Anticorruzione

Consiglio d’Europa: l’Italia adotti misure più rigorose per prevenire i conflitti d’interesse in Parlamento e nel sistema giudiziario (25 gennaio 2017)

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Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione

Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato oggi (19 gennaio 2017 ndr) il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione (in francese; in inglese).
Il testo si concentra sulla prevenzione della corruzione tra parlamentari, giudici e pubblici ministeri.
Il GRECO elogia l’Italia per i provvedimenti adottati in questi ultimi anni per far fronte al fenomeno dilagante della corruzione nel paese.
Valuta inoltre positivamente il ruolo guida e proattivo svolto con determinazione dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Tuttavia, il GRECO esorta il paese a gestire meglio la spinosa questione dei conflitti d’interesse.
Sollecita una profonda revisione del sistema attuale, compreso il consolidamento delle norme frammentarie che disciplinano la questione, e chiede meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità.
Il GRECO, pur apprezzando la recente adozione da parte della Camera dei Deputati di un Codice di condotta e della disciplina delle attività di lobbying, ritiene che dovrebbero essere compiuti ulteriori sforzi per garantire il rispetto di tali disposizioni.
Ha inoltre osservato che il Senato non ha ancora intrapreso un percorso analogo.
È stato ugualmente riesaminato il sistema giudiziario e, visti i casi non infrequenti di prescrizione dei procedimenti contro i delitti di corruzione, il GRECO ribadisce la necessità di migliorarne l’efficacia, al fine di garantire che i responsabili di violazioni della legge siano portati dinanzi alla giustizia entro i tempi previsti.
Ne va della credibilità dell’intero sistema.
Il GRECO ha inoltre raccomandato di rafforzare gli strumenti di integrità nei ricorsi tributari, viste le recenti segnalazioni di presunti illeciti in questo settore. Infine, pur riconoscendo l’indiscussa reputazione, la professionalità e l’impegno dei singoli giudici e pubblici ministeri, il GRECO ha lanciato un monito sugli effetti dannosi che ogni presunta politicizzazione della professione potrebbe avere sull’indipendenza percepita del sistema giudiziario nel suo complesso.
Ad esempio, si dovrebbe porre fine alla possibilità di assumere simultaneamente la carica di magistrato e di membro di un’amministrazione locale, e, più generalmente, la questione delle attività politiche dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo.
Il GRECO ha notato nel complesso che la lotta contro la corruzione è una questione di cultura e non soltanto di norme; il che comporta un approccio a lungo termine, un’educazione continua in tutti i settori della società e un continuo impegno politico, oltre che un approccio estremamente rigoroso, di tolleranza zero, nei confronti di comportamenti corruttivi.
L’attuazione delle 12 raccomandazioni rivolte all’Italia sarà valutata dal GRECO nella seconda metà del 2018, nell’ambito della sua procedura di conformità.

Contatto

Cos’è il GRECO?

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) è un organismo del Consiglio d’Europa volto a migliorare la capacità dei propri membri di combattere contro la corruzione assicurando che siano conformi alle norme di lotta contro la corruzione.
Inoltre, aiuta gli Stati a individuare le mancanze nelle politiche nazionali anticorruzione, invitando a intraprendere le riforme legislative, istituzionali e pratiche necessarie.
Attualmente riunisce 47 Stati membri, la Bielorussia e gli Stati Uniti d’America.

Allegato

  • Evaluation report Italy, Corruption prevention in respect of members of Parliament, judges and prosecutors - Fourth evaluation round - Adopted by GRECO at its 73rd Plenary Meeting, Strasbourg, 17-21 October 2016 (pdf, 943 K, 52 pp.)

