Consob: "Mercati finanziari: profili civilistici, contabili e fiscali", intervento di Lamberto Cardia

Consob: "Mercati finanziari: profili civilistici, contabili e fiscali", intervento di Lamberto Cardia

Posted by Agatino Grillo on Dom, 15/03/2009 - 12:00 in

Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, è intervenuto il 4 marzo 2009 al convegno di studi organizzato dalla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza con un intervento sul tema "Mercati finanziari: profili civilistici, contabili e fiscali" (disponibile anche in formato pdf, 157 K, e pdf zip, 45 k).
Nel suo intervento Cardia:

  • ha fatto una breve sintesi della storia della Consob ricordando come i vari interventi legislativi ne abbiano progressivamente esteso le funzioni e i compiti ed ampliato gli ambiti normativi oggetto del suo intervento;
  • ha ricordato, in maniera molto incisiva, l’importanza di una appropriata trasparenza informativa specie in un momento di turbolenza dei mercati ove occorre contribuire a ridurre l’incertezza e le sue conseguenze negative; in particolare la dichiarazione dei Paesi del G20, redatta in occasione della riunione del 15 novembre 2008, prevede una serie di azioni da attuarsi nel breve e nel medio termine, con l’obiettivo di ristabilire la fiducia dei mercati: di conseguenza entro il 31 marzo 2009 i Paesi del G20 dovranno adottare misure per aumentare la trasparenza delle informazioni fornite dagli istituti finanziari.
  • ha concluso sottolineando come l’origine e la diffusione della crisi hanno in particolare reso evidente come sia mancato negli ultimi anni un "pacchetto" di regole internazionali comuni e da tutti egualmente applicate e sanzionate. In questo momento è quindi necessario concentrarsi su quali siano le regole fondamentali del mercato sulle quali lavorare affinché si creino standard internazionali vincolanti. La Consob è parte attiva in tale processo, partecipando con rinnovata convinzione anche alle sedi internazionali nelle quali si contribuirà, con il ricercato convergente concorso dei paesi membri, a definire una nuova architettura istituzionale dei mercati finanziari.

Una breve storia della Consob

Come anticipato, l’Autorità è deputata dal Testo Unico della Finanza a vigilare sulla trasparenza e sulla correttezza dei comportamenti dei soggetti che a vario titolo operano nei mercati finanziari. Tale attività di vigilanza attiene, in particolare, ai seguenti profili:

  • trasparenza e correttezza dei comportamenti di tutti gli intermediari;
  • trasparenza dei mercati e ordinato svolgimento delle negoziazioni;
  • efficienza e trasparenza del mercato del controllo societario e del mercato dei capitali;
  • correttezza contabile.

Gli obiettivi della vigilanza della Consob sono anch’essi stabiliti dal Testo Unico della Finanza e comprendono non soltanto la tutela degli investitori e la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario, ma anche il buon funzionamento di quest’ultimo. Ciò spiega perché la Consob, nell’esercizio dei propri compiti istituzionali, sia spesso chiamata ad operare un difficile bilanciamento tra le diverse esigenze, non potendo perseguire alcune di esse a scapito di altre.

Al riguardo, in attuazione dell’art. 5, comma 5-bis del TUF, in data 31 ottobre 2007 la Consob e la Banca d’Italia hanno stipulato un Protocollo d’intesa volto a coordinare l’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza regolamentare, informativa ed ispettiva. Il Protocollo disciplina le forme di consultazione e comunicazione tra le due Autorità ed istituisce un Comitato strategico e un Comitato tecnico, deputati ad assicurare un contatto costante tra di esse.
In data 7 marzo 2008 è stato stipulato un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, la Consob e l’Isvap per la cooperazione in materia di stabilità finanziaria, prevenzione e gestione delle crisi finanziarie di natura sistemica, con il quale è stato istituito il Comitato per la Salvaguardia della Stabilità Finanziaria.
Per consentire l’efficace esercizio di tale nuova potestà, la L. 62/2005 ha conferito all’Autorità – con riferimento alla materia degli abusi di mercato – poteri di vigilanza e di indagine di particolare incisività e novità per il nostro ordinamento amministrativo.

