Cipa - Abi: rilevazione dello stato dell’automazione del sistema creditizio 2009, aspetti di compliance

Il 3 agosto 2010 Banca d’Italia ha dato notizia che CIPA (Convenzione Interbancaria per i Problemi dell'Automazione) ha pubblicato il rapporto completo relativo a "Rilevazione dello stato dell'automazione del sistema creditizio - Profili economici e organizzativi - Situazione al 2009" (qui in pdf, 956 K, 112 pp. dal sito di CIPA).
La "Rilevazione", realizzata annualmente da CIPA in collaborazione con ABI (Associazione Bancaria Italiana), analizza i fenomeni connessi con l'utilizzo dell'Information and Communication Technology nel sistema bancario italiano, sotto l'aspetto economico, organizzativo e tecnologico.
L'indagine 2009 si sviluppa in due momenti distinti: il rapporto pubblicato esamina gli aspetti economici dell'utilizzo dell'ICT e i relativi profili organizzativi e di governance.
La Rilevazione, condotta su un duplice campione, composto da 23 gruppi bancari e 132 banche singole, ha riguardato complessivamente l'80% del sistema bancario, in termini di fondi intermediati.
L'analisi dell'andamento dei costi ICT ha registrato una riduzione influenzata anche dal ridimensionamento dei costi di integrazione, dovuti ai processi di acquisizione/fusione degli ultimi anni.
Interessanti i dati rilevati in relazione agli investimenti per la "compliance".
Il rapporto evidenzia che "la spesa per interventi di compliance è complessivamente scesa dai circa 207 milioni di euro del 2008 ai 142 milioni di euro del 2009. L’importo diminuito in modo più accentuato è quello per "Normativa interbancaria"; riduzioni significative si notano anche per quel che concerne gli interventi per la privacy e quelli connessi a normative pregresse e alla MiFID. In aumento, invece, la spesa per gli interventi di adeguamento alle disposizioni di Vigilanza Banca d’Italia e Consob, per la normativa contabile/fiscale nonché per la SEPA."
Ulteriori osservazioni:

  • pressoché costanti gli investimenti in ambito "antiriciclaggio": 6 milioni di euro nel 2009 contro i 7 milioni del 2008;
  • crollo degli investimenti in ambito "privacy": si passa dai 9 milioni del 2008 ai 3 del 2009

I dati tabellari

Tabella 1 - (Figura 44 della "Rilevazione") - Ripartizione cashout ICT per interventi di Compliance sugli esercizi 2008 e 2009 in milioni di euro (a campione costante)

voci

2009

2008

Differenza

Pregresse*

54

80

-26

Trasparenza (solo 2009)

6

0

6

Normativa interbancaria

9

42

-33

Vigilanza Consob

4

3

1

Vigilanza Banca d’Italia

15

11

4

Privacy

3

9

-6

Normativa contabile e fiscale

7

6

1

Antiriciclaggio

6

7

-1

MFID

13

26

-13

SEPA

25

24

-65

Totale compliance

142

207

-65


* Business Continuity, disaster recovery, Basilea2 etc.

Tabella 2 – voci ordinate per valore 2009 (prima colonna) 

voci

2009

2008

Differenza

Pregresse*

54

80

-26

SEPA

25

24

1

Vigilanza Banca d’Italia

15

11

4

MFID

13

26

-13

Normativa interbancaria

9

42

-33

Normativa contabile e fiscale

7

6

1

Trasparenza (solo 2009)

6

0

6

Antiriciclaggio

6

7

-1

Vigilanza Consob

4

3

1

Privacy

3

9

-6


Tabella 3 – voci ordinate per maggior incremento di valore nel 2009 (terza colonna) 

voci

2009

2008

Differenza

Trasparenza (solo 2009)

6

0

6

Vigilanza Banca d’Italia

15

11

4

SEPA

25

24

1

Normativa contabile e fiscale

7

6

1

Vigilanza Consob

4

3

1

Antiriciclaggio

6

7

-1

Privacy

3

9

-6

MFID

13

26

-13

Pregresse*

54

80

-26

Normativa interbancaria

9

42

-33


Di seguito l’indice della "Relazione" e la "sintesi de risultati" (pagg. 5-9 della "Relazione").

