Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e contrasto del terrorismo

Governo italiano: attuazione IV Direttiva antiriciclaggio (26 maggio 2017)

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Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la direttiva 2006/70/CE (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che detta disposizioni più severe in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche.
Il decreto recepisce la direttiva UE 2015/849, che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
I destinatari della normativa antiriciclaggio sono le persone fisiche e giuridiche che operano in campo finanziario e i professionisti tenuti all’osservanza di specifici obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo all’ unità di informazione finanziaria (UIF) che provvede alla relativa analisi. L’approfondimento investigativo delle segnalazioni è effettuato dalla Direzione investiva antimafia (DIA) e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Il Comitato di sicurezza finanziaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze è l’organismo responsabile dell’elaborazione degli indirizzi strategici in materia di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e dell’analisi nazionale dei relativi rischi.
Accogliendo le indicazioni contenute nei parere parlamentari è stata ampliata la platea dei soggetti qualificati come ‘persone politicamente esposte’ nei confronti delle quali devono essere effettuati controlli più approfonditi: oltre alle alte cariche dello Stato, ai ministri e parlamentari, ai vertici della magistratura, agli assessori e consiglieri  regionali, ai parlamentari europei e ai direttori generale delle Asl e delle aziende ospedaliere, rientrano nella nozione anche i sindaci dei comuni con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti e i vertici delle società da questi partecipate. Tra le novità introdotte figurano il rafforzamento del ruolo della Direzione antimafia e antiterrorismo e il riordino delle sanzioni amministrative, attraverso un sistema di misure graduato in funzione della gravità delle violazioni. Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. E’ stato inoltre previsto, in coerenza con la direttiva, che le operazioni sospette non possano essere compiute fino a quando non è effettuata la relativa segnalazione, nonché inserito l’obbligo della UIF di dare informazione delle operazioni sospette per motivi di terrorismo anche ai Servizi di sicurezza.
Il decreto istituisce il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. E’ prevista altresì la centralizzazione, in un’apposita sezione del registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali.
Inoltre, il provvedimento razionalizza il complesso degli adempimenti posti a carico degli attori del sistema, eliminando formalità e tecnicismi in ordine alle modalità di conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi rispetto alle esigenze di uniforme ed omogenea applicazione del diritto comunitario e, come tali, potenzialmente anticompetitivi.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un adeguato sistema di controllo degli operatori contrattualizzati dalle società di “money transfer”, attività di rimessa di denaro all’estero che presentano un elevato rischio di infiltrazione criminale.

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UIF: Protocollo intesa con la Procura della Repubblica di Roma (10 maggio 2017)

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  • Fonte: sito UIF (pdf)

Protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Roma e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e il Direttore  dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d’intesa volto a rendere ancora più efficace la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti.
L’accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l’individuazione di aree tematiche per l’analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e sono previste iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce criminali, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Roma, 9 maggio 2017  

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Orrick: Nuovi adempimenti derivanti dal recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio (28 aprile 2017)

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Il documento è stato redatto a cura di: Marco Nicolini, Marco Zechini, Andrea Piermartini Rosi, Luca Benvenuto, Alberto Coletti

Lo schema di decreto legislativo approvato dal Governo lo scorso 23 febbraio 2017, ed ora sottoposto all'esame del Parlamento (di seguito "Schema di Decreto"), recante attuazione della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (di seguito "Quarta Direttiva AML") introduce alcune modifiche all'attuale disciplina in tema di prevenzione dell'uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo regolata dal vigente D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (di seguito, "Decreto 231").
Lo Schema di Decreto si fonda sul principio comunitario del "risk based approach" volto ad indicare e valutare i rischi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo propri di determinate attività professionali e finanziarie, e prevede alcune novità tra le quali si ricordano:

  • ampliamento del "positive scope" con l'individuazione di nuovi soggetti tenuti a rispettare le disposizioni in materia di antiriciclaggio;
  • conferma del principio secondo il quale gli obblighi di adeguata verifica devono essere graduati rispetto al profilo di rischio (art. 17), introducendosi tuttavia un nuovo meccanismo di applicazione delle misure semplificate o rafforzate (art. 23 e 24) di adeguata verifica della clientela;
  • nuove tutele per la riservatezza del soggetto segnalante operazioni sospette (art. 38);
  • complessiva rivisitazione del sistema sanzionatorio (artt. 55 e seguenti).

Di seguito si riporta una sintetica illustrazione del contenuto dei punti sopra elencati.

1. Ambito di applicazione

I soggetti destinatari degli obblighi di cui allo Schema di Decreto rimangono, nella sostanza, quelli elencati dal Decreto 231, sia pure con alcune novità: tra i soggetti obbligati vengono infatti oggi considerati anche

  • le SICAF, società di investimento a capitale fisso, introdotte dalla Direttiva 2011/61/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (c.d. Direttiva AIFM), dunque intermediari non ancora disciplinati quando la c.d. "Terza Direttiva Antiriciclaggio" venne implementata e
  • gli intermediari bancari e finanziari aventi sede legale in un altro Stato membro che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi (ossia senza l'apertura di una branch).

