Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e contrasto del terrorismo

Transparency: la disponibilità di dati pubblici sull’antiriciclaggio in Italia non è soddisfacente (20 febbraio 2017)

170220-transparency-aml-italy.jpg

Traduzione unofficial del capitolo sull’Italia del rapporto “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves (qui in pdf  da pag. 23) di Transparency International: si tratta di un'analisi dettagliata sulla disponibilità di dati sull'azione antiriciclaggio in 12 Paesi, tra cui l'Italia.

Italia

L'Italia ha un livello particolarmente elevato di riciclaggio di denaro sporco, proventi illeciti provenienti da diversi tipi di criminalità - compresa la criminalità organizzata - con stime che vanno da 1,7 per cento al 12 per cento del PIL.
Le banche sono particolarmente vulnerabili a potenziali attività di riciclaggio (nota 70)

La dimensione relativa del settore finanziario italiano misurata in rapporto agli attivi bancari totali del PIL era 208 per cento nel 2014. (nota 71)
Tra le 10 più grandi aziende italiane - per dimensione patrimoniale - ci sono sette istituzioni finanziarie. (Nota 72)

Istituzioni antiriciclaggio

  • Unità di Informazione Finanziaria
  • Osservatorio sul Riciclaggio e sul Finanziamento del Terrorismo
  • Comitato di Sicurezza Finanziaria – monitoraggio e valutazione del Sistema di prevenzione e sanzionatorio
  • Guardia di Finanza - il corpo di polizia specializzato nelle indagini finanziarie, nell’antiriciclaggio nel contrato al finanziamento del terrorismo
  • ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione – prevenzione della corruzione nelle pubblica amministrazione e nelle imprese controllate dallo Stato

Norme principali antiriciclaggio

Dati antiriciclaggio disponibili

La disponibilità di dati pubblici sull’antiriciclaggio in Italia non è soddisfacente.
Dati pubblici antiriciclaggio sono disponibile solo per tre delle cinque sulle principali aree tematiche.
I dati disponibili si riferiscono a:

  1. financial intelligence
  2. sistemi legali antiriciclaggio (anti-money laundering legal systems)
  3. e parzialmente sulla vigilanza antiriciclaggio di denaro di supervisione.

Le principali fonti di dinformazione sono:

  1. le relazioni annuali UIF
  2. i mutual evaluation report di GAFI/FATF.

Nella sua ultima relazione annuale, l’Unità di Informazione Finanziaria – UIF (nota73) ha pubblicato i seguenti dati:

  • il numero di visite di controllo effettuate presso gli enti vigilati
  • il numero e il valore delle segnalazioni di operazioni sospette
  • informazioni su indagini penali relative al riciclaggio di denaroù

L'ultima FATF Mutual Evaluation Report on Italy è stato pubblicato nel febbraio 2016.
In precedenza, i rapporti sono stati pubblicati a intervalli di due o tre anni: 2006 (il rapporto di base) e 2009, 2011 e 2013 (relazioni di follow-up).
Grazie a tale frequenza sono disponibili informazioni antiriciclaggio aggiornate quali il valore dei proventi confiscati, il valore dei beni criminali sequestrati o congelati.

Dati rilevanti

Il numero di segnalazioni di operazioni sospette e di procedimenti e indagini penali sono alti il che indica che il corpus normativo (legal system) e la financial intelligence funzionano bene come ha anche confermato GAFI/FATF nel suo ultimo rapporto: "Le autorità di vigilanza e le forze dell’ordine (Law Enforcement Agencies  - LEAs) svolgono un ottimo lavoro di financial intelligence. Le autorità sono in grado di intraprendere con successo grandi e complesse indagini finanziarie e le relative azioni penali, e hanno confiscato ingenti quantità di beni proventi di reato".

Note al testo

 

Allegato

  • Transparency International, “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves” , 15 February 2017 (pdf, 1 M, 41 pp.)

Su Transparency:

170216-transparency.jpg

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Transparency: Corruzione, banche e dati su antiriciclaggio (16 febbraio 2017)

170216-transparency.jpg

L’insufficiente disponibilità di dati pubblici è uno dei principali ostacoli a qualsiasi controllo indipendente - da parte della società civile e dei media - sull'efficacia delle misure antiriciclaggio

Il 15 febbraio 2017 Transparency International ha pubblicato il rapporto “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves”  (qui in pdf )
Si tratta di un'analisi dettagliata sulla disponibilità di dati sull'azione antiriciclaggio in 12 Paesi, tra cui l'Italia.
Di seguito una breve sintesi dell’introduzione.

