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Moneyval: Rapporto 2015 (26 settembre 2016, video)

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Daniel Thelesklaf  Chair di Moneyval: non sono ancora attuate appieno le misure contro il finanziamento del terrorismo

@DThelesklaf
 26 September 2016

Il 26 settembre 2016 è stato pubblicato il “Rapporto annuale 2015” di Moneyval (qui in pdf, 959 K, 58 pp. - in lingua inglese) insieme ad una intervista video (qui online  e qui in formato flv - 5 minuti 50 mega) a Daniel Thelesklaf  Chair di Moneval.

Cos’è il Moneyval?

Moneyval, Comitato di esperti per la valutazione delle misure anti-riciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo, è un organo del Consiglio d’Europa che valuta la conformità delle legislazioni nazionali rispetto agli standard ed alle norme internazionali ed europee di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo nonché l’efficacia della loro attuazione pratica e formula raccomandazioni alle autorità nazionali per quanto riguarda i miglioramenti necessari ai propri sistemi.

Di seguito il comunicato di MoneyVal.

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(clicca sull'immagine per vedere il video)

Rapporto annuale di MONEYVAL: non sono ancora attuate appieno le misure contro il finanziamento del terrorismo

A seguito della pubblicazione in data odierna del rapporto annuale di MONEYVAL, il suo Presidente, Daniel Thelesklaf, ha sottolineato che la lotta contro il finanziamento del terrorismo non è stata ancora realmente adottata come strategia globale di contrasto al terrorismo.
"Ci battiamo per trovare dei mezzi sempre più incisivi per contrastare il terrorismo. Occorre denaro per preparare e perpetrare gli attentati. È individuando le vie di finanziamento del terrorismo, anche in piccole quantità, che si potrà contribuire a smascherare le cellule terroristiche, a impedire il terrorismo e a dissuaderne gli autori potenziali", ha dichiarato.
Nel suo rapporto, MONEYVAL, il comitato di esperti del Consiglio d’Europa incaricato della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, rileva che gli Stati hanno continuato a migliorare il rispetto, dal punto di vista tecnico, delle norme internazionali di contrasto di questi due flagelli, in particolare quelle riguardanti la prevenzione.
Il rapporto sottolinea tuttavia che l’effettiva applicazione di tali norme rimane una grave sfida e sottolinea due priorità: intensificare l’azione delle autorità incaricate delle indagini e dei procedimenti penali, per ottenere sentenze di condanna per riciclaggio di capitali, e adottare ordinanze dissuasive per disporre la confisca dei proventi di reato.
"Disponiamo degli strumenti necessari per combattere il riciclaggio dei capitali, ma l’effettiva applicazione della legislazione dipende dalle risorse e dalla volontà politica degli Stati membri. Per questo, il quinto ciclo di valutazione, lanciato nel 2015, sarà imperniato sull’efficacia", ha aggiunto il Presidente di MONEYVAL.
"Se un paese non attua interventi determinati per dissuadere e evitare il riciclaggio dei capitali, rischia di non scoprire la struttura generale del finanziamento, con possibili conseguenze economiche negative", ha ancora sottolineato.
Nel 2015, MONEYVAL ha proceduto alla valutazione di 26 giurisdizioni, mediante l’adozione di rapporti di reciproca valutazione (comprese visite sul campo) o di rapporti di monitoraggio.

Rassegna web

Link

  • MONEYVAL Annual Report for 2015 (pdf, 959 K, 58 pp. - in lingua inglese)
  • Video interview with MONEYVAL's chair Daniel Thelesklaf (online  & flv)

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Antiriciclaggio: audizione Direttore della DIA in Commissione Finanze Camera Deputati (22 settembre 2016, video)

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Secondo Nunzio Antonio Ferla – Direttore DIA - l’attuale sistema di prevenzione antiriciclaggio è sicuramente efficace ma il fenomeno del riciclaggio connesso alla criminalità organizzata va affrontato su più piani: quello culturale e dell’educazione finanziaria e quello preventivo e repressivo.
Nell’ambito dell’attività giudiziaria, finalizzata alla repressione di attività illecite in materia di riciclaggio connesso con la criminalità organizzata, sono stati sequestrati dalla D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, beni per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro.

