Banca d'Italia

Banca d'Italia: convegno "Il governo societario e la sana e prudente gestione delle banche", Roma 25 settembre 2012

Per discutere il tema della governance, i risultati conseguiti dalle banche e le azioni da intraprendere per rafforzare efficacia e funzionalità degli organi aziendali, la Banca d'Italia ha organizzato martedì 25 settembre un Convegno dal titolo "Il governo societario e la sana e prudente gestione delle banche", con la partecipazione di esponenti dei principali gruppi bancari, degli organismi associativi, delle altre Autorità di controllo, del mondo accademico e delle professioni.
La partecipazione al convegno è a invito.

Programma

  • 8,30 - Registrazione
  • 9,00 - Indirizzo di saluto di Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia
  • 9,15 - Tavola rotonda, Introduzione e coordinamento di Luigi Federico Signorini, Direttore Centrale per l’Area Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia
  • 9,30 - Sessione 1: Dinamiche e ruoli all’interno dell’organo amministrativo, Giovanni Bazoli, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo SpA, Guido Ferrarini, Università degli Studi di Genova, Paola Sapienza, Kellogg School of Management, Northwestern University
  • 11,00 - Coffee break
  • 11,30 - Sessione 2: Gestione e presidi dei conflitti di interesse, Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di Unicredit SpA, Piergaetano Marchetti, Università Commerciale Luigi Bocconi, Luigi Zingales, The University of Chicago Booth School of Business
  • 13,00 - Conclusioni di Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia

Link

  • Programma del convegno (pdf, 173 K, 2 pp.)
ComplianceNet: 

UIF: "Comunicato sulla segnalazione di operazioni sospette" (3 settembre 2012)

  • Fonte: Comunicato UIF (qui in pdf , 85 K, 2 pp.)

(Nel seguito il testo completo del comunicato ndr)
In data 4 maggio 2011, l'Unità di Informazione Finanziaria ha emanato il provvedimento che disciplina il nuovo sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, finanziamento del terrorismo o di programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa. La revisione del sistema ha comportato l'introduzione di un nuovo modello segnaletico i cui contenuti sono disponibili all'indirizzo web http://www.bancaditalia.it/UIF/prev-ricic/sos/normsos/norm-circ/revisione-sistema-gestione-operazioni-sospette.

Si è riscontrato che diversi segnalanti disattendono le regole segnaletiche, determinando le seguenti criticità:

a) Mancata strutturazione di informazioni rilevanti

Si è frequentemente riscontrato che informazioni presenti nelle sezioni descrittive ("descrizione dell'operatività sospetta" e "motivi del sospetto") non sono riportate anche nei campi strutturati, appositamente dedicati ad accogliere tali informazioni secondo le codifiche previste (nota 1).
Al riguardo si sottolinea che le regole segnaletiche stabiliscono che:

  • Soggetti. I soggetti coinvolti a vario titolo nell'operatività sospetta segnalata - anche se non clienti (es. controparti di operazioni finanziarie) - devono essere tutti inseriti nella sezione "soggetto", fornendo tutti i dettagli anagrafici previsti (ove a conoscenza del segnalante) e le informazioni inerenti al profilo economico di ciascuno (ateco, sottogruppo attività economica e condizione lavorativa);
  • Provvedimenti. L'esistenza di provvedimenti riferibili all'operatività sospetta segnalata di cui il segnalante sia a conoscenza deve essere sempre indicata nell'apposita sezione "provvedimento", riportando tutti i dati disponibili;
  • Fenomeni. Qualora l'operatività segnalata sia riconducibile a uno specifico fenomeno diffuso dalla UIF, lo stesso deve essere sempre indicato (nota 2) . Si informa che è in corso la revisione del sistema normativo in merito alla segnalazione dei fenomeni;
  • Operazioni. Tutte le operazioni ritenute rilevanti nell'ambito dell'operatività segnalata, spesso riportate esclusivamente nella parte testuale della segnalazione, devono essere inserite nell'apposita sezione "operazione" e devono sempre essere resi noti, laddove conosciuti, gli attributi di specifiche tipologie di operazioni poste in essere (es. assegni, bonifici, disposizioni di trasferimento);
  • Rapporti. Devono sempre essere indicati tutti i rapporti movimentati dalle operazioni sospette segnalate, anche quelli non intrattenuti presso il segnalante.

