Antiriciclaggio
Banca d'Italia: "Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari"
Il 29 agosto 2010 la Banca d’Italia ha pubblicato, sul suo sito web, il "Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari" (qui in pdf, 190 K, 16 pp.)
Il testo provvedimento è disponibile nei seguenti formati
- pdf (147 K, 18 pp.) a cura di Banca d’Italia (versione ufficiale)
- epub (22 K) a cura di ComplianceNet
- xhtml (99 K) a cura di ComplianceNet
Di seguito il testo del "Comunicato Stampa" (qui in pdf, 98 K, 1 pag.)
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Disposizioni antiriciclaggio in relazione al dl n. 78 del 31 maggio 2010
Il 9 agosto 2010 la Banca d’Italia ha pubblicato sul proprio sito web le seguenti "Disposizioni antiriciclaggio".
"Il decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78 (qui il testo completo dal sito Normattiva.http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-05-31;78 ndr), convertito in legge il 30 luglio 2010 n. 122, ha, tra l'altro, ridotto da euro 12.500 a euro 5.000 la soglia prevista dall'art. 49 del d.lgs. n. 231/07 in tema di limitazione dell'uso del contante e dei titoli al portatore.
Per importi pari o superiori a 5.000 euro:
- è vietato il trasferimento, anche frazionato, di denaro contante, di libretti di deposito bancari e postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, a meno che il trasferimento non avvenga per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A;
- gli assegni bancari e postali, gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari, ivi inclusi i vaglia della Banca d'Italia, devono essere emessi con la clausola di non trasferibilità.
Le sezioni del sito (di Banca d’Italia ndr) interessate dall'entrata in vigore del decreto-legge saranno aggiornate a breve."
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AIRA: nuova edizione del "Corso di Alta Specializzazione 2010 -Antiriciclaggio e sistema dei controlli interni"
Fonte: http://www.airant.it/content/corsodialtaspecializzazione2010
(Scarica il programma e la scheda di iscrizione)
Al via la nuova edizione del "Corso di Alta Specializzazione 2010 - Il nuovo responsabile antiriciclaggio nel sistema dei controlli interni" curato da AIRA, l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Il corso, il cui direttore scientifico è il prof. avv. Ranieri Razzante, avrà inizio tra ottobre e novembre 2010, a Milano/Bologna e Roma, ed un costo di 3.000,00 euro (+ Iva).
A breve il programma ed i contenuti definitivi (qui una prima indicazione, qui le pagine del sito AIRA dedicate alla edizione 2009 del Corso)
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Banca d’Italia "Il nuovo approccio regolamentare al rischio di riciclaggio"
La relazione è disponibile anche in versione epub (cos'è il formato epub?)
Il 24 giugno 2010 Stefano Mieli, Direttore Centrale per l’Area Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Banca d’Italia, è intervenuto al convegno di AICOM - Associazione Italiana Compliance Compliance - che si è svolto a Roma presso Dexia Crediop.
La relazione di Stefano Mieli, dal titolo "Il nuovo approccio regolamentare al rischio di riciclaggio" è disponibile in formato pdf (versione ufficiale sul sito di Banca d’Italia) e epub (versione a cura di ComplianceNet ) .
Nel suo intervento Mieli ha fornito una breve panoramica sui principali aspetti di attenzione, soprattutto di carattere organizzativo, insiti negli obblighi attualmente in essere per gli intermediari, nonché sulle iniziative avviate dalla Banca d’Italia per fare fronte ai propri compiti di controllo, chiarendone in qualche modo la filosofia sottostante. Mieli, infine, ha delineato le principali sfide che, nel prossimo futuro, aspettano gli operatori in ambito antiriciclaggio alla luce di quanto rilevabile dal punto di osservazione della Banca d’Italia.