Indice della "Rilevazione dello stato dell’automazione del sistema creditizio 2009"


Sintesi dei risultati dell'indagine
1. Contenuti dell’indagine e caratteristiche del campione
2. Evoluzione del sistema bancario italiano
3. Risultati dell’indagine per gruppi bancari
3.1 Costi ICT complessivi
3.2 Andamento dei costi di integrazione
3.3 Costi ICT per aree tematiche e fattori produttivi
3.4 Costi ICT per aree funzionali
3.5 Canoni per i servizi ICT forniti dalle società strumentali di gruppo
3.6 Cashout ICT
3.7 Cashout ICT per finalità
3.8 Analisi dei costi ICT per indici
3.9 Profili organizzativi
4. Risultati dell’indagine per singole banche
4.1 Costi ICT complessivi
4.2 Costi ICT per aree tematiche e fattori produttivi
4.3 Costi ICT per aree funzionali
4.4 Analisi dei costi ICT per indici
4.5 Profili organizzativi
5. Appendice
5.1 Nota metodologica
5.2 Gruppi bancari
5.3 Banche partecipanti all’indagine individuale
6. Grafici e tavole allegati
6.1 Gruppi bancari - Costi ICT per aree tematiche e fattori produttivi(§ 3.1): allegati
6.2 Gruppi bancari - Costi ICT per aree funzionali (§ 3.4): allegati
6.3 Banche singole - Costi ICT per aree tematiche e fattori produttivi (§ 4.2): allegati

Sintesi dei risultati dell'indagine (pagg. 5 - 9 della "Rilevazione dello stato dell’automazione del sistema creditizio 2009")


La Rilevazione esamina i profili economici e organizzativi relativi all’utilizzo dell’Information and Communication Technology nelle banche.
Per l’indagine sono stati utilizzati – in linea con una scelta ormai consolidata – due campioni: uno per la rilevazione "di gruppo" e uno per quella "individuale".
Quest’anno il campione "gruppi" è stato ampliato a 23 elementi: ai primi 18 gruppi bancari per totale attivo  si sono aggiunti 5 gruppi, che seguono i precedenti sempre con riferimento al totale attivo (nota 1); il campione "banche" è composto da 132 banche, di cui 16 non appartenenti a gruppi o appartenenti a gruppi diversi da quelli che formano il campione.
Complessivamente, l’indagine ha riguardato circa l’80% del sistema (in termini di fondi intermediati); il 75,6% è stato esaminato in un’ottica consolidata.

Gruppi bancari

Nel 2009 l’andamento dei costi ICT, a campione costante, ha registrato una riduzione del 15,9% rispetto al 2008, attestandosi a 4.057 milioni di euro. La riduzione effettiva è stata superiore rispetto alla previsione: erano stati infatti stimati costi per 4.239 milioni di euro, che prefiguravano un calo del 12,1% rispetto al 2008.
L’andamento dei costi, con riferimento all’aspetto dimensionale, mostra che sono i gruppi "principali" quelli che determinano il trend: per i gruppi "medi" la discesa, anche se lieve, era già iniziata nel 2008.
Le previsioni per il 2010, sempre a campione costante, non vedono un’inversione di rotta: la stima è ancora di una riduzione, sebbene più contenuta rispetto all’anno passato (3,9%). Tale valutazione non cambia, se si fa riferimento alla previsione formulata dall’intero campione: a fronte di un consuntivo per il 2009 pari a 4.150 milioni di euro, la spesa prevista per il 2010 ammonta a 3.988 milioni di euro.
Sulla riduzione complessiva dei costi 2009 hanno inciso, oltre all’andamento dell’economia, la diminuzione dei costi per l’integrazione e il dispiegarsi degli effetti, in termini di razionalizzazione e maggiore efficienza nella gestione dell’ICT, dei processi di integrazione già realizzati.
Per quanto riguarda i costi di integrazione, si sono attestati intorno ai 191 milioni di euro contro i 482 milioni circa spesi nel 2008 (nota 2); analizzando quindi l’andamento complessivo dei costi al netto di quelli per integrazione, la contrazione del 2009 risulta meno accentuata (10,9%). Sempre al netto dei costi di integrazione, anche i dati previsionali per il 2010 prefigurano una diminuzione più contenuta, pressoché equivalente sia a campione costante (0,5%) sia a campione completo (-0,6%).
Significative sono state le iniziative per la riduzione dei costi, prevalentemente frutto di ottimizzazioni e razionalizzazioni, spesso connesse con il completamento dei processi di integrazione, che hanno portato al consolidamento di sistemi e applicazioni. In generale, si osserva che nelle azioni di contenimento dei costi, oltre alla rinegoziazione dei contratti, hanno pesato la razionalizzazione dei consumi e dell’utilizzo delle infrastrutture tecnologiche.
I costi di integrazione, che hanno rappresentato un fenomeno molto rilevante nel biennio precedente, in relazione alle grandi operazioni di merger&acquisition fra banche, dopo il deciso calo tra il 2008 e il 2009 tendono ormai a riguardare un numero limitato di gruppi: solo sette hanno esposto per il 2009 costi della specie e solo 5 prevedono di sostenerne per il 2010. Un’analisi andamentale del fenomeno nel periodo 2007-2010 mostra che la quota maggiore è stata assorbita dall’area "applicazioni". Anche nella ripartizione relativa al 2009 all’area "applicazioni" continua ad essere attribuita la parte preponderante dei costi di integrazione (58,7%).
Nella Rilevazione per il 2009 è stato mantenuto lo schema di analisi che ripartisce i costi ICT (nota 3) per "aree tematiche" (sistemi centrali, sistemi trasmissivi, sistemi periferici, applicazioni) e per "fattori produttivi" (hardware, software, personale interno, servizi ricevuti da terzi, altri costi ICT) .