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Indice corruzione Transparency: l’Italia guadagna una posizione, ma non basta (25 gennaio 2017)

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Aggiornamento: disponibile il video della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del CPI (Indice di Percezione della corruzione 2016) presso ANAC (via Radio Radicale) - durata: 33 min 25 sec

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
Oggi (25 gennaio 2017), alle ore 12.30, presso la sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma, i risultati saranno commentati dal Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali e dal Presidente di A.N.AC., Raffaele Cantone.
Contestualmente, inoltre, i due presidenti firmeranno un protocollo d’intesa in materia di gestione delle segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici.
Questo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese non è certo un’eccellenza nella lotta alla corruzione.
La ventiduesima edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione vede l’Italia al 60° posto nel mondo, migliorando quindi di una posizione rispetto all’anno precedente.
Il voto assegnato al nostro Paese  è di 47 su 100, e ci vede migliorare anche qui, di 3 punti significativi.
In Europa però, la situazione per l’Italia non può dirsi ottimale: si trova infatti come fanalino di coda, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia.
Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.

Focus sull’Italia

Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^. Il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.

Documenti utili (edizione 2016)

Ulteriori informazioni sull’Indice

Conferenza stampa (video)

Sul sito di Radio Radicale è disponibile il video della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del CPI (Indice di Percezione della corruzione 2016) presso ANAC (via Radio Radicale) - durata: 33 min 25 sec

Rispondono alle domande dei giornalisti:

  • Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)
  • Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia
     

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Cantone: la trasparenza come antidoto alla corruzione (23 dicembre 2016)

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Il 13 dicembre 2016, in occasione della Giornata internazionale della lotta alla corruzione, Raffaele Cantone – presidente di ANAC – ha tenuto un intervento presso il Ministero degli Esteri.
Nel suo intervento intitolato “Lotta alla corruzione, crescita economica e attività delle imprese italiane all’estero” (qui in pdf, 281 K, 4 pp.) Cantone spiega che la “lotta alla corruzione è uno dei mezzi del buon governo. Il malaffare infatti non solo comporta la distrazione di ingenti somme erariali che potrebbero essere usate per altri fini. Comporta, cosa peggiore, la distruzione del tessuto sociale attraverso "il premio" a chi viola le regole invece di rispettarle. Effettuare scelte di buon governo quindi significa anche, semplicemente, lottare contro la corruzione”.

Whistleblower

Una importante ed ulteriore misura di prevenzione della corruzione – scrive Cantone - è poi la predisposizione di un sistema di tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito (il cosiddetto whistleblower).
Chi vede illeciti e si gira con la testa dall'altro lato, infatti, non commette un reato ma tiene un comportamento di connivenza che spesso è sintomo quasi di complicità.
L'intento quindi è di stimolare la collaborazione dei lavoratori e tutelare chi venga a conoscenza di pratiche corruttive, ma che abbia comprensibile ritrosia a denunciarle per paura di ritorsioni.
La legge Severino ha previsto questo istituto ma non contiene ancora meccanismi di efficace tutela per chi denuncia.
Attualmente in Parlamento c'è un ddl, già approvato alla Camera dei deputati, che interviene su
questo aspetto.
La speranza è che il testo riceva il via libera anche dal Senato, in modo che possa diventare legge.
Sarebbe un ulteriore passaggio rilevante per consentire quel salto di qualità di cui c'è bisogno nel contrasto alla corruzione.

La trasparenza

Secondo Cantone la trasparenza è un “antidoto eccezionale” al "buio" di cui la corruzione ha bisogno per potersi affermare.
Con il decreto legislativo 33/2013 il nostro Paese ha previsto l'obbligo per la Pubblica amministrazione di dotarsi nei siti web di una apposita sezione denominata "amministrazione trasparente", consentendo in questo modo a ogni cittadino di avere a disposizione molte informazioni tramite una semplice connessione Internet.
Nei mesi scorsi il decreto legislativo 97/2016 ha ampliato la possibilità di ricorrere a un accesso civico generalizzato, con la facoltà di chiedere il rilascio di qualunque atto senza dover dimostrare l'esistenza di un interesse diretto.
La trasparenza, una volta che sarà attuata e soprattutto "digerita" dalla Pubblica amministrazione, sarà il segnale più importante per recuperare la fiducia dei cittadini.
Saranno loro stessi infatti a controllarla e a svolgere quel ruolo di "vedetta civica" indispensabile per evitare che si verifichino atti corruttivi.

