DIA: "Infiltrazioni criminali nell'economia legale, parte terza: usura ", 2° relazione semestrale 2011 (15 agosto 2012)

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La Direzione Investigativa Antimafia, DIA, ha pubblicato sul proprio sito web la "Relazione del Ministro dell'Interno al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA)" periodo luglio – dicembre 2012, 2° semestre 2011 (qui il testo ufficiale in formato pdf; attenzione: si tratta di un documento di 356 pagine dal "peso" di 157 mega in formato pdf immagine difficile da scaricare, stampare e gestire e non conforme agli standard di accessibilità …). Il quarto capitolo della relazione è dedicato alle "Infiltrazioni criminali nell'economia legale"; il terzo paragrafo del quarto capitolo, di seguito integralmente riprodotto, è dedicato al "fenomeno usurario" e al "racket delle estorsioni" .

Documenti collegati:

  • il capitolo "Corruzione" della relazione DIA del secondo semestre 2011 è disponibile qui (21 agosto 2012);
  • il capitolo "Usura" della relazione DIA del secondo semestre 2011 è disponibile qui (15 agosto 2012);
  • il capitolo "Appalti" della relazione DIA del secondo semestre 2011 è disponibile qui (5 agosto 2012);
  • il capitolo "Antiriciclaggio" della relazione DIA del secondo semestre 2011 è disponibile qui (25 luglio 2012).

Scrive la DIA: "L'evoluzione in senso imprenditoriale della criminalità organizzata ha fatto sì che la pratica dell'usura, un tempo riconducibile a singoli soggetti (il personaggio da sempre noto nel quartiere o nel paese), sia assurta a significativa fonte di introiti per le organizzazioni criminali.
Nella tradizione di talune organizzazioni mafiose, l'erogazione di prestiti a tassi usurari era considerata quasi un'attività "spregevole", estranea al sistema di controllo del territorio.
Più recentemente, le investigazioni hanno, invece, accertato un progressivo interesse della criminalità organizzata anche nel settore dei prestiti ad usura.
Tale fenomeno si manifesta con più criticità nelle fasi di sfavorevole andamento congiunturale dell'economia, come quella attuale, in cui l'accesso al credito risulta più difficile proprio da parte di coloro i quali non dispongono di sufficienti garanzie, mentre gli intermediari finanziari adottano, al contrario, procedure di valutazione, del c.d. "merito di credito", sempre più stringenti.
(…) Nell'attuale fase recessiva, l'attività usuraria si è diffusa, quindi, non solo in aree interessate da profondi processi di ristrutturazione economica e sociale, ma anche in territori considerati, sinora, di forte sviluppo economico e di benessere sociale diffuso".

