Banca d’Italia: diffusione della criminalità organizzata nel Centro Nord (31 maggio 2017)

170531-bankit-relazione.jpg

  • Fonte: Relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia sul 2016  (pag. 156 e 157)

Il riciclaggio di proventi criminali impone uno svantaggio competitivo alle imprese che non ne usufruiscono; l’uso di metodi mafiosi scoraggia la concorrenza e l’iniziativa imprenditoriale, deprimendo gli investimenti; i legami corruttivi con la PA condizionano la spesa pubblica, deviandola verso interessi di parte

La criminalità organizzata

Secondo le stime dell’Istat il valore aggiunto generato dalle attività illegali (droga, prostituzione e contrabbando di sigarette) ammontava nel 2014 a quasi 17 miliardi di euro, circa l’1 per cento del PIL.
Tali valori si riferiscono solo alle attività che generano un valore aggiunto e che si basano su un mutuo consenso fra i contraenti, escludendo pertanto le attività di tipo redistributivo, come il furto, e quelle coercitive, come l’estorsione.
Sono escluse anche altre attività illegali quali la contraffazione, l’usura e il traffico di armi.
La diffusione delle attività illegali, in larga parte gestite dalla criminalità organizzata, genera rilevanti costi indiretti sull’economia legale.
Il riciclaggio di proventi criminali impone uno svantaggio competitivo alle imprese che non ne usufruiscono; l’uso di metodi mafiosi scoraggia la concorrenza e l’iniziativa imprenditoriale, deprimendo gli investimenti; i legami corruttivi con la PA condizionano la spesa pubblica, deviandola verso interessi di parte.
L’assenza di certezza dei rapporti contrattuali e di sicurezza dei beni e della persona ha rappresentato un importante freno allo sviluppo economico nelle regioni del Mezzogiorno dove le organizzazioni criminali sono storicamente insediate (nota 2).
Pur conservando i centri decisionali nei luoghi di origine, tali organizzazioni hanno tuttavia espanso la loro attività anche nel Centro Nord, alla ricerca di mercati più remunerativi per impiegare i capitali illeciti.
L’infiltrazione nelle imprese legali riduce i livelli di attività di quelle concorrenti e ne aumenta la probabilità di uscita dal mercato (cfr. il riquadro: Gli effetti economici della diffusione della criminalità organizzata nel Centro Nord).

Note

  • 2) P. Pinotti, The economic costs of organized crime: evidence from southern Italy, “The Economic Journal”, 125, 586, 2015, pp. F203-F232.

Riquadro: Gli effetti economici della diffusione della criminalità organizzata nel Centro Nord

Indicazioni oggettive dell’infiltrazione mafiosa a livello di singola impresa non sono disponibili se non a seguito di provvedimenti giudiziari.
Tuttavia – incrociando le informazioni contenute nel rapporto del Ministero dell’Interno sulla penetrazione di alcune organizzazioni criminali (in particolare della ’ndrangheta) nel Centro Nord (nota 1) con dati sulle modifiche nella struttura proprietaria e di governance delle imprese – può essere costruito un indicatore che, benché di natura esclusivamente statistica, è utile per condurre analisi empiriche della distribuzione territoriale e settoriale e degli effetti economici di questo fenomeno (nota 2).
Gli indicatori di infiltrazione della criminalità organizzata così ottenuti segnalerebbero un’incidenza del fenomeno più elevata nel Nord Ovest.
Secondo queste elaborazioni, inoltre, il fenomeno interesserebbe principalmente le imprese nel settore immobiliare e delle costruzioni (figura); i settori dei servizi di pubblica utilità e dell’intermediazione finanziaria (principalmente money transfer) presenterebbero una quota di imprese infiltrate sul totale delle stesse che è più elevata rispetto al peso dei relativi settori nell’intera economia.
Infine le imprese a più alto rischio di infiltrazione sarebbero quelle che hanno subito un calo del fatturato e della redditività, un aumento dell’incidenza degli oneri finanziari e un peggioramento del merito creditizio.
Un incremento degli indicatori di infiltrazione della criminalità si associa nel breve termine a un aumento del fatturato dell’impresa interessata, ma anche a un effetto negativo sull’attività economica delle altre imprese operanti nello stesso mercato.
Il risultato per la singola azienda potrebbe riflettere una mera sovrafatturazione a fini di riciclaggio, oppure indicare un effettivo miglioramento della sua performance dovuto all’immissione di nuovo capitale in un momento di difficoltà finanziaria o alla capacità dell’organizzazione criminale di estorcere rendite attraverso l’uso del potere intimidatorio.
Al crescere dell’incidenza delle imprese per cui è alta la probabilità di essere state infiltrate, le aziende concorrenti registrano un significativo calo del fatturato e un aumento del rischio di uscire dal mercato.

Note

  • 1 Osservatorio sulla criminalità organizzata (a cura di), Primo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la Presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso, Università degli Studi di Milano, 2014.
  • 2 L. Mirenda, S. Mocetti e L. Rizzica, The real effects of ’ndrangheta: firm-level evidence, Banca d’Italia, Temi di discussione, di prossima pubblicazione.

Distribuzione delle imprese per settore di attività (1)

(valori percentuali)

170531-bankit-criminalita.jpg

Fonte: elaborazioni su dati Cerved Group, Infocamere e Ministero dell’Interno.

(1) L’indicatore di infiltrazione è stato costruito incrociando le informazioni contenute nel rapporto del Ministero dell’Interno sulla penetrazione della ’ndrangheta nel Centro Nord con i dati sulla struttura proprietaria e di governance delle imprese tratti da Infocamere. I settori indicati corrispondono alla classificazione Isic: D+E=servizi di pubblica utilità; F+L=costruzioni e attività immobiliari; G+H=commercio, trasporto e magazzinaggio; I=alloggio e ristorazione; J+K=informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative; M+N=attività professionali, scientifiche, tecniche, amministrative e di supporto; P+Q=istruzione, sanità e servizi alle famiglie e assistenza sociale; altri=settori residuali.

Allegato

  • Relazione annuale sul 2016 (pdf,  4.3 M, 210 pp.)

Ultimi articoli su Banca d'Italia

Palazzo_Koch_1000117.jpg

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*