Conflitti di interesse

Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è la necessità che non vi siano conflitti di interesse, che rappresentano il vero brodo di coltura della corruzione.
Chi opera deve rispettare i criteri di imparzialità e soprattutto non trarre vantaggi in contrasto con quelli amministrativi di cui è portatore.
Proprio per tale motivo il nostro sistema ha introdotto nuovi meccanismi di incompatibilità e inconferibilità, oltre all'istituto del pantouflage e una stretta rilevante sulla possibilità di svolgere incarichi di altro tipo al di fuori dell'ente pubblico di appartenenza.

Allegato

  • Raffaele Cantone, “Lotta alla corruzione, crescita economica e attività delle imprese italiane all’estero”, 13 dicembre 2016 (pdf, 281 K, 4 pp.)

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Anticorruzione: Second compliance report on Italy (6 dicembre 2016)

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Le norme anticorruzione in Italia non sono ancora pienamente in linea con gli standard fissati dal Consiglio d’Europa

Il 5 dicembre 2016 GRECO  - Gruppo di Stati contro la Corruzione - l'organismo anticorruzione del consiglio d'Europa ha pubblicato il rapporto “Second compliance report on Italy” (pdf, 351  K, 15 pp.)

Scrive il “Fatto Quotidiano” commentando il rapporto:

“Le norme anticorruzione in Italia non sono ancora pienamente in linea con gli standard fissati dal Consiglio d’Europa.
La trasparenza sul finanziamento ai partiti è aumentata negli ultimi due anni, anche grazie all’introduzione del divieto alle donazioni anonime alle forze politiche, ma restano ancora delle criticità, tra cui quella del difficile accesso, da parte dei cittadini, alle informazioni sui finanziamenti che i partiti hanno ricevuto”.

Cos’è Greco

Fonte www.rpcoe.esteri.it

Il Gruppo di Stati contro la Corruzione (GRECO) è stato istituito nel 1999 nel quadro di un Accordo Parziale Allargato dal Consiglio d'Europa per monitorare il rispetto da parte degli Stati membri degli standard e delle norme anti-corruzione elaborate dall'organizzazione. Esso conta attualmente 49 Stati Membri.
Obiettivo del GRECO é di migliorare la capacità dei suoi membri di lottare contro la corruzione assicurandosi, attraverso un processo dinamico di valutazione reciproca e di “pressione tra pari”, che essi soddisfino gli standard del Consiglio d'Europa nella lotta alla corruzione. Il Gruppo contribuisce infatti ad identificare le lacune nelle politiche nazionali di lotta contro la corruzione e incoraggia gli Stati ad adottare riforme legislative, istituzionali e pratiche necessarie. Il GRECO è inoltre un forum di condivisione di buone pratiche in materia di prevenzione e accertamento della corruzione.
Il monitoraggio del GRECO comprende:

  • una procedura di valutazione "orizzontale" (tutti i membri sono valutati come parte di un ciclo di valutazione) che termina con l’elaborazione di raccomandazioni sulle riforme necessarie nel campo legislativo, istituzionale e pratico;
  • una procedura di “conformità” il cui scopo è quello di valutare le misure adottate dagli Stati membri per dare attuazione a  tali raccomandazioni.

Il testo del rapporto

Group of States against corruption (GRECO), Third Evaluation Round - Second Compliance Report on Italy – “Incriminations (ETS 173 and 191, GPC 2)” - ”Transparency of Party Funding” - Adopted by GRECO at its 74th Plenary Meeting (Strasbourg, 28 November - 2 December 2016) 2  December 2016 (pdf, 351  K, 15 pp.)

