Bitcoin

Infografica: Bitcoin Vs. Oro (DataManager, 10 luglio 2014)

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Fonte: Data Manager OnLine

Il Bitcoin confrontato con l’oro, tutti i dati e le curiosità in questa infografica (cliccare sull'immagine per avere l'infografica completa)

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ComplianceNet: 

IMoLIN: Manuale antiriciclaggio per le valute virtuali (10 luglio 2014)

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IMoLIN, International Money Laundering Information Network, è una organizzazione transnazionale, collegata alle Nazioni Unite, nata per fornire ausilio e assistenza ai governi, alle imprese e agli individui nel contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Il 10 luglio 2014 IMoLIN ha pubblicato sul proprio sito web il “Basic Manual on the Detection And Investigation of the Laundering of Crime Proceeds Using Virtual Currencies” (pdf, 2.3 M, 234 pp.) realizzato da UNODC, United Nations Office on Drugs and Crime, datato giugno 2014.
L’UNODC è un’Agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1997 dalla fusione tra il Programma delle Nazioni Unite sul Controllo della Droga e il Centro per la prevenzione della criminalità.
Il mandato UNODC è indicato nella risoluzione ONU ECOSOC 2004/29 che prevede che UNODC “lavori contro il riciclaggio di denaro (…) attraverso la fornitura agli Stati membri, su richiesta, di formazione, assistenza consulenza e assistenza tecnica a lungo termine”.
Lo scopo del “Manuale”, che è stato elaborato nel quadro del progetto “GUAM Member States (Georgia, Ukraine, Azerbaijan and Moldova)” è fornire informazioni pratiche per gli investigatori e pubblici ministeri sulla individuazione, investigazione, il perseguimento e la confisca dei proventi di reato riciclati attraverso l'uso di monete virtuali.

Indice del Manuale

Module 1: Introduction to Virtual Currencies
Module 2: The Challenges Presented by Virtual Currencies
Module 3: Detection and Investigation of Laundering Crime Proceeds Using Virtual Currencies
Module 4: Seizure of Virtual Currencies
Annex 1: Bibliography
Annex 2: Glossary
Annex 3: Examples and Analysis Pertaining to the GUAM Countries
Annex 4: List of Designated Agencies in the GUAM Countries
Annex 5: Samples Answers to Self-Assessment Questions

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(clicca per scaricare il pdf del Manuale)

Allegato

  • UNODC, United Nations Office on Drugs and Crime, “Basic Manual on the Detection And Investigation of the Laundering of Crime Proceeds Using Virtual Currencies”, June 2014 (pdf, 2.3 M, 234 pp.)
ComplianceNet: 

UIF: Presentazione del Rapporto sull’attività svolta nel 2013 (9 luglio 2014)

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  • Fonte: sito Bankit (pdf, 755 K, 20 pp.)

Per la prima volta l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha presentato pubblicamente il proprio “Rapporto annuale” relativo al 2013 (qui il testo completo in pdf, 2.4 M, 87 pp, qui il video) nel corso di un incontro pubblico che ha avuto luogo il 9 luglio 2014 e che è stato trasmesso anche in streaming.
Nel corso del suo intervento Claudio Clemente, Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), ha illustrato i temi più rilevanti dell’antiriciclaggio: la segnalazione di operazioni sospette
Clemente ha sottolineato con forza che in un Paese come l’Italia, che presenta radicati problemi di legalità, obiettivo del sistema di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro sporco è anche contrastare la possibile “zona grigia” di operatori disponibili a rendersi strumento del riciclaggio.
“La collaborazione attiva impone una scelta di campo fra rifiuto del riciclaggio e disponibilità alla connivenza; esclude la possibilità per gli operatori di “preferire non vedere o non sapere”.

Le segnalazioni di operazioni sospette

Le segnalazioni ricevute dalla UIF sono passate dalle 12.500 del 2007 alle circa 65.000 del 2012 e del 2013; notevoli sono anche gli importi complessivamente segnalati: nel 2013 circa 84 miliardi di euro. La quasi totalità delle comunicazioni ricevute riguarda sospetti di riciclaggio; numericamente marginali restano le  segnalazioni relative al finanziamento del terrorismo o dei programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa, pure ricomprese nel sistema di prevenzione.
La qualità informativa delle segnalazioni denota un sensibile miglioramento in termini sia di completezza sia di chiarezza, anche grazie all’adozione del nuovo modello segnaletico. La UIF continua a offrire supporto agli operatori per lo sviluppo di adeguate capacità di diagnosi e di rappresentazione dei sospetti di riciclaggio: esiti significativi sono stati ottenuti dai numerosi incontri effettuati con i segnalanti, specie di maggiori dimensioni.
I risultati conseguiti non devono far dimenticare le criticità che ancora impediscono al sistema di prevenzione di esprimere pienamente il suo potenziale.
La collaborazione attiva presenta livelli non omogenei.
Quasi l’85 per cento delle segnalazioni proviene dalle banche e dalle Poste.
L’attenzione delle banche tende, però, a concentrarsi sull’operatività corrente; uno scrutinio meno attento sembra emergere per le movimentazioni della clientela di maggiori di dimensioni e quando il rapporto assume prevalenti connotazioni di tipo gestorio e consulenziale.
Anche la collaborazione molto ridotta di SIM e SGR risente delle particolari caratteristiche delle relazioni con la clientela di questi intermediari. Su tali carenze si sta focalizzando l’attività di controllo dell’Unità.