Introduzione

Il buon funzionamento delle istituzioni finanziarie dipende essenzialmente dalla fiducia da parte dei cittadini.
È pertanto fondamentale che le banche garantiscano di non gestire denaro sporco per conto di individui corrotti, organizzazioni criminali o terroristi.
La corruzione e il riciclaggio di denaro (ML – Money Laundering) – ripulire cioè denaro proveniente da proventi illeciti – minano le regole del diritto, indeboliscono le istituzioni democratiche e danneggiano l’economia sana.
Nel solo 2013 i Paesi in via di sviluppo hanno perso una cifra stimata in 1,1 trilioni US $ (circa mille miliardi di dollari ndr) a causa di movimenti illegali di denaro da un paese all'altro.
Per porre fine a questi flussi illeciti sono necessarie misure anti-riciclaggio efficaci sia per i Paesi in via di sviluppo sia per quelli industrializzati.
L'esperienza degli ultimi anni ha più volte dimostrato che il rispetto delle regole nel settore finanziario non può basarsi solo sull’autoregolamentazione specie quando si tratta di antiriciclaggio: serve al contrario una forte vigilanza - coerente ed efficace – da parte di autorità esterne di vigilanza.
Il pubblico controllo è essenziale per l’accountability dei meccanismi di controllo e tuttavia questo rapporto dimostra che nei Paesi che ospitano i principali centri finanziari, i dati relativi all’efficacia della prevenzione e la repressione del riciclaggio di denaro sporco sono gestiti come se fossero Top Secret.
Solo uno dei tre indicatori-base antiriciclaggio indicati nelle linee guida internazionale è pubblico ed aggiornato nei 12 paesi che ospitano i principali centri finanziari, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera e Lussemburgo.
L’insufficiente disponibilità di dati pubblici è uno dei principali ostacoli a qualsiasi controllo indipendente - da parte della società civile e dei media - sull'efficacia delle misure antiriciclaggio.
Quando i dati sono pubblicati  lo si deve non all’opera di trasparenza delle autorità nazionali ma alle relazioni degli organismi internazionali in materia di antiriciclaggio, in particolare al FATF/GAFI. Questa mancanza di informazioni rende molto difficile per un cittadino o un giornalista avere un quadro completo sulle ispezioni, indagini, azioni penali e sanzioni antiriciclaggio nel proprio paese. La gente ha il diritto di sapere se i regulator stanno tenendo i criminali fuori dalle loro banche.
La mancanza di informazioni pubbliche pone in dubbio l’efficacia reale della vigilanza nel settore finanziario.

170216-transparency-top-secret.jpg

La nostra principale raccomandazione è che tutti i Paesi dovrebbero essere tenuti a pubblicare annualmente le statistiche sulle loro attività antiriciclaggio e sui risultati raggiunti.
Dati antiriciclaggio disponibili in modo regolare e pubblico solo un elemento fondamentale per fare pressione sulle autorità e sulle imprese perché rafforzino i loro sistemi antiriciclaggio.
Se una sanzione per un mancato adempimento antiriciclaggio, la sua motivazione e il valore della sanzione ricevuta sono noti solo all’autorità di vigilanza e all'interessato, le altre imprese non avranno alcun incentivo per migliorare i propri sistemi .
Per tali motivi ciascun Paese dovrebbe rendere pubblici i propri dati aggregati sulle sanzioni ricevute, come ad esempio il valore totale e il numero di sanzioni, insieme ad informazioni di base sulle sanzioni, anche in forma anonima se necessario.

Raccomandazioni

1. Le autorità di vigilanza dovrebbero collezionare e pubblicare annualmente statistiche antiriciclaggio complete sulla base degli indicatori raccomandati da GAFI/FATF. Per facilitare l’acceso pubblico ai dati, le statistiche annuali antiriciclaggio di denaro dovrebbero essere pubblicate attraverso un “cruscotto” centralizzato.
Questa raccomandazione è anche in linea con i framework e le buone pratiche per la lotta alla corruzione internazionale e la trasparenza come ad esempio il punto 17 dell'Open Government Partnership (OGP) secondo il quale i governi devono garantire informazioni complete sulle attività di controllo. Sette paesi tra quelli compresi in questo rapporto aderiscono a OGP.

2. L'obbligo di pubblicare statistiche annuali sulle ispezioni antiriciclaggio dovrebbe diventare una raccomandazione degli organismi internazionali, quali GAFI/FATF e G20. La direttiva antiriciclaggio dell'UE prevede già il requisito per gli Stati membri dell'UE di pubblicare le statistiche antiriciclaggio.
Poter confrontare su basi standardizzate i dati antiriciclaggio sarebbe d’aiuto per promuovere le migliori pratiche e consentirebbe azioni correttive più efficaci e una migliore valutazione dei rischi. Questi dati sarebbero di grande utilità negli assessment nazionali ed internazionali periodici quali quelli svolti dal Fondo monetario internazionale. FATF/GAFI dovrebbe assumersi l’incarico di promuovere standard comuni per le statistiche antiriciclaggio.

3. Nella maggior parte dei paesi, le relazioni annuali di ciascuna FIU – Financial Intelligent Unit -  già rendono disponibili dati antiriciclaggio ma in forma limitata. Le FIU dovrebbero ampliare i dati diffusi e pubblicare statistiche complete per permettere il monitoraggio pubblico delle azioni di prevenzione e contrato del riciclaggio di ciascun paese.

