Banca d’Italia: consultazione sulle nuove "Disposizioni in materia di concentrazione dei rischi e informativa al pubblico"

Il 24 agosto 2010 la Banca d’Italia ha pubblicato, sul suo sito web, per la pubblica consultazione, la bozza delle nuove "Disposizioni di vigilanza prudenziale in materia di concentrazione dei rischi e informativa al pubblico per le banche, le Sim e gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 Tub" al fine di recepire le modifiche alle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (qui in pdf, 342 K, 46 pp.) 
Osservazioni, commenti e proposte sulle nuove "Disposizioni" possono essere trasmessi, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, nelle modalità indicate nelle stesse disposizioni.
Di seguito la parte introduttiva delle nuove "Disposizioni in materia di concentrazione dei rischi e informativa al pubblico"

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1. Premessa

La revisione della disciplina delle large exposures operata dalla direttiva 2009/111/CE (CRD II), che modifica le direttive 2006/48 e 2006/49 (CRD), rappresenta la più significativa rivisitazione di tale disciplina fin dalla sua introduzione.
La precedente disciplina comunitaria si caratterizzava per un approccio di "armonizzazione minima" che lasciava agli Stati membri e alle Autorità nazionali di vigilanza ampi margini di scelta sia nel recepimento sia nella concreta applicazione delle regole armonizzate.
La revisione ora operata si propone di realizzare un avanzato livello di convergenza della regolamentazione e delle prassi di vigilanza in ambito comunitario. L’obiettivo è perseguito mediante una significativa riduzione delle discrezionalità rimesse agli Stati membri e attraverso linee-guida del CEBS relative all’implementazione del nuovo regime (nota 1).
Anche nel nuovo quadro normativo restano comunque rimessi alla discrezionalità nazionale alcuni aspetti rilevanti per il funzionamento dei mercati interbancari e per il trasferimento fondi e la gestione della liquidità all’interno dei gruppi, anche cross-border.
Si fa presente che le novità relative al regime di reporting dei "grandi fidi" – che rispondono all’esigenza di standardizzare i formati, la tempistica e la frequenza delle informazioni –
formeranno oggetto di separata consultazione in sede di revisione della Circolare n. 155 del 18.12.1991 (Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul Patrimonio di Vigilanza e sui coefficienti prudenziali), della Circolare n. 217 del 5.8.1996 (Manuale per la compilazione delle Segnalazioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell’«Elenco Speciale») e della Circolare n. 148 del 2.7.1991 (Manuale delle Segnalazioni Statistiche e di Vigilanza per gli Intermediari del Mercato Mobiliare).

2. Finalità e strumenti della disciplina

La disciplina delle "large exposures" ha la finalità di limitare i rischi di instabilità derivanti dall’inadempimento di una singola controparte verso cui un intermediario sia esposto in misura rilevante. Essa, pertanto, intende porre un limite all’esposizione al medesimo rischio idiosincratico, inteso come il rischio specifico di un cliente o di un gruppo di clienti connessi indipendente da fattori esterni quali l’appartenenza alla stessa area geografica o al medesimo comparto produttivo.
A tal fine, la disciplina istituisce due tipi di presidi:

  • limiti prudenziali all’assunzione di rischi nei confronti di singoli clienti o di gruppi di clienti connessi, che impongono di contenere le esposizioni creditizie entro un determinato ammontare del patrimonio di vigilanza;
  • presidi organizzativi riferiti, tra l’altro, alla valutazione del merito creditizio dei clienti verso cui la banca è esposta in misura rilevante ("grandi fidi"), al monitoraggio delle relative esposizioni, alla rilevazione dei rapporti di connessione tra clienti.

