Beps

L’Ocse accelera sul progetto Beps (Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2016)

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  • Fonte: in pdf  su rassegna stampa dell’Agenzia delle Entrate

Misure antielusive. In Italia si attende l’emanazione del decreto di attuazione del cosiddetto «Country-by-Country report»

  • di Domenico Pezzella e Benedetto Santacroce

L’Ocse nei giorni scorsi nei suoi periodici appuntamenti dedicati allo stato di avanzamento del progetto Beps (Base erosion and profit shifting) ha dato particolare enfasi ai progressi di implementazione all’interno dei singoli Stati del cosiddetto “Country-by- Country report
L’Italia è uno dei 48 Stati che, a seguito della pubblicazione delle direttive finali del progetto Beps, si è preventivamente attivata per l’introduzione dell’obbligo per le multinazionali di presentare annualmente una rendicontazione Paese per Paese.
L’obbligo è previsto dall’articolo 1, comma 145 della legge di stabilità 2016 (Legge n. 208/15), ma affinché divenga pienamente operativo è necessario attendere il decreto di attuazione del ministro dell’Economia.
Decreto che, sarebbe dovuto arrivare entro 90 giorni, ancora non ha visto la luce.
Nelle more, la Commissione Ue ha formulato una proposta di direttiva per la modifica della direttiva 2013/34/Ue sulla comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di alcune imprese succursali.
Una proposta che recepisce le proposte avanzate in ambito Ocse sull’azione Beps n.13 in merito al Country-by-Country Report.
Nell’analisi svolta durante la Tax Talk si è, dunque, enfatizzato il ruolo di tale strumento nella lotta all’elusione fiscale ed è stata ribadita la necessità che la maggior parte degli Stati introduca al più presto l’obbligo di predisposizione di tale Report.
Particolare attenzione è stata posta sulle modalità attraverso cui le informazioni recepite dall’amministrazione finanziaria dove ha sede la capogruppo possano essere veicolate agli altri Stati in cui sono localizzate le società controllate al fine di avere un ottimale monitoraggio delle operazioni intragruppo.
La modalità preferenziale è lo scambio di informazioni implementato mediante il canale dei trattatati bilaterali ovvero, preferibilmente, con accordi multilaterali.
Al momento già 39 giurisdizioni hanno sottoscritto il relativo Multilateral Competent Authority Agreement.
L’articolo 6 prevede un meccanismo automatico di scambio di informazioni tra i diversi Stati.
Le informazioni devono essere trasferite esclusivamente alle singole amministrazioni finanziarie che sono tenute a trattarle nel rispetto delle norme sulla riservatezza contenute all’interno dei diversi trattati ed accordi internazionali.
Da un punto di vista pratico l’Ocse sta poi sviluppando un “sistema comune di trasmissione dati” al fine di agevolare la condivisione e trasmissione fisica delle informazioni contenute nel Country-by-Country Report.
Tale sistema avrà il compito di mettere in comunicazione in via bilaterale le diverse amministrazioni finanziarie.
In definitiva gli sforzi che si stanno compiendo a livello internazionale in merito al Country by Country Report riguardano la creazione di un sistema comune che permetta un effettivo uso delle informazioni raccolte ma nel rispetto del diritto alla riservatezza dei soggetti che forniscono tali informazioni

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Svizzera: su attuazione piano BEPS collaborazione a tutto campo (FiscoOggi, 10 novembre 2015)

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La Confederazione chiamata a fare la sua parte per dare seguito alle regole di diritto fiscale internazionale

  • di Emiliano Marvulli

In occasione della pubblicazione dei risultati del progetto dell’Ocse contro i fenomeni di evasione fiscale internazionale, conosciuto come Base Erosion and Profit Shifting o BEPS, anche la Svizzera è chiamata a fare la sua parte per l’attuazione delle misure che consentiranno, in via generale, di coordinare meglio le regole di diritto fiscale internazionale e di colmare le lacune sfruttate sino ad oggi dalle multinazionali in materia di pianificazione fiscale aggressiva.
Il Consiglio federale svizzero, pertanto, ha dato incarico al Dipartimento federale delle Finanze di fornire analisi e proposte per l’attuazione dei risultati.

