Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e contrasto del terrorismo

Senato: UE e lotta al finanziamento del terrorismo (24 marzo 2017)

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  • Fonte: Senato.it (pdf, 1 M, 36 pp.) - immagine tratta da twitter

Il Servizio studi del Senato della Repubblica italiana ha pubblicato il dossier “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata” a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)
Di seguito l’indice e la Prefazione del documento.

Indice

1. Prefazione
1.1. Le competenze dell'Unione europea in materia di terrorismo
1.2. L'Agenda europea sulla sicurezza per il periodo 2015-2020
1.3. Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo (COM(2016)50)
1.4. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (COM(2015)750)
1.5. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/475/GAI sulla lotta contro il terrorismo (COM(2015)625)
1.6. La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 per quanto riguarda il rafforzamento delle verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne (COM(2015)670)
2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825)
3. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul mutuo riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato (COM(2016)819)
4. Proposta di direttiva del parlamento europeo e del consiglio per combattere il riciclaggio mediante il diritto penale (COM(2016)826)

1. Prefazione

Garantire un livello elevato di sicurezza per i cittadini europei e uno degli obiettivi dei trattati e costituisce uno dei temi più importanti affrontati dalla Commissione europea, come evidenziato negli orientamenti politici presentati nel luglio 2014, fin dall'inizio del suo mandato, dal Presidente Jean-Claude Juncker, e ribadito nel suo discorso sullo Stato dell'Unione tenuto nel settembre 2016.
Per una migliore collaborazione in materia di sicurezza all'interno dell'Unione, una delle tre priorità individuate dalla Commissione e il terrorismo, insieme al crimine organizzato e alla criminalità informatica.
Il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure legislative al fine di potenziare la capacita dell'Unione europea di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalita organizzata, sulla base degli impegni assunti nel "Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo" (COM(2016)50), presentato nel febbraio 2016.
Il pacchetto comprende le seguenti proposte:

  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca (COM(2016)819);
  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825);
  • una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per perseguire penalmente il riciclaggio di denaro (COM(2016)826).

Nella stessa data, la Commissione ha inoltre presentato la "Terza relazione sui progressi compiuti verso un'autentica ed efficace Unione della sicurezza" (COM(2016)831), cui ha fatto seguito una Quarta relazione del 25 gennaio 2017 (COM(2017)41).

(continua a leggere in (pdf)

Allegato

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  • Servizio studi del Senato, dossier n. 45, “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata”, febbraio 2017, a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)

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Guardia di Finanza: Rapporto annuale 2016 – antiriciclaggio (23 marzo 2017)

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Il "Rapporto Annuale" della Guardia di Finanza, edito fin dal 1984, fornisce un quadro completo delle attività svolte dalla Guardia di Finanza nel perseguire la propria missione istituzionale di polizia economico-finanziaria, attraverso un complesso coordinato di attività investigative e piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico - finanziaria, delle frodi sui finanziamenti pubblici nazionali e comunitari, delle frodi fiscali e dell'infiltrazione nell'economia legale da parte della criminalità organizzata, dei traffici di droga e di merci contraffatte, del contrabbando e del traffico di esseri umani, anche via mare.

  • Il testo completo del "Rapporto 2016" della Guardia di Finanza è disponibile qui in pdf (15 M, 65 pp.)  

Di seguito il paragrafo “Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria” del Rapporto 2016 che contiene numeri e indicazione delle azioni svolte in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (i numeri)

Svolti 11.942 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 9.882 persone fisiche e 2.060 fra aziende e società.
Eseguiti provvedimenti di sequestro ai sensi della normativa antimafia di 5.242 beni mobili e immobili, 281 aziende, nonché quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro.
Confiscati, ai sensi della citata normativa, 1.640 beni mobili e immobili, 239 aziende nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.
215 soggetti sono stati denunciati per associazione mafiosa, 74 dei quali tratti in arresto, mentre 810 sono stati i denunciati per il reato di trasferimento fraudolento di valori, indicativo di fenomeni di interposizione fittizia, di cui 68 arrestati.
In materia di riciclaggio sono state svolte 840 indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 2.035 soggetti, di cui 142 in stato di arresto.
2.150 sono, invece, le violazioni accertate in materia di trasferimenti di denaro contante per importi superiori alla soglia di legge prevista.
In relazione alla nuova fattispecie di auto-riciclaggio sono state eseguite 197 indagini e attività di polizia giudiziaria, con la denuncia di 531 soggetti, 16 dei quali in stato di arresto.
21.512 sono state, poi, le segnalazioni di operazioni sospette approfondite dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dai Reparti sul territorio appositamente delegati.
Le segnalazioni approfondite inerenti a possibili contesti di finanziamento del terrorismo sono state invece 570.
Nell'azione di contrasto all'usura, denunciati 402 soggetti, di cui 87 tratti in arresto, con il sequestro di patrimoni e disponibilità finanziarie per oltre 19,7 milioni di euro.
Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono stati denunciati 6.660 soggetti di cui 358 tratti in arresto, nonché accertate distrazioni patrimoniali in danno di società fallite per circa 2,9 miliardi di euro ed effettuati sequestri a carico dei responsabili per oltre 880 milioni di euro.
I controlli svolti ai valichi di confine, presso i porti e gli aeroporti, in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, ai fini della verifica del rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta, hanno permesso di verbalizzare 11.280 soggetti per avere trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito, nonché intercettare valori al seguito complessivamente pari a 81,5 milioni di euro.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (il Rapporto)

