Compliance in Banks 2007 – Intervista a Marco Pigliacampo di ABI Formazione

Compliance in Banks 2007 – Intervista a Marco Pigliacampo di ABI Formazione

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 23/10/2007 - 20:39 in

Il 24 e 25 ottobre 2007 avrà luogo a Roma la terza edizione di "Compliance in Banks" organizzato da ABI, l’Associazione Bancaria Italina. Ne parliamo con Marco Pigliacampo di ABI Formazione, tra gli organizzatori dell’evento.

Cristina Cellucci (CC): Buongiorno e grazie per la collaborazione. Il 24 e 25 ottobre 2007 si terrà a Roma la nuova edizione di "Compliance in Banks". Quali sono le novità di quest'anno?
Marco Pigliacampo (MP): Grazie a lei per l’attenzione al nostro evento. "Compliance in Banks" giunge quest'anno alla terza edizione e si candida ad essere un evento annuale, un appuntamento fisso organizzato da ABI e ABIFormazione per consentire alle banche italiane di confrontarsi tra loro e con le Autorità del settore sul tema della conformità bancaria. Detto questo, possiamo dire che la principale novità di quest'anno è il fatto che i rappresentanti di Banca d'Italia e di Consob sono invitati a presentare le disposizioni regolamentari sulla compliance che sono state emanate in tempi recenti e recentissimi (nel caso del regolamento congiunto). A tal proposito, nella sessione inaugurale abbiamo preferito programmare solo gli interventi delle due Autorità per lasciare ampio spazio ad una sessione di "domande & risposte", in modo che i partecipanti possano porre domande dirette.
 
CC: I relatori annunciati sono esponenti di primo piano delle istituzioni finanziarie, delle autorità di controllo ed anche del mondo universitario. Perché anche l'università? La compliance è anche un tema di ricerca?
MP: Certamente. La gestione della compliance bancaria è un tema di grande interesse, oltre che di attualità, non solo per gli operatori professionali ma anche per i centri di ricerca universitari. Ciò avviene per almeno due ordini di motivi. Il primo è che si tratta di un tema di evidente natura interdisciplinare: un modello efficace di gestione della compliance ha bisogno di elevate competenze non solo di natura legale, ma anche di analisi organizzattiva, di gestione del rischio, di revisione interna, e persino di gestione e siluppo delle persone. Un secondo motivo è che in questa fase le imprese bancarie hanno bisogno di approfondire modelli gestionali della compliance nuovi e differenti da quelli tradizionali, condividendoli eventualmente  in contesti esterni. Non a caso, nell'ambito del progetto ABI sulla compliance, di cui il convegno annuale è solo uno degli output, abbiamo costituito un Comitato Scientifico, presieduto dal professor Alberici e del quale fanno parte esponenti di primo piano del mondo accademico, finalizzato ad elaborare contributi di alto livello che ci aiutino a definire le metodologie più innovative di gestione della compliance.

CC: Uno dei punti più importanti delle recenti istruzioni di vigilanza sulla Compliance riguarda la collocazione organizzativa della nuova funzione. Alla luce delle recenti prese di posizione di Banca D'Italia e Consob (Giovanni Carosio, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, "La Funzione di Compliance tra Basilea II e MiFID") quali sono le ultime interpretazioni? Che rapporti tra Internal Audit e Compliance?
MP: La collocazione organizzativa della Funzione di Conformità è ancora uno dei temi più discussi e dibattuti, nonostante le Disposizioni di Banca d'Italia siano definitive a partire dallo scorso luglio e nonostante oramai un ampio numero di banche abbia già costituito la funzione. Anche al convegno del 24 e 25 ottobre sono previsti vari interventi su questo tema, che continua a interessare molti di coloro che in banca lavorano o si apprestano a lavorare nella compliance. In particolare, un tema su cui ci si interroga è la possibilità di descrivere la compliance come un processo suddiviso in fasi formalizzate, ognuna potenzialmente di diretta competenza di una diversa funzione o area, come potrebbe essere l'Internal Audit.

CC: A breve entrerà in vigore la direttiva MiFID che ha notevoli impatti anche organizzativi per le istituzioni finanziarie e che richiede anch'essa una funzione indipendente di compliance. È possibile ottimizzare le azioni in banca per rispondere sia alla disciplina di Banca d'Italia che alla direttiva?
MP: È un obiettivo. Il fatto che Banca d'Italia e Consob abbiano redatto un Regolamento Congiunto (pdf) consente alle banche di muoversi verso questa direzione. Le diverse Aree ABI stanno lavorando, insieme a gruppi di lavoro interbancari, per produrre risposte e position paper del sistema bancario riguardo i documenti di consultazione proposti dalle Autorità.

CC: Il convegno presenterà anche "best practice" a livello nazionale ed internazionale. Ci può anticipare qualcosa?
MP: Il convegno ospiterà sia testimonianze di banche internazionali sia interventi di gruppi bancari italiani ad operatività transfrontaliera. Inoltre alcuni relatori presenteranno survey e sondaggi sullo stato dell'arte della compliance a livello internazionale. Alcuni temi ancora abbastanza "di frontiera" per le banche italiane saranno affrontati con un'ottica e un "respiro" internazionale. In particolare, il tema dei sistemi premianti e di incentivazione del personale e il fatto che la funzione di compliance potrebbe essere chiamata a verificare la coerenza di tali sistemi con gli obiettivi aziendali di conformità.

CC: Cos'è l'ABI COMPLIANCE System? Che tipo di adesione ha avuto nelle banche italiane? C'è qualche novità?

MP: ABICS è un peculiare sistema di knowledge management, finalizzato a supportare la performance delle Funzioni di Compliance nell'operatività quotidiana. L'idea progettuale che lo caratterizza era stata già presentata alle precedenti edizioni del convegno, ma la grande novità di quest'anno è che ABICS finalmente esiste e funziona. Il servizio ha preso avvio, infatti, lo scorso primo ottobre e vanta già un ottimo livello di adesione da parte delle banche. È il frutto di un lungo e ampio lavoro svolto da tutte le Aree ABI per realizzare una nuova modalità di erogazione alle banche di informazioni, chiarimenti, impatti relativi alle normative del settore bancario e finanziario. In estrema sintesi, si configura come una architettura software accessibile via Internet, almeno in questa prima release, che supporta le banche nel rispondere ad alcuni dei principali adempimenti che Banca d'Italia richiede alla Funzione di Conformità, come: "l’identificazione nel continuo delle norme applicabili alla banca"; "la valutazione del loro impatto sui processi e le procedure aziendali"; "la predisposizione di flussi informativi diretti agli organi aziendali e alle strutture coinvolte". Tutto ciò avviene mediante l'erogazione integrata di alcuni servizi, quali: l'inventario ragionato delle disposizioni normative esterne e di autoregolamentazione; l'analisi di impatto di ogni disposizione sui processi bancari; l'associazione ad ogni disposizione di contenuti ABI e delle Autorità utili alla sua corretta lettura; l'invio di messaggi di alert sulla produzione di nuove normative che, se approvate in via definitiva, potrebbero comportare ulteriori impatti sui processi della banca.
 

CC: Grazie e buon lavoro.
MP: Grazie a Lei, La ringrazio molto e mi complimento per il servizio che fornite a tutti gli addetti e interessati a queste tematiche.