Banca d'Italia

Corruzione, Visco: in Italia più grave e urgente. Cantone: serve impegno di tutti (Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2016)

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Convegno organizzato dall’Anac
Il problema della corruzione «nel contesto attuale italiano è ancora più rilevante e urgente che per altri paesi».
Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, aprendo i lavori di un convegno organizzato dall'Anac presso la Banca d’Italia.
«Il fenomeno della corruzione - ha aggiunto - purtroppo è diffuso come in altri paesi».
E «il caso dei Panama Papers è una delle evidenze recenti - ha aggiunto Visco - sull'uso di veicoli societari opachi per nascondere proventi di comportamenti illeciti, tra cui evasione fiscale e corruzione».
«La lotta alla corruzione - ha sottolineato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione - Raffaele Cantone non è solo lotta al malaffare ma lotta ad uno dei più gravi problemi del Paese perche' blocca l'economia, la concorrenza e causa la fuga dei cervelli».
Rivolto alla platea del secondo incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione Cantone ha sottolineato: «Sulla prevenzione e corruzione non si può tornare indietro; c’è ormai un intervento strutturale da parte del legislatore».
Ma, ha aggiunto Cantone «la riuscita spetta all'impegno di tutti».
Insomma «nessuno mette in discussione che il momento della repressione è uno dei cardini della lotta alla corruzione, ma appunto è uno. L'altro è quello della prevenzione».
Con le nuove norme varate, come il Codice degli appalti o la riforma che riguarda la Pa, ai responsabili anticorruzione degli enti - oggi riuniti a Roma per il secondo convegno annuale - spetterà «un compito rilevante di controllo.
L'Autorità, da parte sua, mette in campo un nuovo piano nazionale per la prevenzione della corruzione: prima - ha detto Cantone - era un tomo quasi enciclopedico, di difficile lettura. Ora la parte generale è di 28 pagine assolutamente esplicative, tende a dare indicazioni sulle principali aree di rischio ed è comprensibilissima.
I piani - ha ricordato Cantone - non sono carta, non sono adempimenti burocratici, come in parte si continua a credere, ma sono strumenti di compliance” attraverso i quali anche il cittadino può partecipare».

Un tema ripreso questa mattina anche da Matteo Renzi

«Gli accordi anti-corruzione che stiamo siglando sono un punto di riferimento nel mondo» ha detto Renzi .
«Ho fatto due presentazioni a Londra e in Serbia. Dovranno esserlo anche a livello del G7 e io in Giappone porterò questa nostra esperienza come esempio di lotta alla corruzione» ha sottolineato nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dedicata al protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle aree di Bagnoli.

I disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati

«Gli amministratori onesti sono la stragrande maggioranza di tutti i colori politici e partiti, come purtroppo ci sono disonesti in tutti i partiti politici e vanno cacciati» ha detto Renzi sottolineando come la lotta alla corruzione sia portata avanti grazie anche al lavoro degli amministratori onesti.

Cantone, problemi enormi da norma incompatibilità

«Il decreto 39 su incompatibilità e inconferibilità degli incarichi, su cui ci saremmo aspettati una chiarificazione, visto che è una misura che tende a evitare conflitti di interessi, sta creando problemi applicativi enormi» ha detto il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione.
Il riferimento è a uno dei decreti attuativi della legge Severino, su cui «abbiamo fatto due segnalazioni al Parlamento», ha ricordato Cantone, sottolineando che «la normativa non va indebolita, ma rafforzata», ma sono necessari dei «chiarimenti».
Uno dei nodi riguarda le sanzioni.
“Spesso - ha spiegato infatti Cantone - i responsabili anticorruzione degli enti, che sono competenti a irrogare le sanzioni verso un organo politico quando si presenta un caso si incompatibilità o inconferibilità, non se la sono sentita di farlo.
Proveremo a dare indicazioni più stringenti, ma questo resta un punto di carenza del sistema”.
Il tema si lega con un altro punto segnalato da Cantone, che riguarda il ruolo stesso dei responsabili anticorruzione, a cui va assicurata “una propria autonomia e indipendenza dagli organi di indirizzo politico.
Il responsabile anticorruzione deve rimanere interno alla pubblica amministrazione, ma deve essere messo in condizione di svolgere il proprio ruolo con un'autonomia che consenta di mantenere una distanza dall'organo politico”.