Banca d'Italia: Consultazione su "Disposizioni di vigilanza per le banche: controlli interni, ICT, continuità (4 settembre 2012)

Il 4 settembre 2012 la Banca d’Italia ha pubblicato sul proprio sito web il documento in consultazione "Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche: sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa" (qui in pdf, 229 K, 84 pp.) insieme al documento "Relazione preliminare sull’analisi d'impatto della regolamentazione" (qui in pdf, 96 K, 18 pp.).
La consultazione si chiude il 3 novembre 2012.
Scrive Banca d’Italia:
"La crisi finanziaria ha fornito importanti indicazioni sulla centralità che la governance e i sistemi dei controlli interni ricoprono all’interno degli intermediari finanziari. Carenze su tali aspetti possono infatti mettere a repentaglio la sana e prudente gestione delle banche e la stabilità del sistema finanziario. Muovendo da questa consapevolezza, le autorità internazionali impegnate nella revisione del quadro regolamentare hanno emanato specifiche raccomandazioni.
La disposizioni di vigilanza proposte dalla Banca d'Italia sui controlli interni delle banche e dei gruppi bancari, recependo tali orientamenti e allineandosi alle previsioni della proposta di direttiva CRD4, mirano a promuovere il rafforzamento della capacità delle banche di gestire i rischi aziendali. La nuova disciplina intende inoltre razionalizzare il quadro normativo preesistente alla luce dei provvedimenti emanati in materia negli ultimi anni. (…) Nel complesso, un più robusto sistema dei controlli interni e una più efficace gestione dei rischi possono senz’altro contribuire a contenere le perdite per le banche. Peraltro, interventi sul sistema dei controlli interni comportano anche costi, legati principalmente all’esigenza di dotare le funzioni di controllo di più risorse e maggiormente qualificate, di modificare procedure e processi".

Il sistema informativo

Per quanto riguarda "Il sistema informativo" Banca d’Italia ricorda che "anche il sistema informativo ricopre un ruolo fondamentale per il perseguimento degli obiettivi strategici e operativi degli intermediari".
Nella proposta normativa vengono declinati in particolare i principi generali di governo e organizzazione dell’ICT nella banca e nel gruppo bancario. Sono indicati i processi di gestione essenziali e le misure minime di sicurezza da adottare, al fine di aumentare la capacità per le banche di contenere efficacemente il rischio operativo e di fronteggiare in modo tempestivo ed efficiente le esigenze di evoluzione e cambiamento. Le concrete misure da adottare potranno essere individuate dall’intermediario sulla base della complessità della sua operatività e in linea con standard e best practices internazionali.
Rispetto alla vigente disciplina le disposizioni in consultazione contengono previsioni più ampie e dettagliate; tra esse, alcune sono suscettibili di produrre importanti ricadute per gli intermediari.
Tra le previsioni innovative che possono produrre rilevanti effetti economici per le banche, sono state considerate ai fini AIR, in virtù dei margini di discrezionalità: 

  • l'obbligo di formalizzare il quadro di riferimento per l’analisi del rischio informatico con l’approvazione del massimo livello di tolleranza del rischio informatico;
  • l'istituzione della figura del Direttore dei sistemi informativi o equivalente.

Documenti collegati

  • Banca d’Italia, "Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche: sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa" (qui in pdf, 229 K, 84 pp.) e "Relazione preliminare sull’analisi d'impatto della regolamentazione" (qui in pdf, 96 K, 18 pp.).