La lotta alle proiezioni economiche e imprenditoriali della criminalità

Nell'ambito del 3° obiettivo strategico sono stati elaborati 15 Piani Operativi per prevenire e contrastare ogni forma d'infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e nel sistema finanziario del Paese, con investigazioni tese a ricercare i canali utilizzati per il riciclaggio e il reimpiego dei proventi di reato e ad individuare e sequestrare i capitali e i patrimoni illecitamente accumulati.
Le indagini e gli accertamenti in questo campo sono sviluppati, in primo luogo, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dai Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO e GGICO), articolazioni specializzate nella lotta al crimine organizzato anche di stampo mafioso.
L'obiettivo di fondo è colpire le organizzazioni criminali sul versante degli interessi economici, finanziari e imprenditoriali, attraverso il sequestro di patrimoni e disponibilità riconducibili, anche tramite prestanome, a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia o di criminalità comune particolarmente gravi, ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria.
Lo strumento più efficace per conseguire questo risultato è rappresentato dalle investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sviluppate, spesso contestualmente, nell'ambito di procedimenti di prevenzione e nel corso di indagini di polizia giudiziaria.

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La prevenzione e il contrasto al riciclaggio

L'impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.
Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria mentre, in un'ottica di prevenzione, fondamentale è l'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporto valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.
Particolarmente importanti risultano anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell'ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l'utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.
L'obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

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La prevenzione e il contrasto al finanziamento del terrorismo

Un'attenzione specifica è rivolta alla prevenzione e al contrasto del finanziamento del terrorismo.
Per adempiere a questa missione, il Corpo è, tra l'altro, preposto all'esecuzione di misure di congelamento ovvero al blocco automatico delle disponibilità finanziarie ed economiche di persone indiziate di appartenere ad organizzazioni terroristiche, i cui nominativi sono inseriti nelle liste diramate dall'Unione Europea o da altri Organismi internazionali.
In questo ambito, anche alla luce dell'aumento del livello di attenzione nei confronti della minaccia terroristica, sono stati elaborati specifici piani d'azione con l'obiettivo di identificare i soggetti utilizzatori dei circuiti di pagamento alternativi ai canali bancari, verificare la tipologia delle operazioni di trasferimento di denaro poste in essere, accertare l'esistenza di precedenti di polizia e altri elementi di interesse.
Si tratta di attività di servizio eseguite nel quadro del controllo economico del territorio e che si affiancano a quelle ordinariamente svolte, quali gli approfondimenti di segnalazioni di operazioni sospette riconducibili allo specifico fenomeno e l'esecuzione di ispezioni e controlli antiriciclaggio e antiterrorismo.
Sul piano organizzativo, in ragione della particolare delicatezza dello scenario nazionale e internazionale, è stato istituito nell'ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo (GIFT), con il compito, tra l'altro, di eseguire accertamenti su ogni input investigativo attinente al finanziamento del terrorismo, nonché di effettuare analisi di rischio mirate per contrastare la specifica minaccia.
Parallelamente, è stato potenziato, presso il Comando Generale, il II Reparto - Coordinamento Informativo e Relazioni Internazionali -, con funzioni di "cabina di regia" permanente per promuovere e coordinare i flussi informativi sia all'interno della Guardia di Finanza che verso altri Organi di intelligence e di polizia.
Questa revisione ordinativa è stata recentemente completata con l'istituzione, dal 1° gennaio 2017, delle Sezioni Investigative Finanziamento terrorismo presso i Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli.