La Pubblica Amministrazione

Anche gli uffici della Pubblica Amministrazione non appaiono effettivamente partecipi al sistema segnaletico, privando quest’ultimo di un contributo potenzialmente rilevante.
Sono stati avviati contatti con il Ministero dell’Interno per definire gli ambiti di attività pubblica per i quali è opportuno fornire indicatori di anomalia e istruzioni per le modalità di segnalazione.
Fra le Amministrazioni locali emergono positivi segnali di sensibilità al contrasto del riciclaggio che l’Unità sta seguendo con attenzione.
Il Comune di Milano ha attivato al proprio interno una funzione antiriciclaggio e ha avviato l’attività di segnalazione delle operazioni sospette.
L’Associazione dei Comuni della Lombardia ha manifestato l’intendimento di promuovere analoghe iniziative fra i propri associati.

L’analisi strategica di UIF

Il decreto legislativo 231 del 2007 chiama la UIF a svolgere, oltre alle analisi dirette a individuare e contrastare singoli episodi criminali, anche approfondimenti a carattere strategico, orientati a identificare fenomeni, tendenze, prassi operative, punti di debolezza del sistema e a valutare i rischi di riciclaggio e le esigenze di presidio.
Per rendere disponibili gli esiti degli approfondimenti anche a un pubblico più ampio e favorire lo sviluppo di una cultura della legalità, l’Unità ha avviato nei mesi scorsi la pubblicazione della collana “Analisi e studi” dei Quaderni antiriciclaggio, che si va ad affiancare alla periodica diffusione dei dati statistici sull’attività svolta.
Nel 2013 l’attenzione è stata focalizzata su alcune modalità operative che possono essere indicative di riciclaggio, al fine di valutarne la diffusione e la localizzazione territoriale.
È stato così possibile classificare le aree geografiche secondo prefissati parametri di rischio.
I risultati delle analisi effettuate dalla UIF hanno contribuito allo sviluppo di una metodologia per il risk assessment nazionale elaborata, su iniziativa del Comitato di Sicurezza Finanziaria, da un Gruppo di lavoro costituito presso il Ministero dell’Economia.

Usura

In parallelo con l’intensificarsi della crisi economica è stata osservata una maggiore diffusione del fenomeno dell’usura, testimoniata da segnalazioni di operazioni sospette raddoppiate nel 2013 rispetto all’anno precedente.

Persone politicamente esposte

Numerosi casi di segnalazione e di analisi hanno riguardato il riciclaggio dei proventi di reati lesivi di interessi pubblici o ascrivibili a persone politicamente esposte.
Sono stati rilevati, in particolare, utilizzi distorti dei finanziamenti pubblici, inadempienze nell’applicazione della disciplina sulla tracciabilità dei flussi finanziari nel settore dei contratti pubblici, appropriazioni indebite di fondi di pertinenza di partiti politici, situazioni corruttive.

Bitcoin e valute virtuali

L’interesse dell’Unità è stato pure rivolto al possibile uso per finalità illecite di monete virtuali: sono in corso approfondimenti sul potenziale di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo dei Bitcoin, anche in considerazione di alcune segnalazioni di operazioni sospette ricevute su anomale compravendite di tale strumento e delle iniziative che si vanno definendo in sede internazionale.

Attività di controllo

Le ispezioni dell’UIF sono state orientate verso settori critici quali: il risparmio gestito, l’attività bancaria on-line, l’utilizzo anomalo di carte di pagamento, l’operatività in titoli di società estere in contropartita con banche e intermediari finanziari italiani.
È intenzione dell’Unità qualificare ulteriormente le proprie funzioni ispettive, per approfondire la conoscenza di nuovi operatori e fenomeni, secondo un approccio basato sul rischio.