Il vigente quadro normativo nazionale

La vigente disciplina nazionale impone agli intermediari il rispetto di:
– un limite individuale per le singole esposizioni (25% del Patrimonio di Vigilanza; in via transitoria, il limite è pari al 40% per gli intermediari di cui all’art. 107 TUB); per gli intermediari appartenenti a gruppi è previsto un limite specifico a livello individuale (40%) sempre che siano rispettati i limiti a livello consolidato;

  • un limite specifico per le posizioni di rischio riferite a soggetti collegati (20%);
  • un limite globale (8 volte il Patrimonio di Vigilanza) [nota A] riferito al complesso dei "grandi fidi" (singole esposizioni pari ad almeno il 10% del Patrimonio di Vigilanza).

Le esposizioni sono di norma considerate al valore di bilancio. Ponderazioni più favorevoli sono previste per alcune tipologie di esposizioni in considerazione della natura della controparte debitrice, della durata dell’operazione, delle eventuali garanzie acquisite. In particolare, le esposizioni assunte nell’ambito del mercato interbancario ricevono fattori di ponderazione diversi in base alla durata: sono ponderate a 0% quelle non superiori ad un anno; al 20% quelle di durata superiore ad un anno ma inferiore a tre. Sono invece escluse dall’ambito della disciplina le esposizioni intra-gruppo.
Il superamento dei limiti prudenziali è ammesso per le posizioni del trading book, purché la relativa eccedenza sia coperta con uno specifico requisito patrimoniale.
In alternativa all’applicazione di criteri analoghi a quelli illustrati, gli intermediari di cui all’art. 107 TUB possono applicare il sistema di ponderazioni previsto per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, che rappresenta l’unica metodologia applicabile, invece, da parte delle SIM.

3. Le principali novità della nuova disciplina comunitaria

 

  • Viene notevolmente semplificato il sistema dei limiti prudenziali,
    mediante l’eliminazione del limite globale e del più restrittivo limite
    per le posizioni verso i soggetti collegati (nota 2); viene
    mantenuto, invece, il limite individuale del 25%, con una particolare
    possibilità di deroga per le esposizioni verso banche e imprese di
    investimento (cfr. infra).
  • Per quanto riguarda le esposizioni interbancarie:
    • viene superato il criterio che consentiva di applicare ponderazioni di
      favore (da 0 a 20 per cento) graduate in base alla durata della
      posizione, nel presupposto che anche dette esposizioni devono essere
      contenute entro importi tali da non compromettere la stabilità degli
      intermediari in caso di default della controparte; il legislatore
      comunitario ha peraltro mantenuto una ponderazione nulla per le
      esposizioni con durata non superiore al giorno lavorativo successivo;
    • tenuto conto del presumibile impatto delle nuove regole di calcolo, si
      prevede che il previgente sistema di ponderazioni continui ad applicarsi
      fino alla fine del 2012;
    • per tener conto delle modalità operative
      degli intermediari di minori dimensioni, sono state introdotte
      specifiche possibilità di deroga al limite individuale (cfr. infra par.
      4).
  • L’esenzione delle esposizioni intra-gruppo – che rimane in parte
    oggetto di discrezionalità nazionale – può essere estesa oltre l’ambito
    del gruppo comunitario per ricomprendere anche le esposizioni nei
    confronti di soggetti extra-UE (cfr. infra par. 4). Viene anche
    introdotta una nuova ipotesi di esenzione riferita alle esposizioni tra
    soggetti appartenenti al medesimo sistema di tutela istituzionale.
  • Uno specifico regime riguarda le esposizioni connesse a servizi di
    trasferimento fondi e di compensazione, regolamento e custodia di
    titoli, che beneficiano di temporanee esenzioni dal limite di
    concentrazione al ricorrere di condizioni relative, tra l’altro, alla
    tipologia e alla durata (intra-day o giorno successivo) delle
    transazioni e alla circostanza che le stesse siano assunte nell’ambito
    di attività e servizi prestati con o per i clienti.
  • I criteri di calcolo e ponderazione delle posizioni di rischio
    risultano: maggiormente semplificati, per effetto dell’eliminazione di
    numerose discrezionalità nazionali preesistenti; allineati alla
    disciplina delle tecniche di attenuazione del rischio di credito, i cui
    effetti sono riconosciuti in via pressoché generale. Criteri di calcolo
    specifici sono previsti per le esposizioni garantite da immobili (nota 3).
  • Sono stati precisati e resi il più possibile oggettivi i criteri di
    connessione giuridica ed economica da applicare per l’individuazione di
    un "gruppo di clienti connessi". In tale ambito, tenendo conto anche
    dell’esperienza della crisi finanziaria:
    • sono stati presi in considerazione anche i rapporti di connessione
      derivanti dalla dipendenza di più soggetti da un’unica fonte di funding;
    • sono indicate le metodologie da seguire per la corretta
      individuazione delle controparti e per il calcolo delle esposizioni in
      presenza di "schemi" (OICR, SPV, etc) che si interpongono rispetto
      all’oggetto dell’investimento finale; i criteri introdotti, basati sul
      look-through totale o parziale delle esposizioni di cui sia noto il
      sottostante, mirano a disincentivare investimenti di cui gli
      intermediari non abbiano piena ed effettiva consapevolezza.
  • Con specifico riferimento alle imprese di investimento, l’ambito di
    applicazione della disciplina è stato ridefinito per esentare gli
    intermediari la cui autorizzazione sia limitata alla prestazione
    soltanto di alcuni servizi di investimento, in considerazione della
    circoscritta operatività e delle caratteristiche dimensionali di tali
    soggetti.

