Banca d'Italia

Banca d’Italia: slide del convegno “Le società di servizi e l’azione di contrasto del riciclaggio in Italia” (2 dicembre 2014)

130704-logo-bankit

Il 27 novembre 2014 si è tenuto in Banca d’Italia il convegno “Le società di servizi e l’azione di contrasto del riciclaggio in Italia” allo scopo di fornire una sede di confronto sui profili applicativi del quadro normativo in materia e sui rischi connessi alla gestione del contante.
Hanno partecipato il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Unità d’Informazione Finanziaria, la Guardia di Finanza, la Direzione Investigativa Antimafia e l’Autorità giudiziaria, le Associazioni di categoria delle società di servizi e la società Fidelitas.

Le slide

  • Programma pdf 109 kB
  • Un bilancio dell’azione di controllo della Banca d’Italia a due anni dall’entrata in vigore della normativa italiana - Profili di attenzione ai fini del contrasto al riciclaggio pdf 1 MB - Enrica Teresa Vignoli, Servizio Cassa generale - Banca d’Italia
  • L’attività di controllo della Banca d’Italia in materia di contrasto al riciclaggio. Profili di rischio derivanti dalla esternalizzazione della gestione del contante da parte del sistema bancario pdf 373 kB - Michele Carofiglio, Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio - Banca d’Italia
  • L’attività di controllo del Ministero dell’Interno sugli istituti di vigilanza gestori del contante pdf 5 MB - Vincenzo Acunzo, Ministero dell’Interno
  • Gli obblighi antiriciclaggio delle società di servizi e, in particolare, l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette pdf 175 kB - Luca Criscuolo, Unità d’Informazione Finanziaria
  • L’evoluzione del ruolo delle società di servizi pdf 769 kB - Paolo Spollon, Rappresentante delle associazioni degli Istituti di vigilanza e gestione del contante
  • La gestione del rischio di riciclaggio: i presidi approntati da una società di servizi pdf 2 MB - Gianluca Fusar Poli e Francesco Gamba, Fidelitas Spa
  • L’azione di contrasto del riciclaggio: i controlli della Guardia di Finanza sulle società di servizi pdf 4 MB - Giancarlo Franzese, Guardia di Finanza
  • La criminalità organizzata e il riciclaggio. Riflessioni sull’uso del contante pdf 2 MB - Omar Pace, Direzione Investigativa Antimafia

 

Banca d’Italia, Ignazio Visco: “Contrasto all’economia criminale: precondizione per la crescita economica” (7 novembre 2014)

130704-logo-bankit

L’adozione di comportamenti coerenti con il rispetto della legalità è un elemento fondamentale nella valutazione di vigilanza degli intermediari

Il 7 novembre 2014 il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha tenuto a Milano l’intervento di apertura del convegno “Contrasto all'economia criminale: precondizione per la crescita economica” organizzato dalla Banca d'Italia e dalla Fondazione CIRGIS - Ricerche giuridiche iniziative scientifiche.
Il testo dell’intervento di Visco è disponibile sul sito della Banca d’Italia (pdf, 64 K 11 pp.).
Il Governatore ha esordito ricordando che “legalità, buona legislazione, regolazione efficace delle attività economiche, pubblica amministrazione efficiente sono le principali componenti di un sistema istituzionale in grado di favorire innovazione e imprenditorialità e rimuovere rendite di posizione e restrizioni alla concorrenza.
Il rispetto della legalità, in particolare, svolge un ruolo fondamentale: la criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale non solo indeboliscono la coesione sociale, ma hanno anche effetti deleteri sull’allocazione delle risorse finanziarie e umane e sull’efficacia delle riforme in atto. Rendono impossibile la costituzione di un ambiente favorevole all’attività d’impresa, e quindi all’occupazione, e riducono le possibilità di crescita dell’economia”.
Visco ha ulteriormente sottolineato che “un’amministrazione pubblica trasparente ed efficiente costituisce un primo requisito indispensabile per combattere la corruzione e l’uso improprio delle risorse pubbliche” rimarcando che “tra il 2007 e il 2011, allo stanziamento dei fondi strutturali europei si è associato in Italia un aumento significativo dei reati di corruzione”.

Nel seguito la parte del discorso di Ignazio Visco relativo all’antiriciclaggio.

Banca d’Italia su antiriciclaggio e autoriciclaggio

Antiriciclaggio

(da pag 8 a pag 11 de)

