"L’attività della UIF. Risultati e prospettive” intervento di Giovanni Castaldi (18 febbraio 2011)

Il 18 febbraio 2011 Giovanni Castaldi, Direttore dell’Unità di informazione finanziaria, UIF, ha partecipato al 2° Convegno sull'evoluzione del quadro regolamentare e i connessi aspetti procedurali e operativi in relazione alla normativa antiriciclaggio che si è tenuto a Sassari.
Il testo completo dell’intervento di Castaldi è disponibile nei seguenti formati:

Castaldi ha tracciato un bilancio dei primi 3 anni di attività dell'UIF indicando anche le "criticità" che ancora vanno risolte. Nel seguito una sintesi dell'intervento (il testo completo è disponibile ai link sopra indicati).

1. Disvalore sociale ed economico del riciclaggio

Il riciclaggio consente di rendere disponibili in sicurezza i proventi di altri reati precedentemente commessi (cd. “reati presupposto”), trasformando da potenziale in effettivo il potere d’acquisto derivante da attività criminali.
Attraverso il riciclaggio la criminalità si insinua nell’economia legale e la contamina.
Essa accresce in tal modo il proprio potere, affiancando al controllo palesemente violento del territorio una più subdola influenza, realizzata attraverso il potere economico, che tutto può condizionare e corrompere.
Ne consegue – come il Presidente Pisanu ha giustamente osservato - che i flussi di denaro illecito incidono anche sul piano macroeconomico e il loro impiego è suscettibile di generare gravi distorsioni nell’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza e il corretto funzionamento dei mercati.
Può risultarne influenzata la stessa stabilità del sistema economico.

2. La strategia legislativa di lotta al riciclaggio

Il corretto adempimento dell’obbligo di eseguire l’adeguata verifica della clientela distingue gli operatori onesti e collaborativi da quelli che, pur consapevoli del possibile riciclaggio insito nelle operazioni veicolate, non si tirano indietro, entrando in quella zona oscura, che spazia dall’indifferenza fino alla complicità nel reato.

Da adempimento burocratico -da effettuare esclusivamente nella fase genetica del rapporto - l’adeguata conoscenza del cliente diviene la regola da osservare per tutta la vita della relazione d’affari e da calibrare discrezionalmente, applicando il principio comunitario dell’ “approccio basato sul rischio”.
L’ “adeguata verifica” è strumentale all’adempimento degli obblighi di collaborazione attiva.
La segnalazione di un’operazione sospetta non rappresenta una denuncia di reato.
Essa è espressione – come altri obblighi di segnalazione previsti dal nostro ordinamento (ad es. in materia ambientale) - di un dovere civico di solidarietà e di collaborazione attiva con i poteri pubblici, finalizzato alla repressione di condotte che attentano a beni o valori universalmente considerati irrinunciabili dalla collettività.
Al segnalante non è peraltro richiesta alcuna indagine in ordine alla natura del reato eventualmente commesso.

4. Un bilancio triennale

La realizzazione del sistema di prevenzione “disegnato” dal d.lgs. 231 ha richiesto a tutti gli attori – e in particolare alla neocostituita UIF un impegno non indifferente.
Dopo tre anni dall’avvio del nuovo sistema, è possibile fare un primo bilancio, che se è motivo di soddisfazione per gli obiettivi raggiunti, costituisce nel contempo uno sprone per intervenire sulle criticità che l’esperienza ha posto in luce.
Sotto il profilo organizzativo l’Unità si è data fin dal 2008 una struttura semplice e funzionale, idonea a garantire un efficace adempimento dei compiti assegnati e lo sfruttamento delle sinergie consentite dall’inserimento nella Banca d’Italia, sia pure con funzioni autonome e indipendenti.
Grazie alla collaborazione con la Banca, stanno per concludersi (l’entrata in funzione è fissata per la metà di quest’anno) i lavori per la realizzazione di un nuovo sistema di gestione delle segnalazioni sospette che supporterà l’intero ciclo di acquisizione, analisi e trasmissione delle segnalazioni, assicurando maggiore tempestività dei flussi informativi e più elevate qualità e completezza dei dati acquisiti.
Sono in fase progettuale ulteriori sviluppi delle piattaforme informatiche deputate all’integrazione delle basi dati già accessibili e alla gestione degli scambi informativi con l’AG, con le altre autorità nazionali e con le FIU estere.
Particolarmente efficaci si stanno dimostrando le forme di collaborazione con l'Autorità Giudiziaria, che contribuiscono a coordinare l’attività di prevenzione con quella di repressione (cfr. articoli 2, comma 6, e 9, commi 7 e 10 del d.lgs. 321/2007).
A partire dalla sua costituzione, l’UIF ha prestato un’intensa e crescente collaborazione alle Procure, fornendo spesso un qualificato ausilio tecnico e un valido contributo a rilevanti e delicate indagini.
Gli scambi informativi sono frequenti: sono pervenute 53 richieste di informazioni nel 2008, 94 nel 2009, 118 nel 2010.
Le verifiche cartolari e ispettive hanno determinato la denuncia di 31 fattispecie di possibile rilevanza penale nel 2008, di 89 nel 2009 e di 210 nel 2010.