Il progetto BEPS

Il BEPS è frutto del lavoro congiunto concordato tra l’Ocse, il G20 e i Paesi in via di sviluppo attraverso cui i soggetti promotori intendono contrastare l’erosione e l’illecito trasferimento di base imponibile verso Paesi e territori a fiscalità privilegiata o nulla, che è alla base dei fenomeni di doppia “non imposizione”.
I risultati sono stati presentati in questi giorni dopo un processo di consultazione durato due anni e sono costituiti da una serie di misure per una riforma globale e coordinata delle norme fiscali internazionali, per contrastare l’artificioso trasferimento dei profitti in paradisi fiscali dove è di fatto assente qualsiasi attività economica reale.
Il piano d’azione BEPS consta delle seguenti 15 misure:

  • introduzione di specifiche norme fiscali per la risoluzione delle problematiche legate all’economia digitale in materia di imposte dirette ed indirette;
  • neutralizzazione di strutture ibride (Hybrid mismatch arrangements) che consentono fenomeni di doppia non imposizione, doppia deduzione o differimento a lungo termine del pagamento delle imposte;
  • rafforzamento delle regole sulle Controlled foreign company attraverso specifiche raccomandazioni;
  • diffusione di best practice volte a prevenire l’erosione di base imponibile attraverso la deducibilità degli interessi passivi o di altre poste finanziarie;
  • lotta alle pratiche fiscali dannose attraverso l’incentivazione dello scambio automatico di informazioni;
  • prevenzione all’abuso di trattati fiscali internazionali;
  • rideterminazione del principio di Stabile Organizzazione;
  • sviluppo di regole per la prevenzione del fenomeno dell’erosione della base imponibile e del trasferimento dei profitti attraverso il trasferimento di beni immateriali tra societa’ del medesimo gruppo;
  • adozione di specifiche norme sulla deducibilita’ delle spese finanziarie tra societa’ del medesimo gruppo al fine di assicurare la corretta attribuzione del profitto agli effettivi beneficiari;
  • sviluppo di pratiche che garantiscano la conformità dei prezzi di trasferimento e la creazione di valore aggiunto;
  • sviluppo di specifiche metodologie per registrare e analizzare i dati della BEPS e l’impatto economico delle misure volte a contrastare l’erosione della base imponibile;
  • introduzione dell’obbligo a carico dei contribuenti di divulgare le loro pratiche di pianificazione fiscale aggressiva per agevolare l’attività dell’Amministrazione finanziaria;
  • migliorare la trasparenza delle Amministrazioni fiscali in materia di transfer pricing;
  • creazione di meccanismi per l’efficace risoluzione delle controversie attraverso l’apporto di specifiche modifiche alla Convenzioni contro le doppie imposizioni di matrice Ocse;
  • sviluppo di un modello multilaterale che consenta ai Paesi membri di implementare le misure BEPS elaborate in sede OCSE attraverso la modifica dei trattati bilaterali;

Tali risultati sono stati portati dapprima in discussione al meeting tra i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei Paesi membri del G20 tenutosi a Lima lo scorso 8 ottobre e successivamente al vertice annuale dei capi di Governo e di Stato del G20 che si terrà ad Antalya in Turchia, dove sarà data attuazione alle misure.

La Svizzera nell’ambito del progetto BEPS

Dal punto di vista della Svizzera, rivestono particolare priorità i seguenti dossier:

  • IP box: è stato elaborato un nuovo approccio per l’imposizione dei beni immateriali in base al quale i relativi redditi, per poter beneficiare di un’imposizione agevolata, dovranno essere connessi alla ricerca e allo sviluppo effettuati sul luogo dell’imposizione;
  • ruling o scambio spontaneo di informazioni su decisioni anticipate in materia fiscale;
  • Meccanismi per risolvere le controversie: gli Stati si sono impegnati a garantire l’accesso alla procedura amichevole se l’applicazione di una convenzione comportasse una doppia imposizione. La Svizzera, in particolare, si è impegnata a prevedere una procedura arbitrale;
  • documentazione sui prezzi di trasferimento: è stata predisposta la creazione di un sistema per lo scambio di rapporti Paese per Paese, il cd. country by country reporting, che si prefigge di fornire una panoramica generale circa la ripartizione a livello mondiale degli utili conseguiti dalle multinazionali e delle relative imposte versate. Affinché sia data attuazione a tale misura sarà necessario che gli Stati creino una base giuridica comune che consenta loro di scambiare in via automatica questi rapporti.