ANAC

sito web http://www.anticorruzione.it

Schema di Piano Nazionale Anticorruzione 2016

Consultazione on line del 20 maggio 2016 – invio contributi entro il 9 giugno 2016
I contributi e le osservazioni potranno essere inviati, utilizzando l’apposito Modulo, entro le ore  24  del 9 giugno 2016.

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Banca d’Italia – Vigilanza BCE: priorità per il 2016 (8 gennaio 2016)

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  • Fonte: comunicato stampa di Bankit (qu in pdf)

(Di seguito il testo integrale della comunicato stampa di Bankit e il paragrafo “Governo dei rischi e qualità dei dati” del testo della BCE citato da Bankit)

La funzione di vigilanza bancaria della BCE pubblica le priorità per il 2016

La funzione di vigilanza bancaria della BCE ha individuato cinque ambiti di approfondimento per il 2016.
Le priorità si fondano sulla valutazione dei rischi fondamentali che le banche si trovano ad affrontare.
Per ciascun rischio saranno intraprese iniziative di vigilanza.

Il 6 gennaio 2016 la Banca centrale europea (BCE) ha oggi pubblicato https://www.bankingsupervision.europa.eu/press/pr/date/2016/html/sr16010... le proprie priorità per il 2016 concernenti la vigilanza degli enti crediti zi significativi nell’area dell’euro.
Cinque ambiti di approfondimento sono stati definiti in base alla valutazione dei rischi fondamentali a cui le banche devono far fronte nel contesto attuale.
Il rischio di modello imprenditoriale e di redditività è stato considerato il più elevato, seguito da altri aspetti essenziali la cui rilevanza varia fra i paesi dell’area.
“Con l’inizio del secondo anno completo di vigilanza bancaria condotta a livello dell’area dell’euro, vogliamo indicare subito con trasparenza gli obiettivi che guideranno il nostro operato”, ha dichiarato Danièle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza della BCE.
“Le priorità rappresentano uno strumento essenziale per coordinare le azioni di vigilanza sulle diverse banche in maniera armonizzata e proporzionata, al tempo stesso contribuendo a realizzare condizioni di parità e fornendo sostegno alla crescita”.
Le cinque priorità di vigilanza per il 2016 sono:

● rischio di modello imprenditoriale e di redditività
● rischio di credito
● adeguatezza patrimoniale
● governo dei rischi e qualità dei dati
●liquidità

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Per ciascuna priorità saranno intraprese diverse iniziative di vigilanza.
In alcuni casi è possibile che la piena attuazione richieda più di un anno.
A livello delle singole banche, potrebbe essere necessario adeguare l’attività di vigilanza al profilo di rischio specifico di ciascun ente creditizio.
Un’esposizione più dettagliata delle priorità di vigilanza per il 2016 è disponibile (ita e english)  nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria (“Banking Supervision”).
Per eventuali richieste gli organi di informazione sono invitati a contattare Rolf Benders

