DIA: "Infiltrazioni criminali nell'economia legale, parte seconda: usura", 2° relazione semestrale 2012 (8 ottobre 2013)

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  • Fonte: Relazioni semestrali DIA (qui il testo originale e ufficiale di questo documento in formato pdf: si tratta di un documento di 328 pagine dal “peso” di 63 mega in formato pdf immagine difficile da scaricare, stampare e gestire e non conforme agli standard di accessibilità…); il testo qui pubblicato è disponibile anche nelle versioni mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt, le tabelle ed i grafici sono disponibili anche in formato xls e ods (conversioni a cura di ComplianceNet)

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    Capitolo 5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale - c. Fenomeno usurario e racket delle estorsioni

    Tra le attività criminali dei sodalizi mafiosi, l’estorsione e l’usura conservano un ruolo primario, non solo in quanto antichi e consolidati strumenti di controllo del territorio, ma anche quale metodo di drenaggio di risorse economiche, poi disponibili anche per il finanziamento di ulteriori attività.
    Attraverso le estorsioni i gruppi mafiosi esercitano una sorta di prelievo diffuso, garantendosi costanti flussi di denaro ed inducendo nelle vittime una rassegnata accondiscendenza, che in determinate aree del Paese incrementa la considerazione ed il senso di soggezione nei riguardi delle consorterie mafiose.
    L’usura, inoltre, offre la possibilità di reinvestire i capitali illeciti in un mercato finanziario occulto ed estremamente remunerativo, caratterizzato anch’esso da una condizione di assoggettamento delle vittime.

    La sinergia tra condotte estorsive ed usurarie

    In ultimo, la pianificata sinergia tra condotte estorsive ed usurarie costituisce, nelle strategie della criminalità organizzata, un potente mezzo di infiltrazione nel tessuto legale che consente, come esito finale, di assumere il reale controllo, se non addirittura la titolarità, di attività imprenditoriali originariamente sane.
    L’analisi dei riscontri investigativi del semestre in esame conferma che l’attività estorsiva si manifesta mediante una varietà di atti intimidatori.
    La fase iniziale delle condotte delittuose consiste frequentemente in piccoli danneggiamenti, nel recapito di oggetti simbolici o di lettere anonime minatorie, in furti di materiale e incendi di beni strumentali.
    A queste iniziative, segue spesso l’autonoma ricerca, da parte delle vittime, di interlocuzioni con il tessuto criminale locale, per la conseguente richiesta di protezione. La pratica estorsiva viene esercitata nei più svariati settori economici, commerciali e imprenditoriali e dei pubblici appalti, e continua ad essere posta in essere, non solo attraverso la pretesa di pagamento del classico pizzo, ma anche con l’imposizione di forniture, servizi e manodopera (nota 7);.

    L'intimidazione delle vittime

    A fattor comune, nelle condotte delittuose di che trattasi, caratterizzate da intimidazioni di diversa natura, emerge nelle vittime una riluttanza a rivolgersi agli organi di polizia, nel timore di subire pesanti ritorsioni contro l’incolumità personale e quella dei propri beni.

    La diffusione della cultura della legalità

    Un forte sostegno alla prevenzione e contrasto al fenomeno estorsivo continua a pervenire da vari movimenti di reazione sociale, impegnati in progetti e iniziative finalizzati a promuovere e diffondere i valori di legalità, solidarietà e, soprattutto, di salvaguardia dei diritti e delle libertà individuali, per affermare il rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione.
    In tale contesto, si menzionano:

    • il 30 agosto 2012, a Palermo, II Ministro dell’interno Cancellieri ha partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato “Addiopizzo” in memoria dell’imprenditore Libero Grassi, simbolo di ribellione alle violenze del racket delle estorsioni e per questo ucciso dalla mafia 21 anni fa;
    • il 6 novembre 2012, a Foggia, si è tenuta la “Giornata per la trasparenza e legalità” organizzata dalla locale Prefettura, dalla Federazione antiracket italiana (Fai) e dall’Associazione Libera, dedicata alla ricorrenza del ventennale della morte dell’imprenditore edile pugliese Giovanni Panunzio, vittima della criminalità organizzata per aver denunciato i propri estorsori;
    • il Commissario straordinario del Governo per le iniziative antiracket si è costituito parte civile in tre distinti procedimenti penali contro associazioni mafiose dedite alle estorsioni, in corso presso le competenti Autorità Giudiziarie (nota 8);
    • dal 22 novembre al 21 dicembre, a Napoli, si è svolta la “Campagna di sensibilizzazione Cento strade. Natale antiracket”. Il Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007 – 2013” ha finanziato due progetti, uno finalizzato al sostegno e all’espansione del “Consumo critico”, realizzato in partenariato con la Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane (FAI), l’altro denominato “Costituzione di una rete per il consumo critico antiracket”, realizzato con l’associazione “Addio pizzo”. L’iniziativa ha visto le Autorità nazionali e locali ed i rappresentati delle Forze dell’Ordine - accompagnati dai Sindaci, dalle delegazioni delle locali associazioni antiracket e da studenti delle scuole - incontrare gli esercenti di piccole città e dei grandi capoluoghi della Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, per invitarli a non accettare la sottomissione al racket. L’obiettivo principale è stato quello di sensibilizzare i consumatori ad orientare gli acquisti natalizi verso i prodotti “pizzo free” sostenendo, in tal modo, gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare.

    Dall’analisi dei fatti di natura estorsiva denunciati, si rileva un aumento delle segnalazioni di reato in tutte e quattro le regioni tradizionalmente afflitte da maggiore incidenza mafiosa.
    Le segnalazioni SDI, nel semestre in esame, risultano in crescita anche in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Sardegna.
    Le restanti regioni evidenziano un decremento dei fatti segnalati.
    Le relative incidenze sono visibili nel grafico che segue (Tav. 160), che mette a confronto il primo semestre ed il secondo semestre 2012 per ogni regione considerata.

    ESTORSIONE
    (Fatti reato - Regione)

    La distribuzione su base regionale evidenzia il diffuso aumento delle segnalazioni per il reato di estorsione

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    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 160)
    (xls e ods foglio p. 304 ndr)

    Appare di interesse procedere ad una ripartizione dei destinatari dell’attività estorsiva, sulla base dei dati SDI disponibili.

    I principali obiettivi delle estorsioni sono i privati cittadini, commercianti e gli imprenditori

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    (Tav. 161)
    (xls e ods foglio p. 305-1 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)

    La relativa incidenza dimostra che i principali obiettivi delle estorsioni sono i privati cittadini, i commercianti e gli imprenditori (Tav. 161).
    Con riguardo alla cittadinanza degli autori di delitti estorsivi, il grafico a margine (Tav. 162) mostra per il secondo semestre del 2012, la scomposizione dei dati disponibili per estrazione territoriale.
    Risulta evidente l’assoluta pre-valenza di soggetti italiani, ma anche una significativa incidenza di cittadini extracomunitari.

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    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 162)
    (xls e ods foglio p. 305-2 ndr)

    Le segnalazioni per il reato di estorsione censite in SDI sul conto di soggetti stranieri, mettono in luce un aumento del dato relativo a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia.
    Nel complesso il fenomeno presenta una significativa assonanza con l’incidenza regionale del fenomeno crimine organizzato (Tav. 163).

    Si ritiene utile, inoltre, comparare le categorie di obiettivi prescelti come vittime con quelle degli autori monitorati in base alla nazionalità (italiani o stranieri).

    Dalla rappresentazione grafica (Tav. 164), si nota un’incidenza relativa ai fenomeni delittuosi nei confronti di commercianti, privati cittadini, titolari di cantieri e imprenditori, da parte di criminali italiani, mentre la delittuosità di origine straniera è più esclusivamente orientata verso privati cittadini.

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    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tv. 163)
    (xls e ods foglio p. 306-1 ndr)

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    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 164)
    (xls e ods foglio p. 306-2 ndr)

    Sotto il profilo della nazionalità di origine, la ripartizione dei soggetti stranieri denunciati per estorsione è desumibile dai grafico a margine (Tav.165).