c. Fenomeno usurario e racket delle estorsioni

Come dimostrato dall'analisi effettuata sui principali fenomeni macrocriminali, considerati nei precedenti capitoli, l'estorsione e l'usura continuano ad assumere particolare rilievo nelle dinamiche criminose dei sodalizi mafiosi in quanto consentono, da un lato, il finanziamento delle attività illecite quali, ad esempio, il traffico di sostanze stupefacenti e, dall'altro, la possibilità di reinvestire i capitali che ne derivano nell'economia legale, mediante processi di infiltrazione in quelle attività imprenditoriali che appaiono remunerative.
L'attività estorsiva, in particolare, permane una fonte insostituibile di guadagno per le organizzazioni criminali, unitamente alle altre principali attività illecite, quali la gestione degli appalti pubblici, i traffici di droga e di armi.
Attraverso il racket, i sodalizi criminali esercitano, altresì, il predominio sul territorio, inducendo con la forza intimidatrice quella condizione di omertà e di acquiescenza che costituiscono il fulcro del potere mafioso.
Le consorterie stabiliscono una sorta di imposizione "fiscale" in cambio di garanzie di sicurezza, in questo cercando, di fatto, di surrogare l'Autorità istituzionale.
L'analisi porta a ritenere tuttora diffusa la tendenza, in alcuni territori, a considerare la richiesta estorsiva come ineludibile, continuando a prevalere l'atteggiamento rassegnato secondo cui non sarebbe possibile avviare attività commerciali e imprenditoriali senza riferirsi a "chi di dovere".
Il grado e l'intensità del potere esercitato sul territorio risultano determinanti nella scelta degli obiettivi della pressione estorsiva. Al riguardo, l'azione criminosa spazia in un raggio che va dalle grandi aziende, soggette a prelievi commisurati alloro fatturato, sino alle piccole attività commerciali, nei cui confronti si applicano richieste contenute, ma in modo capillare.
Ciò riduce anche il rischio di denunce da parte delle vittime, che ritengono economicamente tollerabile il "pizzo" corrisposto.
Per quanto riguarda la dimensione numerica dei fatti estorsivi denunciati, l'analisi dei dati SDI evidenzia, nelle quattro regioni tradizionalmente afflitte da maggiore incidenza mafiosa,un aumento delle segnalazioni di reato in Calabria e Sicilia ed una flessione del dato in Campania ed in Puglia.
Le segnalazioni SDI nel semestre in esame, risultano in crescita in Friuli Venezia Giulia, nel Lazio, in Liguria, in Lombardia, nelle Marche, in Molise, in Piemonte, in Umbria ed in Valle d'Aosta.

Le rimanenti regioni evidenziano un decremento dei fatti segnalati in banca dati.
Le relative incidenze sono visibili nel seguente grafico TAV94, che mette a confronto i due semestri del 2011 per ogni regione considerata.

TAV 94

322

(xls e ods foglio p. 322 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 25/01/2012)

Appare di interesse procedere ad una ripartizione degli obiettivi sui quali, nel tempo, è andata a ricadere l'attività estorsiva, sulla base dei dati SDI disponibili.
La relativa incidenza, indicata nel grafico seguente TAV 95 , dimostra che le tipologie di obiettivo, sulle quali l'estorsione maggiormente va a ricadere, sono quelle del privato cittadino, del commerciante, degli imprenditori e dei titolari di cantiere.
Appaiono di interesse anche le tipologie di obiettivo costituite dai pubblici amministratori e dai pubblici ufficiali.

TAV 95

322-2

(xls e ods foglio p. 322-2 ndr)

Con riguardo al dato della cittadinanza degli autori di delitti estorsivi, l'analisi offre per il secondo semestre del 2011, la scomposizione per estrazione territoriale presente nei seguente grafico TAV 96.
TAV 96

323

(xls e ods foglio p. 323 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 27/01/2012)

Risulta evidente l'assoluta prevalenza di soggetti italiani, ma anche una significativa incidenza di cittadini extracomunitari.

Le segnalazioni per il reato di estorsione censite in SDI sul conto di soggetti stranieri, mettono in luce un aumento numerico in Abruzzo. Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte. Sardegna, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto ed una diminuzione nelle restanti regioni.
La relativa evidenza TAV 97 è coerente con l'incidenza regionale del fenomeno criminale organizzato.

TAV 97

324

(xls e ods foglio p. 324 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 27/01/2012)

Per comprendere le differenze tra il fenomeno criminale endogene e quello esogeno, si ritiene utile comparare le tipologie di obiettivo attinte dalla delittuosità estortiva di matrice italiana rispetto a quella di matrice estera, per quanto riguarda l'arco temporale compreso nell'anno 2011.
Dalla distribuzione evidenziata dal seguente grafico TAV 98, emergono le condotte qualitativamente peculiari della delittuosità straniera (ad esempio l'estorsione compiuta verso prostitute e soggetti vagabondi) pur non mancando una rilevanza dei dati riguardanti eventi concretizzati in danno di commercianti, imprenditori, liberi professionisti, privati cittadini ed anche titolari di cantiere.