Governo dei rischi e qualità dei dati

Il governo dei rischi delle banche sarà valutato tenendo conto del contesto caratterizzato da scarsa redditività e dalla conseguente ricerca di rendimento, nonché dell’abbondante offerta di finanziamento a costi contenuti da parte delle banche centrali.
Inoltre, come ha messo in luce la crisi finanziaria, gli organi di gestione delle banche non hanno sempre avuto a disposizione le informazioni sui rischi necessarie ad assumere valide decisioni imprenditoriali e di gestione dei rischi.
Una delle priorità dell’MVU è definire chiaramente le aspettative di vigilanza che gli enti creditizi dovrebbero soddisfare al riguardo.
Ci si attende che gli organi aziendali esigano e ottengano adeguate informazioni sui rischi, per poter valutare approfonditamente se le decisioni imprenditoriali comportino livelli di rischio coerenti con gli standard di propensione al rischio e i limiti all’assunzione dei rischi stabiliti dall’ente stesso.
La qualità dei dati e la capacità di aggregazione dei rischi a livello di impresa sono un presupposto essenziale per l’adozione di valide decisioni basate sul rischio e, di conseguenza, per un adeguato governo dei rischi.
L’MVU condurrà quindi un’analisi tematica sulla conformità degli enti creditizi ai principi per l’efficace aggregazione e segnalazione dei dati sui rischi fissati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (Basel Committee on Banking Supervision, BCBS).
L’analisi sarà anche di sostegno agli interventi varati a seguito dell’analisi tematica sul governo dei rischi e sulla propensione al rischio condotta dall’MVU nel 2015.
Infine, poiché la qualità e la sicurezza dei dati richiedono infrastrutture informatiche all’avanguardia, l’analisi comprende anche i rischi informatici.

Allegato

  • BCE, “La funzione di vigilanza bancaria della BCE pubblica le priorità per il 2016”, 6 gennaio 2016 (allegato in italiano – pdf - e inglese - pdf)

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Banca d’Italia: anatocismo, consultazione su proposta delibera CICR (24 agosto 2015)

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Il 24 agosto 2015 la Banca d’Italia ha posto in consultazione (fino al 23 ottobre 2015) la proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio(Cicr), attuativa dell' articolo 120 comma 2 del Testo Unico Bancario relativa al cosiddetto “anatocismo” (qui in pdf, 542 K, 5 pp.)
Nel seguito la “Premessa” del documento.

1. Premessa

La presente proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) attua l’articolo 120, comma 2, del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385 - TUB (“Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi”).
La materia della produzione di interessi nell’ambito delle operazioni bancarie è stata più volte oggetto di interventi da parte del legislatore.
In particolare, il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (“Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), nell’introdurre il comma 2 dell’articolo 120, aveva previsto che il CICR regolasse “modalità e i criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”.
In attuazione di questa norma, il CICR aveva provveduto a disciplinare la materia ( nota 1), stabilendo che:
i) nelle operazioni in conto corrente dovesse essere assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
ii) in talune ipotesi fosse ammessa la produzione di interessi da parte di interessi già maturati, in deroga a quanto previsto in linea generale dal codice civile (art. 1283; la deroga riguardava conto corrente, finanziamenti con piano di rimborso rateale e operazioni di raccolta).
Più recentemente la norma è stata nuovamente oggetto di interesse da parte del legislatore: dapprima un emendamento approvato nel corso dei lavori parlamentari finalizzati all’emanazione della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014”) ha sostituito il comma 2 dell’art. 120 del TUB (nota 2).
In seguito, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 ha nuovamente modificato la norma; la legge di conversione ha però espunto tale previsione (nota 3).
In conseguenza dei passaggi appena descritti, l’attuale formulazione dell’articolo 120 TUB risulta essere quella introdotta dalla già menzionata legge n. 147/2013.
La disposizione affida a una delibera del CICR il compito di adottare una disciplina attuativa in base alla quale
“a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.
L’intenzione del legislatore, quale emerge dall’esame dei lavori parlamentari, era quella di stabilire “l’improduttività degli interessi composti”, onde “mettere la parola fine a un comportamento riconosciuto illegittimo dalla giurisprudenza, ma costantemente tollerato dal legislatore” (nota 4).
Questo proposito, tuttavia, sconta alcune difficoltà ricostruttive originate dal tenore letterale della norma; si è resa necessaria, pertanto, un’opera di interpretazione finalizzata a far emergere pienamente lo scopo cui la riforma mirava.
Nella formulazione della proposta di delibera, inoltre, si è inteso delineare soluzioni che consentissero di evitare che l’intervento legislativo, finalizzato ad assicurare un regime di maggior favore per la clientela, potesse avere ricadute negative per la stessa.
Le soluzioni tecniche adottate – specie con riferimento alla contabilizzazione separata degli interessi – risultano in linea con le prime pronunce della giurisprudenza in materia.
Le opzioni interpretative seguite nella presente proposta di delibera, inoltre, sono state condivise con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La proposta di delibera è accompagnata da una Relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione; lo studio si è incentrato su quei profili non compiutamente definiti dal legislatore e che, pertanto, comportano l’esercizio di una scelta discrezionale.
In particolare, l’esame ha riguardato
i) la periodicità di contabilizzazione degli interessi;
ii) l’introduzione di un termine per l’esigibilità degli interessi.