Rassegna web

Corruzione: “Leggi italiane non in linea con gli standard del Consiglio d’Europa”, Il Fatto Quotidiano, 5 dicembre 2016

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Bocconi: Criminalità nel settore economico in crescita a Milano (19 novembre 2016)

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Una ricerca della Bocconi ha analizzato i sedici anni di procedimenti penali tra il 2000 e il 2015 per il delitto di associazione mafiosa, fotografando una situazione che vede la prevalenza della 'ndrangheta, rispetto alle altre organizzazioni mafiose

  • di Andrea Celauro

L’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore economico milanese è in crescita, in particolare dal 2010.
E tra le organizzazioni è ormai la ‘ndrangheta a detenere il monopolio delle attività criminali a Milano e in Lombardia: è quanto emerge da una ricerca che ha preso in esame tutti i 105 fascicoli avviati tra il gennaio 2000 e il dicembre 2015 presso la Procura della Repubblica di Milano per il reato di associazione di tipo mafioso (416-bis c.p.), con attenzione ai reati con l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso.
Lo studio è stato compiuto da un team di ricercatori coordinati da Alberto Alessandri, professore di diritto penale della Bocconi, e sostenuta dalla Camera di commercio di Milano, da Assimpredil Ance, dal Banco Popolare e con la collaborazione del Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale.
Secondo i dati, negli ultimi sedici anni sono stati 1.251 i soggetti indagati nell’ambito dei 105 procedimenti avviati presso la Procura della Repubblica di Milano.
Due i picchi dei procedimenti, nel 2006 e tra il 2010 e il 2014: se nel 2000 i fascicoli aperti dalla Procura sono stati 5 e nel 2001 solo 2, tra il 2010 e il 2014 il numero è di 43 procedimenti (16 dei quali solo nel 2014).
Dei 384 indagati per i quali vi è stata una richiesta di rinvio a giudizio, 330 sono stati condannati con una sentenza di primo grado.
Il sistema criminale s'infiltra nelle imprese in un caso su quattro, nei casi processuali esaminati: tra coloro che sono stati rinviati a giudizio, infatti, il 25,52% sono imprenditori (98 su 384).
Si tratta di un fenomeno ancora limitato se consideriamo le oltre 295mila imprese dell’economia milanese, ma in crescita dal 2010.
L’edilizia è il settore più colpito, con il 48% di imprenditori che operano in quell’ambito, seguito dal settore della ristorazione e gestione di bar o locali notturni (15%).
Nel 24,2% dei casi il ruolo nell’organizzazione criminale dell’imprenditore indagato per l’art. 416-bis c.p. è quello di organizzatore e/o promotore dell’attività criminosa.
Riguardo al tipo di reato commesso dagli indagati nel periodo considerato dalla ricerca, si evidenzia come le attività criminali più tipiche  prevalgano di poco sui reati di tipo economico (53,7% rispetto al 46,3%).
L’associazione di tipo mafioso più coinvolta nei procedimenti avviati a Milano è la ‘ndrangheta: è presente in ben il 78% dei procedimenti in cui vi è un’associazione italiana di tipo mafioso, mentre i nomi di Cosa Nostra e Sacra Corona Unita si ritrovano rispettivamente nel 10% e nel 3% dei fascicoli.
Vi è tuttavia da registrare un 7% di casi in cui compare una convergenza di interessi criminali tra più realtà associative di tipo mafioso (‘ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra).
L’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali antimafia è stata esaminata consultando i fascicoli relativi ai 67 provvedimenti di confisca definitivi emessi nei sedici anni in oggetto: 80 sono i soggetti proposti per le misure di prevenzione, per il 63% originari della Calabria e per il 13% originari della Lombardia.
Di questi proposti, 34 sono stati indagati o imputati per reati in materia di sostanze stupefacenti, mentre 22 per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Anche in questo ambito appare prevalente la presenza della ‘ndrangheta, associazione collegata in almeno 48 casi esaminati.
I beni immobili confiscati sono stati 249 (il 47% del totale); 119 i conti correnti (23%); 57 i beni mobili registrati (11%) e 52 le azioni o le quote societarie (10%). In 6 decreti (tra il 2009 e il 2012) le imprese sono state destinatarie della misura.
“La ricerca”, ha concluso Alberto Alessandri, “ha rilevato che oggi non può più parlarsi di un fenomeno di ‘infiltrazione’ della criminalità organizzata al Nord, quanto piuttosto di un ‘radicamento’ nell'economia lecita del Nord e più in particolare milanese”.

