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Intervista a Michele De Luca – tesi di laurea in "Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici" (28 novembre 2017)

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ComplianceNet: Ciao Michele e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Michele De Luca: Mi chiamo Michele De Luca ho 25 anni e vivo a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli.
Ho concluso il mio percorso accademico lo scorso Ottobre conseguendo la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”  .
Ho sempre nutrito un forte interesse verso il mondo della finanza nonostante sia un giurista.
Una doppia anima, la mia, che mi ha portato ad approfondire la regolamentazione  dei mercati  e degli strumenti finanziari  .
Sono un ragazzo molto curioso e questo mi ha spinto a non fermarmi alla formazione accademica: fin dai primi anni di università ho frequentato corsi e seminari su varie branche dell’economia quali Marketing, Finanza, Bilancio ed Organizzazione maturando soft skills finalizzate a rendere il curricula personale quanto più completo e multidisciplinare possibile.
 
ComplianceNet: Puoi illustraci più in dettaglio il contenuti della tua tesi?
 
Michele De Luca: La mia tesi (qui in pdf, 707 K, 130 pp.) mira a far luce sul mondo ancora oscuro e fumoso delle valute virtuali.
Iniziando il lavoro con il cercare di spiegare in maniera semplice il funzionamento della tecnologia alla base delle suddette valute e le potenziali applicazioni della stessa , la tesi prosegue focalizzandosi sulla natura giuridica delle criptocurrecies e sulle normative Europee che disciplinano queste entità.
Non manca un focus sull’Italia e sui principali sistemi economici mondiali quali USA , Giappone e Cina.
Un lavoro di indiscussa attualità che spero serva a chiarire o quanto meno ad introdurre gli studenti e i curiosi al mondo delle Valute Virtuali.
 
ComplianceNet: Che esperienze professionali hai maturato dopo la conclusione degli studi? Che tipo di occupazione/lavoro cerchi?
 
Michele De Luca: Attualmente lavoro in Unicredit come consulente esterno.
Un lavoro iniziato al quinto anno di università che mi ha  portato grandi benefici in termini di maturità  e autodisciplina.
Avendo concluso il percorso di studi però sono alla ricerca di un lavoro più inerente al mondo legale.
Aspiro ad una posizione in organi di vigilanza economica e finanziaria  ma sarei altrettanto felice di lavorare nel reparto M&A o compliance di istituti finanziari e società di consulenza.
 
ComplianceNet: Letture consigliate? Hobby?
 
Michele De Luca: Nel tempo libero mi dedico ad attività di service : è un dovere civico aiutare chi ha bisogno e cercare di migliorare la società nella quale si vive.
Sono socio del Rotaract club Castellammare di Stabia  attualmente nella carica di Presidente.  L’associazione partner del Rotary club coinvolge giovani da 18 a 30 anni dando loro la possibilità di operare  in attività di servizio che unite ad una formazione che mira allo sviluppo della  leadership , consente di dare un aiuto sostanziale alla comunità e implementare le proprie capacità professionali.

ComplianceNet: Grazie Michele!

Michele De Luca: Grazie a voi.

Per contattare Michele De Luca

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Allegato

  • Michele De Luca, “Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici (Considerations on the use of the virtual currencies in the European Union: legal and economic profiles)”, Università degli studi di Napoli “Parthenope”, Dipartimento di Giurisprudenza, Corso di Laurea magistrale a ciclo unico, Tesi di Laurea in Diritto Europeo delle Imprese e dello Sviluppo, anno accademico 2016/2017, (pdf, 707 K, 130 pp.)

Introduzione della tesi “Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici”