Note al testo

(1) Cfr. Deliberazione del 9 febbraio 2000.
(2) In questo emendamento è trasfuso il contenuto di un’autonoma proposta di legge (AC1661 del 4 ottobre 2013).
(3) Il d.l. n. 91/2014, nel testo non convertito sul punto, stabiliva: “Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni disciplinate ai sensi del presente Titolo. Nei contratti regolati in conto corrente o in conto di pagamento è assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nell’addebito e nell'accredito degli interessi, che sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti interessi; per i contratti conclusi nel corso dell’anno il conteggio degli interessi è comunque effettuato il 31 dicembre”.
(4) Cfr. Relazione alla proposta di legge n. 1661/2013.

Allegato

Banca d’Italia, “Proposta di delibera CICR ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (TUB) Data pubblicazione:24-08-2015 , aperta fino al 23 ottobre 2015 (pdf, 542 K, 5 pp.)

 

ComplianceNet: 

Banca d’Italia: modifiche ai provvedimenti su adeguata verifica della clientela e AUI (31 luglio 2015)

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Modifiche ai provvedimenti del 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico
È stato pubblicato sul sito della Banca d’Italia il provvedimento che modifica i provvedimenti del 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico, con riguardo agli obblighi antiriciclaggio connessi con le operazioni di cessione di crediti commerciali e di collocamento diretto di OICR.

Allegati

Provvedimento recante disposizioni attuative per la tenuta dell'archivio unico informatico e modalità semplificate di registrazione

Testo della disposizione

  • Provvedimento per la tenuta dell'archivio unico informatico antiriciclaggio e per le modalità semplificate di registrazione pdf 71.1 K 31 luglio 2015
  • Provvedimento del 31 luglio 2015 pdf 121.3 K 31 luglio 2015
  • Causali analitiche pdf 472.5 K Allegato 1 11 aprile 2013
  • Standard tecnici pdf 707.8 KB Allegato 2 11 aprile 2013
  • Tabelle dei codici pdf 134.0 KB Allegato 11 aprile 2013

Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela

Testo della disposizione

  • Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela pdf 128.1 K Ai sensi dell'art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 31 luglio 2015
  • Provvedimento del 31 luglio 2015 pdf 121.3 KB 31 luglio 2015

 

Banca d’Italia: Sistemi interni di segnalazione delle violazioni – whistleblowing (23 luglio 2015)

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Il 21 luglio 2015 la Banca d’Italia ha aggiornato  le “Disposizioni di vigilanza per le banche” - Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 (qui il testo in pdf, 3.7 M, 142 pp.) introducendo le indicazioni in materia di whistleblowing  come previsto dal dlgs n.72 del 12 maggio 2015 di attuazione della direttiva 2013/36/Ce (pdf).
Di seguito il testo di Banca d’Italia (pp. 64 e 65 delle “Disposizioni di vigilanza per le banche” - Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, aggiornamento del 21 luglio 2015)