Il sistema nazionale di prevenzione del riciclaggio ha fatto registrare un complessivo rafforzamento dei poteri delle autorità e un progressivo ampliamento della platea dei soggetti destinatari degli obblighi, che si è estesa dagli intermediari bancari e finanziari agli operatori non finanziari e ai professionisti in grado di individuare comportamenti anomali.
In questo ambito la Vigilanza della Banca d’Italia e l’Unità di informazione finanziaria (UIF) collaborano con le altre autorità per assicurare presidi efficaci contro il riciclaggio che transita attraverso il sistema finanziario e gli altri operatori.
L’attività di vigilanza della Banca d'Italia, che include regolamentazione, acquisizione di informazioni, analisi, ispezioni, gestione delle crisi aziendali e sanzioni, è finalizzata ad assicurare  la “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati”, la stabilità complessiva, la competitività del sistema finanziario e l’osservanza delle disposizioni in materia creditizia.
Il rispetto della legalità nell’attività finanziaria è un presupposto della sana e prudente gestione delle istituzioni finanziarie.
A loro volta, intermediari sani e prudenti costituiscono una barriera contro la penetrazione criminale nell’economia legale.
L’adozione di comportamenti coerenti con il rispetto della legalità è un elemento fondamentale nella valutazione di vigilanza degli intermediari.
La normativa di vigilanza, in linea con quella europea e internazionale, prevede specifici strumenti a presidio del rispetto della legalità da parte degli intermediari finanziari.
Ciascun intermediario è tenuto a istituire una funzione di compliance, per prevenire il rischio di incorrere in violazioni di regole.
Viene richiesto agli intermediari di promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto, non solo formale, delle norme.
La collaborazione della Banca d’Italia con l’Autorità giudiziaria è ampia e continua: nel 2013 abbiamo inoltrato all’Autorità 249 segnalazioni; nei primi 9 mesi del 2014, sono state 108.
In molti casi abbiamo fornito “assistenza tecnica” con consulenze e perizie: nel 2013 sono stati conferiti 63 incarichi di consulenza a dipendenti della Banca; nei primi nove mesi del 2014, gli incarichi sono stati 53.
Un confronto anche critico, nel rispetto dei diversi ruoli, su questioni interpretative costituisce una componente importante di questa collaborazione, nel comune interesse di individuare le strategie migliori e i modi più corretti di contrastare illeciti penali e amministrativi.
La Banca d’Italia realizza anche un’attività più specifica di verifica antiriciclaggio, nell’ambito della quale (d’intesa con le altre autorità di vigilanza) emana nei confronti dei soggetti vigilati disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela, registrazione dei dati in un archivio unico informatico, organizzazione delle procedure e dei controlli interni.
Un monitoraggio continuo degli intermediari finanziari viene attuato per assicurare il rispetto di queste disposizioni.
Per l’individuazione degli intermediari da sottoporre ai controlli di vigilanza in tema di antiriciclaggio viene utilizzato un approccio basato sul rischio (che tiene in considerazione diversi parametri, quali la struttura societaria, le aree di attività, i contesti ambientali in cui gli intermediari operano), in linea con le indicazioni degli organismi internazionali.
L’azione di controllo si declina attraverso la vigilanza informativa/cartolare e quella ispettiva (nel 2013, sono state realizzate 184 ispezioni a spettro esteso; sono stati inoltre effettuati 3 accertamenti mirati di compliance, 3 verifiche di breve durata presso Istituti di pagamento e 78 accessi ispettivi presso sportelli bancari).
Nel 2013, di tutte le segnalazioni inoltrate all’Autorità giudiziaria oltre il 30 per cento ha riguardato violazioni della normativa antiriciclaggio.
Con l’analisi finanziaria delle operazioni sospette segnalate da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori non finanziari, la UIF approfondisce ogni fatto che potrebbe essere correlato con il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo.
Nel corso del 2013 ha ricevuto oltre 64.000 segnalazioni di operazioni sospette (dalle 12.500 del 2007), soprattutto da parte di banche e intermediari finanziari, per un importo complessivo di circa 84 miliardi di euro; si prevede che nell’anno in corso le segnalazioni superino le 70.000 unità.
Le analisi della UIF sono dirette a valutare la fondatezza del sospetto, attraverso l’accertamento dell’origine e della destinazione dei fondi.
I risultati vengono trasmessi al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e alla Direzione investigativa antimafia, con esiti importanti sul piano degli accertamenti investigativi.
Tra la UIF e le procure impegnate nella repressione dei fenomeni di criminalità finanziaria vi è un intenso scambio di informazioni.
Nel 2013, le richieste di documenti da parte dell’Autorità giudiziaria sono state oltre 200; hanno superato le 130 nel primo semestre di quest’anno.
Con riferimento alla dimensione internazionale del riciclaggio, gli scambi informativi con l’ampia rete delle unità d’informazione finanziaria costituite negli altri paesi agevolano le rogatorie giudiziarie e il blocco all’estero di fondi di provenienza illecita.
Si è anche ampliata la collaborazione della UIF con le autorità di vigilanza e controllo e con le amministrazioni pubbliche.
Il protocollo d’intesa perfezionato il 30 luglio scorso tra la UIF e l’Autorità nazionale anticorruzione costituisce un importante strumento per il contrasto del riciclaggio dei proventi della corruzione.
Sul piano delle strategie di prevenzione, è stata inoltre avviata una fruttuosa collaborazione tra la UIF e il Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia (nota 21).
Essa è volta allo sviluppo di nuove metodologie d’indagine e all’approfondimento di aspetti rilevanti dell’attività finanziaria illecita, con l’obiettivo di affinare le tecniche di analisi delle operazioni sospette e diffondere poi dati statistici, studi e documentazione su aspetti rilevanti per i compiti istituzionali dell’UIF.
In linea con le prescrizioni internazionali, quest’anno l’Italia ha anche provveduto all’elaborazione dell’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo condotta sotto l’egida del Comitato di Sicurezza Finanziaria.
Il documento, che verrà presentato a breve, fornisce un quadro della solidità dei presidi di prevenzione e repressione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; l’esame approfondito delle minacce di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo che gravano sul nostro ordinamento consente di individuare le aree sulle quali deve soprattutto concentrarsi l’attenzione delle autorità.
L’analisi contribuirà alla valutazione del Fondo monetario internazionale, attualmente in corso, sull’adeguatezza e l’effettiva applicazione della normativa italiana contro il riciclaggio.