Lo studio che segue analizza gli aspetti giuridici ed economici, nell'ambito dell'Unione Europea , di uno dei fenomeni più stravolgenti degli ultimi 10 anni: le Valute virtuali.
Sin dalla loro nascita, nel 2008 con Bitcoin, le criptovalute hanno attirato l'attenzione di privati investitori , banche e governi.
Spinti dal sogno di un'economia monetaria onesta, i creatori delle virtual currencies hanno strutturato un sistema che elimina l'intermediazione delle banche e che garantisce la privacy delle transazioni.
Esse resistono alle regolamentazioni di un quadro normativo che si affanna a disciplinare questo nuovo settore il quale potrebbe rivoluzionare l'intera economia mondiale.
Sotto un'impronta prevalentemente giuridica discuterò di un tema di intelligence economica, nell'intento di unire le due anime ( giuridica ed economica) per far chiarezza su luci ed ombre proprie valute virtuali.
Sarà analizzata la tecnologia Blockchain, il funzionamento , l'uso attuale e potenziale , cercherò di individuare la natura giuridica delle criptocurrencies e la disciplina normativa europea che le fa da cornice.
Non sarà trascurato il dinamismo della trattazione in quanto saranno richiamati opinioni e pensieri di economisti e banchieri che forniranno pareri autorevoli e nuovi modi di concepire le criptovalute.
Dall'antichità ad oggi, i regnanti, prima, le autorità statali, poi, hanno posseduto il diritto pressoché esclusivo di battere moneta.
Le Banche Centrali, negli ultimi due secoli, hanno acquisito il monopolio di stampare banconote e persino l'autonomia e l'indipendenza dalle autorità governative.
Oggi tutto questo potere concentrato a livello istituzionale rischia seriamente di essere compromesso dal sistema decentrato delle criptovalute, nonostante non siano considerate delle monete.
Ripercorrendo la storia, bisogna ritornare nel 1.000 a.C. quando comparse in Cina la prima moneta metallica, mentre in Occidente serve risalire al 500 a.C. per il conio di monete costituite da metalli preziosi che godevano di un valore intrinseco.
È un dato che le criptovalute hanno allarmato le principali capitali del mondo insinuando un pregiudizio su oltre tremila anni di storia delle monete.
Se le autorità governative esercitano giuridicamente il loro potere su un'area territoriale ben definita, nel cyberspazio i confini sono molto più labili ed il diritto è per larga parte da costruire.
Le criptovalute, infatti, vengono battute non da presse d'acciaio dietro l'autorizzazione di un'amministrazione statale o federale, ma sono estratte dai "miners". Infatti, l'emissione di nuova moneta virtuale avviene attraverso un complesso processo informatico denominato "mining", ossia "estrazione".
La comparsa delle valute virtuali è stata così innovativa e dirompente da non riuscire a trovare un immediato inquadramento giuridico.
Governi e banche, all'inizio hanno sottovalutato il fenomeno non riuscendo a cogliere la mole di consensi su cui esso si basava e trascurando la filosofia alla base del nuovo strumento: il privato, sempre più colto e informato, si autodetermina e sfugge al pubblico potere creando un'economia parallela, una moneta parallela.
In un momento di massima sfiducia verso le istituzioni bancarie , ha preso piede un sistema che sul ruolo della fiducia impernia il suo funzionamento.
Transazioni e conti correnti diventano condivisi e trasparenti : l'individuo è al tempo stesso controllato e controllore della comunità di cui far parte.
Un fenomeno odierno e fortemente innovativo che negli ultimi mesi ha fatto parlare ogni giorno di sé: si è diffuso a macchia d'olio ed è ora presente nella vita quotidiana delle persone.
Non è più un fenomeno solo virtuale ma attuale e diffuso.
Il problema della qualificazione giuridica delle cripovalute è una questione (quasi) irrisolta anche nel nostro bel Paese ma non per questo gli operatori di mercato e gli enti soprattutto di natura comunitaria hanno ignorato il problema, al contrario hanno condotto numerosi studi individuando rischi e punti di forza del nuovo fenomeno.
Anche grazie la Corte di Giustizia UE è stato individuato un orientamento comunitario a cui gli stati membri possono guardare : ancora una volta l'Europa diventa guida e ispirazione per i governi, in un clima dove l'antieuropeismo è diventato un trend.