Articoli collegati

Banca d'Italia: piano audit su misure sicurezza informatica e procedure continuità per i mercati regolamentati (31 agosto 2012)

Le "Istruzioni di Vigilanza sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali di negoziazione all'ingrosso di titoli di Stato, sui sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro, nonché sulle relative società di gestione e soggetti gestori " (qui in pdf, 708 K, 36 pp.)  pubblicate da Banca d'Italia il 31 agosto 2012 richiedono agli intermediari soggetti al Provvedimento che annualmente sia predisposto un "piano di audit" relativo alle verifiche delle strutture tecnologiche e informatiche rilevanti per l'offerta dei servizi di negoziazione, con particolare riferimento alle misure di sicurezza informatica poste in essere e alle procedure di continuità operativa previste. Il piano di audit descrive anche le verifiche che si intendono effettuare per rispondere ai requisiti previsti nelle linee guida dell'ESMA.
Tali verifiche, scrive Bankit, "sono effettuate da soggetti terzi ovvero da strutture interne ai soggetti gestori, purché diverse ed indipendenti da quelle produttive".
I risultati delle verifiche sono comunicate "tempestivamente" alla Banca d'Italia unitamente alle misure adottate e da adottare per la rimozione delle disfunzioni rinvenute, specificando i relativi tempi di attuazione.
Di seguito il testo completo del paragrafo "47. Relazione sui risultati delle verifiche della struttura informatica e sulla gestione dei rischi" delle Istruzioni di Vigilanza.

Banca d'Italia: "Istruzioni di Vigilanza sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali (...)", 31 agosto 2012

Il 31 agosto 2012 la Banca d'Italia ha pubblicato il "Provvedimento" datato 28 agosto 2012 dal titolo "Istruzioni di Vigilanza sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali di negoziazione all'ingrosso di titoli di Stato, sui sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro, nonché sulle relative società di gestione e soggetti gestori" (qui in pdf , 708 K, 36 pp.).
Scrive Bankit: "Il provvedimento e le unite Istruzioni di vigilanza saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione. Dalla data di entrata in vigore delle presenti Istruzioni è abrogato il Provvedimento Banca d'Italia e Consob del 24 gennaio 2002".
Di seguito la "Premessa", il paragrafo "45. Relazione sulla struttura organizzativa" e l'Indice del documento.

Premessa

In considerazione della particolare rilevanza che riveste la negoziazione all'ingrosso dei titoli di Stato ai fini della gestione del debito pubblico, dell'efficiente meccanismo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria e della stabilità finanziaria, il TUF riserva alle sedi di negoziazione di tali strumenti una disciplina specifica.
Al Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, sono affidati i poteri di disciplinare e autorizzare i mercati regolamentati nei quali vengono trattati all'ingrosso titoli di Stato, nonché di approvarne i regolamenti. Alla Banca d'Italia e alla CONSOB competono sia funzioni consultive rispetto all'esercizio dei suddetti poteri ministeriali sia compiti di vigilanza ripartiti dalla legge fra le stesse.
È anche affidato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, il compito di disciplinare i requisiti minimi di funzionamento dei sistemi multilaterali di negoziazione all'ingrosso di titoli di Stato. La vigilanza su tali sistemi è affidata, sin dal momento dell'autorizzazione e in via continuativa, alla Banca d'Italia, sentita la CONSOB.
Obiettivi dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia sulle sedi di negoziazione sono l'efficienza complessiva del mercato e l'ordinato funzionamento delle negoziazioni.
Per garantire il corretto meccanismo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria e per la salvaguardia della stabilità finanziaria, alla Banca d'Italia è inoltre affidata la vigilanza sull'efficienza e sul buon funzionamento dei sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro nonché sui soggetti che gestiscono tali sistemi.
Nel formulare le presenti Istruzioni di vigilanza, la Banca d'Italia ha tenuto in considerazione la necessità di fornire alle società di gestione dei mercati regolamentati e ai soggetti gestori dei sistemi multilaterali di negoziazione all'ingrosso su titoli di Stato e dei sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro una disciplina uniforme avente ad oggetto i termini e le modalità attraverso i quali adempiere agli obblighi di vigilanza.
Per i sistemi multilaterali di negoziazione all'ingrosso su titoli di Stato e per i sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro che siano gestiti da banche o imprese di investimento, le presenti Istruzioni non pregiudicano né sostituiscono le vigenti disposizioni normative europee e nazionali in materia di intermediari e pertanto restano ferme le norme di settore integrate dalle presenti Istruzioni per quanto attiene agli aspetti specifici connessi alla gestione dei sistemi.
Le presenti Istruzioni contengono frequenti rinvii alle disposizioni contenute nel TUF, nei decreti del Ministro dell'Economia e delle Finanze 22 dicembre 2009, n. 216 e del Ministro del tesoro 11 novembre 1998, n. 471 che, per facilità di lettura, sono state per lo più riprodotte nel testo e nelle note. Resta ovviamente inteso che siffatti richiami, nonché quelli ad ulteriori fonti normative, devono intendersi riferiti alle predette fonti ivi comprese quelle che eventualmente le avranno sostituite al momento in cui le presenti Istruzioni sono applicate.

