Banca d'Italia

IVASS: Relazione sull'attività svolta (26 giugno 2013)

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In coerenza con Solvency II l’IVASS valuterà più finemente i rischi prospettici, la governance, i sistemi di controllo interno e di gestione del rischio delle imprese, tutti aspetti che – al di là dei requisiti finanziari – sono cruciali per salvaguardare la solvibilità d’impresa. Gli obiettivi di tutela del consumatore sono e restano orientati alla trasparenza e correttezza della condotta degli operatori di mercato

Il 26 giugno 2013 il Direttore Generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha presentato la Relazione sull'attività svolta (qui in pdf, 297 K, 17 pp.)
Nel seguito una sintesi della Relazione.

La nuova vigilanza

L’azione di vigilanza prudenziale negli scorsi anni si è incentrata, dato il quadro vigente delle norme internazionali, nel controllo di congruità delle riserve tecniche, degli attivi a copertura di queste, del margine di solvibilità.
Solo di recente è stata posta maggiore attenzione agli assetti proprietari e gestionali delle imprese vigilate, alla loro organizzazione, al loro sistema di controlli interni.
Su questi ultimi aspetti, centrali nella vigilanza bancaria, la direttiva europea Solvency II orienterà più decisamente le autorità di vigilanza nei prossimi anni; spingerà a dare maggior peso, nel bilanciamento dei profili prudenziali, alla valutazione del rischio nelle imprese e delle relative forme di misurazione e mitigazione. Stiamo affinando analisi e strumenti per anticipare le nuove norme europee.

Sistemi di controllo interno, gestione del rischio, governance

Intendiamo la supervisione prudenziale come fondata non solo sulla rispondenza formale alle norme da parte dei soggetti vigilati, ma soprattutto sull’obiettivo concreto della loro sana e prudente gestione. Renderemo pienamente trasparente la nostra azione, informando per tempo i soggetti vigilati delle nuove regole, delle prassi di vigilanza, dei criteri di giudizio.
Nelle more dell’applicazione di Solvency II, valuteremo più finemente i rischi prospettici, la governance, i sistemi di controllo interno e di gestione del rischio delle imprese, tutti aspetti che – al di là dei requisiti finanziari – sono cruciali per salvaguardare la solvibilità d’impresa.
Gli obiettivi di tutela del consumatore sono e restano orientati alla trasparenza e correttezza della condotta degli operatori di mercato.

La tutela degli assicurati

La tutela degli assicurati e la vigilanza sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti delle imprese e degli intermediari, l’altro campo d’azione della vigilanza assicurativa, è un compito a cui il Legislatore italiano ha da tempo attribuito pari dignità rispetto a quello della vigilanza prudenziale, sottolineando l’intreccio fra le due funzioni.
Sul fronte della tutela dei consumatori stiamo conducendo varie azioni.
Alcune imprese assicurative di diritto comunitario, a volte “esterovestite” ma in realtà riconducibili a soggetti italiani, si comportano scorrettamente e compromettono la reputazione del sistema.
Di recente alcune sono state colpite da provvedimenti di rigore da parte delle Autorità di vigilanza del paese di origine, ma per altre si è reso necessario il nostro intervento a tutela degli assicurati italiani. Siamo impegnati a rafforzare la collaborazione con le altre Autorità europee.
Resta alta l’attenzione dell’Ivass sulle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti, per verificare la correttezza delle pratiche di vendita da parte delle imprese assicurative e dei loro partner bancari; un tema, anche di natura concorrenziale, comune ad altri paesi europei. È in corso di definizione un organico piano di interventi sulle compagnie e sulle banche distributrici a tutela dei consumatori; nel frattempo abbiamo avviato alcuni accertamenti ispettivi.

ComplianceNet: 

Banca d’Italia: consultazione su trasparenza e correttezza dei rapporti tra intermediari e clienti (17 giugno 2013)

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Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti

Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti (provvedimento della Banca d'Italia del 29 luglio 2009, e successive modificazioni).
Esse recepiscono le innovazioni normative intervenute negli ultimi anni, realizzano un’ulteriore semplificazione dei documenti informativi, forniscono chiarimenti sulla disciplina attuale.
Osservazioni, commenti e proposte possono essere trasmessi, entro il 6 settembre 2013, nelle modalità indicate nel documento.