    Per quanto concerne invece fenomeno dell’usura, le informazioni disponibili nelle banche dati SDI si riferiscono ad un insieme limitato di casi denunciati.

    Nel semestre in esame, si denota una diminuzione delle segnalazioni per usura in Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Molise, Toscana, Umbria e Veneto, un aumento per le Regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia e Trentino Alto Adige ed una sostanziale tenuta del dato nelle restanti regioni, così come visibile nel grafico a margine (Tav. 166).

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    (xls e ods foglio p. 307-1 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 165)

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    (xls e ods foglio p. 307-2 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 166)

    In analogia a quanto esaminato per l’estorsione, è utile considerare la ripartizione degli obiettivi sui quali, nel tempo, è andata a ricadere l’attività usuraria, sulla base dei dati SDI.

    Tale distribuzione è leggibile nel grafico a lato (Tav. 167). Oltre al dato generale che riguarda il coinvolgimento notevole dei privati nei circuiti usurari, la categoria più colpita appare essere quella dei commercianti, seguita dagli imprenditori e dai liberi professionisti.
    Sotto il profilo della cittadinanza degli autori dei delitti di usura, l’analisi offre, per il secondo semestre 2012, la scomposizione presente nel grafico a lato (Tav. 168)

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    (xls e ods foglio p. 308-1 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 167)

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    (xls e ods foglio p. 308-2 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 168)

    I dati, scomposti per regione (Tav. 169) rilevano, comunque, una crescita del fenomeno usurario, alimentato da cittadini stranieri, in Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Trentino, Alto Adige e Veneto.
    La nazionalità di origine degli autori di reati, è resa evidente nel grafico successivo (Tav. 170), rivelando, per il semestre in esame, un maggior numero di segnalazioni a carico di cittadini indiani, filippini, cinesi e rumeni.
    Il fenomeno usurario, nella stragrande maggioranza, si manifesta secondo le connotazioni classiche: l’usuraio è un personaggio da tutti conosciuto che, in un ambito territoriale solitamente ristretto, mantiene personalmente i rapporti con i “clienti”, impiegando, negli affari, ricchezza propria.
    In taluni casi, tuttavia, l’usuraio gestisce ricchezze altrui, magari anche di insospettabili commercianti o professionisti i quali, oltre ai fondi, possono avergli fornito informazioni apprese nell’esercizio delle proprie specifiche attività, utili alla individuazione di altri soggetti in stato di difficoltà economica.

    L’interesse della grande  criminalità per l’usura

    Da qualche tempo, peraltro, in determinate aree del Paese l’usura sta destando un particolare interesse nella grande criminalità, che ha scelto tale ambito delittuoso come canale sicuro e funzionale al riciclaggio, cioè a quella serie di operazioni finalizzate al reimpiego di risorse in circuiti legali eludendo la riconducibilità del denaro, di beni o altre utilità alla loro origine illecita.

    Crisi economica e usura

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    (xls e ods foglio p. 309-1 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 169)

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    (xls e ods foglio p. 309-2 ndr)
    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 170)

    Siffatto mutamento ha avuto sicuramente un’incentivazione dalla frattura creatasi tra una economia fortemente in crisi, che richiede nuovi investimenti, e un sistema bancario rimasto ancorato al principio che i finanziamenti sono concessi solamente in presenza di adeguate garanzie reali, che non tutti sono in grado di offrire (nota 9).
    La crisi economica attuale e la fase di recessione prolungata, pertanto, hanno favorito una crescita del fenomeno usurario, determinando un sempre più frequente ricorso degli imprenditori, pressati dai debiti, ai finanziamenti dei mafiosi.
    A causa delle forti distonie del mercato, le piccole e medie aziende si prestano ad essere uno snodo di immissione nel sistema economico sano di capitali mafiosi.
    L’esito finale di questa forma sofisticata di usura, che spinge le vittime in un ciclo inarrestabile di indebitamento, consiste nella definitiva cessione dell’azienda all’impresa criminale.
    Si registra, quindi, una pericolosa commistione tra economia criminale e quella legale, laddove quest’ultima contiene in sé cause ed effetti del fenomeno usurario; il riciclaggio di beni e capitali illeciti attraverso l’erogazione di ratei usurari genera gravi distorsioni nell’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stessa stabilità ed efficienza dell’intero sistema economico.

