FATF

FATF-GAFI: Rapporto sulle misure USA contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (6 dicembre 2016)

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Gli Stati Uniti hanno un affidabile sistema di antiriciclaggio del denaro sporco e di lotta al finanziamento del terrorismo. Tuttavia cui sono gravi lacune che impediscono la conoscenza tempestiva delle informazioni sui titolari effettivi

Il GAFI-FATF e l’Asia/Pacific Group on Money Laundering (APG) hanno condotto un assessment approfondito (pdf, 3 M, 266 pp.) del sistema antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT framework) negli Stati Uniti ed hanno reso noto la il 4a rapporto di mutua valutazione relativo agli USA.
La potenza globale del dollaro americano e i grandi volumi di transazioni giornaliere del sistema finanziario e bancario americano espongono gli USA a significativi rischi di riciclaggio di denaro. Esistono anche significativi rischi di finanziamento del terrorismo a causa delle caratteristiche di apertura e globalizzazione del sistema finanziario USA e per la presenza di minacce dirette agli interessi degli Stati Uniti da parte di gruppi terroristici.

Punti di forza

Negli USA c’è un livello significativo di comprensione di questi rischi.
Il contrasto al finanziamento del terrorismo ha massima priorità e gli Stati Uniti sono molto efficaci in questo settore.
(…)
La vigilanza AML / CFT nei settori bancario e finanziario sembra dunque essere efficace nel suo complesso anche grazie al sistema di sanzioni in essere.

Le criticità

Negli ultimi anni sono stati rafforzati i controlli sui casinò e tuttavia manca ancora ancora un sistema di vigilanza AML / CFT per imprese non finanziarie e i professionisti.
Ci sono infatti gravi lacune nel quadro giuridico complessivo che impediscono di conoscere in modo tempestivo i titolari effettivi specie a fronte di strutture societarie complesse che possono nascondere fenomeni di riciclaggio di denaro.
Miglioramenti significativi sono necessari in questi settori.

Il report

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Antiriciclaggio: le proposte FATF/GAFI sul titolare effettivo (FiscoOggi.it, 28 ottobre 2016)

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  • Fonte: FiscoOggi.it  , titolo originale: “GAFI: al lavoro da tredici anni sui dati dei beneficiari effettivi”, pubblicato il  27 Ottobre 2016

Pubblicato il Rapporto sui prossimi interventi che dovranno essere realizzati sulla base di quanto già fatto in passato

  • di Vito Rossi

Se il G20 chiama, il Gafi risponde.
Negli ultimi due vertici dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali (aprile e settembre 2016), il G20 aveva chiesto al Gruppo d’Azione finanziaria di ragionare su alcune proposte utili a rendere effettivi gli standard di trasparenza fiscale, con particolare riguardo alla disponibilità delle informazioni sui beneficiari effettivi, ma nascosti, di trust e altre strutture societarie “opache”.
Dopo aver approfondito la questione per anni, in occasione del summit del 6 ottobre tenuto a Washington il Gafi ha presentato al G20 una prima relazione con alcune ipotesi sul da farsi e con un’analisi su quanto realizzato in passato.
Gli sviluppi del nuovo piano di azione richiesto dal G20 comprendono l’ipotesi rivoluzionaria di attivare scambi internazionali contenenti queste informazioni.

Tre pilastri per un nuovo piano d’azione, il Gafi chiede al G20 di uscire allo scoperto

Le proposte, elaborate dal Gafi dopo un lungo e stimolante confronto con il Forum Globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali dell’Ocse, sono essenzialmente di tre tipi.
La prima ipotesi allo studio riguarda i processi di valutazione tra paesi, uno dei settori di attività in cui il Gafi spende molte energie.
In quest’ambito, assicurare che l’aspetto del beneficiario effettivo sia valorizzato nelle revisioni tra pari (peer review) aumenterebbe la pressione sugli Stati, spingendoli a dare attuazione agli standard del Gruppo d’Azione in questo settore.
L’ipotesi successiva ha come oggetto la realizzazione e la messa a disposizione della comunità internazionale di una serie di raccomandazioni su come migliorare gli aspetti relativi ai beneficiari effettivi, nel corso dei processi di valutazione portati avanti dal Gafi.
L’ultima ipotesi di lavoro immaginata dall’organismo sovranazionale ha a che fare con il potenziamento della cooperazione tra il Gafi e il Forum globale di casa Ocse.
Secondo il Segretariato del Gruppo d’Azione, un maggiore coordinamento tra i due enti garantirebbe coerenza e solidità ai lavori svolti dai due enti nei rispettivi ambiti e affinerebbe ancora di più gli standard globali di trasparenza fiscale.
La proposta più incisiva è di natura politica.
Il suggerimento del Gafi al G20 è di dare il buon esempio, magari emettendo una nota in cui vengano sollecitati tutti i membri della comunità internazionale a fare propri gli standard internazionali in materia.

Tredici anni di lavoro sul tema del beneficiario effettivo

L’accesso a una banca dati aggiornata e affidabile in cui confluiscano le informazioni sull’identità di azionisti e beneficiari effettivi di trust, società schermo e strutture societarie complesse è diventato un tema all’ordine del giorno.
Ma non sono stati i vari leaks di documenti riservati o i recenti scandali di Panama e Bahamas ad aver fatto interessare il Gafi a questi argomenti.
Infatti il Gruppo d’Azione, occupandosi istituzionalmente di riciclaggio di denaro sporco e di contrasto alle attività finanziarie illecite, già nel 2003 aveva fissato gli standard internazionali in materia, concentrandosi sui requisiti legali che le istituzioni finanziarie devono rispettare quando maneggiano queste informazioni.
Sono quindi già tredici anni che il Gruppo d’Azione ha reso disponibile un primo insieme di norme (poi implementate) per gli operatori che si occupano di raccogliere e  verificare le informazioni sulla proprietà delle persone giuridiche, e un primo insieme di misure tali da  garantire che informazioni sulla loro proprietà effettiva sia disponibile per gli investigatori.
Da quel momento oltre 190 giurisdizioni si sono impegnate ad attuare queste norme, a implementare le misure concordate e a sottoporsi a processi di revisioni tra pari (peer review) sul rispetto degli standard.

