DIA

Direzione Investigativa Antimafia

DIA: relazione semestrale 2016 – antiriciclaggio (9 marzo 2017)

170309-dia1.jpg
Attenzione alla dematerializzazione e virtualizzazione dei capitali e dei patrimoni frutto delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica
Nel primo semestre 2016 risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.

  • Fonte: capitolo “8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio” della 1° relazione semestrale 2016 della Direzione Investigativa Antimafia - DIA (qui il testo integrale della relazione in pdf , 10 M, 308 pp.)

8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

La prevenzione dell'uso del sistema economico e finanziario legale a scopo di riciclaggio degli illeciti proventi rappresenta una missione prioritaria per la D.I.A..
Al riguardo, giova evidenziare che le organizzazioni criminali, allo scopo di estendere i traffici illeciti e rendere più sicuri e veloci i trasferimenti del "denaro sporco", sfruttano alcuni fattori che caratterizzano le moderne economie, ed in particolare:

  • la "fluidificazione dei confini" e l'attenuazione delle barriere doganali tra gli Stati, determinata dalla spinta alla creazione di aree di libero scambio commerciale;
  • l'accentuata tendenza alla "dematerializzazione" ed alla "virtualizzazione" dei capitali e dei patrimoni, grazie allo sfruttamento delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica.

Per quanto precede, assumono particolare rilievo i presidi antiriciclaggio che la disciplina vigente, dettata dal D.Lgs. 231/2007, individua nella tracciabilità dei flussi finanziari, assicurata dalla identificazione della clientela e dalla registrazione delle transazioni, nonché dalla partecipazione attiva degli intermediari abilitati, che si estrinseca nell'effettuazione delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il citato decreto antiriciclaggio dispone che dette segnalazioni, una volta inviate dagli intermediari abilitati all'Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d'Italia, vengano da quest'ultima trasmesse alla D.I.A. ed al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, i quali informano il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in caso di rilevata attinenza delle segnalazioni alla criminalità organizzata.
In proposito, la D.I.A., al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema di analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, a decorrere dall'anno 2015, ha adottato nuove procedure, che consentono, grazie all'aggiornamento dell'applicativo informatico in uso (EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), di processare tutte le segnalazioni pervenute dall'UIF.
In tale quadro, nell'ottica di ottimizzare le suddette procedure, potenziando le sinergie tra gli organismi che compongono il citato dispositivo di prevenzione antiriciclaggio previsto dalla legge, il Direttore della D.I.A. ed il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in data 26 maggio 2015 hanno siglato un Protocollo d'intesa - volto a consentire la rapida selezione delle s.o.s. attinenti alla criminalità organizzata e, nel contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie - reso operativo nel corso del secondo semestre 2015.

In data 5 aprile 2016, inoltre, la DIA ha stipulato un Protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza, allo scopo di aggiornare un precedente memorandum risalente al 2012, consolidando le strategie operative in materia di contrasto al riciclaggio di proventi di attività criminose.
Il Protocollo persegue l'obiettivo di una tempestiva analisi delle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette e di un maggior coordinamento investigativo tra le due Istituzioni firmatarie, al fine di ottimizzare l'impiego delle rispettive risorse e di individuare prontamente, sulla base dell'analisi di specifiche anomalie, le nuove modalità di riciclaggio eventualmente poste in essere dalla criminalità organizzata.
A tale scopo, nell'accordo sono state previste anche alcune iniziative di formazione congiunta e taluni incontri con i soggetti e gli operatori economici obbligati all'invio delle s.o.s.
Al fine di illustrare l'attività svolta a livello centrale dalla D.I.A. nell'analisi ed approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, si espongono, di seguito, i più significativi dati statistici elaborati mediante il citato sistema EL.I.O.S.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.
Da tale processo di analisi è scaturito l'esame di 127.948 soggetti segnalati o collegati, di cui 93.653 persone fisiche e 34.295 persone giuridiche.
Per quanto concerne il grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si rappresenta che le segnalazioni analizzate sono state effettuate, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (33.149), seguiti dai professionisti (4.561), dagli intermediari finanziari (2.726) e dagli istituti di moneta elettronica (168).

170309-dia2.jpg

Le 42.590 segnalazioni analizzate includono complessivamente 128.301 operazioni sospette, suddivise nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (19.370), bonifico estero (17.516), versamento contanti (13.762), prelevamento con moduli di sportello (13.368), bonifico in partenza (12.382), versamento assegni (6.422), disposizione di trasferimento (6.199), emissione di assegni circolari e tioli similari/vaglia (3.926), addebito per estinzione assegno (3.227), prelevamento contanti inferiore a 15.000 euro (3.035), pagamento con carte di credito e tramite POS (2.266).

 170309-dia3.jpg
Con riferimento alla distribuzione territoriale, la maggior parte delle operazioni oggetto di segnalazione è stata effettuata effettuata nelle regioni settentrionali (56.307), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (29.030) e centrali (25.321), per finire con quelle insulari (9.723).

 170309-dia4.jpg
Nella tabella e nel grafico seguenti è stata esposta la ripartizione delle operazioni sospette su base regionale:

170309-dia5.jpg

170309-dia6.jpg

Inoltre all'analisi delle segnalazioni di operazioni sospette operata centralmente dalla D.I.A., viene svolto presso la D.N.A.A., in base agli accordi assunti con il citato Protocollo d'intesa, anche l'approfondimento informativo delle segnalazioni risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata.
In particolare, nel semestre in esame, le S.O.S. che hanno generato degli sviluppi investigativi, siano essi di tipo preventivo o giudiziario, sono state complessivamente 903, di cui:

  • 676 inviate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo direttamente alle competenti D.D.A., a seguito dell'analisi svolta per effetto del suddetto Protocollo d'intesa;
  • 227 trasmesse per gli approfondimenti investigativi alle articolazioni territoriali della D.I.A. (Centri e Sezioni Operative). Di queste, risultano prevalenti quelle riferibili alla 'ndrangheta (121), come evidente dalla rappresentazione grafica che segue:

170309-dia7.jpg

b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

Uno degli strumenti di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231;
  • richiesta di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne ai funzionari responsabili degli stessi (nota 439).

Il ricorso a tali istituti è volto alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto all'interno degli organi sociali, ovvero utilizzando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell'attività illecita, dissimulandoli nel circuito di quelli legali.
Esso rappresenta quindi uno strumento particolarmente incisivo nell'ambito della strategia di contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel circuito dell'economia legale e dei conseguenti effetti distorsivi arrecati al sistema finanziario.
L'esercizio di detti poteri è, inoltre, prodromico all'eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.
Nel I semestre del 2016, la citata attività si è concretizzata nell'emissione e successiva esecuzione di:

  • 3 provvedimenti nei confronti di altrettanti Istituti di credito rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 11 del D.Lgs 231/2007,
  • 19 richieste di dati ed informazioni effettuate nei confronti di Istituti di credito ed altri intermediari finanziari.

Note al testo

439)
Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del D.Lgs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

Allegato

  • DIA - Direzione Investigativa Antimafia, "1° relazione semestrale 2016", 9 marzo 2017 (pdf , 10 M, 308 pp.)

Link

Ultimi articoli su DIA

logo dia

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Antiriciclaggio: audizione Direttore della DIA in Commissione Finanze Camera Deputati (22 settembre 2016, video)

160922-audizione-ferla.jpg

Secondo Nunzio Antonio Ferla – Direttore DIA - l’attuale sistema di prevenzione antiriciclaggio è sicuramente efficace ma il fenomeno del riciclaggio connesso alla criminalità organizzata va affrontato su più piani: quello culturale e dell’educazione finanziaria e quello preventivo e repressivo.
Nell’ambito dell’attività giudiziaria, finalizzata alla repressione di attività illecite in materia di riciclaggio connesso con la criminalità organizzata, sono stati sequestrati dalla D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, beni per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro.