Nella corso della seduta di oggi (20 settembre 2016 ndr), il Presidente della “VI Commissione Finanze”  della Camera dei Deputati, On. Maurizio Bernardo, ha convocato il Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, per essere ascoltato sul tema della “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”.
Nella circostanza, Ferla ha sottolineato che il riciclaggio è un fenomeno complesso, per sua natura di portata transnazionale, le cui conseguenze si riverberano immediatamente sul fronte delle entrate, determinando una minore crescita per il Paese.
A tal proposito l’ISTAT ha calcolato che sommando l’apporto diretto delle attività illegali e quello dell’indotto, l’effetto totale dell’inclusione dell’economia illegale nel sistema dei Conti Nazionali è apprezzabile in circa 15,5 miliardi di euro di valore aggiunto, con un’incidenza intorno all’1% sul prodotto interno lordo totale.
Il condizionamento più significativo della criminalità organizzata, ha proseguito poi il Generale Ferla, consiste sia nel valore di quanto prodotto attraverso attività criminali, sia, con effetti di ben più lungo periodo, nel valore di quanto non prodotto a causa delle distorsioni generate dalla diffusione delle mafie.
Un danno questo all’economia nazionale che riverbera i suoi effetti negativi sugli investimenti in generale e in particolare su quelli diretti dall’estero.
Secondo il Direttore l’attuale sistema di prevenzione è sicuramente efficace, in quanto si basa su una chiara ripartizione delle competenze, che vede da un lato attori istituzionali chiamati ad un’analisi finanziaria dei dati forniti dai soggetti preposti alla segnalazione di operazioni sospette (U.I.F) e dall’altro la D.I.A. e la Guardia di Finanza impegnati nell’analisi investigativa delle risultanze da proporre all’attenzione dell’A.G., in primis della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Nel corso dell’audizione alla Commissione Finanze il Direttore della D.I.A., Nunzio Ferla, ha evidenziato l’impegno complessivo profuso dalla Direzione Investigativa Antimafia nella lotta al riciclaggio connesso alla criminalità organizzata.
La D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, ha trattato oltre 145 mila Segnalazioni di Operazioni Sospette pervenute dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.
Di queste, 1.737 sono state ritenute meritevoli di ulteriori approfondimenti e 923 sono state le segnalazioni trasmesse alla P.N.A.A., in quanto ritenute d’interesse investigativo.
In futuro saranno ulteriormente perfezionate le attività finalizzate a favorire lo sfruttamento del patrimonio informativo rappresentato dalle segnalazioni di operazioni sospette, assicurando, al contempo, le più opportune forme di circolarità e raccordo tra le Forze di polizia e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Il fenomeno del riciclaggio connesso alla criminalità organizzata è un problema che va affrontato su più piani,  prosegue il Direttore Ferla nel corso dell’Audizione.
Quello culturale e dell’“educazione finanziaria”, che dotando il cittadino dei giusti strumenti conoscitivi limita le spinte criminali, a beneficio di una corretta e trasparente gestione delle operazioni finanziarie; quello preventivo e repressivo, che vede la D.I.A. impegnata in prima linea, potendo appunto contare su un modello investigativo elastico basato sulla lungimirante intuizione di valorosi magistrati come Giovanni Falcone.
Per quanto riguarda i risultati operativi, Ferla ha sottolineato che la D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, ha effettuato sequestri preventivi per un valore superiore ai 2,9 miliardi di euro e confische di beni per oltre 1,3 miliardi di euro.
Il Direttore della D.I.A. si è soffermato sull’importanza di consolidare, nella lotta al riciclaggio connesso alla criminalità organizzata, le sinergie istituzionali, nell’ottica di valorizzare ulteriormente il patrimonio informativo rappresentato dalle segnalazioni di operazioni sospette.
È stato richiamato il Protocollo operativo firmato il 26 maggio 2015, tra la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la Direzione Investigativa Antimafia.
La procedura di raccordo info-investigativo tra la D.I.A. e la D.N.A., connessa all’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, ha consentito di innescare diverse indagini antiriciclaggio, avvalorando, contestualmente, elementi per nuove investigazioni giudiziarie.
Nell’ambito dell’attività giudiziaria, finalizzata alla repressione di attività illecite in materia di riciclaggio connesso con la criminalità organizzata, sono stati sequestrati dalla D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, beni per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro.