Sul punto, si registra dunque un significativo mutamento di indirizzo del legislatore italiano che, diversamente dal passato, assoggetta al rispetto della normativa italiana in materia di antiriciclaggio tutti coloro che operino sul territorio nazionale, a prescindere dall'eventuale esistenza di una stabile organizzazione.

2. Obblighi di adeguata verifica della clientela

L'art. 17 dello Schema di Decreto conferma che gli obblighi di adeguata verifica della clientela devono essere commisurati al profilo di rischio che ciascun intermediario attribuisce ai propri clienti, avuto riguardo al rapporto instaurato/operazione occasionale realizzata, coerentemente con quanto già previsto sia dal Decreto 231 che dal Provvedimento della Banca d'Italia del 3 aprile 2013.
Nello specifico, nel graduare il profilo di rischio – e dunque l'entità delle misure di adeguata verifica della clientela – i soggetti obbligati devono tener conto di criteri riguardanti sia il cliente (es. natura giuridica, attività svolta, comportamento tenuto al momento dell'operazione, sede) sia l'operazione richiesta (es. tipologia, oggetto, ammontare, volume dell'operazione, modalità di svolgimento e ragionevolezza in rapporto all'attività svolta dal cliente).

L'art. 23 dello Schema di Decreto conferma altresì la possibilità di applicare misure semplificate di adeguata verifica della clientela laddove sia presente un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Al riguardo, tuttavia, diversamente dalle disposizioni contenute nel Decreto 231, non è più prevista una elencazione tassativa di ipotesi al ricorrere delle quali gli operatori siano legittimati ad attuare le misure semplificate: si prevede invece che sia direttamente il soggetto obbligato ad effettuare una autonoma valutazione del rischio, assumendosi la responsabilità di configurare tale rischio come "basso" e, per l'effetto, adottare misure semplificate (comma 1, art. 23).
Infatti, "in presenza di un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, i soggetti obbligati possono applicare misure di adeguata verifica della clientela semplificate sotto il profilo dell'estensione e della frequenza degli adempimenti prescritti dall'articolo 18".
Con la medesima impostazione, l'art. 24 dello Schema di Decreto, prevede che al ricorrere di elementi tali da configurare un elevato rischio di riciclaggio, gli operatori dovranno applicare misure rafforzate di adeguata verifica della clientela.
Anche in tale circostanza, la gradazione del rischio dovrà essere prudentemente apprezzata dai soggetti obbligati valutando i fattori di rischio, riguardanti il cliente e/o il rapporto, identificati dal legislatore (es. assetti proprietari opachi, fattori di rischio geografici, prodotti od operazioni che consentano di favorire l'anonimato, etc.).

3. La segnalazione di operazioni sospette

La disciplina della segnalazione di operazioni sospette sembrerebbe non presentare significative innovazioni rispetto alle disposizioni già contenute nel Decreto 231.
Nondimeno, a maggior tutela della riservatezza del segnalante (il quale, si rammenta, ha il diritto/dovere di non essere noto al soggetto segnalato), il comma 3 dell'art. 38 dello Schema di Decreto, precisa che "il nominativo del segnalante non può essere inserito nel fascicolo del Pubblico Ministero né in quello del dibattimento e la sua identità non può essere rivelata, a meno che l'Autorità giudiziaria non disponga altrimenti, con provvedimento motivato ed assicurando l'adozione di ogni accorgimento idoneo a tutelare il segnalante…".

4.  Sistema sanzionatorio: misure effettive, proporzionate e dissuasive

Il sistema sanzionatorio viene profondamente modificato dallo Schema di Decreto sia nelle fattispecie incriminatrici sia nell'importo delle sanzioni. In particolare, con specifico riferimento a quest'ultimo aspetto, il comma 3 dell'art. 56 prevede che le sanzioni amministrative possano essere triplicate nel caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime.
Il particolare interesse che il legislatore pone sul contrasto al fenomeno del riciclaggio viene manifestato in maniera palese anche dall'art. 62 dello Schema di Decreto, nel quale si prevedono rilevanti sanzioni nei confronti degli organi di amministrazione, direzione e controllo dei soggetti vigilati.
In particolare, il comma 2 prevede che si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 di euro ai soggetti titolari di funzioni di amministrazione, direzione e controllo dell'intermediario che "non assolvendo in tutto o in parte ai compiti direttamente o indirettamente correlati alla funzione o all'incarico, hanno agevolato, facilitato o comunque reso possibili le violazioni di cui al comma 1 o l'inosservanza dell'ordine di cui al comma 4, lettera a) ovvero hanno inciso in modo rilevante sull'esposizione dell'intermediario al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Qualora il vantaggio ottenuto dall'autore della violazione sia superiore a 5.000.000 di euro, la sanzione amministrativa pecuniaria è elevata fino al doppio dell'ammontare del vantaggio ottenuto, purché tale ammontare sia determinato o determinabile".   