Nella corso della seduta di oggi (20 settembre 2016 ndr), il Presidente della “VI Commissione Finanze”  della Camera dei Deputati, On. Maurizio Bernardo, ha convocato il Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, per essere ascoltato sul tema della “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”.
Nella circostanza, Ferla ha sottolineato che il riciclaggio è un fenomeno complesso, per sua natura di portata transnazionale, le cui conseguenze si riverberano immediatamente sul fronte delle entrate, determinando una minore crescita per il Paese.
A tal proposito l’ISTAT ha calcolato che sommando l’apporto diretto delle attività illegali e quello dell’indotto, l’effetto totale dell’inclusione dell’economia illegale nel sistema dei Conti Nazionali è apprezzabile in circa 15,5 miliardi di euro di valore aggiunto, con un’incidenza intorno all’1% sul prodotto interno lordo totale.
Il condizionamento più significativo della criminalità organizzata, ha proseguito poi il Generale Ferla, consiste sia nel valore di quanto prodotto attraverso attività criminali, sia, con effetti di ben più lungo periodo, nel valore di quanto non prodotto a causa delle distorsioni generate dalla diffusione delle mafie.
Un danno questo all’economia nazionale che riverbera i suoi effetti negativi sugli investimenti in generale e in particolare su quelli diretti dall’estero.
Secondo il Direttore l’attuale sistema di prevenzione è sicuramente efficace, in quanto si basa su una chiara ripartizione delle competenze, che vede da un lato attori istituzionali chiamati ad un’analisi finanziaria dei dati forniti dai soggetti preposti alla segnalazione di operazioni sospette (U.I.F) e dall’altro la D.I.A. e la Guardia di Finanza impegnati nell’analisi investigativa delle risultanze da proporre all’attenzione dell’A.G., in primis della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Nel corso dell’audizione alla Commissione Finanze il Direttore della D.I.A., Nunzio Ferla, ha evidenziato l’impegno complessivo profuso dalla Direzione Investigativa Antimafia nella lotta al riciclaggio connesso alla criminalità organizzata.
La D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, ha trattato oltre 145 mila Segnalazioni di Operazioni Sospette pervenute dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.
Di queste, 1.737 sono state ritenute meritevoli di ulteriori approfondimenti e 923 sono state le segnalazioni trasmesse alla P.N.A.A., in quanto ritenute d’interesse investigativo.
In futuro saranno ulteriormente perfezionate le attività finalizzate a favorire lo sfruttamento del patrimonio informativo rappresentato dalle segnalazioni di operazioni sospette, assicurando, al contempo, le più opportune forme di circolarità e raccordo tra le Forze di polizia e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Il fenomeno del riciclaggio connesso alla criminalità organizzata è un problema che va affrontato su più piani,  prosegue il Direttore Ferla nel corso dell’Audizione.
Quello culturale e dell’“educazione finanziaria”, che dotando il cittadino dei giusti strumenti conoscitivi limita le spinte criminali, a beneficio di una corretta e trasparente gestione delle operazioni finanziarie; quello preventivo e repressivo, che vede la D.I.A. impegnata in prima linea, potendo appunto contare su un modello investigativo elastico basato sulla lungimirante intuizione di valorosi magistrati come Giovanni Falcone.
Per quanto riguarda i risultati operativi, Ferla ha sottolineato che la D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, ha effettuato sequestri preventivi per un valore superiore ai 2,9 miliardi di euro e confische di beni per oltre 1,3 miliardi di euro.
Il Direttore della D.I.A. si è soffermato sull’importanza di consolidare, nella lotta al riciclaggio connesso alla criminalità organizzata, le sinergie istituzionali, nell’ottica di valorizzare ulteriormente il patrimonio informativo rappresentato dalle segnalazioni di operazioni sospette.
È stato richiamato il Protocollo operativo firmato il 26 maggio 2015, tra la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la Direzione Investigativa Antimafia.
La procedura di raccordo info-investigativo tra la D.I.A. e la D.N.A., connessa all’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, ha consentito di innescare diverse indagini antiriciclaggio, avvalorando, contestualmente, elementi per nuove investigazioni giudiziarie.
Nell’ambito dell’attività giudiziaria, finalizzata alla repressione di attività illecite in materia di riciclaggio connesso con la criminalità organizzata, sono stati sequestrati dalla D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, beni per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro.

Articoli collegati

Rassegna web

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Ultimi articoli su DIA

logo dia

Ultimi Video

Rimani in contatto

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

DIA: relazione 2° semestre 2015 – attività antiriciclaggio (2 agosto 2016)

160802-dia-ar-cover.jpg
Con il solito ritardo e nel solito formato illeggibile (oltre 200 mega di immagine pdf) la DIA – Direzione Investigativa Antimafia – pubblica  la propria relazione semestrale relativa alla seconda metà del 2015 (qui in pdf: attenzione 200 mega!).
Come al solito ecco la “traduzione” in formato testo del capitolo relativo all’antiriciclaggio.

  • scarica il testo di quest'articolo in doc
  • scarica il testo di quest'articolo in versione pdf

8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

  • Fonte: da pag. 190 a pag. 198 della “Relazione semestrale al Parlamento” della DIA relativa al 2° semestre 2015

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

Un altro settore di intervento strategico nell'azione di contrasto alle mafie portato avanti dalla D.I.A. nel 2015 è stato quello della prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.
Il crescente grado di finanziarizzazione dei circuiti economici evidenzia come, da una prospettiva investigativa, sia fondamentale garantire la più ampia tracciabilità dei flussi finanziari, attraverso la previsione di modalità standardizzate di registrazione e conservazione delle informazioni che consentano di individuare origine, destinazione e beneficiari dei movimenti.
La disciplina vigente vede nella D.I.A. e nel Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della G. di F. gli organismi di polizia deputati a svolgere l'analisi e l'approfondimento investigativo delle SOS (Segnalazioni di Operazioni Sospette) inviate dall'UIF (Unità di Informazione Finanziaria) della Banca d'Italia, per poi informare il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo in caso emergano evidenze di criminalità organizzata.
I dati riferiti agli ultimi anni confermano l'aumento, quasi geometrico, delle SOS pervenute - cresciute esponenzialmente in conseguenza degli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio ad una maggiore platea di operatori -cui i menzionati Organismi di controllo hanno dovuto far fronte introducendo nuove procedure di analisi informatica.
Dal canto suo, la D.I.A. ha reso esecutivo, nel 2015, un innovativo sistema di analisi delle S.O.S., articolato su tre distinte ma complementari procedure che hanno consentito di raggiungere l'obiettivo di processare tutte le S.O.S. pervenute e di estrapolare quelle di interesse investigativo per la specifica missione istituzionale del contrasto alle organizzazioni mafiose.
Nel semestre in esame sono state, inoltre, rese pienamente operative le procedure di selezione delle segnalazioni attinenti alla criminalità organizzata, scandite nel Protocollo d'intesa siglato il 26 maggio 2015 dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dal Direttore della D.I.A., di cui si è fatto cenno nella Relazione relativa al semestre precedente
Questa sinergia operativa, che ha portato ad una piena interazione del Patrimonio informativo della D.I.A e della D.N.A. - dove è costituito un Gruppo di lavoro cui partecipa personale della Procura Nazionale e della Direzione -rende, ora, più incisivi gli accertamenti sui flussi finanziari ritenuti sospetti, permettendo una rapida selezione delle S.O.S. attinenti alla criminalità organizzata e, al contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie.

Per meglio comprendere la portata delle attività svolte a livello centrale dalla D.I.A., si espongono, di seguito, i risultati ottenuti nello specifico ambito grazie all'implementazione del sistema EL.I.O.S. (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), applicativo informatico in uso esclusivo alla Direzione e specificatamente dedicato all'analisi e all'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'U.I.F. 44.237 segnalazioni di operazioni sospette e, grazie all'adozione delle nuove procedure di selezione accennate in precedenza, ne sono state analizzate 50.125, smaltendo in questo modo anche una parte di quelle accumulate nei periodi precedenti. Ne è scaturito l'esame di 167.534 soggetti segnalati o collegati, di cui 112.845 persone fisiche e 54.689 persone giuridiche.
Proseguendo nell'analisi e avuto riguardo al grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si evidenzia che le segnalazioni pervenute sono state trasmesse, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (40.570), seguiti dai professionisti (3.476), dagli intermediari finanziari (2.591) e dagli istituti di moneta elettronica (396).

