Antiriciclaggio 4.0, quali novità? Parte 1 (13 dicembre 2016)

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(immagine tratta da wikimedia.org

Il 30 novembre scorso il MEF ha posto in consultazione lo schema di decreto legislativo attuativo della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (c.d. “IV AMLD”) che sostituisce il D.Lgs. n. 231/2007. Cosa prevede il reebot della disciplina italiana in materia di antiriciclaggio pre-consultazione, Versione 4.0?

Parte I

Soggetti obbligati

Perentoriamente, da “destinatari” a “soggetti obbligati” (art. 3).

Lo schema di decreto legislativo posto in consultazione, attuativo della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (di seguito, in breve, “schema di decreto”), elenca - tutti - i soggetti obbligati alle nuove misure di prevenzione.
Agli intermediari bancari, finanziari e assicurativi, anche di un altro Stato membro, stabiliti con o senza succursale sul territorio nazionale, si aggiungono - con precisa previsione - gli intermediari e le società fiduciarie ex art. 106 del TUB, i confidi e i soggetti eroganti micro-credito compliant alla nuova disciplina loro applicabile.
Tra gli altri operatori finanziari rientrano, invece, le società fiduciarie c.d. “statiche”, i consulenti finanziari, i cambiavalute e gli intermediari del credito iscritti negli elenchi OAM, ad eccezione della rete distributiva italiana di istituti di pagamento e moneta elettronica comunitari, di cui si discorrerà nella Parte II.  
La categoria dei professionisti è implementata dall’ipotesi in cui notai, avvocati o dottori commercialisti risultino curatori fallimentari o commissari giudiziali nelle procedure concorsuali, con riguardo al fallito e alle parti in causa.
Nella lista degli operatori non finanziari obbligati sono inseriti i prestatori di servizi relativi a società e trust, i soggetti che esercitano l’attività di commercio di cose antiche, l’attività di case d’asta o galleria d’arte nonché la mediazione civile. Inoltre, entrano nel campo di applicazione aml i provider di valuta virtuale.
Da ultimo, la platea dei prestatori di servizi di gioco on line o su rete fisica - quantomeno nella prima versione dello schema di decreto - si allarga anche alle ipotesi di offerta del lotto, delle lotterie ad estrazione istantanea o ad estrazione differita e concorsi pronostici.

MEF, Regulatory e organismi interessati

Gli artt. 4-14, del nuovo Titolo I, dello schema di decreto, definiscono con maggiore incisività gli assetti istituzionali coinvolti nella prevenzione e nel contrasto dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, fortificandone la collaborazione.
In tale ottica, spicca la possibilità per il MEF, su proposta del Comitato di sicurezza finanziaria, di affrancare taluni soggetti dall’osservanza degli adempimenti aml, ivi comprese le pubbliche amministrazioni. Tale esenzione interviene al solo ricorrere di parametri puntualmente fissati in sede di analisi nazionale dei rischi, o, sostanzialmente, laddove rilevato basso (esiguo, inesistente) rischio di riciclaggio.
Confermato il ruolo centrale delle funzioni attribuite all’UIF. Rafforzate dalla possibilità di accedere, oltre che ai dati contenuti nell’anagrafe tributaria, dei conti e dei depositi, anche alle informazioni contenute nell’anagrafe immobiliare.
L’Unità istituita presso Banca d’Italia, peraltro, ha accesso tout court alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust espressi, contenute in apposite sezioni del Registro delle imprese; al pari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, della DIA e delle Autorità di vigilanza di settore.
In particolare a quest’ultime (Banca d’Italia, CONSOB e IVASS) spetta il rinnovo della regolamentazione secondaria di settore in materia di organizzazione, procedure e controlli interni ovvero di adeguata verifica della clientela e valutazione del rischio.
Per completezza, il perimetro istituzionale previgente viene ampliato dall’ingresso delle cc.dd. “amministrazioni e organismi interessati”, chiamati ad accertare e vigilare l’inosservanza degli obblighi aml relativamente alle violazioni commesse dai soggetti obbligati su cui esercitano le proprie attribuzioni istituzionali.
Ulteriore novità contenuta nello schema di decreto concerne la consacrazione dell’analisi nazionale dei rischi (art. 14). Con cadenza quinquennale, salvo particolari necessità o nuovi rischi, il Comitato di Sicurezza finanziaria analizza e valuta il rischio nazionale di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. A tal fine individua le minacce più rilevanti e le vulnerabilità del sistema nazionale di prevenzione, di investigazione e di repressione dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, i metodi e i mezzi di svolgimento di tali attività e i settori maggiormente esposti al rischio.