Indice della tesi ““Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici”

Introduzione
Capitolo 1 - Il concetto di “Moneta”: le sue origini e la sua storia
1.1    La moneta e le sue definizioni
1.2    Le origini della Moneta
1.3    Moneta e Valuta : il Pubblico Potere
Capitolo 2 - Il sistema dei pagamenti: mercato e mezzi di pagamento
2.1 Mercato : definizione
2.2 Pagamento : natura giuridica e mezzi di pagamento
2.3 La Rivoluzione Informatica
Capitolo 3 - Le Valute Virtuali
3.1 Le origini delle Criptovalute: Il movimento Cypherpunk
3.2 Valute Virtuali : definizione e panoramica nell' ottica dell' Unione Europea
3.3 Il sistema dei registri attuali e i registri condivisi: il ruolo della fiducia
3.4 La Tecnologia Blockchain
3.5 Blockchain : criticità della tecnologia e critiche in ambito europeo del sistema
3.6 Modalità di distribuzione: cowdsale e portafogli elettronici
3.7 Criptovalute: analisi giuridica
3.8 Analisi giuridica: Conclusioni
Capitolo 4 - Valute Virtuali : quadro normativo
4.1 Gli interventi delle autorità Europee
4.2 Virtual currency scheme
4.3 L'autorità bancaria europea – warning to consumers on digital currencies
4.4 Opinion on virtual currencies
4.5 Febbraio 2015 : A futher analisys
4.6 ESMA: call for evidence
4.7 Risoluzione del parlamento europeo - 17 Giugno 2016
Capitolo 5 - Gli interventi di vigilanza domestica
5.1 Banca di Italia : il documento “ Utilizzo anomalo delle valute
virtuali”
5.2 Il decreto legislativo del 25 maggio 2017 n.90
5.3 Cenni di natura tributaria in ambito Europeo
5.4 Focus sull'Italia
5.5 Sistemi Extraeuropei : USA, Giappone e Cin
Bibliografia
Sitografia
Ringraziamenti

 

ComplianceNet: 

Tesi di laurea: “Scudo Fiscale e diritto penale” - intervista a Damiano Di Maio (6 novembre 2015)

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ComplianceNet (CN): Buongiorno Damiano, vuoi presentarti?

Damiano Di Maio (DDM): Mi chiamo Damiano Di Maio, ho 29 anni e sono di Milano. Mi sono laureato nell’aprile 2011 in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Milano con una tesi dal titolo “Scudo Fiscale e diritto penale: problemi applicativi e questioni di legittimità” (qui il testo in pdf).

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

DDM: La tesi approfondisce la disciplina dello scudo fiscale dalla sua prima introduzione sino all’ultima proroga, con riguardo ai profili penalistici dell’istituto.
In particolare, l’elaborato può essere suddiviso in tre aree tematiche:
nella prima parte si analizzano la ratio e le implicazioni penalistiche dello scudo (i reati coperti, le cause ostative alla produzione degli effetti premiali e la possibilità di estensione dell’effetto premiale ai concorrenti nel reato);
la seconda parte concerne i profili di rischio penale connessi ad un utilizzo abusivo dello scudo, con un particolare focus sui rapporti tra scudo fiscale e antiriciclaggio;
nella terza parte infine ci si interroga sulle connessioni tra lo scudo fiscale e la normativa costituzionale e comunitaria, affrontando le questioni di legittimità e compatibilità dello scudo rispetto ad esse.

CN: Che esperienze professionali hai avuto dopo la laurea?

DDM: Da gennaio di quest’anno lavoro in Unione Fiduciaria S.p.A., prima società fiduciaria italiana per massa amministrata, nell’Area consulenza banche ed intermediari finanziari, dove mi occupo in particolare di compliance e di supporto normativo a istituti di credito ed intermediari riguardo tematiche di diritto bancario, societario e dei mercati finanziari.
Lo scorso anno ho superato l’esame di abilitazione alla professione forense presso la Corte d’Appello di Milano; in precedenza ho lavorato presso studi legali ed intermediari finanziari anche esteri, oltre ad una fondamentale esperienza di stage in Banca d’Italia, nella Segreteria Tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario a Milano.

CN: Consigli per un laureando che vuole affrontare per la tesi argomenti simili?

DDM: Individuare tematiche attuali, come quella del rimpatrio dei capitali illecitamente detenuti all’estero che ad oggi è si è ripresentata con la Voluntary Disclosure, cercando di fornire un’impostazione operativa di modo da avere la possibilità di un riscontro premiante nel mercato del lavoro.

CN: Consigli per affrontare il mondo del lavoro?

DDM: Specializzarsi e tenersi sempre aggiornati, con un’attitudine orientata all’interdisciplinarietà.