160802-dia-ar-fig1.jpg

Le 50.125 segnalazioni analizzate concernono, complessivamente, 182.038 operazioni sospette, ripartite nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (31.844), versamento di contante (21.452), prelevamento con moduli di sportello (19.119), bonifico in partenza (19.180), bonifico estero (16.188), versamento di assegni (11.438), disposizione di trasferimento (9.652), emissione di assegni circolari e titoli similari/vaglia (6.785), addebito per estinzione assegno (6.157) prelevamento in contante inferiore a 15.000 euro (5.012), ed, infine, pagamento con carte di credito e tramite POS (3.584).

160802-dia-ar-fig2.jpg

Quanto alla distribuzione territoriale delle operazioni oggetto di segnalazione, la maggior parte si concentra verso le regioni settentrionali (80.842), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (46.646) e centrali (35.937), per finire con quelle insulari (12.670).

160802-dia-ar-fig3.jpg

Nella tabella seguente la distribuzione delle operazioni sospette viene ulteriormente ripartita su base regionale:

160802-dia-ar-fig4.jpg

160802-dia-ar-fig5.jpg

L'attività svolta nel particolare settore operativo riguarda, come accennato, sia l'arricchimento informativo delle segnalazioni di operazioni sospette risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata condotto presso la D.N.A., avvalendosi delle banche dati disponibili presso la stessa A.G., in attuazione delle intese protocollari assunte, sia gli sviluppi dell'analisi operata centralmente dalla D.I.A..
In particolare, come graficamente di seguito esposto, la sinergia avviata con la D.N.A. ha determinato positivi riscontri in relazione a complessive 1.799 segnalazioni, di cui 247 inviate alle locali D.D.A., per l'immediata utilizzazione ai fini processuali e le restanti 1.552 destinate al predetto Gruppo di lavoro congiunto, ai fini dell'eventuale esercizio del potere d'impulso del Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di cui all'art. 371 bis c.p.p.:

160802-dia-ar-fig6.jpg

Corroborano i riferiti positivi riscontri, gli ulteriori sviluppi delle attività di analisi che hanno portato, nel medesimo periodo, all'investigazione di ulteriori 69 segnalazioni, presso le competenti articolazioni periferiche (Centri e Sezioni Operative), così ripartite per matrice criminale di riferimento:

160802-dia-ar-fig7.jpg
Il grafico evidenzia chiaramente una preponderanza delle segnalazioni riconducibili a contesti di 'ndrangheta.

b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

Nel quadro delle investigazioni preventive, un altro strumento di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia per verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione mafiosa sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore (analiticamente individuati al Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 [nota 1]), che consentono di accedere presso i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, con facoltà di richiedere ai funzionari responsabili dati e documentazione ritenuti utili ai fini dell'espletamento delle funzioni conferite.

Il ricorso a tali istituti è volto, pertanto, alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto negli organi sociali, sia sfruttando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi derivanti da attività illecite, artatamente dissimulati nei circuiti finanziari legali.
L'esercizio di tali poteri, spesso funzionale all'avio di mirate attività investigative di natura giudiziaria o all'applicazione di una misura di prevenzione, si è concretizzato, nel semestre in esame, nell'emissione e successiva esecuzione di 5 provvedimenti di accesso presso altrettanti studi associati (partecipati da professionisti esercenti attività di consulenza aziendale e ragionieri e periti commerciali [nota 2]) ; 2 accessi presso un Istituto di credito ed altro Ufficio equiparato [nota 3] . A questi accessi si aggiungono 23 richieste di dati e informazioni rivolte ad Istituti di credito e ad altri intermediari finanziari.

Note al testo

[nota 1] Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del Digs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

[nota 2]  Rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 12 del D.Lgs 231/2007.
[nota 3] Trattasi di soggetti ricompresi nell'art. 11 del D.Lgs 231/2007.

Ultimi articoli su DIA

logo dia

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Rimani in contatto

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

DIA: relazione 2° semestre 2014 - penetrazione criminale al nord e nel Lazio (IlVelino.it, 9 settembre 2015)

150910-dia-relazione-semestrale.jpg

  • Fonte: IlVelino.it, titolo originale “Giochi, DIA: la penetrazione criminale al nord e le modalità scelte per sfruttare il gaming

Nella relazione relativa alla seconda metà del 2014 i trend di penetrazione criminale
Compare per ben 26 volte la parola gioco nella lunga relazione (quasi 300 pagine) sull’attività svolta e i risultati conseguiti nel secondo semestre del 2014 dalla Direzione Investigativa Antimafia, presentata oggi in Parlamento e redatta dal Ministero dell’Interno.
Ma sono essenzialmente 5 le criticità segnalate che esulano dal semplice parossismo semantico.
"Permane l’interesse della criminalità associata verso i settori tradizionali del controllo del gioco d’azzardo e dei videogiochi, la gestione delle sale scommesse e il sempre redditizio traffico illegale degli stupefacenti".
È il vecchio assioma del seguire il denaro che porta gli inquirenti al mondo del gaming: "il settore del gioco d’azzardo, tramite una grande disponibilità di denaro liquido e radicamento nel territorio, permette al crimine organizzato di offrire molteplici ‘servizi’".
Sono i "sodalizi, attraverso dei prestanome, (che) ottengono concessioni di sale ‘bingo’ e punti scommesse, impongono ai commercianti l’installazione di videogiochi truccati, si inseriscono nel segmento del gioco d’azzardo online - con particolare riferimento alle scommesse telematiche - riciclano denaro acquistando partite di biglietti vincenti in modo fraudolento, concedono prestiti ai giocatori, con cospicui e rilevanti introiti, arrivando persino a condizionare veri e propri eventi sportivi al fine di massimizzare i propri ricavi connessi al circuito delle scommesse clandestine”.
Queste le attività, ma resta sempre molto interessante la loro geolocalizzazione.
È il Piemonte l’area prescelta dalla criminalità organizzata siciliana: "oltre alla propensione al riciclaggio e all’usura, ha manifestato un certo attivismo nel settore del gioco d’azzardo, in stretto collegamento con la ‘ndrangheta - si legge nella relazione.
Si tratta della più classica "pressione estorsiva su imprenditori e gestori di sale da gioco, ai quali imponevano l’installazione di apparecchi per il gioco automatico in cambio di ‘protezione”.
Tocca poi alla criminalità calabrese, “che si distingue quale attore principale del narcotraffico internazionale, potrebbe intromettersi in alcune iniziative come quelle legate ai giochi e scommesse online.
E anche qui l’Ndrangheta ha ideato "complessi meccanismi di in terposizione personale e societaria, deputati ad alterare fraudolentemente i sistemi elettronici, anche attraverso l’utilizzo di esperti per la gestione di circuiti paralleli di scommesse clandestine”.
Dopo il Piemonte la parte più a rischio infiltrazione è il Lazio dove si osserva un “esodo spontaneo della criminalità organizzata verso la Capitale 142, rifugio ideale per i latitanti e territorio di riciclo di proventi illeciti, così come emerso da recenti operazioni di polizia" con grande numero di sale giochi coinvolte.
Infine la "criminalità organizzata ha trovato il modo di trarre ingenti profitti mediante l’alterazione delle schede elettroniche, con la modifica delle caratteristiche tecniche, delle modalità di funzionamento e con l’interruzione del collegamento telematico con l’Azienda dei Monopoli, con danno per l’erario.
Le organizzazioni criminali hanno provveduto altresì alla distribuzione ed installazione nei locali pubblici di ‘propri’ apparecchi, tentando anche di determinare situazioni di vero e proprio monopolio, escludendo o imponendo quelli di altri clan.
Queste attività illecite sono diffuse su tutto il territorio" ma conclude la relazione in particolare grazie all’attività delle organizzazioni criminali pugliesi e lucane che scelgono come "scenari criminali più incisivi siano da considerare quelli dei giochi online e delle scommesse sportive con corner esteri, quali potenziali canali per le attività di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti”.
Non disdegna neppure un tocco di internazionalità, come hanno dimostrato alcune attività investigative, di soggetti provenienti dall’ex blocco sovietico per "riciclare denaro, provento di illeciti, ricorrendo al business del gioco d’azzardo".

