Banca d'Italia: SEPA, PSD, Istituti di Pagamento – Intervento del Direttore Centrale Franco Passacantando (5 aprile 2011)

Il 5 aprile 2011 Banca d'Italia ha pubblicato sul proprio sito l'intervento del Direttore Centrale Franco Passacantando dal titolo "Verso un mercato più concorrenziale dei servizi di pagamento" (qui in pdf, 242 K, 10 pp.); Passacantando ha delineato l'evoluzione dei servizi di pagamento in Italia approfondendo l'evoluzione del quadro normativo europeo in materia e sottolineando gli aspetti relativi ai "incassi e pagamenti pubblici".
Interessanti i dati forniti in relazione alla diffusione dei servizi Internet e sulla costituzione dei nuovi "Istituti di Pagamento": alla data, ricorda Passacantando, sono stati autorizzati 7 Istituti di Pagamento e sono in corso di esame ulteriori 53 richieste di licenza. Dagli altri paesi della UE sono pervenute circa 55 notifiche relative a Istituti di pagamento comunitari che intendono operare in Italia.
Di seguito una sintesi dell'intervento.

L'evoluzione del mercato dei servizi di pagamento in Italia

In Italia l'uso del contante resta ancora molto elevato. Nel 2010 venivano effettuate circa 70 operazioni annue pro capite con strumenti di pagamento alternativi al contante (carte, bonifici e addebiti diretti): circa la metà di quanto registrato in media nei paesi dell'Unione europea. Anche in Italia, però, le abitudini tendono a cambiare: il numero di operazioni elettroniche cresce di anno in anno; ad esempio dal 2005 al 2010 le operazioni pro capite effettuate annualmente con carte di pagamento sono aumentate di un quarto (da 20 a 25).
Il sistema bancario continua a svolgere un ruolo dominante nel sistema dei pagamenti, ma in alcuni segmenti altri operatori si stanno affermando con prodotti innovativi. Grazie alla diffusione di strumenti come le carte prepagate o i mobile payments, l'accesso ai servizi di pagamento può essere svincolato dall'apertura di un conto bancario favorendo l'inclusione finanziaria di più ampie fasce di popolazione. Significativo è il dato sulla diffusione delle carte prepagate: nel 2010 risultavano in circolazione oltre 11 milioni di queste carte, a fronte dei 3 milioni del 2005, la crescita è dovuta anche alla disponibilità di una rete sempre più capillare di punti di accesso ai servizi di pagamento e di prelievo: in Italia si contano oltre 2 apparecchi POS ogni 100 abitanti e quasi un ATM ogni 1000 abitanti.

Le banche stanno reagendo alle spinte concorrenziali potenziando i servizi via Internet. Oggi quasi un quinto dei bonifici viene effettuato via internet, e questa quota è in continuo aumento: negli ultimi anni il tasso di crescita dei bonifici on line ha superato sempre il 20 per cento annuo. Oltre sedici milioni di utenti privati nel 2010 erano titolari di conti movimentabili on line. È anche interessante notare come tenda a ridursi il divario tra nord e sud nell'utilizzo del canale internet: sulla base delle segnalazioni effettuate dagli intermediari alla Banca d'Italia, la crescita dei conti movimentabili on line nelle regioni del mezzogiorno, pari al 14 per cento nel 2010, era superiore a quella media nazionale, pari a circa il 5 per cento. Il colloquio telematico con le banche è ormai irrinunciabile per il mondo delle imprese: nel 2010 erano 1,8 milioni le imprese che utilizzavano servizi di online banking (con una crescita del 12 per cento all'anno nell'ultimo quinquennio); sempre in crescita è poi il numero di imprese che sfruttano i più avanzati servizi di corporate banking (oltre 800.000 imprese) per la gestione elettronica della tesoreria aziendale predisposti dal Consorzio CBI.