I Paesi oggetto del rapporto

Australia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti.
Eccetto Cipro, tutti questi Paesi sono membri di GAFI/FATF: Cipro è membro di Moneyval a sua volta un associated FATF-style regional body (FSRB).

Indicatori antiriciclaggio utilizzati in questo rapporto

International cooperation

  • Number of AML-related mutual legal assistance (MLA) requests made
  • Number of AML-related MLA requests received/ granted/ refused/ processed
  • Number of AML-related extradition requests made/ received/ granted/ refused/processed
  • Average time taken to provide a response on the merits of MLA requests received
  • Average time taken to process extradition requests received 

AML/CTF supervision

  • Number of off-site (for instance, desk-based) monitoring or analysis
  • Number of on-site monitoring and analysis visits
  • Number of regulatory breaches identified
  • Total number of sanctions and other remedial actions applied27
  • Value of financial penalties

Legal persons and arrangements

  • Public beneficial owners registry
  • Average time to provide requesting country with basic or beneficial ownership information

Financial intelligence

  • Number of suspicious transactions reports (STR) received (also by reporting entity type)
  • Value of transactions in STRs received (including by reporting entity type)

Anti-money laundering legal system and operations

  • Number of criminal investigations for ML activity
  • Number of prosecutions for ML activity
  • Number of ML convictions
  • Number of sanctions imposed for ML offences
  • Value of proceeds of crime, instrumentalities, or property of equivalent value confiscated
  • Value of criminal assets seized or frozen

Allegato

  • Transparency International, “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves” , 15 February 2017 (pdf, 1 M, 41 pp.)

Su Transparency

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Antiriciclaggio: la bozza V direttiva EU affronta il tema delle nuove valute virtuali (10 febbraio 2017)

170210-ue-council.jpg

  • di Agatino Grillo

Il Consiglio dell'Unione europea ha pubblicato la prima bozza (pdf) della 5° Direttiva UE Antiriciclaggio (5AMLD) che aggiornerà e sostituirà l’attuale 4° direttiva (4AMLD) emanata lo scorso maggio 2015  e in corso di adozione da parte dei singoli paesi dell’Unione Europea.
La bozza di 5AMLD presenta una serie di novità rispetto a 4AMLD e si propone in particolare di:

  • affrontare le possibili minacce legate all'uso delle nuove tecnologie nelle transazioni finanziarie
  • rafforzare e armonizzare i controlli sui flussi finanziari di paesi terzi ad alto rischio
  • aumentare la trasparenza
  • conferire più poteri alle FIU - Unità di informazione finanziaria – nazionali.

Nuovi obblighi per i gestori e fornitori di valute elettroniche

La bozza di 5AMLD (pag. 4 punto 6) estende il suo ambito di applicazione alle “piattaforme di scambio di valute virtuali” e ai “prestatori di servizi di portafoglio digitale” (it is now proposed that 5AMLD will apply to “providers engaged in exchange services between virtual currencies and fiat currencies” and “custodian wallet providers”).

Il comunicato del 5 luglio 2016

Il 5 luglio 2016 la Commissione UE ha reso noto un comunicato ("La Commissione rafforza le norme sulla trasparenza per contrastare il finanziamento del terrorismo, l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro") in cui tra l’altro scrive:

Come annunciato nel piano d’azione  per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo, la Commissione propone modifiche volte ad evitare che il sistema finanziario sia utilizzato per il finanziamento di attività terroristiche:
(…)

  • Lotta ai rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali: per evitare che le valute virtuali siano usate impropriamente per riciclare denaro e finanziare il terrorismo, la Commissione propone di includere nell'ambito di applicazione della direttiva antiriciclaggio piattaforme di scambio di valute virtuali e prestatori di servizi di portafoglio digitale. Queste entità dovranno applicare gli obblighi di adeguata verifica della clientela al cambio di valute virtuali in valute reali, ponendo fine all’anonimato associato a questi scambi (Tackling terrorist financing risks linked to virtual currencies: to prevent misuse of virtual currencies for money laundering and terrorist financing purposes, the Commission proposes to bring virtual currency exchange platforms and custodian wallet providers under the scope of the Anti-Money Laundering Directive. These entities will have to apply customer due diligence controls when exchanging virtual for real currencies, ending the anonymity associated with such exchanges).

Allegato

170210-proposal-5amdl.jpg

  • Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council amending Directive (EU) 2015/849 on the prevention of the use of the financial system for the purposes of money laundering or terrorist financing (pdf, 403 K, 48 pp.)