Allegati

  • Relazione illustrativa pdf 231 kB
  • Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti pdf 659 kB
  • Allegato 4A – Foglio informativo del conto corrente pdf 283 kB
  • Allegato 5B – TAEG per i contratti di credito ai consumatori pdf 115 kB
  • Allegato 6 – Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto pdf 53 kB
  • Allegato 6A - Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto dei conti “in convenzione pdf 54 kB
  • Allegato 7 - Convenzione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, l'Associazione Bancaria Italiana, Poste Italiane S.p.A., l'Associazione Italiana degli Istituti di pagamento e di moneta elettronica, per la definizione delle caratteristiche di un conto di base pdf 494 kB
  • Relazione sull’analisi d’impatto pdf 90 kB

ComplianceNet: 

Banca d'Italia: L’effetto della criminalità organizzata sui fondi pubblici (11 giugno 2013)

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      Fonte: sito Banca d’Italia

      Temi di discussione  n. 916 - L’effetto della criminalità organizzata sui fondi pubblici

      (Working papers n. 916  - The effect of organized crime on public funds)

      • di Guglielmo Barone (Banca d’Italia e RCEA) e Gaia Narciso (Trinity College Dublin, CReAM e IIIS)

      Il lavoro esamina empiricamente l'ipotesi che territori caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata ricevano, a parità di altre condizioni, maggiori incentivi pubblici alle imprese.
      L'analisi si concentra sui comuni della Sicilia nel periodo 2004-09.
      I risultati indicano che, tenuto conto di altre possibili determinanti dell'accesso ai fondi, comuni caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata hanno una probabilità significativamente più elevata di ricevere finanziamenti pubblici e ottengono un maggiore ammontare di contributi per addetto.

      Allegati

      •     Sintesi (pdf, 11 K)
      •     Testo, solo in inglese (pdf ,1 M)

      Sommario non tecnico

      I lavori pubblicati nella collana Temi di discussione intendono contribuire al dibattito scientifico nei diversi campi di interesse dei ricercatori della Banca d'Italia. Le opinioni espresse nei lavori sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo la responsabilità dell’Istituto. Nel citare i temi, non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla Banca d’Italia o ai suoi Vertici.
      Il lavoro valuta empiricamente l’ipotesi che territori caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata ricevano, a parità di altre condizioni, maggiori incentivi pubblici alle imprese.
      L’analisi si concentra sui Comuni di una regione italiana con una diffusa presenza della criminalità organizzata nel periodo 2004-09.
      Sulla base di dati dettagliati sui crimini commessi a livello comunale, si assume che i Comuni con presenza di criminalità organizzata siano quelli il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose oppure quelli per i quali nel periodo in esame si è avuto almeno un reato, un fatto di rilevanza investigativa o un provvedimento, tutti riconducibili all’art. 416-bis del Codice penale (associazione di tipo mafioso).
      L’ammontare di incentivi alle imprese è misurato dai fondi erogati sulla base della legge 488/92, uno dei principali strumenti di politica industriale volti al riequilibrio territoriale.
      I risultati indicano che, tenuto conto di altre possibili determinanti dell’accesso ai fondi (come il grado di sviluppo economico, la specializzazione settoriale e la dotazione di capitale sociale), territori comunali caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata hanno una probabilità significativamente più elevata di ricevere gli incentivi e ottengono un maggiore ammontare di contributi per addetto.
      I risultati appaiono robusti rispetto a diverse specificazioni.
      L’effetto della criminalità organizzata sui fondi erogati alle imprese potrebbe segnalare forme di corruzione e cattiva allocazione della spesa pubblica o, al contrario, la volontà delle autorità di contrastare la presenza della criminalità organizzata attraverso la spesa pubblica per investimenti produttivi.
      Ulteriori evidenze contenute nel lavoro, tuttavia, suggeriscono una maggiore verosimiglianza della prima ipotesi.

