Banca d'Italia
Mario Draghi: "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio"
Il 13 febbraio 2010 il Governatore della Banca d’Italia è intervenuto al 16° Congresso degli operatori finanziari, organizzato alla Mostra d'Oltremare di Napoli da AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari), ASSIOM (Associazione Italiana Operatori Mercati dei Capitali) e ATIC FOREX (The Financial Markets Association of Italy - Associazione degli Operatori Finanziari). Nel suo intervento (qui in formato pdf) Mario Draghi ha affrontato anche il tema dell’antiriciclaggio, ricordando le nuove disposizioni per la tenuta dell’AUI e stigmatizzando che in relazione allo Scudo Fiscale al momento siano giunte pochissime segnalazioni di operazioni sospette. "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio" ha dichiarato il governatore. Nel seguito la parte del suo discorso in cui sono affrontati i temi della vigilanza, governance e antiriciclaggio.
L’azione della Vigilanza
L’azione della Vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari ha una logica unitaria. Ispezioni, controlli a distanza, interventi sul capitale e sulla liquidità, prescrizioni sugli statuti e sui compensi dei manager, regole e controlli sulla trasparenza e correttezza con i clienti sono tutti guidati dalla valutazione dei rischi a cui sono soggetti gli intermediari.
Dopo gli esercizi condotti lo scorso anno in modo coordinato dalle autorità di vigilanza europee, in queste settimane ha preso avvio una nuova tornata di stress test sulle maggiori banche dell’Unione. I risultati saranno resi pubblici entro giugno. Gli stress test sono ormai un ordinario strumento di vigilanza: la Banca d’Italia ha promosso, con l’attiva partecipazione delle banche, gli interventi necessari ad affinarli e rafforzarli.
Nel 2009 siamo ripetutamente intervenuti per richiamare le banche al pieno rispetto delle norme in materia di organizzazione e governo societario. Per le banche popolari si è puntato a un equilibrio tra la necessità di assicurare la stabilità degli assetti di governo approvati dalle assemblee e quella di evitare il rischio di un’eccessiva autoreferenzialità del management. A questo scopo abbiamo promosso adeguamenti statutari per garantire una sufficiente rappresentanza delle minoranze negli organi e facilitare la partecipazione dei soci alle assemblee, attraverso strumenti quali l’aumento del numero di deleghe e la possibilità di esprimere il voto a distanza. Ulteriori progressi in questa direzione sono tanto più necessari quanto più la realtà di alcune banche popolari si allontana dall’originaria connotazione localistica, facendo emergere intermediari di dimensioni sistemiche, quotati sui mercati regolamentati, con caratteristiche operative e assetti di gruppo complessi.
Le linee guida emanate dal FSB prevedono due principi fondamentali per le remunerazioni: devono essere collegate con i rischi assunti; non devono pregiudicare la conservazione del capitale
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UIF - Schemi rappresentativi di comportamenti anomali (art. 6, co. 7, lett. B d.lgs 231/2007) – frodi informatiche (phishing)
Il 5 febbraio 2010 sul sito di Banca d'Italia è stato pubblicata una "Comunicazione UIF" dal titolo "Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche". Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche
L’utilizzo sempre più diffuso di servizi on-line in ambito finanziario e commerciale è stato nel tempo accompagnato dal moltiplicarsi di frodi informatiche in diverse forme e modalità.
All’origine di tali attività illecite vi è la capacità da parte di organizzazioni criminali di entrare in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on-line di clienti inconsapevoli ovvero di acquisire altre informazioni utili, attraverso modalità diverse (invio massivo di messaggi di posta elettronica, costruzione di falsi siti Internet che riproducono quelli degli intermediari bancari, installazione via internet di software "spia" sui computer dei titolari di rapporti on-line, etc.).
Il progressivo diffondersi di servizi e strumenti di pagamento alternativi favorisce il perfezionamento delle frodi informatiche, con particolare riferimento alle operazioni di phishing (nota 1).
In relazione a quanto precede, gli intermediari che offrono alla propria clientela la possibilità di operare on-line sono invitati ad attivare efficaci sistemi di monitoraggio e prevenzione dell’operatività effettuata al fine di prevenire tali attività illecite.