Il convegno su Radio Radicale (audio)

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Rassegna web

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Transparency: Linee guida per la predisposizione di procedure in materia di whistleblowing (3 novembre 2016)

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Il whistleblowing è uno strumento di derivazione anglosassone, attraverso il quale i dipendenti di un’organizzazione, pubblica o privata, segnalano a specifici individui o organismi una possibile frode, un reato, un illecito o qualunque condotta irregolare, commessa da altri soggetti appartenenti all’organizzazione.
I dipendenti sono le prime persone che vengono a conoscenza di eventuali situazioni di rischi e quindi proprio loro si trovano nella posizione migliore per segnalare in modo tempestivo, prima che sopraggiungano complicazioni.
La gestione virtuosa del whistleblowing contribuisce non solo ad individuare e contrastare possibili illeciti, ma anche a diffondere la cultura dell’etica e della legalità all’interno delle organizzazioni, a creare un clima di trasparenza e un senso di partecipazione e appartenenza.
Questo può avvenire grazie al superamento del timore dei dipendenti di subire ritorsioni da parte degli organi sociali o dei colleghi, oppure dal rischio di vedere inascoltata la propria segnalazione.
Transparency International Italia ha iniziato ad occuparsi di whistleblowing nel 2009, quando ancora il termine era pressoché sconosciuto in Italia e utilizzato solamente per riferirsi ad alcune “buone pratiche” presenti negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone.
Dalla ricerca e dalla costante attività di promozione sono scaturite una serie di raccomandazioni e suggerimenti, rivolti a imprese, istituzioni e autorità pubbliche, in modo da trasmettere l’efficacia del whistleblowing quale strumento utile a prevenire fenomeni corruttivi all’interno di organizzazioni o enti, ma anche a coinvolgere i cittadini e la società civile nell’attività di controllo e contrasto all’illegalità, responsabilizzandoli e richiedendo la loro partecipazione attiva.
Le Linee Guida di Transparency sono uno strumento a disposizione delle organizzazioni, utile per contrastare non solo la commissione di illeciti ma anche per combattere la cultura del silenzio.
Mirano a sviluppare l’idea che sul luogo di lavoro sia importante creare un clima aperto, sicuro e trasparente, in cui i lavoratori possano segnalare eventuali problematiche senza essere visti con sospetto e senza subire ritorsioni.

Allegato

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  • Transparency Italia, "Linee guida per la predisposizione di procedure in materia di whistleblowing", novembre 2016 (pdf , 257 K, 24 pp.)

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ComplianceNet: cosa leggere oggi (25 luglio 2016)

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Il complicato mosaico dei dati anti-evasione, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • di Alessandro Santoro

I rapporti dell’Ocse e del Fmi sono ricchi di spunti e indicazioni sia di natura organizzativo-istituzionale sia di natura legislativa. Fra i primi, vi è un aspetto richiamato in entrambi i report che è particolarmente sfidante: la necessità di sviluppare un approccio strategico all’analisi del rischio di evasione (compliance risk). L’Ocse  … (leggi in pdf su Rassegna Stampa dell’Agenzia delle Entrate)

Fmi, Ocse e il fisco che ancora non c'è, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • di Marco Mobili e Giovanni Parente

Il Fisco italiano visto dall’estero è un po’ come l’isola che non c’è. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) disegnano un’amministrazione finanziaria che non esiste e potrebbe non esistere mai perché il Governo sembra orientato su tutt’altra strada. (leggi in pdf su Rassegna Stampa dell’Agenzia delle Entrate)

La Cassazione stringe sul riciclaggio, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • Fonte: Antonio Iorio, “La Cassazione stringe sul riciclaggio”, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016, pag. 17

Per perseguire l’illecito può bastare un solo frammento della condotta in Italia
Reati tributari. Dalle decisioni della Suprema Corte un orientamento particolarmente restrittivo anche per eventi all’estero
(leggi on line su rassegna stampa IusLetter)