Autoriciclaggio

È tuttavia importante completare l’apparato repressivo con strumenti normativi che assicurino la possibilità di perseguire più efficacemente reati oggi diffusi, ancorché di difficile emersione, come la corruzione e l’evasione fiscale.
In molte occasioni la Banca d’Italia ha segnalato l’urgenza di introdurre nell’ordinamento il reato di auto-riciclaggio.
In particolare, la definizione di un’adeguata fattispecie penale consentirebbe di punire efficacemente gli autori dei reati di evasione fiscale, truffa e corruzione i cui comportamenti in vario modo ostacolano l’individuazione della provenienza delittuosa del denaro.
Alla pena per questi reati presupposti si sommerebbe quella per il riciclaggio dei loro proventi, sottraendoli alla prescrizione.
Già nel 2005 il Fondo monetario internazionale aveva raccomandato l’introduzione dell’auto-riciclaggio come mezzo per combattere in modo più incisivo alcuni reati come l’evasione fiscale.
Da allora, anche il Gruppo d’azione finanziaria internazionale ha più volte indicato l’assenza del reato come un vulnus per il sistema italiano.
Il disegno di legge approvato dalla Camera e ora in seconda lettura al Senato prevede pene detentive per chi – avendo commesso un delitto – impiega i proventi con la finalità di ostacolare l’identificazione del reato presupposto.
Esclude quindi la punibilità in caso di mero impiego di tali proventi.
Il testo rappresenta un compromesso tra diverse posizioni, anche molto distanti.
Non esclude che ulteriori misure, volte a colpire comportamenti in ambiti specifici, siano introdotte in futuro.
Una rapida approvazione della legge sarebbe comunque un primo, importante, passo dopo anni di discussione.

Note

21) A. Cassetta, C. Pauselli, L. Rizzica e M. Tonello, “Financial flows to tax havens: determinants and anomalies”, Quaderni dell’antiriciclaggio, Analisi e studi, 1, marzo 2014.

Allegato

  • Ignazio Visco,  Governatore della Banca d’Italia, “Contrasto all’economia criminale: precondizione per la crescita economica”, 7 novembre 2014 (pdf, 64 K, 11 pp.)

Ultimi articoli su Banca d'Italia

Banca d’Italia: “Entrata in funzione del Single Supervisory Mechanism. Effetti sulla vigilanza” (4 novembre 2014)

130704-logo-bankit

  • Fonte: Comunicato di Banca d’Italia (qui in pdf, 271 K, 2 pp.)

Entrata in funzione del Single Supervisory Mechanism. Effetti sui procedimenti amministrativi di vigilanza di competenza della Banca d’Italia

Il Regolamento UE n. 1024/2013 del 15 ottobre 2013 ha attribuito alla Banca centrale europea (BCE) compiti specifici in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, in cooperazione con le autorità di vigilanza nazionali dei Paesi partecipanti, nel quadro del Single Supervisory Mechanism (SSM).
La BCE assume i compiti attribuiti da tale Regolamento il 4 novembre 2014; essi sono esercitati con l’assistenza della Banca d’Italia, con le modalità previste dal Regolamento della Banca centrale europea n. 468/2014 del 16 aprile 2014.
Le relative decisioni verranno prese, su proposta del Consiglio di vigilanza, dal Consiglio direttivo della BCE; la Banca d’Italia è rappresentata in entrambi tali organi decisionali.

1.Principali modifiche per l’attività di vigilanza della Banca d'Italia

A partire dal 4 novembre 2014, in base al Regolamento UE n. 1024/2013, la BCE, con l’assistenza della Banca d’Italia, è responsabile per la vigilanza prudenziale sulle banche significative, come individuate nella lista pubblicata dalla BCE in data 4 settembre 2014.
Inoltre, vi sono nel Regolamento previsioni specifiche che riguardano tutte le banche, in relazione ad alcune specifiche tipologie di procedimenti di vigilanza (cd. “procedimenti comuni”).
In particolare:

  1. l’istanza di autorizzazione all’attività bancaria, per un ente che avrà sede legale e direzione generale in Italia, è presentata alla Banca d’Italia. Quest’ultima, valutata la sussistenza delle condizioni di autorizzazione previste dal diritto nazionale, propone alla BCE il rilascio dell’autorizzazione. Negli altri casi, la Banca d’Italia respinge la domanda di autorizzazione. L’autorizzazione si considera rilasciata dalla BCE in assenza di comunicazioni nel termine normativamente previsto per il rilascio dell’autorizzazione (art. 14 del Regolamento UE n. 1024/2013). Per quanto concerne i termini procedimentali, i Regolamenti UE fanno richiamo a quanto previsto dal diritto nazionale;
  2. la revoca dell’autorizzazione all’attività bancaria può essere disposta, a seconda dei casi, su iniziativa della BCE o su proposta della Banca d'Italia; la revoca è disposta dalla BCE (art. 14 del Regolamento UE n. 1024/2013), fermo restando il potere della Banca d’Italia di proporre al MEF la liquidazione coatta amministrativa ai sensi degli artt. 80 e seguenti del testo unico bancario;
  3. nel caso di acquisizione di partecipazioni qualificate in un ente creditizio avente sede legale e direzione generale in Italia, l’istanza di autorizzazione è presentata alla Banca d'Italia. Essa valuta l’acquisizione proposta e trasmette alla BCE l’istanza e successivamente una proposta in ordine al rilascio dell’autorizzazione. La BCE decide quindi se vietare l’acquisizione “sulla base dei criteri di valutazione stabiliti dal 6 Pag. ½ pertinente diritto dell’Unione, conformemente alla procedura ed entro i termini per la valutazione ivi stabiliti” (art. 15 del Regolamento UE n. 1024/2013).

2. Effetti sulla normativa della Banca d'Italia a rilevanza esterna

Il Regolamento della Banca d'Italia del 25 giugno 2008 disciplina i procedimenti amministrativi di vigilanza per tutti i soggetti vigilati e, nell’elenco allegato, individua ai sensi della legge n.241/1990 i termini e le unità organizzative responsabili per ogni singola fattispecie procedimentale.
Tale elenco dovrà essere aggiornato per tenere conto dell’avvio del SSM e delle disposizioni di vigilanza nel frattempo emanate.
Nelle more di tale revisione, il Regolamento del 25 giugno 2008 – come modificato dal Provvedimento della Banca d’Italia del 21 gennaio 2014, in particolare ai fini dell’individuazione delle unità organizzative responsabili -è applicabile in quanto compatibile con il Regolamento UE n. 1024/2013 e con il Regolamento UE n. 468/2014.