Allegati

  • Guardia di Finanza, “Rapporto 2016” (pdf, 15 M, 65 pp.)  
  • Comunicato stampa (pdf, 578 K, 6 pp.)
  • Video (3 minuti circa)

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Garante Privacy: parere su direttiva UE antiriciclaggio (22 marzo 2017)

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Il 9 marzo 2017 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto il provvedimento n. 125  che esprime un “parere favorevole condizionato” sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per il recepimento della direttiva (UE) 2015/849 (c.d. "quarta direttiva"), concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
Nel seguito dell'articolo il testo integrale del provvedimento.

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Senato: le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio (16 marzo 2017)

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Introduzione

Lo schema di decreto in esame recepisce la direttiva UE 2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio) volta ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
Il decreto sostanzialmente riscrive il D.Lgs. n. 231 del 2007 (attuativo della precedente direttiva antiriciclaggio), introducendo diverse innovazioni che riguardano i soggetti destinatari degli obblighi, l’attività di registrazione, le comunicazioni alle competenti Autorità, la nozione di titolare effettivo, le misure di adeguata verifica della clientela, i controlli, gli obblighi di conservazione e le sanzioni. La seconda parte del decreto provvede inoltre a riscrivere il D.Lgs. n. 109 del 2007 (antiterrorismo) e altre disposizioni in materia valutaria e finanziaria.

Le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio

In sintesi, la nuova disciplina antiriciclaggio, in attuazione della direttiva europea, aggiorna l’elenco dei soggetti destinatari degli obblighi (soggetti obbligati) e l’ambito delle prestazioni da monitorare, semplificando le modalità di conservazione dei dati e dei documenti, in applicazione del diritto europeo.
Si ricorda, infatti, che punto di partenza della direttiva è l’ampliamento e la razionalizzazione del principio dell’approccio basato sul rischio (risk based approach), già considerato dalla precedente direttiva, in base al quale le misure volte a prevenire o mitigare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo devono essere proporzionali ai rischi effettivamente individuati.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un sistema di controllo degli operatori che effettuano l’attività di money transfer, caratterizzata da un elevato rischio di infiltrazione criminale. Si ricorda che un altro schema di decreto legislativo (A.G. 390) prevede l’adozione di una disciplina organica sulle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi usati (cd. "compro oro") con la tracciabilità e la registrazione delle operazioni di compravendita dell'oro.
Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
In particolare si segnalano i seguenti punti innovativi:

  • è eliminato l’obbligo di tenuta dell’archivio unico informatico per gli intermediari bancari e finanziari; i nuovi articoli 31 e 32 prescrivono che i sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni devono consentire la ricostruzione univoca di determinati elementi essenziali e devono essere idonei a garantire il rispetto delle norme in materia di proiezione dei dati personali;
  • è richiesta l’adeguata verifica del cliente, con la registrazione delle informazioni, anche per le operazioni occasionali che comportano un trasferimento di fondi superiore a 1.000 euro (articolo 17, comma 1);
  • nella prestazione di servizi di pagamento e nell'emissione e distribuzione di moneta elettronica, le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica, compresi quelli con sede in altro Stato membro nonché le loro succursali, osservano gli obblighi di adeguata verifica della clientela per operazioni di importo inferiore a 15.000 euro, ivi compresi i casi in cui esse siano effettuale tramite soggetti convenzionali e agenti (articolo 17, comma 6);
  • gli obblighi di adeguata verifica non si osservano in relazione alla mera redazione e trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale (articolo 17, comma 8);
  • entro il 31 dicembre 2018 devono essere estinti tutti i libretti al portatore anonimi (articolo 49);
  • le imprese con personalità giuridica e le persone giuridiche private diverse dalle imprese devono comunicare telematicamente ai rispettivi Registri le informazioni attinenti la propria titolarità effettiva; i trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali sono tenuti all’iscrizione in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese al quale devono essere comunicate le informazioni sulla titolarità effettiva del trust (articolo 21);
  • sono previste misure di controllo e monitoraggio che devono essere adottate dagli istituti di pagamento e dagli istituti di moneta elettronica nei confronti dei soggetti convenzionati e agenti che dovranno essere annotati in apposito registro tenuto dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (articoli 43-45);
  • gli obblighi di comunicazione degli organi di controllo sono attenuati: devono segnalare alle autorità di vigilanza i fatti che possono integrare violazioni del decreto gravi, ripetute, sistematiche o plurime, di cui vengano a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni (articolo 46);
  • devono essere adottate procedure volte ad incentivare segnalazioni interne di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni in materia di antiriciclaggio da parte del personale dipendente (c.d. whistleblowing);
  • nel settore dei giochi si prevede per distributori ed esercenti del gioco su rete fisica l'obbligo di identificare il cliente che richiede o effettua operazioni di gioco per importo pari o superiore ai 2.000 euro (per il settore delle VLT il limite è di 500 euro). Se si ravvisa il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo le misure antiriciclaggio devono essere applicate a prescindere della cifra richiesta. L’obbligo di identificazione per i giochi online avviene attraverso il conto di gioco che può essere ricaricato esclusivamente attraverso mezzi di pagamento tracciabili. Chi gestisce case da gioco (casinò) dovrà identificare e verificare i clienti se il valore delle transazioni eseguite per l'acquisto o il cambio dei gettoni, o l'incasso delle vincite, sia pari a importi di 2.000 euro o superiori. I gestori dei casinò sottoposti al controllo pubblico devono identificare i clienti già all'ingresso della casa da gioco (articoli 52-54);
  • le sanzioni previste non sono a misura fissa, ma proporzionate all'inadempienza del professionista