Dal canto suo la Confederazione elevetica ha già tenuto conto di alcuni risultati del progetto BEPS nel quadro delle riforme interne quale, ad esempio, quella relativa all’imposizione delle imprese in cui sono stati disposti l’abolizione di regimi preferenziali e l’introduzione di una IP box conforme agli standard.
Sul fronte dello scambio di informazioni sui ruling e lo scambio country by country, invece, la Svizzera deve ancora conformarsi alle nuove misure.

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BEPS: su società controllate estere ok a bozza. I commenti al traguardo (FiscoOggi, 4 Maggio 2015)

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Il 3 aprile l’azione 3, affidata al working party Ocse, si è concretizzata in una proposta di discussione

  • di Alessandro Denaro

Il 3 aprile l’azione 3, affidata al working party Ocse, si è concretizzata in una proposta di discussione
Come noto, nel luglio 2013, l’Ocse e i Paesi del G20 hanno promosso un piano d’azione in 15 punti di contrasto alla erosione di base imponibile e spostamento dei profitti (Base Erosion and Profit Shifting in acronimo BEPS).
Una prima serie di sette raccomandazioni su altrettante azioni del piano BEPS (azioni 1, 2,5,6,8 13 e 15) è stata pubblicata dalla Commissione per gli affari fiscali dell’Ocse (CFA) il 16 settembre 2014.
Le restanti azioni dovranno essere, invece, completate con la pubblicazione di raccomandazioni entro settembre di quest’anno.

Le regole sulle società controllate estere

Di queste ultime, l’azione 3 (Strengthening Cfc Rules),  si focalizza sull’analisi delle regole sulle società controllate estere (controlled foreign company in acronimo Cfc) in una ottica di contrasto allo spostamento dei profitti ed alla erosione della base imponibile.
L’azione 3 riconosce, infatti,  che i gruppi societari  possono creare delle società figlie  in Paesi a bassa o nulla imposizione in tutto o in parte per motivi fiscali conseguendo l’effetto di ottenere un tax deferral, ovvero un rinvio a tempo indeterminato della tassazione tramite il rinvio  della distribuzione degli utili e quindi della imposizione  dei dividendi nello Stato  del soggetto controllante.
Più in generale tramite l’utilizzo di Cfc è possibile conseguire la distrazione di profitti dai Paesi in cui sono residenti le società controllanti.
In sintesi la disciplina Cfc affronta la problematica fiscale in questione con la previsione, al ricorrere di determinati requisiti, della tassazione per trasparenza dei redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato residente o localizzato in Stati o territori a fiscalità privilegiata in capo al soggetto controllante.

Le azioni compiute dai vari Paesi e il ruolo dell’azione 3

In realtà molti Paesi già hanno implementato nella normativa domestica regole sulle Cfc più o meno stringenti e complesse; tuttavia, per contrastare efficacemente i fenomeni di erosione di base imponibile e spostamento di profitti tramite controllate estere è stato correttamente osservato che occorre un approccio globale.
Per tale motivo, nell’ambito del progetto BEPS, è stata avviata l’azione 3 che, affidata al working party n.11 dell’Ocse, lo scorso 3 aprile 2015 si è concretizzata in un public discussion draft (bozza di discussione) i cui commenti sono stati trasmessi il primo maggio scorso.

Le finalità della norma sulle Cfc

In via introduttiva la bozza di discussione si sofferma su alcuni aspetti di policy che nel contesto dell’azione 3 devono essere tenuti in considerazione quando si progettano delle norme sulle Cfc: le finalità stesse della norma (di prevenzione e di deterrenza piuttosto che di gettito), il contemperamento delle esigenze di contrasto all’evasione/elusione con la necessità di tutela della competitività, il tema del giusto equilibrio tra oneri amministrativi e di conformità a carico dei contribuenti ed efficacia delle norme, la prevenzione e risoluzione  della doppia imposizione, la questione della base imponibile che le norme Cfc mirano a preservare da erosione (parent jurisdiction’s stripping vs. foreign-to-foreign stripping) ed ancora l’interazione tra norme sui prezzi di trasferimento e regole Cfc.