Sezione VIII - Sistemi interni di segnalazione delle violazioni

In linea con il principio di proporzionalità, le banche definiscono i sistemi interni volti a permettere la segnalazione da parte del personale (1) di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria (2).
I sistemi interni di segnalazione garantiscono in ogni caso la riservatezza e la protezione dei dati personali del soggetto che effettua la segnalazione e del soggetto eventualmente segnalato (3).
I suddetti sistemi sono strutturati in modo da garantire che le segnalazioni vengano ricevute, esaminate e valutate attraverso canali specifici, autonomi e indipendenti che differiscono dalle ordinarie linee di reporting.
A tal fine, i sistemi interni di segnalazione prevedono canali alternativi a disposizione del segnalante in modo da assicurare che il soggetto preposto alla ricezione, all’esame e alla valutazione della segnalazione (v. infra lett. c) non sia gerarchicamente o funzionalmente subordinato all’eventuale soggetto segnalato, non sia esso stesso il presunto responsabile della violazione e non abbia un potenziale interesse correlato alla segnalazione tale da comprometterne l’imparzialità e l’indipendenza di giudizio.
I soggetti preposti alla ricezione, all’esame e alla valutazione delle segnalazioni non partecipano all’adozione degli eventuali provvedimenti decisionali, che sono rimessi alle funzioni o agli organi aziendali competenti.
Le banche nominano un responsabile dei sistemi interni di segnalazione il quale assicura il corretto svolgimento del procedimento e riferisce direttamente e senza indugio agli organi aziendali le informazioni oggetto di segnalazione, ove rilevanti (4).
I soggetti che ricevono, esaminano e valutano le segnalazioni, il responsabile dei sistemi interni di segnalazione e ogni altro soggetto coinvolto nella procedura hanno l’obbligo di garantire la confidenzialità delle informazioni ricevute, anche in merito all’identità del segnalante che, in ogni caso, deve essere opportunamente tutelato da condotte ritorsive, discriminatorie o comunque sleali conseguenti alla segnalazione.
I sistemi interni di segnalazione prevedono:
a. i soggetti che, in conformità a quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. h-novies, TUB (5), li possono attivare;
b. fermo restando quanto previsto dall’art. 52-bis, comma 1, TUB (6), gli atti o i fatti che possono essere oggetto di segnalazione;
c. le modalità attraverso cui segnalare le presunte violazioni e i soggetti preposti alla ricezione delle segnalazioni;
d. il procedimento che si instaura nel momento in cui viene effettuata una segnalazione con l’indicazione, ad esempio, dei tempi e delle fasi di svolgimento del procedimento, dei soggetti coinvolti nello stesso, delle ipotesi in cui il responsabile dei sistemi interni di segnalazione è tenuto a fornire immediata comunicazione agli organi aziendali;
e. le modalità attraverso cui il soggetto segnalante e il soggetto segnalato devono essere informati sugli sviluppi del procedimento;
f. l’obbligo per il soggetto segnalante di dichiarare se ha un interesse privato collegato alla segnalazione;
g. nel caso in cui il segnalante sia corresponsabile delle violazioni, un trattamento privilegiato per quest’ultimo rispetto agli altri corresponsabili, compatibilmente con la disciplina applicabile.
Al fine di incentivare l’uso dei sistemi interni di segnalazione e di favorire la diffusione di una cultura della legalità, le banche illustrano al proprio personale in maniera chiara, precisa e completa il procedimento di segnalazione interno adottato indicando i presidi posti a garanzia della riservatezza dei dati personali del segnalante e del presunto responsabile della violazione con l’espresso avvertimento che la disposizione di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196 (7), non trova applicazione con riguardo all’identità del segnalante, che può essere rivelata solo con il suo consenso o quando la conoscenza sia indispensabile per la difesa del segnalato.
Nel rispetto di quanto previsto dalla disciplina sulla protezione dei dati personali, il responsabile dei sistemi interni di segnalazione redige una relazione annuale sul corretto funzionamento dei sistemi interni di segnalazione, contenente le informazioni aggregate sulle risultanze dell’attività svolta a seguito delle segnalazioni ricevute, che viene approvata dagli organi aziendali e messa a disposizione al personale della banca.
Le banche, fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui alla presente Sezione e alle Sezioni IV e V, possono esternalizzare l’attività di ricezione, esame e valutazione delle segnalazioni.

