Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e contrasto del terrorismo

Sull’autoriciclaggio incertezze destinate alla Cassazione (Il Sole 24 Ore, 2 maggio 2016)

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Panama papers: la preannunciata volontà del fisco italiano di setacciare le liste panamensi alla ricerca dei contribuenti evasori comporterà a cascata la perseguibilità pressoché automatica per condotte di self-laundering

A più di un anno dall’entrata in vigore, l’autoriciclaggio balza agli occhi per lo scandalo dei Panama papers. Nomen omen, per dirla con il brocardo: il reato tradisce le origini.
Non a caso il battesimo coincide con la legge 186/2014, destinata all’emersione e rientro dei patrimoni illecitamente detenuti all’estero (la “voluntary disclosure”).
Cosicché, la preannunciata volontà del fisco italiano di setacciare le liste panamensi alla ricerca dei contribuenti evasori comporterà a cascata la perseguibilità pressoché automatica per condotte di self-laundering.
Ma procediamo per ordine.
La recente politica criminale in materia economica si distingue per tratti persino monotoni nella loro ripetitività: intanto, l’aspetto governocentrico, che relega il Parlamento a recettore di scelte eterodirette; ancora, la cinica esigenza di far cassa, cioè l’asservimento delle modalità e del contenuto dell’incriminazione a obiettivi di invarianza di bilancio, anzi di reperimento di risorse finanziarie aggiuntive.
Infine, il disagio linguistico condensato in formule oscure con inevitabili ricadute quanto a certezza del diritto.
Il ”vissuto” degli ultimi anni lo testimonia: lo spacchettamento della concussione con l’induzione indebita, il falso in bilancio, la clausola deflattiva della particolare tenuità del fatto (e l’elenco potrebbe continuare) scontano un imprinting macchinoso, con l’effetto a cascata di rimettere alla giurisprudenza l’esatto perimetro applicativo, spesso attraverso interpretazioni creative.
La degenerazione del sistema si tocca con mano nel disallineamento delle pronunce, tale da invocare il ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione per dirimere il contrasto.
Emblematica la punibilità del falso valutativo, rientrata dalla finestra, a fronte delle opzioni (almeno formali) legislative.
Facile allora prevedere medesima sorte per l’autoriciclaggio, che ricorda il tentativo del barone di Münchausen di salvarsi dalle sabbie mobili afferrandosi per i capelli.
Ciò poiché, semplificando, il reimpiego nel circuito economico dei proventi di un delitto-presupposto a opera di un unico autore risponde all’esigenza, astrattamente condivisibile, di evitarne l’inquinamento con l’ingresso di denaro sporco.
Lo scopo di protezione del mercato si scontra tuttavia con la descrizione di una condotta tipica tale da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa.
L’avverbio «concretamente», introdotto dalla riforma e assente nel riciclaggio, se funzionale al recupero di una decettività significativa in termini di offensività, risulta distonico però rispetto al bene giuridico tutelato, strizzando l’occhio verso obiettivi di salvaguardia dell’amministrazione della giustizia.
Il baricentro dell’autoriciclaggio e del tipo criminologico sotteso si inclina ormai verso il reimpiego da evasione tributaria.
Se inoltre è condivisibile il range sanzionatorio (2-8 anni di reclusione) minore a confronto del riciclaggio (4-12 anni), dovendosi temere di più chi smacchia l’abito rivolgendosi alla lavanderia specializzata anziché ricorrere alla lavatrice di casa, il punto debole della riforma si annida nella causa di non punibilità di cui al quarto comma, riferita alle «condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinati alla mera utilizzazione o godimento personale».
L’oscurità semantica è pari alla tortuosità logica.
Innanzitutto per l’incipit «fuori dei casi di cui ai commi precedenti»( forse da intendersi al contrario «nei casi»).
Inoltre, per la curiosa creazione di un’eccezione (comma 4) all’eccezione (comma 1) che fa rivivere il principio generale di non punibilità; ancora, per l’inversione dell’onere della prova, a carico dell’imputato.
E soprattutto per il carattere “personale” della destinazione, riferito al solo riciclatore o anche alla famiglia? E da considerarsi esclusivo o no? Con conseguenze non trascurabili.
Così, una modesta vincita frutto di scommesse clandestine, utilizzata per giocare al lotto (attività speculativa) sarà punibile se sia stata condivisa con un amico, dando vita peraltro, nel caso di pluralità di puntate, a un autoriciclaggio a catena, con pene finali eccessive, confrontate con il peso dell’offesa.
E il profitto di un insider trading utilizzato per l’acquisto di una barca non integrerà l’autoriciclaggio quando l’autore se ne serva unicamente per prendere il sole, anziché contemporaneamente noleggiarla il fine-settimana.