45. Relazione sulla struttura organizzativa

Il consiglio di amministrazione o l'organo che svolge funzioni equivalenti nelle società di gestione dei mercati e nei soggetti gestori dei sistemi multilaterali invia, con cadenza annuale, alla Banca d'Italia una relazione sugli interventi organizzativi posti in essere in materia di:

  • separatezza tra le funzioni operative e quelle di controllo;
  • gestione di possibili situazioni di conflitto di interessi nell'assegnazione delle competenze;
  • attività di controllo sulla gestione con individuazione di compiti e responsabilità, con particolare riguardo ai compiti di rilevazione e correzione delle irregolarità riscontrate;
  • procedure di reporting ai diversi livelli delle strutture aziendali con specifico riferimento all'informativa sulle anomalie riscontrate e sugli interventi adottati per la loro rimozione.

La relazione riferisce inoltre sui seguenti aspetti:

UIF: Rapporto annuale 2011 (7 agosto 2012)

Il 7 agosto 2012 l' Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato sul proprio sito il "Rapporto annuale 2011" (qui in pdf, 871 K, 89 pp.)
Di seguito la "Premessa", la "Sintesi" dei contenuti e l'Indice del documento.

Premessa

Il presente rapporto illustra l'attività svolta nel 2011 dall'Unità di informazione finanziaria (UIF) nell'ambito dell'apparato preposto alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale.
L'art. 6, comma 5, del D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal D.lgs. 25 settembre 2009, n. 151, prevede che il rapporto sia trasmesso al Parlamento per il tramite del Ministro dell'Economia e delle finanze, accompagnato da una relazione della Banca d'Italia sui mezzi finanziarie sulle risorse conferiti all'UIF e da un parere sull'azione dell'Unità redatto dal Comitato di esperti costituito ai sensi del comma 4 del medesimo articolo.