Il Governatore IGNAZIO VISCO
Delibera 568/2014

 

ComplianceNet: 

Banca d’Italia: “Protocollo di intesa con Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per la tutela dei consumatori di banche e finanziarie” (21 ottobre 2014)

130704-logo-bankit

  • Fonte: sito Banca d’Italia (pdf)

Il 20 ottobre la Banca d’Italia ha reso noto di aver stipulato un protocollo di intesa con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario.
Di seguito una sintesi del “protocollo”

Protocollo di intesa tra la Banca d'Italia e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario

(…)

Art. 2. Attività di cooperazione

1. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM,) e la Banca d’Italia cooperano nelle seguenti forme:
a) coordinamento degli interventi istituzionali su settori di comune interesse;
b) segnalazione dell’AGCM alla Banca d’Italia di casi in cui, nell’ambito di procedimenti di competenza dell’AGCM medesima, emergano ipotesi di eventuali violazioni da parte degli operatori delle norme alla cui applicazione è preposta la Banca d’Italia;
c) segnalazione della Banca d’Italia all’AGCM di casi in cui, nell’ambito di procedimenti di competenza della Banca d’Italia medesima, emergano ipotesi di eventuali fattispecie di pratiche commerciali scorrette relative ai settori creditizio e finanziario.

2. In particolare, la Banca d’Italia e l’AGCM cooperano nello svolgimento delle rispettive funzioni istituzionali attraverso i seguenti strumenti:
a) costituzione di un gruppo di lavoro permanente sull’attuazione del presente Protocollo, anche al fine di promuovere il confronto tra le Autorità su tematiche di comune interesse inerenti alla tutela dei consumatori nei rapporti con gli intermediari bancari e finanziari;
b) scambio reciproco di documenti e informazioni - secondo modalità pratiche da concordare sui procedimenti avviati da ciascuna Autorità nell’esercizio dei poteri indicati in premessa.

Art. 3. Parere

1. Al termine dell’istruttoria svolta ai sensi del regolamento sulle procedure, l’AGCM chiede alla Banca d’Italia il parere di cui all’articolo 27, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, trasmettendo altresì la documentazione rilevante. La Banca d’Italia si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta di parere e della relativa documentazione.
2. Nell’ipotesi in cui vengano presentati impegni da parte del professionista, l’AGCM, ove non ritenga la pratica commerciale manifestamente grave e scorretta ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo, ovvero non ritenga manifestamente inidonei gli impegni proposti, invia la relativa documentazione alla Banca d’Italia, che rilascia il parere di cui al comma precedente entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta di parere e della connessa documentazione.
3. In base a quanto previsto nell’articolo 27, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il rispetto della regolazione vigente da parte del professionista esclude, limitatamente a tale profilo, la configurabilità di una condotta contraria alla diligenza professionale.
4. Decorso il termine per il rilascio del parere, l’AGCM può adottare il provvedimento di sua competenza.

Art. 4. Segreto d’ufficio

1. Le informazioni e i documenti comunicati da un’Autorità all’altra restano sottoposti al segreto d’ufficio secondo le disposizioni previste dalla normativa vigente per l’Autorità che li ha comunicati per prima.
2. In ogni caso, ciascuna Autorità, in sede di trasmissione delle informazioni o dei documenti, fa presente all’altra il trattamento della riservatezza applicato agli stessi.

Art. 5. Comunicazioni tra le Autorità

1. Al fine di ridurre i tempi di trasmissione, le comunicazioni tra le Autorità possono essere anticipate via fax o via e-mail.

Art. 6. Servizi o Unità interne competenti

1. Ai fini dell’attuazione del presente Protocollo, sono competenti per l’AGCM la Direzione Credito della Direzione Generale per la tutela del consumatore, per la Banca d’Italia il Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria.

Art. 7. Integrazioni e modifiche

1. Entro un anno dalla data di sottoscrizione del Protocollo le Autorità avviano il processo di revisione del presente Protocollo. Resta ferma la possibilità di apportare, di comune accordo, anche prima di quella data, integrazioni e modifiche per tenere conto di nuove disposizioni normative o di ulteriori aspetti che potranno emergere nel corso della collaborazione, nonché dell’esigenza di precisare strumenti e modalità della collaborazione stessa.

Allegato

141021-protocollo-bi-agcom.jpg

  • Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e Banca d’Italia, “Protocollo di intesa tra la Banca d'Italia e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di tutela dei consumatori nel mercato bancario e finanziario” (pdf, 79 K, 4 pp.)

Ultimi articoli su Banca d'Italia

ComplianceNet: 

Banca d’Italia: Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario – anno 2013 (22 settembre 2014)

140924-abf-relazione-2013.jpg
Fonte: ABF

La Banca d’Italia ha pubblicato (pdf, 6,5 M, 135 pp.),  la relazione sull’attività svolta nel 2013 dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
La relazione descrive il funzionamento del sistema e illustra, con riferimento al quarto anno di attività, gli andamenti aggregati dei dati relativi ai ricorsi pervenuti, ai ricorrenti, agli esiti delle procedure, agli intermediari interessati.
I dati statistici confermano la tendenza, già emersa negli anni precedenti, all’aumento dei volumi operativi.
Nell’anno sono giunti a decisione più di 6.300 ricorsi, circa 2.000 in più rispetto al 2012.
Nel 70 per cento dei casi l’esito è stato favorevole per i clienti, con accoglimento totale o parziale delle richieste formulate (36 per cento dei casi) ovvero con dichiarazione della cessazione della materia del contendere, conseguente alla soddisfazione del ricorrente nel corso della procedura (34 per cento).