Per contattare Damiano Di Maio

Allegato

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  • Damiano Di Maio, “Scudo fiscale” e diritto penale: problemi applicativi e questioni di legittimità, tesi di laurea, anno accademico 2009/2010, Università degli studi di Milano, Facoltà di Giurisprudenza (pdf)

 

Tesi di laurea: “Sistema bancario e misure di prevenzione al riciclaggio del denaro” - intervista ad Alessio Castronuovo (29 ottobre 2015)

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ComplianceNet (CN): Ciao Alessio e grazie per la collaborazione al progetto “Tesi” di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Alessio Castronuovo (AC): Sono Alessio Castronuovo, ho 27 anni, e nell’aprile del 2013 ho conseguito la laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” discutendo una tesi dal titolo “Sistema bancario e misure di prevenzione al riciclaggio del denaro” (qui in pdf, 786 K, 128 pp.)

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

AC: La ricerca, dopo aver cercato di definire le origini e l’evoluzione - o meglio l’involuzione - del segreto bancario, focalizza sulle misure di prevenzione cui l’impresa bancaria è tenuta ad osservare per essere compliant alle prescrizioni antiriciclaggio di cui al D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, nonché agli ulteriori Provvedimenti ad esso connessi, emanati dall’Autorità di Vigilanza.
In conclusione, sono poste alcune riflessioni circa il nuovo approccio (globale e coordinato) che gli Stati hanno adottato nella lotta all’evasione fiscale internazionale con il perfezionamento di accordi improntati a criteri di trasparenza e scambio di informazioni a fini fiscali. (“the era of banking secrecy is over” – comunicato finale del summit G-20, 2 aprile 2009 – pdf)

CN: Che esperienze professionali hai avuto dopo la laurea?

AC: Subito dopo la laurea ho frequentato un master presso la Luiss Business School per specializzarmi nella consulenza legale in-house. Al termine dello stesso, sono stato assunto dall’Organismo ex art. 128-undecies del TUB, Ufficio Affari Legali. Un’esperienza per me rilevante, posto che mi ha permesso di partecipare al primo National Risk Assessment del Comitato di Sicurezza Finanziaria presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Oggi, sono Responsabile Compliance e Antiriciclaggio in Fiport - Società Fiduciaria e di Revisione. Mi occupo, inoltre, di regulatory compliance e antiriciclaggio per lo Studio Legale e Tributario Loconte & Partners  ed una trust company.

CN: Hai dei consigli per un laureando che intende svolgere la tesi in materia di legislazione antiriciclaggio?

AC: Consiglio sicuramente di associare allo studio delle norme giuridiche un’attenta analisi dei fenomeni economici, e finanziari, ad esse connessi.

CN: Consigli per un neolaureato che deve affrontare il mondo del lavoro?

AC: Specializzarsi, qualunque sia lo scenario, ritengo sia fondamentale. L’obiettivo dev’essere tendere all’eccellenza. Detto questo, capire quale realtà può meglio contribuire al proprio percorso di crescita umano e professionale.  

CN: Grazie Alessio.

AC: Grazie a voi.

Per contattare Alessio Castronuovo

Allegato

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  • Alessio Castronuovo, “Sistema bancario e misure di prevenzione al riciclaggio del denaro”, tesi di laurea in “Legislazione antiriciclaggio e investigazioni finanziarie”, 18 Aprile 2013 (pdf, 786 K, 128 pp.)

Progetto Tesi di ComplianceNet

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Intervista a Alessio Foglia – tesi di laurea in "Compliance e antiriciclaggio negli istituti di credito" (20 settembre 2012)

Questa intervista è pubblicata con licenza aperta Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License 

ComplianceNet: Ciao Alessio e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet . Ti vuoi presentare?

Alessio Foglia: Salve a tutti, sono Alessio Foglia. Nel 2010 ho conseguito la laurea specialistica in "Economia e Legislazione d'Impresa" presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi (qui in pdf, 7826 K, 184 pp.) dedicata alla funzione Compliance negli istituti di credito ed in particolare sul rapporto tra Compliance e antiriciclaggio. Nel 2008 avevo già conseguito, sempre presso l'Università Cattolica, la laurea triennale in "Servizi professionali per l'impresa".