Sintesi

Nel corso del 2011 l'UIF ha svolto un'intensa attività sia sul versante internazionale, nelle molteplici sedi nelle quali si promuove il continuo affinamento degli strumenti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, sia su quello interno, che continua a registrare una notevole crescita del flusso delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS).
Nelle competenti sedi internazionali i lavori sono  stati finalizzati a rafforzare l'apparato di principi e regole per la prevenzione  e il contrasto del riciclaggio di denaro di provenienza illecita e del finanziamento del terrorismo e dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa.
In particolare, il Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), sotto la presidenza italiana, ha completato la revisione delle 40 + 9 Raccomandazioni, adottando, nel febbraio del 2012, nuovi  International Standards on Combating Money Laundering and the Financing of Terrorism  &Proliferation, compendiati in 40 Raccomandazioni.
Nell'ambito dell'Unione Europea sono continuati gli approfondimenti volti ad individuare i profili di criticità emersi nell'applicazione delle regole comunitarie antiriciclaggio; alla luce dei risultati delle analisi in corso e dei nuovi standard GAFI, ci si appresta ora ad una revisione della Direttiva2005/60/CE (cd. terza Direttiva antiriciclaggio) e degli altri provvedimenti comunitari in materia.
Sul versante nazionale, l'UIF si è impegnata a far fronte alla perdurante tendenza alla crescita delle segnalazioni di operazioni sospette. Nel corso del 2011 ne sono pervenute 49.075, con un aumento del 31,5 % rispetto all'anno precedente.
Al rilevante aumento delle segnalazioni in entrata  è corrisposto un incremento delle segnalazioni esaminate: complessivamente, sono state analizzate e trasmesse al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) 30.596 segnalazioni,  con una crescita, rispetto all'anno precedente, del 13,4 %.
Nonostante i continui aumenti di produttività conseguiti dall'Unità nell'analisi finanziaria delle SOS, l'ingente e perdurante crescita del numero di segnalazioni in entrata ha determinato un incremento dello stock di SOS in attesa di lavorazione.
In collaborazione con le altre autorità componenti  l'apparato antiriciclaggio nazionale, l'UIF ha individuato e sta attivando le  opportune misure regolamentari e organizzative finalizzate a fronteggiare il flusso crescente delle segnalazioni. A tal fine l'Unità si è impegnata in una profonda revisione dei processi operativi attraverso l'adozione di criteri e di strumenti che consentano di graduare l'ampiezza e la profondità delle analisi al livello di rischio delle singole segnalazioni. Importanti, anche sotto questo profilo, sono le opportunità offerte dal nuovo efficace sistema informatico di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette attraverso la rete internet (RADAR) interamente realizzato all'interno dell'Istituto in collaborazione con i competenti Servizi della Banca. Sempre più ambiziosi obiettivi s'intendono conseguire nel prossimo futuro, con l'attuazione del progetto di  Data Warehouse, che consentirà un migliore sfruttamento del patrimonio informativo dell'Unità.

ABI, CIPA: "Rilevazione stato automazione del sistema creditizio. Profili tecnologici e di sicurezza, anno 2011" (3 agosto 2012)

Il 2 agosto 2012 sul sito CIPA (www.cipa.it) è stato pubblicato la "Rilevazione dello stato dell'automazione del sistema creditizio. Profili tecnologici e di sicurezza, anno 2011" (qui in pdf  , 537 76 pp.), rapporto, dedicato a "Patrimonio applicativo, processi e metodologie, scelte tecnologiche".
La "Rilevazione dello stato dell'automazione del sistema creditizio", curata annualmente dalla CIPA (Convenzione Interbancaria per i Problemi dell'Automazione) in collaborazione con l'ABI, dal 2010 è strutturata in due parti distinte, una dedicata ai profili economici e organizzativi dell'IT, l'altra all'utilizzo delle tecnologie.
Il rapporto ora pubblicato, "Patrimonio applicativo, processi e metodologie, scelte tecnologiche" , analizza in modo puntuale lo sviluppo applicativo e le scelte del sistema bancario italiano. Il lavoro fornisce un quadro articolato del cosiddetto "parco applicativo aziendale", dei principali aspetti metodologici del processo di sviluppo e del ciclo di vita del software e traccia una panoramica delle scelte tecnologiche che lo caratterizzano.
L'indagine è stata condotta su un duplice campione di 22 gruppi bancari e 23 banche singole, che rappresentano, in termini di sportelli e dipendenti, l'80% del sistema bancario italiano.