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Guardia di Finanza: il contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo (3 maggio 2016)

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  (clicca sull'immagine per ingrandire)

Nel mese di aprile 2016 la Guardia di Finanza ha pubblicato il suo “Rapporto 2015” (pdf, 19 M, 67 pp.)
Nel seguito il capitolo dedicato all’antiriciclaggio.

Il contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo

Sempre più impegnativa è l’attività volta a ricercare e reprimere tutti i fenomeni illeciti (riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento dei valori, ecc.) in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le normali condizioni di concorrenza.
Gli interventi si sviluppano con indagini di polizia giudiziaria, l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate da intermediari ed operatori finanziari obbligati ed i controlli sulle movimentazioni di valuta.
Molta importanza rivestono anche le ispezioni ed i controlli nei confronti dei destinatari della normativa antiriciclaggio (intermediari finanziari, money transfer, società fiduciarie, ecc.), al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, registrazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l’utilizzo del sistema finanziario per movimentare capitali di origine illecita.
Un’attenzione specifica è inoltre dedicata al contrasto ed alla prevenzione del finanziamento del terrorismo, con lo scopo di intercettare eventuali fonti di sostentamento di ambienti a rischio di radicalizzazione.

Allegato

  • Guardia di Finanza, “Rapporto 2015” (pdf, 19 M, 67 pp.)

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Assirevi: applicazione alle società di revisione della normativa antiriciclaggio (DirittoBancario.it, 27 aprile 2016)

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Assirevi ha pubblicato il Documento di Ricerca n. 181R dell’aprile 2016 su “Normativa Antiriciclaggio: applicazione alle società di revisione” (pdf, 759 K, 58 pp.).
Il Documento ha lo scopo di analizzare le diverse problematiche sottese agli adempimenti richiesti dal Decreto Legislativo n. 231 del 21 novembre 2007 da parte delle società di revisione contabile e dei revisori legali con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del Decreto stesso, tenuto conto delle peculiarità del lavoro di revisione legale e delle specifiche indicazioni regolamentari emesse dalla Consob.
Il presente Documento aggiorna e sostituisce il Documento di ricerca n. 181 e tiene conto delle prescrizioni normative contenuto nella Direttiva 2015/849 emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio del 20 maggio 2015 in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo (c.d. Quarta Direttiva) che, sebbene non ancora recepite nel nostro ordinamento, rappresentano un riferimento per i futuri orientamenti normativi in materia.

Allegato

  • Assirevi, Documento di Ricerca n.181R (Revised), “Normativa Antiriciclaggio: applicazione alle società di revisione”, (pdf, 759 K, 58 pp.)

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ABI: Circolare “Autoriciclaggio e responsabilità degli enti” (11 aprile 2016)

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(immagine tratta da Wikimedia Commons)

Su Italia Oggi dell’11 aprile 2016, Federica Unia ritorna sul tema dell’autoriciclaggio commentando la Circolare “Autoriciclaggio e responsabilità degli enti” di ABI, l’Associazione Bancaria Italiana  .
Secondo la Circolare ABI (disponibile in pdf sul sito di Italia Oggi a questo link previo registrazione gratuita) “è comunque essenziale la funzione selettiva svolta dal requisito del concreto ostacolo alla provenienza delittuosa: esso dovrà essere puntualmente riscontrato e sarà necessario accertare la sussistenza di condotte dissimulatorie ovvero anomale rispetto all’ordinaria attività mentre semplici operazioni tracciabili, non avendo tali caratteristiche, non dovrebbero assumere rilevanza penale”.
La condotta di autoriciclaggio deve essere successiva al perfezionamento del reato che ha dato origine ai proventi illeciti, anche se compiuta dopo la sua estinzione (ad esempio, per prescrizione) o anche se l’autore del medesimo reato non sia imputabile o punibile, oppure manchi una condizione di procedibilità.
La circolare Abi propone, infine, alcuni suggerimenti circa il conseguente aggiornamento dei modelli organizzativi con riferimento al settore bancario.
Nello specifico, in relazione ai proventi illeciti formatisi all’interno delle banche si è proposta una distinzione tra proventi derivanti da reati inseriti nel catalogo dei reati presupposto ex dlgs 231/2001 e reati non rientranti nel catalogo.