Facendo riferimento al campione costante di 18 gruppi, si rileva che anche per il 2009 le aree "applicazioni" e "sistemi centrali" incidono in maniera pressoché analoga e assorbono, nella media, oltre il 60% del totale; seguono, in ordine decrescente, i sistemi periferici (sistemi distribuiti, ATM e POS) e quelli trasmissivi (reti dati, fonia fissa e mobile).
Proseguendo un andamento ormai costante – connesso sia alla creazione di apposite società strumentali all’interno dei gruppi bancari (o di società consortili di proprietà bancaria) sia al ricorso a soggetti esterni specializzati per lo svolgimento di talune attività – i "servizi da terzi" continuano a rappresentare la tipologia di costo largamente prevalente; si osserva che, a campione costante, il loro peso è cresciuto: dal 54,9% dell’anno 2008 al 66,5% attuale. La percentuale è ancora più alta (67,9%) se si fa riferimento all’intero campione 2009, dove sono presenti 5 nuovi gruppi, tutti in outsourcing.
L’incidenza dei costi per i servizi resi dalla società strumentale di gruppo e/o da società esterna è particolarmente elevata nei gruppi "principali" (89,8%) e nei gruppi "altri" (73,3%).
Nella suddivisione dei costi ICT per aree funzionali (nota 4), complessivamente ai processi che fanno capo all’area "Operations" va, come negli anni precedenti, la quota principale, pari al 60%.
Nella ripartizione dei costi ICT tra funzionamento corrente (Run the business - RTB) e promozione del cambiamento (Change the business - CTB) e tra i settori aziendali orientati al Business (le attività "core") e quelli dedicati al supporto funzionale, indicati come Functions, anche nel 2009 al Run è riferito circa il 70% dei costi ICT, contro il 30% del Change. Sia nel Run che nel Change prevale decisamente la quota di risorse dedicate all’area Business su quella dedicata all’area Functions: questo emerge con maggiore evidenza soprattutto nel comportamento dei gruppi "principali".
La gestione dei servizi informatici attraverso forme di outsourcing continua ad essere sempre più diffusa. Tra i nove gruppi dotati di una società strumentale, la ripartizione dei canoni per aree tematiche evidenzia che la quota più elevata è quella relativa ai "sistemi centrali" (41,7%), seguita da quella dedicata alle "applicazioni" (33,8%).
Il 30,5% del cashout ICT per interventi evolutivi - che complessivamente è stato pari a 685 milioni di euro contro i 1.477 milioni del 2008 - è stato destinato allo "sviluppo del business". Molto contenuta la quota riservata ai "progetti di integrazione" (4,7%), a riprova di quanto già sottolineato in merito alla costante diminuzione delle spese per integrazione.
Continua invece l’attenzione alla "razionalizzazione delle infrastrutture" (16,5%, valore che rimane pressoché costante dal 2007) la cui esigenza è connessa al completo dispiegamento degli effetti dei processi di integrazione e alle iniziative finalizzate al risparmio.
Leggermente più elevata, rispetto al 2008, è l’incidenza media percentuale degli interventi di compliance. In realtà, se si considerano i dati in valore assoluto e a campione costante, si osserva che la spesa per interventi di compliance è complessivamente scesa dai circa 207 milioni di euro del 2008 ai 142 milioni di euro del 2009. L’importo diminuito in modo più accentuato è quello per "Normativa interbancaria"; riduzioni significative si notano anche per quel che concerne gli interventi per la privacy e quelli connessi a normative pregresse e alla MiFID. In aumento, invece, la spesa per gli interventi di adeguamento alle disposizioni di Vigilanza Banca d’Italia e Consob, per la normativa contabile/fiscale nonché per la SEPA.
Nel 2009 la riduzione della spesa ICT e la discesa dei risultati reddituali hanno determinato, rispetto all’anno precedente - con riferimento alle principali grandezze di conto economico – una diminuzione sensibile dei valori degli indicatori che rapportano i costi ICT al margine di intermediazione e al risultato di gestione e una diminuzione più lieve dell’indicatore riferito ai costi operativi.
L’analisi per gruppi dimensionali omogenei consente di valutare come le diverse caratteristiche operative - e la connessa diversa composizione del conto economico - che connotano i gruppi in relazione alle dimensioni si riflettono sugli indicatori. In particolare, anche nel 2009, gli indici testimoniano una maggiore produttività di dipendenti/sportelli dei gruppi "principali" rispetto a quella dei gruppi "medi", a fronte di un rapporto più elevato tra costi ICT e numero di dipendenti/sportelli.