TAV 98

325

(xls e ods foglio p. 325 ndr)

Sotto il profilo della nazionalità di origine, la numerosità dei soggetti stranieri denunciati per estorsione è bel leggibile nel seguente grafico TAV 99.

Estorsione – nr. persone denunciate  / arrestate 2° semestre 2011            TAV 99.

325-2

(xls e ods foglio p. 325-2 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 27/01/2012)

Nel successivo istogramma sono stati esaminati i dati concernenti il sesso e l'età dei soggetti segnalati in SDI, quali autori dei reato di estorsione nelle diverse aree geografiche.
Dall'analisi delle informazioni disponibili per il semestre in esame, è possibile desumere una tendenza maggiore alla specifica delittuosità nei soggetti maschi in tutte le regioni, pur a fronte di una non trascurabile presenza femminile.

TAV 100

 

326

(xls e ods foglio p. 326 ndr)

Valutando, per il semestre in esame, le fasce di età degli autori di estorsione, è significativa la situazione della Campania, dei Lazio e della Toscana, ma anche della Calabria, della Liguria, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, del Piemonte, della Puglia, della Sicilia e dei Veneto, ove sono tracciabili presenze di soggetti delinquenti di età inferiore ai 18 anni.

TAV 101

327

(xls e ods foglio p. 327 ndr)

Dal grafico si evince che la totalità dei soggetti, denunciati per estorsione, nel semestre in esame, è pari a 4.864 unità di cui 132 risultano essere minorenni.
L'analisi qualitativa dei riscontri investigativi dei semestre continua a mettere in luce che l'attività estorsiva, altresì, fornisce un valido tirocinio criminale per i nuovi affiliati, spesso provenienti da altre esperienze criminali (spaccio di stupefacenti, furti, rapine, etc) e si manifesta con atti intimidatori realizzati contro operatori economici o titolari di aziende, attraverso piccoli danneggiamenti, recapito di cartucce, lettere anonime minatorie, furti di materiale ed incendi di beni strumentali.
Cosa nostra, preferendo mantenere un basso profilo, continua a prediligere la colla istantanea apposta alla serratura degli ingressi come "biglietto da visita" per i negozianti e gli imprenditori riottosi, la "n'drangheta", invece, intimidisce con gli incendi e le bombe.
Queste azioni inducono spesso le vittime a chiedere protezione agli stessi soggetti che hanno posto in essere l'intimidazione.
L'attività estorsiva viene esercitata nei più svariati settori economici: da quello commerciale (bar. ristorazione ed abbigliamento) alla distribuzione alimentare, sino al settore edile, con particolare riguardo alle imprese operanti nell'ambito degli appalti pubblici (costruzione di tratti autostradali, ferroviari e gestione di rifiuti).
L'estorsione si perfeziona non solo mediante il pagamento del classico "pizzo", ma anche attraverso l'imposizione di fornitori di merci e manodopera, assunzioni di favore o di personale da adibire soprattutto ai servizi di "guardiania" nei cantieri edili.
L'intimidazione delle vittime, alle quali l'estorsore prefigura in modo più o meno esplicito le ritorsioni cui verranno sottoposte, laddove non si pieghino alle richieste, ingenera un clima di omertà e di silente rassegnazione rispetto ai "costi" da sostenere.
Tuttavia, un ausilio a contrastare tale atteggiamento passivo può derivare dalle numerose iniziative di rinnovamento sociale e culturale, come la creazione di associazioni antiracket, di fondazioni, di comitati di solidarietà e di sportelli d'aiuto locali, nonché l'istituzione di fondi di solidarietà per le vittime stesse del racket e dell'usura. Si tratta di iniziative di sostegno che facilitano una maggior collaborazione con gli organismi investigativi da parte degli estorti.