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Guardia di Finanza: nel 2016 stanati 3.300 gli evasori totali- Padoan: Corruzione inquina – video (RaiNews.it, 21 giugno 2016)

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Fisco, primo bilancio Guardia di Finanza: 3.300 gli evasori totali. Padoan: "Corruzione inquina"

(clicca sull’immagine per vedere il video oppure qui direttamente in mp4 )

Da gennaio a maggio scoperte dalle Fiamme Gialle 840 società fantasma e 30 i milioni di euro di patrimoni sequestrati.
I danni per la malagestione delle risorse pubbliche sfiorano i 2 miliardi.
Mattarella: "La Guardia di Finanza resta un presidio di legalità".
Padoan: "Recuperati dalle tasse evase circa 30 miliardi di euro"

Sono 3.300 gli evasori totali, quei nomi trasparenti per il fisco che non hanno mai versato un centesimo nelle casse dello Stato.
Ma anche 850 società fantasma create per sfuggire alla tassazione e 220 casi di trasferimento indebito di denaro all’estero, con aziende i cui redditi migrano misteriosamente nei paradisi del fisco.
Per un totale di 300 milioni di beni sequestrati e un danni erariali che sfiorano i 2 miliardi di euro.

È questo il bilancio dei primi cinque mesi di attività della Guardia di Finanza, diffuso in occasione dei 242 anni dalla nascita del corpo.
A celebrare oggi l'anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle ci sono il Presidente Sergio Mattarella, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, insieme al Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi.

I numeri dell'evasione e i sequestri alle mafie

Il colpo alla criminalità organizzata pesa 1,3 miliardi di beni e patrimoni sequestrati, mentre sono più di 200 le aziende “sporche” sulle quali le Fiamme Gialle sono riuscite a mettere i sigilli.
Il registro del contrasto alla criminalità economico-finanziaria conta 1.000 denunciati per il reato di riciclaggio di denaro e 300 per quello di riciclaggio, ma anche 6 tonnellate di droghe sequestrate e 748 narcotrafficanti finiti in manette.
Per quanto riguarda il mercato dei marchi contraffatti, sono 41 milioni i prodotti messi sotto sequestro.
Mentre nel corso dell'attività di controllo dell'immigrazione in mare, la Guardia di Finanza ha arrestato 33 scafisti.

Padoan: "la corruzione inquina il tessuto economico del Paese"

"La corruzione, la criminalità economica anche sui mercati finanziari, i molteplici canali che alimentano l'economia sommersa illegale sono fenomeni complessi ed interdipendenti, capaci di inquinare il tessuto economico ed il sistema finanziario", ha detto il ministro Padoan.
"Il contrasto delle frodi, dell'evasione e dell'elusione fiscale internazionale continua a rappresentare una sfida pressante per l'Italia." Il ministro ha poi spiegato che l'anno scorso sono stati 30 i miliardi di euro recuperati dalle tasse evase: 21 da residenze fittizie all'estero e 7 da società non dichiarate.