Note al testo

  1. Ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. h-novies), TUB, per “personale” si intende: “i dipendenti e coloro che comunque operano sulla base di rapporti che ne determinano l’inserimento nell’organizzazione aziendale, anche in forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato”.
  2. Ai fini delle presenti disposizioni per “attività bancaria” si intende quella disciplinata dall’art. 10, commi 1, 2 e 3, TUB.
  3. Gli obblighi di riservatezza non possono essere opposti quando le informazioni richieste sono necessarie per le indagini o i procedimenti avviati dall’autorità giudiziaria in seguito alla segnalazione.
  4. Il responsabile dei sistemi interni di segnalazione, in linea con il principio di proporzionalità, può direttamente gestire le fasi di ricezione, esame e valutazione del procedimento di segnalazione.
  5. V. supra, nota 1. 11
  6. Ai sensi dell’art. 52-bis, comma 1, TUB “le banche e le relative capogruppo adottano procedure specifiche per la segnalazione al proprio interno da parte del personale, di atti o fatti che possono costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria”.
  7. Ai sensi dell’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196, “l’interessato ha diritto di ottenere l’indicazione dell’origine dei dati personali”.

Testo della circolare

  • Banca d’Italia, “Disposizioni di vigilanza per le banche, Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, aggiornamento n. 11 del 21 luglio 2015” (pdf, 3.7 M, 142 pp.) – [la parte relativa al whistleblowing è alle pagine 64 e 65 ndr]

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Banca d’Italia: disposizioni sulla trasparenza (17 luglio 2015)

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È stato pubblicato sul sito della Banca d’Italia il provvedimento che modifica le disposizioni in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”.
Gli intermediari dovranno adeguarsi alle modifiche apportate con il presente provvedimento entro il 1° ottobre 2015.

Di seguito il testo completo della comunicazione di Bankit

Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari - correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti

Il presente provvedimento (pdf) modifica alcuni profili contenuti nella disciplina adottata con provvedimento della Banca d’Italia “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” del 29 luglio 2009 e successive modifiche, al fine di recepire innovazioni normative intervenute negli ultimi anni, realizzare una semplificazione dei documenti informativi e fornire chiarimenti sulla disciplina attuale.
In tale ambito sono altresì aggiornati gli allegati

  • 4A (Prototipo di foglio informativo del conto corrente offerto a consumatori),
  • 4B (Prototipo di foglio informativo del mutuo offerto ai consumatori),
  • 6 (Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto)
  • 6A (Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto dei conti “in convenzione”).

Il provvedimento tiene conto dei commenti ricevuti durante la fase di consultazione pubblica;una tavola di analisi e valutazione delle osservazioni ricevute è pubblicata contestualmente al presente provvedimento.
Per comodità di consultazione delle Disposizioni e dei menzionati allegati si provvede alla ripubblicazione della complessiva disciplina.
L’accluso provvedimento contiene quindi il testo integrale delle disposizioni sulla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”.
Per agevolare la lettura delle innovazioni, per un periodo di sei mesi la Banca d’Italia pubblicherà sul proprio sito internet anche una versione, non ufficiale, con l’evidenza delle modifiche apportate.
Gli intermediari dovranno adeguarsi alle modifiche apportate con il presente provvedimento entro il 1° ottobre 2015.
Il provvedimento sarà pubblicato, come di consueto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet www.bancaditalia.it.

Roma, 15 luglio 2015

IL GOVERNATORE
Ignazio Visco

Allegati

Testo della disposizione

  • Provvedimento del 15 luglio 2015 pdf 183.7 KB  (Modifiche al Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modifiche data-pub16 luglio 2015)
  • Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modifiche pdf 1.5 MB  (Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti. Testo delle Disposizioni aggiornate al 15 luglio 2015 data-pub16 luglio 2015)
  • Provvedimento del 29 luglio 2009 (versione non ufficiale con evidenza delle revisioni rispetto al testo del 20 giugno 2012) pdf 1.6 MB data-pub16 luglio 2015
  • Comunicazione relativa al Provvedimento del 29 luglio 2009 pdf 238.3 KB (Risposte alle domande frequenti data-pub16 luglio 2015)

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Banca d’Italia: 1° incontro nazionale responsabili anticorruzione (14 luglio 2015)

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  • Fonte: sito Banca d’Italia, titolo originale: “Intervento introduttivo di Ignazio Visco al 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione”

Il rispetto della legalità è un presupposto fondamentale della “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati

Il Governatore Ignazio Visco è intervenuto in apertura del 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione organizzato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma presso il Centro Convegni della Banca d'Italia.