Link

  • Il testo completo dell’articolo di Federica Unia (“Autoriciclaggio, regole tassative”, 11 aprile 2016, su Italia Oggi) è disponibile sul sito Assinews a questo link   
  • La Circolare ABI n. 6-2015, “Autoriciclaggio e responsabilità degli enti” è disponibile in pdf sul sito di Italia Oggi a questo link previo registrazione gratuita)
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FATF-GAFI: Money Transfer - linee guida per l’approccio basato sul rischio (29 febbraio 2016)

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FATF- GAFI - the Financial Action Task Force / Le Groupe d’action financière- è un organismo intergovernativo che ha l’obiettivo di fissare standard comuni e promuovere misure ed azioni legali, normativi e operative per una efficace lotta al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e ad altre minacce correlate alla integrità del sistema finanziario internazionale.
Il 23 febbraio 2016 il FATF- GAFI ha pubblicato il documento “Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services” - Linee guida per l’approccio basato sul rischio per i Money Transfer e altri soggetti che forniscono servizi di trasferimento di denaro o valori – (qui il testo in inglese in pdf, 3.3 M, 71 pp.)

Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services

Money or Value Transfer Services (MVTS) play an important role in the international financial system and in supporting financial inclusion.
In December 2015[1], the United Nations estimated that developing countries received over USD 400 billion in remittances from migrants living abroad in 2014.
However, like other financial institutions, MVTS providers are also vulnerable to the abuse for the purpose of money laundering and terrorist financing.
The FATF has updated its 2009 Guidance on a Risk-Based Approach for Money Services Businesses to bring it into line with the 2012 FATF Recommendations.
This non-binding Guidance is intended to assist countries and their competent authorities, as well as the practitioners in the MTVS sector and in the banking sector that have or are considering MVTS providers as customers, to apply the risk-based approach associated to MVTS.
The risk-based approach, the cornerstone of the FATF Standards, requires that measures to combat ML/TF are commensurate with the risks. Such measures should not necessarily result into the categorisation of all MVTS providers as inherently high-risk.
The overall risks and threats are influenced by the extent and quality of regulatory and supervisory framework as well as the implementation of risk-based controls and mitigating measures by each MVTS provider.
While this Guidance is applicable to the entire MTVS sector (both banking and non-banking institutions offering MVTS); it is primarily intended for non-banking MVTS providers. This Guidance should be read in conjunction with other relevant Guidance, in particular FATF Guidance for a Risk-Based Approach: The Banking Sector.

Note

[1] www.un.org/sg/statements/index.asp?nid=9350

Annex

  • FATF- GAFI, "Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services", February 2016 (pdf, 3.3 M, 71 pp.)

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Basilea: aggiornamento linee guida antiriciclaggio (dirittobancario.it, 15 febbraio 2016)

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Il Comitato di Basilea amplia le linee guida su antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo con una "Guida generale per le aperture di conto”

La maggior parte dei rapporti tra banca e cliente iniziano con una procedura di apertura di conto e, a ben considerare, le informazioni sui clienti raccolte e verificate dalle banche in questa fase sono cruciali anche ai fini dell’adempimento degli obblighi in materia di antiriciclaggio (AML) e finanziamento del terrorismo (CFT).
I dati raccolti sono utili non solo nel momento della stipula del rapporto con il cliente, ma anche successivamente al fine di prevenire eventuali abusi, frodi e furti di identità.
Alla luce di ciò, è necessario che le politiche e le procedure per l'apertura di conto assunte dalle banche riflettano gli obblighi in materia di AML / CFT e, a tal fine, il Comitato di Basilea ha deciso di “allegare” al framework regolamentare su tali rischi specifiche linee guida che descrivono le modalità che dovrebbero essere applicate dalle banche nelle aperture di credito.
Le linee guida per l'apertura del conto e l’identificazione della clientela vanno pertanto ad integrare quanto già pubblicato nel documento “Sound management of risks related to money laundering and financing of terrorism” del gennaio 2014 e tengono conto anche degli aggiornamenti del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) in materia.
In particolare, si basano sulle raccomandazioni del GAFI, nonché su due pubblicazioni del FATF, quali “Guidance for a risk-based approach: The banking sector” e “Transparency and beneficial ownership”, entrambi pubblicati nel mese di ottobre del 2014.
Il contenuto della Guida non è in alcun modo inteso a rafforzare, indebolire o altrimenti modificare le norme del GAFI.
Piuttosto, ha lo scopo di sostenere le banche nell'attuazione delle norme del GAFI e di fornire orientamenti nell’adozione di politiche e procedure adeguate in materia di apertura di conto.

