ComplianceNet weekly review (May 16th, 2015)

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Week: from May 11th to May 16th 2015

MEF: money laundering white-list updated

On May 13th 2015 the decree of the Ministry of Economy and Finance (MEF) of 10th April 2015 entered in force after its publication in the Italian Official Gazette; it expands the list of non-EU countries which are deemed compliant with anti-money laundering obligations imposed by the EU Directive 2005/60/ce.
The new money laundering white-list now also includes the following countries:

  • Australia;
  • Brazil;
  • Canada;
  • Hong Kong;
  • India;
  • Japan;
  • Republic of Korea,
  • Mexico;
  • Singapore;
  • United States of America;
  • Republic of South Africa;
  • Switzerland;
  • Republic of San Marino.

As a result of the decree, with these states it is now possible to use a simplified customer due diligence (CDD) approach.
The list is subject to a periodical review.

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New Bank of Italy regulations for financial intermediaries

On May 13th, 2015 the Bank of Italy issued Circular no. 288 of April 3rd 2015 containing the  supervisory regulations for financial entities (financial intermediaries, trust larger, lending agencies pledge and trust companies regulated by art. 199, paragraph 2, of the Consolidated Law on Finance - TUF ) supervised by the Bank of Italy following the reform of Title V TUB, made by Legislative Decree 13th August 2010, n. 141, as subsequently amended and supplemented.
The content of the activity of granting loans in any form and of offering financial services is defined by the decree adopted by the Minister of Economy and Finance in accordance with art. 106, paragraph 3 of the Banking Act.
These provisions shall enter into force on the 60th day following its publication on the website of the Bank of Italy (12 May 2015).
In the attached Supervision Bulletin the following are described: the setting and the guidelines of the new rules; the most important aspects of the same; the transitional provisions and repeals.

Attachments

  • Circolare Banca d’Italia 3 aprile 2015 n. 288 (pdf, 2 M, 403 pp.)
  • Banca d’Italia, “Bollettino di Vigilanza Banca d’Italia n. 5”, maggio 2015 (pdf,129 K, 10 pp.)

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“Cooperative compliance” and liability of legal persons

The term “Cooperative compliance” means a new approach to taxation relationship between tax authorities and tax payer based on principles of transparency and mutual cooperation.
In Italy the matter has been introduced by the legislative decree on law abuse (articles 3 to 7); it transposes into the Italian legislative system the so-called fiscal “enhanced relationship” between tax authorities and taxpayers as advocated by the OECD.
The new regime supposes a preliminary review of tax “grey areas” so reducing the legal conflict afeter “ex-post” controls (and related claims).
In the future taxpayers will analyze with the “Agenzie delle Entrate”, the Italian tax authority, all situations likely to generate fiscal risks before making certain transactions or events before submitting tax returns.
According to the Italian Parliament the “enhanced relationship” will also strengthen Italian legislation on the liability of legal persons (Legislative Decree no. 231/2001).
In fact, until now, “the obligation to create organizational models required by d.lgs. 231/2001 to avoid the application of sanctions in relation to illicit behavior has been interpreted by companies mainly in a negative way, as an unnecessary expense and responsibility” says the Parliament dossier “with the consequence of producing organizational model which are never put on practice”.
Fictitious models which, when they come to the attention of the criminal court, were promptly disowned by the law, “because they were not created according to the company real needs but copied from a prototype”
In future with the cooperative compliance, however, the organizational models will tend towards “an integrated system of controls that allow companies to manage efficiently and punctualy any form of risk (including tax), giving the entrepreneur, the shareholders and the company a real managerial system capable of monitoring the company's activities.”

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Vademecum of the Italian Data Protection Authority on “privacy and jobs”

On May 15th, 2015, the Italian Data Protection Authority (DPA) published a rapid guide (Vademecum) on “privacy and jobs”
The guide aims to explain in a simple and direct language the complex issue of privacy in the workplace both in a public and private context, a matter that often generates disputes between employees and employers.
The handbook also contains references to the guidelines and the main measures of the Authority relating to the processing of data of workers
The text is divided into ten sections

  1. general principles,
  2. identification tags;
  3. communications;
  4. company notice boards,
  5. worker data releases on websites and on internal networks;
  6. health data;
  7. biometric data;
  8. use of internet / intranet and corporate email (controls, Internet / internal network, corporate email);
  9. remote monitoring of workers (video surveillance and geolocation);
  10. reference documents.

The handbook can be downloaded in a digital format from the website of the Authority.

Annex

  • Garante per la protezione dei dai personali, “Privacy e lavoro - vademecum 2015” (pdf , 1.7 M, 13 pp.)

(Italian translation)

MEF: aggiornata la white-list antiriciclaggio

Il 13 maggio 2015 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entra in vigore il decreto del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) del 10 aprile 2015 che amplia la lista dei Paesi extracomunitari che sono considerati conformi agli obblighi antiriciclaggio imposti dalla direttiva 2005/60/Ce.
La nuova white-list antiriciclaggio comprende anche i seguenti Paesi:

  • Australia;
  • Brasile;
  • Canada;
  • Hong Kong;
  • India;
  • Giappone;
  • Repubblica di Corea,
  • Messico;
  • Singapore;
  • Stati Uniti d’America;
  • Repubblica del Sudafrica;
  • Svizzera;
  • Repubblica di San Marino.