Nelle sue conclusioni il dottor Mieli ha ricordato che le novità introdotte dal decreto legislativo 231 del 2007 rappresentano un punto di svolta per il nostro ordinamento. Si tratta di innovazioni che non si limitano a incidere sulle prassi operative sino ad oggi seguite nel settore dell’antiriciclaggio, ma modificano radicalmente i modelli mentali e culturali che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo delle misure introdotte a partire dalla legge 197/91. Si abbandona, infatti, il sistema di regole basato su una casistica di adempimenti erga omnes e inderogabili, per passare ad una disciplina orientata alla flessibilità e alla valutazione critica delle situazioni concrete.
La Banca d’Italia, ha sottolineato Mieli, annette speciale importanza alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio. Per questo, continuerà a seguire con attenzione le iniziative dirette al rafforzamento dei presidi in questo settore e non mancherà di esercitare una funzione di sensibilizzazione e stimolo nei confronti degli intermediari; ciò anche attraverso un’attività di controllo ad ampio raggio, che riguarderà non solo le strategie, gli assetti organizzativi, le procedure, ma anche i concreti comportamenti presso i punti di contatto con la clientela.
Nel seguito il testo completo della relazione.
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Testo del d.lgs. 231/07 modificato con le novità apportate dal decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010
Nota: il Decreto Legge n. 78/2010 ha apportato le seguenti modifiche al decreto antiriciclaggio:
- aggiunta dei commi 7-bis, 7-ter e 7-quater all'articolo 28;
- aggiunta di un periodo finale al comma 1 dell'articolo 41;
- modifica dei commi 1, 5, 8, 12 e 13 dell'articolo 49;
- aggiunta del comma 1-ter all'articolo 57;
- aggiunta del comma 8 all'articolo 58.
qui il testo aggiornato in formato pdf (238 K, 41 pp. dal sito www.airant.it) ed epub (39 K)
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Mario Draghi: "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio"
Il 13 febbraio 2010 il Governatore della Banca d’Italia è intervenuto al 16° Congresso degli operatori finanziari, organizzato alla Mostra d'Oltremare di Napoli da AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari), ASSIOM (Associazione Italiana Operatori Mercati dei Capitali) e ATIC FOREX (The Financial Markets Association of Italy - Associazione degli Operatori Finanziari). Nel suo intervento (qui in formato pdf) Mario Draghi ha affrontato anche il tema dell’antiriciclaggio, ricordando le nuove disposizioni per la tenuta dell’AUI e stigmatizzando che in relazione allo Scudo Fiscale al momento siano giunte pochissime segnalazioni di operazioni sospette. "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio" ha dichiarato il governatore. Nel seguito la parte del suo discorso in cui sono affrontati i temi della vigilanza, governance e antiriciclaggio.
L’azione della Vigilanza
L’azione della Vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari ha una logica unitaria. Ispezioni, controlli a distanza, interventi sul capitale e sulla liquidità, prescrizioni sugli statuti e sui compensi dei manager, regole e controlli sulla trasparenza e correttezza con i clienti sono tutti guidati dalla valutazione dei rischi a cui sono soggetti gli intermediari.
Dopo gli esercizi condotti lo scorso anno in modo coordinato dalle autorità di vigilanza europee, in queste settimane ha preso avvio una nuova tornata di stress test sulle maggiori banche dell’Unione. I risultati saranno resi pubblici entro giugno. Gli stress test sono ormai un ordinario strumento di vigilanza: la Banca d’Italia ha promosso, con l’attiva partecipazione delle banche, gli interventi necessari ad affinarli e rafforzarli.
Nel 2009 siamo ripetutamente intervenuti per richiamare le banche al pieno rispetto delle norme in materia di organizzazione e governo societario. Per le banche popolari si è puntato a un equilibrio tra la necessità di assicurare la stabilità degli assetti di governo approvati dalle assemblee e quella di evitare il rischio di un’eccessiva autoreferenzialità del management. A questo scopo abbiamo promosso adeguamenti statutari per garantire una sufficiente rappresentanza delle minoranze negli organi e facilitare la partecipazione dei soci alle assemblee, attraverso strumenti quali l’aumento del numero di deleghe e la possibilità di esprimere il voto a distanza. Ulteriori progressi in questa direzione sono tanto più necessari quanto più la realtà di alcune banche popolari si allontana dall’originaria connotazione localistica, facendo emergere intermediari di dimensioni sistemiche, quotati sui mercati regolamentati, con caratteristiche operative e assetti di gruppo complessi.