L'evoluzione della normativa europea

li sviluppi in corso in Italia dovranno tener conto delle iniziative in campo europeo. La principale di queste è il progetto di creazione di un'area unica dei servizi di pagamento al dettaglio, la SEPA. È in corso di definizione un intervento del legislatore comunitario che imporrà a tutti coloro che agiscono in questo mercato, inclusa la PA, di adattare le procedure interne al nuovo e unico formato previsto per i pagamenti europei.
Complementari al progetto SEPA sono la Payment Services Directive (2007/64/CE) e la nuova direttiva sulla moneta elettronica (2009/110/CE).
Queste direttive impongono una serie di obblighi relativi alle modalità di esecuzione delle operazioni di pagamento, come i tempi massimi di completamento delle operazioni, la gestione della valuta, le responsabilità dei prestatori dei servizi e della clientela; esse inoltre consentono per la prima volta a soggetti aventi anche natura commerciale, come ad esempio imprese delle telecomunicazioni e Grande Distribuzione Organizzata, di offrire servizi di pagamento assumendo la qualifica di Istituti di Pagamento (IP) o Istituti di moneta elettronica (Imel).
Al momento sono stati autorizzati 7 Istituti di Pagamento e sono in corso di esame ulteriori 53 richieste di licenza. Dagli altri paesi della UE sono pervenute circa 55 notifiche relative a Istituti di pagamento comunitari che intendono operare in Italia. Molte delle richieste riguardano la trasformazione in Istituto di Pagamento dei soggetti che, nel precedente regime, offrivano servizi di pagamento in qualità di iscritti agli elenchi degli intermediari finanziari previsti dagli articoli 106 e 107 del TUB. Questi intermediari possono continuare a offrire servizi di pagamento fino al prossimo 30 aprile.
Nel caso la richiesta di iscrizione all'albo degli IP rivolta alla Banca d'Italia sia stata avanzata entro il 31 gennaio scorso, l'operatore potrà proseguire l'attività anche dopo il 30 aprile e comunque fino alla conclusione del procedimento (e ovviamente oltre, in caso di concessione dell'autorizzazione).
I vincoli imposti dal nuovo quadro normativo non si applicano al caso dei circuiti limitati di spendibilità. Un provvedimento predisposto dalla Banca d'Italia che recepisce la direttiva sui servizi di pagamento – già sottoposto a pubblica consultazione e di prossima emanazione – specifica le ipotesi di esenzione. Tra queste rientrano ad esempio: i casi di servizi di pagamento offerti esclusivamente nell'ambito di circuiti di esercizi in franchising, le carte fedeltà, le carte per l'acquisto del carburante. La ratio sottostante al nuovo framework regolamentare è quella di applicare i vincoli dettati dalla normativa europea e nazionale solo quando rileva l'obiettivo di tutelare condizioni di fiducia generalizzata del pubblico nell'utilizzo degli strumenti di pagamento; restano rimessi invece all'autonomia delle parti i casi in cui la relazione di pagamento è costruita come elemento accessorio a un rapporto commerciale disciplinato su base contrattuale.
Non vi è dubbio, però, che anche nel caso dei circuiti limitati possano prospettarsi importanti e innovative opportunità di investimento e sviluppo: ciò che rileva, infatti, è la limitatezza funzionale di questi circuiti e strumenti e non la loro estensione o utilizzabilità in un'area geograficamente limitata: si pensi al caso di carte offerte in connessione con i servizi di mobilità con le quali è possibile utilizzare, su un'area ampia, servizi quali il pagamento di parcheggi, pedaggi autostradali, passaggi navali.
Per i nuovi entranti un importante fattore di successo sarà la possibilità di avvalersi di reti distributive dei prodotti e di contatto con la clientela ampie e diversificate. L'obiettivo di garantire la sicurezza dei servizi offerti richiede che siano definiti i requisiti e gli strumenti di controllo dei soggetti che gestiscono il rapporto con la clientela. Il nuovo assetto normativo (in particolare, il D.lgs 141/2010) verrà completato con un regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze da emanarsi sentita la Banca d'Italia.
Esso, tra l'altro, prevede modalità più snelle per la gestione del mero incasso di fondi – si pensi al pagamento di bollette o tributi presso tabaccherie o altri esercizi abilitati – tenendo comunque ferma l'esigenza di garantire che i rischi connessi con l'attività di pagamento restino estremamente contenuti.