Allegato

  • Guidelines - Sound management of risks related to money laundering and financing of terrorism, February 2016 (pdf , 526 K, 43 pp.)

This document comprises the Guidelines issued in January 2014 unchanged except for the addition of Annex IV - General Guide to Account Opening.

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Antiriciclaggio: Rapporto FATF 2015 sull’Italia (dirittobancario.it, 12 febbraio 2016)

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Fonte: www.dirittobancario.it

Il Dipartimento del Tesoro del MEF http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_fina... ha pubblicato la versione in italiano (traduzione non ufficiale) del Rapporto predisposto nell’ambito della Missione di valutazione in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Mutual Evaluation Report of Italy) condotta dal FMI in Italia nel gennaio 2015.
Il Rapporto riassume le misure antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo in forza in Italia alla data della Missione condotta dal Team di Valutazione (14-30 gennaio 2015), descrivendo il sistema normativo e l’azione svolta dall’Italia nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e ne fa una dettagliata analisi.
Il Rapporto analizza altresì il livello di conformità alle 40 Raccomandazioni GAFI e il grado di efficacia del sistema italiano in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, e fornisce indicazioni ai fini del rafforzamento del sistema.
Nel Rapporto sono state individuate tre aree di rischio maggiore:

  1. evasione fiscale,
  2. criminalità organizzata
  3. corruzione.

Il rischio legato al terrorismo e al suo finanziamento è presente, ed è in crescita dopo i recenti attacchi terroristici dell’ISIL.
Nonostante il peso di tali rischi, le azioni di contenimento e contrasto condotte dall’Italia sono ritenute efficaci.
Il Rapporto raccomanda comunque diverse azioni volte a potenziare il sistema laddove è meno efficace.

Disclaimer sulla prima pagina della traduzione

La presente traduzione, non ufficiale, del MER Italia riveste carattere divulgativo ed è stata effettuata a cura della Direzione V del Dipartimento del Tesoro (MEF), www.dt.tesoro.it/prevenzionereatifinanziari (attenzione link errato! Quello corretto è http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_fina...)

Il testo ufficiale del Rapporto è in lingua inglese ed è pubblicato sui siti web IMF e FATF - GAFI
È consentita la riproduzione del  presente  testo per  esclusivo  uso  personale.
Ogni altro  utilizzo  necessita  della preventiva autorizzazione del MEF

Allegati

  • Financial Action Task Force (FATF) – Groupe d’Action Financière (GAFI), “Rapporto di mutua valutazione (MER)” – Italia, febbraio 2016 (pdf, 2 M, 199 pp.)
  • Anti-money laundering and counter-terrorist financing measures – Italy. Mutual Evaluation Report February 2016 (pdf, 2.3 M, 230 pp.)

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Orrick: “Reato di autoriciclaggio prime pronunce giurisprudenziali” (10 febbraio 2016)

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La newsletter “Orrick corporate law alert” di febbraio 2016 (qui in pdf, 103 K, 3 pp.) è dedicata al “Reato di autoriciclaggio” e alle “prime pronunce giurisprudenziali”
Nel seguito il testo completo della newsletter “Orrick corporate law alert” di febbraio 2016.

Reato di autoriciclaggio prime pronunce giurisprudenziali

Orrick Corporate Law Alert - Febbraio 2016

A cura del Dipartimento italiano Corporate

Il presente documento è una nota di studio. Quanto nello stesso riportato non potrà pertanto essere utilizzato o interpretato quale parere legale né utilizzato a base di operazioni straordinarie né preso a riferimento da un qualsiasi soggetto o dai suoi consulenti legali per qualsiasi scopo che non sia un’analisi generale delle questioni in esso affrontate.
La riproduzione del presente documento è consentita purché ne venga citato il titolo e la data accanto all’indicazione: Orrick, Herrington & Sutcliffe, Newsletter

La legge 15 dicembre 2014 n. 186 recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”, entrata in vigore il giorno 1 gennaio 2015, ha introdotto nel codice penale il reato di autoriciclaggio e ha al contempo annoverato la predetta fattispecie all’interno del cd. catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 attraverso la modifica dell’art. 25-octies.