Per effetto del decreto gli Stati elencati possono adesso usufruire, tra l’altro, delle semplificazioni internazionali sulla adeguata verifica dei clienti.
L’elenco è soggetto a revisione periodica.

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Nuove disposizioni di vigilanza Banca d’Italia per intermediari finanziari

Il 13 maggio 2015 Banca d’Italia ha pubblicato la Circolare n. 288 del 3 aprile 2015 recante la disciplina di vigilanza dei soggetti operanti nel settore finanziario (intermediari finanziari, confidi di maggiori dimensioni, agenzie di prestito su pegno e società fiduciarie disciplinate dall’art. 199, comma 2, del Testo unico della finanza - TUF) sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia a seguito della riforma del Titolo V TUB, operata con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, come successivamente modificato e integrato.
Il contenuto dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e l’esercizio nei confronti del pubblico è definito dal Decreto adottato dal Ministro dell’Economia e delle finanze ai sensi dell’art. 106, comma 3, TUB.
Le presenti disposizioni entrano in vigore il 60° giorno successivo alla pubblicazione sul sito della Banca d’Italia (12 maggio 2015).
Nel bollettino di vigilanza in allegato vengono descritte: l’impostazione e le linee di indirizzo della nuova disciplina; gli aspetti di maggiore rilievo della stessa; le disposizioni transitorie e le abrogazioni.

Allegati

  • Circolare Banca d’Italia 3 aprile 2015 n. 288 (pdf, 2 M, 403 pp.)
  • Banca d’Italia, “Bollettino di Vigilanza Banca d’Italia n. 5”, maggio 2015 (pdf,129 K, 10 pp.)

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Cooperative compliance e responsabilità amministrative delle imprese

Con “cooperative compliance” si intende un nuovo approccio nella relazione fisco - contribuente, basato su principi di trasparenza e di reciproca cooperazione.
Il tema è presente nel decreto sull’abuso del diritto (articoli da 3 a 7) e recepisce nell’ordinamento italiano la cooperazione rafforzata tra fisco e contribuente (enhanced relationship) auspicata dall’Ocse.
Il nuovo regime si traduce nel preventivo esame dei casi dubbi e nella riduzione dei controlli ex post (e quindi dell’eventuale contenzioso).
I contribuenti potranno pervenire con l’Agenzia delle entrate a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima di effettuare determinate operazioni o comunque prima di presentare le dichiarazioni fiscali.
Secondo i tecnici del Parlamento italiano la cooperazione fiscale rafforzata restituirà importanza anche alla normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche (dlgs n. 231/2001).
Fino a oggi, infatti, «la necessità di creare modelli organizzativi per evitare l’applicazione di sanzioni in relazione a comportamenti illeciti sempre più comuni è stata interpretata dalle imprese e dagli enti interessati prevalentemente in modo negativo, quale ulteriore adempimento generatore di costi e responsabilità di cui se ne poteva fare certamente a meno», si legge nel dossier del Parlamento, «questo modo di interpretare la normativa ha portato le stesse a creare modelli organizzativi «di facciata» senza vedere in questi alcuna utilità diretta sul piano gestionale e strategico».  
Modelli fittizi che, quando sono finiti all’attenzione del giudice penale, sono stati puntualmente disconosciuti dalla giurisprudenza, «in quanto non creati a misura sull’impresa, ma copiato da un prototipo soggettivamente inefficace».
In futuro, invece, i modelli organizzativi dovranno tendere verso «un sistema integrato di controlli che consentano di gestire in modo efficiente e puntuale qualsiasi forma di rischio (compreso quello fiscale), offrendo all’imprenditore, ai soci e alla governante aziendale un vero e proprio sistema capace di monitorare l’attività dell’impresa».

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Vademecum del Garante per la protezione dei dati personali su “Privacy e lavoro” (15 maggio 2015)

Il 15 maggio 2015 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato una guida rapida (Vademecum) su “Privacy e lavoro”.
La guida sintetica si propone di illustrare con un linguaggio semplice e immediato il complesso tema della privacy sul posto di lavoro sia in ambiente pubblico che privato, materia che spesso genera contenziosi tra dipendenti e datori di lavoro.
Il vademecum riporta anche i riferimenti alle linee guida e ai principali provvedimenti dell'Autorità in tema di trattamento dei dati dei lavoratori.
Il testo  è suddiviso in dieci sezioni:

  1. principi generali,
  2. cartellini identificativi;
  3. comunicazioni;
  4. bacheche aziendali,
  5. pubblicazioni di dati del lavoratore sui siti web e sulle reti interne;
  6. dati sanitari;
  7. dati biometrici;
  8. uso di internet/intranet e della posta elettronica aziendale (i controlli, Internet/rete interna, posta elettronica aziendale);
  9. controllo a distanza dei lavoratori (videosorveglianza e geolocalizzazione);
  10. documenti di riferimento.

Il vademecum può essere scaricato in formato digitale dal sito dell'Autorità www.garanteprivacy.it [doc. web n. 3890025]

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  • Garante per la protezione dei dai personali, “Privacy e lavoro - vademecum 2015” (pdf , 1.7 M, 13 pp.)

Weekly reviews

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