4. Il recepimento nella normativa nazionale e le principali discrezionalità

L’adeguamento della normativa nazionale al nuovo regime delle large
exposures interessa le banche (Circolare n. 263 del 2006), gli
intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art.
107 TUB (Circolare n. 216 del 1996) e le SIM (Regolamento del
Governatore del 24 ottobre 2007). L’emanazione degli atti normativi di
recepimento deve essere completata entro il 31 ottobre 2010 in modo che
il nuovo regime entri in vigore entro il previsto termine del 31
dicembre 2010.
Si segnalano di seguito le principali discrezionalità nazionali
esercitate nello schema di disposizioni, sulle quali si sollecitano
commenti da parte dei destinatari della presente consultazione.

  • Nel corso dei lavori preparatori della direttiva 2009/111/CE ha
    formato oggetto di dibattito il trattamento delle esposizioni nei
    confronti delle banche e delle imprese di investimento (diverse da
    quelle intra-gruppo). Tenuto conto delle caratteristiche operative di
    quegli intermediari di minori dimensioni, quali le banche cooperative,
    che hanno di regola rapporti interbancari con una sola o con un numero
    limitato di controparti (es. istituti centrali di categoria), la CRD II
    introduce per tali ipotesi una specifica regola di concentrazione.
  • Nello schema normativo che si sottopone a consultazione, tale regola
    viene recepita prevedendo che il limite di concentrazione del 25% possa
    essere superato nel caso di esposizioni verso una banca o impresa di
    investimento, purché:
  1. l’ammontare dell’esposizione non sia maggiore di € 150 milioni;
  2. la somma delle posizioni di rischio nei confronti di eventuali
    clienti connessi diversi da banche o da imprese di investimento non sia
    superiore al 25% del patrimonio di vigilanza;
  3. l’esposizione, in base a una prudente valutazione condotta
    dall’intermediario, sia coerente con la dotazione patrimoniale dello
    stesso e comunque non superi il 100% del patrimonio di vigilanza.
  • La direttiva dà facoltà agli Stati membri di prevedere una soglia in
    valore assoluto inferiore a € 150 milioni. Sulla base anche dei
    risultati dell’analisi d’impatto (cf. par. 4.1. della Relazione sull’AIR
    preliminare), lo schema di disposizioni prevede una soglia allineata al
    valore massimo consentito dalla direttiva, fermo restando ovviamente il
    limite rapportato alla dotazione patrimoniale dell’intermediario e
    comunque non superiore al 100% del Patrimonio di vigilanza.
  • Per quanto riguarda i rapporti intra-gruppo – non rientranti tra le
    attività soggette ai limiti di concentrazione secondo la normativa
    vigente – si applicherebbe una ponderazione dello 0% alle esposizioni
    interne al gruppo bancario e a quelle verso l'impresa madre comunitaria e
    le società da questa controllate, purché soggette a vigilanza
    consolidata dell’autorità home. Non ci si avvarrebbe della facoltà,
    prevista dalla direttiva, di estendere l’esonero anche ai rapporti con
    l’impresa madre extra-comunitaria.
  • Si sollecitano commenti sulla scelta relativa alle esposizioni verso