Il rapporto UIF 2013

  • Presentazione del Rapporto sull'attività svolta nel 2013 (pdf, 755 K, 20 pp. e video) )
  • Rapporto annuale n.6 - anno 2013 (pdf, 2.4 M 87 pp.)

I precedenti "Rapporti" dell'UIF

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EBA: Proposta di regolamentazione per le valute virtuali. Attenzione ai rischi (7 luglio 2014)

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Fonte: comunicato EBA  (testo originale in inglese, traduzione in italiano unofficial a cura di Agatino Grillo)

Proposta di EBA per la regolamentazione delle valute virtuali (7 luglio 2014): invito agli intermediari finanziari a non trattare tali strumenti in assenza di regole

Il 4 luglio 2014, EBA (European Banking Authority, l’Autorità bancaria europea) ha pubblicato oggi un proprio “Parere” indirizzato al Consiglio dell’Unione europea, alla Commissione e al Parlamento europeo nel quale indica i requisiti necessari per disciplinare “le valute virtuali” . Il “Parere” è anche rivolto alle autorità nazionali di vigilanza e perché scoraggino gli intermediari finanziari dall’acquistare, detenere e vendere valute virtuali in assenza di una “quadro normativo” certo”.

A seguito di una valutazione approfondita delle “valute virtuali” svolte congiuntamente con le altre autorità europee, ciascuno nell’ambito del proprio mandato, come la Banca Centrale Europea (BCE) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), l’EBA ha concluso che, pur essendoci alcuni potenziali benefici nell’utilizzo delle valute virtuali (ad esempio: transazioni più veloci e meno costose e facilità di utilizzo) tuttavia rischi superano i benefici, che nell’Unione europea rimangono meno pronunciato.

L’EBA ha individuato, in particolare, più di 70 rischi che potrebbero coinvolgere utenti e operatori di mercato, avere impatti sull’integrità finanziaria, sul riciclaggio di denaro e altri reati finanziari, e gli attuali sistemi di pagamento.

Nel documento EBA analizza anche le cause di questi rischi; ad esempio la possibilità che chiunque possa creare e successivamente modificare uno “schema di moneta virtuale”; nel caso di “schemi non centralizzati”, come è Bitcoin, le modifiche possono essere apportate da chiunque abbia un certo livello di “potere computazionale” anche in modo anonimo.
L’EBA sottolinea che coloro che validano le transazioni (i cosiddetti miners, minatori) possono anche rimanere anonimi così come i pagatori e i beneficiari; inoltre la sicurezza informatica non può essere garantita e la solidità finanziaria di alcuni partecipanti al mercato rimane incerta.

Sulla base di questa valutazione, l’EBA è del parere che a fronte di tali rischi è necessario definire un quadro normativo e regolatorio di tali “valute virtuali” approfondendo l’analisi su alcuni aspetti non chiari.
In particolare tale nuovo quadro normativo dovrebbe definire i requisiti di governance per i diversi partecipanti al mercato, la segregazione dei conti dei clienti, i requisiti patrimoniali e, soprattutto, prevedere la creazione di una “autorità di governo degli schemi delle valute virtuali” che ne regoli le componenti chiave compresi il protocollo e il registro delle transazione.
Tuttavia, conclude EBA, considerando che le “valute virtuali” sono già oggi in uso, è necessario che i rischi più gravi evidenziati siano gestiti e mitigati in altri modi.
Come risposta immediata, l’EBA raccomanda pertanto alle autorità nazionali di vigilanza di scoraggiare gli Istituti di credito, gli Istituti di pagamento e gli Istituti di moneta elettronica dall’acquistare, detenere e vendere valute virtuali in assenza di una “quadro normativo” certo”.
Ciò, pur mitigando i rischi derivanti dall’interazione tra i sistemi di valuta virtuale e i servizi finanziari regolamentati, tuttavia non ha effetto per i rischi interni ad ogni sistema di valuta virtuale o che potrebbero nascere nello scambio e interazioni tra sistemi diversi di valute virtuali.
Questo approccio “duale” permetterà ai sistemi di valute virtuali di svilupparsi al di fuori del settore “tradizionale” dei servizi finanziari e contemporaneamente consentirà anche alle istituzioni finanziarie di mantenere rapporti basati su “conto corrente” con le imprese attive nel settore delle valute virtuali.

Contatti stampa

  • Ms. Franca Rosa Congiu, Mr. Ian Palombi
  • E-mail: press@eba.europa.eu - Tel: +44 (0) 207 382 1772

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Allegato

  • EBA, European Banking Authority, “Opinion on virtual currencies”, EBA/Op/2014/08, 4 July 2014, (pdf, 634 K, 46 pp.)

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