Nel seguito l'Introduzione, le "Sintesi dei risultati dell'indagine" e il sommario della "Rilevazione".

Introduzione

La Rilevazione dello stato dell'automazione del sistema creditizio ha l'obiettivo di fornire una visione d'insieme dell'utilizzo dell'Information Technology nelle banche, analizzando, senza alcuna pretesa di esaustività, i diversi profili dell'IT nelle aziende che aderiscono all'iniziativa: aspetti economici, organizzativi, tecnologici e di sicurezza.
Dal 2010 la  Rilevazione è strutturata in due pubblicazioni distinte, dedicate rispettivamente ai profili economici e organizzativi dell'IT e all'utilizzo delle tecnologie in rapporto all'operatività bancaria e alle esigenze di contenimento e controllo del rischio informatico.
Il presente rapporto, dedicato agli aspetti tecnologici, approfondisce il tema dello sviluppo applicativo. L'obiettivo dell'analisi è cogliere le particolarità che caratterizzano il processo di sviluppo software nel sistema creditizio italiano, delineandone strategie e scelte con riferimento alle metodologie di sviluppo, all'utilizzo di linguaggi e strumenti innovativi, ai presidi per la sicurezza applicativa. Il riferimento temporale è dicembre 2011.
Allo scopo di consentirne la consultazione da parte di un pubblico più ampio rispetto a quello tradizionale degli "addetti ai lavori", il rapporto è reso disponibile sui siti internet della CIPA (www.cipa.it) e dell'ABI (www.abi.it).
La Presidenza della CIPA e la Direzione Generale dell'ABI esprimono apprezzamento per il contributo fornito dalle banche partecipanti alla Rilevazione e ringraziano i componenti del gruppo di lavoro che ha condotto l'indagine e redatto il presente rapporto.
IL PRESIDENTE DELLA CIPA, Sandro APPETITI    
IL DIRETTORE GENERALE DELL'ABI, Giovanni SABATINI

Banca d'Italia: Relazione sull'attività dell'Arbitro Bancario Finanziario – anno 2011 (1° agosto 2012)

La Banca d'Italia ha pubblicato la relazione sull'attività svolta nel 2011 dall'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il sistema istituito nel 2009 per affrontare il contenzioso tra intermediari e clienti in una sede alternativa a quella giudiziaria, in modo altrettanto imparziale e professionale, con costi minimi e tempi contenuti.
Per favorire la conoscenza degli orientamenti dell'Arbitro anche presso il grande pubblico, la relazione contiene una selezione dei casi affrontati dai Collegi con riferimento ai prodotti e ai servizi più diffusi, alla quale si affianca da quest'anno, per gli operatori del diritto e per chiunque voglia approfondire il contenuto delle decisioni, una rassegna dettagliata dei principi giuridici affermati dall'ABF.
Scrive l'ABF: "il numero dei ricorsi presentati all'Arbitro durante questo primo biennio di attività fornisce  un'indicazione sulla consistenza del contenzioso: sono infatti 6.987 i ricorsi pervenuti, che dimostrano anche il grado di consapevolezza raggiunto dagli utenti circa i diritti che la normativa, in  particolare del Testo unico bancario, riconosce loro. Nello stesso periodo, i tre Collegi hanno adottato  4.548 decisioni, di cui 2.760 nel solo 2011. Dei 2.760 ricorsi giunti a decisione l'anno scorso, il  62% ha avuto un esito favorevole per il cliente. (…)
Sul piano dei rapporti tra ABF e attività di vigilanza, ferma la reciproca separatezza e la  piena indipendenza dei Collegi, le pronunce dell'Arbitro hanno costituito un fondamentale elemento  informativo utilizzato nell'esercizio della funzione normativa e di controllo degli intermediari. Vari  interventi di vigilanza adottati nel 2011 nei confronti di singoli intermediari sono stati infatti  assunti anche sulla base delle informazioni desumibili dalle procedure di ricorso all'ABF e dalle  relative decisioni".
Nel seguito la "Prefazione" e l'indice del documento