Adeguata verifica della clientela e criteri per la determinazione del titolare effettivo

Il nuovo Titolo II, innovato dallo schema di decreto, compie il refresh delle disposizioni antiriciclaggio dettate in materia di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e delle informazioni acquisite, nonché degli obblighi di segnalazione.
Fondamentalmente analoghe le attività da porre in essere e i parametri generali d’azione per il perfezionamento della customer due diligence, occorre, di contro, soffermarsi sui nuovi criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche (art. 20).
Al riguardo, in prima istanza permane la regola “aurea”, secondo cui il titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo.
In particolare, nell’espressa fattispecie di cliente-società di capitali, costituisce:

  • proprietà diretta: la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale sociale, detenuta da persona fisica;
  • proprietà indiretta: la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25 % del capitale sociale, posseduta per il tramite di società controllate, società fiduciarie o interposta persona.

Laddove non ancora individuabile “in maniera univoca” la proprietà diretta o indiretta dell’ente, il titolare effettivo risulta colui il quale controlla l’ente in forza:

  • del controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
  • del controllo di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante in assemblea ordinaria;
  • dell’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante.

In via residuale, titolari effettivi dell’ente ai fini aml sono i soggetti apicali, incaricati, dunque, di poteri di amministrazione o direzione della società.
Nel caso in cui il cliente sia un’associazione, una fondazione, o un’altra istituzione di carattere privato, i titolari effettivi sono, cumulativamente,: i fondatori, se ancora in vita; i beneficiari, quando individuati o facilmente individuabili ovvero i soggetti apicali.
E il titolare effettivo di trust? Diversamente che nel D.Lgs. n. 231/2007, lo schema di decreto ricollega l’identificazione del titolare effettivo di trust al pacchetto informativo da trasmettere al Registro delle imprese (art. 22, comma 5). Più precisamente, la “comunicazione” riguarda la titolarità effettiva del trust, per tale intendendosi:

  • l’identità del fondatore, del fiduciario o dei fiduciari, di altra persona per conto del fiduciario;
  • dei beneficiari o classe di beneficiari;
  • della altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust e di qualunque altra persona fisica che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi.

La comunicazione di titolarità effettiva

Al trittico degli obblighi antiriciclaggio - adeguata verifica della clientela, conservazione delle informazioni acquisite e segnalazione di operazione sospetta - lo schema di decreto ne introduce un quarto: la comunicazione di titolarità effettiva.
Sicché, ai sensi del nuovo art. 21, le imprese dotate di personalità giuridica, le persone giuridiche private e i trustee, comunicano telematicamente al Registro delle imprese tutte le informazioni relative ai propri titolari effettivi. Comunicate, tali informazioni sono conservate in apposite sezioni del Registro delle imprese secondo le tempistiche e le modalità tecniche, anche di accesso, definite dal MEF, di concerto con il MISE.
Proprio in virtù del neonato obbligo, gli amministratori e/o il fondatore (o i rappresentanti dell’ente) acquisiscono - e conservano per cinque anni - le informazioni riguardanti la titolarità effettiva dell’ente gestito. Tali indicazioni, peraltro, sono fornite anche ai soggetti obbligati allorché funzionali all’assolvimento dell’adeguata verifica della clientela.
Diversamente, i trustee custodiscono le informazioni acquisite per un periodo non inferiore a cinque anni dalla cessazione dell’incarico fiduciario, rendendole prontamente accessibili alle autorità competenti.
Le informazioni circa la titolarità effettiva degli enti dotati di personalità giuridica, e delle persone giuridiche private, contenute nelle apposite sezioni del Registro delle imprese sono accessibili:

  • alle autorità competenti, senza alcuna restrizione;
  • alle autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale, con le modalità all’uopo stabilite da apposito decreto del MEF;
  • ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti dettati in materia di adeguata verifica della clientela;
  • ai soggetti portatori di interessi pubblici o diffusi, nei casi in cui la conoscenza della titolarità effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, quando si abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarità effettiva sia diversa da quella legale.

Differentemente, l’accesso alla sezione speciale del Registro delle imprese contenente le informazioni riguardanti la titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali è consentito alle sole autorità competenti, nonché ai soggetti obbligati, ove di ausilio alle attività di customer due diligence.

(fine prima parte)

Chi è Alessio Castronuovo?

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Legal, compliance & aml officer. Laureato in Giurisprudenza, specializzato nella disciplina antiriciclaggio e nel regulatory compliance bancario e finanziario.

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