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La nuova disciplina dell’antiriciclaggio (IusLetter, 12 aprile 2017)

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Lo Studio legale “La Scala” ha publbicato –a firma di Sabrina Galmarini (web, lk) il documento “La nuova disciplina dell’antiriciclaggio: i soggetti obbligati e l’analisi del rischio” (pdf, 224 K, 23 pp.)
Nel seguito introduzione, premessa e indice del documento.

Introduzione

Lo scorso 23 febbraio 2017 il Governo - dando esecuzione alla delega ricevuta dalla c.d. Legge di delegazione 2015 (articolo 15 della legge 12 agosto 2016, n. 170) - ha approvato lo schema di decreto legislativo - ora all’esame del Parlamento - recante attuazione della IV Direttiva Antiriciclaggio.

  • Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 in tema di antiriciclaggio (pdf , 100 pp.)

Il presente articolo analizza la parte del decreto in materia di soggetti obbligati, analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, adeguata verifica della clientela, titolare effettivo, misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica e, per finire, esecuzione degli obblighi da parte di terzi.

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(Sabrina Galmarini)

Premessa

Siamo quindi, pare, alle battute finali del procedimento di recepimento in Italia della Direttiva (UE) 2015/849 (c.d. “IV Direttiva Antiriciclaggio”), relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle Direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del Regolamento (UE) n. 2015/847, riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il Regolamento (CE) n. 1781/2006.
Lo schema di decreto legislativo in esame introduce significative modifiche alla vigente disciplina al fine di allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte in materia a livello europeo e applica le raccomandazioni GAFI.
La IV Direttiva Antiriciclaggio (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 5 giugno 2015) è entrata in vigore il 25 giugno 2015.
Il termine per il suo recepimento da parte degli Stati membri è il 26 giugno 2017.
Tuttavia in sede comunitaria si è consolidato un consenso politico per anticipare tale termine, su base volontaria, all’inizio del 2017.
Al riguardo si segnala, peraltro, che la Commissione europea ha adottato il 5 luglio 2016 una proposta di direttiva con alcune modifiche alla IV Direttiva Antiriciclaggio.
Lo schema di decreto si compone di 10 articoli:

  1. i primi cinque apportano modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (d.lgs. 231/2007), che non verrà, quindi, abrogato, ma semplicemente modificato;
  2. gli articoli 6, 7 e 8 introducono modifiche, rispettivamente, al decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195 e ad ulteriori disposizioni vigenti, trasversalmente richiamate dalla normativa in materia di antiterrorismo.

Il presente contributo, senza pretesa di esaustività, si propone di fornire alcune preliminari evidenze scaturenti dall’analisi delle previsioni contenute nello schema di decreto legislativo decreto, cercando, laddove possibile, un raffronto con quanto stabilito per le banche e gli intermediari finanziari con il Provvedimento di Banca d’Italia del 10 marzo 2011 che ha stabilito requisiti in materia di organizzazione, procedure e controlli interni e con il Provvedimento di Banca d’Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile 2013. Il commento avrà ad oggetto i seguenti temi:

  • soggetti obbligati;
  • analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
  • adeguata verifica della clientela;
  • titolare effettivo;
  • misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica;
  • esecuzione degli obblighi da parte di terzi;

Si rinvia ad un ulteriore approfondimento per l’analisi delle altre novità.

Indice

  • Premessa
  • Soggetti obbligati (CAPO I)
  • Analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (CAPO IV)
  • Obblighi di adeguata verifica della clientela (CAPO I)
  • Titolare effettivo (CAPO I)
  • Misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica
  • Adeguata verifica della clientela da parte di terzi

Allegato

  • IusLetter, “La nuova disciplina dell’antiriciclaggio: i soggetti obbligati e l’analisi del rischio”, aprile 2017 (pdf, 224 K, 23 pp.)

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Senato: UE e lotta al finanziamento del terrorismo (24 marzo 2017)

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  • Fonte: Senato.it (pdf, 1 M, 36 pp.) - immagine tratta da twitter

Il Servizio studi del Senato della Repubblica italiana ha pubblicato il dossier “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata” a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)
Di seguito l’indice e la Prefazione del documento.