      ComplianceNet: 

      Banca d’Italia: Usura sopravvenuta (29 maggio 2013)

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      • Fonte: Comunicazione di Banca d’Italia (pdf)

      L’Arbitro Bancario Finanziario, organismo indipendente di cui la Banca d’Italia cura il funzionamento, è intervenuto con alcune recenti decisioni sul tema del superamento del tasso soglia anti usura che sopravvenga nel corso del rapporto con il cliente.
      Da ultimo il Collegio di Napoli, con decisione n. 1796 del 3 aprile 2013 (pdf) pubblicata sul sito internet dell’ABF, ha stabilito, con riguardo al caso di una carta di credito con rimborso rateale, che il superamento sopravvenuto del tasso soglia comporta sul piano civilistico l’inopponibilità al cliente dei tassi eccedenti tale limite, con conseguente sterilizzazione dei relativi interessi.
      Per far sì che i tassi effettivamente applicati risultino contenuti entro i limiti previsti dalla legge, i decreti ministeriali con i quali vengono trimestralmente pubblicati i tassi soglia stabiliscono che gli intermediari debbano far riferimento ai medesimi criteri previsti dalle “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia.
      Per un approfondimento sulla disciplina antiusura è possibile consultare la sezione Vigilanza, voce «Contrasto all’usura»
      Roma, 29 maggio 2013

      Rassegna web

      Decisione ABF

      • Decisione n. 1796 del 3 aprile 2013 (pdf)

      Testo sentenza Cassazione

      Approfondimenti

      • Aldo Angelo Dolmetta, La Cass. N. 602/2013 e l’usurarietà sopravvenuta (pdf)
      ComplianceNet: 

      Il ruolo della Banca d’Italia nella governance delle SGR bancarie (12 aprile 2013)

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      • Fonte: comunicato della Banca d’Italia (pdf)

      Sul Sole-24Ore di oggi (12 aprile 2013 ndr) compare un articolo di Luigi Zingales  in cui si formulano varie osservazioni sul ruolo della Banca d’Italia nella materia della governance dei gruppi bancari e dei conflitti di interesse, con specifici riferimenti a un recente caso concernente una SGR bancaria. Le valutazioni contenute nell’articolo sono fondate su una conoscenza approssimativa della normativa e dei fatti.
      In generale, avendo ben chiara l’importanza crescente della governance nella sana e prudente gestione delle banche, negli ultimi anni la Banca d’Italia ha nettamente accentuato la propria azione in materia, con ripetuti interventi di regolamentazione e supervisione, non meno che con atti di moral suasion, generali e specifici, in alcuni casi ben noti. Nel 2008 ha adottato disposizioni per attuare i principi fondamentali della riforma societaria. Ha pubblicato una lista di “best practices” e ne ha stimolato l’adozione, con l’obiettivo tra l’altro di promuovere la contendibilità del controllo e un assetto equilibrato degli organi.
      La normativa relativa alla vigilanza sulle SGR appartenenti a gruppi bancari assegna compiti di controllo sia alla Banca d’Italia sia alla Consob, con una ripartizione per finalità. Con riferimento al caso in questione, alla Consob spetta la vigilanza sulla prevenzione e gestione dei conflitti d’interesse e sull’esercizio del voto nell’interesse dei fondi gestiti, verificando i comportamenti concretamente tenuti. Alla Banca d’Italia compete la responsabilità di valutare la complessiva adeguatezza degli assetti organizzativi adottati dal gruppo per assicurare l’indipendenza della SGR dalla banca. Le due autorità sono chiamate a collaborare attraverso scambi di informazioni, al fine di evitare sovrapposizioni.
      Sul caso specifico menzionato nell’articolo, la Banca d’Italia e la Consob si sono tenute fin dal principio in stretto contatto. Hanno concordato che esso attenesse a comportamenti di competenza della Consob; hanno convenuto che quest’ultima procedesse nell’ambito delle proprie responsabilità e dei propri poteri. La Banca d’Italia è stata tenuta costantemente informata e ha offerto la propria collaborazione. Presidi organizzativi sono stati stabiliti dalla banca interessata, come previsto dalla normativa; qualora essi si rivelassero inadeguati o disattesi, la Banca d’Italia e la Consob adotterebbero le necessarie misure.