Per quanto concerne invece il fenomeno dell'usura, lo studio statistico si basa su un contesto di segnalazioni SDI, caratterizzato da un più limitato numero di casi denunciati.
Nel semestre in esame, si denota una sensibile diminuzione delle segnalazioni per usura in Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Marche, Sardegna, Sicilia, e Toscana, parallela ad un aumento per il Lazio e la Lombardia ed una sostanziale tenuta del dato nelle restanti regioni, così come visibile nel seguente grafico TAV. 102.

TAV- 102

328

(xls e ods foglio p. 328 ndr)

In analogia a quanto esaminato per l'estorsione, è utile considerare la ripartizione degli obiettivi sul quali, nel tempo, è andata a ricadere l'attività usuraria, sulla base dei dati SDI disponibili.
Tale distribuzione è leggibile nel seguente grafico TAV 103.

TAV 103

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(xls e ods foglio p. 329 ndr)

Oltre al significativo dato che riguarda il coinvolgimento notevole di privati nei circuiti usurari, la categoria più afflitta appare essere quella degli imprenditori, seguita dai commercianti e dai liberi professionisti.
Sotto il profilo della cittadinanza degli autori dei delitti di usura, l'analisi offre, per il secondo semestre 201 l , la scomposizione presente nel seguente grafico TAV 104.

TAV 104

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(xls e ods foglio p. 330 ndr)

I dati, visivamente espressi nel seguente grafico TAV. 105 rilevano, comunque, una crescita del fenomeno usurario, alimentato da cittadini stranieri, in Calabria, in Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia, nei Lazio, in Liguria, in Lombardia, nelle Marche, in Piemonte, in Puglia ed in Sicilia.

TAV. 105

 

330-2

(xls e ods foglio p. 330-2 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 27/01/2012)

La delittuosità straniera nell'usura, in base alla nazionalità degli autori di reato, è resa evidente nei seguente grafico TAV. 106, da cui si evidenzia, per il semestre in esame, un maggior numero di segnalazioni a carico di cittadini albanesi e macedoni.

TAV. 106

331

(xls e ods foglio p. 331 ndr)

Fonte FastSDI - Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. (estrazione dati del 27/01/2012)

L'evoluzione in senso imprenditoriale della criminalità organizzata ha fatto sì che la pratica dell'usura, un tempo riconducibile a singoli soggetti (il personaggio da sempre noto nel quartiere o nel paese), sia assurta a significativa fonte di introiti per le organizzazioni criminali.
Nella tradizione di talune organizzazioni mafiose, l'erogazione di prestiti a tassi usurari era considerata quasi un'attività "spregevole", estranea al sistema di controllo del territorio.
Più recentemente, le investigazioni hanno, invece, accertato un progressivo interesse della criminalità organizzata anche nel settore dei prestiti ad usura.
Tale fenomeno si manifesta con più criticità nelle fasi di sfavorevole andamento congiunturale dell'economia, come quella attuale, in cui l'accesso al credito risulta più difficile proprio da parte di coloro i quali non dispongono di sufficienti garanzie, mentre gli intermediari finanziari adottano, al contrario, procedure di valutazione, del c.d. "merito di credito", sempre più stringenti.
D'altro canto la riduzione del reddito reale ed il conseguente sovra indebitamento di famiglie e imprese determinano, a loro volta, l'incapacità dei soggetti coinvolti di indennizzare i debiti contratti.
Nell'attuale fase recessiva, l'attività usuraria si è diffusa, quindi, non solo in aree interessate da profondi processi di ristrutturazione economica e sociale, ma anche in territori considerati, sinora, di forte sviluppo economico e di benessere sociale diffuso.
Compiere una valutazione precisa sull'entità del fenomeno usurario non è agevole, essendo solo in parte quantificabile sulla base del riscontro giudiziario delle denunce, come dimostra la differenza sostanziale tra il numero di quest'ultime e quello delle richieste di assistenza ed aiuto rivolte ad altri osservatori privilegiati, quali le Fondazioni Antiusura o le stesse Associazioni di categoria.
Tale differenza, dovuta principalmente alla ridotta propensione di famiglie e imprese a denunciare alle Autorità giudiziarie i casi di usura, negativamente condizionati dalla sudditanza psicologica verso i loro sfruttatori, porta a ritenere più significativo parlare di livello di permeabilità di un territorio e di vulnerabilità dei diversi contesti sociali ed economici rispetto al fenomeno dell'usura, pur tenendo conto del dato ufficiale relativo al numero di denunce  (nota 521).
Con riguardo al tema dell'usura, inoltre, va fatta menzione del protocollo siglato il 27.09.2011 tra Roma Capitale e la Federazione associazione antiracket ed usura, allo scopo di dare ulteriore impulso alla lotta all'usura.
Il protocollo ha la finalità di creare un raccordo tra gli sportelli, una rete per rafforzare la collaborazione e moltiplicare le iniziative antiracket. Si prevede anche l'istituzione, a breve termine, di una struttura all'interno della Prefettura di Roma, con il compito di esaminare casi particolari.
Anche nel "Terzo Patto per Roma Sicura" - stilato il 2l dicembre 2011 tra la Prefettura di Roma, la Provincia di Roma, la Regione Lazio e Roma Capitale, alla presenza del Ministro dell'Interno - il Sindaco di Roma Capitale si è impegnato "ad incrementare l'operatività territoriale degli sportelli di aiuto antiusura", in coerente attuazione del protocollo prima indicato.