Ultimi articoli su BitCoin

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Guardia di Finanza: 741 operazioni sospette di finanziamento terrorismo (3 febbraio 2017)

170203-genarale-toschi.jpg
Fonte: sito Gdf  e adnkronos.com

Toschi: Nuove modalità di controllo

Il 2 febbraio 2017, presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, si è svolto, alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Giorgio Toschi, del Presidente del G.A.F.I./F.A.T.F. (Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale/Financial Action Task Force), Juan Manuel Vega-Serrano e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Franco Roberti, il convegno sul tema "Prevenzione e contrasto ai canali di finanziamento del terrorismo".
L'iniziativa scientifica è stata dedicata all'approfondimento della tematica attraverso mirati interventi, da parte di un qualificato panel di relatori, attinenti i profili finanziari delle nuove minacce terroristiche delineati dal G.A.F.I., il ruolo degli attori istituzionali coinvolti nonché le iniziative nazionali ed europee tese a rafforzare la tutela penale in materia.

logo-scuola-polizia-tributaria.jpg

(da adnkronos.com)

Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale, è stato registrato "un aumento esponenziale di operazioni sospette": sono state 741 quelle segnalate nel 2016, "con un incremento di sei volte in due anni".
Le cifre sono state fornite da Claudio Clemente, Direttore dell'Uif (Unità di informazione finanziaria) per l'Italia, nel corso del convegno 'Prevenzione e contrasto ai canali di finanziamento del terrorismo', svoltosi alla Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alla presenza del Comandante generale Giorgio Toschi.
Ecco perché, ha aggiunto Clemente, lo sforzo è quello di segnare un 'cambio di passo' per affrontare "le nuove sfide di un fenomeno in evoluzione".
In particolare, il 70% delle segnalazioni proveniva da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.
Non solo persone fisiche, ma spesso anche enti no profit sospettati di finanziare le reti terroristiche.
Negli ultimi due anni gli enti di controllo europei hanno scambiato informazioni su 30mila persone. Sotto la lente degli organismi di prevenzione sono finiti bonifici bancari e versamenti verso Paesi arabi, Nord Africa e Somalia.
Le iniziative promosse per la prevenzione e il contrasto dei canali di finanziamento del terrorismo sono state delineate dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi: "Innovative forme di circolarità informativa sul piano preventivo" e, "sul fronte operativo", nuove "modalità di controllo per rendere più diffusa e sistematica la vigilanza nei confronti degli utilizzatori di canali di pagamento alternativi al sistema bancario, tra i quali, principalmente, i money transfer".

2000px-CoA_Guardia_di_Finanza.jpg
"Un impegno rafforzato del Corpo - ha aggiunto Toschi, intervenuto al convegno - che trova fondamento e riconoscimento anche nelle direttive impartite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan”.
Nel corso dei lavori, moderati dal Presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali) Andrea Margelletti, Toschi ha puntato l’accento sull’"assetto dei compiti e delle funzioni del Corpo, tanto in materia di antiriciclaggio quanto di contrasto al finanziamento del terrorismo. Un complesso di attività che si sviluppa in stretto coordinamento con gli organi deputati alla definizione delle politiche economico - finanziarie e alla gestione del sistema di sicurezza nazionale”.
“Sul piano organizzativo, subito dopo il mio insediamento – ha precisato il Comandante della Gdf – ho avviato i lavori per l’istituzione del GIFT (Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo) nell’ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, manovra completata da ultimo con l’istituzione delle SIFT (Sezioni Investigative Finanziamento al terrorismo) in seno ai Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli”.

scuola-polizia-tributaria.jpg
Al convegno hanno preso parte il Comandante della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Giancarlo Pezzuto, Franco Roberti Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, Matteo Piantedosi Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza preposto all’attività di coordinamento e pianificazione, Antonio Laudati della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, Paola Severino Rettore dell’Università Luiss, Claudio Clemente Direttore dell’Unità d’Informazione Finanziaria per l’Italia, Lamberto Giannini Presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, Giuseppe Maresca Capo della Direzione Prevenzione Utilizzo Sistema Finanziario per Fini Illegali - Ministero dell’Economia e delle Finanze, Caterina Chinnici Parlamentare Europeo, shadow rapporteur per la Direttiva contro il terrorismo e Stefano Screpanti Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza.

170203-caterina-chinnici.jpg

  • L’audio integrale dell’intervento di Caterina Chinnici (wmv

"La situazione sotto il profilo della minaccia terroristica è particolarmente difficile. Non ci deve trarre in inganno la difficoltà militare dello Stato Islamico, che sta perdendo fette consistenti di territorio" ha sottolineato al convegno Lamberto Giannini, presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Al contrario, "l'avvicinarsi della sconfitta militare accresce la minaccia per l'Europa e per il nostro territorio". Oltre al Daesh, "al Qaeda è ancora operativa". Ecco perché è necessario "cogliere ogni segnale di radicalizzazione", ha aggiunto Giannini.
"L'Italia corre rischi notevoli in questa fase storica di 'iperterrorismo' globale. L'operatività di un gruppo dipende in maniera decisiva dalle possibilità di finanziarsi", ha sottolineato Antonio Laudati, della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ma oggi la nuova fisionomia del terrorismo consente anche azioni 'low cost'. "Ormai anche solo mille euro sono sufficienti per trovare esplosivo e alloggio e commettere un attentato. E' una sfida culturale che ci obbliga ad agire in tempi brevi e a lavorare soprattutto in chiave preventiva", ha osservato Laudati.
Per il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, "tutte le molteplici fonti di finanziamento del terrorismo vanno investigate e monitorate" in un'ottica di "cooperazione internazionale" per una miglior prevenzione del fenomeno. "Il nostro - ha rilevato Matteo Piantedosi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, "è un sistema plurale ma coordinato, un modello che funziona e che non comporta la negazione delle competenze specifiche".