Per agevolare tali valutazioni, si fornisce -ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007 – l’allegato schema operativo, elaborato sulla base dell’analisi finanziaria effettuata su operazioni segnalate per il sospetto di condotte illecite.
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Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Anna Maria Tarantola, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, è intervenuta il 29 gennaio 2010
a Rimini su "Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio" in occasione del convegno sull'antiriciclaggio organizzato dalla Fondazione Forense Riminese Michele Ugolini e l'Associazione Dottori Commercialisti di Rimini.
Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola
Fondazione Forense Riminese, Associazione Dottori Commercialisti di Rimini
Rimini, 29 gennaio 2010
- Introduzione
- Le iniziative a livello internazionale
- I compiti della Banca d'Italia nel nuovo quadro normativo
- L’azione di vigilanza e di prevenzione e contrasto al riciclaggio
- Gli intermediari e la gestione del rischio di riciclaggio
- Conclusioni
1. Introduzione
La lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo costituisce da tempo uno dei capisaldi per la tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario. Il reimpiego di denaro proveniente da attività criminali nell’economia legale altera il corretto funzionamento dei meccanismi di allocazione delle risorse e mette in pericolo la stabilità e la solidità dei soggetti che operano sui mercati della finanza.
Negli ultimi anni le infiltrazioni criminali nell’economia attraverso il reimpiego di denaro di provenienza illecita sono aumentate; crescente è il ricorso a mezzi e tecniche sofisticati e complessi.
Nella delicata fase di recupero dell’attività economica che stiamo registrando, occorre evitare che il disordine determinato dalla crisi crei occasioni che agevolino l’infiltrazione di capitali illeciti nel sistema finanziario; è indispensabile una convinta azione di prevenzione e di contrasto, mantenendo alta l’attenzione degli operatori nel rilevare segnali indicativi di attività anomale. E’ delle scorse settimane la denuncia del Direttore dell’Agenzia ONU di lotta al crimine organizzato sull’ingente flusso finanziario che i cartelli della droga avrebbero immesso nei circuiti finanziari mondiali, approfittando del bisogno di risorse liquide.
Le attività criminali rappresentano un costo pesantissimo per il nostro sistema Paese. Sono un effetto e al tempo stesso contribuiscono a mantenere basso il capitale sociale con conseguenze economiche e sociali gravissime, specie nel Mezzogiorno. Una minore disponibilità di finanziamenti, minore produttività del lavoro, minore propensione a svolgere attività imprenditoriale, inferiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, minori dimensioni delle imprese, più bassa efficienza del settore pubblico sono alcuni dei canali che determinano risultati economici peggiori dove il capitale sociale è inferiore.
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La nuova normativa di Banca d’Italia in tema di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari
Dal 1° gennaio 2010 sono entrate in vigore le nuove "Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti" (pubblicate in G.U. n. 210 del 10 settembre 2009), emanate dalla Banca d’Italia lo scorso 29 luglio 2009.
Le regole e i principi previsti in materia di trasparenza perseguono la finalità di rendere noti ai clienti gli elementi essenziali del rapporto contrattuale e le loro eventuali variazioni. Il rispetto di tale disciplina consente dunque agli intermediari di attenuare i propri rischi legali e reputazionali, concorrendo altresì alla sana e prudente gestione dei medesimi.
Le suddette disposizioni si applicano alle operazioni e ai servizi bancari e finanziari disciplinati dal Titolo VI del Testo Unico Bancario (D. Lgs. n. 385/1993), offerti dagli intermediari, anche "fuori sede" o mediante tecniche di comunicazione a distanza. Tra i soggetti destinatari di tale disciplina rientrano le banche autorizzate in Italia e le banche comunitarie, gli intermediari finanziari iscritti agli elenchi ex art. 106 e art. 107 del T.U.B., gli Imel, i confidi e Poste Italiane S.p.A. (per le attività di bancoposta). Sotto tale profilo, si è dunque proceduto ad un’opera di armonizzazione della disciplina sulla trasparenza, la quale è stata fatta confluire in un corpus normativo tendenzialmente unico, mentre in precedenza era contenuta in provvedimenti regolamentari diversi in ragione dei soggetti destinatari.