Di seguito a quanto sopra riportato si ritiene opportuno illustrare, le principali attività investigative che per ogni macrofenomeno criminale, in materia di usura, sono risultate, nel semestre, tra le più significative.

  • Il 1° luglio 2011 il GIP presso il Tribunale di Bari ha emesso l'O.C.C.C. n. 19052/2010-21 e n. 7802/11 R.G. GIP, nei confronti di 8 persone accusate, a vario titolo, dei reati di usura, estorsione, danneggiamento ed altro, commessi nel comune di Conversano (BA) dal giugno 2005 al mese di gennaio 2011. Degli 8 indagati solo due sono stati colpiti da provvedimenti restrittivi. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire le presunte attività usurarie delle quali erano vittime alcuni imprenditori edili locali, il sistema usurario era basato su prestiti in denaro contante in cambio di assegni e titoli bancari, di valore molto più elevato, il cui incasso avveniva nei 30 giorni successivi, ad un tasso del 400% annuo.
  • Il 1° agosto 2011 il GIP presso il Tribunale di Lecce ha emesso l'O.C.C.C. n. 291/11 RGNR, n. 4/11 DDA, n. 5460/11 R. GIP. n. 89/11 ROCC, eseguita dai Carabinieri di Lecce il 2 agosto 2011, a carico di tre fratelli. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di usura, estorsione continuata in concorso ed esercizio abusivo di attività finanziaria, con l'aggravante delle modalità mafiose di cui all'art.7 D.L. 13.5.1991 n. 152, convertito con modificazioni nella L. 12.07.1991 n. 201. Gli arrestati, approfittando dello stato di bisogno di alcuni imprenditori in difficoltà economica, pretendevano interessi in misura del 10% mensile alla scadenza del prestito concesso, minacciando. in caso di mancato pagamento, azioni ritorsive nei confronti delle vittime e dei loro familiari, nonché di impossessarsi di beni aziendali per il recupero del credito. I soggetti destinatari della richiesta cautelare in parola vengono indicati da più collaboratori di giustizia come parte di un gruppo criminale operante a Lecce, nel settore del traffico e spaccio di stupefacenti ed inseriti organicamente nell'associazione di tipo mafioso denominata "sacra corona unita".
  • Il 13 luglio 2011, in Botricello e Cutro (KR), i Carabinieri di Catanzaro, hanno dato esecuzione all'O.C.C.C. n. 1154/2011 RG. GIP nell'ambito del procedimento penale n. 2165/2009, emessa dal GIP presso il Tribunale del citato capoluogo. L'operazione, denominata convenzionalmente "CRAVATTE PIEGATE", ha riguardato tre persone del nord ionico della provincia di Catanzaro, ritenute responsabili di usura, violenza, minaccia ed estorsione in danno di un imprenditore di Belcastro (CZ). La vittima, sin dal 2008, era stata indotta dagli indagati a versare somme di denaro a titolo di interesse usurario a fronte di prestiti ottenuti in stato di bisogno.
  • Il 4 agosto 2011, sono stati confiscati beni mobili e immobili per un valore di 4 milioni di Euro alla cosca CICERO di Cosenza  (nota 522). I beni oggetto del provvedimento di confisca erano stati sequestrati nel luglio 2010, sempre su disposizione del Tribunale di Cosenza in accoglimento della richiesta fatta dalla DDA di Catanzaro. Si tratta di quattro ville di lusso, un'impresa commerciale operante nel settore dell'edilizia, tre autoveicoli, due moto ed un conto corrente sul quale, secondo quanto e emerso dalle indagini, confluivano le somme incassate dalla cosca come provento dell'attività di usura e delle estorsioni.
  • Il 27 settembre 2011, in esito al procedimento scaturito da indagini nei confronti della cosca Valle, il GUP di Milano ha emesso cinque condanne a pene detentive, tra le quali quella pari a nove anni di reclusione nei confronti di Carmine VALLE, figlio di Francesco, ritenuto uno dei capi storici della ‘ndrangheta in Lombardia. Si tratta dell'esito delle investigazioni che, già nel 2010, avevano portato all'arresto in esecuzione di O.C.C.C. nei confronti di affiliati alla cosca VALLE, ritenuti responsabili di estorsioni e usura nell'hinterland milanese, fino a Pavia.
  • In data 5 ottobre 2011, la Squadra Mobile di Vibo Valentia ha dato esecuzione all'O.C.C.C. n. 5171/2009 R.G.N.R., 2877/09 RG. GIP e n. 228/11 R.M.C., emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro a carico di 3 persone (di cui due provenienti dal vibonese e collegate alla locale criminalità organizzata), perché ritenute responsabili di usura e tentata estorsione in danno di un imprenditore di Catanzaro costretto a pagare tassi usurai del 120/170 %.