Allegato

  • DIA - Direzione Investigativa Antimafia, “Attività svolta e risultati conseguiti”, 2° semestre 2014 (pdf, 322 M, 296 pp.)

logo dia

Ultim articoli su DIA

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

Ultimi articoli su Anticorruzione

DIA – money laundering and criminal infiltration of the Italian legal economy (May, 2nd 2015)

150502-dia-logo.jpg

On February 2015, the DIA – the Italian Anti-Mafia Investigation Department - published its report for the first half 2014 (pdf, 89 M, 256 pp.).
One chapter of the report is devoted to "criminal infiltration of the legal economy" and contains some important information and data on the phenomenon of money laundering in Italy.

5. Criminal infiltration of the legal economy

a. Anti money-laundering

Money-laundering and reinvestment of the proceeds arising from criminal activities continue to pose real economic and social emergencies due to their progressive expansion on a national and international scale.
Money laundering, especially, assumes considerable importance, at the macroeconomic level, because the flow of illicit money into the financial system creates serious distortions of the legal economy by altering the conditions of competition, and this affects the proper functioning of markets and the allocation of resources, with consequences, ultimately, on the stability and efficiency of the economic system.

The fight against money-laundering is essential to safeguard national economic and financial integrity.
The shared strategy to combat money-laundering consists in the prevention and repression of the accumulation of illicit capital and avoiding its “cleanup” through the traceability of money.
The mission of the DIA is also to investigate ML transactions in collaboration with the “Guardia di Finanza”, examining suspicious transaction reports (STRs) sent through the UIF, the Italian FIU (Financial Intelligence Unit) by financial intermediaries, professionals, auditors and other addresses by Legislative Decree no. 231/07.

Suspicious transaction reports (art. 41 of D. Lgs. 21.11.2007, no. 231)

Thanks to the information system "El.IOS" (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette - Suspicious Transactions Investigative Elaboration) [315] in the 1st half of 2014 the DIA analyzed 9,011 STRs.
They are related to 27,265 subjects, 18,635 of which are individuals and 8,630 legal entities.
STRs were submitted only by credit institutions (7526), financial intermediaries (553) and, in part, by electronic money institutions (352), the almost exclusive sources of active collaboration in the Italian AML system.
The STRs contribution by non-financial agents and professionals appears limited probably due to the close relationship between these categories and their clients as well as to an excessive consideration of matters relating to privacy.
The 9,011 STRs correspond to 29 468 financial transactions. The following table indicates the different types detected

Prelevamento contante <15.000 euro

1215

5,00%

Bonifico a favore di ordine e conto

4426

20,00%

Prelevamento con moduli di sportello

3338

15,00%

versamento di contante

3039

14,00%

Bonifico in partenza

2826

13,00%

Bonifico estero

1901

9,00%

Disposizionidi trasferimento

1639

7,00%

Emissione di assegni circolari e titoli sim.

1418

6,00%

Versamento di assegni tratti altro itermed.

1364

6,00%

Addebito per estinzione assegno

1229

5,00%

 tav103.png
(Tav. 103)

 
(Tav. 103)

The following table highlights the macro territorial areas for number of transactions reported in the half year:

Nord

11045

Centro

7860

Sud

7443

Isole

2650

N.d.

470

Totale

29468

tav104.png

(Tav. 104)

The following table indicates, however, for the reports received in the 1st half of 2014, the number of distinct operations by region:

Regione

Segnalazione pervenute

Lazio

4600

Lombardia

4060

Puglia

3617

Emilia Romagna

2532

Toscana

2495

Piemonte

2252

Sicilia

2185

Campania

2090

Veneto

955

Liguria

728

Calabria

616

Abruzzo

517

altro

470

Sardegna

465

Marche

464

Basilicata

396

Friuli Venezia Giulia

354

Umbria

301

Molise

207

Trentino Alto Adige

132

Valle d’Aosta

32

tav105.png

(Tav. 105)

El.IOS reveals that among the 9,011 STRs analyzed in the  first half of 2014, 251 have been further analyzed and investigated.
These 251 STRs forwarded to the competent Operational Centres of the DIA for a more detailed investigation, provided - in the 1st half - a contribution of 18 investigations.
Of these, 9 were launched thanks to the STRs.
The 18 original investigations were reduced, finally, to 6 which allowed the seizure or confiscation of relevant real estate assets.
Simultaneously also international cooperation has benefited from these investigations: in fact following a warning from Europol for an alleged failure of financial flows from abroad to Italy, a monitoring allowed the identification of further 1382 cases requiring analysis and these are on-going coordinated by the National Anti-Mafia Directorate.
Regard the STRs deemed of interest, they are classified by the type of criminal organizations involved in the following table, 'Ndrangheta with 103 STRs appears the most significant.

 

 

Organizzazioni criminali

1° semestre 2014

 

criminalità organizzata pugliese

6

2,39%

camorra

34

13,55%

altre org. Italiane

50

19,92%

cosa nostra

58

23,11%

ndrangheta

103

41,04%

Totale complessivo

251

100,00%

tav106.png

(tav. 106)

 

DIA – riciclaggio e infiltrazioni criminali nell’economia legale (2 maggio 2015)

150502-dia-logo.jpg

Nel febbraio 2015 la DIA – Direzione Investigativa Antimafia – ha pubblicato la sua relazione relativa al primo semestre 2014 (pdf, 89 M, 256 pp. – da pag 207 a pag. 2016).
Un capitolo della relazione è dedicato alle “Infiltrazioni criminali nell’economia legale” e riporta una serie di importanti informazioni e dati sul fenomeno del riciclaggio di denaro sporco.

5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale

a. Antiriciclaggio

Il riciclaggio di denaro ed il reinvestimento dei proventi che derivano da attività criminali, per la loro progressiva espansione su scala nazionale ed internazionale, continuano a rappresentare vere e proprie emergenze economico-sociali.
Il fenomeno assume una considerevole rilevanza, segnatamente sul piano macroeconomico, dal momento che i flussi di denaro illecito, che la pratica del money laudering riversa nel sistema finanziario nel suo complesso, generano gravi distorsioni nell’economia legale alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati, nonché i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stabilità ed efficienza del sistema economico nella sua globalità.
Ne consegue che la lotta al riciclaggio è ormai una consolidata, imprescindibile necessità per la salvaguardia dell’integrità economico-finanziaria del sistema-paese.
In tale contesto la strategia adottata, ed unanimemente condivisa, per sviluppare l’attività di contrasto, è rivolta sostanzialmente a prevenire e perseguire l’accumulazione di capitali illeciti, la ripulitura di questi e la tracciabilità degli investimenti effettuati mediante tali risorse.
In merito la D.I.A. si colloca — unitamente al Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza — quale organismo investigativo specializzato cui compete l’esame delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette inviate, tramite l’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), dagli intermediari finanziari, professionisti, revisori contabili e dagli altri soggetti obbligati ai sensi del D. Lgs. 231/07 e successive modifiche.

Segnalazioni di operazioni sospette (art. 41 D. Lgs. 21.11.2007, nr. 231)

Dai dati di processo integrati nel sistema "El.I.O.S." (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette) [315] è emerso che le segnalazioni di operazioni sospette "analizzate" dalla D.I.A. nel 1° semestre 2014 ammontano a 9.011.
Le stesse sono riconducibili a 27.265 soggetti segnalati o collegati, 18.635 dei quali costituiti da persone fisiche e 8.630 da persone giuridiche.
Sulla base di tali evidenze è emerso che le segnalazioni trasmesse dagli enti creditizi (7.526), dagli intermediari finanziari (553) e, in parte, dagli istituti di moneta elettronica (352), costituiscono le fonti pressoché esclusive della collaborazione attiva che caratterizza l’intero sistema.

Di portata limitata risulta, invece, il contributo degli operatori non finanziari e dei professionisti da cui si desumono difficoltà nell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio, dovute, verosimilmente, alla maggiore personalizzazione del rapporto che si instaura con il cliente nonché ad un fin troppo avvertito vincolo di riserbo.
Con specifico riguardo al numero di operazioni relative alle 9.011 segnalazioni sopra ricordate, si evidenzia che esse risultano complessivamente pari a 29.468. Nella tavola che segue sono indicate le diverse tipologie rilevate

 

Prelevamento contante <15.000 euro

1215

5,00%

Bonifico a favore di ordine e conto

4426

20,00%

Prelevamento con moduli di sportello

3338

15,00%

versamento di contante

3039

14,00%

Bonifico in partenza

2826

13,00%

Bonifico estero

1901

9,00%

Disposizionidi trasferimento

1639

7,00%

Emissione di assegni circolari e titoli sim.