Indice

1. Prefazione
1.1. Le competenze dell'Unione europea in materia di terrorismo
1.2. L'Agenda europea sulla sicurezza per il periodo 2015-2020
1.3. Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo (COM(2016)50)
1.4. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (COM(2015)750)
1.5. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/475/GAI sulla lotta contro il terrorismo (COM(2015)625)
1.6. La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 per quanto riguarda il rafforzamento delle verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne (COM(2015)670)
2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825)
3. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul mutuo riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato (COM(2016)819)
4. Proposta di direttiva del parlamento europeo e del consiglio per combattere il riciclaggio mediante il diritto penale (COM(2016)826)

1. Prefazione

Garantire un livello elevato di sicurezza per i cittadini europei e uno degli obiettivi dei trattati e costituisce uno dei temi più importanti affrontati dalla Commissione europea, come evidenziato negli orientamenti politici presentati nel luglio 2014, fin dall'inizio del suo mandato, dal Presidente Jean-Claude Juncker, e ribadito nel suo discorso sullo Stato dell'Unione tenuto nel settembre 2016.
Per una migliore collaborazione in materia di sicurezza all'interno dell'Unione, una delle tre priorità individuate dalla Commissione e il terrorismo, insieme al crimine organizzato e alla criminalità informatica.
Il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure legislative al fine di potenziare la capacita dell'Unione europea di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalita organizzata, sulla base degli impegni assunti nel "Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo" (COM(2016)50), presentato nel febbraio 2016.
Il pacchetto comprende le seguenti proposte:

  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca (COM(2016)819);
  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825);
  • una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per perseguire penalmente il riciclaggio di denaro (COM(2016)826).

Nella stessa data, la Commissione ha inoltre presentato la "Terza relazione sui progressi compiuti verso un'autentica ed efficace Unione della sicurezza" (COM(2016)831), cui ha fatto seguito una Quarta relazione del 25 gennaio 2017 (COM(2017)41).

(continua a leggere in (pdf)

Allegato

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  • Servizio studi del Senato, dossier n. 45, “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata”, febbraio 2017, a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)

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Guardia di Finanza: Rapporto annuale 2016 – antiriciclaggio (23 marzo 2017)

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Il "Rapporto Annuale" della Guardia di Finanza, edito fin dal 1984, fornisce un quadro completo delle attività svolte dalla Guardia di Finanza nel perseguire la propria missione istituzionale di polizia economico-finanziaria, attraverso un complesso coordinato di attività investigative e piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico - finanziaria, delle frodi sui finanziamenti pubblici nazionali e comunitari, delle frodi fiscali e dell'infiltrazione nell'economia legale da parte della criminalità organizzata, dei traffici di droga e di merci contraffatte, del contrabbando e del traffico di esseri umani, anche via mare.

  • Il testo completo del "Rapporto 2016" della Guardia di Finanza è disponibile qui in pdf (15 M, 65 pp.)  

Di seguito il paragrafo “Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria” del Rapporto 2016 che contiene numeri e indicazione delle azioni svolte in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (i numeri)

Svolti 11.942 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 9.882 persone fisiche e 2.060 fra aziende e società.
Eseguiti provvedimenti di sequestro ai sensi della normativa antimafia di 5.242 beni mobili e immobili, 281 aziende, nonché quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro.
Confiscati, ai sensi della citata normativa, 1.640 beni mobili e immobili, 239 aziende nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.
215 soggetti sono stati denunciati per associazione mafiosa, 74 dei quali tratti in arresto, mentre 810 sono stati i denunciati per il reato di trasferimento fraudolento di valori, indicativo di fenomeni di interposizione fittizia, di cui 68 arrestati.
In materia di riciclaggio sono state svolte 840 indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 2.035 soggetti, di cui 142 in stato di arresto.
2.150 sono, invece, le violazioni accertate in materia di trasferimenti di denaro contante per importi superiori alla soglia di legge prevista.
In relazione alla nuova fattispecie di auto-riciclaggio sono state eseguite 197 indagini e attività di polizia giudiziaria, con la denuncia di 531 soggetti, 16 dei quali in stato di arresto.
21.512 sono state, poi, le segnalazioni di operazioni sospette approfondite dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dai Reparti sul territorio appositamente delegati.
Le segnalazioni approfondite inerenti a possibili contesti di finanziamento del terrorismo sono state invece 570.
Nell'azione di contrasto all'usura, denunciati 402 soggetti, di cui 87 tratti in arresto, con il sequestro di patrimoni e disponibilità finanziarie per oltre 19,7 milioni di euro.
Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono stati denunciati 6.660 soggetti di cui 358 tratti in arresto, nonché accertate distrazioni patrimoniali in danno di società fallite per circa 2,9 miliardi di euro ed effettuati sequestri a carico dei responsabili per oltre 880 milioni di euro.
I controlli svolti ai valichi di confine, presso i porti e gli aeroporti, in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, ai fini della verifica del rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta, hanno permesso di verbalizzare 11.280 soggetti per avere trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito, nonché intercettare valori al seguito complessivamente pari a 81,5 milioni di euro.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (il Rapporto)