  • Il 6 ottobre 2011, la Guardia di Finanza ha sequestrato, su disposizione del Tribunale di Lamezia Terme, beni mobili, immobili, rapporti bancari, quote societarie e attività economiche per un valore complessivo di circa 2 milioni di Euro. L'attività investigativa, che ha portato al sequestro dei beni, prende le mosse dall'operazione "Easy Money", coordinata dalla DDA di Catanzaro nel 2009, nel cui ambito furono arrestate undici persone perché ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di usura aggravata dal metodo mafioso, estorsione e tentata truffa aggravata in materia di finanziamenti, per un valore complessivo di oltre 900.000 euro. Il prosieguo delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme e sfociate nell'operazione "Easy Money 2" dell'ottobre 2010, aveva condotto alla denuncia di tre persone peri reati di riciclaggio, nonché all'individuazione dei flussi finanziari connessi e all'individuazione di 2 lussuosi appartamenti a Miami (FL - USA) e al sequestro di due società attive nella Repubblica di San Marino. Per i pubblici ministeri lametini "l'esecuzione del provvedimento in territorio sammarinese costituisce un precedente giurisprudenziale unico, destinato ad aprire nuovi scenari in materia di cooperazione internazionale finalizzata all'aggressione dei patrimoni illeciti detenuti all'estero in applicazione delle normativa antiriciclaggio italiana".
  • Il 12 novembre 2011, nell'ambito dell'operazione denominata convenzionale mente "LEX GENUCIA", nel lametino, la Guardia di Finanza di Catanzaro ha dato esecuzione all'O.C.C.C. n. 1275/2011 R.G.GIP. p.p. n. 821/2010 R.G.N.R. emessa dal GIP presso il Tribunale di Lamezia Terme a carico di dieci persone. I soggetti destinatari della citata richiesta cautelare sono stati indagati a vario titolo per aver costretto un noto imprenditore commerciale di autovetture a restituire somme ingenti a titolo di interessi anche pari al 200% mensile.
  • L'11 ottobre 2011, la Guardia di Finanza di Firenze ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze nei confronti di 12 persone, delle quali 8 residenti in Toscana (nelle province di Firenze, Prato e Pistoia) e di 4 residenti nella città di Napoli. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di estorsioni e usura, aggravati dall'utilizzo del metodo mafioso. L'organizzazione criminale, radicatasi da tempo nel territorio toscano, è risultata costituita da pregiudicati di origine napoletana affiancati da sodali (italiani e stranieri) residenti nelle province di Firenze (Vinci, Scandicci), Pistoia (Buggiano) e Prato. Nell'inchiesta, denominata "MIMESIS" e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, sono stati coinvolti (arresti domiciliari) anche due professionisti fiorentini, operanti nel settore dell'infortunistica stradale, che hanno partecipato ad un'estorsione commissionando al sodalizio criminale il recupero di un presunto credito vantato verso un intermediario finanziario fiorentino. La complessa attività di indagine ha consentito di accertare come i componenti del gruppo delinquenziale, grazie ad atteggiamenti violenti, minacce ed intimidazioni, hanno riprodotto nel territorio toscano quello stile comportamentale mafioso tipico di clan camorristici della loro terra di origine, accreditandosi negli ambienti criminali quali "professionisti" nel settore delle estorsioni. Un'estorsione di euro 60.000 è stata realizzata nel pratese ai danni di un carrozziere a cui il gruppo aveva fatto credere di aver proceduto, per suo conto, all'eliminazione di un albanese a sua volta responsabile di aver tentato un'estorsione nei confronti dell'artigiano. L'imprenditore era stato cosi ridotto in uno stato di prostrazione psicologica, paventando le conseguenze giudiziarie che avrebbe potuto subire a causa del suo coinvolgimento nel simulato omicidio. Dalle indagini condotte è emerso che il gruppo criminale era dedito anche ai prestiti di somme di denaro con applicazione di interessi di natura usuraria nell'ordine del 10% mensile ed a furti in appartamento con relative minacce anche di morte subite dalle vittime del reato.