Le linee guida emanate dal FSB prevedono due principi fondamentali per le remunerazioni: devono essere collegate con i rischi assunti; non devono pregiudicare la conservazione del capitale
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MEF - Circolare connessa allo scudo fiscale ai fini antiriciclaggio
Il testo ufficiale della circolare è disponibile in formato pdf presso il sito del Ministero dell'Economia. Di seguito il testo in html.
Prot. n. 2166.14
OGGETTO: Circolare sull'operatività connessa con lo "scudo fiscale" di cui all'art.13-bis del decreto legge 1° luglio 2009 n. 78, ai fini antiriciclaggio.
Nel dar corso alle operazioni di rimpatrio o regolarizzazione dei capitali, gli intermediari e i professionisti dovranno dare applicazione agli obblighi di adeguata verifica della clientela ai sensi degli articoli 15 e 16 del decreto legislativo 231/2007.
In particolare, gli intermediari ed i professionisti sono tenuti a:
- identificare e verificare l’identità del cliente, compreso l’eventuale titolare effettivo. Una particolare cura dovrà essere messa nell’evitare l’utilizzo di prestanome o di soggetti interposti;
- raccogliere informazioni dettagliate sull'attività del cliente e sulle sue capacità economiche, sulla natura e sullo scopo/destinazione del rapporto continuativo connesso all’operazione scudata.
Nello svolgimento di tali attività il cliente presterà la piena collaborazione, fornendo tutte le informazioni necessarie e aggiornate per consentire l’adeguata verifica (cfr. articolo 21 del decreto legislativo 231/2007).
L’intermediario presterà una attenzione particolare a quelle situazioni che si presentano a rischio per la natura dell’operazione. Tra queste possono rientrare le operazioni effettuate da soggetti che non sono già clienti della banca, le operazioni in contante o che non transitano da un intermediario estero, le operazioni effettuate da clienti che non sembrano avere o non avevano mai dichiarato le disponibilità economiche, il tenore di vita, il giro di affari compatibile con l’entità delle somme rimpatriate. Poiché le operazioni di rimpatrio dei capitali possono rientrare tra quelle per le quali è necessaria l’identificazione rafforzata prevista dall’art. 28 del decreto legislativo 231/2007 (operazioni ad alto rischio di riciclaggio), gli intermediari e i professionisti sono tenuti ad acquisire altresì informazioni ed eventuali riscontri documentali sulla costituzione dei capitali oggetto del rientro dall’estero, atti a ricostruire l’origine degli stessi.
Gli intermediari e i professionisti dovranno inoltre svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale, anche successivamente all’operazione di emersione, al fine di rilevare eventuali elementi che possano condurre a individuare profili di anomalia meritevoli di approfondimento anche ai fini della segnalazione di operazioni sospette.
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UIF - Schemi rappresentativi di comportamenti anomali (art. 6, co. 7, lett. B d.lgs 231/2007) – frodi informatiche (phishing)
Il 5 febbraio 2010 sul sito di Banca d'Italia è stato pubblicata una "Comunicazione UIF" dal titolo "Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche". Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche
L’utilizzo sempre più diffuso di servizi on-line in ambito finanziario e commerciale è stato nel tempo accompagnato dal moltiplicarsi di frodi informatiche in diverse forme e modalità.
All’origine di tali attività illecite vi è la capacità da parte di organizzazioni criminali di entrare in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on-line di clienti inconsapevoli ovvero di acquisire altre informazioni utili, attraverso modalità diverse (invio massivo di messaggi di posta elettronica, costruzione di falsi siti Internet che riproducono quelli degli intermediari bancari, installazione via internet di software "spia" sui computer dei titolari di rapporti on-line, etc.).
Il progressivo diffondersi di servizi e strumenti di pagamento alternativi favorisce il perfezionamento delle frodi informatiche, con particolare riferimento alle operazioni di phishing (nota 1).