Premessa alla relazione ABF 2013

Il documento è articolato in cinque capitoli. Il primo, preceduto da una breve introduzione sul ruolo dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), illustra il funzionamento del sistema. Vengono descritti, con riferimento al quarto anno di attività, gli aspetti salienti circa la composizione e il funzionamento dei Collegi, i compiti svolti dalle strutture di supporto della Banca d’Italia, anche con riferimento alla comunicazione esterna, le novità normative e i collegamenti con gli altri sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie operanti a livello europeo.
Il secondo capitolo riporta i dati statistici su ricorsi, esito delle decisioni e attività dei Collegi nel 2013 e nei primi sei mesi dell’anno in corso.
Nel terzo capitolo sono descritte le tematiche più rilevanti affrontate nel 2013 e alcune questioni che riguardano i confini della “giurisdizione” dell’Arbitro. Prime informazioni sul contenzioso emerso nel 2014 sono contenute nel quarto capitolo.
Per agevolare la diffusione delle decisioni, già pubblicate in forma anonima sul sito internet dell’ABF, nel quinto capitolo vengono illustrate alcune pronunce adottate nel corso del 2013 relative ai principali prodotti e servizi. Il capitolo è corredato di riquadri dedicati alle decisioni del Collegio di coordinamento. Completano la Relazione un’Appendice statistica sul contenzioso affluito all’Arbitro nel corso dell’anno, e alcuni prospetti che riepilogano la composizione dei Collegi territoriali e del Collegio di coordinamento.

Indice della relazione ABF 2013

INDICE
PREMESSA
1. L’ATTIVITÀ DELL’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO
Che cos’è l’ABF
Il quarto anno di funzionamento
La composizione e il funzionamento dei Collegi territoriali e del Collegio di coordinamento
Le Segreterie tecniche e la struttura centrale di coordinamento della Banca d’Italia
L’evoluzione normativa
Le iniziative per favorire la conoscenza dell’attività dell’ABF
Risoluzione stragiudiziale delle liti transfrontaliere: la rete Fin-Net
2. DATI SUI RICORSI E SULL’ANDAMENTO OPERATIVO
Sintesi
Dati statistici
Gli andamenti aggregati
L’oggetto della controversia
Le tipologie di intermediari
L’esito dei ricorsi
L’andamento operativo
Alcuni dati sui primi sei mesi del 2014
3. LE DECISIONI DEI COLLEGI: PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE NEL 2013
Il conto corrente
I servizi di pagamento
Le carte di debito e le carte di credito
Il phishing
I mutui e gli altri finanziamenti
L’usura
L’anatocismo e il piano di ammortamento alla francese
Le commissioni
Lo ius variandi
L’esecuzione del contratto
Il credito ai consumatori
La cessione del quinto dello stipendio e della pensione
L’estinzione anticipata dei finanziamenti
Le segnalazioni ai sistemi privati di informazione creditizia
La Centrale dei rischi
I confini dell’attività dell’ABF
4. PRIME INFORMAZIONI SU QUESTIONI AFFRONTATE NELL’ANNO IN CORSO
Gli interessi di mora e l’usura
La commissione di istruttoria veloce
Le moratorie e il calcolo degli interessi
Il credito al consumo e la risoluzione del contratto di vendita
La mancata partecipazione dell’intermediario al procedimento
La richiesta di documentazione da parte del condomino
5. RASSEGNA DELLE DECISIONI DEI COLLEGI
Osservazioni preliminari
Conto corrente
Vicende del contratto: condotta precontrattuale, forma scritta, ius variandi, recesso
Richiesta di esibizione della documentazione bancaria
Cointestazione del conto
Esecuzione di incarichi per conto del cliente
Bancomat e cassa continua
Decesso del titolare del conto
Depositi bancari e buoni postali fruttiferi
Depositi bancari
Buoni postali fruttiferi
Mutui e altri finanziamenti
Fase precontrattuale
Condizioni economiche del contratto
Esecuzione del contratto ed estinzione anticipata
Garanzie
Segnalazioni da parte dei Prefetti
Credito ai consumatori
Aperture di credito
Leasing e factoring
Strumenti di pagamento
Utilizzi non autorizzati
Assegni
Iscrizioni nelle banche dati
Sistemi privati di informazione creditizia
Centrale dei rischi
Centrale di allarme interbancaria
Orientamenti in tema di procedura
Preventivo reclamo
Termine annuale per la presentazione del ricorso
Competenza temporale
Competenza per materia
Competenza per valore
Effetti preclusivi derivanti da altri procedimenti di risoluzione delle controversie
Legittimazione attiva
Legittimazione passiva
Istanza di correzione
Questioni particolari
APPENDICE
Dati statistici
Note metodologiche
COMPOSIZIONE DEI COLLEGI TERRITORIALI E DEL COLLEGIO DI COORDINAMENTO

Allegato

  • Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario Numero 4 - 2013,  22 settembre 2014 (pdf, 6,5 M, 135 pp.)

Articoli collegati

ComplianceNet: 

MEF: l’attività di vigilanza antiriciclaggio nel 2013 – sintesi (23 settembre 2014)

140923-mef-relazione-ar.png

  • Fonte: sintesi del capitolo “4. L’attività di Vigilanza” della “Relazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria. Valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”, Anno 2013 (qui in pdf , 674 K 19 pp.). Qui per leggere l'intera "Relazione"

Indice dell'articolo

4. L’attività di vigilanza
 4.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF
 4.2. L’attività di vigilanza dalla Banca d’Italia
  4.2.1. Accertamenti ispettivi di carattere generale
  4.2.2. Accertamenti mirati presso direzioni generali
  4.2.3. Le verifiche presso le dipendenze delle banche
  4.2.4. I controlli di vigilanza cartolare
  4.2.5. Le procedure sanzionatorie
  4.2.6. I risultati dell’attività di vigilanza
 4.3. L’attività di vigilanza di Consob e Ivass
 4.4. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla Guardia di Finanza

4. L’attività di vigilanza

Il decreto legislativo 231/2007 stabilisce un’articolata ripartizione dei compiti di controllo tra la UIF, le autorità di vigilanza e gli organi investigativi.
Di seguito si riportano gli esiti delle attività di vigilanza e controllo effettuate nel corso del 2013 nonché gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche eseguiti dalla Guardia di finanza e dalla Direzione investigativa antimafia.