1418

6,00%

Versamento di assegni tratti altro itermed.

1364

6,00%

Addebito per estinzione assegno

1229

5,00%

 tav103.png
(Tav. 103)
La seguente tabella pone in risalto le macro aree territoriali per numero di operazioni segnalate nel semestre in esame:

 

Nord

11045

Centro

7860

Sud

7443

Isole

2650

N.d.

470

Totale

29468

tav104.png

(Tav. 104)

La tabella che segue indica, invece, per le segnalazioni ricevute nel 1° semestre 2014, il numero di operazioni distinto per regione:

 

Regione

Segnalazione pervenute

Lazio

4600

Lombardia

4060

Puglia

3617

Emilia Romagna

2532

Toscana

2495

Piemonte

2252

Sicilia

2185

Campania

2090

Veneto

955

Liguria

728

Calabria

616

Abruzzo

517

altro

470

Sardegna

465

Marche

464

Basilicata

396

Friuli Venezia Giulia

354

Umbria

301

Molise

207

Trentino Alto Adige

132

Valle d’Aosta

32

tav105.png

(Tav. 105)

Sulla base dei dati processati dal sistema El.I.O.S., a fronte delle 9.011 segnalazioni analizzate nel primo semestre 2014, 251 di esse sono state caratterizzate da ulteriori sviluppi operativi.
Queste segnalazioni di operazioni sospette (s.o.s.) inviate ai competenti Centri Operativi della D.I.A. per i necessari approfondimenti investigativi, hanno fornito - nel 1° semestre - un contributo a 18 indagini.
Di queste, 9 sono state avviate proprio grazie alle s.o.s..
L’approfondimento delle stesse ha inoltre dato luogo a 6 inchieste che hanno consentito sequestro o confisca di cospicui patrimoni immobiliari.
Contestualmente anche la cooperazione internazionale ha tratto beneficio da tale peculiare attività: infatti a seguito di una segnalazione proveniente da Europol per una presunta anomalia dei flussi finanziari dall’estero verso l’Italia, è stato avviato un monitoraggio che ha consentito di individuare 1382 casi meritevoli di ulteriore analisi ed approfondimento, tuttora in corso, col coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia.
Con riferimento alle s.o.s. ritenute d’interesse, nella tabella che segue, ripartendo le stesse in ragione dei profili di riconducibilità dei soggetti segnalati alle diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso, spiccano i dati relativi alla ‘ndrangheta (103):

 

Organizzazioni criminali

1° semestre 2014

 

criminalità organizzata pugliese

6

2,39%

camorra

34

13,55%

altre org. Italiane

50

19,92%

cosa nostra

58

23,11%

ndrangheta

103

41,04%

Totale complessivo

251

100,00%

tav106.png

(tav. 106)

ComplianceNet: 

Dia: Relazione secondo semestre 2013 – antiriciclaggio (8 agosto 2014)

140808-rel-dia-2-sem-13.png

Attraverso un link sul sito del Ministero dell’Interno è disponibile la relazione del 2° semestre 2013 della DIA: il testo (come al solito) è in formato “pdf immagine “pesa” circa 100 mega per 256 pagine: http://www.interno.gov.it/dip_ps/dia/semestrali/sem/2013/2sem2013.pdf
Di seguito l’indice del documento è il paragrafo relativo all’antiriciclaggio.

Indice

1. Premessa
2. Organizzazioni di tipo mafioso autoctone
a. Criminalità organizzata siciliana
b. Criminalità organizzata calabrese
c. Criminalità organizzata campana
d. Criminalità organizzata pugliese e lucana
3. Organizzazioni criminali allogene
a. Criminalità albanese
b. Criminalità romena
c. Criminalità dell’ex URSS
d. Criminalità nordafricana
e. Criminalità centrafricana e sub sahariana
f. Criminalità cinese
g. Criminalità  sudamericana
4. Relazioni Internazionali
a. Generalità
b. Cooperazione bilaterale in ambito UE
c. Cooperazione bilaterale extra U.E.
d. Cooperazione multilaterale ed EUROPOL
e. Partecipazione ad altri organismi internazionali, iniziative relazionali e formative
5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale
a. Antiriciclaggio
b. Appalti
c Fenomeno usurario e racket delle estorsioni
6. Conclusioni e proiezioni

5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale - a. Antiriciclaggio

Segnalazioni di operazioni sospette (art. 41 D.Lgs. 21 novembre 2007, nr. 231)

L’attività istituzionale svolta dalla D.I.A. nello specifico comparto è caratterizzata, in prima istanza, dall’analisi, a livello centrale, del flusso di segnalazioni di operazioni sospette proveniente dall’Unità d’Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d’Italia, allo scopo di individuare eventuali operazioni finanziarie che, connotate da profili d’inerenza con la criminalità organizzata, risultino suscettibili di ulteriori approfondimenti investigativi.
Al riguardo, va evidenziato che nel corso del 2013, in considerazione della recente graduale sostituzione (nota 329) del preesistente processo di trasmissione delle segnalazioni sospette adottato dall’U.I.F., è stata avviata la sperimentazione (nota 330) di un corrispondente applicativo informatico, denominato “EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette”.
Tale programma è finalizzato a supportare l’azione della D.I.A. sia nella ricezione sia nella gestione, ai fini analitici ed investigativi, del flusso documentale, costantemente in crescita negli ultimi anni, costituito dalle segnalazioni di operazioni sospette.
Dai dati di processo integrati nel sistema EL.I.O.S. risulta che le segnalazioni di operazioni sospette analizzate dalla D.I.A., nel secondo semestre 2013, ammontano ad 11.848.

Nella seguente tabella di dettaglio le suddette segnalazioni sono state classificate per tipologia di segnalante.

 

Dottori commercialisti

1

Società di gestione del risparmio (s.g.r.)

13

Intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale (art. 107 d.lgs. 385/1993)

543

Intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale (art. 106 d.lgs. 385/1993)

201

Soggetti iscritti nella sezione dell'elenco generale (art. 155, co. 5, d.lgs. 385/93)

1

Soggetti che svolgono attività di gestione di case da gioco, in presenza di autorizzazione al sensi delle leggi in vigore

5

Studi associati, società interprofessionali, società fra avvocati

1

Istituti di moneta elettronica (i.m.el.)

333

Società fiduciarie (l. 1966/1939)

31

Imprese di assicurazione che operano in italia nei rami ex art. 2, co. 1, d.lgs. 209/2005

49

Uffici della pubblica amministrazione

2

Avvocati

6

Revisori contabili

2

Notariato

94

Banche

10475

Società di intermediazione mobiliare (s.i.m.), imprese di investi-mento comunitarie, imprese di investimento extracomunitarie

8

Operatori che offrono, attraverso reti telematiche, giochi, scommesse, concorsi pronostici con vincite in denaro in pre-senza di autorizzazioni del m.e.f.-aammss (art. 1, co. 535, l. 266/05

29

Banca d’Italia

21

Istituti di pagamento, comprese le succursali italiane di istituti di pagamento esteri

33

Totale

11848

Tav 99

Da tali evidenze emerge che le segnalazioni trasmesse dagli enti creditizi, dagli intermediari finanziari e, in parte, dagli istituti di moneta elettronica, costituiscono le fonti pressoché esclusive della collaborazione attiva che caratterizza l’intero sistema.
Di portata limitata risulta, invece, il contributo degli operatori non finanziari e dei professionisti.
Le 11.848 segnalazioni analizzate attengono a 26.010 operazioni sospette di riciclaggio, nell’ambito delle quali, come si evince dalla successiva schematizzazione grafica, tra le numerose tipologie rilevate si distinguono quelle afferenti: al versamento di contante (4041 operazioni segnalate), al prelevamento con moduli di sportello (3954), al bonifico a favore di ordine e conto (2577), al prelevamento in contante inferiore a 15.000 euro (1572), al bonifico estero (1365), al bonifico in partenza (1348) ed, infine, al trasferimento di denaro contante e titoli al portatore (1156).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav100.png

Tav 100

Con riferimento all’area territoriale di effettuazione delle operazioni segnalate nel semestre in esame, emerge come la gran parte di esse attiene alla macroarea relativa alle regioni settentrionali (10258), a conferma del trend positivo già manifestato negli anni precedenti, a cui segue la macroarea relativa alle regioni centrali (6681) ed infine quella delle regioni meridionali e delle isole (6302 e 2171).