Il programma del convegno

Video su Youtube

Leggi anche

Ultimi articoli su "Guardia di Finanza"

160622-gdf-2.jpg

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Antiriciclaggio: protocollo d’intesa tra Procura Milano e UIF (1° febbraio 2017)

170201-uif-comunicato.jpg

  • Fonte: Comunicato UIF (pdf) del 27 gennaio 2017

Protocollo d'intesa tra la Procura della Repubblica di Milano e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, e il Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d'intesa volto a rendere ancora più intensa la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti e a dare piena ed efficace attuazione alle norme in materia di scambio di informazioni.
L'accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l'individuazione di aree tematiche per l'analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e viene rimarcata l'esigenza di iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce della criminalità anche terroristica, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Milano, 27 gennaio 2017

Ultimi articoli su UIF

150716-uif.jpg

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Wolfsberg Group: Compliance guide for Trade transactions (27 gennaio 2017)

ICC-Trade-Finance-Principles_source.jpg

  • Fonte: Wolfsberg Group traduzione in italiano unofficial a cura di Agatino Grillo (immagine tratta da ICC)

I “Trade Finance Principles” descrivono gli standard per la gestione dei rischi legati a “crimini finanziari” nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.

Il 24 gennaio 2017 il Gruppo Wolfsberg, The Banking Commission of the International Chamber of Commerce (ICC) e BAFT hanno annunciato congiuntamente la pubblicazione di una nuova versione dei “Trade Finance Principles” il cui ultimo aggiornamento risaliva al 2011.
La nuova edizione affronta il tema della “due diligence” richiesta dalle istituzioni finanziarie mondiali e regionali nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.
Il documento è stato aggiornato per tener conto delle nuove normative e dei nuovi regolamenti emanati – con un’ottica più stringente – a livello globale.
La collaborazione tra gli enti che hanno pubblicato il documento permetterà un approccio standard anche in materia di compliance e di contrasto dei reati finanziari nelle transazioni commerciali.
La pubblicazione di questo documento è il risultato di oltre due anni di lavoro svolto dalle 3 organizzazioni e dai loro membri.

Crimini finanziari e antiriciclaggio

(cit. pag. 5)

I “Trade Finance Principles” descrivono gli standard per la gestione dei rischi legati a “crimini finanziari” nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.
Nel documento, il termine "crimine finanziario" si riferisce al riciclaggio di denaro (tutti i reati inclusi tra i quali: frode, evasione fiscale, traffico di esseri umani), la corruzione, il finanziamento del terrorismo, il finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa e a tutte le altre minacce relative all'integrità del sistema finanziario internazionale

Allegato

The Wolfsberg Group, ICC and the BAFT, "Trade Finance Principles", January 2017 (pdf, 1.4 M,  64 pp.)

140219-wolfberg-group

Cos'è il Gruppo Wolfsberg?

Il Gruppo Wolfsberg è formato da 11 banche internazionali che insieme hanno concordano una serie di prescrizioni volontarie concertate contro il riciclaggio di denaro di provenienza illecita: i cosiddetti "principi Wolfsberg". I principi riguardano i rapporti tra banche e privati con patrimoni di elevato ammontare e comprendono linee guida concernenti l’accettazione di clienti, le situazioni che richiedono particolare attenzione, i modi per individuare attività insolite o sospette, l’accertamento dell’identità del proprietario effettivo dei conti e la formazione del personale bancario (fonte: Rassegna trimestrale BRI, marzo 2001, "Evoluzione dell’attività bancaria internazionale e del mercato finanziario internazionale", pdf ).

Traduzioni in italiano

Il Wolfsberg Group ha tradotto in italiano alcune delle sue pubblicazioni. In particolare:

  • The Wolfsberg Statement against Corruption - February 2007 (pdf)
  • Wolfsberg Statement - Guidance on a Risk Based Approach for Managing Money Laundering Risks - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg Statement - Anti-Money Laundering Guidance for Mutual Funds and Other Pooled Investment Vehicles - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg Correspondent Banking FAQs - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg IBCB FAQs - March 2006 (pdf)
  • Dichiarazione del Gruppo Wolfsberg su azioni di controllo (screening), ricerca e sorveglianza (pdf)
  • Principi Wolfsberg anti-riciclaggio di denaro per le relazioni con banche corrispondenti (pdf)
  • Dichiarazione Wolfsberg sulla Repressione del Finanziamento al Terrorismo (coming soon)
  • Direttive di Wolfsberg per Servizi Bancari Privati contro il Riciclaggio (pdf)

Altri articoli su Wolfberg Group su ComplianceNet

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Antiriciclaggio: Parlamento UE boccia black-list proposta dalla Commissione (24 gennaio 2017)

140206-CE_logo-3
Il Parlamento UE ha rinviato alla Commissione la sua proposta per una “lista nera” dei Paesi considerati a rischio per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, chiedendo di ampliarla per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali.