4.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF

L’attività ispettiva è esercitata dalla UIF, attraverso ispezioni di carattere generale e di tipo mirato (nota 43), nei confronti di soggetti la cui selezione avviene sulla base di criteri collegati al rischio.
Nel 2013 la UIF ha effettuato complessivamente 21 ispezioni di carattere generale e 12 ispezioni di tipo “mirato”.
Le verifiche sono state svolte su intermediari caratterizzati da specificità operative o da scostamenti rispetto ai livelli di collaborazione attesi.
Gli accertamento generali sono stati svolti, in collaborazione con l’IVASS, presso un’impresa assicurativa.
Verifiche generali sono state effettuate anche nel comparto del risparmio gestito, ove sono state riscontrate carenze nella collaborazione attiva derivanti da disfunzioni nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, specie con riferimento a soggetti nei cui confronti l’intermediario aveva maturato una conoscenza solo formale o comunque non idonea a definire correttamente il profilo di rischio.
Analoghe criticità nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica e conseguenti carenze nella capacità di rilevazione delle operazioni sospette sono state riscontrate nell’operatività bancaria on-line.
Gli accertamenti ispettivi di carattere mirato hanno riguardato l’approfondimento di operazioni collegate a rapporti intrattenuti dalle banche con particolari categorie di soggetti (curatele fallimentari, “compro-oro”) ovvero caratterizzati da un consistente utilizzo di banconote di grosso taglio. Una specifica attenzione è stata dedicata anche ad anomale operazioni di intermediazione in titoli da parte di società estere in contropartita con banche e intermediari finanziari italiani.
Nel 2013 è proseguito il programma di ispezioni sull’utilizzo anomalo delle carte di pagamento e sulla gestione dei relativi flussi informativi e finanziari (nota 44).
In tale ambito operativo sono emerse carenze operative suscettibili di minare il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette.
È stata, inoltre, rilevata un’ampia casistica di utilizzi delle carte da parte di soggetti diversi dal titolare, desunti dalla contemporanea effettuazione di operazioni in luoghi geograficamente distanti; frequente è risultato il caso di clienti titolari presso uno stesso intermediario di un numero molto elevato di carte di pagamento, specie prepagate, in assenza di limiti al numero di carte detenibili.
L’anomala frequenza dell’operatività richiede, per essere individuata, l’adozione di adeguate procedure di rilevazione automatica.
Tuttavia gli applicativi utilizzati dagli intermediari non sempre ricomprendono dati presenti nei sistemi gestionali che risultano essenziali per intercettare le irregolarità (l’ora esatta delle operazioni, i punti di prelevamento o ricarica); tali carenze impediscono l’identificazione di comportamenti rilevanti quali l’utilizzo in sequenza di più carte riconducibili a una pluralità di soggetti presso ricorrenti punti vendita, ATM o POS installati presso determinati esercenti.
Carenze sono state riscontrate nelle procedure di controllo sulla veridicità dei dati forniti dalla clientela, sulla concentrazione di operazioni in contanti poste in essere presso singoli punti operativi esterni e sui collegamenti tra operazioni di prelevamento e di accreditamento tra più carte.
Dall’attività ispettiva condotta dalla UIF, sono emersi fatti di possibile rilievo penale che sono stati oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria, nonché violazioni di natura amministrativa per le quali sono stati trasmessi al MEF i relativi verbali di contestazione per lo svolgimento del successivo iter istruttorio.
La UIF ha, inoltre, avviato 29 procedimenti amministrativi diretti all’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per l’omessa segnalazione di operazioni sospette, contestando operazioni non segnalate per un importo complessivo di circa 67,8 milioni di euro.
L’Unità ha altresì curato l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di dichiarazione riguardante operazioni di trasferimento o commercio di oro di valore pari o superiore a 12.500 euro. Nello stesso anno è stata predisposta l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di congelamento di fondi e di risorse economiche a carico dei soggetti destinatari.
(…)

4.2. L’attività di vigilanza dalla Banca d’Italia

(…)

4.2.1. Accertamenti ispettivi di carattere generale

Da gennaio a dicembre 2013 sono stati condotti complessivamente 184 accertamenti ispettivi di carattere generale (cd. “a spettro esteso”) presso intermediari45 distinti, per tipologia, in:

  • 15 gruppi bancari (di cui 1 follow up);
  • 122 banche;
  • 11 società di intermediazione mobiliare;
  • 9 società di gestione del risparmio;
  • 15 società finanziarie iscritte nell'elenco speciale ex articolo 107 TUB;
  • 7 società finanziarie iscritte nell'elenco generale ex articolo 106 TUB;
  • 4 istituti di pagamento;
  • 1 istituto di moneta elettronica.

Gli accertamenti ispettivi hanno individuato le seguenti disfunzioni:

  • a) ritardi o carenze nell’adempimento degli obblighi relativi all’attività di adeguata verifica della clientela (41 rilievi);
  • b) mancata osservanza degli obblighi di conservazione dei documenti e di registrazione delle transazioni in AUI, quali omesse o tardive registrazioni, duplicazioni o errate imputazioni delle causali o della titolarità delle operazioni, ovvero mancata o errata rappresentazione dei dati anagrafici (8 rilievi). Nella maggior parte dei casi le disfunzioni sono risultate riconducibili a problematiche di natura tecnico-procedurale; è stata riscontrata, in taluni casi, la violazione degli obblighi di conservazione delle informazioni raccolte per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela;
  • c) criticità inerenti alle segnalazioni di operazioni sospette (37 casi);
  • d) anomalie concernenti la limitazione all’uso del contante e titoli al portatore (3 casi);
  • e) manchevolezze nel rispetto degli obblighi in materia di organizzazione e controlli antiriciclaggio ( nota 47);
  • f) anomalie riguardo ai presidi organizzativi volti al contrasto del finanziamento al terrorismo (1 caso).