 

Note al testo 

  • 521) Nel Rapporto di SPS Impresa del settembre 2011, dal titolo "L'usura a Roma e nel Lazio", si conferma e si rafforza una tendenza già emersa in precedenza, riguardo al crescente condizionamento esercitato dalle organizzazioni criminali di stampo mafiose sul tessuto economico del Paese.Sempre secondo il citato Rapporto di SoS Impresa, vi sono anche altri due elementi importanti che denunciano l'effetto della crisi economica: il numero dei fallimenti e dei protesti, che sono termometro di una situazione più complessiva di fragilità del sistema delle imprese e sono tra i sintomi più comuni del rischio usura. A livello territoriale, il 2009 aveva fatto registrare un'impennata dei fallimenti soprattutto al Nord, ma negli ultimi anni il quadro è diventato più omogeneo e il differenziale di crescita si è ridotto con il Centro ed il Sud.Dallo stesso rapporto, inoltre, emerge che stimare il mercato dell'usura è quanto mai difficile. Si tratta, infatti, di un fenomeno fortemente sommerso, per il quale si possono indicare solo ordini di grandezza, incrociando diversi criteri; numero delle denunce, operazioni delle Forze dell'Ordine, esame dei registri contabili sequestrati, la cifra media dell'erogato dal Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura, informazioni confidenziali da parte delle vittime.
  • 522) Capo della cosca è Domenico CICERO, attualmente detenuto dopo essere stato arrestato nel 2006 nell'operazione "Missing".