    L’usura quale strumento di reimpiego di denaro di provenienza illecita

    L’usura intesa quale strumento per la delinquenza organizzata di reimpiego di denaro di provenienza illecita, si evidenzia più marcatamente nel meridione, come si evince dal numero di denunce presentate alle Forze di Polizia o all’A.G. che comunque offrono una visione parziale della realtà, non dando conto di un verosimile ed esteso sommerso.

    Compiere una valutazione precisa sull’entità del fenomeno usurario, pertanto, non è agevole, come dimostra la differenza sostanziale tra il numero delle denunce e quello delle richieste di assistenza ed aiuto rivolte ad altri osservatori privilegiati, quali le Fondazioni Antiusura o le stesse associazioni di categoria.

    Scarsa collaborazione da parte delle vittime dell’usura

    Tale differenza, dovuta principalmente alla ridotta propensione di persone e imprese a denunciare i casi di usura, condizionati come sono dalla soggezione psicologica verso i loro sfruttatori, porta a ritenere più significativo parlare di livello di permeabilità di un territorio e di vulnerabilità dei diversi contesti sociali ed economici rispetto al fenomeno dell’usura, pur tenendo conto del dato ufficiale relativo al numero di denunce.
    Tuttavia, occorre proseguire nell’incentivare la collaborazione delle vittime, e a tal fine un ruolo fondamentale viene rivestito dalle amministrazioni locali e dalle associazioni antiracket ed antiusura.

    Il rating di legalità per il imprese

    I recenti interventi normativi (nota 10) e finalizzati ad una più efficace lotta all’illegalità, attraverso la tutela dei consumatori e delle imprese, hanno previsto una agevolazione per le imprese virtuose, sotto forma di assegnazione di un rating di legalità, volto a compensare le distonie indotte nel mercato dalle organizzazioni criminali (come ad esempio concorrenza sleale, usura, racket estorsivo, maggiore costo del denaro).
    Il principio ispiratore della norma è rendere conveniente per l’impresa l’attività legale, attraverso uno strumento che ne misuri l’affidabilità, e favorire, in termini di priorità nell’aggiudicazione degli appalti pubblici e di accesso al credito, le aziende che denunciano il racket o che aderiscono concretamente alle associazioni anti mafia.
    A tal proposito, il 14 novembre 2012, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha varato il regolamento che stabilisce criteri e modalità di attribuzione dei punteggi del rating di legalità delle aziende (nota 11).
    Ad integrazione di quanto già riportato nei precedenti capitoli relativi ai macrofenomeni mafiosi presenti sul territorio, si illustrano, di seguito, le ulteriori attività investigative di contrasto in materia di usura che, nel semestre in esame, sono risultate tra le più significative,