Il Parlamento europeo ha rinviato alla Commissione Ue la proposta di quest'ultima per una lista nera dei Paesi considerati a rischio per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.
L'aula di Strasburgo ha chiesto di ampliarla per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali.
Una risoluzione a riguardo è stata approvata con 393 voti in favore, 67 voti contrari e 210 astensioni.
La Commissione aveva elencato undici Paesi (Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina, Siria, Guyana, Laos, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Corea del Nord) giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo e quindi da assoggettare a controlli più severi quando fanno affari in Europa.

Il Comunicato dell’EuroParlamento

 
Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL), co-relatrice, ha detto: "L’ampia maggioranza del voto riflette la forza della posizione del Parlamento circa l'inadeguatezza dell’elenco attuale. Ora speriamo che la Commissione si dimostri più ambiziosa nelle revisioni, in modo da stilare una lista nera che sia atta allo scopo.".

Krišjānis Karins (PPE, LV), l’altro co-relatore, si è astenuto nel corso della votazione, poiché: "Un Paese dovrebbe essere incluso nella ‘lista nera’ solo quando vi sia una chiara evidenza di una minaccia sistematica di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. La Commissione ha bisogno di avere un algoritmo semplice e trasparente, in grado di sostenere il controllo pubblico."

La Commissione elenca undici Paesi (Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina, Siria, Guyana, Laos, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Corea del Nord) giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Le persone e i soggetti giuridici dei Paesi inclusi nella lista nera sono soggetti a controlli più severi quando fanno affari in Europa.

La risoluzione è stata approvata a maggioranza assoluta con 393 voti in favore, 67 voti contrari e 210 astensioni.

Procedura: obiezione agli atti delegati
Hashtag: #moneylaundering #terrorism
RIF. : 20170113IPR58027
Aggiornato il: ( 19-01-2017 - 13:16)
 
 
Contatti
 
Federico DE GIROLAMO
Addetto stampa PE
Numero di telefono(+32) 2 28 31389 (BXL)
Numero di telefono(+33) 3 881 72850 (STR)
Numero di cellulare(+32) 498 98 35 91
Indirizzo e-mail stampa-IT@europarl.europa.eu

Leggi anche

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Gli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati (DirittoBancario.it, 13 gennaio 2017)

170113-ar-avvocati.jpg

Sul sito DirittoBancario.it è stato pubblicato il documento “Gli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati alla luce del vademecum del Consiglio Nazionale Forense” a cura di Stefano Loconte, Professore a contratto di Diritto Tributario e Diritto dei Trust, Università degli Studi LUM “Jean Monnet” di Casamassima, Avvocato e Caterina Alessia Dibitonto, Avvocato, Loconte & Partners.
Di seguito il sommario e il primo capitolo “1. Nota metodologica”.

Sommario

  1. Nota metodologica
  2. Struttura del vademecum
  3. Applicabilità della normativa antiriciclaggio agli Avvocati
  4. Gli adempimenti antiriciclaggio
  5. Conclusioni.

1. Nota metodologica

La Commissione Antiriciclaggio[1] del Consiglio Nazionale Forense ha pubblicato il 25 novembre scorso un vademecum[2] che fornisce indicazioni agli Avvocati relativamente agli adempimenti richiesti loro dal D. Lgs. 231/2007[3] (cd. Legge Antiriciclaggio) e disposizioni correlate[4].
Tale lavoro con carattere esplicativo è stato reso in forma di FAQ[5] che sono al momento oggetto di approfondimento e si completa di alcuni allegati[6].
La fonte normativa che ha introdotto alcune modifiche nella gestione degli adempimenti antiriciclaggio per gli Avvocati è la direttiva UE 2015/849 (cd. Quarta Direttiva Antiriciclaggio), che dovrà essere recepita dagli Stati membri dell’Unione Europea[7] entro il 26 giugno 2017.

Il testo continua: leggi on line o in pdf

Note al testo

[1] Costituita dagli Avvocati C. Secchieri, D. Calabrò, E. Merli, A. Pasqualin, A. Acconci, C. Cocuzza, M. Arena, N. Cirillo e G. Colavitti.

[2] Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia, Gli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati, 25/11/2016.

[3] Il provvedimento, recante la “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2007 n. 290, S.O. n. 268/L. Considerata la matrice di stampo comunitario degli obblighi antiriciclaggio, il decreto legislativo n. 231 del 2007 rappresenta l’adeguamento della normativa comunitaria vigente nell’ordinamento italiano alle disposizioni contenute nelle direttive comunitarie in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. In dettaglio, la prima direttiva antiriciclaggio (91/308/Ce del 10 giugno 1991) è stata recepita con il D.L. 3 maggio 1991, n. 143 (convertito con modificazioni dalla L. 5 luglio 1991, n. 197); la seconda direttiva antiriciclaggio (2001/97/Ce del 4 dicembre 2001) con il D. Lgs. 20 febbraio 2004, n. 56.