In relazione a quanto precede, gli intermediari che offrono alla propria clientela la possibilità di operare on-line sono invitati ad attivare efficaci sistemi di monitoraggio e prevenzione dell’operatività effettuata al fine di prevenire tali attività illecite.
Per agevolare tali valutazioni, si fornisce -ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007 – l’allegato schema operativo, elaborato sulla base dell’analisi finanziaria effettuata su operazioni segnalate per il sospetto di condotte illecite.
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Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Anna Maria Tarantola, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, è intervenuta il 29 gennaio 2010
a Rimini su "Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio" in occasione del convegno sull'antiriciclaggio organizzato dalla Fondazione Forense Riminese Michele Ugolini e l'Associazione Dottori Commercialisti di Rimini.
Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola
Fondazione Forense Riminese, Associazione Dottori Commercialisti di Rimini
Rimini, 29 gennaio 2010
- Introduzione
- Le iniziative a livello internazionale
- I compiti della Banca d'Italia nel nuovo quadro normativo
- L’azione di vigilanza e di prevenzione e contrasto al riciclaggio
- Gli intermediari e la gestione del rischio di riciclaggio
- Conclusioni
1. Introduzione
La lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo costituisce da tempo uno dei capisaldi per la tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario. Il reimpiego di denaro proveniente da attività criminali nell’economia legale altera il corretto funzionamento dei meccanismi di allocazione delle risorse e mette in pericolo la stabilità e la solidità dei soggetti che operano sui mercati della finanza.
Negli ultimi anni le infiltrazioni criminali nell’economia attraverso il reimpiego di denaro di provenienza illecita sono aumentate; crescente è il ricorso a mezzi e tecniche sofisticati e complessi.
Nella delicata fase di recupero dell’attività economica che stiamo registrando, occorre evitare che il disordine determinato dalla crisi crei occasioni che agevolino l’infiltrazione di capitali illeciti nel sistema finanziario; è indispensabile una convinta azione di prevenzione e di contrasto, mantenendo alta l’attenzione degli operatori nel rilevare segnali indicativi di attività anomale. E’ delle scorse settimane la denuncia del Direttore dell’Agenzia ONU di lotta al crimine organizzato sull’ingente flusso finanziario che i cartelli della droga avrebbero immesso nei circuiti finanziari mondiali, approfittando del bisogno di risorse liquide.
Le attività criminali rappresentano un costo pesantissimo per il nostro sistema Paese. Sono un effetto e al tempo stesso contribuiscono a mantenere basso il capitale sociale con conseguenze economiche e sociali gravissime, specie nel Mezzogiorno. Una minore disponibilità di finanziamenti, minore produttività del lavoro, minore propensione a svolgere attività imprenditoriale, inferiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, minori dimensioni delle imprese, più bassa efficienza del settore pubblico sono alcuni dei canali che determinano risultati economici peggiori dove il capitale sociale è inferiore.
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Banca d'Italia – consultazione per disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni per antiriciclaggio
Il 25 gennaio 2009 la Banca d'Italia ha pubblicato, per la consultazione, lo schema di provvedimento recante disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che gli intermediari bancari e finanziari devono adottare a fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo.
Le nuove disposizioni, recita il comunicato stampa (qui in pdf) sono finalizzate a proteggere l’integrità di tutti gli operatori, con particolare riguardo a quelli bancari e finanziari, quindi ad assicurare la stabilità del sistema.
In coerenza con l’impostazione delle norme di vigilanza in tema di governance e compliance, il documento di consultazione è strutturato in principi e linee-guida e rimette all’autonomia degli intermediari e degli operatori la concreta individuazione delle soluzioni organizzative più idonee a realizzare gli obiettivi della disciplina, tenuto conto della forma giuridica, delle dimensioni e dell’operatività svolta.
L’adeguatezza delle soluzioni organizzative adottate in materia di antiriciclaggio rientra a pieno titolo tra le verifiche che la Banca d’Italia svolge sulle aziende vigilate nell’ambito del "processo di revisione e valutazione prudenziale".
Il termine per presentare le osservazioni sul documento in consultazione è il 31 marzo 2010.
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