La lotta alle proiezioni economiche e imprenditoriali della criminalità

Nell'ambito del 3° obiettivo strategico sono stati elaborati 15 Piani Operativi per prevenire e contrastare ogni forma d'infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e nel sistema finanziario del Paese, con investigazioni tese a ricercare i canali utilizzati per il riciclaggio e il reimpiego dei proventi di reato e ad individuare e sequestrare i capitali e i patrimoni illecitamente accumulati.
Le indagini e gli accertamenti in questo campo sono sviluppati, in primo luogo, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dai Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO e GGICO), articolazioni specializzate nella lotta al crimine organizzato anche di stampo mafioso.
L'obiettivo di fondo è colpire le organizzazioni criminali sul versante degli interessi economici, finanziari e imprenditoriali, attraverso il sequestro di patrimoni e disponibilità riconducibili, anche tramite prestanome, a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia o di criminalità comune particolarmente gravi, ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria.
Lo strumento più efficace per conseguire questo risultato è rappresentato dalle investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sviluppate, spesso contestualmente, nell'ambito di procedimenti di prevenzione e nel corso di indagini di polizia giudiziaria.

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(clicca sull'immagine per ingrandire)

La prevenzione e il contrasto al riciclaggio

L'impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.
Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria mentre, in un'ottica di prevenzione, fondamentale è l'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporto valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.
Particolarmente importanti risultano anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell'ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l'utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.
L'obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

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(clicca sull'immagine per ingrandire)

La prevenzione e il contrasto al finanziamento del terrorismo

Un'attenzione specifica è rivolta alla prevenzione e al contrasto del finanziamento del terrorismo.
Per adempiere a questa missione, il Corpo è, tra l'altro, preposto all'esecuzione di misure di congelamento ovvero al blocco automatico delle disponibilità finanziarie ed economiche di persone indiziate di appartenere ad organizzazioni terroristiche, i cui nominativi sono inseriti nelle liste diramate dall'Unione Europea o da altri Organismi internazionali.
In questo ambito, anche alla luce dell'aumento del livello di attenzione nei confronti della minaccia terroristica, sono stati elaborati specifici piani d'azione con l'obiettivo di identificare i soggetti utilizzatori dei circuiti di pagamento alternativi ai canali bancari, verificare la tipologia delle operazioni di trasferimento di denaro poste in essere, accertare l'esistenza di precedenti di polizia e altri elementi di interesse.
Si tratta di attività di servizio eseguite nel quadro del controllo economico del territorio e che si affiancano a quelle ordinariamente svolte, quali gli approfondimenti di segnalazioni di operazioni sospette riconducibili allo specifico fenomeno e l'esecuzione di ispezioni e controlli antiriciclaggio e antiterrorismo.
Sul piano organizzativo, in ragione della particolare delicatezza dello scenario nazionale e internazionale, è stato istituito nell'ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo (GIFT), con il compito, tra l'altro, di eseguire accertamenti su ogni input investigativo attinente al finanziamento del terrorismo, nonché di effettuare analisi di rischio mirate per contrastare la specifica minaccia.
Parallelamente, è stato potenziato, presso il Comando Generale, il II Reparto - Coordinamento Informativo e Relazioni Internazionali -, con funzioni di "cabina di regia" permanente per promuovere e coordinare i flussi informativi sia all'interno della Guardia di Finanza che verso altri Organi di intelligence e di polizia.
Questa revisione ordinativa è stata recentemente completata con l'istituzione, dal 1° gennaio 2017, delle Sezioni Investigative Finanziamento terrorismo presso i Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli.

Allegati

  • Guardia di Finanza, “Rapporto 2016” (pdf, 15 M, 65 pp.)  
  • Comunicato stampa (pdf, 578 K, 6 pp.)
  • Video (3 minuti circa)

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Garante Privacy: parere su direttiva UE antiriciclaggio (22 marzo 2017)

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Il 9 marzo 2017 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto il provvedimento n. 125  che esprime un “parere favorevole condizionato” sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per il recepimento della direttiva (UE) 2015/849 (c.d. "quarta direttiva"), concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
Nel seguito dell'articolo il testo integrale del provvedimento.

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Senato: le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio (16 marzo 2017)

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Introduzione

Lo schema di decreto in esame recepisce la direttiva UE 2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio) volta ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
Il decreto sostanzialmente riscrive il D.Lgs. n. 231 del 2007 (attuativo della precedente direttiva antiriciclaggio), introducendo diverse innovazioni che riguardano i soggetti destinatari degli obblighi, l’attività di registrazione, le comunicazioni alle competenti Autorità, la nozione di titolare effettivo, le misure di adeguata verifica della clientela, i controlli, gli obblighi di conservazione e le sanzioni. La seconda parte del decreto provvede inoltre a riscrivere il D.Lgs. n. 109 del 2007 (antiterrorismo) e altre disposizioni in materia valutaria e finanziaria.