Il ruolo delle componenti costitutive

Successivamente il report si addentra nell’esame della disciplina e scompone  il processo di implementazione di regole Cfc efficaci in componenti considerate costitutive  (building blocks).
Per la maggior parte di queste componenti costitutive sono sviluppate delle raccomandazioni,  mentre per altri “building blocks” non si è ancora approdati a raccomandazioni,  ma vengono prese in esame differenti opzioni.
Ciò avviene in particolare nel capitolo V che si occupa della definizione di reddito della Cfc.
La bozza di discussione individua inoltre questioni specifiche per le quali sono richiesti precisi riscontri per far progredire il lavoro.
I “building block” del discussion draft sono i seguenti:

  • la definizione di Cfc;  
  • i requisiti applicativi (requisiti soglia);
  • la definizione di controllo;
  • la definizione di reddito della Cfc;
  • le regole per la determinazione del reddito della Cfc;
  • le regole per l’attribuzione del reddito;
  • le regole per prevenire o eliminare la doppia imposizione

Va infine ricordato che il lavoro sulle Cfc è coordinato con il lavoro su altre azioni del piano anti BEPS. In particolare le altri azioni  che sono più strettamente associate con l’azione tre sulle Cfc comprendono:  l’azione 1 (addressing the tax challenges of the digital economy), l’azione 2 (hybrid mismatch arrangements), l’azione 4 (interest deductions), l’azione 5 (countering harmful tax practices), le azioni 8-10 sul transfer pricing, l’azione 11 (methodologies to collect and analyse data), l’azione 14 (dispute resolution mechanisms) e l’azione 15 (developing a multilateral instrument).

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Beps: tre documenti ad hoc per un controllo sequenziale (FiscoOggi.it, 12 novembre 2014)

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Un vero e proprio insieme di elementi coordinati è quello che deve essere messo a punto sui prezzi di trasferimento

  • di Alessandro Denaro

Il nuovo approccio adottato nel report sull’azione 13 pubblicato a settembre prevede la predisposizione di un set documentale dei prezzi di trasferimento composto da tre tipologie di materiali: un masterfile, un local file e un modello di report Paese per Paese (country-by-country reporting). Analizziamo più nel dettaglio il contenuto di ognuno di essi.

Il master file

Il masterfile deve fornire una panoramica globale (high-level) delle attività del gruppo multinazionale, della natura delle operazioni e della politica dei prezzi di trasferimento adottata a livello globale  inquadrandola nel contesto economico, giuridico, finanziario e fiscale d'insieme.
Nella predisposizione del master file, il livello di analiticità non deve essere eccessivo, ma andrebbe stabilito utilizzando i normali principi di diligente e prudente gestione aziendale
A tal fine viene ulteriormente precisato che una informazione dovrebbe essere considerata  importante (e quindi da inserire nella documentazione) se la sua omissione può compromettere la affidabilità del documento e delle analisi di transfer pricing in esso contenute.
In allegato  al “nuovo” capitolo V delle direttive OCSE vengono illustrate più dettagliatamente le informazioni che il masterfile deve contenere. In sintesi:

  • per quanto concerne l’organizzazione, occorre predisporre  un grafico con la struttura del gruppo multinazionale e l’indicazione geografica di ogni singolo membro;
  • per quanto concerne la descrizione delle operazioni vanno indicati: i driver di profitto principali in relazione al business del gruppo; la descrizione della supply chain del gruppo  per i  primi cinque prodotti e/o servizi  in termini di fatturato e per quei prodotti/servizi che comunque  rappresentino almeno il 5% del fatturato del gruppo; un elenco ed una breve descrizione dei principali service agreement sottoscritti tra i membri del gruppo multinazionale, inclusa l’ illustrazione delle politiche di prezzi di trasferimento applicate; una descrizione dei principali mercati geografici per i prodotti e servizi del gruppo; una analisi funzionale che descriva i principali contributi forniti da ogni membro del gruppo alla creazione del valore;
  • per quanto concerne gli intangibili occorre fornire: una descrizione generale della strategia complessiva del gruppo per lo sviluppo, la  gestione e lo sfruttamento degli intangibles, ivi inclusa l’indicazione geografica dei principali centri di R & S del gruppo e del relativo management; un elenco dei beni immateriali o insieme di beni immateriali del gruppo multinazionale che hanno impatto sull’analisi di transfer pricing, con l’indicazione di quale membro ne ha la proprietà legale; un elenco dei principali accordi tra le imprese associate del gruppo  in relazione ai beni immateriali, compresi i cost contribution arrangements, i research service agreements  ed i licence agreements;  una descrizione generale delle politiche dei prezzi di trasferimento del gruppo in relazione alla R & S ed agli intangibili;
  • per quanto concerne le transazioni finanziarie, la documentazione dovrebbe contenere: una illustrazione generale delle fonti di approvvigionamento del gruppo, dei finanziamenti infragruppo in essere, dei membri del gruppo che operano come centri di finanziamento e tesoreria accentrata e delle politiche dei prezzi di trasferimento applicate;
  • infine va fornito il bilancio consolidato annuale della multinazionale ed un elenco con una breve descrizione degli advance pricing agreements  sottoscritti ed altri eventuali tax rulings.