(l'articolo continua, clicca qui)

Banca d’Italia: “Disposizioni di vigilanza antiriciclaggio per operazioni di factoring” (19 agosto 2014)

130704-logo-bankit

Il 19 agosto 2014 la Banca d’Italia ha pubblicato il documento in consultazione “Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring” (pdf, 147 K, 5 pp.).
Il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre 2014
Di seguito la premessa al documento.

Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring - Premessa

Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico (Provvedimenti della Banca d'Italia del 3 aprile 2013) relative agli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell’ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa.
Le modifiche chiariscono che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria; pertanto, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica né registrate in Archivio Unico Informatico.
Considerato il carattere limitato dell’intervento normativo prospettato, il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre 2014.
Osservazioni, commenti e proposte possono essere trasmessi, entro tale data, alternativamente agli indirizzi:

I commenti ricevuti saranno pubblicati sul sito web della Banca d’Italia al termine della consultazione.
I partecipanti alla consultazione possono chiedere che, per esigenze di riservatezza, i propri commenti non siano pubblicati oppure siano pubblicati in forma anonima; il generico disclaimer di confidenzialità eventualmente presente in calce alle comunicazioni inviate via mail non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti.
I commenti pervenuti oltre il termine sopra indicato non saranno presi in considerazione.

Allegato

  • Banca d’Italia, “Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring”, 19 agosto 2014 (pdf, 147 K, 5 pp.)

Ultimi articoli su Banca d'Italia

Convegno: “Dall’antiriciclaggio all’autoriciclaggio” – disponibili le slide (Milano, 18 giugno 2014)

140229-logo-uif.jpg
Fonte: sito Unione Fiduciaria

Il 18 giugno 2014 a Milano presso la sede della Banca d’Italia, Via Cordusio 5, si è tenuto il convegno  “Dall’antiriciclaggio all’autoriciclaggio”.
Qui il programma completo (doc, 51 K, 2 pp.)

Elenco dei relatori e (ove disponibili) delle relative slide

  • Apertura dei lavori, Dott. Giuseppe SOPRANZETTI, Direttore della Sede di Milano della Banca d’Italia
  • Il quadro normativo internazionale e i suoi riflessi nella disciplina nazionale, Avv. Francesco DE PASQUALE , Membro Centro Studi Antiriciclaggio & Compliance (doc,  63 K,  2 pp.)
  • L’introduzione nel nostro ordinamento del reato di auto riciclaggio, Dott. Nicola MAINIERI, Banca d’Italia (ppt, 17 slide, 616 K)
  • Gli articoli 648-bis e 648-ter : i reati presupposto e i delitti fiscali, Dott. Antonio PASTORE, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano
  • Le responsabilità di banche, fiduciarie, intermediari e del loro personale, Prof. Avv. Emanuele FISICARO, Presidente Centro Studi Antiriciclaggio & Compliance
  • L’Unità di Informazione Finanziaria e le segnalazioni di operazioni sospette, Dott. Luca CRISCUOLO, Titolare Divisione Normativa e Rapporti Istituzionali UIF (ppt , 299 KB,  21 slide)
  • Gli adempimenti degli intermediari alla luce del nuovo contesto normativo e dell’introduzione del reato di auto riciclaggio, Dott. Michele MUSCOLO, Amministratore Delegato Generfid
  • L’individuazione del titolare effettivo: obblighi antiriciclaggio e tutela della privacy anche alla luce della Voluntary Disclosure, Avv. Fabrizio VEDANA, Vice Direttore Generale Unione Fiduciaria S.p.A. (ppt, 33 slide 522 K)

131003-unione-fiduciaria.jpg

Articoli collegati su "Unione Fiduciaria"

UIF: Presentazione del Rapporto sull’attività svolta nel 2013 (9 luglio 2014)

140229-logo-uif.jpg

  • Fonte: sito Bankit (pdf, 755 K, 20 pp.)

Per la prima volta l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha presentato pubblicamente il proprio “Rapporto annuale” relativo al 2013 (qui il testo completo in pdf, 2.4 M, 87 pp, qui il video) nel corso di un incontro pubblico che ha avuto luogo il 9 luglio 2014 e che è stato trasmesso anche in streaming.
Nel corso del suo intervento Claudio Clemente, Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), ha illustrato i temi più rilevanti dell’antiriciclaggio: la segnalazione di operazioni sospette
Clemente ha sottolineato con forza che in un Paese come l’Italia, che presenta radicati problemi di legalità, obiettivo del sistema di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro sporco è anche contrastare la possibile “zona grigia” di operatori disponibili a rendersi strumento del riciclaggio.
“La collaborazione attiva impone una scelta di campo fra rifiuto del riciclaggio e disponibilità alla connivenza; esclude la possibilità per gli operatori di “preferire non vedere o non sapere”.