[4] Provvedimento Banca d’Italia 30/01/2013 recante gli indicatori di anomalia per le società di revisione e revisori legali con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico, Comunicazione della Banca d’Italia di giugno, settembre e dicembre 2008 sui rapporti con banche, istituzioni finanziarie e soggetti residenti nella Repubblica di San Marino, Provvedimento Banca d’Italia 24/08/2010 recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari, Provvedimento Banca d’Italia 03/04/2013 recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 7, comma 2 del Decreto Legislativo 21/11/2007 n. 231, Comunicazioni di chiarimento del MEF sul d.lgs. 231/2007, Provvedimento Banca d’Italia 03/04/2013 recante disposizioni attuative per la tenuta dell’archivio unico informatico e per le modalità semplificate di registrazione di cui all’art. 37, commi 7 e 8 del decreto legislativo 21/11/2007 n. 231, Provvedimento Banca d’Italia 10/03/2011 recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ai sensi dell’art. 7, comma 2 del decreto legislativo 21/11/2007 n. 231, Comunicazione Banca d’Italia 03/2012 Esternalizzazione adempimenti antiriciclaggio: obblighi per gli operatori.

[5] In numero di 45, alle pagg. 1-19.

[6] Gli allegati sono in numero di tre, alle pagg. 20-30, e sono i seguenti:

-         uno schema di registro cartaceo,

-         uno schema di informativa al cliente e

-         un modello di valutazione del rischio.
[7] Al 31/12/2016 sono in numero di 28 e sono i seguenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Allegato

  • Loconte S. e Dibitonto C.A., “Gli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati alla luce del vademecum del Consiglio Nazionale Forense”, gennaio 2017 (pdf, 320 K, 11 pp.)

Leggi anche

CNF Antiriciclaggio: gli oneri degli avvocati (3 dicembre 2016)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Radio 24: CRS - fisco, al via lo scambio automatico di informazioni (9 gennaio 2017, audio mp3)

170109-radio-24.jpg

Crs e antiriciclaggio, termini destinati a viaggiare sempre più a braccetto

Il 5 gennaio 2017 su Radio24  è andata in onda la trasmissione “Focus economia” dedicata a “Lotta all'evasione - Banche – Usa”.
Ospiti: Alessandro Galimberti Sole 24 Ore, Fabio Pavesi Sole 24 Ore, Marco Valsania, Sole 24 Ore Ny.
La trasmissione è disponibile in streaming sul sito di Radio24 e può essere scaricata in formato mp3 (47 M)
La prima parte della trasmissione è stata dedicata al CRS (Common reporting standard) il nuovo sistema internazionale di condivisione automatica dei dati fiscali dei contribuenti.

Lotta all'evasione - Banche - Usa

Lotta all'evasione - Il 2017 sarà l'anno della svolta nella lotta al "nero" internazionale. Dopo tanti annunci, e lo scivolo (doppio, in Italia) delle voluntary disclosure nazionali battuto un po' ovunque - una sorta di ultima chiamata bonaria per i frequentatori di paradisi fiscali - dal 1° gennaio è ufficialmente iniziata l'era dello scambio automatico di informazioni fiscali. Le parole chiave che ridisegneranno la geografia del nero sono Crs e antiriciclaggio, termini destinati a viaggiare sempre più a braccetto.

Fisco, al via lo scambio automatico di informazioni

Fonte: on line su Il Sole 24 Ore e in pdf su rassegna stampa dell’Agenzia delle Entrate

