della clientela potranno essere utilizzati dopo il 29 aprile 2008, ma occorrerà rispettare i limiti dell’art. 49, cioè: in forma libera per importi inferiori ai 5.000 euro, mentre per quelli di importo uguale o superiore ai 5.000 euro occorrerà apporre la clausola di non trasferibilità e il nome o la ragione sociale del beneficiario.

Comma 6

In merito al comma 6: "Gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente possono essere girati per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A." ha chiarito che:

  • gli assegni emessi all’ordine del traente non saranno sottoposti alla disciplina degli assegni liberi, per cui non sarà richiesto il codice fiscale del traente che gira per l’incasso il titolo;
  • questi assegni potranno essere emessi anche per importi superiori ai 5.000 euro;
  • l’irregolarità degli assegni emessi all’ordine del traente e girati ad altro soggetto saranno segnalati da Banche e Poste Italiane S.p.A. al MEF ai sensi dell’art. 51, co.1. Per tali assegni, se le girate sono state apposte correttamente, saranno comunque pagati da banche e da Poste Italiane S.p.A.

Comma 10

In merito al comma 10: " Per ciascun modulo di assegno bancario e postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro. Ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante" il MEF  ha chiarito che:

  • per i moduli di assegni consegnati alla clientela prima dell’entrata in vigore dell’art. 49 ed utilizzati dopo il 29 aprile 2008 non sarà dovuta l’imposta di bollo, ma il loro utilizzo sarà consentito nei limiti di legge;
  • dal 30 aprile 2008  sarà obbligatorio indicare il numero di codice fiscale del girante. La mancata indicazione  del codice fiscale renderà la girata nulla, quindi, banche e Poste Italiane S.p.A. non dovranno procedere al pagamento dell’assegno. Questa disposizione sarà operativa anche se il girante sia sprovvisto di codice fiscale.
  • La girata sarà nulla anche quando il codice fiscale del girante sia errato;
  • Se la girata sarà effettuata da soggetto diverso titolare della convenzione di assegno, es. persona giuridica, il codice fiscale da indicare sarà quello del soggetto titolare del medesimo rapporto, cioè   la persona giuridica;
  • Non occorrerà apporre il codice fiscale da parte del giratario che pone all’incasso l’assegno emesso in forma libera o non trasferibile qualora egli sia stato già identificato come cliente della banca o di Poste Italiane S.p.A. presso cui l’assegno è girato per l’incasso o qualora venga identificato al momento dell’incasso medesimo;
  • Il controllo da parte della banca o di Poste Italiane S.p.A. circa la regolarità delle girate dovrà essere esercitato tenuto conto della firma della girata, della regolarità formale del codice fiscale nonché della sua compatibilità con la firma di girata (sempre che il controllo non sia possibile, come nel caso di firma illeggibile ovvero di firma apposta da giratario in nome di un altro soggetto);
  • Le modalità di pagamento dell’imposta di bollo sono state definite dall’agenzia delle Entrate con circolare 18/E del 7 marzo 2008.

Comma 13

In merito al comma 13: "I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere ridotto a una somma non eccedente il predetto importo entro il 30 giugno 2009. Le banche e Poste Italiane S.p.A. sono tenute a dare ampia diffusione e informazione a tale disposizione" il MEF ha chiarito che:

  • - tale disposizione si applicherà a tutti i libretti emessi prima del 30 aprile 2008 con saldo pari o superiore a 5.000 euro che, pertanto dovranno essere estinti o ridotti ad una somma non eccedente tale importo entro il 30 giugno 2009.

Comma 14

In merito al comma 14: "In caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente comunica, entro 30 giorni, alla banca o a Poste Italiane S.p.A., i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento” il MEF ha chiarito che:

  • per i libretti di deposito al portatore emessi prima del 30 aprile 2008 e presentati per l’incasso a decorrere da tale data se il cessionario rilascia autocertificazione relativa al trasferimento (data e nome del cedente) non c’è infrazione né obbligo per banche e Poste Italiane S.p.A. di  effettuare la comunicazione al MEF  ai sensi dell’art. 51, co. 1. In assenza di autocertificazione del cessionario,  deve pervenire, da parte del cedente nei trenta giorni successivi alla data di presentazione del libretto per l’incasso, la dichiarazione di avvenuta cessione del libretto. In mancanza di tale dichiarazione, le banche e Poste italiane S.p.A., effettuano la comunicazione al MEF.

Commi 18 e 19

In merito ai commi 18 e 19: "È vietato il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro, effettuato per il tramite degli esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell’incasso e trasferimento fondi, limitatamente alle operazioni per le quali si avvalgono di agenti in attività finanziaria, salvo quanto disposto dal comma 19. Il divieto non si applica nei confronti della moneta elettronica di cui all’art. 25, co. 6, lett. d). 
Il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro e inferiori a 5.000 euro, effettuato per il tramite di esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell’incasso e trasferimento fondi, nonché di agenti in attività finanziaria dei quali gli stessi esercenti si avvalgono, è consentito solo se il soggetto che ordina l’operazione consegna all’intermediario copia di documentazione idonea ad attestare la congruità dell’operazione rispetto al profilo economico dello stesso ordinante" il MEF ha chiarito che:

  • il divieto di trasferimento presente in tutti e due i commi si riferisca solo all’operatività connessa con l’invio dei fondi (operazioni “to send”) e non con la loro ricezione;
  • il concetto di operazione frazionata si applicherà solo per la soglia di 5.000 euro. Per cui possono essere effettuati uno o più trasferimenti di importo inferiore ai 2.000 euro, purché l’importo complessivo dell’operazione non risulti, per effetto del principio di frazionamento, pari o superiore a 5.000 euro.

Articolo 51, comma 2

Infine, l’ultimo chiarimento riguarda l’art. 51 "Obbligo di comunicazione al ministero dell’economia e delle finanze delle infrazioni di cui al presente Titolo" ed in particolare il comma 2: "In caso di infrazioni riguardanti assegni bancari, assegni circolari, libretti al portatore o titoli similari, la comunicazione deve essere effettuata dalla banca o da Poste Italiane S.p.A. che li accetta in versamento e dalla banca o da Poste Italiane S.p.A. che ne effettua l’estinzione salvo che il soggetto tenuto alla comunicazione abbia certezza che la stessa è stata già effettuata dall’altro soggetto obbligato", il MEF ritiene che:

  • quando l’assegno è sottoposto alla procedura interbancaria di “check truncation”, l’obbligo di comunicazione al Mef è assolto dalla sola banca negoziatrice dell’assegno medesimo ove la banca trattaria abbia certezza, anche in base ai vincoli contrattuali, in ordine all’effettuazione da parte della negoziatrice di tale adempimento.

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