ComplianceNet: Puoi illustraci più in dettaglio il contenuti della tua tesi?

Alessio Foglia: Il titolo completo della tesi è "La funzione Compliance negli istituti di credito nell'ambito dell'attività di antiriciclaggio" (qui in pdf, 7826 K, 184 pp.) e la tesi proposta è che la funzione Compliance è il destinatario naturale della gestione dei presidi antiriciclaggio di secondo livello.
L'elaborato è strutturato in quattro capitoli:

  • il primo, a carattere introduttivo, è finalizzato alla presentazione sintetica del Sistema dei Controlli Interni nelle banche, nel cui perimetro rientra la funzione Compliance;
  • il secondo sposta l'attenzione sulla funzione Compliance sia attraverso l'esposizione delle fonti normative di riferimento, sia attraverso la descrizione dell'inquadramento organizzativo;
  • il terzo, presenta i tratti principali della normativa antiriciclaggio ed accosta l'attività di presidio antiriciclaggio di secondo alla funzione Compliance;
  • il quarto e conclusivo capitolo riporta le evidenze a suffragio di quanto sostenuto, con riferimento ad un rapporto di ricerca sulla Compliance ed ai riscontri contenuti nei bilanci di istituti di credito nazionali ed internazionali.

ComplianceNet: Che esperienze professionali hai maturato dopo la conclusione degli studi?

Alessio Foglia: Al momento lavoro presso PricewaterhouseCoopers come consulente antiriciclaggio e mi occupo di attività di reporting in ambito di revisione di funzioni antiriciclaggio e dell'aggiornamento del materiale per la formazione in materia.
Precedentemente ho lavorato presso Elmec Informatica come Control Management Assistant e dove mi sono occupato di controllo di gestione.
La mia prima esperienza lavorativa successiva al termine degli studi l'ho fatta presso Barclays Bank come addetto antiriciclaggio e compliance.

ComplianceNet: Hai dunque avuto modo di studiare l'antiriciclaggio in ambito universitario e poi di affrontare lo stesso tema sia in banca sia come consulente. Qual è la tua opinione sul grado di conformità e di preparazione del nostro sistema bancario rispetto ai rischi di riciclaggio? Quali secondo te i punti di forza e quali le debolezze?

Alessio Foglia: Credo, in base alla mia breve esperienza, che le banche abbiano reagito positivamente a livello organizzativo, predisponendo la funzione antiriciclaggio e dotandosi di procedure interne peculiari. Le maggiori difficoltà sembrano risiedere nell'applicazione delle norme al caso specifico e nel rapporto tra linee operative e funzione antiriciclaggio.
Questi limiti sono ancora più evidenti nel caso degli altri intermediari finanziari, che incontrano maggiori difficoltà nel recepire le norme pensate principalmente per gli istituti di credito.

ComplianceNet: Credi la formazione in ambito compliance e antiriciclaggio debba avere particolari caratteristiche? Mi riferisco al fatto che l'AML è ormai un tema di respiro internazionale e soggetto a aggiornamenti continui.

Alessio Foglia: Sicuramente è opportuno considerare il contesto internazionale nel predisporre un piano completo di formazione, anche alla luce della continua evoluzione (come il recente aggiornamento delle Raccomandazione emesse dal FATF-GAFI), ma trovo ancor più importante trasmettere i concetti principali (approccio basato sul rischio, adeguata verifica, registrazione e tenuta dell'AUI, segnalazione delle operazioni sospette, monitoraggio costante) mantenendo un forte legame con il caso concreto. Mi riferisco nello specifico all'addestramento del personale con compiti operativi, la prima linea del presidio antiriciclaggio.

ComplianceNet: Hai dei consigli per un laureando che intende svolgere la tesi in Compliance/Antiriciclaggio?

Alessio Foglia: Consiglio di prendere spunto da articoli pubblicati su siti internet dedicati alla materia. L'antiriciclaggio è sicuramente un tema attuale e non mancano i riferimenti dai quali partire.

ComplianceNet: Letture consigliate? Hobby?