Classificazione per area territoriale di effettuazione delle operazioni

Area

Operazioni segnalate

Nord

10258

Centro

6681

Sud

6302

Isole

2171

N.d. (nota 331)

598

Totale

26010

Tav 101

Sulla base dei dati di processo emergenti al sistema EL.I.O.S., a fronte delle citate 11.848 segnalazioni analizzate nel secondo semestre, 181 di esse sono state sottoposte ad approfondimento.
Si precisa, tuttavia, che l’analisi statistica riguarda, oltre alle predette 181, ulteriori 85 segnalazioni, approfondite nel 1° semestre 2013 ma per le quali, a causa del passaggio dal vecchio al nuovo applicativo informatico, non era stato possibile fornire dati statistici di dettaglio nella precedente Relazione.
Per quanto precede, sebbene, quindi, le segnalazioni di operazioni sospette di stretta attinenza cronologica al semestre in esame ammontino complessivamente a 181, ai fini statistici viene esposta di seguito la disaggregazione relativa a 266 segnalazioni.
Dalla seguente tabella, emerge che le predette risultano così ripartite in ragione dei profili di riconducibilità dei soggetti segnalati alle seguenti aree di matrice criminale di tipo mafioso.

Organizzazione Criminale

‘ndrangheta

118

cosa nostra

59

altre org. italiane

34

camorra

33

altre org. estere

17

crim. org. Pugliese

5

Totale

266

Tav 102

Significativi appaiono i dati relativi alla `ndrangheta (118) e a cosa nostra (59), nonché alle organizzazioni criminali straniere (17).
Dalla seguente tabella, che riporta la ripartizione delle citate segnalazioni per tipologia del soggetto segnalante, emerge che le banche si attestano in modo predominante (241) rispetto alle altre categorie.

Banche

241

Intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale (art. 106 d.lgs. 385/1993)

3

Notariato

10

Imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami ex art. 2, co. 1, d.lgs. 209/2005

2

Intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale (art. 107 d.lgs. 385/1993)

2

Società di gestione del risparmio (s.g.r.)

2

Società fiduciarie (l. 1966/1939)

2

Avvocati

1

Istituti di moneta elettronica (i.m.el.)

1

Soggetti iscritti nella sezione dell'elenco generale (art. 155, co. 5, d.lgs. 385/93)

1

Ragionieri

1

Totale

266

Tav 103

Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, nr. 231

Uno degli strumenti di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, sono i poteri delegati dal Ministro dell’Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D.Lgs. nr. 231/2007 (nota 332);
  • richiesta di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne ai funzionari re-sponsabili degli stessi soggetti obbligati (nota 333).

Il ricorso a tali istituti è volto alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto all’interno degli organi sociali, ovvero utilizzando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell’attività illecita, dissimulandoli nel circuito di quelli legali.
L’esercizio di tali poteri è prodromico all’eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.
Nel 2° semestre 2013, tale attività ha proseguito il suo trend positivo, concretizzatosi nell’emissione e successiva esecuzione di:

  • 1 provvedimento di accesso presso un casinò. Nel corso di tale attività sono state acquisite informazioni relative a 17 soggetti collegati direttamente o indiretta¬mente ad organizzazioni criminali;
  • 1 provvedimento di accesso e accertamento eseguito presso un istituto di credito che ha portato all’acquisizione di notizie e documentazione relativa a posizioni finanziarie ritenute meritevoli di approfondimento d’indagine, poiché ricollegabili a soggetti legati alla criminalità organizzata;
  • 8 richieste di dati e informazioni, notificate alle sedi centrali di altrettanti intermediari finanziari, con riguardo a soggetti verosimilmente legati alla criminalità organizzata, al fine di effettuare accertamenti di carattere patrimoniale. Nel corso di tale attività è stata acquisita documentazione relativa a 2 persone fisiche e 1 impresa.

Riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

In questa parte vengono illustrati i dati relativi ai reati di cui all’art. 648-bis c.p. (riciclaggio) e 648-ter c.p. (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita) segnalati dalle Forze di polizia all’Autorità Giudiziaria nel corso del periodo in esame.
Va preliminarmente evidenziato che i dati attinenti alle menzionate fattispecie criminose non sono correlabili a quelli relativi alle segnalazioni di operazioni sospette esaminati in precedenza, tenuto conto:

  • dei tempi che trascorrono dalla ricezione di queste ultime all’eventuale avvio delle conseguenti attività investigative, peraltro complesse e di lunga durata;
  • che i delitti di riciclaggio e di impiego di denaro o beni di provenienza illecita possono concretizzarsi prescindendo dal ricorso agli intermediari finanziari.

Inoltre, i dati che si andranno ad evidenziare, desunti dalle segnalazioni SDI, riepilogano gli esiti delle attività investigative svolte con riguardo a due fattispecie di non facile accertamento, per la cui sussistenza è richiesto che l’autore non abbia commesso, o non abbia concorso, alla commissione dei reati presupposto di cui sono frutto il denaro o i beni oggetto.
In campo nazionale il numero delle informative di reato relative all’ipotesi di riciclaggio presentate nel 2° semestre registra una ulteriore flessione rispetto al periodo precedente (Tav.104)

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav104.png

Tav.104

L’istogramma a fianco evidenzia il numero di delitti segnalati all’Autorità Giudiziaria, distinti per regione (Tav. 105).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav105.png

Tav.105

Si rileva, con riferimento al 2° semestre 2013, come il numero di informative più significativo riguardi la Campania, con 86 segnalazioni di reato, la Lombardia e la Sicilia con 47, il Lazio con 45, la Liguria con 42, la Puglia e la Toscana con 41.
La tavola a fianco riepiloga, distintamente per regione, il numero delle persone denunciate (Tav.106).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav106.png

Tav.106

Si osserva, in proposito, come i dati di maggior rilievo riguardino la Lombardia, con 157 soggetti segnalati, il Lazio con 124, la Campania con 105, la Sicilia con 95, le Marche con 88, seguono la Liguria ed il Piemonte ri-spettivamente con 59 e 58.
Il prospetto a fianco riporta il numero delle persone tratte in arresto, distin-tamente per regione (Tav. 107).
Nel semestre considerato i dati più si-gnificativi riguardano la Campania, con 65 soggetti tratti in arresto, il Lazio e la Lombardia, con 53, la Li¬guria e la Puglia, con 43; seguono la Calabria e il Veneto, con 15.

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav107.png

(Tav. 107).

Relativamente alla cittadinanza dei presunti autori del reato in argo-mento, la tabella a fianco rappre-senta come, con riguardo agli stranieri, il maggior numero di de-nunciati sia di nazionalità rumena (67), marocchina (21) e albanese (19) (Tav. 108).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav108.png

(Tav. 108)

Tra gli stranieri tratti in arresto, si rileva, in particolare, che il maggior numero di costoro ha nazionalità rumena (31), tunisina (27) e albanese (8) (Tav. 109).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav109.png

(Tav. 109)

Per quanto attiene al delitto di cui all’art. 648-ter c.p., rispetto al 1° semestre 2013, il dato, in ambito nazionale, registra un leggero incremento (Tav. 110).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav110.png

(Tav. 110)

Il prospetto a fianco riporta il numero delle informative inoltrate all’Autorità Giudiziaria ripartito su base regionale (Tav. 111).
I dati più significativi riguardano la Campania, il Lazio, la Lombardia e la Sicilia, con 6 informative. Seguono Calabria e Sardegna, con 3, Abruzzo, Toscana e Veneto, con 2.

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav111.png

(Tav. 111)

Il prospetto a fianco riporta, distintamente per regione, il numero delle persone denunciate ex art. 648-ter c.p. (Tav. 112).
I dati più significativi interessano il Piemonte, con 17 soggetti segnalati, la Sicilia, con 13, la Campania e la Lombardia, con 10. Seguono il Lazio e la Sardegna, con 8.

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav112.png

(Tav. 112)

Il prospetto a fianco evidenzia il numero di persone arrestate con riferimento al reato in commento, ripartito su base regionale (Tav. 113). Rilevante il dato inerente alla Campania e alla Sicilia, con un totale di 16 soggetti tratti in arresto sui 29 arrestati a livello nazionale.