Nel seguito una sintesi dell’intervento del Governatore.

Gli effetti della corruzione

La lotta alla corruzione, e più in generale, un contesto istituzionale adeguato sono essenziali anche per gli effetti macroeconomici che producono sulle possibilità di sviluppo economico di un paese (oltre che sul benessere collettivo) e quindi sulla stessa stabilità finanziaria.
È anche per questo che la Banca d’Italia è attenta e attivamente impegnata su questi temi.

Banca d’Italia contro la corruzione

Un efficace contrasto a tali attività richiede di agire sulle radici del fenomeno, con un contesto istituzionale efficace e con interventi mirati di prevenzione e repressione.
La Banca d’Italia vi contribuisce, collocandosi soprattutto nell’ambito della prevenzione, in diversi modi: dall’azione condotta dalla Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso il nostro Istituto in piena autonomia operativa e gestionale, agli interventi svolti nell’ambito dell’attività di vigilanza; dall’attività di ricerca e di analisi economica e statistica all’attività di spesa, condotta perseguendo obiettivi di qualità nel pieno rispetto delle regole. In ciascuno di questi ambiti, credo vi siano ampi spazi di collaborazione istituzionale.

La Vigilanza.

L’attività di vigilanza della Banca d'Italia è finalizzata ad assicurare, in primo luogo, la “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati”.
Il rispetto della legalità ne è un presupposto fondamentale.
A loro volta, intermediari sani e prudenti costituiscono una barriera contro la penetrazione criminale nell’economia legale.
Nell’ambito del sistema nazionale di prevenzione del riciclaggio, sotto l’egida del Comitato di Sicurezza Finanziaria, la Banca d’Italia e la UIF collaborano, in ruoli tra loro complementari, con le altre Autorità nazionali per prevenire e individuare infiltrazioni nell’economia legale dei proventi della criminalità, in particolare attraverso il canale dell’intermediazione finanziaria.
La Vigilanza realizza su banche e intermediari finanziari un’attività di controllo, sia a distanza che ispettiva, volta a verificare il rispetto della normativa antiriciclaggio e la funzionalità e affidabilità delle procedure interne di contrasto del riciclaggio e delle segnalazione delle operazioni sospette alla UIF.
Questo compito rimane in capo all’Autorità nazionale anche dopo l’entrata in vigore del meccanismo di sorveglianza unico europeo.

Responsabile antiriciclaggio e responsabile di prevenzione della corruzione

In questo campo è interessante e utile oggi richiamare l’esperienza dell’istituzione del “responsabile antiriciclaggio”, per le analogie che può avere con la figura del “responsabile di prevenzione della corruzione”.
Nei primi anni le incertezze e le riserve culturali erano molte ed è stata necessaria un’azione decisa non solo sulle strutture ma soprattutto sulle professionalità, sulla formazione e sulla consapevolezza dei funzionari e degli stessi vertici delle banche.
Ora nessuno più dubita del contributo dell’antiriciclaggio nella gestione delle banche non solo per fronteggiare i rischi legali e reputazionali, ma anche per garantire efficienza e stabilità degli stessi istituti.

UIF

Sinergie rilevanti tra le attività di contrasto al riciclaggio e quelle di contrasto alla corruzione si sono sviluppate e potranno ancora realizzarsi grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto tra l’ANAC e la UIF.
L’accordo prevede che le due Autorità possano scambiarsi informazioni per l’individuazione dei fattori di rischio di corruzione, di inefficacia dei presidi anticorruzione, di indicatori e schemi di anomalia volti ad agevolare la segnalazione di operazioni sospette da parte degli uffici della pubblica amministrazione, ovvero ancora di ipotesi  di violazione degli obblighi di collaborazione attiva da parte dei medesimi uffici.

Trasparenza e accessibiltà

L’esperienza mostra come un terreno fertile per la corruzione sia anche da rintracciarsi nella complicazione delle norme, nell’incertezza dell’individuazione a monte delle esigenze pubbliche e nella carenza delle progettazioni tecniche.