Trasparenza ed informativa

Cardia ha ricordato che " l’attuale crisi ha messo in luce aspetti fondamentali della regolamentazione dell’informazione di bilancio e della relativa vigilanza. "

Come noto, in forza del Regolamento Comunitario n. 1606/2002 e del decreto legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, i bilanci delle società quotate e degli intermediari finanziari e assicurativi devono essere redatti in conformità agli standard contabili internazionali emanati dall’International Accounting Standard Board (IASB).
Tali principi sono stati introdotti per aumentare la trasparenza delle informazioni societarie e incentivare una più efficiente allocazione del risparmio. Alle imprese viene infatti richiesto di fornire informazioni dettagliate sulla gestione, sui rischi e sulle aspettative di redditività.
Nella situazione attuale, l’applicazione dei principi contabili internazionali richiede maggiore attenzione da parte degli amministratori, soprattutto nella definizione di scelte soggette ad una significativa discrezionalità tecnica quali, ad esempio, la stima dei dati previsionali o la valutazione degli strumenti finanziari illiquidi.
In particolare, i temi oggetto di ampio dibattito tra gli operatori riguardano:

  • (i) l’applicazione del presupposto della continuità aziendale,
  • (ii) i criteri con i quali vengono rilevati e misurati gli investimenti in strumenti finanziari, la gestione dei rischi finanziari ed il grado di esposizione a tali rischi,
  • (iii) la verifica delle riduzioni per perdite durevoli di valore delle attività,
  • (iv) le incertezze nell’utilizzo di stime.

Al riguardo, Consob, Banca d’Italia ed Isvap hanno adottato, il 6 febbraio scorso, il Documento n. 2 in tema di "Informazioni da fornire nelle relazioni finanziarie sulla continuità aziendale, sui rischi finanziari, sulle verifiche per riduzione di valore delle attività e sulle incertezze nell’utilizzo di stime" per richiamare tutti i partecipanti ad una puntuale ed esaustiva applicazione delle norme e dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS).

Una appropriata trasparenza informativa può, infatti, contribuire a ridurre l’incertezza e le sue conseguenze negative.

Con tale documento non si sono stabilite nuove regole, né vengono introdotti ulteriori obblighi di informativa rispetto a quelli previsti dagli IAS/IFRS. Le finalità perseguite consistono nell’individuare quelle aree del bilancio che potrebbero risentire maggiormente dell’attuale situazione di crisi e sulle quali più elevata sarà la domanda di informazioni da parte del mercato, nonché nell’esortare le società a prestare la massima attenzione nell’applicazione degli IAS/IFRS, fornendo ampia informativa sulla propria situazione economico-patrimoniale e finanziaria.
In ogni caso, tali valutazioni comportano l’espressione di un giudizio sull’esito di eventi futuri; circostanze che sono, per loro natura, incerte. Da ciò discende l’importanza che siano illustrate in modo adeguato le argomentazioni a sostegno della ragionevolezza di tali valutazioni. Soltanto attraverso una effettiva trasparenza informativa sarà, infatti, possibile per il mercato apprezzare la ragionevolezza della conclusione finale in merito all’adozione del presupposto della continuità aziendale e alle prospettive della società.

La dichiarazione dei Paesi del G20, redatta in occasione della riunione del 15 novembre 2008, ha individuato nel mancato apprezzamento da parte degli istituti finanziari degli effettivi rischi assunti nella detenzione di strumenti finanziari complessi una delle cause dell’attuale crisi dei mercati finanziari. Il piano d’azione concordato dai Paesi del G20 prevede una serie di azioni da attuarsi nel breve e nel medio termine, con l’obiettivo di ristabilire la fiducia dei mercati.
Entro il 31 marzo 2009 i Paesi del G20 dovranno adottare misure per aumentare la trasparenza delle informazioni fornite dagli istituti finanziari. Tale obiettivo deve esser raggiunto attraverso l’adozione di nuovi standard internazionali volti a definire:

  1. la modalità di valutazione dei titoli ed in particolare di quelli complessi e illiquidi nei momenti di turbolenza dei mercati;
  2. la modalità di contabilizzazione e le regole di trasparenza per i veicoli non inclusi nell’area di consolidamento - considerato che proprio l’utilizzo di entità "fuori bilancio" ha contribuito nella crisi subprime a non far emergere progressivamente la reale situazione degli emittenti;
  3. il miglioramento della governance degli organismi che emanano gli standard.