Sotto il profilo quantitativo, la risposta del sistema finanziario alla nuova disciplina antiriciclaggio è stata imponente: le 12.500 segnalazioni del 2007 si sono triplicate, superando nel 2010 le 37.000. Il trend di crescita è in continua accelerazione: +16% nel 2008, +44% nel 2009, +77% nel 2010.

La reazione dei professionisti e degli altri operatori è stata invece finora deludente: a fronte di una platea di potenziali segnalanti, che conta diverse centinaia di migliaia di soggetti, nel 2010 sono pervenute solo 223 segnalazioni.
La vertiginosa crescita del numero di segnalazioni ha messo a dura prova i processi di analisi, che vengono costantemente adeguati per accrescerne l’efficienza e la capacità di individuare con priorità le segnalazioni più rischiose.
Tale opera di manutenzione ha finora consentito di accrescere di anno in anno – a risorse invariate - il potenziale di analisi di oltre il 40%: a fronte delle 11.500 segnalazioni analizzate nel 2007, nel 2010 ne sono state esaminate quasi 28.000.

Un’istruttoria di tipo particolare – anche per la ristrettezza dei tempi disponibili – è quella finalizzata all’esercizio del potere di sospensione delle operazioni per un massimo di cinque giorni lavorativi, su richiesta della Guardia di Finanza, della DIA, dell'A.G., ovvero d’iniziativa sempre che, in quest’ultimo caso, ciò non pregiudichi il corso delle indagini.
Per lungo tempo le segnalazioni di operazioni sospette sono state tacciate di fornire uno scarso contributo alla lotta al riciclaggio.
Tale percezione può considerarsi oggi superata per effetto delle numerose e importanti indagini, originate o supportate da segnalazioni, di cui anche la stampa riferisce con sempre maggiore frequenza.
Il contributo delle segnalazioni all’individuazione di casi di riciclaggio, o dei reati che dello stesso costituiscono il presupposto, risulta sempre più evidente.

5. Residue criticità

Se i risultati di questi primi tre anni sono motivo di soddisfazione, ciò non deve indurre a trascurare i profili di criticità.

È anzitutto evidente che al funzionamento del sistema partecipano fattivamente solo gli intermediari finanziari e, tra questi, soprattutto le banche.

Come ho ricordato, nel 2010 professionisti e operatori non finanziari hanno trasmesso poco più di 200 segnalazioni; davvero poche rispetto al numero dei potenziali segnalanti e al ruolo che essi svolgono nella vita economica del Paese. La riluttanza dei professionisti alla collaborazione attiva, comune a molti paesi europei, se comprensibile in considerazione della maggiore personalizzazione del rapporto con la clientela, non può essere comunque giustificata.

Ma anche nella collaborazione degli intermediari finanziari emergono profili critici.

Gli intermediari che non inviano segnalazioni sono ancora molti: oltre 200 banche – più di un quarto del sistema - non hanno effettuato segnalazioni negli ultimi due anni.
Tra gli altri intermediari finanziari, poi, la percentuale dei non segnalanti è molto più elevata.

La qualità e la tempestività delle segnalazioni costituiscono il principale obiettivo del nuovo sistema segnaletico, che sarà operativo dal prossimo mese di maggio.
L’utilizzo del canale telematico favorirà la tempestività, la completezza e la riservatezza dei flussi informativi.
Il nuovo schema di segnalazione sarà uguale per tutte le categorie di segnalanti, sia pure con diverso livello di dettaglio informativo a seconda della natura dei soggetti obbligati e dell’operatività segnalata.

Anche sul piano legislativo sono emerse nel tempo diverse criticità che permangono, in particolare, in campo sanzionatorio, ove è necessario rimuovere quanto prima talune incoerenze e discrasie.

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