Le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio

In sintesi, la nuova disciplina antiriciclaggio, in attuazione della direttiva europea, aggiorna l’elenco dei soggetti destinatari degli obblighi (soggetti obbligati) e l’ambito delle prestazioni da monitorare, semplificando le modalità di conservazione dei dati e dei documenti, in applicazione del diritto europeo.
Si ricorda, infatti, che punto di partenza della direttiva è l’ampliamento e la razionalizzazione del principio dell’approccio basato sul rischio (risk based approach), già considerato dalla precedente direttiva, in base al quale le misure volte a prevenire o mitigare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo devono essere proporzionali ai rischi effettivamente individuati.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un sistema di controllo degli operatori che effettuano l’attività di money transfer, caratterizzata da un elevato rischio di infiltrazione criminale. Si ricorda che un altro schema di decreto legislativo (A.G. 390) prevede l’adozione di una disciplina organica sulle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi usati (cd. "compro oro") con la tracciabilità e la registrazione delle operazioni di compravendita dell'oro.
Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
In particolare si segnalano i seguenti punti innovativi:

  • è eliminato l’obbligo di tenuta dell’archivio unico informatico per gli intermediari bancari e finanziari; i nuovi articoli 31 e 32 prescrivono che i sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni devono consentire la ricostruzione univoca di determinati elementi essenziali e devono essere idonei a garantire il rispetto delle norme in materia di proiezione dei dati personali;
  • è richiesta l’adeguata verifica del cliente, con la registrazione delle informazioni, anche per le operazioni occasionali che comportano un trasferimento di fondi superiore a 1.000 euro (articolo 17, comma 1);
  • nella prestazione di servizi di pagamento e nell'emissione e distribuzione di moneta elettronica, le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica, compresi quelli con sede in altro Stato membro nonché le loro succursali, osservano gli obblighi di adeguata verifica della clientela per operazioni di importo inferiore a 15.000 euro, ivi compresi i casi in cui esse siano effettuale tramite soggetti convenzionali e agenti (articolo 17, comma 6);
  • gli obblighi di adeguata verifica non si osservano in relazione alla mera redazione e trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale (articolo 17, comma 8);
  • entro il 31 dicembre 2018 devono essere estinti tutti i libretti al portatore anonimi (articolo 49);
  • le imprese con personalità giuridica e le persone giuridiche private diverse dalle imprese devono comunicare telematicamente ai rispettivi Registri le informazioni attinenti la propria titolarità effettiva; i trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali sono tenuti all’iscrizione in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese al quale devono essere comunicate le informazioni sulla titolarità effettiva del trust (articolo 21);
  • sono previste misure di controllo e monitoraggio che devono essere adottate dagli istituti di pagamento e dagli istituti di moneta elettronica nei confronti dei soggetti convenzionati e agenti che dovranno essere annotati in apposito registro tenuto dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (articoli 43-45);
  • gli obblighi di comunicazione degli organi di controllo sono attenuati: devono segnalare alle autorità di vigilanza i fatti che possono integrare violazioni del decreto gravi, ripetute, sistematiche o plurime, di cui vengano a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni (articolo 46);
  • devono essere adottate procedure volte ad incentivare segnalazioni interne di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni in materia di antiriciclaggio da parte del personale dipendente (c.d. whistleblowing);
  • nel settore dei giochi si prevede per distributori ed esercenti del gioco su rete fisica l'obbligo di identificare il cliente che richiede o effettua operazioni di gioco per importo pari o superiore ai 2.000 euro (per il settore delle VLT il limite è di 500 euro). Se si ravvisa il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo le misure antiriciclaggio devono essere applicate a prescindere della cifra richiesta. L’obbligo di identificazione per i giochi online avviene attraverso il conto di gioco che può essere ricaricato esclusivamente attraverso mezzi di pagamento tracciabili. Chi gestisce case da gioco (casinò) dovrà identificare e verificare i clienti se il valore delle transazioni eseguite per l'acquisto o il cambio dei gettoni, o l'incasso delle vincite, sia pari a importi di 2.000 euro o superiori. I gestori dei casinò sottoposti al controllo pubblico devono identificare i clienti già all'ingresso della casa da gioco (articoli 52-54);
  • le sanzioni previste non sono a misura fissa, ma proporzionate all'inadempienza del professionista

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Antiriciclaggio: Garante Privacy multa 5 società di Money transfer (13 marzo 2017)

