Compliance e antiriciclaggio – parte prima: il quadro di riferimento

Gli adempimenti relativi alla compliance per le banche devono necessariamente considerare le novità introdotte dalla nuova normativa antiriciclaggio introdotta con il D.Lgs. 231/07 entrato in vigore il 29 dicembre 2007.
In questa prima parte dell'articolo riportiamo la sintesi dell'attuale quadro normativo di riferimento. Nella seconda parte dell'articolo si illustrerà "l'approccio per rischi" richiesto dalle norme.

Quadro di riferimento normativo

Ad oggi il quadro normativo di riferimento si basa sul d.lgs 21 novembre 2007, n. 231  che recepisce la Direttiva 2005/60/CE (cosiddetta III Direttiva antiriciclaggio). Tale decreto ha sostituito il d. l. 3/5/1991, n. 143  (convertito, con modificazioni, dalla L. 5/7/1991, n. 197) noto come "Legge antiriciclaggio" che attuava, nel nostro paese, la Direttiva n. 91/308/CE ( cosiddetta I Direttiva antiriciclaggio).

Unità di Informazione Finanziaria

L'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) è la struttura nazionale incaricata di ricevere dai soggetti obbligati, di richiedere, ai medesimi, di analizzare e di comunicare alle autorità competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
È istituita presso la Banca d’Italia, ed esercita le proprie funzioni in piena autonomia ed indipendenza.
L’UIF svolge le seguenti attività:

  • analizza i flussi finanziari al fine di individuare e prevenire fenomeni di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo;
  • riceve le segnalazioni di operazioni sospette di cui all’art. 41 del d. lgs. 231/07 e ne effettua l’analisi finanziaria;
  • acquisisce ulteriori dati ed informazioni, finalizzati allo svolgimenti delle proprie funzioni istituzionali, presso i soggetti tenuti alle segnalazioni di operazioni sospette di cui all’art. 41;
  • riceve le comunicazioni dei dati aggregati di cui all’art. 40;
  • si avvale dei dati contenuti nell’anagrafe dei conti e dei depositi.

L’UIF, inoltre, avvalendosi delle informazioni raccolte nello svolgimento delle proprie attività:

  • svolge analisi e studi su singole anomalie, riferibili ad ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, su specifici settori dell’economia ritenuti a rischio, su categorie di strumenti di pagamento e su specifiche realtà economiche territoriali;
  • elabora e diffonde modelli e schemi rappresentativi di comportamenti anomali sul piano economico e finanziario riferibili a possibili attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
  • può sospendere, anche su richiesta del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, della DIA e dell’autorità giudiziaria, per un massimo di cinque giorni lavorativi, sempre che ciò non pregiudichi il corso delle indagini, operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, dandone immediata notizia a tali organi.

I professionisti

L’ art. 12 del d. lgs. 231/07 chiarisce quali sono i soggetti che la normativa include tra i “professionisti” e che pertanto sono destinatari degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette e di adeguata verifica della clientela.

III Direttiva europea

Chi è soggetto alla normativa?

L’attuale normativa si applica (art. 11 d. lgs. 231/07) alle banche, a Poste Italiane S.p.A., agli istituti di moneta elettronica (IMEL), alle società di intermediazione mobiliare (SIM), alle società di gestione del risparmio (SGR), alle società di investimento a capitale variabile (SICAV), alle imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami di cui all’art. 2, co. 1, del CAP, agli agenti di cambio, alle società che svolgono il servizio riscossione dei tributi, agli intermediari finanziari nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del TUB, agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale previsto dall’art. 106 del TUB, alle succursali italiane dei soggetti indicati precedentemente aventi sede in uno Stato estero nonché le succursali italiane delle società di gestione del risparmio armonizzate e delle imprese di investimento; alla Cassa depositi e prestiti S.p.A., alle società fiduciarie, ai soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell’elenco generale previsto dall’art. 155, co. 4, del TUB, ai soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell’elenco generale previsto dall’art. 155, co. 5, del TUB, alle succursali italiane dei soggetti indicati in precedenza aventi sede all’estero, ai promotori finanziari iscritti nell’albo previsto dall’art. 31 del TUF, agli intermediari assicurativi di cui all’art. 109, co. 2, del CAP che operano nel ramo vita, ai mediatori creditizi iscritti nell’albo previsto dall’art. 16 della L. n. 108/1996, agli agenti in attività finanziaria iscritti nell’elenco previsto dall’art. 3 del d. lgs. 374/1999, ai professionisti (ragionieri, periti commerciali, revisori contabili, dottori commercialisti, consulenti del lavoro), notai e avvocati (quando, in nome o per conto di propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti: 1) trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche, 2) gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni, 3) apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli, 4) organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all’amministrazione di società, 5) costituzione, gestione o amministrazione di società, enti trust o soggetti giuridici analoghi) e ai prestatori di servizi relativi a società e trust.

Quali sono gli adempimenti?

Gli adempimenti possono essere sintetizzati in una serie di obblighi.