Educazione alla legalità economica

È infine indispensabile che a tutti i presidi specifici si accompagni nel Paese la diffusione nella cultura di cittadini e imprese dei valori della legalità e della correttezza.

Allegati

  • Agenda dell’evento (pdf)
  • Intervento del Governatore Ignazio Visco al 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione (pdf , 66 K, 7 pp.) 

 

Bank of Italy: how to make a complaint to report misconduct by financial intermediaries (10th July 2015)

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Protection of savers. It will be easier to lodge complaints with the Bank of Italy of irregularities or misconduct by banks or other financial intermediaries

The customer who wants to report a problem with a bank or a financial intermediary to the Bank of Italy now can do so, simply and directly, using a new complaint form.
The module helps the client to represent the problem in a concise and complete manner; it automatically identifies the branch of the Bank of Italy to which to send the note, via regular mail, certified mail (PEC) or conventional email signed electronically. You do not need the assistance of lawyers.
Use of the online form allows the Bank of Italy to analyze promptly each report and to request the intermediary to clarify the issue directly with the customer.
For the Bank of Italy complaints are an important source of information for the purpose of supervising the intermediaries.

Annex

  • Complaint form to report misconduct by Italian financial intermediaries (pdf)

Link

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ComplianceNet: 

Banca d’Italia: come fare un esposto per segnalare scorrettezze da parte degli intermediari finanziari (10 luglio 2015)

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Tutela dei risparmiatori. Più facile presentare un esposto alla Banca d’Italia su scorrettezze o irregolarità da parte degli intermediari

Il cliente che vuole segnalare alla Banca d’Italia un problema nella propria relazione con una banca o un intermediario finanziario può farlo in modo semplice e diretto utilizzando il modulo per l’esposto.
Il modulo aiuta il cliente a rappresentare in modo sintetico e completo il problema, individua automaticamente la Filiale della Banca d’Italia cui inviare la segnalazione, via posta ordinaria, posta elettronica certificata (PEC) o e-mail convenzionale firmata elettronicamente. Non occorre l’assistenza di legali.
L’uso del modulo on line permette alla Banca d’Italia di analizzare con prontezza ogni segnalazione e di sollecitare l’intermediario a chiarire la questione direttamente con il cliente.
Per la Banca d’Italia gli esposti sono una fonte importante di informazioni per l’esercizio della vigilanza sugli intermediari.

Allegato

  • Modulo per esposto contro intermediari finanziari (pdf, 4 pp.)

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ComplianceNet: 

Il punto di Banca d’Italia sull’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche (DirittoBancario.it, 3 luglio 2015)

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Pubblicato il testo dell’intervento del Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Stefano De Polis, sul tema “L’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche: tra business ed esigenze di governo. L’uscita dall’eclissi parziale” tenuto ieri (2 luglio 2015 ndr) all’Università LUISS Guido Carli di Roma.
L’intervento si è concentrato sui seguenti profili:

  • il contesto di riferimento: la funzione organizzazione fra evoluzione del mercato e della regolamentazione;
  • la reazione delle autorità di vigilanza;
  • il profilo organizzativo nell’approccio di supervisione.

Nel chiudere, il dott. De Polis ha ricordato come “le sfide del nuovo contesto, il ruolo del board nel definire il modello di business, nell’approntare il RAF e nella definizione delle modalità di gestione dei rischi e della coerenza della macro-struttura, richiedono che il presidio delle variabili organizzative e di governo sia gestito in modo coordinato. Il processo in atto va incanalato verso un assetto che individui nella funzione organizzazione una cabina di regia del cambiamento organizzativo in grado di sostenere le esigenze del business di rispondere alle sollecitazioni del mercato e della concorrenza, rendendole nel contempo compatibili con la necessità di assicurare una gestione integrata e un governo unitario dei rischi”.

Allegato

  • Stefano De Polis, Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria Banca d’Italia, “L’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche: tra business ed esigenze di governo. L’uscita dall’eclissi parziale” (pdf, 104 K, 8 pp.)

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