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Sanzioni per oltre 11 milioni di euro sono state comminate dal Garante privacy a cinque società che operano nel settore del money transfer per aver usato in modo illecito i dati personali di più di  mille persone inconsapevoli

Money transfer: Garante privacy, 11 mln di multa a cinque società per uso illecito di dati

Sanzioni per oltre 11 milioni di euro sono state comminate dal Garante privacy a cinque società che operano nel settore del money transfer per aver usato in modo illecito i dati personali di più di  mille persone inconsapevoli [doc. web nn. 6009674, 6010438, 6009876, 6010258 e 6009746].
Le gravi violazioni sono emerse nel corso di un'indagine della Procura di Roma.
Il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza su delega della magistratura ha infatti accertato che una multinazionale, in concorso con altre quattro società, raccoglieva e trasferiva in Cina somme di denaro riconducibili a imprenditori cinesi, in violazione non solo della normativa antiriciclaggio, ma anche di quella sulla protezione dei dati personali.
La violazione della normativa sulla privacy ha determinando l'intervento del Garante.
Per assecondare il desiderio della clientela di impedire l'associazione tra le rimesse finanziarie e i reali mittenti le società operavano attraverso la tecnica del frazionamento (dividendo cioè le somme di denaro in più operazioni sotto la soglia prevista dalla normativa antiriciclaggio) e attribuivano i trasferimenti di denaro a più di mille clienti del tutto ignari, utilizzando illecitamente i loro dati.
Il trattamento dei dati avveniva senza consenso.
I nominativi ai quali erano intestati i trasferimenti non erano mai i reali mittenti e, in alcuni casi, i moduli risultavano compilati da persone decedute o inesistenti, oppure non firmati.
Gli invii di denaro, poi, venivano effettuati a pochi secondi l'uno dall'altro, per importi appena sotto soglia e indirizzati allo stesso destinatario.
I nominativi cui erano attribuiti i trasferimenti, inoltre, erano tratti da fotocopie di documenti di identità, conservati in appostiti raccoglitori, e da utilizzare all'occorrenza.
Alla luce dei risultati dell'indagine, il Garante, tenuto conto della gravità delle violazioni commesse dalle società, del numero delle persone coinvolte i cui dati sono stati trattati senza consenso e della rilevanza della banca dati, ha inflitto le seguenti sanzioni: 5.880.000 euro alla multinazionale, 1.590.000, 1.430.000, 1.260.00 e 850.000 euro rispettivamente ad ognuna delle altre quattro società,  per un importo complessivo di oltre 11 milioni di euro.
Le società hanno 30 giorni di tempo dalla notificazione dei provvedimenti per il pagamento delle sanzioni.

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DIA: relazione semestrale 2016 – antiriciclaggio (9 marzo 2017)

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Attenzione alla dematerializzazione e virtualizzazione dei capitali e dei patrimoni frutto delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica
Nel primo semestre 2016 risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.

  • Fonte: capitolo “8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio” della 1° relazione semestrale 2016 della Direzione Investigativa Antimafia - DIA (qui il testo integrale della relazione in pdf , 10 M, 308 pp.)

8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

La prevenzione dell'uso del sistema economico e finanziario legale a scopo di riciclaggio degli illeciti proventi rappresenta una missione prioritaria per la D.I.A..
Al riguardo, giova evidenziare che le organizzazioni criminali, allo scopo di estendere i traffici illeciti e rendere più sicuri e veloci i trasferimenti del "denaro sporco", sfruttano alcuni fattori che caratterizzano le moderne economie, ed in particolare:

  • la "fluidificazione dei confini" e l'attenuazione delle barriere doganali tra gli Stati, determinata dalla spinta alla creazione di aree di libero scambio commerciale;
  • l'accentuata tendenza alla "dematerializzazione" ed alla "virtualizzazione" dei capitali e dei patrimoni, grazie allo sfruttamento delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica.

Per quanto precede, assumono particolare rilievo i presidi antiriciclaggio che la disciplina vigente, dettata dal D.Lgs. 231/2007, individua nella tracciabilità dei flussi finanziari, assicurata dalla identificazione della clientela e dalla registrazione delle transazioni, nonché dalla partecipazione attiva degli intermediari abilitati, che si estrinseca nell'effettuazione delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il citato decreto antiriciclaggio dispone che dette segnalazioni, una volta inviate dagli intermediari abilitati all'Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d'Italia, vengano da quest'ultima trasmesse alla D.I.A. ed al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, i quali informano il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in caso di rilevata attinenza delle segnalazioni alla criminalità organizzata.
In proposito, la D.I.A., al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema di analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, a decorrere dall'anno 2015, ha adottato nuove procedure, che consentono, grazie all'aggiornamento dell'applicativo informatico in uso (EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), di processare tutte le segnalazioni pervenute dall'UIF.
In tale quadro, nell'ottica di ottimizzare le suddette procedure, potenziando le sinergie tra gli organismi che compongono il citato dispositivo di prevenzione antiriciclaggio previsto dalla legge, il Direttore della D.I.A. ed il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in data 26 maggio 2015 hanno siglato un Protocollo d'intesa - volto a consentire la rapida selezione delle s.o.s. attinenti alla criminalità organizzata e, nel contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie - reso operativo nel corso del secondo semestre 2015.