Panama Papers, l'Africa saccheggiata dalle offshore dei potenti, L’espresso 25 luglio 2016

  • Fonte: Paolo Biondani, Mauro Munafò, Marco Pratellesi e Leo Sisti, “ Panama Papers, l'Africa saccheggiata dalle offshore dei potenti”, L’espresso 25 luglio 2016

La nuova inchiesta giornalistica internazionale svela 1.400 società anonime utilizzate per spogliare le risorse naturali del continente nero. Petrolio, gas, oro, diamanti: ecco come i soldi sottratti alle popolazioni in miseria finiscono nei paradisi fiscali. Tra corruzioni, guerre, colpi di stato e riciclaggio di denaro sporco (leggi on line)

Il regime sanzionatorio in materia bancaria e finanziaria: novità normative e spunti di riflessione, DirittoBancario.it

  • Fonte: Roberto Della Vecchia e Paola Tumbarello, “Il regime sanzionatorio in materia bancaria e finanziaria: novità normative e spunti di riflessione”, Studio Legale Carbonetti e Associati per DirittoBancario.it

Con la Direttiva 2013/36/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (cd. CRD IV) il legislatore dell’Unione ha delineato i tratti essenziali del vigente sistema sanzionatorio comunitario (leggi on line  e anche in pdf)

I mercati offshore del RMB in Europa: prospettive per una maggiore integrazione finanziaria tra Europa e Cina”, Banca d’Italia, luglio 2016

  • Fonte:Daniela Marconi, Lorenzo Bencivelli, Anna Marra, Alessandro Schiavone e Raffaele Tartaglia-Polcini, “I mercati offshore del RMB in Europa: prospettive per una maggiore integrazione finanziaria tra Europa e Cina”, Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) di Banca d'Italia,  luglio 2016

L’integrazione finanziaria della Cina con il resto del mondo è considerevolmente inferiore rispetto a quella commerciale, in virtù dei controlli ai movimenti di capitale e del sottosviluppo dei suoi mercati finanziari. Dal 2009 le autorità cinesi hanno avviato l’internazionalizzazione del renminbi (RMB) promuovendone l’uso da parte dei non residenti; il processo è stato accompagnato da una graduale, ancorché incompleta, liberalizzazione del conto finanziario della bilancia dei pagamenti. Questo lavoro offre una panoramica degli sviluppi nel processo di internazionalizzazione della valuta cinese. I mercati offshore svolgono un ruolo importante nel promuovere l’utilizzo del RMB da parte dei non residenti. (online e pdf  - testo in inglese)

Osservatorio sul Riciclaggio e Finanziamento del Terrorismo, Weekly Report n.61 (settimana 18 - 24 luglio 2016.)

  • Fonte: Osservatorio sul Riciclaggio e sul Finanziamento del Terrorismo istituito presso la Fondazione Bruno Visentini

Riciclaggio solo nel caso di sostituzione del denaro frutto di reato
L’impiego diretto di denaro di provenienza illecita in attività economiche o finanziarie in grado di “ripulirlo” non costituisce riciclaggio… (online  )

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ANAC: primo monitoraggio italiano sul whistleblowing (22 giugno 2016)

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Segnalazione di illeciti e tutela del dipendente pubblico: l’Italia investe nel whistleblowing, importante strumento di prevenzione della corruzione

Presentazione del primo monitoraggio nazionale
Sono stati presentati alla stampa, il 22 giugno presso la sede dell’Anac, il primo monitoraggio italiano sul whistleblowing ed il prototipo di una applicazione per la gestione delle segnalazioni di illeciti.
A distanza di più di 3 anni dall’adozione della norma che tutela il dipendente pubblico che segnala illeciti (Legge Severino) l’Anac ha realizzato un monitoraggio sullo stato dell’arte del whistleblowing in Italia per conoscere il suo stato di applicazione ed apprezzare quanto l’istituto sia effettivamente avvertito come misura di prevenzione della corruzione.
Il monitoraggio è stato effettuato sia sulle segnalazioni giunte all’Anac al 31 maggio 2016, sia quelle ricevute da un campione significativo di 34 pubbliche amministrazioni e 6 società partecipate, al fine di individuare alcune caratteristiche del segnalante italiano, la tipologia di condotte illecite denunciate e gli esiti dalle stesse scaturiti.