      Approfondimenti

      ComplianceNet: 

      Uif: antiriciclaggio, schemi di comportamenti anomali per il settore dei giochi e delle scommesse (11 aprile 2013)

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       L’11 aprile 2013 la UIF ha pubblicato gli "Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell'art. 6, comma 7, lett. b) del D.lgs. 231/2007 - Operatività connessa con il settore dei giochi e delle scommesse" qui in pdf

      Banca d’Italia: antiriciclaggio, provvedimento in materia di adeguata verifica della clientela (11 aprile 2013)

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      L’11 aprile 2013 sul sito della Banca d’Italia è stato pubblicato il “Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231”(qui in pdf , 405 K, 38 pp.).
      Le disposizioni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2014. Per quanto concerne i rapporti continuativi, esse si applicano a tutti quelli in essere a tale data, anche se costituiti prima dell’entrata in vigore del decreto antiriciclaggio.
      Di seguito l’indice del provvedimento.

      Indice

      Fonti normative
      Destinatari
      Glossario
      PARTE PRIMA: IL RISCHIO DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO
      Sezione I. Il principio dell’approccio basato sul rischio.
      Sezione II. Elementi per la valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (art. 20 del decreto antiriciclaggio).
      Sezione III. La profilatura della clientela.
      PARTE SECONDA: OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA
      Sezione I. Contenuto degli obblighi di adeguata verifica della clientela.
      Sezione II. Ambito di applicazione.
      Sezione III. L’identificazione del cliente e dell’esecutore.
      Sezione IV. L’identificazione del titolare effettivo.
      Sezione V. La verifica dei dati relativi al cliente, all’esecutore e al titolare effettivo.
      Sezione VI. L’acquisizione delle informazioni sullo scopo e la natura prevista del rapporto continuativo e delle operazioni occasionali.
      Sezione VII. Il controllo costante nel corso del rapporto continuativo.
      Sezione VIII. Gli obblighi di conservazione.
      Sezione IX. Impossibilità di effettuare l’adeguata verifica: l’obbligo di astensione.
      PARTE TERZA: MISURE SEMPLIFICATE DI ADEGUATA VERIFICA
      Sezione I. Intermediari e altri soggetti.
      Sezione II. Prodotti e transazioni.
      PARTE QUARTA: OBBLIGHI RAFFORZATI DI ADEGUATA VERIFICA
      Sezione I. Principi generali e casi tipici.
      Sezione II. Operatività a distanza.
      Sezione III. Persone politicamente esposte (PEPs) e persone residenti nel territorio nazionale che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche.
      Sezione IV. Operazioni di versamento di contanti o valori provenienti da altri Stati.
      Sezione V. Operatività con banconote di grosso taglio.
      PARTE QUINTA: ESECUZIONE DA PARTE DI TERZI DEGLI OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA
      Sezione I. Ambito di applicazione e responsabilità.
      Sezione II. Contenuto e modalità di esecuzione degli obblighi.
      PARTE SESTA: RAPPORTI E OPERAZIONI TRA INTERMEDIARI. FATTISPECIE PARTICOLARI
      Sezione I. Adeguata verifica nei confronti di intermediari extracomunitari.
      Sezione II. Rapporti di clientela con destinatari intermediati da altri destinatari.
      PARTE SETTIMA: DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
      ALLEGATO 1
      Individuazione del titolare effettivo sub 2) (cfr. art. 2 dell’allegato tecnico al decreto antiriciclaggio).

      Banca d’Italia: antiriciclaggio, disposizioni tenuta archivio unico informatico e modalità semplificate registrazione (11-04-13)

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      L’11 aprile 2013 sul sito della Banca d’Italia è stato pubblicato il “Provvedimento recante disposizioni attuative per la tenuta dell’archivio unico informatico e per le modalità semplificate di registrazione di cui all’articolo 37, commi 7 e 8, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (in vigore dal 1° gennaio 2014)” ed i relativi allegati

      Documenti

      • Provvedimento per la tenuta dell’archivio unico informatico antiriciclaggio e per le modalità semplificate di registrazione 11-04-2013 - pdf 269 kB
      • Allegato 1 - Causali analitiche pdf 473 kB
      • Allegato 2 - Standard tecnici pdf 708 kB
      • Allegato 3 - Tabelle dei codici pdf 134 kB

