Banca d’Italia: riforma della regolamentazione e ruolo delle fondazioni bancarie

Banca d’Italia: riforma della regolamentazione e ruolo delle fondazioni bancarie

Posted by Cristina Cellucci on Gio, 11/06/2009 - 11:15 in

Il 10 giugno 2009 il Direttore Generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni è intervenuto a Siena al 21° congresso nazionale delle Fondazioni di Origine Bancaria e delle Casse di Risparmio con una relazione (pdf, 41 K,10 pp.) dedicata alla riforma della regolamentazione in Europa ed al ruolo delle fondazioni bancarie.
Nel suo intervento di Saccomanni ha "tirato le somme" delle rilevanti trasformazioni avvenute nell’ultimo decennio nel sistema bancario italiano e proposto una riflessione sulle implicazioni che l’irrompere di una crisi finanziaria così violenta come quella in corso sollecita al sistema bancario.
Saccomanni ha ricordato che la risposta delle autorità alla crisi è stata pronta, articolata e coordinata a livello internazionale. Tutti gli strumenti disponibili sono stati utilizzati, in alcuni casi con modalità e procedure innovative. Le politiche monetarie, le garanzie pubbliche, gli stimoli fiscali, l’azione di vigilanza sono stati tutti focalizzati sugli obiettivi di riattivare l’operatività dei mercati monetari e finanziari, di stimolare il riflusso del credito all’economia, di sostenere la domanda globale e l’occupazione. I primi effetti di questa strategia, ha sottolineato Saccomanni, si cominciano a scorgere.
Tuttavia la dimensione della crisi richiede di riflettere attentamente sugli elementi di vulnerabilità che ne hanno reso possibile la deflagrazione. Occorre, secondo Saccomanni, far tesoro al più presto delle dure lezioni che la crisi ha impartito.
Occorre muoversi a livello globale seguendo quando proposto dalla Presidenza italiana del G8: la definizione di global legal standards per la proprietà, l’integrità e la trasparenza dell’attività economica e finanziaria internazionale.
In conclusione i tre pilastri, usando le parole del Governatore della Banca d’Italia, su cui si dovrà basare la strategia di rifondazione del sistema finanziario globale sono:

  1. le istituzioni finanziarie internazionali,
  2. i regolatori,
  3. le banche centrali.

Nel seguito riproduciamo la parte del discorso di Saccomanni relativo alla " riforma della regolamentazione in Europa ".
La registrazione audio dell’intero convegno, infine, è disponibile sul sito di Radio Radicale.

La riforma della regolamentazione in Europa

La discussione sulla revisione dell’architettura della vigilanza in Europa è partita dalla constatazione di alcune criticità che lo scoppio della crisi ha reso palesi: insufficienza dell’armonizzazione delle normative prudenziali nazionali, delle prassi operative di vigilanza; difficoltà a definire soluzioni condivise nella gestione di crisi di operatori transnazionali; necessità di dare maggior rilievo all’analisi e alla gestione dei rischi macroprudenziali.
Su tutti questi temi, ma in specie sul nuovo approccio macroprudenziale alla supervisione, un contributo importante è venuto dal rapporto del Gruppo di esperti presieduto da Jacques de Larosière che ha formulato una serie di proposte per riformare radicalmente gli assetti della supervisione bancaria e finanziaria in Europa. Punto chiave del Rapporto de Larosière è la collocazione della funzione di gestione dei rischi sistemici nel contesto del Sistema Europeo di Banche Centrali.
Il 27 maggio la Commissione europea ha reso nota la propria posizione in materia, recependo in gran parte le conclusioni del Rapporto de Larosière, cercando nel contempo di conciliare le diverse esigenze di paesi in cui la supervisione è affidata a istituti distinti dalle banche centrali.
La Commissione ha proposto, innanzitutto, la creazione di uno European Systemic Risk Council per monitorare le minacce alla stabilità finanziaria che derivano dagli sviluppi macroeconomici e dai rischi di propagazione sistemica dei focolai di crisi. Al nuovo organismo, privo di personalità giuridica, parteciperebbero, a diverso titolo, banche centrali, istituzioni comunitarie, autorità di vigilanza. Esso verrebbe presieduto dal Presidente della Banca centrale europea; quest’ultima fornirebbe anche un supporto logistico e tecnico. A tal fine è prefigurato il ricorso, per la prima volta, alla disposizione del Trattato che consente l’attribuzione alla BCE di compiti di vigilanza, in modo da garantire la saldatura tra questa nuova forma di supervisione e le funzioni di politica monetaria.
È importante che il nuovo assetto istituzionale riconosca la vigilanza macroprudenziale come una funzione di banca centrale e doti il nuovo organismo di strumenti efficaci per assicurare che all’analisi dei rischi potenziali per il sistema finanziario seguano efficaci azioni di policy.
Sul versante della vigilanza microprudenziale, la Commissione prevede tre Autorità europee di settore in sostituzione degli attuali comitati di cooperazione in campo bancario, assicurativo e dei mercati finanziari. Esse sarebbero composte da rappresentanti delle Autorità di vigilanza nazionali, presiedute da una personalità indipendente, dotate di risorse proprie. L’attività di vigilanza rimarrà una responsabilità degli Stati membri, con un crescente rilievo dei collegi dei supervisori per i gruppi transnazionali. Le tre nuove Autorità dovranno, su questo sfondo, codificare la normativa di vigilanza e favorirne un’uniforme applicazione, far convergere le prassi di vigilanza, rendere possibile un’effettiva cooperazione tra regolatori nazionali, soprattutto in situazioni di crisi.
Si deve puntare a un’attuazione ambiziosa di questi compiti: si dovrà effettivamente muovere verso un rulebook comune, con norme e standard di vigilanza definiti a livello europeo e direttamente applicabili nell’intero Mercato Unico; bisognerà rendere efficace il funzionamento dei collegi dei supervisori, per assicurare una vigilanza veramente integrata dei gruppi transfrontalieri.
Le proposte della Commissione sono state esaminate dal Comitato Economico e Finanziario della UE – composto da rappresentanti dei Ministeri finanziari, della BCE e delle banche centrali nazionali – e, ieri, dal Consiglio ECOFIN; verranno quindi sottoposte all’approvazione del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno. Rimane da definire un certo numero di aspetti, che riguardano gli assetti istituzionali, organizzativi e procedurali. E’ importante che in questa fase di redazione finale dei testi ci si attenga quanto più possibile allo spirito del Rapporto de Larosière, rafforzando il collegamento tra il nuovo organo di supervisione dei rischi sistemici e la BCE e dotandolo degli opportuni strumenti informativi e operativi.
Dall’esito di queste discussioni dipenderà la capacità della UE di perseguire ad un tempo la stabilità monetaria e finanziaria su scala sistemica e di porsi come modello per il perseguimento di questo obiettivo a livello globale.

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