È certamente necessario per concorrere a ripristinare la fiducia dei mercati che sia garantita l’attendibilità dei dati e delle informazioni fornite e la loro capacità di rappresentare adeguatamente e compiutamente gli andamenti gestionali. In assenza di informazioni contabili attendibili, gli investitori si troverebbero ad effettuare scelte di investimento sulla base di assunzioni potenzialmente non corrette o di rumor.
In ambito nazionale, Consob, Banca d’Italia e ISVAP, con il citato Documento congiunto, hanno richiamato l’attenzione dei componenti gli organi di amministrazione e di controllo, nonché dei dirigenti preposti, sulla necessità di fornire nelle relazioni finanziarie una chiara e completa informativa sull’impatto prodotto dalla crisi sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società, sulle scelte operative e strategiche formulate nonché sugli eventuali correttivi attuati per adattare la strategia dell'impresa al mutato contesto di riferimento.
A livello internazionale, la Consob sta attivamente partecipando ai lavori intrapresi dal Committee of European Securities Regulators - CESR in materia di valutazione e trasparenza sugli strumenti finanziari, al fine di fornire un adeguato supporto allo sviluppo di una regolamentazione chiara ed efficace.
Già all’inizio del mese di ottobre 2008 il CESR ha pubblicato un primo documento recante linee-guida per l’informazione di bilancio sugli strumenti finanziari non quotati (o trattati su mercati illiquidi). Lo stesso CESR ha in corso approfondimenti per verificare la necessità di ulteriori interventi, che dovranno comunque avvenire con la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati, affinché il confronto possa contribuire a contemperare con equilibrio le esigenze istituzionali di tutela degli investitori e le necessità operative dei mercati.

Conclusioni

Cardia ha concluso il suo intervento come segue.
"Le notizie che rapidamente si susseguono in merito all’evoluzione della crisi che stiamo attraversando testimoniano la continua mutevolezza dello scenario col quale la Consob e le altre Autorità preposte al settore finanziario devono confrontarsi e danno atto della situazione di emergenza che ha imposto ai Governi di quasi tutti i Paesi industrializzati e delle economie emergenti di elaborare misure di carattere eccezionale, tra le quali anche ipotesi di nazionalizzazione degli istituti di credito, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale per sostenere finanziariamente le imprese in difficoltà.
L’origine e la diffusione della crisi hanno in particolare reso evidente come sia mancato negli ultimi anni un "pacchetto" di regole internazionali comuni e da tutti egualmente applicate e sanzionate. La mancanza di un’uniformità di fondo ha aggravato con effetti imprevedibili il meccanismo di contagio di una crisi che, originatasi da pratiche diffuse principalmente nei paesi di common law (ma ormai accettate anche da alcuni paesi dell’Europa continentale), si è estesa a livello globale a causa della interdipendenza delle economie.
In questo momento è quindi necessario concentrarsi su quali siano le regole fondamentali del mercato sulle quali lavorare affinché si creino standard internazionali vincolanti, anche superando la contrapposizione tra ordinamenti di common law ed ordinamenti di civil law.
In proposito, non può non rilevarsi con favore come l’Europa abbia acquisito nuova consapevolezza sull’importanza dell’agire comune e del rafforzamento degli organismi di regolamentazione e vigilanza sopranazionali. È di pochi giorni fa la pubblicazione del Rapporto de Larosiére, redatto da un gruppo di "saggi", che contiene raccomandazioni alla Commissione Europea sull’evoluzione delle regole e degli assetti istituzionali dell’Unione in ambito finanziario.
A livello mondiale, l’accresciuta sensibilità alle esigenze del coordinamento e dell’introduzione di regole il più possibile condivise trova riscontro nella recente decisione del Comitato Tecnico della IOSCO di cooptare tra i propri membri il Brasile, la Cina e l’India. Indicazioni positive sono altresì attese dalla riunione del G20 in programma il prossimo 2 aprile a Londra, con un’agenda dedicata alle nuove regole globali e alle misure per fronteggiare la crisi in corso.
La situazione, come detto, è in fase di grande evoluzione. La Consob è parte attiva in tale processo, partecipando con rinnovata convinzione anche alle sedi internazionali nelle quali si contribuirà, con il ricercato convergente concorso dei paesi membri, a definire una nuova architettura istituzionale dei mercati finanziari."

Articoli collegati su questo sito