L’andamento degli indicatori non varia sostanzialmente, ove si depurino i costi complessivi ICT da quelli relativi alle operazioni di integrazione aziendale.
Come per i passati esercizi, è stata effettuata un’ulteriore suddivisione del campione in relazione alla modalità organizzativa adottata per la gestione dei servizi informatici; per il 2009 sono stati individuati tre sottoinsiemi: gruppi con gestione dell’ICT presso una componente bancaria; gruppi con gestione ICT affidata a una società strumentale; gruppi in outsourcing presso una società esterna. Dal confronto emerge che gli indicatori di costo ICT dei gruppi che ricorrono prevalentemente a una società esterna sono inferiori a quelli dei gruppi che presentano le altre due modalità di gestione dell’ICT.
Gli indicatori di costo sopra rilevati hanno un valore meramente statistico e non rappresentano, presi in assoluto, una valutazione di merito sulla scelta del modello organizzativo adottato per la gestione dell’ICT né, tantomeno, un’indicazione di carattere strategico.
In linea con quanto già rilevato nei due anni precedenti e confermato dall’analisi dei costi, i processi di riassetto interno dei settori ICT, connessi anche a operazioni di integrazione aziendale, sono in massima parte completati: un solo gruppo ritiene non ancora consolidato l’attuale assetto di gestione dei servizi ICT.
Il 2009 ha visto la creazione di 4 nuove società strumentali di gruppo in forma di società consortile; complessivamente circa il 70% dei gruppi gestisce la funzione informatica attraverso l’outsourcing interno (società strumentale di gruppo o consortile) o esterno.
Con riferimento alle politiche di sourcing, l’offshoring delle attività di sviluppo e manutenzione del software continua a essere una scelta scarsamente adottata.
In materia di governance ICT, l’analisi ha evidenziato l’ulteriore rafforzamento, nell’ultimo anno, del peso del Chief Information Officer, salito al 43,5%. Parallelamente, è cresciuto anche il coinvolgimento diretto del Board nella definizione delle strategie ICT, soprattutto attraverso l’attribuzione della responsabilità in materia ICT all’organo stesso (39,1%).
Sotto il profilo strutturale, nell’82% dei gruppi la funzione ICT è totalmente accentrata; in 10 dei 23 gruppi esaminati esiste una formalizzazione dell’Enterprise Architecture, la cui responsabilità è prevalentemente all’interno al settore informatico. È diffusa la presenza, nell’ambito della funzione ICT, di un settore dedicato alla valutazione delle tecnologie innovative (73,9%). La sponsorship dei progetti di innovazione tecnologica è quasi equamente divisa tra funzione ICT e aree di Business, seppure con una leggera prevalenza dell’ICT (55,4%).
Per quanto concerne il demand management, più del 90% dei gruppi effettua la raccolta delle esigenze delle aree di business più volte all’anno (o integra la raccolta annuale con momenti intermedi di revisione); la rilevazione delle esigenze avviene prevalentemente o attraverso strutture del settore ICT specializzate per aree di business o attraverso un’unica struttura dell’area informatica (entrambe le modalità arrivano al 39,1%).
Il criterio prevalente nella formazione del portafoglio progetti è la "non negoziabilità dell’esigenza"; seguono il "supporto di nuovi business/attività", al secondo posto, e il "miglioramento dei processi produttivi", al terzo.
Nel 78,3% dei gruppi lo stato di avanzamento dei progetti viene controllato da un apposito Project Steering Group, presieduto da un manager del settore ICT.
Grande attenzione è riservata al tema della customer satisfaction relativa ai servizi ICT: complessivamente il 78,2% dei gruppi effettua indagini per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti interni (il 52,1% effettua indagini periodiche e il 26,1% indagini saltuarie). La metodologia prevalentemente utilizzata si conferma essere quella del questionario (77,7%). In tutte le indagini i profili di continuità ed efficienza del servizio erogato, unitamente alla tempestività di intervento a fronte di problematiche segnalate, sono gli aspettiv maggiormente presenti.