Alessio Foglia: Sono un grandissimo appassionato di Tiziano Terzani. Mi sento di consigliarlo perché oltre ad aver pubblicato piacevolissime letture è in grado di trasmettere un punto di vista molto interessante.

ComplianceNet: Grazie Alessio.

Alessio Foglia: Grazie a voi.

Come contattare Alessio Foglia? 

Nel seguito la "Presentazione" e l'Indice della tesi di Alessio

Intervista a Francesco Fontana – tesi di laurea in "Antiriciclaggio e Business Intelligence"

Questa intervista è pubblicata con licenza aperta Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License

ComplianceNet (CN): Ciao Francesco e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Francesco Fontana (FF): Salve a tutti, sono Francesco Fontana. Nel 2008 ho conseguito la laurea triennale in Informatica alla "Sapienza" di Roma con una tesi sul riconoscimento automatico degli oggetti. Poi, dopo un'attenta e pesata analisi delle molteplici possibilità offerte dalle università italiane, mi sono iscritto ad una laurea specialistica interfacoltà (economia e informatica) all'Università di Pisa. Ho conseguito la laurea magistrale a Pisa l'11 marzo del 2011 facendo una tesi su "Antiriciclaggio e Business Intelligence"; la tesi nasce dal lavoro svolto durante uno stage presso un'azienda di consulenza.

CN: Titolo della tua tesi, corso di laurea e Università?

FF: Il titolo esatto della tesi di laurea è "Sas e Pentaho: un caso di studio nel mondo del riciclaggio del denaro" (qui il testo completo in formato pdf, 2.1 M, 48 pp.). Mi sono laureato presso l'Università di Pisa al Corso di Laurea Magistrale in Informatica per l'Economia e per l'Azienda (Business Informatics).

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

FF: Negli ultimi mesi ho avuto la possibilità di lavorare in vari progetti collegati al mondo dell'antiriciclaggio. I progetti spaziavano dalla registrazione delle transazioni nell'Archivio Unico Informatico allo studio della struttura e delle funzionalità di Gianos, un software per l'individuazione di operazioni sospette e la loro segnalazione.
Ho così individuato e realizzato alcune tecniche informative nuove legate alla Business Intelligence in ambito antiriciclaggio, come la predizione tramite regressione e i test statistici, all'interno del workflow bancario.

CN: Qual è l'idea centrale della tesi?

FF: L'idea di fondo del progetto è stata creare uno strumento informativo non basato semplicemente su anomalie funzionali quali quelle volte ad intercettare "comportamenti anomali" indicatori di possibili fenomeni di riciclaggio ma basato viceversa su un approccio statistico, orizzontale rispetto ai controlli attualmente presenti.
Inoltre è stata realizzata una strategia di valutazione dei risultati in grado di fornire statistiche sul funzionamento degli algoritmi e utili informazioni sulla correlazione tra gli indicatori utilizzati.

CN: Nella tesi viene anche affrontato il tema dei visual tool applicati all'antiriciclaggio?

FF: L'utilizzo di visual tool è una passo fondamentale nel processo di analisi dei dati tipico della Business Intelligence.

Intervista a Alessandra Paolella – tesi di laurea in "Riciclaggio e antiriciclaggio"

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ComplianceNet (CN): Ciao Alessandra e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Alessandra Paolella (AP): Salve a tutti, sono Alessandra Paolella. Mi sono laureata il 7 marzo 2011 in sociologia economica organizzativa e del lavoro.
Sono dipendente di una piccola azienda di servizi che sviluppa software, sono un'analista programmatore e negli anni ho partecipato a numerosi progetti per lo più presso istituti di credito e assicurativi quali Banca Nazionale del Lavoro, Direzione generale del Banco di Napoli, Poste Italiane, Cassa Depositi e Prestiti, Generali e InaAssitalia.
Ho deciso di intraprendere gli studi sociologici per poter unire le mie competenze tecniche a quelle che questo tipo di studi può apportare agli eventi in cui ogni azienda incorre.

CN: Titolo della tua tesi, corso di laurea e Università?

AP: Mi sono laureata presso l'Università degli studi "la Sapienza", facoltà di sociologia, cattedra di sociologia economica, con una tesi in sociologia con indirizzo organizzativo economico e del lavoro. Il titolo della tesi è "Riciclaggio e antiriciclaggio, tra nuove forme economiche e modalità di controllo" (qui il testo completo in pdf, 879 K, 129 pp.). Il relatore è stato il Prof. Fulvio Pellegrini, il correlatore il Prof. Pio Marconi.

