Sulla lotta alla corruzione bisogna andare avanti tutta (Eutekne.info, 11 settembre 2012)

di Enrico ZANETTI
Il Ministro della Giustizia, Paola Severino, sta meritoriamente tenendo al centro della propria comunicazione istituzionale il tema dell’urgenza dell’approvazione del disegno di legge anticorruzione.
A Cernobbio, nei giorni scorsi, ha messo in campo anche alcune cifre, per rafforzare il senso di questa priorità.
Ha ricordato innanzitutto come, secondo le stime della Banca Mondiale, la crescita del reddito potrebbe essere superiore dal 2 al 4% con un’efficace lotta alla corruzione.
Sulle colonne di questo giornale, è da quasi due anni che, con pari intensità e convinzione, sottolineiamo come lotta all’evasione fiscale del settore privato e lotta alla corruzione del settore pubblico siano due facce di una medesima medaglia e che, in quanto tali, devono essere contrastate con pari determinazione ed efficacia.
Una posizione che trova ampio consenso nei cittadini, ma a tutt’oggi priva di rappresentanza politica.
Da una parte, ci sono partiti, come il PD e la sinistra, che non accettano questo tipo di equiparazione; non perché indisponibili a stringere le maglie intorno ai fenomeni corruttivi, ma perché impregnati sin nel midollo di logiche statalistiche secondo cui, a parità di furto, chi osa guadagnarsi da vivere, senza l’intermediazione sociale di un contratto di lavoro collettivo negoziato da un sindacato, è comunque reprobo assai più pericoloso di chi ha perlomeno il buon gusto di mettersi ordinatamente in fila e tanto meglio se all’interno dell’apparato pubblico.
Per questi partiti, qualsiasi riflessione, che miri a riequilibrare un’attenzione tra i due fenomeni che si è quasi sempre rivelata strabica, è un vergognoso esercizio di “benaltrismo” perpetrato da evasori fiscali e amici degli evasori.
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