Link

  • Relazione sull'attività dell'Arbitro Bancario Finanziario – anno 2011 (pdf, 121 pp  1.7 M)

Presentazione (da Relazione sull'attività dell'Arbitro Bancario Finanziario – anno 2011)

La Banca d'Italia – in linea con gli orientamenti emersi in ambito nazionale, europeo e da  ultimo internazionale – ha condotto in questi anni una vasta azione per garantire la trasparenza  e la correttezza sostanziale nelle relazioni tra intermediari e clienti. Ha contribuito a definire il  quadro regolamentare, ha rafforzato l'azione di controllo, ha dato impulso a nuove iniziative per la  tutela della clientela. Tra queste si inserisce l'istituzione del sistema stragiudiziale Arbitro Bancario  Finanziario (ABF), che ha richiesto un impegno consistente in termini di mezzi, strutture, risorse  umane.

ComplianceNet: 

Banca d’Italia e CONSOB: modifiche al regolamento congiunto in materia di politiche di remunerazione (25 luglio 2012)

Fonte: sito CONSOB
La Banca d'Italia e la Consob hanno pubblicato oggi (25 luglio 2012 ndr) sui rispettivi siti internet l'atto (qui in pdf formato immagine) recante le modifiche al Regolamento congiunto del 29 ottobre 2007, emanato ai sensi dell'art. 6, comma 2-bis del TUF. Le modifiche sono volte a recepire la Direttiva 2010/76/UE (c.d. Crd 3) in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.
Vengono inoltre pubblicate  le risposte ricevute nel corso della consultazione pubblica e il documento di resoconto della consultazione in cui sono fornite, tra l'altro, indicazioni sulle regole applicabili ai promotori finanziari.
(Di seguito il testo completo dell’atto di modifica in formato testo, conversione a cura di ComplianceNet ndr).

Modifiche al regolamento congiunto della Banca d’Italia e della Consob del 29 ottobre 2007 (emanato ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico della Finanza) per il recepimento della Direttiva 2010/76 (CRD 3) in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione

La Banca d’Italia e la Commissione Nazionale per la Società e la Borsa

VISTO il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (di seguito, “TUF”) e successive integrazioni e modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (di seguito, “TUB”); .
VISTO il regolamento congiunto della Banca d’Ita1ia e della Consob emanato ai sensi del1’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico della Finanza, del 29 ottobre 2007 (di seguito, “regolamento congiunto”), recante disposizioni sui sistemi di organizzazione, amministrazione e controllo, gestione del rischio, gestione dei conflitti di interesse ed esternalizzazione nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento;
VISTA la direttiva 2010/76/CE del 24 novembre 2010, che modifica le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE per quanto riguarda i requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e le ricartolarizzazioni e il riesame delle politiche remunerative da parte delle autorità di vigilanza, ai sensi della quale - tra l'altro - le banche e le imprese di investimento devono dotarsi di politiche e prassi remunerative che riflettano e promuovano una sana ed efficace gestione dei rischi;
VISTE le linee guida emanate da11’Autorità Bancaria Europea (ABE) in attuazione della direttiva 2010/76/CE, del 10 dicembre 2010, recanti principi volti a favorire l’effettiva e omogenea applicazione delle norme sulle politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nelle imprese di investimento;
VISTI il provvedimento della Banca d’Italia del 30 marzo 2011, recante disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari, emanato ai sensi degli art. 53 e 67 del TUB, e il relativo atto di emanazione recante il regime transitorio per 1’entrata in vigore delle disposizioni;
VISTA la legge 15 dicembre 2011, n. 217 recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti da1l’appartenenza dell’Ita1ia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010 (“comunitaria 2010”), e in particolare 1’art. 22, comma 2, che modifica il TUB e il TUF al fine di dare diretta attuazione alla direttiva 2010/76;

ComplianceNet: 

UIF: Bollettino semestrale, gennaio - giugno 2012 (25 luglio 2012)

L'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato sul proprio sito web il "Bollettino semestrale, gennaio - giugno 2012" (qui in pdf, 365 K, 59 pp.).
Nel seguito la "Presentazione" del Bollettino, il paragrafo relativo alle "Novità normative" e l'Indice del documento.