La fattispecie di autoriciclaggio incrimina la condotta di quel soggetto che, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo (cd. reato fonte o reato presupposto dell’autoriciclaggio), impiega, sostituisce, trasferisce, in  attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla  commissione del reato fonte, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa.

L’introduzione della nuova fattispecie incriminatrice ha creato un dubbio interpretativo in quanto la norma se, da un lato, è chiara nel disporre la punibilità della condotta integrante il reato di autoriciclaggio solo se compiuta successivamente all’entrata in vigore della legge n. 186/2014, dall’altro, non è sufficientemente chiara nel precisare se, ai fini della sussistenza del delitto, anche il reato fonte dell’autoriciclaggio debba esser commesso successivamente all’1 gennaio 2015 oppure se la nuova fattispecie penale possa essere contestata anche qualora il reato fonte sia stato  commesso in data precedente.

1. Corte di Appello di Milano, sentenza n. 4920 del 2015

La prima sentenza in materia di autoriciclaggio emessa dalla Corte d’Appello di Milano non aveva chiarito il dubbio di cui sopra.

Infatti, la Corte, richiamando l’art. 2 del codice penale in base al quale «nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato», si era limitata a precisare che il nuovo reato di autoriciclaggio, essendo stato introdotto dalla legge del 15 dicembre 2014 n. 186 che era entrata in vigore il giorno 1 gennaio 2015, non poteva essere perseguito retroattivamente per fatti commessi antecedentemente all’entrata in vigore della predetta legge.

In applicazione di tale interpretazione, i giudici avevano assolto l’imputato in quanto le ipotesi accusatorie erano tutte antecedenti la data di entrata in vigore della legge 186/2014.

2. Corte di Cassazione, Sez. Pen. II, sentenza del 27 gennaio 2016, n. 2691

Se la pronuncia della Corte di Appello di Milano ha ribadito che la condotta integrante l’autoriciclaggio (impiego dei proventi derivanti da attività delittuosa ostacolandone l’identificazione della provenienza) è punibile solo se compiuta successivamente alla data dell’1 gennaio 2015, la Corte di Cassazione fa luce sul cd. reato fonte.

La fattispecie sottoposta alla Corte di Cassazione contemplava l’ipotesi di un caso in cui il reato fonte dell’autoriciclaggio era costituito dal reato di dichiarazione infedele di cui all’art. 4 del D.Lgs. 74/2001 commesso antecedentemente l’entrata in vigore della Legge 186/2014 e nella quale venivano eseguiti alcuni sequestri “ipotizzando la commissione del reato di autoriciclaggio, per avere il […] trasferito il denaro in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza quantomeno dal reato di cui all’art. 4 del D.Lgs. 74/2000, con riferimento a mobilizzazioni di investimenti non dichiarati e costituiti mediante redditi sottratti a tassazione”.

Avverso il provvedimento di convalida di uno dei sequestri veniva proposto ricorso per cassazione e, tra i motivi addotti a sostegno dell’annullamento, veniva eccepiva il mancato rilevamento da parte del Tribunale del Riesame della non configurabilità del reato di autoriciclaggio quando il reato fonte è commesso in data precedente all’entrata in vigore della L.n. 186/2014.
La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo infondato affermando che dall’imputato ricorrente “impropriamente viene invocato il principio di irretroattività della legge penale di cui all’art. 2 c.p. in relazione ad un reato, quale quello di autoriciclaggio, nel quale soltanto il reato presupposto si assume commesso in epoca antecedente l’entrata in vigore della Legge n. 186/2014, ma quando comunque lo stesso reato era già previsto come tale dalla legge, mentre l’elemento materiale del reato di cui all’art. 648[.1] ter risulta posto in essere in data 7 luglio 2015, ben successivamente all’introduzione della predetta normativa, e soprattutto non può ritenersi significativo che il Tribunale del riesame non abbia esplicitamente argomentato sul punto, dovendosi ritenere assorbente il rilievo che il Tribunale abbia comunque ritenuto configurabile “un’ipotesi accusatoria relativamente ad una condotta di riciclaggio” – di per sé sufficiente a giustificare il sequestro – […], tanto da ritenere non preclusa nemmeno l’ipotesi dell’autoriciclaggio, quanto meno nella fattispecie tentata.”.