    Operazioni dl contrasto all’usura

    Il 20 luglio 2012, a Enna, nell’ambito dell’operazione denominata “Sole Nero’’, personale della locale Squadra Mobile ha proceduto all’arresto di quattro persone (nota 12), ritenute responsabili di associazione mafiosa finalizzata all’ usura e all’estorsione. Le indagini hanno permesso di accertare che gli arrestati, grazie alla mediazione di un consulente di un istituto di credito, prestavano denaro a tassi usurari ad un imprenditore catanese in difficoltà economiche.
    Il 26 settembre 2012, a Formia (LT), i militari della locale Guardia di Finanza hanno eseguito l’arresto di tre persone (nota 13) ritenute vicine al clan camorristico D’AUSILIO e responsabili di riciclaggio ed usura. Nell’ambito dell’operazione è stato sequestrato uno yacht del valore stimato di 500 mila euro.
    Il 19 ottobre 2012, a Casoria (NA), i Carabinieri hanno tratto in arresto ventidue persone (nota 14), affiliate ad una fazione del clan MOCCIA, responsabili di episodi di usura e di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti di Afragola e dell’area circostante, consumati tra il 2008 ed il 2010 con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il predetto sodalizio. Le misure eseguite rappresentano un ulteriore sviluppo di un’analoga attività investigativa eseguita tra il 2009 ed il 2010 quando tra Casoria (NA) ed Afragola (NA) furono arrestati undici presunti affiliati al clan MOCCIA. L’attuale epilogo è stato suffragato dalle dichiarazioni di alcune persone offese e dal contributo di alcuni collaboratori di giustizia che hanno consentito di far luce su un diffuso sistema di concessione di prestiti a tassi usurari.
    Il 6 novembre 2012, a Foggia, nell’ambito dell’operazione denominata “Caronte”, la Polizia di Stato ha tratto in arresto cinque pregiudicati (nota 15), ritenuti responsabili di estorsione ed usura aggravata dall’ad. 7 L. n. 203191. Il gruppo prestava somme di denaro applicando tassi usurari che sfioravano anche il 400% su base annua, ed era composto da elementi collegati con esponenti della criminalità organizzata foggiana e sanseverese.
    Il 30 novembre 2012, a Torre del Greco (NA) e Torre Annunziata (NA) i Carabinieri di Napoli hanno tratto in arresto dodici persone, indiziate di usura ed estorsione, commesse con l’aggravante del metodo mafioso, affiliate ai clan camorristici CUCCARO-APREA e GUARINO-CELESTE, attive nel quartiere Barra di Napoli e a Cercola (NA). L’inchiesta è stata originata dalla denuncia del titolare di un’attività commerciale che, già dal 2007, aveva contratto debiti usurari con alcuni soggetti appartenenti ai clan della camorra e subito alcuni episodi intimidatori di chiara matrice mafiosa, con ripetute pressioni per ottenere la restituzione dei prestiti e degli interessi.
    Il 5 dicembre 2012, a Firenze i Carabinieri hanno tratto in arresto sei persone (nota 16) facenti parte di una organizzazione criminale dedita all’estorsione, all’usura ed altro, con l’aggravante del metodo mafioso, e risultata avere legami con il clan camorristico dei GALLO-VANGONE-LIMELLI. L’attività investigativa, che ha interessato anche le province di Roma e Napoli, ha riguardato soggetti contigui o affiliati a organizzazioni criminali camorristiche dediti all’estorsione ed all’usura nei confronti di imprenditori o commercianti sia di origine campana che toscana.
    Il 19 dicembre 2012, a Messina, nell’ambito dell’ operazione denominata “Gran Bazar”, la Polizia di Stato ha tratto in arresto otto persone (nota 17)  ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione ed usura, aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno avuto inizio nel maggio del 2009, a seguito della denuncia per danneggiamenti e minacce ai danni di un direttore di banca che aveva segnalato operazioni anomale tra imprenditori, ed hanno evidenziato l’esistenza di flussi finanziari in massima parte finalizzati a celare la comune situazione di dissesto finanziario. A causa delle difficoltà economiche, peraltro, erano stati costretti a ricorrere a prestiti con tassi d’interessi esorbitanti.