CN: Quali temi affronta la tua tesi?

AP: La tesi nasce da un'esperienza lavorativa dello scorso anno presso un istituto bancario durante la quale ho partecipato all'implementazione di un applicativo informatico in grado di tenere traccia delle operazioni sospettate di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Ho così approfondito la normativa antiriciclaggio ed in particolare il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231. Partendo, quindi, dalle motivazioni sociali che spingono ad avere determinati comportamenti illeciti, sono arrivata al concetto di riciclaggio quale forma strategica utilizzata dall'economia criminale. Nella tesi analizzo anche la giurisprudenza di riferimento e gli obblighi che ne derivano, sia per il consumatore finale sia per i soggetti economici. Infine ho anche analizzato i vincoli a cui sono sottoposti i sistemi di pagamento, come gli assegni bancari o le carte di credito.

Intervista a Manuela Gallo - tesi di dottorato in Compliance

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ComplianceNet (CN): Buongiorno dottoressa. Grazie per la collaborazione al "Progetto tesi" di ComplianceNet. Vuole presentarsi?

Manuela Gallo (MG): Mi sono laureata in "Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari" presso l’Università degli Studi di Perugia nel 2002. Nel 2007 ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca in "Banca e Finanza" presso l’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con una tesi dal titolo "La Funzione Compliance nelle Banche Italiane" (qui il testo in pdf, 2.5 M, 171 pp.). Dal 2010 sono docente di Economia e Gestione della Banca e di Gestione del Rischio di credito presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Perugia.

CN: Quali argomenti ha trattato nella sua tesi di dottorato in Compliance?

MG: La tesi è articolata in quattro capitoli.

  • Il primo capitolo offre una rassegna della letteratura esistente in materia di Compliance, focalizzando l’attenzione sul concetto di compliance e la definizione di rischio di non conformità; sono in esso presentati, inoltre, i principali risultati rivenienti da indagini, compiute in contesti internazionali, riguardanti la struttura organizzativa e operativa del presidio per la compliance.
  • Il secondo capitolo riporta i risultati di una indagine empirica campionaria tesa a rendere manifesti struttura organizzativa, costi e benefici dell’attività di compliance, così come rivenienti da un campione rappresentativo degli intermediari finanziari che operano sul mercato italiano.
  • Il terzo capitolo passa in rassegna le principali norme che interessano la Funzione compliance e dalle quali è desumibile l’eventuale rischio di sovrapposizione con le attività svolte dalle altre funzioni aziendali, in particolare la Funzione di auditing interno, proponendo una possibile interpretazione del dettato normativo.
  • Infine il quarto e ultimo capitolo descrive, mediante i risultati rivenienti da una seconda indagine campionaria, i ruoli e le responsabilità attribuiti ai diversi organi aziendali coinvolti nel processo dei controlli interni e la predisposizione dei necessari flussi informativi periodici.

Intervista a Alberto Rasi – tesi di laurea in "I controlli della Compliance"

Questa intervista è pubblicata con licenza aperta Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License

Nell’ambito delle iniziative volte alla divulgazione delle tematiche della compliance in azienda, ComplianceNet pubblicazione gratuitamente, con il consenso dei relativi autori, tesi di laurea relative alla compliance ed al sistema dei controlli. Al momento sono state pubblicate tre tesi:

  1. "Compliance, funzione che aggiunge valore" (pdf, 3 M, 241 pp.), tesi di laurea di Luca Gallo;
  2. "La rilevanza della valutazione del sistema di controllo interno nel processo di revisione aziendale contabile" (pdf, 931 K, 154 pp.), tesi di laurea di Andrea Verducci;
  3. "I controlli della Compliance applicati ad un mercato regolamentato: Hi-MTF" (pdf, 718 K, 154 pp.), tesi di laurea di Alberto Rasi.

Nel seguito una breve intervista a Alberto Rasi, l’indice e la prefazione della sua tesi.

