Banca d’Italia: anatocismo, consultazione su proposta delibera CICR (24 agosto 2015)

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Il 24 agosto 2015 la Banca d’Italia ha posto in consultazione (fino al 23 ottobre 2015) la proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio(Cicr), attuativa dell' articolo 120 comma 2 del Testo Unico Bancario relativa al cosiddetto “anatocismo” (qui in pdf, 542 K, 5 pp.)
Nel seguito la “Premessa” del documento.

1. Premessa

La presente proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) attua l’articolo 120, comma 2, del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385 - TUB (“Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi”).
La materia della produzione di interessi nell’ambito delle operazioni bancarie è stata più volte oggetto di interventi da parte del legislatore.
In particolare, il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (“Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), nell’introdurre il comma 2 dell’articolo 120, aveva previsto che il CICR regolasse “modalità e i criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”.
In attuazione di questa norma, il CICR aveva provveduto a disciplinare la materia ( nota 1), stabilendo che:
i) nelle operazioni in conto corrente dovesse essere assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
ii) in talune ipotesi fosse ammessa la produzione di interessi da parte di interessi già maturati, in deroga a quanto previsto in linea generale dal codice civile (art. 1283; la deroga riguardava conto corrente, finanziamenti con piano di rimborso rateale e operazioni di raccolta).
Più recentemente la norma è stata nuovamente oggetto di interesse da parte del legislatore: dapprima un emendamento approvato nel corso dei lavori parlamentari finalizzati all’emanazione della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014”) ha sostituito il comma 2 dell’art. 120 del TUB (nota 2).
In seguito, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 ha nuovamente modificato la norma; la legge di conversione ha però espunto tale previsione (nota 3).
In conseguenza dei passaggi appena descritti, l’attuale formulazione dell’articolo 120 TUB risulta essere quella introdotta dalla già menzionata legge n. 147/2013.
La disposizione affida a una delibera del CICR il compito di adottare una disciplina attuativa in base alla quale
“a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.
L’intenzione del legislatore, quale emerge dall’esame dei lavori parlamentari, era quella di stabilire “l’improduttività degli interessi composti”, onde “mettere la parola fine a un comportamento riconosciuto illegittimo dalla giurisprudenza, ma costantemente tollerato dal legislatore” (nota 4).
Questo proposito, tuttavia, sconta alcune difficoltà ricostruttive originate dal tenore letterale della norma; si è resa necessaria, pertanto, un’opera di interpretazione finalizzata a far emergere pienamente lo scopo cui la riforma mirava.
Nella formulazione della proposta di delibera, inoltre, si è inteso delineare soluzioni che consentissero di evitare che l’intervento legislativo, finalizzato ad assicurare un regime di maggior favore per la clientela, potesse avere ricadute negative per la stessa.
Le soluzioni tecniche adottate – specie con riferimento alla contabilizzazione separata degli interessi – risultano in linea con le prime pronunce della giurisprudenza in materia.
Le opzioni interpretative seguite nella presente proposta di delibera, inoltre, sono state condivise con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La proposta di delibera è accompagnata da una Relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione; lo studio si è incentrato su quei profili non compiutamente definiti dal legislatore e che, pertanto, comportano l’esercizio di una scelta discrezionale.
In particolare, l’esame ha riguardato
i) la periodicità di contabilizzazione degli interessi;
ii) l’introduzione di un termine per l’esigibilità degli interessi.

Note al testo

(1) Cfr. Deliberazione del 9 febbraio 2000.
(2) In questo emendamento è trasfuso il contenuto di un’autonoma proposta di legge (AC1661 del 4 ottobre 2013).
(3) Il d.l. n. 91/2014, nel testo non convertito sul punto, stabiliva: “Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni disciplinate ai sensi del presente Titolo. Nei contratti regolati in conto corrente o in conto di pagamento è assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nell’addebito e nell'accredito degli interessi, che sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti interessi; per i contratti conclusi nel corso dell’anno il conteggio degli interessi è comunque effettuato il 31 dicembre”.
(4) Cfr. Relazione alla proposta di legge n. 1661/2013.

Allegato

Banca d’Italia, “Proposta di delibera CICR ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (TUB) Data pubblicazione:24-08-2015 , aperta fino al 23 ottobre 2015 (pdf, 542 K, 5 pp.)

 

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