      Claudio Clemente, direttore UIF: Il ruolo delle FIU per la tutela della sicurezza economica e finanziaria (15 marzo 2013)

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      Sul sito di Banca d’Italia è stato pubblicato il testo dell’intervento dal titolo "Il ruolo delle Financial Intelligence Units per la tutela della sicurezza economica e finanziaria" di Claudio Clemente, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) alla Sesta Conferenza Banca d’Italia – MAE con gli Addetti finanziari accreditati all’estero del 4 marzo 2013.
      Il testo originale e ufficiale dell’intervento di Clemente è la versione in pdf disponibile presso il sito UIF.
      A cura di ComplianceNet sono disponibili anche le versioni mobi, epub, xhtml, doc, odt del discorso di Clemente.
      Di seguito la sintesi del discorso di Claudio Clemente, qui il testo completo online.

      Sintesi

      Il riciclaggio di denaro è una minaccia per la nostra società
      In tutto il mondo, una criminalità sempre più aggressiva e diffusa minaccia la sicurezza del sistema economico e finanziario.
      Il riciclaggio del denaro o di altri beni frutto del crimine, finalizzato a dissimularne l’origine illecita per poterne disporre liberamente, rappresenta il principale strumento con cui tale minaccia si concretizza.
      Il riciclaggio contamina i settori legali dell’economia consentendo alla criminalità il controllo di società o imprese e l’infiltrazione negli operatori finanziari e in intere aree territoriali.
      Incide sulla stabilità del sistema e sul funzionamento dei mercati, altera le condizioni di concorrenza e la corretta allocazione delle risorse.
      Al fine pubblico della prevenzione dei rischi di contaminazione fra “sistema illegale” e “sistema legale” si affianca l’interesse degli stessi operatori a proteggersi da infiltrazioni criminali, a tutela della loro integrità e autonomia gestionale.
      I soggetti esposti al coinvolgimento in attività di riciclaggio sono pertanto tenuti a osservare misure di costante e attento monitoraggio dei clienti, calibrate in base al rischio e tese a fare emergere in modo trasparente l’effettiva titolarità delle relazioni; sono sottoposti a obblighi di registrazione delle operazioni e di pronta rilevazione e segnalazione delle anomalie sintomatiche di comportamenti illeciti.
      Nel caso degli intermediari finanziari tali obblighi si integrano nell’ambito degli istituti della vigilanza prudenziale: tanto i presidi all’integrità quanto controlli di stabilità orientati alla sana e prudente gestione presuppongono un’attenta valutazione dell'affidabilità e della correttezza della clientela e si avvalgono della presenza di adeguate salvaguardie interne, di tipo organizzativo, procedurale, tecnologico e formativo.
      I costi che gravano sugli operatori, chiamati dalle regole di prevenzione del riciclaggio a un’intensa attività di acquisizione e valutazione di informazioni sulle operazioni compiute dalla clientela, trovano giustificazione, anche sotto il profilo economico, nella protezione dalle diverse tipologie di rischio derivanti dal coinvolgimento in operazioni illecite e, in primo luogo, dai rischi reputazionali.
      Le segnalazioni di operazioni sospette
      Dal 2008 a oggi si è registrato un notevole incremento delle segnalazioni di operazioni sospette pervenute all’UIF (nel 2007 erano circa 12.500).
      Nell’ultimo anno, l’aumento è stato particolarmente rilevante: il numero delle segnalazioni si è attestato ad oltre 67.000 con una crescita di circa il 37 per cento rispetto al 2011.
      Al rilevante aumento delle segnalazioni in entrata è corrisposto un incremento in valore assoluto delle segnalazioni esaminate e trasmesse con relazione tecnica agli organi investigativi.
      Nel 2012 sono state analizzate e disseminate circa 61.000 segnalazioni, con un aumento, rispetto all’anno precedente, di oltre il 50 per cento.
      Tale risultato è il frutto di una più efficiente organizzazione dei processi operativi e di trattamento delle segnalazioni ricevute, agevolata dall’utilizzo di soluzioni informatiche innovative che hanno consentito di migliorare la capacità di analisi tanto in termini quantitativi che qualitativi.
      L’obiettivo di agevolare l’individuazione dei comportamenti collegabili a fenomeni di riciclaggio e di accrescere le competenze diagnostiche dei segnalanti è stato perseguito con un’intensa attività di sensibilizzazione, svolta attraverso l’elaborazione di indicatori di anomalia, la diffusione di schemi e modelli comportamentali e il costante confronto con le categorie dei segnalanti
      Le nuove raccomandazioni del GAFI
      Le recenti Raccomandazioni del GAFI introducono innovazioni dirette ad accrescere l’efficacia dell’azione delle FIU, a livello sia domestico sia internazionale, in un quadro di più ampia collaborazione reciproca.
      È previsto che le FIU debbano aumentare le capacità selettive, concentrando i propri interventi sui fatti ritenuti più rilevanti, e debbano sviluppare non solo le analisi di tipo “operativo” (riferite a singoli soggetti e operazioni) ma anche quelle a carattere “strategico” (riferite a fenomeni o andamenti).
      Le Raccomandazioni estendono e razionalizzano l’approccio basato sul rischio, che deve informare il sistema antiriciclaggio sotto il profilo dell’assetto regolamentare, dell’azione delle autorità competenti, della “compliance” degli operatori.
      È richiesto lo svolgimento di un accurato risk assessment nazionale, a carattere periodico, finalizzato ad individuare le minacce e a delineare le contromisure più adeguate.
      Mutual evaluation dell’Italia
      Sulla base anche delle nuove Raccomandazioni, il GAFI avvierà, a partire dal 2014, un nuovo ciclo di “mutual evaluation” che vedrà l’Italia tra i primi paesi interessati.
      Saranno esaminati sia il livello di technical compliance (recepimento degli standard tramite normativa primaria, secondaria e prassi), sia il grado di efficacia (cd. effectiveness) delle misure adottate in termini di capacità di conseguire risultati concreti.
      Per quanto riguarda l’Unità italiana di intelligence, l’attività svolta risulta in gran parte conforme agli standard del GAFI: andrebbero rese tuttavia disponibili ulteriori banche dati ed in particolare andrebbe prevista la possibilità di accedere a tutte le informazioni utili per le esigenze di analisi, così come esplicitamente previsto dalle Raccomandazioni.