Intervista a Alberto Rasi 

ComplianceNet (CN): Ciao Alberto e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Alberto Rasi (AR): Salve a tutti, sono Alberto Rasi. Mi sono laureato nel 2009 in Economia con una tesi sulla Compliance. Dopo la laurea ho fatto uno stage presso una importante società di consulenza in ambito compliance normativa ed operativa e facente parte di un primario gruppo bancario nazionale. Dopo la stage sono stato assunto dalla stessa società. Mi occupo in particolare degli adempimenti degli intermediari finanziari per quanto riguarda la disciplina antiriciclaggio.

CN: Titolo della tua tesi, corso di laurea e Università?

AR: Mi sono laureato presso la facoltà di Economia "Federico Caffè" dell’Università degli studi "Roma TRE”, corso di laurea in “Economia e Management”. Il titolo della tesi è "I controlli della Compliance applicati ad un mercato regolamentato: Hi-MTF" (pdf, 718 K, 154 pp.); il relatore è stato il professor Gaetano Troina.

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

ComplianceNet: 

Intervista a Andrea Verducci – tesi di laurea in "sistema di controllo interno nel processo di revisione aziendale contabile"

Questa intervista è pubblicata con licenza aperta Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License

Nell’ambito delle iniziative volte alla divulgazione delle tematiche della compliance in azienda, ComplianceNet pubblicazione gratuitamente, con il consenso dei relativi autori, tesi di laurea relative alla compliance ed al sistema dei controlli. Al momento sono state pubblicate due tesi:

  1. "Compliance, funzione che aggiunge valore" (pdf, 3 M, 241 pp.), tesi di laurea di Luca Gallo
  2. "La rilevanza della valutazione del sistema di controllo interno nel processo di revisione aziendale contabile" (pdf, 931 K, 154 pp.), tesi di laurea di Andrea Verducci.

Nel seguito una breve intervista a Andrea Verducci, l’indice e la prefazione della sua tesi.

Intervista a Andrea Verducci

ComplianceNet (CN): Ciao Andrea e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Andrea Verducci (AV): Salve a tutti, sono Andrea Verducci, ho 26 anni, ho conseguito la laurea nel febbraio 2010 presso la Facoltà di Economia dell’Università degli studi "Roma Tre" con una tesi dal titolo "La rilevanza della valutazione del sistema di controllo interno nel processo di revisione aziendale contabile" (qui in pdf, 931 K, 154 pp.)

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

AV: Ho analizzato il processo di revisione aziendale, il "rischio di revisione" e il sistema di controllo interno supportato anche dai principi di revisione aziendale. Mi sono soffermato in particolare sull’importanza dell’analisi del sistema di controllo interno per l’attività di revisione esterna.

CN: Che esperienze professionali hai avuto dopo la laurea?

ComplianceNet: 

Intervista a Luca Gallo - studiare e lavorare nella compliance

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ComplianceNet (CN): Ciao Luca e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Luca Gallo (LG): Salve a tutti, sono Luca Gallo ed ho conseguito la laurea nel 2006 presso la Facoltà di Economia "Federico Caffè" dell’Università degli studi "Roma TRE" con la tesi dal titolo "Compliance, funzione che aggiunge valore" (qui il testo completo in formato pdf).  Da qui è partita la mia avventura verso questo mondo intricato di normative, regolamenti, procedure, codici di condotta e best practice.

CN: Quali temi hai affrontato nella tua tesi?

LG: Le principali norme esaminate sono state:

  • il D.lgs 231/2001 la responsabilità "amministrativa" delle società e modelli organizzativi;
  • la Direttiva MiFID – 2004/39/CE, Markets in Financial Instruments Directive
  • le disposizioni del "Sarbanes-Oxley Act 2002" in materia di controllo interno ed informativa societaria ed in particolare
    • sez. 302, "disclosure controls and procedures";
    • sez. 906 che stabilisce la separata attestazione, da parte del CEO e
      del CFO, che il rapporto annuale contenente il bilancio riflette
      correttamente, la situazione patrimoniale-finanziaria e i risultati
      delle operazioni dell’emittente;
    • sez. 404, "internal control over financial reporting"
  • Basilea e Basilea 2, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche.

CN: Che esperienze professionali hai avuto dopo la laurea?

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