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Antiriciclaggio: Garante Privacy multa 5 società di Money transfer (13 marzo 2017)

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Sanzioni per oltre 11 milioni di euro sono state comminate dal Garante privacy a cinque società che operano nel settore del money transfer per aver usato in modo illecito i dati personali di più di  mille persone inconsapevoli

Money transfer: Garante privacy, 11 mln di multa a cinque società per uso illecito di dati

Sanzioni per oltre 11 milioni di euro sono state comminate dal Garante privacy a cinque società che operano nel settore del money transfer per aver usato in modo illecito i dati personali di più di  mille persone inconsapevoli [doc. web nn. 6009674, 6010438, 6009876, 6010258 e 6009746].
Le gravi violazioni sono emerse nel corso di un'indagine della Procura di Roma.
Il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza su delega della magistratura ha infatti accertato che una multinazionale, in concorso con altre quattro società, raccoglieva e trasferiva in Cina somme di denaro riconducibili a imprenditori cinesi, in violazione non solo della normativa antiriciclaggio, ma anche di quella sulla protezione dei dati personali.
La violazione della normativa sulla privacy ha determinando l'intervento del Garante.
Per assecondare il desiderio della clientela di impedire l'associazione tra le rimesse finanziarie e i reali mittenti le società operavano attraverso la tecnica del frazionamento (dividendo cioè le somme di denaro in più operazioni sotto la soglia prevista dalla normativa antiriciclaggio) e attribuivano i trasferimenti di denaro a più di mille clienti del tutto ignari, utilizzando illecitamente i loro dati.
Il trattamento dei dati avveniva senza consenso.
I nominativi ai quali erano intestati i trasferimenti non erano mai i reali mittenti e, in alcuni casi, i moduli risultavano compilati da persone decedute o inesistenti, oppure non firmati.
Gli invii di denaro, poi, venivano effettuati a pochi secondi l'uno dall'altro, per importi appena sotto soglia e indirizzati allo stesso destinatario.
I nominativi cui erano attribuiti i trasferimenti, inoltre, erano tratti da fotocopie di documenti di identità, conservati in appostiti raccoglitori, e da utilizzare all'occorrenza.
Alla luce dei risultati dell'indagine, il Garante, tenuto conto della gravità delle violazioni commesse dalle società, del numero delle persone coinvolte i cui dati sono stati trattati senza consenso e della rilevanza della banca dati, ha inflitto le seguenti sanzioni: 5.880.000 euro alla multinazionale, 1.590.000, 1.430.000, 1.260.00 e 850.000 euro rispettivamente ad ognuna delle altre quattro società,  per un importo complessivo di oltre 11 milioni di euro.
Le società hanno 30 giorni di tempo dalla notificazione dei provvedimenti per il pagamento delle sanzioni.

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DIA: relazione semestrale 2016 – antiriciclaggio (9 marzo 2017)

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Attenzione alla dematerializzazione e virtualizzazione dei capitali e dei patrimoni frutto delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica
Nel primo semestre 2016 risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.

  • Fonte: capitolo “8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio” della 1° relazione semestrale 2016 della Direzione Investigativa Antimafia - DIA (qui il testo integrale della relazione in pdf , 10 M, 308 pp.)

8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

La prevenzione dell'uso del sistema economico e finanziario legale a scopo di riciclaggio degli illeciti proventi rappresenta una missione prioritaria per la D.I.A..
Al riguardo, giova evidenziare che le organizzazioni criminali, allo scopo di estendere i traffici illeciti e rendere più sicuri e veloci i trasferimenti del "denaro sporco", sfruttano alcuni fattori che caratterizzano le moderne economie, ed in particolare:

  • la "fluidificazione dei confini" e l'attenuazione delle barriere doganali tra gli Stati, determinata dalla spinta alla creazione di aree di libero scambio commerciale;
  • l'accentuata tendenza alla "dematerializzazione" ed alla "virtualizzazione" dei capitali e dei patrimoni, grazie allo sfruttamento delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica.