3. Considerazioni conclusive

Alla luce delle considerazioni in diritto svolte dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2691/2016, come sopra brevemente riportata, sembrerebbe possibile sostenere che il reato di autoriciclaggio non possa essere contestato quando l’elemento materiale della condotta sia avvenuto in data anteriore al giorno 1 gennaio 2015 mentre per il reato cd. fonte non sussiste il medesimo limite temporale, pertanto, rilevano anche le condotte anteriori all’entrata in vigore della L.n.
186/2014.

Allegato

  • Orrick, “Reato di autoriciclaggio prime pronunce giurisprudenziali”, 9 febbraio 2016 (pdf, 103 K, 3 pp.)

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Quaderni UIF: Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio nei comuni (30 gennaio 2016)

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Quaderno UIF N. 5 - Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio: un’analisi econometrica a livello comunale, gennaio 2016

  • di Guerino Ardizzi, Pierpaolo De Franceschis e Michele Giammatteo

 Classificazione JEL: E26, E42, G28, K42

Lo studio propone un modello econometrico per identificare le anomalie nell’utilizzo di contante a livello comunale, potenzialmente riconducibili ad attività criminali; l’analisi ha riguardato 6.810 comuni italiani nel 2010 (ultimi dati disponibili per alcune fonti esterne).
L’utilizzo del contante è misurato dalla quota dei versamenti in contante rispetto al totale dei versamenti a livello comunale: tale variabile, in linea con la letteratura esistente, risulta correlata negativamente con il reddito medio pro-capite e con indicatori di educazione finanziaria e di spessore del settore finanziario; emerge, invece, una correlazione positiva con misure locali di criminalità.
Il modello, tenendo conto dei ‘fondamentali’ socio-economici e finanziari dell’uso del contante, consente di individuare i comuni con la maggiore incidenza di utilizzi anomali (non spiegati): sulla base dei risultati vengono calcolati indicatori comunali di esposizione al rischio di riciclaggio, anche con riferimento a specifiche categorie di reati.
Gli indicatori possono essere utili sia nell’orientare l’azione della UIF e delle altre autorità, sia nel supportare le valutazioni degli intermediari sulla rischiosità della propria attività.

Testo della pubblicazione

  • Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio: Un’analisi econometrica a livello comunale estratto non tecnico, in italiano (pdf, 550 K, 9 pp.)
  • Cash payment anomalies and money laundering: An econometric analysis of Italian municipalities  studio completo, in inglese (pdf, 3 M, 31 pp.)

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Rassegna web: antiriciclaggio, anticorruzione, Solvency II, compliance, cyber resilience (14 gennaio 2016)

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(immagine tratta da https://commons.wikimedia.org)

Indice

Antiriciclaggio, alert al bivio (Il Sole 24 Ore)

Via gli arresti ma rischio multe da 5 a 30mila euro per le violazioni. Atteso al Cdm di domani l’intervento nello schema di decreto delle mancate segnalazioni

La depenalizzazione delle sanzioni per la mancata segnalazione del rischio di riciclaggio potrebbe essere arrivata in porto, dopo una lunga gestazione. Il Consiglio dei ministri di domani dovrebbe aggregare la materia (articolo 55 del Dlgs 231/2007) allo schema di decreto legislativo recante «Disposizioni in materia di depenalizzazione» in esecuzione della legge 67/2014, in sostanza alla branca “amministrativa” del mini colpo di spugna che prevede anche un secondo versante “civilistico” (si veda Il Sole 24 Ore del 7 gennaio).
L’intervento ha preso forma all’esito di un incontro avvenuto martedì, presenti tra gli altri i tecnici del ministero, gli ordini professionali interessati e la Guardia di finanza. Intervento che, seppur semplice in linea di principio – si tratta in sostanza di estendere gli effetti dello schema di decreto all’articolo 55 della 231/2007 -, presenta qualche problema di coordinamento e, soprattutto, qualche punto di attrito sul merito.

(questa notizia continua)

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