Banche singole

Le risultanze relative al campione "banche singole" – composto prevalentemente da aziende appartenenti ai 23 gruppi bancari - riproducono in maniera pressoché speculare quanto rilevato con riferimento al campione "gruppi".
Anche in considerazione di ciò, i temi di indagine per le banche singole sono stati ulteriormente semplificati, pur mantenendo omogeneità con lo schema di ripartizione dei costi applicato ai gruppi.
Alle aree tematiche "applicazioni" e "sistemi centrali" continua a essere attribuito, complessivamente, oltre il 60% del totale dei costi ICT, rimanendo su valori pressoché analoghi a quelli dell’anno precedente.
Nell’analisi sulla ripartizione dei costi ICT per "fattori produttivi", si conferma nettamente la rilevanza dei rapporti di gruppo: oltre la metà dei costi ICT rappresenta il corrispettivo di servizi ricevuti da una componente, bancaria o strumentale, del medesimo gruppo; un’aliquota decisamente inferiore (24,4%) è riconducibile ai servizi ricevuti da una società esterna.
Anche a livello di singole banche i processi dell’area "Operations" hanno assorbito, in media, nel corso del 2009, la maggior parte (62,2%) dei costi ICT, analogamente a quanto avvenuto l’anno precedente; il settore "finanza e tesoreria" si conferma quello a cui è destinata la maggiore quota di risorse tecnologiche.
L’analisi dei costi ICT per indicatori, condotta anche con riferimento alle banche singole, ripartite per classi in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche operative, ha fatto rilevare che anche nel 2009 l’incidenza dei costi ICT sui fondi intermediati raggiunge il valore più basso per le banche "grandi". Le banche "maggiori", invece, continuano a presentare valori significativamente più elevati, rispetto alle altre, degli indicatori che rapportano i costi ICT ai principali aggregati di conto economico (margine di intermediazione, risultato di gestione e costi operativi). Queste ultime evidenziano inoltre, rispetto alle più piccole, più elevati costi in tecnologie per dipendente e per sportello, cui corrispondono rispettivamente maggiore produttività e più elevati volumi operativi.
Come già rilevato per i gruppi, la grande maggioranza (93%) delle "banche singole" considera ormai consolidato l’assetto del settore ICT raggiunto a fine 2009. Nel 91,6% del campione, la gestione dei sistemi di elaborazione è in outsourcing, interno o esterno, analogamente a quanto avviene per la gestione del software applicativo.
Solo una percentuale limitata di banche (circa il 10%) svolge attività di centro servizi (sotto forma di facility management, outsourcing, etc.) per le altre banche o società del gruppo.

Note al testo


1 Dal punto di vista dimensionale, il campione è costituito da 5 gruppi "principali", 13 gruppi "medi" (indicati come "altri" nelle precedenti Rilevazioni) e 5 gruppi "altri" (inseriti ex novo per il 2009). Per continuità con la Rilevazione 2008, alcune analisi vengono fatte a "campione costante", cioè con riferimento ai primi 18 gruppi, gli stessi dell’anno passato.
2 Anche per tali costi, la riduzione effettivamente verificatasi è stata più accentuata del previsto: erano stati stimati costi per 224 milioni.
3 Il termine "costi" fa riferimento al TCO (Total Cost of Ownership), cioè l’insieme di costi correnti e ammortamenti, incluse le svalutazioni.
4 La classificazione delle aree operative/di business è stata leggermente rivista, modellandola sulla tassonomia corrente dei processi bancari di ABI Lab.

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