CNDCEC

Commercialisti, forte disappunto per decisioni governo in materia di antiriciclaggio (31 maggio 2017)

141210-logo-sito-cndcec.png

(nota CNDCEC del 27 maggio 2017)

Disattese le istanze dei professionisti su sanzioni e collegio sindacale. Miani: “Accolte alcune nostre richieste, ma grave non aver recepito le condizioni poste dalle Camere per l’approvazione del decreto"

“Sul decreto attuativo della quarta direttiva antiriciclaggio http://www.compliancenet.it/governo-italiano-attuazione-iv-direttiva-ant... , approvato lo scorso mercoledì in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, esprimiamo il nostro forte disappunto per le sanzioni previste anche per violazioni meramente formali degli obblighi di adeguata verifica e di conservazione nonché per l’introduzione degli obblighi anche per le attività degli organi di controllo non incaricati della revisione legale”.
È quanto afferma il presidente dei commercialisti, Massimo Miani, commentando anticipazioni di stampa di questi giorni.
“È sicuramente vero – continua Miani - che diverse richieste dei commercialisti dovrebbero essere state accolte. Si va dall’esonero dalla adeguata verifica per gli adempimenti dichiarativi e per quelli in materia di amministrazione del personale alla soppressione della disposizione che, a sorpresa, aveva inserito tra i soggetti obbligati anche i curatori fallimentari e i commissari giudiziali sino all’abolizione del registro antiriciclaggio e la riformulazione delle norme sulla conservazione, con possibilità di adempiere correttamente anche mediante la tenuta di un fascicolo cartaceo”.
“Tuttavia - afferma ancora Miani -, laddove dovessero risultare confermate le indiscrezioni circolate in questi giorni, i Commercialisti esprimono il loro grande disappunto in merito al mancato recepimento delle condizioni alle quali le commissioni parlamentari, all’esito dell’esame del testo, avevano subordinato il loro parere favorevole, con particolare riferimento all’impianto sanzionatorio. Il Governo, infatti, non avrebbe reputato di dover limitare le sanzioni antiriciclaggio alle sole violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, ripristinandone l’applicabilità (seppure con un importo ridotto) anche in relazione a violazioni meramente formali degli obblighi di adeguata verifica e di conservazione. Genera più di una perplessità anche la logica sottesa alla determinazione degli importi minimi delle sanzioni previste per le violazioni non gravi: 2.000 euro per inadempimenti connessi ad obblighi formali quali l’adeguata verifica e la conservazione, 3.000 euro per l’omissione della segnalazione di operazioni sospette. Ancora una volta l’operato del legislatore ci fa pensare che questa normativa non serva per prevenire e contrastare fenomeni illeciti, ma per imporci onerosi adempimenti e sanzionarne l’inosservanza”.
Altrettanto deludente, per Miani, è la mancata riproposizione dell’esonero dagli obblighi antiriciclaggio attualmente previsto a favore degli organi di controllo non incaricati della revisione legale. “Anche in questo caso – commenta Miani - le legittime istanze dei professionisti risultano disattese. L’esonero ottenuto nel 2009 riguardava tutti gli organi di controllo e non solo quelli delle società obbligate, come oggi si vuol sostenere. Ne è prova evidente la Relazione illustrativa che accompagnava la modifica del d.lgs. 231/2001.  Anche su tale versante si è persa, dunque l’ennesima occasione per rendere il sistema di prevenzione realmente equilibrato e coerente al contesto professionale cui si deve applicarsi”.

Leggi anche

Articoli collegati su CNDCEC

141210-logo-sito-cndcec.png

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

CNDCEC: manuale antiriciclaggio per gli studi professionali (8 gennaio 2016)

160108-manuale-ar.jpg

Il Consiglio nazionale dei commercialisti - CNDCEC - ha pubblicato il documento “Antiriciclaggio (d.lgs. 231/2007): manuale delle procedure per gli studi professionali” (pdf, 908 K, 59 pp.)