Le segnalazioni di operazioni sospette

Le segnalazioni ricevute dalla UIF sono passate dalle 12.500 del 2007 alle circa 65.000 del 2012 e del 2013; notevoli sono anche gli importi complessivamente segnalati: nel 2013 circa 84 miliardi di euro. La quasi totalità delle comunicazioni ricevute riguarda sospetti di riciclaggio; numericamente marginali restano le  segnalazioni relative al finanziamento del terrorismo o dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa, pure ricomprese nel sistema di prevenzione.
La qualità informativa delle segnalazioni denota un sensibile miglioramento in termini sia di completezza sia di chiarezza, anche grazie all’adozione del nuovo modello segnaletico. La UIF continua a offrire supporto agli operatori per lo sviluppo di adeguate capacità di diagnosi e di rappresentazione dei sospetti di riciclaggio: esiti significativi sono stati ottenuti dai numerosi incontri effettuati con i segnalanti, specie di maggiori dimensioni.
I risultati conseguiti non devono far dimenticare le criticità che ancora impediscono al sistema di prevenzione di esprimere pienamente il suo potenziale.
La collaborazione attiva presenta livelli non omogenei.
Quasi l’85 per cento delle segnalazioni proviene dalle banche e dalle Poste.
L’attenzione delle banche tende, però, a concentrarsi sull’operatività corrente; uno scrutinio meno attento sembra emergere per le movimentazioni della clientela di maggiori di dimensioni e quando il rapporto assume prevalenti connotazioni di tipo gestorio e consulenziale.
Anche la collaborazione molto ridotta di SIM e SGR risente delle particolari caratteristiche delle relazioni con la clientela di questi intermediari. Su tali carenze si sta focalizzando l’attività di controllo dell’Unità.

La Pubblica Amministrazione

Anche gli uffici della Pubblica Amministrazione non appaiono effettivamente partecipi al sistema segnaletico, privando quest’ultimo di un contributo potenzialmente rilevante.
Sono stati avviati contatti con il Ministero dell’Interno per definire gli ambiti di attività pubblica per i quali è opportuno fornire indicatori di anomalia e istruzioni per le modalità di segnalazione.
Fra le Amministrazioni locali emergono positivi segnali di sensibilità al contrasto del riciclaggio che l’Unità sta seguendo con attenzione.
Il Comune di Milano ha attivato al proprio interno una funzione antiriciclaggio e ha avviato l’attività di segnalazione delle operazioni sospette.
L’Associazione dei Comuni della Lombardia ha manifestato l’intendimento di promuovere analoghe iniziative fra i propri associati.

L’analisi strategica di UIF

Il decreto legislativo 231 del 2007 chiama la UIF a svolgere, oltre alle analisi dirette a individuare e contrastare singoli episodi criminali, anche approfondimenti a carattere strategico, orientati a identificare fenomeni, tendenze, prassi operative, punti di debolezza del sistema e a valutare i rischi di riciclaggio e le esigenze di presidio.
Per rendere disponibili gli esiti degli approfondimenti anche a un pubblico più ampio e favorire lo sviluppo di una cultura della legalità, l’Unità ha avviato nei mesi scorsi la pubblicazione della collana “Analisi e studi” dei Quaderni antiriciclaggio, che si va ad affiancare alla periodica diffusione dei dati statistici sull’attività svolta.
Nel 2013 l’attenzione è stata focalizzata su alcune modalità operative che possono essere indicative di riciclaggio, al fine di valutarne la diffusione e la localizzazione territoriale.
È stato così possibile classificare le aree geografiche secondo prefissati parametri di rischio.
I risultati delle analisi effettuate dalla UIF hanno contribuito allo sviluppo di una metodologia per il risk assessment nazionale elaborata, su iniziativa del Comitato di Sicurezza Finanziaria, da un Gruppo di lavoro costituito presso il Ministero dell’Economia.

Usura

In parallelo con l’intensificarsi della crisi economica è stata osservata una maggiore diffusione del fenomeno dell’usura, testimoniata da segnalazioni di operazioni sospette raddoppiate nel 2013 rispetto all’anno precedente.

Persone politicamente esposte

Numerosi casi di segnalazione e di analisi hanno riguardato il riciclaggio dei proventi di reati lesivi di interessi pubblici o ascrivibili a persone politicamente esposte.
Sono stati rilevati, in particolare, utilizzi distorti dei finanziamenti pubblici, inadempienze nell’applicazione della disciplina sulla tracciabilità dei flussi finanziari nel settore dei contratti pubblici, appropriazioni indebite di fondi di pertinenza di partiti politici, situazioni corruttive.

Bitcoin e valute virtuali

L’interesse dell’Unità è stato pure rivolto al possibile uso per finalità illecite di monete virtuali: sono in corso approfondimenti sul potenziale di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo dei Bitcoin, anche in considerazione di alcune segnalazioni di operazioni sospette ricevute su anomale compravendite di tale strumento e delle iniziative che si vanno definendo in sede internazionale.

Attività di controllo

Le ispezioni dell’UIF sono state orientate verso settori critici quali: il risparmio gestito, l’attività bancaria on-line, l’utilizzo anomalo di carte di pagamento, l’operatività in titoli di società estere in contropartita con banche e intermediari finanziari italiani.
È intenzione dell’Unità qualificare ulteriormente le proprie funzioni ispettive, per approfondire la conoscenza di nuovi operatori e fenomeni, secondo un approccio basato sul rischio.

Il rapporto UIF 2013

  • Presentazione del Rapporto sull'attività svolta nel 2013 (pdf, 755 K, 20 pp. e video) )
  • Rapporto annuale n.6 - anno 2013 (pdf, 2.4 M 87 pp.)

I precedenti "Rapporti" dell'UIF

Leggi anche

UIF: presentazione “Rapporto annuale” sull’attività svolta nel 2013 (9 luglio 2014)

foto uif 300
Fonte: sito di Banca d’Italia
Il Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UIF), Claudio Clemente, presenterà il Rapporto annuale sull'attività svolta nel 2013 mercoledì 9 luglio alle 10:30 presso il Centro Convegni della Banca d'Italia in via Nazionale 190/d. Sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming sul sito web della Banca d'Italia.

(qui la registrazione video )

140229-logo-uif.jpg

Il rapporto UIF 2013

  • Presentazione del Rapporto sull'attività svolta nel 2013 (pdf, 755 K, 20 pp. e video) )
  • Rapporto annuale n.6 - anno 2013 (pdf, 2.4 M 87 pp.)

I precedenti "Rapporti" dell'UIF

Pagine