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Banca d'Italia – consultazione per disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni per antiriciclaggio
Il 25 gennaio 2009 la Banca d'Italia ha pubblicato, per la consultazione, lo schema di provvedimento recante disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che gli intermediari bancari e finanziari devono adottare a fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo.
Le nuove disposizioni, recita il comunicato stampa (qui in pdf) sono finalizzate a proteggere l’integrità di tutti gli operatori, con particolare riguardo a quelli bancari e finanziari, quindi ad assicurare la stabilità del sistema.
In coerenza con l’impostazione delle norme di vigilanza in tema di governance e compliance, il documento di consultazione è strutturato in principi e linee-guida e rimette all’autonomia degli intermediari e degli operatori la concreta individuazione delle soluzioni organizzative più idonee a realizzare gli obiettivi della disciplina, tenuto conto della forma giuridica, delle dimensioni e dell’operatività svolta.
L’adeguatezza delle soluzioni organizzative adottate in materia di antiriciclaggio rientra a pieno titolo tra le verifiche che la Banca d’Italia svolge sulle aziende vigilate nell’ambito del "processo di revisione e valutazione prudenziale".
Il termine per presentare le osservazioni sul documento in consultazione è il 31 marzo 2010.
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Antiriciclaggio: nuove disposizioni per la tenuta dell’Archivio Unico Informatico (AUI)
Il 31 dicembre 2009 Banca d’Italia ha emanato, d’intesa con ISVAP e CONSOB e sentita l’Unità di Informazione Finanziaria, le nuove disposizioni per la tenuta dell’archivio unico informatico antiriciclaggio (AUI).
Come recita il "comunicato stampa" (pdf) di Bankit, "il provvedimento disciplina le modalità per la registrazione dei rapporti e delle operazioni poste in essere dagli intermediari bancari e finanziari e introduce alcuni elementi di novità rispetto al passato; in particolare, si segnalano:
- la registrazione dei dati inerenti al titolare effettivo dei rapporti continuativi;
- nuovi criteri che prevedono l’obbligo di registrazione nell’AUI a carico degli intermediari presso cui sono incardinati i rapporti continuativi o a cui le operazioni sono riferibili;
- indicazioni per la registrazione delle operazioni in contropartita con intermediari insediati in paesi a regime antiriciclaggio "non equivalente".
L’archivio unico informatico, consentendo la tracciabilità dei flussi finanziari interni al sistema, è un presidio fondamentale nell’attività di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e costituisce il principale strumento informatico per l’individuazione delle operazioni sospette.
La Banca d'Italia, al fine di verificare il puntuale rispetto delle regole di registrazione, effettua costanti controlli sia presso le Direzioni Generali sia presso le dipendenze degli intermediari, ai quali è richiesta una crescente attenzione alle tematiche del contrasto al riciclaggio dei capitali di provenienza illecita."
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Banca d'Italia: Documenti di consultazione Comitato di Basilea
Comunicato stampa di Banca d'Italia, diffuso a cura del servizio segreteria particolare, fonte: http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2009/cs_basilea.pdf (pdf, 105 K)
Roma, 17 dicembre 2009
Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha pubblicato oggi due documenti di consultazione su proposte di modifica alla regolamentazione prudenziale internazionale in materia di capitale e liquidità delle banche (http://www.bis.org/press/p091217.htm). Le proposte si aggiungono ai nuovi standard pubblicati lo scorso luglio sul trattamento prudenziale dei rischi di mercato e di alcune operazioni di finanza innovativa.
I documenti intendono dare attuazione alle raccomandazioni approvate dal Financial Stability Board ("FSB") e dai Leaders del G20 alla riunione di Pittsburgh. Le proposte mirano a rafforzare la regolamentazione bancaria sulla base dell’esperienza della crisi, disincentivando modelli di business che operando con patrimonio di scarsa qualità ed elevata leva finanziaria hanno sviluppato attività finanziarie particolarmente rischiose, soprattutto nell’attività di trading.
Le proposte presentate sono il punto di partenza per ulteriori elaborazioni e non vanno interpretate come previsione del risultato finale. L’adeguamento ai nuovi standard sarà realizzato senza pregiudicare il necessario sostegno finanziario dell’attività economica.