Obbligo di adeguata verifica della clientela, da parte degli intermediari e degli altri soggetti esercenti attività finanziaria, quando:

  • instaurano un rapporto continuativo;
  • eseguono operazioni occasionali, disposte dai clienti che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importi pari o superiori a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che siano instaurati con un'unica operazione o con più operazioni che appaiono collegate o frazionate;
  • vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile;
  • vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione di un cliente.


Gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono semplificati se il cliente è:

  • uno degli intermediari indicati nell’art. 11, co. 1 e 2, lett. b) e c) del d. lgs. 231/07;
  • un ente creditizio o finanziario comunitario soggetto alla direttiva;
  • un ente creditizio o finanziario situato in uno Stato extracomunitario, che imponga obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva e preveda il controllo del rispetto di tali obblighi.

L’identificazione e la verifica non sono richieste se il cliente è un ufficio della PA o un’istituzione o un organismo che svolge funzioni pubbliche conformemente alla normativa comunitaria.
Gli obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela non si applicano qualora si abbia motivo di ritenere che l’identificazione non sia attendibile o qualora essa non consenta l’acquisizione delle informazioni necessarie.
Infine, gli enti e le persone soggetti al d. lg. 231/07 sono autorizzati a non applicare gli obblighi di adeguata verifica della clientela, per:

  • i contratti di assicurazione-vita, il cui premio annuale non ecceda i 1.000 euro o il cui premio unico sia di importo non superiore a 2.500 euro;
  • forme pensionistiche complementari disciplinate dal d. lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, a condizione che esse non prevedano clausole di riscatto diverse  da quelle di cui all’art. 14 del medesimo decreto e che non possano servire da garanzia per un prestito al di fuori delle ipotesi previste dalla normativa vigente;
  • regimi di pensione obbligatoria e complementare o sistemi simili che versino prestazioni di pensione, per i quali i contributi siano versati tramite deduzione dal reddito e le cui regole non permettano ai beneficiari, se non dopo il decesso del titolare, di trasferire i propri diritti;
  • moneta elettronica: se il dispositivo non è ricaricabile, l’importo massimo memorizzato sul dispositivo non deve eccedere i 150 euro; se il dispositivo è ricaricabile, il limite è di 2.500 euro sull’importo totale trattato in un anno civile, fatta eccezione per i casi in cui un importo pari o superiore a 1.000 euro sia rimborsato al detentore nello stesso anno civile, ovvero sia effettuata una transazione superiore a 1.000 euro;
  • qualunque altro prodotto o transazione caratterizzato da un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo che soddisfi i criteri tecnici stabiliti dalla Commissione europea, se autorizzato dal MEF.

Gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono rafforzati quando il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo è più elevato, ovvero quando:

  • il cliente non è fisicamente presente;
  • si tratta di conti di corrispondenza con enti corrispondenti di Stati extracomunitari;
  • si è in presenza di persone politicamente esposte residenti in un altro Stato comunitario o in un Paese terzo.

Gli obblighi di identificazione e adeguata verifica della clientela si considerano comunque assolti, anche senza la presenza fisica del cliente, quando:

  • il cliente sia già identificato in relazione ad un rapporto in essere, purché le informazioni esistenti siano aggiornate;
  • le operazioni sono effettuate con sistemi di cassa continua o attraverso sportelli automatici, per corrispondenza o attraverso soggetti che svolgono attività di trasporto di valori o mediante carte di pagamento; tali operazioni sono imputate al soggetto titolare del rapporto al quale ineriscono;
  • i clienti i cui dati identificativi e le altre informazioni da acquisire risultino da atti pubblici, da scritture private autenticate o da certificati qualificati utilizzati per la generazione di una firma digitale associata a documenti informatici;
  • i clienti i cui dati identificativi e le altre informazioni da acquisire risultino da dichiarazione della rappresentanza e dell’autorità consolare italiana.

Obbligo di registrazione e conservazione, per almeno dieci anni, delle informazioni che hanno acquisito per assolvere gli obblighi di adeguata verifica della clientela affinché possano essere utilizzati per qualsiasi indagine su eventuali operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o per corrispondenti analisi effettuate dalla UIF o da qualsiasi altra Autorità competente.

Obbligo di segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria delle operazioni sospette quando gli intermediari sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Obbligo di comunicazione al Ministero dell’Economia e delle finanze delle infrazioni alle disposizioni di cui all’art. 49, co. 1, 5, 6, 7, 12, 13, e 14 e all’art. 50 - in materia di limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore  e di divieto di conti e libretti di risparmio anonimi o con intestazione fittizia- rilevate nell’esercizio della propria attività professionale; adozione di adeguate procedure preventive e repressive delle operazioni di riciclaggio, con particolare riferimento all’adozione di forme di controllo interno e alla formazione dei propri dipendenti e collaboratori.

Fine prima parte
Leggi la seconda parte: un approccio per rischi (disponibile da lunedì 23 giugno 2008)

Chi è Roberta Maffia?

L'avvocato Roberta Maffia si occupa di problematiche relative all'antiriciclaggio ed al contrasto del crimine informatico in particolare nell'ambito degli intermediari finanziari. Può essere contattata via emai: roberta.maffia@gmail.com

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