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav113.png

(Tav. 113)

Con riferimento alla cittadinanza degli stranieri denunciati ai sensi dell’art. 648-ter c.p., la tabella a fianco evidenzia la provenienza da Romania (15) e Moldavia (5) (Tav. 114).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav114.png

(Tav. 114)

Si riporta, di seguito, la tabella riepilogativi dei soggetti tratti in arresto per il reato suddetto (Tav. 115).

140808-dia-2-rel-sem-2013-tav115.png

(Tav. 115)

Articoli collegati

ComplianceNet: 

DIA: "Infiltrazioni criminali nell'economia legale, parte terza: appalti", 2° relazione semestrale 2012 (14 ottobre 2013)

logo dia

  • Fonte: Relazioni semestrali DIA (qui il testo originale e ufficiale di questo documento in formato pdf: si tratta di un documento di 328 pagine dal “peso” di 63 mega in formato pdf immagine difficile da scaricare, stampare e gestire e non conforme agli standard di accessibilità…); il testo qui pubblicato è disponibile anche nelle versioni mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt, le tabelle ed i grafici sono disponibili anche in formato xls e ods (conversioni a cura di ComplianceNet)

Documenti collegati:

Capitolo 5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale - b. Appalti

La prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale

1. L’attività istituzionale svolta nel settore degli appalti pubblici ha visto la D.I.A. impegnata sul versante operativo della prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata, con particolare riguardo ai lavori concernenti infrastrutture stradali, autostradali e ferroviarie, senza peraltro tralasciare opere di diversa natura.
Si segnalano, in particolare, i controlli effettuati su:

Nord

• potenziamento del nodo ferroviario di Genova, tratta Voltri Brignole;

 

• strada statale 415 Paullese;

 

• raccordo autostradale A4 — A21 in provincia di Brescia e di connessione della strada statale 36 dello Spluga col sistema auto stradale di Milano (lavori questi ultimi, rientranti nel macroprogetto "Corridoio plurimodale padano");

 

• collegamento tra la strada statale 12 Abetone-Brennero e la strada provinciale 80, in provincia di Mantova;

Centro

• costruendo asse viario Marche-Umbria;

 

• realizzazione delle linee 81 e C della Metropolitana di Roma;

 

• ristrutturazione della stazione ferroviaria Tiburtina della Capitale;

Sud e Isole

• ampliamento dell'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno;

 

• raddoppio della variante della strada statale 268 del Vesuvio;

 

• tratta ferroviaria Foggia-Caserta;

 

• ammodernamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria;

 

• ammodernamento della strada statale 106 tra Marina di Gioiosa Ionica (RC) ed Ardore (RC);

 

• adeguamento della strada statale 640 Porto Empedocle-Caltanissetta.

(xls e ods foglio p. 288 ndr)

È proseguita la consueta attività di monitoraggio nei confronti delle imprese direttamente impegnate nella realizzazione delle opere pubbliche, in uno con l'attività informativa volta a supportare le decisioni delle Prefetture competenti sulle richieste di iscrizione nelle “white list” da parte delle imprese (nota 1).

L’azione, volta ad individuare situazioni sintomatiche di criticità sotto il profilo di possibili tentativi d’infiltrazione mafiosa ai sensi dell'art. 10, comma 7, del D.P.R. 252/1998, ha condotto all’esecuzione di 447 monitoraggi nei confronti di altrettante imprese, così ripartiti per macro-aree geografiche (in raffronto col semestre precedente):

Area

I semestre 2012

Il semestre 2012

 

1° gen / 30 giu 2012

1° lug / 31 dic 2012

Nord

217

162

Centro

46

68

Sud

468

217

TOTALE

731

447

Monitoraggi svolti per macro-aree geografiche

(Tav. 148)

(xls e ods foglio p. 289-1 ndr)

Nel complesso, sono stati effettuati accertamenti nei riguardi di oltre 2.760 persone a vario titolo collegate alle suddette imprese.
Come si evince dalle successive rappresentazioni, il dato relativo al numero delle imprese attenzionate si è assestato, negli ultimi anni, attorno alle 1.100 unità.

Anno

2009

2010

2011

2012

Numero monitoraggi

555

1.164

1.033

1.178

Monitoraggi svolti nel periodo 2009/2012

(Tav. 149)

(xls e ods foglio p. 289-2 ndr)

I monitoraggi svolti, in taluni casi sono stati propedeutici ovvero conseguenti ad accessi ai cantieri, concordati nell’ambito dei Gruppi Interforze istituiti presso le Prefetture ex art. 5 del decreto interministeriale 14 marzo 2003. Nel corso dei 47 accessi operati nel semestre in esame, si è proceduto al controllo di 1.787 persone fisiche, 455 imprese e 1.020 mezzi.
Il maggior numero di accessi è stato operato in Sicilia, con 8 interventi. Si rilevano, poi, 7 accessi effettuati in Lombardia, 5 in Abruzzo e in Calabria, 4 in Campania, 3 in Piemonte e in Emilia Romagna,
Le varie attività di controllo svolte dalle articolazioni territoriali della DIA, hanno consentito, nel semestre in esame, l’emissione di 11 informative interdittive - 6 delle quali a seguito di accessi a cantieri - e 5 cosiddette “atipiche”, cioè prive di automatico effetto interdittivo.
Per completezza del quadro d’insieme, si riportano, dalla Tav. 150 alla Tav. 157, distintamente per regione, gli esiti dei singoli accessi eseguiti ai cantieri, con riferimento alle persone fisiche, alle imprese ed ai mezzi rilevati in loco.

Continua a leggere

Note

  1.  Vds. art. 1, comma 52, L. 6 novembre 2012, nr. 190.
ComplianceNet: 

DIA: "Infiltrazioni criminali nell'economia legale, parte seconda: usura", 2° relazione semestrale 2012 (8 ottobre 2013)

logo dia

  • Fonte: Relazioni semestrali DIA (qui il testo originale e ufficiale di questo documento in formato pdf: si tratta di un documento di 328 pagine dal “peso” di 63 mega in formato pdf immagine difficile da scaricare, stampare e gestire e non conforme agli standard di accessibilità…); il testo qui pubblicato è disponibile anche nelle versioni mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt, le tabelle ed i grafici sono disponibili anche in formato xls e ods (conversioni a cura di ComplianceNet)

Documenti collegati:

    Capitolo 5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale - c. Fenomeno usurario e racket delle estorsioni

    Tra le attività criminali dei sodalizi mafiosi, l’estorsione e l’usura conservano un ruolo primario, non solo in quanto antichi e consolidati strumenti di controllo del territorio, ma anche quale metodo di drenaggio di risorse economiche, poi disponibili anche per il finanziamento di ulteriori attività.
    Attraverso le estorsioni i gruppi mafiosi esercitano una sorta di prelievo diffuso, garantendosi costanti flussi di denaro ed inducendo nelle vittime una rassegnata accondiscendenza, che in determinate aree del Paese incrementa la considerazione ed il senso di soggezione nei riguardi delle consorterie mafiose.
    L’usura, inoltre, offre la possibilità di reinvestire i capitali illeciti in un mercato finanziario occulto ed estremamente remunerativo, caratterizzato anch’esso da una condizione di assoggettamento delle vittime.

    La sinergia tra condotte estorsive ed usurarie

    In ultimo, la pianificata sinergia tra condotte estorsive ed usurarie costituisce, nelle strategie della criminalità organizzata, un potente mezzo di infiltrazione nel tessuto legale che consente, come esito finale, di assumere il reale controllo, se non addirittura la titolarità, di attività imprenditoriali originariamente sane.
    L’analisi dei riscontri investigativi del semestre in esame conferma che l’attività estorsiva si manifesta mediante una varietà di atti intimidatori.
    La fase iniziale delle condotte delittuose consiste frequentemente in piccoli danneggiamenti, nel recapito di oggetti simbolici o di lettere anonime minatorie, in furti di materiale e incendi di beni strumentali.
    A queste iniziative, segue spesso l’autonoma ricerca, da parte delle vittime, di interlocuzioni con il tessuto criminale locale, per la conseguente richiesta di protezione. La pratica estorsiva viene esercitata nei più svariati settori economici, commerciali e imprenditoriali e dei pubblici appalti, e continua ad essere posta in essere, non solo attraverso la pretesa di pagamento del classico pizzo, ma anche con l’imposizione di forniture, servizi e manodopera (nota 7);.