Incassi e Pagamenti pubblici

Un più efficiente sistema di incassi e pagamenti del settore pubblico è cruciale per l'economia italiana se si pensa che nel nostro Paese è attribuibile alla PA il 27 per cento dei consumi nazionali. Come utente del sistema la PA può ottenere notevoli benefici in termini di riduzione di costi avvalendosi di servizi di pagamento avanzati; come generatore di una massa critica di transazioni può agire da volano per la riduzione del ricorso al contante e l'adeguamento agli standard SEPA.
Importanti risultati sono stati raggiunti attraverso la costituzione del Sistema informatizzato per i pagamenti della pubblica amministrazione (SIPA), nato nel 2000 su iniziativa della Ragioneria Generale dello Stato, la Corte dei conti, l'AIPA (ora Digit-PA) e la Banca d'Italia. Nell'ambito del SIPA è stato realizzato il collegamento tra la rete della PA (RUPA ora SPC) e quella dei sistemi di pagamento (RNI, che collega banche, poste ed enti concessionari); il loro colloquio è reso possibile dalla partecipazione della Banca d'Italia a entrambe le infrastrutture di rete.
Un fattore di sviluppo è rappresentato dal codice dell'amministrazione digitale (CAD), grazie al quale i cittadini possono effettuare i pagamenti alle PA utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il CAD prevede anche che possano essere effettuati versamenti alle PA attraverso l'impiego di carte di debito, carte di credito o prepagate e di ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile.
È prevista una riforma dell'attuale sistema di incassi e pagamenti pubblici; la riforma si incentrerà sulla creazione di un nuovo sistema di interconnessione fra le reti del sistema dei pagamenti che rappresenti il punto di accesso alle PA centrali e locali e sia in grado di offrire servizi informativi al di là del mero trasferimento dei fondi. Il sistema di interconnessione deve salvaguardare alcuni principi: il level playing field tra i prestatori di servizi di pagamento; il rispetto di standard minimi riguardanti la qualità del Servizio e i contenuti informativi ad esso associati; l'armonizzazione delle regole di accesso.
L'intervento pubblico in quest'area non comporta una compressione dei progetti che si stanno concretizzando nel settore, anzi tende ad ampliarne la platea degli utenti, offrendo completa accessibilità al sistema attraverso un'infrastruttura pubblica di interconnessione con tutte le reti di mercato. In questo scenario troverebbero posto anche iniziative che, sfruttando la natura capillare dei pagamenti pubblici, mirano ad aumentare l'inclusione finanziaria e a favorire la lotta al contante. Possiamo già intravedere un futuro nel quale il cittadino, le imprese, i professionisti potranno regolare debiti e crediti nei confronti delle PA centrali e locali attraverso una pluralità di sistemi e di strumenti la cui scelta dipenderà esclusivamente da fattori di costo e qualità.

Chi è Franco Passacantando?

Tratto da http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/organizzazione/Aree/banca_centr_mercati/passacantando
Franco Passacantando è Direttore Centrale della Banca d'Italia. Nato a Roma il 7 agosto 1947, si laurea nel 1971 in Scienze statistiche e demografiche all'Università di Roma. Prosegue gli studi alla Stanford University (Stati Uniti) e consegue il Master of Arts in Economics.
Nel 1973 è assunto in Banca d'Italia, all'Ufficio Vigilanza della Sede di Milano; nel 1976 è al Servizio Studi ove, nel 1990, è nominato Titolare della Direzione Settore monetario e finanziario. Nel 1986-89 coordina un gruppo di lavoro per la redazione di un Libro bianco, poi una task force sui progetti di riforma del sistema dei pagamenti. Ricopre incarichi presso l'OCSE e la BRI.
Dal 1995 al 2003 è Direttore esecutivo del Gruppo Banca Mondiale, ove, tra l'altro, presiede il Budget Committee, l'Audit Committee e dal 2001 lo Steering Committee.
Nel 2003, rientrato in Banca d'Italia, è Capo del Servizio Gestione fondi patrimoniali. Nel 2006 è nominato Funzionario generale preposto all'Area Banca centrale e mercati e, ad interim, sovrintende all'Area Sistema dei pagamenti e tesoreria. Dall'8 dicembre 2008 è Funzionario generale preposto all'Area Banca centrale, mercati e sistemi di pagamento.
È autore di saggi e opere sui temi di politica monetaria e finanziaria, sul sistema dei pagamenti, sulle istituzioni finanziarie internazionali.

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