Cartella Stampa – documenti formato pdf

  • Opuscolo (pdf, 311 K, 16 pp.)
  • Protezione del whistleblower nei Paesi OCSE - Confronto tra le legislazioni dei Paesi OCSE (pdf, 874 K, 5 pp. )
  • Il ruolo del Responsabile della Prevenzione nel whistleblowing (pdf, 653 K, 5 pp.)
  • Il Whistleblowing in Italia: La piattaforma tecnologica dell’ANAC (pdf, 467 k, 10 pp.)
  • Il whistleblowing in Italia (pdf, 2.7 M, 19 pp.)

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Milano: il contrasto alla corruzione e al riciclaggio di denaro diretta streaming (16 giugno 2016)

Il CSAC, Centro Studi Antiriciclaggio & Anticorruzione  in collaborazione con Centro Studi Europeo sulla Prevenzione e Repressione del Riciclaggio di Denaro ha organizzato a Milano il 16 giugno 2016, presso la sede del Comune - sala conferenze del Palazzo Reale, Piazza Duomo n. 12 – il convegno “Il contrasto alla corruzione e al riciclaggio di denaro tra repressione e prevenzione - Nuove strategie: indicatori di anomalia, trasparenza e la figura del whistleblowing

Agenda

Moderatore, Alessandro Galimberti, giornalista de ll Sole 24 Ore

Dott. Andrea Bignami, Presidente della commissione antiriciclaggio ODCEC

Anticorruzione: i nuovi obblighi di trasparenza e le novità sull'accesso agli atti. Decreto del Consiglio dei Ministri del 16.05.2016 (Freedom of Information Act). La figura del whistleblowing nella proposta di legge 3365 - Prof. Emanuele Fisicaro, Presidente del Centro Studi Europeo Antiriciclaggio

Le caratteristiche della corruzione e i modi di fronteggiarla - Cons. Piercamillo Davigo, Il Sezione Penale Corte di Cassazione

Affidamento di contratti pubblici e prevenzione della corruzione: efficacia degli strumenti tra nuove regole ed apprensioni per l'innovativo meccanismo di soft law - Dott. Stefano Toschei, Magistrato Amministrativo

II contrasto alla corruzione nelle aziende a partecipazione pubblica - Prof. Ugo Patroni Griffi, Professore Ordinario di Diritto Commerciale presso Università di Bari
 
L'evoluzione dei piani anticorruzione, due metodologie a confronto - Dott.ssa Mariangela Zaccaria, Vice Segretario Generale Vicario Comune di Milano

Autoriciclaggio nei reati tributari: una norma inapplicabile - Dott. Giro Santoriello, Sostituto Procuratore Tribunale di Torino

II delitto di auto-riciclaggio e il contrasto (anche) ai fatti corruttivi, Prof. Francesco Mucciarelli - Professore Associato di Diritto Penale presso Università Bocconi

La Pubblica Amministrazione nelle leggi di prevenzione del riciclaggio e della corruzione - Gen.B. Michele Carbone, Comandante della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell'Aquila (intervento a titolo personale)

L'esperienza del Comune di Milano : una buona prassi nel contrasto del riciclaggio - Dott.ssa Silvia Brandodoro, Direttore Centrale Entrate e Lotta all'Evasione Comune di Milano

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Corruzione, Visco: in Italia più grave e urgente. Cantone: serve impegno di tutti (Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2016)