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Banca d’Italia: controlli rafforzati contro il finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa
Il 10 novembre 2009 la Banca d’Italia ha pubblicato il "Provvedimento recante indicazioni operative per l’esercizio di controlli rafforzati contro il finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa" (qui in pdf, 132 K, 8 pp) a firma del Direttore Generale Fabrizio Saccomanni.
Nel seguito il testo completo della premessa e l’indice del documento.
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Banca d’Italia: riforma della regolamentazione e ruolo delle fondazioni bancarie
Il 10 giugno 2009 il Direttore Generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni è intervenuto a Siena al 21° congresso nazionale delle Fondazioni di Origine Bancaria e delle Casse di Risparmio con una relazione (pdf, 41 K,10 pp.) dedicata alla riforma della regolamentazione in Europa ed al ruolo delle fondazioni bancarie.
Nel suo intervento di Saccomanni ha "tirato le somme" delle rilevanti trasformazioni avvenute nell’ultimo decennio nel sistema bancario italiano e proposto una riflessione sulle implicazioni che l’irrompere di una crisi finanziaria così violenta come quella in corso sollecita al sistema bancario.
Saccomanni ha ricordato che la risposta delle autorità alla crisi è stata pronta, articolata e coordinata a livello internazionale. Tutti gli strumenti disponibili sono stati utilizzati, in alcuni casi con modalità e procedure innovative. Le politiche monetarie, le garanzie pubbliche, gli stimoli fiscali, l’azione di vigilanza sono stati tutti focalizzati sugli obiettivi di riattivare l’operatività dei mercati monetari e finanziari, di stimolare il riflusso del credito all’economia, di sostenere la domanda globale e l’occupazione. I primi effetti di questa strategia, ha sottolineato Saccomanni, si cominciano a scorgere.
Tuttavia la dimensione della crisi richiede di riflettere attentamente sugli elementi di vulnerabilità che ne hanno reso possibile la deflagrazione. Occorre, secondo Saccomanni, far tesoro al più presto delle dure lezioni che la crisi ha impartito.
Occorre muoversi a livello globale seguendo quando proposto dalla Presidenza italiana del G8: la definizione di global legal standards per la proprietà, l’integrità e la trasparenza dell’attività economica e finanziaria internazionale.
In conclusione i tre pilastri, usando le parole del Governatore della Banca d’Italia, su cui si dovrà basare la strategia di rifondazione del sistema finanziario globale sono:
- le istituzioni finanziarie internazionali,
- i regolatori,
- le banche centrali.
Nel seguito riproduciamo la parte del discorso di Saccomanni relativo alla " riforma della regolamentazione in Europa ".
La registrazione audio dell’intero convegno, infine, è disponibile sul sito di Radio Radicale.
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Banca d’Italia: crisi finanziaria e azione di vigilanza - gli scenari evolutivi
Il 4 giugno 2009 Stefano Mieli, Direttore Centrale per la Vigilanza Creditizia e Finanziaria di Banca d’Italia, è intervenuto alla convention ABI 2009 dedicata a "Basilea 2 e la crisi finanziaria" con un intervento dal titolo "Crisi finanziaria e azione di vigilanza - gli scenari evolutivi" (pdf, 11 K, 19 pp.)
Nella prima parte del suo intervento il dottor Mieli ha svolto interessanti considerazioni sugli effetti che la crisi finanziaria in atto da quasi due anni ha avuto sul sistema bancario italiano, concentrandosi sulle prospettive per i rischi creditizi nell’attuale fase di forte peggioramento ciclico. Nella seconda parte del suo intervento il dottor Mieli ha indicato una possibile chiave di lettura delle risposte che si vanno definendo, sia nelle sedi internazionali sia a livello nazionale, da parte delle autorità di vigilanza.
Di seguito pubblichiamo l’indice dell’intervento di Stefano Mieli e parti del suo discorso tratte dal capitolo 3 ("Gli sviluppi regolamentari nelle sedi internazionali"), il capitolo 6 ("L’attuazione di Basilea 2") ed il capitolo 7 ("Conclusioni").
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