Per quanto precede, assumono particolare rilievo i presidi antiriciclaggio che la disciplina vigente, dettata dal D.Lgs. 231/2007, individua nella tracciabilità dei flussi finanziari, assicurata dalla identificazione della clientela e dalla registrazione delle transazioni, nonché dalla partecipazione attiva degli intermediari abilitati, che si estrinseca nell'effettuazione delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il citato decreto antiriciclaggio dispone che dette segnalazioni, una volta inviate dagli intermediari abilitati all'Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d'Italia, vengano da quest'ultima trasmesse alla D.I.A. ed al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, i quali informano il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in caso di rilevata attinenza delle segnalazioni alla criminalità organizzata.
In proposito, la D.I.A., al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema di analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, a decorrere dall'anno 2015, ha adottato nuove procedure, che consentono, grazie all'aggiornamento dell'applicativo informatico in uso (EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), di processare tutte le segnalazioni pervenute dall'UIF.
In tale quadro, nell'ottica di ottimizzare le suddette procedure, potenziando le sinergie tra gli organismi che compongono il citato dispositivo di prevenzione antiriciclaggio previsto dalla legge, il Direttore della D.I.A. ed il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in data 26 maggio 2015 hanno siglato un Protocollo d'intesa - volto a consentire la rapida selezione delle s.o.s. attinenti alla criminalità organizzata e, nel contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie - reso operativo nel corso del secondo semestre 2015.

In data 5 aprile 2016, inoltre, la DIA ha stipulato un Protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza, allo scopo di aggiornare un precedente memorandum risalente al 2012, consolidando le strategie operative in materia di contrasto al riciclaggio di proventi di attività criminose.
Il Protocollo persegue l'obiettivo di una tempestiva analisi delle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette e di un maggior coordinamento investigativo tra le due Istituzioni firmatarie, al fine di ottimizzare l'impiego delle rispettive risorse e di individuare prontamente, sulla base dell'analisi di specifiche anomalie, le nuove modalità di riciclaggio eventualmente poste in essere dalla criminalità organizzata.
A tale scopo, nell'accordo sono state previste anche alcune iniziative di formazione congiunta e taluni incontri con i soggetti e gli operatori economici obbligati all'invio delle s.o.s.
Al fine di illustrare l'attività svolta a livello centrale dalla D.I.A. nell'analisi ed approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, si espongono, di seguito, i più significativi dati statistici elaborati mediante il citato sistema EL.I.O.S.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.
Da tale processo di analisi è scaturito l'esame di 127.948 soggetti segnalati o collegati, di cui 93.653 persone fisiche e 34.295 persone giuridiche.
Per quanto concerne il grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si rappresenta che le segnalazioni analizzate sono state effettuate, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (33.149), seguiti dai professionisti (4.561), dagli intermediari finanziari (2.726) e dagli istituti di moneta elettronica (168).

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Le 42.590 segnalazioni analizzate includono complessivamente 128.301 operazioni sospette, suddivise nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (19.370), bonifico estero (17.516), versamento contanti (13.762), prelevamento con moduli di sportello (13.368), bonifico in partenza (12.382), versamento assegni (6.422), disposizione di trasferimento (6.199), emissione di assegni circolari e tioli similari/vaglia (3.926), addebito per estinzione assegno (3.227), prelevamento contanti inferiore a 15.000 euro (3.035), pagamento con carte di credito e tramite POS (2.266).

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Con riferimento alla distribuzione territoriale, la maggior parte delle operazioni oggetto di segnalazione è stata effettuata effettuata nelle regioni settentrionali (56.307), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (29.030) e centrali (25.321), per finire con quelle insulari (9.723).

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Nella tabella e nel grafico seguenti è stata esposta la ripartizione delle operazioni sospette su base regionale:

170309-dia5.jpg

170309-dia6.jpg

Inoltre all'analisi delle segnalazioni di operazioni sospette operata centralmente dalla D.I.A., viene svolto presso la D.N.A.A., in base agli accordi assunti con il citato Protocollo d'intesa, anche l'approfondimento informativo delle segnalazioni risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata.
In particolare, nel semestre in esame, le S.O.S. che hanno generato degli sviluppi investigativi, siano essi di tipo preventivo o giudiziario, sono state complessivamente 903, di cui:

  • 676 inviate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo direttamente alle competenti D.D.A., a seguito dell'analisi svolta per effetto del suddetto Protocollo d'intesa;
  • 227 trasmesse per gli approfondimenti investigativi alle articolazioni territoriali della D.I.A. (Centri e Sezioni Operative). Di queste, risultano prevalenti quelle riferibili alla 'ndrangheta (121), come evidente dalla rappresentazione grafica che segue:

170309-dia7.jpg

b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

Uno degli strumenti di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231;
  • richiesta di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne ai funzionari responsabili degli stessi (nota 439).