170109-radio-24-crs.jpg
Il 2017 sarà l’anno della svolta nella lotta al “nero” internazionale. Dopo tanti annunci, e lo scivolo (doppio, in Italia) delle voluntary disclosure nazionali battuto un po’ ovunque - una sorta di ultima chiamata bonaria per i frequentatori di paradisi fiscali - dal 1° gennaio è ufficialmente iniziata l’era dello scambio automatico di informazioni fiscali.
Le parole chiave che ridisegneranno la geografia del nero - spingendolo sempre più ai margini dell’”alto rischio Paese” - sono Crs e antiriciclaggio, termini destinati a viaggiare sempre più a braccetto.
La geografia dello scambio di informazioni
Il Crs (Common reporting standard) è il sistema di condivisione automatica dei dati dei contribuenti, sistema che ormai (si veda l’articolo sotto) ha cittadinanza nei 3/5 degli Stati globali, di fatto in tutti quelli più evoluti. Dati che disegnano il profilo internazionale di privati e società, dalle informazioni finanziarie su saldi del conto, interessi, dividendi, ricavi dalla vendita di asset transitati per i conti di persone fisiche e giuridiche, riferiti a nominativo e dati identificativi del titolare del conto, il numero di conto, dati identificativi dell’istituto finanziario, il saldo o il valore del conto stesso. Come dire, una vera e propria Tac “mondiale” del contribuente. Gli istituti tenuti a riportare le informazioni sono, oltre alle banche, gli intermediari finanziari, i brokers, le compagnie assicurative e gli organismi di investimento collettivo.
L’Italia è arrivata sul filo di lana a recepire la direttiva Ue (2015/2376) sullo scambio automatico obbligatorio delle informazioni fiscali in ambito comunitario. Il governo dopo aver incassato il voto di fiducia di Palazzo Madama, ha approvato il 14 dicembre scorso il decreto attuativo previsto dalla legge di delegazione europea per il 2015. Nel frattempo l’Europa ha accelerato ulteriormente nella lotta all’evasione e alle frodi fiscali internazionali, approvando sempre nel dicembre scorso la modifica della direttiva 2011/16/Ue sulla cooperazione amministrativa fiscale. Lo scopo è autorizzare l’utilizzo delle informazioni antiriciclaggio nel perseguimento del nero internazionale, in sostanza aprendo le preziose banche dati sul titolare effettivo dei rapporti finanziari - anche dei trust - per individuare prestanomi e strutture interposte a fini elusivi. È qui che il Crs si salda all’antiriciclaggio, consentendo alle autorità fiscali di accedere alle “segretissime” informazioni per il monitoraggio della corretta applicazione delle norme sullo scambio automatico di informazioni fiscali. Questo ulteriore salto di qualità dovrà essere recepito nelle legislazioni nazionali entro il 31 dicembre prossimo ed entrare in vigore al più tardi il 1° gennaio del 2018.
Le connessioni internazionali dell’Italia nella rete dell’emersione, tra l’altro, avevano già fatto un salto di qualità nel 2015, quando la legge 95 del 18 giugno aveva recepito l’accordo Fatca con gli Usa. La differenza fondamentale tra il Crs ed il Facta è che, mentre il Fatca si basa su accordi bilaterali di scambio informazioni conclusi dall’Amministrazione americana con singoli Stati - e con un percorso unilaterale dettato dalla agenzia fiscale Irs americana - lo standard messo a punto dall'Ocse è uno strumento multilaterale a cui possono aderire potenzialmente tutti gli Stati, come sta di fatto accadendo.
L’Italia peraltro era stata tra i cinque Stati dell’Unione europea (insieme a Francia, Germania, Regno Unito e Spagna) promotori dell’approccio intergovernativo con gli Usa per la lotta all’evasione internazionale (guerra iniziata proprio dagli Stati Uniti all’indomani della gigantesca crisi del 2008) comunicando al Commissario europeo alla fiscalità, il 9 aprile 2013, di voler realizzare uno strumento “pilota” di scambio automatico multilaterale di informazioni,
Pochi mesi dopo, il 6 settembre 2013, i leader del G20 si erano impegnati ad adottare quale global standard lo scambio di informazioni automatico e a supportare i lavori dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
Oggi per le autorità fiscali inizia l’epoca del raccolto. E per i contribuenti italiani “ritardatari” resta aperta, fino al 31 luglio prossimo, la porticina perdonista della Vd 2.0.

Leggi anche

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Antiriciclaggio: nuovi adempimenti nello stato di New York, USA (5 gennaio 2017)

170105-stato-new-york-wikipedia.jpg
(foto tratta da Wikipedia, di National Atlas of the United States - National Atlas, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1056486)

Il Dipartimento dei Servizi Finanziari (DFS) dello stato di New York ha adottato una nuova regolamentazione antiriciclaggio per le istituzioni finanziarie che operano sul suo territorio.
La nuova normativa – “Part 504 - Banking division transaction monitoring and filtering program requirements and certifications (Statutory authority: Banking Law §§37(3)(4); Financial Services Law §302)” (qui in pdf,  194 K, 7 pp.) richiede – oltre al rispetto della normative nazionale USA quali il BSA/ AML, Bank Secrecy Act Anti-Money Laundering (def, Wikipedia) – ulteriori adempimenti tra cui una “certificazione” annuale sul rispetto de nuovi adempimenti  firmata dal board aziendale o da un senior Compliance Officer.

La nuova regolamentazione dello Stato di New York è in vigore dal primo gennaio 2017. La prima “certificazione” è dovuta entro il 15 aprile 2018.

I nuovi adempimenti

Transaction Monitoring Program

Devono essere adottati programmi - automatizzati o manuali – per il monitoraggio delle transazioni economiche che possano essere sospettate di riciclaggio e di violazioni delle norme BSA / AML

Watch List Filtering Program

Devono essere adottati programmi-filtro per impedire operazioni in contrasto con le norme relative alle sanzioni economiche e commerciali deliberate dal Dipartimento del Tesoro USA attraverso l’OFAC.
L’OFAC è l’Office of Foreign Assets Control (web, https://www.treasury.gov/resource-center/sanctions/Pages/default.aspx   Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Office_of_Foreign_Assets_Control ) è l’agenzia del governo USA che ha l’incarico di gestire le sanzioni economiche e commerciali a sostegno della sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei suoi obiettivi di politica estera.

Il testo della normativa

  • New York State Department of Financial Services , “Part 504 - Banking division transaction monitoring and filtering program requirements and certifications (Statutory authority: Banking Law §§37(3)(4); Financial Services Law §302)” (pdf, 194 K, 7 pp.)

Per approfondire

Leggi anche

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Pagine