Antiriciclaggio: "Pagamenti in contanti sopra i 1.000 euro, nessuna deroga" (Italia Oggi, 15 febbraio 2012)

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di Cristina Bartelli

Nessuna deroga alla soglia sui pagamenti ai contanti al di sopra dei 1.000 euro. Il destino degli emendamenti presentati al decreto liberalizzazioni sulla questione dei pagamenti effettuati in contanti dai non residenti è quello di diventare carta straccia. La direzione del governo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi è quella di andare dritto per la strada di una super tracciabilità anche se a risultare penalizzata può essere la ripresa dei consumi attraverso l'acquisto di clienti danarosi nei negozi del made in Italy di lusso o se il rischio della previsione di deroghe per, ad esempio i vendo oro, potrebbe essere limitato visto che a determinate categorie merceologiche si applicano limiti più stringenti di antiriciclaggio. Anche se alcuni negozi importanti del quadrilatero della moda si sono organizzati per non far scappare i turisti, spesso russi e cinesi, che arrivati alla cassa vogliono pagare in contanti souvenir di alta gioielleria. Come? Pagando i taxi ai propri clienti facendoli andare in Svizzera per espletare le procedure di pagamento in contanti nei punti vendita oltre confine.
Proprio ieri comunque le Associazioni imprenditoriali aderenti a Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confindustria in rappresentanza del settore orafo-argentiero-gioielliero italiano – leader del «made in Italy» con quasi 50 mila imprese e oltre 6,5 miliardi di fatturato annuo – hanno presentato al presidente del consiglio Monti una proposta di modifica della normativa antiriciclaggio che mira a elevare la soglia di utilizzo dei contanti mantenendo l'obbligo di tracciabilità. La modifica proposta all'art. 12 della legge 22 dicembre 2011 n. 214 (conversione in legge del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011) consiste nell'introdurre la possibilità, per il cliente straniero, di saldare il pagamento con denaro contante a fronte del rilascio, da parte del commerciante, di una fattura contenente gli estremi identificativi. Si tratta di una soluzione già in essere per i cittadini extraeuropei sugli acquisti fatti nei paesi della Comunità ove è prevista l'esenzione o il rimborso dell'Iva a fronte della restituzione della fattura vidimata dalla Dogana del paese europeo di uscita già contenente gli estremi del passaporto del viaggiatore.