    Note

    • 7 Nell’ambito dell’operazione "Cartaruga" a Reggio Calabria (PROC. nr. 458/11 RGNR.- ODA PROC. nr. 4879/11 RGGIP nr. 72/12 ROCC Tribunale di Reggio Calabria) il 19 ottobre 2012 la Polizia di Stato ha tratto in arresto dodici affiliati alle cosche ROSMINI - CARIDI ritenuti responsabili di associazione mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni. II sodalizio aveva imposto a ipermercati, supermercati, drogherie e persino ambulanti la vendita di buste e materiale cartaceo, imponendo in quei territori, un regime di quasi monopolio.
    • •    A Messina (0.C.C.C. nr. 2869/12 RGNR. e nr. 4654/RGGIP Tribunale di Messina) il 4 dicembre 2012: nell’ambito dell’operazione "Supermarket", cinque persone sono state arrestate dalla Pulizia di Stato con l’accusa di estorsione ai danni di un’azienda della grande distribuzione alimentare. L’indagine ha accertato che un esponente dell’omonimo clan del rione Mangialupi risultava essere gestore, attraverso un’interposizione fittizia, di due supermercati che si rifornivano presso la citata azienda, costretta a consegnare ingenti forniture senza ricevere pagamenti ovvero in cambio di assegni posdatati.
    • •    in provincia di Caserta (0.C.C.C. or. 706/12 Tribunale di Napoli) il 1° dicembre 2012 i Carabinieri hanno tratto in arresto dodici affiliati al clan dei CASALESI - fazione SCHIAVONE - ritenuti responsabili dei reati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi ed altro, che imponevano a ristoranti, organizzatori di feste patronali e alle emittenti televisive locali, l’ingaggio di cantanti per spettacoli trattenendo gran parte dei compensi per il sodalizio. Nello stesso contesto i titolari di attività commerciali erano costretti ad acquistare gadget pubblicitari a prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato.
    • 8 Corte d’Assise di S.Maria Capua Vetere, processo contro numerosi affiliati al clan dei CASALESI - frangia bidognettiana imputati dell’omicidio a Castel Volturno (CE) dell’imprenditore Domenico Noviello, che aveva denunciato le estorsioni subite;
    • Tribunale di Napoli, giudizio immediato richiesto da alcuni imputati nello stesso procedimento Noviello;
    • Tribunale di Napoli, processo a carico di 33 imputati appartenenti al clan MISSO; che avevano preordinato una serie di attività criminali per la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali.
    • 9 Banca d’Italia - Bollettino Economico n. 70, ottobre 2012: "Nei mesi estivi del 2012 la contrazione dei prestiti bancari alle imprese è proseguita: in agosto quelli concessi alle aziende non finanziarie segnavano un ribasso del 4,3 per cento rispetto a un anno prima. Il calo ha interessato tutte le imprese, ma in misura più marcata quelle di piccole dimensioni",
    • 10 Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante "disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività", poi convertito, con modificazioni, nella legge n. 27 del 24 marzo 2012, integrato dal DL n.29 del 24 marzo 2012 convertito nella legge n.62 del 18 maggio 2012.
    • 11 Potranno richiedere l’attribuzione del rating le imprese che operano in Italia e che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di curo nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni:
    • •    Il rating sarà attribuito dall’Autorità attraverso il conferimento di una stelletta fino ad un massimo di tre, sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate. Per ottenere da due a tre stellette, il regolamento prevede sei ulteriori requisiti che, se rispettati, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di tre stellette. In particolare le aziende dovranno rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge, adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa, essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa, avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
    • •    sarà valorizzata anche la denuncia, all’Autorità Giudiziaria o alle Forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori, qualora alla denuncia sia seguito l’esercizio dell’azione penale;
    • •    il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed é rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una stelletta, l’Autorità dispone la revoca del rating.
    • 12 0.C.C.C. nr.716/12 R.G.N.R. e nr.940/12 R.G.GIP, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Caltanissetta.
    • 13 0.C.C.C. n, 8764/12 RG. N.R. — n. 18179/12 RG GIP. e n. 571/12 R.00C emessa in data 25 settembre dal GIP del Tribunale di Napoli- Sez. 11^. 0,e_e_C.n, 48362/08 RGNR — n, 39255/09 R GIP e n_ 603/12 OCC emessa in data 04.10_2012 dal GIP — 37" Sez. del Tribunale di Napoli_
    • 15 0.C.C.0 nr. 7901/2010 RGNR Mod. 21 - DDA e or, 89844/11 RGIP emessa il 26.10.2012 dal GIP del Tribunale di Bari.
    • 16 0.C.C.C. nr. 9977/12 RGNR e nr. 10868/12 RGGlE emessa dal GIP del Tribunale di Firenze.
    • 17 0.C.C.C. or. 7267/2009 R.G.N.R. e or. 4657/2010 R.G.-G.I.P., emessa il 17.12.2012 dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica di Messina.

     

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