Mattarella: “Un presidio di legalità”

“Va evidenziato il delicato ruolo svolto dal Corpo di Polizia economico-finanziaria quale strumento di contrasto nei confronti delle elaborate minacce rivolte all'ordinato andamento delle attività economiche, essenziali nello sviluppo del Paese”, ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Comandante Generale Giorgio Toschi, per l’anniversario del corpo.
“La lotta alla criminalità organizzata, la battaglia contro il finanziamento di attività terroristiche, contro le truffe nei confronti dei finanziamenti pubblici sono altrettanti capitoli dell'imponente azione alla quale siete chiamati”.
Mattarella ha poi sottolineato l’importante ruolo delle Fiamme Gialle come presidio di legalità e ha ringraziato i finanzieri per le straordinarie qualità mostrate in mare, quando hanno soccorso uomini, donne e bambini nel loro drammatico viaggio verso l’Europea attraverso il Mediterraneo.

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La geografia dell’evasione fiscale in Italia – video e slide (Agenzia delle Entrate, 21 giugno 2016)

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Fonte: Economia.Rai.it

L’Agenzia delle Entrate presenta DbGeo (Data base Geomarket) che contiene informazioni economiche, sociali, finanziarie e demografiche

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(clicca sull'immagine per vedere il video o direttamente qui in formato mp4,  durata: 1 minuto e mezzo circa)

  • Qui le slide in pdf  (18 slide, 249 K)

“La maggiore quantità in termini assoluti di evasione è ovviamente al Nord perché c’è la produzione maggiore, il maggiore tenore di vita, ma se scendiamo nella realtà, scopriamo che la maggiore intensità, cioè come propensione all’evasione, è in alcune regioni del Centro-Sud, soprattutto il Sud, in cui ci sono una serie di indicatori di altro tipo, come quello della pericolosità sociale e del tenore di vita che sono strettamente connessi ad un diverso grado di adempimento spontaneo e quindi di evasione, numeri che sono molto sfumati e diversi tra loro che passano da un 54% al Nord ad un 21% al Sud con numeri quantitativi molto diversi”.
Questo è quanto sottolinea la direttrice dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlando, intervenuta nel corso del Festival dell'Economia di Trento 2016, mettendo in evidenza come ci siano alcune idee ormai datate che riguardano il fisco in Italia, come quella che chi evade è più furbo.
"In verità c'è una grande parte del nostro Paese che le tasse le paga e prova imbarazzo nei confronti di chi non lo fa. Dobbiamo lavorare in tal senso- ha detto Rossella Orlandi- per fortificare questa sensibilità che risulta maggiore rispetto al passato. Va detto altresì, che in Italia dove c'è un'alta pressione fiscale rispetto al numero dei cittadini, l'evasione fiscale rallenta la crescita, perché tiene sul mercato aziende che non dovrebbero operare, che assorbono quote di mercato illegalmente. Quindi si tratta di un problema economico, non solo etico".
La direttrice Orlandi ha parlato anche di tax gap: continua, nonostante la crisi, il trend positivo, e nel 2015 dai 93 miliardi l'anno, si è verificata un'ulteriore contrazione dell'evasione, arrivando a 91 miliardi.
Tali dati emergono da uno studio realizzato dall'ente, che ha raccolto in un data base denominato DbGeo (Data base Geomarket) le principali informazioni economiche, sociali, finanziarie e demografiche che caratterizzano le strutture di terzo livello (le Direzioni provinciali) in cui è articolata.
Il DbGeo definisce un profilo del bacino amministrato che scaturisce dalla lettura congiunta delle informazioni e suddivide il territorio nazionale in gruppi omogenei sulla base di parametri che hanno rilevanza sia per l’attività di servizio all’utenza sia per l’azione di contrasto.
Gli indicatori utilizzati in questo studio sono raggruppate in 7 aree tematiche:

  • numerosità del bacino,
  • pericolosità fiscale,
  • pericolosità sociale,
  • tenore di vita, maturità della struttura produttiva,
  • livello di tecnologia e servizi,
  • disponibilità di infrastrutture di trasporto.