Il ricorso a tali istituti è volto alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto all'interno degli organi sociali, ovvero utilizzando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell'attività illecita, dissimulandoli nel circuito di quelli legali.
Esso rappresenta quindi uno strumento particolarmente incisivo nell'ambito della strategia di contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel circuito dell'economia legale e dei conseguenti effetti distorsivi arrecati al sistema finanziario.
L'esercizio di detti poteri è, inoltre, prodromico all'eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.
Nel I semestre del 2016, la citata attività si è concretizzata nell'emissione e successiva esecuzione di:

  • 3 provvedimenti nei confronti di altrettanti Istituti di credito rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 11 del D.Lgs 231/2007,
  • 19 richieste di dati ed informazioni effettuate nei confronti di Istituti di credito ed altri intermediari finanziari.

Note al testo

439)
Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del D.Lgs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

Allegato

  • DIA - Direzione Investigativa Antimafia, "1° relazione semestrale 2016", 9 marzo 2017 (pdf , 10 M, 308 pp.)

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Antiriciclaggio: il testo del decreto IV Direttiva presentato dal Governo Gentiloni (28 febbraio 2017)

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Sul sito della Camera dei Deputati è disponibile il testo del decreto legislativo presentato dal Governo Gentiloni il 23 febbraio 2017 in attuazione della IV Direttiva antiriciclaggio
Il decreto recepisce la direttiva UE 2015/849, che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
Viene inoltre istituito il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
È prevista altresì l’istituzione di un registro centrale dei trust produttivi di effetti fiscali, in cui saranno custodite le informazioni sulla titolarità effettiva del trust.
Inoltre, il provvedimento razionalizza il complesso degli adempimenti posti a carico degli attori del sistema, eliminando formalità e tecnicismi in ordine alle modalità di conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi rispetto alle esigenze di uniforme ed omogenea applicazione del diritto comunitario e, come tali, potenzialmente anticompetitivi.

Atto del Governo: 389
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 (389)

Testi disponibili

  • Testo dell'atto trasmesso (pdf,   4.1 M, 100 pp.)
  • Relazione illustrativa, relazione tecnica, ATN e AIR (pdf, 2.6 M, 66 pp.)

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Servizi segreti: riciclaggio, evasione ed elusione fiscale (27 febbraio 2017)

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Il 27 febbraio 2017 i Servizi segreti italiani hanno presentato “Relazione al Parlamento 2016” (qui in pdf e epub, 188 pp.)
Di seguito le pagine 61 e 62 della Relazione.

Le economie illegali: riciclaggio, evasione ed elusione fiscale

L’intelligence ha continuato a fornire supporto informativo nel quadro del più ampio sforzo per individuare capitali irregolarmente detenuti all’estero o sul territorio nazionale, nonché a colpire le organizzazioni e i canali che alimentano tale pratica illecita approfittando delle asimmetrie legislative che persistono in diversi Stati esteri.
Il contrasto all’occultamento dei capitali ha assunto valenza prioritaria, non solo in chiave anti evasione, ma anche per colpire fenomeni di maggiore e più diretta pericolosità sociale, rappresentando lo stadio finale di attività quali il riciclaggio e la corruzione.
In tale ambito non vengono trascurati i nuovi strumenti che si stanno affermando con la fintech, che, sebbene perfettamente legali, in alcuni casi potrebbero prestarsi ad essere utilizzati per finalità illecite.
L’onda lunga della crisi economica che condiziona la crescita e le dinamiche di sviluppo del Paese ha continuato a produrre effetti in termini di penetrazione criminale nell’economia e di occultamento di fondi illecitamente accumulati.
Tra le pratiche illecite rilevate, quelle più insidiose si sono confermate:

  • l’uso di carte di credito/pagamento anonime, alimentabili senza limiti di spesa;
  • la strutturazione di architetture finanziarie realizzate attraverso Società di Investimento a Capitale Variabile (SICAV) e trust;
  • le possibilità di sub-commissionare, solo cartolarmente, lavori appaltati in Italia al fine di drenare la maggior parte dei guadagni verso il territorio estero, scontando imposte di molto inferiori rispetto alla tassazione in Italia.

