IusLetter: Il sistema dei controlli interni nella governance bancaria, riforme recenti e attese di revisione normativa, 2/5/2012

Fonte: IusLetter
di Sabrina Galmarini (lascalaw.com) e Paolo Pogliaghi – Responsabile Servizio Compliance e Rischi BCC Carugate

Indice

  • Premessa
  • La corporate governance nelle banche italiane
  • Alcuni spunti di riflessione per non snaturare l’impianto dei controlli ed in particolare delle funzioni di Risk Management e Compliance
  • Peculiarità nelle banche di medio-piccole dimensioni
  • Conclusioni

Premessa

La crisi ha evidenziato come il combinato di carenze nello strumentario del risk management, distorsioni nei sistemi di remunerazione nonché inadeguatezze della governance abbia determinato un circolo vizioso che ha portato per le banche all’assunzione di rischi sempre crescenti.
Nella relazione sulle cause e sulle debolezze di sistema che hanno condotto alle turbolenze sui mercati finanziari, il Financial Stability Board [nota1] ha più volte sottolineato il valore strategico di un buon management e di un sistema efficiente ed efficace dei controlli interni.
Controlli e governo societario sono aspetti che si integrano e concorrono insieme al buon funzionamento dell’impresa e sono fondamentali per perseguire una duratura creazione di valore,  aumentare la fiducia degli investitori e assicurare al contempo una sana crescita economica.
La validità di tale assunto è oramai pienamente riconosciuta.
Prova ne sono:
-                 le numerose iniziative a livello internazionale:

il Comitato di Basilea ha aggiornato i principi di corporate governance nonché posto in consultazione una nuova versione dei Core Principles della vigilanza bancaria [nota2]; il Financial Stability Board ha emanato principi e standard stringenti sui sistemi di remunerazione e incentivazione, già tradotti in Europa, con norme cogenti sfociate nell’adozione della CRD3; l’EBA a sua volta ha emanato Guidelines applicative sia sulla remunerazione sia, più in generale, sugli aspetti organizzativi e il governo societario [nota3].

-                 I provvedimenti legislativi e regolamentari in corso di adozione

un cenno particolare merita la rivisitazione in ambito europeo dell’accordo di Basilea 3. La proposta attualmente all’esame delle Istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Parlamento) è costituita da due atti normativi, un regolamento e una direttiva (la cosiddetta “CRD4”), che toccano tutti gli aspetti dell’accordo: capitale, rischi, liquidità, leverage, governance, sanzioni, poteri delle Autorità di Vigilanza [nota4]. Le nuove regole di governance e risk management sono principalmente contenute nella bozza di direttiva [nota5]. Essa approfondisce i criteri di composizione del board, dettagliandone le responsabilità nella gestione e nel controllo dei rischi.
Altresì, tale documento delinea la presenza di adeguate professionalità, individuali e collettive, rafforzando la funzione del risk management.  Introduce le linee di reporting diretto verso gli organi di vertice, prescrive, almeno per le banche di maggiori dimensioni, limiti armonizzati al cumulo degli incarichi e la costituzione di comitati specialistici interni al board (i comitati nomine e rischi si aggiungono a quello sulla remunerazioni, già previsto dalla CRD3).
Rispetto ai pochi principi generali sugli assetti di governo societario contenuti nella direttiva vigente, il cambiamento è pertanto particolarmente significativo.
-                 Le scelte adottate dagli stessi operatori del mercato.
Molti sono stati i progressi compiuti dalle banche sul fronte della governance e della capacità di fare gestione, controllo e misurazione dei rischi. E’ certamente migliorata la distinzione dei compiti e delle responsabilità; la dialettica tra la funzione di supervisione strategica, gestione e controllo; la capacità delle funzioni di controllo interno di operare con autorevolezza e indipendenza; l’attenzione al collegamento tra i rischi[6].
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Note

  • [1] Il Financial Stability Board (fino al 2009 Financial Stability Forum) è nato nel 1999 su iniziativa dei Ministri finanziari e dei Governatori delle Banche centrali del G7 sulla scia delle raccomandazioni dell’allora presidente della Deutsche Bundesbank, Hans Tietmeyer. Raccogliendo il messaggio dei suoi fondatori che ne approvarono la creazione durante il meeting tenutosi a Bonn nel febbraio del 1999, il Financial Stability Forum promuove la stabilità finanziaria internazionale e tenta di ridurre i rischi del sistema finanziario grazie allo scambio di informazioni e alla cooperazione tra le istituzioni finanziarie mondiali
  • [2] Basel Commitee on Banking Supervision, September 2010.
  • [3] EBA Guidelines on Internal Governance, September 2011.
  • [4] Sistemi di controllo dei rischi e governo degli intermediari: una prospettiva di vigilanza”, Intervento del Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia Stefano Mieli (Convegno “Corporate governance e gestione dei rischi: gli insegnamenti della crisi”, Milano 3 febbraio 2012).
  • [5] Capital Requirements Directive (la cosiddetta direttiva CRD IV), July 2011
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