What’s next: non solo impegni, a Parigi il punto della situazione

I prossimi sviluppi sono facili da immaginare.
Il ricorso straordinario a strutture societarie dalla natura opaca come i trust ha finalmente indirizzato l'attenzione globale sulla necessità di rafforzare i controlli contro l'uso improprio di queste architetture aziendali.
Se le proposte del Gafi diventeranno definitive, bisognerà che tutti gli attori in campo si impegnino in maniera sostanziale per un nuovo cambio di passo.
È interessante notare che l’analisi contenuta nel rapporto presentato a Washington a inizio ottobre punta il dito anche nei confronti di quei Paesi (tra cui alcuni membri del G20) che non hanno ancora implementato gli standard, o che li hanno applicati in modo inefficace.
Il suggerimento del Gafi al G20 pertanto è di dare il buon esempio, magari emettendo una nota in cui vengano sollecitati tutti i membri della comunità internazionale a fare propri gli standard del Gafi in materia.
La nuova sessione plenaria dell’organismo internazionale, prevista a Parigi per la seconda metà di ottobre, ha tra gli argomenti all’ordine del giorno proprio il dibattito sui nuovi progetti in campo. Per dare la dimostrazione che i tempi stanno cambiando, Il Global Forum è stato invitato a partecipare alla riunione e a prendere parte ai gruppi di lavoro in programma.
Nel frattempo, il Segretariato del Gruppo d’Azione intende continuare a monitorare le misure adottate dai vari Paesi per colmare le lacune nei loro ordinamenti e per migliorare la loro efficacia.

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FATF-GAFI: Money Transfer - linee guida per l’approccio basato sul rischio (29 febbraio 2016)

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FATF- GAFI - the Financial Action Task Force / Le Groupe d’action financière- è un organismo intergovernativo che ha l’obiettivo di fissare standard comuni e promuovere misure ed azioni legali, normativi e operative per una efficace lotta al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e ad altre minacce correlate alla integrità del sistema finanziario internazionale.
Il 23 febbraio 2016 il FATF- GAFI ha pubblicato il documento “Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services” - Linee guida per l’approccio basato sul rischio per i Money Transfer e altri soggetti che forniscono servizi di trasferimento di denaro o valori – (qui il testo in inglese in pdf, 3.3 M, 71 pp.)

Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services

Money or Value Transfer Services (MVTS) play an important role in the international financial system and in supporting financial inclusion.
In December 2015[1], the United Nations estimated that developing countries received over USD 400 billion in remittances from migrants living abroad in 2014.
However, like other financial institutions, MVTS providers are also vulnerable to the abuse for the purpose of money laundering and terrorist financing.
The FATF has updated its 2009 Guidance on a Risk-Based Approach for Money Services Businesses to bring it into line with the 2012 FATF Recommendations.
This non-binding Guidance is intended to assist countries and their competent authorities, as well as the practitioners in the MTVS sector and in the banking sector that have or are considering MVTS providers as customers, to apply the risk-based approach associated to MVTS.
The risk-based approach, the cornerstone of the FATF Standards, requires that measures to combat ML/TF are commensurate with the risks. Such measures should not necessarily result into the categorisation of all MVTS providers as inherently high-risk.
The overall risks and threats are influenced by the extent and quality of regulatory and supervisory framework as well as the implementation of risk-based controls and mitigating measures by each MVTS provider.
While this Guidance is applicable to the entire MTVS sector (both banking and non-banking institutions offering MVTS); it is primarily intended for non-banking MVTS providers. This Guidance should be read in conjunction with other relevant Guidance, in particular FATF Guidance for a Risk-Based Approach: The Banking Sector.

Note

[1] www.un.org/sg/statements/index.asp?nid=9350

Annex

  • FATF- GAFI, "Guidance for a Risk-Based Approach for Money or Value Transfer Services", February 2016 (pdf, 3.3 M, 71 pp.)

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FATF-GAFI: aggiornamento delle liste dei Paesi con gravi carenze in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (3 marzo 2015)

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FATF- GAFI - the Financial Action Task Force / Le Groupe d’action financière- è un organismo intergovernativo che ha l’obiettivo di fissare standard comuni e promuovere misure ed azioni legali, normativi e operative per una efficace lotta al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e ad altre minacce correlate alla integrità del sistema finanziario internazionale.
Il 27 febbraio 2015 FAT-GAFI ha aggiornare l’elenco dei Paesi che hanno carenze strategiche in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo e per i quali è stato concordato un piano d’azione e miglioramento insieme a FATF-GAFI.
Le varie situazioni nazionali differiscono tra loro in modo significativo la ogni Paese si è impeganto in forma scritta per affrontare le carenze individuate.
Il GAFI tiene conto di tali impegni e segue da vicino l’attuazione dei piani d’azione.

Paesi che stanno facendo progressi

Afghanistan, Angola, Guyana, Indonesia, Iraq, Laos, Panama, Papua Nuova Guinea, Sudan, Siria, Yemen

Paesi che non stanno facendo progressi

Uganda

Paesi non più soggetti alle verifiche di Compliance del FATF-GAFI in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo

Albania, Cambogia, Kuwait, Namibia, Nicaragua, Pakistan, Zimbabwe

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