Occorre dunque una sinergia corale istituzionale per battere l'evasione, laddove c'è una fortissima criminalità economica non basta la repressione, ma serve un'attività di prevenzione.
Si lavora anche ad un benessere sociale, perché dove il tenore di vita e la qualità dei servizi sono più alti, l'evasione diminuisce.

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Allegati

  • Qui il video in formato mp4   (durata: 1 minuto e mezzo circa)
  • Qui le slide in pdf  (18 slide, 249 K)

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Antiriciclaggio: UIF, Rapporto annuale per il 2014 n. 7 (13 luglio 2015)

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Il 13 luglio 2015 l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha pubblicato il suo “Rapporto sull’attività svolta nel 2014” (qui in pdf, 2.2 M, 109 pp.)
Al rapporto si accompagna la “presentazione” a firma di Claudio Clemente (qui in pdf, 353 K, 20 pp) che sintetizza temi e risultati presenti nel Rapporto.

Allegati

  • UIF, “Rapporto sull’attività svolta nel 2014” , 13 luglio 2015 (pdf, 2.2 M, 109 pp.)
  • Claudio Clemente, “Rapporto sull’attività svolta nel 2014”, 13 luglio 2015 (pdf, 353 K, 20 pp)
  • video dell'intervento di Claudio Clemente su YouTube (45 minuti)

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Fighting terrorism, Italy adopts a new strategy. Minniti, secretary at Secret Services: “Hitting money laundering, threat to democracy” (February, 14 th 2015)

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by Agatino Grillo

On February 10th 2015, the Italian government approved a new anti-terrorism decree, which also includes provisions to fight international terrorism.
The decree provides, among other things, the allocation to the National Anti-Mafia Prosecutor of coordinating, on a national scale, the investigations relating to criminal proceedings and prevention procedures related to terrorism.
This measure was requested by many important members of the judiciary, police force and public authorities during a conference organized by the Fondazione Bruno Visentini (Luiss University) and the Italian Anti-Money Laundering Officers (AIRA) on above mentioned date in Rome.
Speaking at this meeting, Marco Minniti Secretary to the Prime Minister, in charge of Secret Service, said: “Money laundering is a high threat to democracy. We will hardly fight criminal organizations, terrorists and everyone who act on money laundering and terrorism financing. Unfortunately in Italy there are many illegal activities linked to money laundering”.
Minniti also spoke about terrorism and Isis, explaining that it is a new threat and it has a fundamentally different structure from Al-Qaeda. He also explained that terrorism threat can be defeat only by acting on several levels: military, in terms of prevention, diplomatic initiatives and enforcing public awareness on the values of our society and democracy.
Finally, the Secretary announced a little revolution in the Italian secret services: “In a few weeks a group of young will be directly hired in the secret services, not coming from the police or traditional channels but for the first time through online applications.”

(Italian translation)

Contrasto al terrorismo: l’Italia adotta una nuova strategia. Minniti: “Colpire il riciclaggio, minaccia alla democrazia”

Il 10 febbraio 2015 il Governo italiano ha approvato un nuovo decreto antiterrorismo, che prevede anche norme per contrastare il terrorismo internazionale. Il decreto prevede, tra l’altro, l’attribuzione al Procuratore Nazionale Antimafia di funzioni di coordinamento, su scala nazionale, delle indagini relative a procedimenti penali e procedimenti di prevenzione in materia di terrorismo.
Tale misura era stata richiesta, tra gli altri, dagli esponenti delle più importanti forze di polizia, della magistratura e delle autorità di controllo contro il terrorismo nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Bruno Visentini (Università Luiss) e dall’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (AIRA) sempre il 10 febbraio 2015.
Intervenendo a tale iniziativa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega ai Servizi segreti, Marco Minniti ha detto: “L’azione di contrasto al riciclaggio di denaro è strettamente connessa alla tenuta della democrazia. Bisogna contrastare coloro che principalmente agiscono nel campo del riciclaggio, le organizzazioni che fanno riferimento alla criminalità organizzata e l’Italia in questo campo purtroppo ha una certa capacità di attività”.
Minniti ha parlato anche di terrorismo e di Isis, spiegando che si tratta di una nuova minaccia e di una struttura profondamente diversa da Al-Qaeda, una minaccia che si può vincere solo agendo su vari livelli: militare, sul piano della prevenzione e dell’iniziativa diplomatica e politica, e con la consapevolezza dell’opinione pubblica sui valori della nostra società e delle nostre democrazie.
Infine il sottosegretario ha annunciato: “Tra qualche settimana un gruppo di giovani saranno assunti direttamente nei Servizi segreti, non attraverso le forze di polizia o i canali tradizionali, ma per la prima volta attraverso domande online”.