      Banca d'Italia: Consultazione pubblica raccomandazioni sulla sicurezza servizi Internet del SecurePay Forum (14 febbraio 2013)

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      Consultazione pubblica sul rapporto “Raccomandazioni per i servizi di accesso ai conti di pagamento” del SecurePay Forum (dal 31/1/2013 al 12/4/2013)

      Lo European Forum on the Security of Retail Payments (SecuRe Pay) – organismo al quale partecipano le autorità di Vigilanza bancaria e di Sorveglianza sui sistemi di pagamento dell’Unione Europea - ha posto in consultazione pubblica una raccolta di raccomandazioni sulla sicurezza dei servizi Internet forniti da soggetti che consentono al cliente di effettuare pagamenti accedendo al conto che il cliente stesso detiene presso una banca o altro prestatore di servizi di pagamento (servizi di accesso ai conti). Il documento "Recommendations for “Payment Account Access” Services – draft document for public consultation" (qui in pdf, 279K, 18 pp.) considera, in particolare, il caso di servizi integrati nel settore dell’ecommerce che consentono di effettuare pagamenti direttamente dal sito internet convenzionato accedendo al conto on-line del cliente con le sue credenziali (ad es. username e password).
      Le nuove disposizioni si rivolgono a tutti i soggetti che forniscono servizi di accesso ai conti via internet nonché, in parte, alle banche e agli altri prestatori di servizi di pagamento che gestiscono conti on-line.
      I soggetti interessati possono inviare commenti fino al 12 aprile 2013, secondo le modalità indicate sul sito della Banca Centrale Europea.
      La Banca d’Italia svolge il ruolo di punto di contatto nazionale per eventuali chiarimenti sul documento e sul processo di consultazione. Le richieste potranno essere inoltrate all’indirizzo di posta elettronica nei modi indicati qui (pdf)

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