Presentazione del Bollettino semestrale UIF, gennaio - giugno 2012

È proseguita nel primo semestre del 2012 la cospicua crescita delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate all'UIF: sono state infatti 34.458 le segnalazioni pervenute attraverso il nuovo sistema di raccolta e gestione "RADAR", con un incremento, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 44,3%.
Per la prima volta si è assistito a una robusta crescita - anche se i valori assoluti restano modesti - delle segnalazioni inoltrate dai professionisti e operatori non finanziari, passate da 223 nel primo semestre 2011 a 1113 nel primo semestre dell'anno in corso, soprattutto per il contributo dato dal notariato (dalle 195 nell'intero 2011 a 844 nel periodo in esame).
Di contro, si è accentuata la flessione delle segnalazioni di sospetto finanziamento del terrorismo e dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa, che sono passate da 239 nell'anno 2011 a 83 nel primo semestre 2012.
Sono stati 756 i soggetti obbligati delle varie categorie che hanno effettuato nel corso del semestre almeno una segnalazione. Di questi, 521 sono banche, che continuano a essere di gran lunga le più attive dal punto di vista segnaletico. Limitato è il numero dei segnalanti che ha trasmesso più di 500
segnalazioni (12). Sono stati invece 613 i soggetti obbligati che hanno inviato fino a 20 segnalazioni e 131 quelli che ne hanno effettuate da 21 a 500.
Il 71,3% delle segnalazioni inviate da banche trae  origine da rilevazioni di sportello, mentre l'11,6% da controlli delle strutture centrali antiriciclaggio. Una quota pari al 10,7% deriva da anomalie riscontrate da sistemi automatici.
Sotto il profilo territoriale, in merito alle segnalazioni di sospetto riciclaggio trasmesse dagli intermediari finanziari, si confermano ai primi posti la Lombardia (18% del totale), la Campania (11,6%), il Lazio (11,5%) e l'Emilia Romagna (8%).
È proseguita intensa la collaborazione con l'Autorità Giudiziaria: nel primo semestre l'Unità ha ricevuto 96 richieste di informazioni da parte dell'AG.
L'attività ispettiva e le verifiche cartolari hanno fatto emergere sia violazioni di possibile rilievo penale sia infrazioni di natura amministrativa: nel corso del semestre sono state avviate 10 procedure amministrative sanzionatorie e individuate 55 fattispecie di rilevanza penale tradottesi in 51 denunce ex art. 331 c.p.p. e 4 informative utili a fini di indagine.
Parimenti intenso è stato lo scambio informativo con le FIU estere: per il tramite dei circuiti di scambio internazionali (Egmont e FIUNET) sono pervenute all'UIF 349 richieste di informazioni e ne sono state inoltrate 99, delle quali 67 per rispondere ad esigenze dell'AG e 32 per l'analisi finanziaria delle segnalazioni.
Nel corso del semestre l'Unità ha proseguito la propria attività di predisposizione e diffusione
degli schemi e modelli di comportamento anomalo sul piano economico e finanziario, pubblicando gli schemi operativi sul rischio di frodi nell'attività di factoring e sull'operatività connessa con le frodi internazionali e nelle fatturazioni, atteso che evasione fiscale e riciclaggio sono fenomeni strettamente collegati.

Principali provvedimenti in materia di antiriciclaggio

1.1 - Normativa primaria

Decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, modificato in sede di conversione in legge  26 aprile 2012, n. 44, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.

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