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Garante Privacy: video su come difendersi dai cookie (19 gennaio 2015)

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Cosa sono i cookie? A cosa servono? Rappresentano dei potenziali rischi per la nostra privacy? Come possiamo eventualmente tutelare i nostri dati personali quando navighiamo sul web?

Come difendersi dai cookie: on line il nuovo video divulgativo del Garante privacy

Cosa sono i cookie? A cosa servono? Rappresentano dei potenziali rischi per la nostra privacy?
Come possiamo tutelare i nostri dati personali quando navighiamo sul web?
Sono queste alcune delle domande a cui risponde il nuovo video tutorial  realizzato dal Garante per la privacy.
Il filmato è parte di una campagna informativa che comprende anche una scheda divulgativa  e una lista di risposte a domande frequenti (FAQ) in tema di informativa e consenso  per l’uso dei cookie.
L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare gli utenti di Internet sull’invasività che i cookie - in particolare quelli di profilazione - possono avere nell’ambito della sfera privata, ma anche illustrare, in modo chiaro e sintetico, le misure di garanzia introdotte dall’Autorità con il provvedimento generale [doc. web n 3118884]  sull’uso dei cookie dello scorso maggio.
Nel video vengono, inoltre, illustrate le accortezze che ogni utente può mettere in campo per limitare o bloccare del tutto la presenza di cookie durante la navigazione online.
Il video, autoprodotto dal Garante a costo zero impiegando personale degli uffici,  utilizza una tecnica di comunicazione che si rivolge agli utenti in maniera diretta e inusuale, ed è disponibile sia sul sito web dell’Autorità (www.garanteprivacy.it), sia sul canale YouTube aperto dal Garante (https://www.youtube.com/user/videogaranteprivacy), che già contiene altri filmati informativi su vari temi collegati alla tutela della privacy on line.

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Privacy: il canale YouTube del Garante per la protezione dei dati personali (12 settembre 2013)

Matteo Renzi: "Nei primi 100 giorni del mio governo legge anticorruzione durissima e autoriciclaggio" (La7, 25 ottobre 2012)

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Servizio Pubblico, trasmissione del 25 ottobre 2012

(Di seguito la trascrizione dell’intervista di Michele Santoro a Matteo Renzi dopo la messa in onda di un servizio sui parlamentari indagati o inquisiti nell’attuale Parlamento; tra loro anche condannati in via definitiva per corruzione)


Michele Santoro: trovo gravissima la sottovalutazione di quello che pensa l’opinione pubblica sulla corruzione. Questo è il problema drammatico della attuale classe dirigente: non hanno capito niente del momento in cui si trova il Paese. C’è una totale incapacità di essere in sintonia con la gente normale e di capire che se non si fanno dei cambiamenti totali, radicali non se ne esce …

Matteo Renzi: Purtroppo temo che una parte importante del gruppo dirigente dell’attuale sistema politico non abbia consapevolezza del grado di rabbia e frustrazione della gente. I partiti sono assolutamente lontani dalla realtà.
Certo occorre distinguere tra chi è indagato e in attesa di giudizio e chi invece è stato condannato.
Credo però che ci siano tre cose da fare immediatamente e che purtroppo temo questo Parlamento non riuscirà a fare.
(Se vincerò le elezioni) Mi impegno dunque nei primi 100 giorni del nuovo governo, del nuovo mandato parlamentare a fare:

  1. una legge durissima sulla corruzione: l’attuale provvedimento è debole rispetto alle aspettative e così non comprende il falso in bilancio e l’autoriciclaggio;  oggi a causa della corruzione  perdiamo 60 miliardi di euro l’anno che è la stessa cifra stanziata per la scuola e per il welfare
  2. una vera legge sul conflitto di interessi: su questo punto l’attuale gruppo dirigente del centro sinistra ha gravi responsabilità perché anche quando siamo stati al governo noi la legge sul conflitto di interessi non l’abbiamo fatta
  3. l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti: su questo punto sono d’accordo con Beppe Grillo (o forse è lui che condivide quello che dicevamo noi alla Leopolda); c’è stato un referendum dei Radicali (ricordo fu la prima volta che votai perché avevo compiuto 18 anni) che è stato votato in massa dagli italiani che si sono chiaramente espressi contro il finanziamento pubblico. Alcuni dirigenti del mio partito mi accusano di essere antipolitico perché chiedo l’abrogazione del finanziamento pubblico; e no! È antipolitica ignorare la volontà degli italiani e inventarsi il “rimborso” pubblico invece del finanziamento …

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Matteo Renzi: Tolleranza zero per la corruzione e modello 231/01 anticorruzione per la PA (13 settembre 2012)

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Il 13 settembre 2012 Matteo Renzi ha annunciato la sua candidatura alle primarie del PD e alla guida del Paese (qui il video completo  del suo discorso tratto da YouTube) e presentato la "bozza" del suo programma che per un mese rimarrà online per essere commentato, integrato ed arricchito da tutti (qui la versione originale online sul sito di Matteo Renzi; disponibili anche la versione mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt a cura di Compliancenet).
Tra le altre proposte di Matteo anche l’idea di "adottare nelle singole amministrazioni di modelli organizzativi anticorruzione sul modello di quanto avviene già negli enti privati con la 231 (231/01 ndr)".
Più in generale Renzi ritiene necessario un forte impegno contro l’infiltrazione mafiosa nell’economia reale ed in particolare il contrasto a tutto campo alla corruzione.
Di seguito il paragrafo completo dedicato al tema dell’anticorruzione del programma di Matteo Renzi.

g. Tolleranza zero per la corruzione

Sarebbe inconcepibile che, proprio mentre il nostro Paese è chiamato ad imboccare la strada della crescita e dello sviluppo, si possa indebolire la lotta alla corruzione. La corruzione è un potente fattore di impoverimento e della crisi di credibilità del nostro sistema economico, oltre che di avvelenamento della vita democratica. Efficaci politiche di prevenzione e repressione della corruzione sono invece garanzia della salute di un sistema economico e politico, dell’efficienza della pubblica amministrazione, della fiducia dei cittadini nello Stato e nelle sue regole. Non solo repressione, ma anche prevenzione: 

  1. Previsione di nuove fattispecie contro la corruzione sistemica: traffico di influenze, corruzione per la funzione, corruzione privata: va prevista un’unica fattispecie di corruzione che raccolga tutte le ipotesi.
  2. Potenziamento delle pene accessorie e in particolare della interdizione perpetua dai pubblici uffici.
  3. Tornare a punire seriamente i reati contigui: ampliare ambito applicativo dell’abuso d’ufficio; ripunire il falso in bilancio oggi nella sostanza depenalizzato.
  4. Adottare nelle singole amministrazioni di modelli organizzativi anticorruzione sul modello di quanto avviene già negli enti privati con la 231. Elaborare regole per contenere il rischio: ad esempio, necessaria rotazione degli incarichi nei gangli procedimentali più a rischio; evitare una eccessiva frammentazione degli appalti; monitorare eventuali ritardi o resistenze da parte di pubblici impiegati.
  5. Elaborare e prescrivere standard vincolanti in materia di conflitto di interessi e incompatibilità.
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