    imprese extra-UE, motivata sia dall’insufficiente livello di
    armonizzazione del regime dei grandi rischi al di fuori dell’Unione
    europea sia dalla limitata rilevanza nel sistema bancario italiano delle
    esposizioni oggetto della facoltà di esenzione.
  • Sebbene non connesso al recepimento della CRD II, verrebbe previsto un
    fattore di ponderazione preferenziale (0 per cento) per i margini
    giornalieri, infra-giornalieri e aggiuntivi giornalieri versati alla
    Cassa di Compensazione e Garanzia dai partecipanti diretti al sistema di
    compensazione e garanzia; siffatto trattamento prudenziale terrebbe
    conto del regime giuridico di "segregazione patrimoniale" previsto
    dall’art. 70 TUF. Lo stesso trattamento verrebbe esteso alle esposizioni
    dello stesso tipo nei confronti di controparti centrali stabilite in un
    Paese dell’UE, in presenza di condizioni equivalenti.
  • Si sollecitano commenti sulla possibilità di estendere il medesimo
    trattamento anche a controparti centrali diverse dalla Cassa di
    Compensazione e Garanzia, in attesa dell’armonizzazione della relativa
    disciplina a livello internazionale.
  • Il CEBS ha pubblicato linee-guida relative all’attuazione dell’articolo
    106(2)(c) e (d) della CRDII (nota 4), concernente l’esenzione di
    esposizioni di breve durata (intraday o giorno successivo) connesse con
    la prestazione di servizi di trasferimento di fondi e di compensazione,
    regolamento e custodia di strumenti finanziari, ovvero nei confronti di
    controparti che prestano tali servizi.
  • Si sollecitano i destinatari della consultazione a fornire informazioni
    sulla rilevanza e sulle caratteristiche della propria operatività nello
    specifico settore, in modo da favorire il corretto recepimento nella
    normativa nazionale delle linee-guida del Comitato.

 

5. Trattamento delle esposizioni verso prodotti tranched

Le linee-guida CEBS sull’implementazione del nuovo regime delle large exposures recano, nell’ambito del trattamento delle esposizioni verso "schemi di investimento", specifiche previsioni per i prodotti tranched quali le cartolarizzazioni.
Il trattamento proposto riconosce gli effetti di attenuazione del rischio connessi al diverso grado di subordinazione delle tranches. Ai fini della concentrazione dei rischi, il riconoscimento degli effetti di CRM si manifesterebbe nell’abbattimento del valore di tutte le esposizioni sottostanti per un ammontare uguale all’intera tranche che assorbe le prime perdite. Per l’investitore nella tranche senior ciò produrrebbe l’effetto di non considerare tra i grandi rischi le esposizioni sottostanti la cartolarizzazione che abbiano valore inferiore all’ammontare delle tranche subordinate.
In proposito si ha presente, in primo luogo, che non è sempre agevole ripetere nel continuo la valutazione del portafoglio di investimenti; può accadere pertanto che la tranche junior venga abbattuta da perdite senza che l’investitore senior ne venga a conoscenza tempestivamente e possa di conseguenza correggere il trattamento delle esposizioni ai fini della concentrazione dei rischi.