    L'intimidazione delle vittime

    A fattor comune, nelle condotte delittuose di che trattasi, caratterizzate da intimidazioni di diversa natura, emerge nelle vittime una riluttanza a rivolgersi agli organi di polizia, nel timore di subire pesanti ritorsioni contro l’incolumità personale e quella dei propri beni.

    La diffusione della cultura della legalità

    Un forte sostegno alla prevenzione e contrasto al fenomeno estorsivo continua a pervenire da vari movimenti di reazione sociale, impegnati in progetti e iniziative finalizzati a promuovere e diffondere i valori di legalità, solidarietà e, soprattutto, di salvaguardia dei diritti e delle libertà individuali, per affermare il rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione.
    In tale contesto, si menzionano:

    • il 30 agosto 2012, a Palermo, II Ministro dell’interno Cancellieri ha partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato “Addiopizzo” in memoria dell’imprenditore Libero Grassi, simbolo di ribellione alle violenze del racket delle estorsioni e per questo ucciso dalla mafia 21 anni fa;
    • il 6 novembre 2012, a Foggia, si è tenuta la “Giornata per la trasparenza e legalità” organizzata dalla locale Prefettura, dalla Federazione antiracket italiana (Fai) e dall’Associazione Libera, dedicata alla ricorrenza del ventennale della morte dell’imprenditore edile pugliese Giovanni Panunzio, vittima della criminalità organizzata per aver denunciato i propri estorsori;
    • il Commissario straordinario del Governo per le iniziative antiracket si è costituito parte civile in tre distinti procedimenti penali contro associazioni mafiose dedite alle estorsioni, in corso presso le competenti Autorità Giudiziarie (nota 8);
    • dal 22 novembre al 21 dicembre, a Napoli, si è svolta la “Campagna di sensibilizzazione Cento strade. Natale antiracket”. Il Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007 – 2013” ha finanziato due progetti, uno finalizzato al sostegno e all’espansione del “Consumo critico”, realizzato in partenariato con la Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane (FAI), l’altro denominato “Costituzione di una rete per il consumo critico antiracket”, realizzato con l’associazione “Addio pizzo”. L’iniziativa ha visto le Autorità nazionali e locali ed i rappresentati delle Forze dell’Ordine - accompagnati dai Sindaci, dalle delegazioni delle locali associazioni antiracket e da studenti delle scuole - incontrare gli esercenti di piccole città e dei grandi capoluoghi della Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, per invitarli a non accettare la sottomissione al racket. L’obiettivo principale è stato quello di sensibilizzare i consumatori ad orientare gli acquisti natalizi verso i prodotti “pizzo free” sostenendo, in tal modo, gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare.

    Dall’analisi dei fatti di natura estorsiva denunciati, si rileva un aumento delle segnalazioni di reato in tutte e quattro le regioni tradizionalmente afflitte da maggiore incidenza mafiosa.
    Le segnalazioni SDI, nel semestre in esame, risultano in crescita anche in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Sardegna.
    Le restanti regioni evidenziano un decremento dei fatti segnalati.
    Le relative incidenze sono visibili nel grafico che segue (Tav. 160), che mette a confronto il primo semestre ed il secondo semestre 2012 per ogni regione considerata.

    ESTORSIONE
    (Fatti reato - Regione)

    La distribuzione su base regionale evidenzia il diffuso aumento delle segnalazioni per il reato di estorsione

    131008-dia-infiltrazioni-criminali-eco/131008-dia-infiltrazioni-criminali-economia-legale-usura-img1.png


    Fonte FastSDI - Ministero dell’Interno - Dipartimento della PS. (estrazione dati al 15.01.2013)
    (Tav. 160)
    (xls e ods foglio p. 304 ndr)

    ComplianceNet: 

    DIA: "Infiltrazioni criminali nell'economia legale, parte prima: antiriciclaggio", 2° relazione semestrale 2012 (29 sett. 2013)

    logo dia

    • Fonte: Relazioni semestrali DIA (qui il testo originale e ufficiale di questo documento in formato pdf: si tratta di un documento di 328 pagine dal “peso” di 63 mega in formato pdf immagine difficile da scaricare, stampare e gestire e non conforme agli standard di accessibilità…); il testo qui pubblicato è disponibile anche nelle versioni mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt, le tabelle ed i grafici sono disponibili anche in formato xls e ods (conversioni a cura di ComplianceNet)

    Documenti collegati:

    Capitolo 5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale - a. Antiriciclaggio

    Segnalazioni di operazioni sospette

    Nel 2° semestre 2012, il numero di segnalazioni di operazioni sospette ricevute dall'U.I.F (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia) è stato pari a 5.263 rispetto alle 10.773 del semestre precedente. La flessione è dovuta a una contingenza tecnica, essendo il sistema interessato da una transizione verso un nuovo applicativo informatico per la ricezione delle segnalazioni.
    Per la stessa ragione, il dato relativo al 2012 risulta essere in apparente controtendenza rispetto al progressivo incremento manifestatosi negli ultimi 5 anni, così come riportato nel prospetto che segue (Tav. 127):

    Il flusso delle segnalazioni di operazioni sospette pervenute dell’U.I.F.

    Anno di riferimento

    Segnalazioni pervenute

    2007

    11.770

    2008

    13.258

    2009

    18.217

    2010

    26.093

    2011

    29.971

    2012

    16.036

    (Tav. 127)
    (xls e ods foglio p. 271 ndr)

    Il numero delle segnalazioni “trattenute”, per il periodo in esame, è stato di 149 (194 nel precedente semestre) tutte inviate alle articolazioni territoriali della D.I.A. per approfondimenti volti all’eventuale avvio di indagini di polizia giudiziaria o di procedimenti di prevenzione.
    Ai fini di una migliore valutazione dell’attività svolta, si riportano, di seguito, alcune osservazioni di carattere statistico, elaborate tramite l'applicativo GE.S.O.S. (Gestione Segnalazioni Operazioni Sospette), in dotazione alla D.I.A. per approfondimenti volti all’eventuale avvio di indagini di polizia giudiziaria o di procedimenti di prevenzione.
    Nella seguente tabella, concernente la suddivisione del territorio nazionale in tre macroaree geografiche, viene evidenziata, in termini percentuali, la provenienza delle segnalazioni (Tav. 128)

    Segnalazioni pervenute divise per area geografica

    Italia settentrionale

    2.108

    40,05%

    Italia centrale

    1.763

    33,50%

    Italia meridionale e isole

    1.392

    26,45%

    Totale

    5.263

     

    (Tav. 128)
    (xls e ods foglio p. 272 ndr)

    La suddivisione per macroarea geografica

    Nel periodo in esame, emerge che la buona parte delle segnalazioni proviene dalla macroarea relativa alle regioni settentrionali (40,05%), confermando una consistente partecipazione da parte dei soggetti finanziari tenuti alla cooperazione attiva.
    Segue, confermando il trend passato, la macroarea relativa alle regioni centrali (33,50%) ed infine quella delle regioni meridionali e delle isole (26,45%).
    Dal prospetto che segue si rileva come, delle 149 segnalazioni trattenute, ritenute potenzialmente riconducibili ad attività finanziarie correlate alla criminalità organizzata, 64 (42,95%) riguardano l’Italia settentrionale, 41 (27,52%) l’Italia centrale, mentre 44 (29,53%) provengono dalle regioni dell’Italia meridionale ed insulare (Tav. 129).

    Segnalazioni trattenute divise per area geografica

    Italia settentrionale

    64

    42,95%

    Italia centrale

    41

    27,52%

    Italia meridionale e isole

    44

    29,53%

    Totale

    149

     

    (Tav. 129)
    (xls e ods foglio p. 272-2 ndr)

    Per analizzare in dettaglio la situazione concernente la distribuzione geografica delle segnalazioni, la tabella seguente evidenzia gli stessi dati disaggregati per regioni, indicando per ciascuna di esse l’incidenza percentuale e dando conto delle segnalazioni trattenute per gli approfondimenti investigativi TAV 130.
    Continua a leggere

    ComplianceNet: 

    Pagine