Sono emerse, inoltre, patologie in grado di incidere direttamente sull’efficienza e stabilità del sistema.
In partico lare, si è registrata l’operatività di taluni circuiti professionali in grado di offrire ai cittadini italiani titolari di posizioni “in nero” soluzioni alternative alla regolarizzazione dei capitali posseduti all’estero.
Tra le iniziative illecite adottate, le principali sono risultate il trasferimento delle “provviste” disponibili su piazze finanziarie non cooperative e lo spostamento della residenza fiscale (in alcuni casi fittiziamente) così da eludere la normativa sullo scambio di informazioni.
Parallelamente si è rilevata una significativa diffusione sul territorio nazionale di carte di credito “anonime”, legate a conti offshore, in grado di garantire cospicui volumi di spesa non tracciabili e rimpatri “non contabilizzati” di capitali.
Il permanere di una dinamica ancora debole dei prestiti alle imprese, ha generato come ulteriori conseguenze l’abusiva mediazione creditizia nei confronti di imprenditori in difficoltà economica e l’acquisizione di società che versano in grave crisi finanziaria da parte di circuiti criminali.
Gli effetti sulla media e piccola imprenditoria sono stati rilevanti, accrescendo le attività usuraie, da un lato, e le sofferenze bancarie, dall’altro.
Sul fronte del riciclaggio internazionale, crescente rilievo hanno assunto due pratiche utilizzate sia dalla criminalità organizzata, sia dall’imprenditoria illegale: l’una che fa leva sul ricorso ad operazioni prive di sostanza economica, pur legali, con lo scopo di realizzare vantaggi fiscali  illeciti (cd. abuso di diritto), e l’altra consistente nell’utilizzo sostanzialmente irregolare del trust per dissimulare, attraverso i meccanismi legittimi di tale istituto giuridico, origine ed effettiva titolarità dei capitali.

Le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo nazionale

La criminalità organizzata ha continuato a occupare spazi imprenditoriali e a inquinare il libero mercato grazie all’ingente liquidità di denaro, provento dei traffici illeciti.
L’edilizia, i giochi on-line, lo smaltimento di rifiuti, la green economy e, soprattutto, gli appalti pubblici si sono confermati i settori dell’economia legale di principale interesse per gli investimenti da parte delle mafie nazionali.
In relazione a tanto, sono state oggetto di attenzione le reti relazionali che la criminalità organizzata ha intessuto con gli altri attori delle lobby crimino-affaristiche: imprenditori, professionisti, faccendieri, dipendenti e amministratori pubblici.
Gli strumenti principe che la criminalità organizzata utilizza per penetrare i circuiti affaristici e ingerirsi nei processi decisionali pubblici e nel libero mercato sono, da una parte, lo scambio di reciproche utilità e il raggiungimento di un comune interesse economico, dall’altra, la corruzione, soprattutto nei confronti di pubblici amministratori e burocrati.
In tal senso, la riforma del codice degli appalti, varata nell’aprile 2016, potrà contribuire a contenere i fenomeni di ingerenza criminale nello specifico settore.
La criminalità organizzata di matrice nazionale, a fattor comune seppur con diverse gradazioni, ha continuato ad affinare le proprie capacità di infiltrare i processi decisionali pubblici e di alterazione del libero mercato, pur non rinunciando a mantenere, attraverso la pressione estorsiva e intimidatoria effettivamente esercitata, o semplicemente percepita, una pervasiva proiezione sul territorio di riferimento (vds. box n. 15).
Unitamente al traffico di sostanze stupefacenti, che si conferma la principale fonte di finanziamento delle attività illecite e di riciclaggio dei sodalizi criminali, si è registrato il crescente interesse degli stessi su taluni aspetti della gestione del fenomeno migratorio.

Allegato

Sicurezza nazionale, “Relazione al Parlamento 2016” (pdf e epub, 188 pp.)

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Consiglio dei ministri: decreti legislativi su normativa antiriciclaggio e attività dei compro oro (24 febbraio 2017)

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Disegnato un sistema sanzionatorio antiriciclaggio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive. Istituito il Comitato di sicurezza finanziaria presso il MEF e il Registro dei titolari effettivi. Nuovo sistema di controllo per i money transfer, disciplina ad hoc per il monitoraggio dei compro oro

Il 23 febbraio 2017 il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi che dettano disposizioni in materia di antiriciclaggio e disciplinano l’attività dei “compro oro”.