Inoltre, sussiste il rischio che, per effetto di successive valutazioni del portafoglio dopo l’abbattimento della tranche junior, emergano concentrazioni verso determinate controparti, prima non evidenti, che possono determinare inaspettate violazioni del limite di concentrazione (c.d. "cliff effect"); in caso di strumenti poco liquidi, la dismissione delle posizioni eccedenti rispetto al limite potrebbe risultare difficile ovvero comportare perdite. Il CEBS reputa pertanto necessario mitigare tali rischi attraverso l’applicazione di specifici haircuts, analogamente a quanto previsto dalla disciplina delle tecniche di CRM per le esposizioni dirette; il Comitato ha incluso tali approfondimenti nei propri programmi di lavoro.
Alla luce dei lavori ancora in corso presso il CEBS per la completa definizione del trattamento delle esposizioni verso prodotti tranched, si è dell’avviso di non riconoscere, al momento, l’effetto di attenuazione del rischio connesso al diverso grado di subordinazione delle tranche. Alle esposizioni della specie si applicherebbe, pertanto, lo stesso trattamento previsto per il caso di investimenti in schemi di investimento non tranched.

6. Regime transitorio

Le nuove disposizioni di vigilanza in materia di concentrazione dei rischi prevederebbero, in conformità con la disciplina comunitaria, regimi transitori riferiti a:
a. la ponderazione delle esposizioni interbancarie: tenuto conto del presumibile impatto delle nuove regole di calcolo, alle esposizioni della specie, assunte prima del 31.12.2009, continuerebbe ad applicarsi il previgente sistema di ponderazioni fino al 31.12.2012;
b. il limite di concentrazione per gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale: fino al 31.12.2011 tale limite continuerebbe a essere fissato al 40% del Patrimonio di vigilanza, anziché al 25%;
c. per l’applicazione dei criteri di connessione giuridica ed economica in presenza di investimenti mediante "schemi" si prevederebbe, secondo le indicazioni fornite dal CEBS, che fino al 31 dicembre 2015 le banche continuino a trattare gli investimenti effettuati prima del 31 gennaio 2010 secondo il regime attualmente in vigore.
Si sollecitano commenti sui regimi transitori di cui alle lettere b. e c.

7. Informativa al pubblico

In attuazione di quanto previsto dalle nuove disposizioni comunitarie, è stata estesa l'informativa sull’esposizione ai rischi di mercato, limitatamente agli intermediari autorizzati ad utilizzare un modello interno: in una nuova sezione relativa alle informazioni quantitative viene richiesta la pubblicazione dei VaR giornalieri e di fine periodo nonché – per attestare la qualità predittiva del modello – del raffronto fra i VaR di fine giornata e le variazioni di valore del portafoglio del giorno successivo, analizzando gli scostamenti rilevanti.
Sono state inoltre modificate le disposizioni in materia di obblighi informativi circa la composizione del patrimonio di vigilanza, per allineare questi ultimi agli interventi effettuati sulla disciplina del patrimonio.

Note al testo

  • Nota 1)  Si fa riferimento ai documenti CEBS Guidelines on the implementation of the revised large exposures regime, 11 dicembre 2009 e Implementation guidelines on Article 106(2)(c) and (d) of Directive 2006/48/EC recast (CP38) del 28 luglio 2010 (http://www.c-ebs.org).
  • Nota A) Per gli intermediari di cui all’articolo 107 TUB il regime transitorio – in vigore fino al 31.12.2011 – prevede inoltre la mancata applicazione del limite globale (Cfr comunicazione del 12.12.2007 pubblicata sul Bollettino di Vigilanza n.12 del 2007).
  • Nota 2) Il limite del 20% sarà sostituito da quelli previsti nell’ambito della disciplina di vigilanza in materia di "attività di rischio nei confronti di soggetti collegati" da emanare in attuazione dell’art. 53, commi 4 e ss., del TUB e della relativa delibera CICR di luglio 2008.
  • Nota 3) Le esposizioni garantite da immobili sono ridotte di un ammontare non
    superiore al 50% del valore dell’immobile posto a garanzia.
  • Nota 4) Si tratta del documento CEBS Implementation guidelines on Article
    106(2) (c) and (d) of Directive 2006/48/EC recast del 28 luglio 2010
    (http://www.c-ebs.org).
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