Il local file

A differenza  del master file, che fornisce una panoramica del gruppo multinazionale, il local file si incentra sulle operazioni infragruppo transfrontaliere relative ad una specifica giurisdizione. Le informazioni  del local file completano ed integrano quindi  il  master file. La documentazione “locale” contiene informazioni economico-finanziarie relative alle predette  transazioni infragruppo, un'analisi di comparabilità e la selezione e l'applicazione del metodo di transfer pricing più appropriato.
In allegato  al “nuovo” capitolo V delle direttive OCSE è fornita una illustrazione dettagliata delle informazioni che il local file dovrebbe fornire. In sintesi nel local file:

  • va illustrata la struttura organizzativa della società, con organigramma; vanno descritti i flussi informativi tra il local manangement e le imprese associate all’estero, va inserita una descrizione dettagliata del business e della business strategy, ed infine vanno indicati i principali competitors;
  • per ogni categoria di transazioni controllate, va fornita una descrizione delle operazioni,  l'ammontare dei pagamenti  e vanno indicate le imprese associate coinvolte. Vanno inoltre allegate le copie di tutti gli accordi infragruppo, una analisi di comparabilità dettagliata e l’analisi funzionale delle imprese associate coinvolte rispetto a ciascuna categoria di operazioni controllate. La documentazione locale dove inoltre contenere:  l’indicazione dell’impresa associata  selezionata come tested party, se applicabile, ed una illustrazione dei motivi per cui è stata selezionata;
  • va illustrato il metodo di transfer pricing utilizzato considerato più appropriato al caso concreto;
  • va inserita una sintesi delle assunzioni critiche adottate nell'applicazione della metodologia,  un elenco e la descrizione delle transazioni/soggetti comparabili selezionati (interni o esterni), le informazioni sugli indicatori finanziari utilizzati nell'analisi dei prezzi di trasferimento, compresa la descrizione della metodologia di ricerca e della fonte delle informazioni, una descrizione di eventuali aggiustamenti di comparabilità realizzati, una copia degli  APA unilaterali e bilaterali/multilaterali e altri tax ruling di cui la giurisdizione fiscale locale non è parte. Infine dovrebbero essere inserite anche una serie di informazioni economico finanziarie  della impresa locale e dei comparabili ( cfr. allegato 2 al capitolo 5).

Il country-by-country report

Con l’introduzione nel set documentale dei prezzi di trasferimento del country-by-country report viene richiesto alle imprese multinazionali di presentare annualmente e per ogni giurisdizione fiscale  nella quale operano, una serie di dati economico- finanziari e fiscali che si ritengono molto utili come strumento per valutare i rischi BEPS in relazione ai prezzi di trasferimento.
Il report si compone di due prospetti.
Nel primo prospetto va indicata ogni giurisdizione fiscale nella quale è residente fiscalmente una o più “costituent entity”. Per “constituent entity” di una impresa multinazionale si deve intendere ogni distinta business unit del gruppo sia essa una società, un trust, una partnership, una stabile organizzazione e così via.
Per giurisdizione fiscale vanno riportati: l’ammontare del fatturato, distinguendo tra fatturato complessivo, derivante da transazioni  infragruppo e con parti indipendenti; il profitto ante imposte, le imposte sul reddito liquidate nell’anno d’imposta considerato, ivi incluse le ritenute alla fonte subite; le imposte sul reddito maturate nell’anno; il capitale sociale; gli utili non distribuiti; il numero di dipendenti; il valore netto contabile delle immobilizzazioni materiali.
Il report prevede anche l’elaborazione di un secondo prospetto, nel quale, per ogni giurisdizione fiscale, va redatto l’elenco delle “costituent entities” residenti con indicazione per ciascun membro della giurisdizione fiscale in cui è stato costituito (incorporation) se diversa da quella di residenza, nonché delle principali attività economiche esercitate (R&S, gestione IP, acquisti e approvvigionamento, manifattura o produzione, sales marketing e distribution, attività amministrative, di supporto , servizi,  finanziamento, ecc…).  

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