1.Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la direttiva 2006/70/CE

Il decreto recepisce la direttiva UE 2015/849, che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
I destinatari della normativa antiriciclaggio sono persone fisiche e giuridiche che operano in campo finanziario o che hanno disponibilità di denaro, i quali sono tenuti a determinati obblighi informativi nei confronti dell’unità di informazione finanziaria (UIF) che effettua l’analisi delle operazioni sospette e smista i dati agli altri soggetti, deputati al controllo dei flussi finanziari per finalità di terrorismo e antimafia come la Direzione investiva antimafia (DIA), il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, il Comitato di sicurezza finanziaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze.
Quest’ultimo soggetto, di nuova istituzione è qualificato come l’organismo responsabile dell’analisi nazionale del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Viene inoltre istituito il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
È prevista altresì l’istituzione di un registro centrale dei trust produttivi di effetti fiscali, in cui saranno custodite le informazioni sulla titolarità effettiva del trust.
Inoltre, il provvedimento razionalizza il complesso degli adempimenti posti a carico degli attori del sistema, eliminando formalità e tecnicismi in ordine alle modalità di conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi rispetto alle esigenze di uniforme ed omogenea applicazione del diritto comunitario e, come tali, potenzialmente anticompetitivi.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un adeguato sistema di controllo degli operatori contrattualizzati dalle società di “money transfer”, attività di rimessa di denaro all’estero che presentano un elevato rischio di infiltrazione criminale.
Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

2.Disposizioni per l’esercizio dell’attività di “compro oro” in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettera l), della legge n.170 del 2016

Il decreto introduce una disciplina ad hoc che consente di monitorare il settore dei “compro oro” e di censirne stabilmente il numero e la tipologia. La finalità è quella di contrastare sempre più efficacemente le attività criminali e i rischi di riciclaggio riconducibili alle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi non praticate da operatori professionali. I principali interventi sono:

  • l’istituzione di un registro degli operatori compro oro professionali per i quali il possesso della licenza di pubblica sicurezza costituisce requisito indispensabile;
  • l’obbligo per gli operatori professionali in oro, diversi dalle banche, di iscrizione nel suddetto registro per lo svolgimento dell’attività;
  • la previsione di specifici obblighi di identificazione del cliente e di descrizione, anche mediante documentazione fotografica, dell’oggetto prezioso scambiato;
  • la piena tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita dell’oro. I compro oro sono obbligati a dotarsi di un conto corrente dedicato alle transazioni finanziarie eseguite in occasione di tali operazioni;
  • la previsione di apposite sanzioni, con particolare riferimento all’esercizio abusivo dell’attività (ad esempio in caso di mancata iscrizione nel suddetto registro).

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ESA - European Supervisory Authorities: parere sul rischio riciclaggio per la finanza europea (22 febbraio 2017)

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Il 20 febbraio 2017 le tre autorità di vigilanza europea (EBA, EIOPA ed ESMA - ESA) hanno pubblicato un parere congiunto indirizzate alla Commissione europea sui rischi di riciclaggio di denaro (Money Laundering - ML) e il finanziamento del terrorismo (Terrorist Financing - TF) per il settore finanziario dell'Unione europea.
Il parere è un contributo al lavoro di valutazione del rischio che la Commissione europea sta svolgendo e rientra nelle azioni da parte delle autorità di vigilanza europee per favorire una convergenza in materia di vigilanza e parità di condizioni in materia di antiriciclaggio (Anti Money Laundering - AML) e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Countering the Financing of Terrorism - CFT).

In particolare, questo parere congiunto sottolinea che esistono problemi da parte delle aziende nel comprendere e gestire i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Il parere evidenzia anche le difficoltà connesse con la mancanza di accesso tempestivo alle attività di intelligence che potrebbero aiutare le aziende a identificare e prevenire i rischi di finanziamento del terrorismo nonché le notevoli differenze nel modo in cui le autorità nazionali competenti esercitano le loro funzioni.
 
Questi problemi, se non affrontati rischiano di indebolire il sistema europeo di prevenzione e repressione AML/CFT; sono pertanto necessarie azioni per meglio assicurarne l’efficacia.
Ciò è particolarmente importante in quanto gli Stati membri UE si muovono verso approccio basato sul rischio al sistema AML / CFT, che richiede un livello adeguato di consapevolezza del rischio ML/TF e una management expertise che non tutte le imprese e tutti i settori hanno.

Diverse iniziative sono già in corso come ad esempio il lavoro delle autorità di vigilanza europee su un approccio comune basato sul rischio alla vigilanza AML/CFT che, nel breve-medio termine, servirà per affrontare molti dei rischi individuati.

Basi legali

Il parere congiunto è stata redatto sulla base dell’articolo 6 (5) della Direttiva UE 2015/849 - La quarta direttiva UE sul riciclaggio di denaro - che impone ogni due anni alle autorità di vigilanza europee di emettere un parere congiunto sui rischi ML/TF relativi al settore finanziario UE.

Allegato

  • ESAS Joint Opinion on the risks of money laundering and terrorist financing affecting the Union’s financial sector (JC-2017-07) [PDF, 269KB]

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