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Convegno organizzato dall’Anac
Il problema della corruzione «nel contesto attuale italiano è ancora più rilevante e urgente che per altri paesi».
Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, aprendo i lavori di un convegno organizzato dall'Anac presso la Banca d’Italia.
«Il fenomeno della corruzione - ha aggiunto - purtroppo è diffuso come in altri paesi».
E «il caso dei Panama Papers è una delle evidenze recenti - ha aggiunto Visco - sull'uso di veicoli societari opachi per nascondere proventi di comportamenti illeciti, tra cui evasione fiscale e corruzione».
«La lotta alla corruzione - ha sottolineato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione - Raffaele Cantone non è solo lotta al malaffare ma lotta ad uno dei più gravi problemi del Paese perche' blocca l'economia, la concorrenza e causa la fuga dei cervelli».
Rivolto alla platea del secondo incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione Cantone ha sottolineato: «Sulla prevenzione e corruzione non si può tornare indietro; c’è ormai un intervento strutturale da parte del legislatore».
Ma, ha aggiunto Cantone «la riuscita spetta all'impegno di tutti».
Insomma «nessuno mette in discussione che il momento della repressione è uno dei cardini della lotta alla corruzione, ma appunto è uno. L'altro è quello della prevenzione».
Con le nuove norme varate, come il Codice degli appalti o la riforma che riguarda la Pa, ai responsabili anticorruzione degli enti - oggi riuniti a Roma per il secondo convegno annuale - spetterà «un compito rilevante di controllo.
L'Autorità, da parte sua, mette in campo un nuovo piano nazionale per la prevenzione della corruzione: prima - ha detto Cantone - era un tomo quasi enciclopedico, di difficile lettura. Ora la parte generale è di 28 pagine assolutamente esplicative, tende a dare indicazioni sulle principali aree di rischio ed è comprensibilissima.
I piani - ha ricordato Cantone - non sono carta, non sono adempimenti burocratici, come in parte si continua a credere, ma sono strumenti di compliance” attraverso i quali anche il cittadino può partecipare».

Un tema ripreso questa mattina anche da Matteo Renzi

«Gli accordi anti-corruzione che stiamo siglando sono un punto di riferimento nel mondo» ha detto Renzi .
«Ho fatto due presentazioni a Londra e in Serbia. Dovranno esserlo anche a livello del G7 e io in Giappone porterò questa nostra esperienza come esempio di lotta alla corruzione» ha sottolineato nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dedicata al protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle aree di Bagnoli.

I disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati

«Gli amministratori onesti sono la stragrande maggioranza di tutti i colori politici e partiti, come purtroppo ci sono disonesti in tutti i partiti politici e vanno cacciati» ha detto Renzi sottolineando come la lotta alla corruzione sia portata avanti grazie anche al lavoro degli amministratori onesti.

Cantone, problemi enormi da norma incompatibilità

«Il decreto 39 su incompatibilità e inconferibilità degli incarichi, su cui ci saremmo aspettati una chiarificazione, visto che è una misura che tende a evitare conflitti di interessi, sta creando problemi applicativi enormi» ha detto il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione.
Il riferimento è a uno dei decreti attuativi della legge Severino, su cui «abbiamo fatto due segnalazioni al Parlamento», ha ricordato Cantone, sottolineando che «la normativa non va indebolita, ma rafforzata», ma sono necessari dei «chiarimenti».
Uno dei nodi riguarda le sanzioni.
“Spesso - ha spiegato infatti Cantone - i responsabili anticorruzione degli enti, che sono competenti a irrogare le sanzioni verso un organo politico quando si presenta un caso si incompatibilità o inconferibilità, non se la sono sentita di farlo.
Proveremo a dare indicazioni più stringenti, ma questo resta un punto di carenza del sistema”.
Il tema si lega con un altro punto segnalato da Cantone, che riguarda il ruolo stesso dei responsabili anticorruzione, a cui va assicurata “una propria autonomia e indipendenza dagli organi di indirizzo politico.
Il responsabile anticorruzione deve rimanere interno alla pubblica amministrazione, ma deve essere messo in condizione di svolgere il proprio ruolo con un'autonomia che consenta di mantenere una distanza dall'organo politico”.

ANAC

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