In data 5 aprile 2016, inoltre, la DIA ha stipulato un Protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza, allo scopo di aggiornare un precedente memorandum risalente al 2012, consolidando le strategie operative in materia di contrasto al riciclaggio di proventi di attività criminose.
Il Protocollo persegue l'obiettivo di una tempestiva analisi delle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette e di un maggior coordinamento investigativo tra le due Istituzioni firmatarie, al fine di ottimizzare l'impiego delle rispettive risorse e di individuare prontamente, sulla base dell'analisi di specifiche anomalie, le nuove modalità di riciclaggio eventualmente poste in essere dalla criminalità organizzata.
A tale scopo, nell'accordo sono state previste anche alcune iniziative di formazione congiunta e taluni incontri con i soggetti e gli operatori economici obbligati all'invio delle s.o.s.
Al fine di illustrare l'attività svolta a livello centrale dalla D.I.A. nell'analisi ed approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, si espongono, di seguito, i più significativi dati statistici elaborati mediante il citato sistema EL.I.O.S.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.
Da tale processo di analisi è scaturito l'esame di 127.948 soggetti segnalati o collegati, di cui 93.653 persone fisiche e 34.295 persone giuridiche.
Per quanto concerne il grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si rappresenta che le segnalazioni analizzate sono state effettuate, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (33.149), seguiti dai professionisti (4.561), dagli intermediari finanziari (2.726) e dagli istituti di moneta elettronica (168).

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Le 42.590 segnalazioni analizzate includono complessivamente 128.301 operazioni sospette, suddivise nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (19.370), bonifico estero (17.516), versamento contanti (13.762), prelevamento con moduli di sportello (13.368), bonifico in partenza (12.382), versamento assegni (6.422), disposizione di trasferimento (6.199), emissione di assegni circolari e tioli similari/vaglia (3.926), addebito per estinzione assegno (3.227), prelevamento contanti inferiore a 15.000 euro (3.035), pagamento con carte di credito e tramite POS (2.266).

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Con riferimento alla distribuzione territoriale, la maggior parte delle operazioni oggetto di segnalazione è stata effettuata effettuata nelle regioni settentrionali (56.307), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (29.030) e centrali (25.321), per finire con quelle insulari (9.723).

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Nella tabella e nel grafico seguenti è stata esposta la ripartizione delle operazioni sospette su base regionale:

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Inoltre all'analisi delle segnalazioni di operazioni sospette operata centralmente dalla D.I.A., viene svolto presso la D.N.A.A., in base agli accordi assunti con il citato Protocollo d'intesa, anche l'approfondimento informativo delle segnalazioni risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata.
In particolare, nel semestre in esame, le S.O.S. che hanno generato degli sviluppi investigativi, siano essi di tipo preventivo o giudiziario, sono state complessivamente 903, di cui:

  • 676 inviate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo direttamente alle competenti D.D.A., a seguito dell'analisi svolta per effetto del suddetto Protocollo d'intesa;
  • 227 trasmesse per gli approfondimenti investigativi alle articolazioni territoriali della D.I.A. (Centri e Sezioni Operative). Di queste, risultano prevalenti quelle riferibili alla 'ndrangheta (121), come evidente dalla rappresentazione grafica che segue:

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b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

Uno degli strumenti di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231;
  • richiesta di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne ai funzionari responsabili degli stessi (nota 439).

Il ricorso a tali istituti è volto alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto all'interno degli organi sociali, ovvero utilizzando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell'attività illecita, dissimulandoli nel circuito di quelli legali.
Esso rappresenta quindi uno strumento particolarmente incisivo nell'ambito della strategia di contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel circuito dell'economia legale e dei conseguenti effetti distorsivi arrecati al sistema finanziario.
L'esercizio di detti poteri è, inoltre, prodromico all'eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.
Nel I semestre del 2016, la citata attività si è concretizzata nell'emissione e successiva esecuzione di:

  • 3 provvedimenti nei confronti di altrettanti Istituti di credito rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 11 del D.Lgs 231/2007,
  • 19 richieste di dati ed informazioni effettuate nei confronti di Istituti di credito ed altri intermediari finanziari.

Note al testo

439)
Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del D.Lgs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

Allegato

  • DIA - Direzione Investigativa Antimafia, "1° relazione semestrale 2016", 9 marzo 2017 (pdf , 10 M, 308 pp.)

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