Banca d’Italia: controlli rafforzati contro il finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa

Il 10 novembre 2009 la Banca d’Italia ha pubblicato il "Provvedimento recante indicazioni operative per l’esercizio di controlli rafforzati contro il finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa" (qui in pdf, 132 K, 8 pp) a firma del Direttore Generale Fabrizio Saccomanni.
Nel seguito il testo completo della premessa e l’indice del documento.

Premessa

1. La proliferazione di armi di distruzione di massa riguarda le attività legate all’ideazione e realizzazione di programmi volti a sviluppare strumenti bellici di natura nucleare, chimica o batteriologica. Questi programmi, perseguiti al di fuori degli ambiti e dei limiti consentiti dai vigenti accordi internazionali, costituiscono una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionale, così come affermato dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1540/2004, che prevede a carico degli Stati membri l'obbligo di adottare specifiche misure finanziarie per contrastare la proliferazione di armi di distruzione di massa, ponendo in luce il rischio che tale fenomeno possa favorire l’acquisizione di materiale bellico da parte di terroristi. La lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa ha fatto emergere la necessità di dedicare una particolare attenzione ai flussi finanziari che ne sostengono lo sviluppo. Le Nazioni Unite e l’Unione europea considerano il finanziamento dei programmi di proliferazione un’attività illegale al pari della stessa proliferazione e hanno formulato divieti di assistenza o supporto finanziario a soggetti implicati nei menzionati programmi.
La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1673/2006 ha ribadito i suddetti obblighi ed ha sottolineato la necessità che tutte le giurisdizioni adottino adeguate misure di contrasto. Ulteriori e specifiche misure di prevenzione e contrasto della proliferazione sono state adottate dal Consiglio di Sicurezza nei confronti di Repubblica Democratica di Corea (Risoluzione 1695/2006; 1718/2006) e Iran (Risoluzione 1737/2006; 1747/2007; 1803/2008).
L’Unione europea e i suoi Stati membri, nell’ambito della Strategia UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, adottata dal Consiglio europeo nel dicembre 2003 e rivista nel dicembre 2008, sostengono le iniziative della comunità internazionale per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. In tale quadro, sono stati emanati appositi atti volti a dare attuazione alle disposizioni adottate in sede ONU (cfr. Posizioni Comuni 2007/140/PESC e 2008/652/PESC e regolamento CE 423/2007).
In particolare, il Regolamento (CE) n. 423/2007, come modificato dal Regolamento (CE) n. 1110/2008, prevede una serie di misure restrittive nei confronti dell’Iran, tra le quali il congelamento di fondi e risorse economiche di persone o entità associate allo sviluppo di attività sensibili in termini di proliferazione, nonché prescrive a carico degli enti creditizi e finanziari l’obbligo di segnalare operazioni sospette riconducibili al finanziamento delle attività di proliferazione rilevate nelle attività con altre banche e istituzioni finanziarie domiciliate in Iran, le loro succursali e filiali estere, ovvero controllate da persone o enti domiciliati in Iran. Inoltre, al fine di fornire sostegno all’azione degli Stati membri nella lotta al finanziamento dei programmi di proliferazione, il Gruppo di Azione finanziaria internazionale (GAFI) ha elaborato linee guida volte ad assistere gli Stati membri nel dare attuazione alle disposizioni sulle sanzioni di natura finanziaria contenute nelle Risoluzioni delle Nazioni Unite 1718(2006) contro la Corea del Nord, e 1737(2006), 1747(2007) e 1803(2008) contro l’Iran (nota 1).
In tale quadro si considera che l’instaurazione, anche inconsapevole, da parte degli intermediari di cui all’art. 11 del d.lgs. n. 231/2007 di rapporti con soggetti implicati nei citati programmi di proliferazione può comportare rilevanti effetti negativi per la stabilità nonché importanti rischi reputazionali e operativi.
Ai fini della salvaguardia dell’integrità e stabilità degli intermediari, nonché della fiducia del sistema finanziario nel suo complesso, si reputa quindi necessario fornire agli intermediari linee guida riguardo ai comportamenti da tenere e ai controlli da effettuare nei rapporti e nelle operazioni eventualmente intrattenuti con controparti coinvolte, direttamente o indirettamente, in programmi di sviluppo di armi di distruzione di massa.

Nota 1) Cfr. FATF-GAFI, Guidance regarding the Implementation of Financial Provision of United Nations Security Council Resolutions to Counter the Proliferation of Weapons of Mass Destruction, June 2007; id., Guidance regarding the Implementation of Activity Based Financial Prohibitions of United Nations Security Council Resolution 1737, October 2007; id., Guidance on Implementation of Financial Provisions of United Nations Security Council Resolution 1803, October 2008.

Indice del documento 

  • Premessa
  • Identificazione e valutazione del rischio
  • Misure di controllo rafforzate
  • Rapporti di corrispondenza
  • Obblighi degli intermediari
    • Obblighi di comunicazione
    • -Obblighi di segnalazione
  • Allegato
    • Indicatori di anomalia relativi alle controparti delle operazioni
    • Indicatori di anomalia riferibili alle caratteristiche dell’operazione
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