Antiriciclaggio e commercialisti: Sì alla lotta al riciclaggio, no a incombenze eccessive (M.L. Campise, 31 maggio 2013)

Speciale antiriciclaggio per i commercialisti: Sì alla lotta al riciclaggio, no a incombenze eccessive o inique (Maria Luisa Campise, Direttore Press, 31 maggio 2013)

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  • Fonte:  Press, rivista del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, maggio 2013, no.55, interamente dedicato all'antiriciclaggio (qui in pdf , 2,9 M, 53 pp. qui consultabile online)  

di Maria Luisa Campise

Nel corso dell’ultimo decennio il fenomeno criminoso del riciclaggio ha assunto in tutto il mondo, e in Italia in particolare, connotati e dimensioni allarmanti.
Basti pensare che, secondo le rilevazioni compiute da Banca d'Italia, l’attività del riciclaggio vale, nel nostro Paese, circa il 10 per cento del PIL, contro il 5 per cento a livello mondiale stimato dal FMI.
In questo contesto è evidente che la lotta al riciclaggio di denaro e di beni di provenienza illecita diventa una delle priorità del Legislatore italiano e, come tale, è un compito che non soltanto investe l’azione del governo, il sistema finanziario, la magistratura, le forze dell’Ordine, ma coinvolge anche l’intera collettività.
Anche noi commercialisti siamo chiamati, quindi, prima come cittadini e poi come professionisti, a dare il nostro contributo in termini di collaborazione e controllo. E siamo orgogliosi di poterlo fare, ma chiediamo al tempo stesso di poter agire in un quadro normativo ed operativo uniforme almeno a livello comunitario, nonché privo di adempimenti e formalismi inutili che, senza fornire un valore aggiunto sul piano della prevenzione e concreta perseguibilità degli illeciti, ingolfano letteralmente gli studi professionali, a iniziare da quelli meno strutturati, con aggravio di incombenze e di costi.
Un sistema antiriciclaggio più efficace deve essere connotato, infatti, da regole più semplici e da un apparato sanzionatorio uniforme in tutta Europa.
È questa la strada da percorrere, è questo ciò che chiede da tempo la nostra Categoria.
In questa prospettiva si inserisce, ci auguriamo, l’adozione della IV direttiva antiriciclaggio, in via di definizione a Bruxelles.
L'auspicio è che si possa aggiornare in modo equo e sostenibile la direttiva 2005/60Ce, il cui non corretto recepimento in Italia, ad oggi, ha provocato, oltre ad incertezze sull’applicazione concreta della normativa, non pochi squilibri rispetto ai colleghi europei sia in termini di adempimenti formali, più onerosi e complessi, sia in termini di sanzioni amministrative e penali, più elevate in caso di inosservanza.
Ben vengano, quindi, interventi normativi finalizzati a circoscrivere, anche per il commercialista, l’ambito di operatività dell’azione preventiva di antiriciclaggio a quelle operazioni utilizzabili ai fini del compimento dell’attività illecita, con formulazione in positivo delle operazioni per le quali “scattano” gli obblighi (così come è attualmente previsto per notai e avvocati). O ancora la rimodulazione degli obblighi di registrazione, la rimozione di quelli riferiti alle operazioni non collegate ad alcuna transazione finanziaria, il ridimensionamento delle sanzioni penali, la razionalizzazione di quelle amministrative e l’eliminazione dei dubbi interpretativi.
Sì alla lotta al riciclaggio, no a incombenze eccessive o inique Maria Luisa Campise Direttore Press

Allegato

  • Press, professione economica e sistema sociale, maggio 2013, no.55, interamente dedicato all'antiriciclaggio (qui in pdf , 2,9 M, 53 pp. qui consultabile online

 

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