Di seguito la “premessa” del documento e l’indice 59

Premessa

I principi generali della normativa di prevenzione del riciclaggio, richiamati all’art. 3 del D.lgs. 21 novembre 2007 n. 231, prevedono che i destinatari adottino “idonei e appropriati sistemi e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica, di segnalazione di operazioni sospette, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e gestione del rischio”.
La codifica delle procedure interne è suggerita dal Ministero della Giustizia nel Provvedimento che ha indicato gli indici di anomalia per i professionisti ed i revisori (D.M. 16/4/2010), al fine di garantire omogeneità di comportamenti ed assicurare la pronta ricostruibilità a posteriori delle decisioni assunte.
Il richiamo all’adozione di appropriati sistemi e procedure sposta il baricentro della compliance ed evidenzia che ai destinatari è posta una obbligazione di mezzi e non di risultato.
Il comma 4 del citato art. 3 del D.lgs. n. 231/2007 ribadisce che le misure previste dal decreto devono essere proporzionate alle peculiarità delle varie professioni ed alle dimensioni dei destinatari.
Con l’intento di fornire un ausilio ai Colleghi è stato redatto il Manuale delle procedure per gli studi professionali che, oltre a fornire i richiami alla normativa ed alcuni suggerimenti operativi, può costituire un utile esempio per strutturare le procedure del proprio studio, tenendo conto anche dell’eventuale esistenza di una propria società di servizi.
Si è colta l’occasione per fornire ulteriori spunti di riflessione per l’individuazione e la valutazione del rischio di riciclaggio. L’adeguata verifica con approccio basato sul rischio, attualmente richiamata all’art. 20 del D.lgs. n. 231/2007, con il recepimento della Direttiva UE 2015/849 diventerà uno dei punti cardine della normativa. L’art. 8 prevede, infatti, che i soggetti obbligati pongano in essere misure per individuare e valutare il rischio di riciclaggio, nonché per mitigarlo e gestirlo in maniera efficace mediante opportune politiche, controlli e procedure interne, adeguate alla loro natura e dimensione.
Le procedure di seguito riportate costituiscono - e del resto non potrebbero essere altro - semplicemente una indicazione per agevolare i Colleghi nella definizione di una procedura nell’ambito del proprio studio, tenendo conto della propria dimensione e della propria struttura organizzativa.

Indice del documento

Glossario
1.0. Procedura per la gestione dell’incarico professionale
1.0.1. Premessa e scopo
1.0.2. Incarico professionale
1.0.3. Individuazione dei compiti e responsabilità
2.0. Procedura per la formazione
2.0.1. Premessa e scopo
2.0.2. Campo di applicazione
2.0.3. Individuazione dei compiti e responsabilità
2.0.4. Modalità operative
2.0.4.1. Organizzazione
2.0.5. Archiviazione
3.0. Procedura per la valutazione del rischio
3.0.1. Premessa e scopo
3.0.2. Individuazione dei compiti e responsabilità
3.0.3. Modalità operative
4.0. Procedura per la conservazione e la registrazione dei dati
4.0.1. Individuazione dei compiti e responsabilità
4.0.2. Modalità operative
4.0.3. Istituzione del fascicolo della clientela
4.0.4. Casistica in materia di identificazione del titolare effettivo
5.0. Procedura per la segnalazione di operazioni sospette
5.0.1. Premessa e scopo
5.0.2. Individuazione dei compiti e responsabilità
5.0.3. Sistema di report interno
5.0.4. Sistema di report esterno
5.0.5. La procedura di segnalazione
5.0.6. La tutela della riservatezza
6.0. Procedura per il monitoraggio e la comunicazione al mef delle infrazioni all’utilizzo del denaro contante
6.0.1. Premessa e scopo
6.0.2. Il divieto previsto dall’art. 49 del d.lgs. 231/2007
6.0.3. L’obbligo di comunicazione
6.0.4. Campo di applicazione della procedura
6.0.5. Individuazione dei compiti e responsabilità
6.0.6. Comunicazioni e informative ai clienti
6.0.7. Iter e rilevazioni delle infrazioni
6.0.8. Controlli periodici e automatismi contabili
6.0.9. Invio della comunicazione al mef
6.0.10 sedi delle rts per invio della comunicazione
7.0. Procedura per il controllo costante
7.0.1. Premessa e scopo
7.0.2. Individuazione dei compiti e delle responsabilità
7.0.3. Rapporti con i criteri di valutazione delle operazioni da segnalare
8.0. Procedura per il controllo interno
8.0.1. Cronoprogramma

Allegati

  • Lettera di presentazione del manuale antiriciclaggio (pdf, 1 pag)
  • “Antiriciclaggio (d.lgs. 231/2007): manuale delle procedure per gli studi professionali” (pdf, 908 K, 59 pp.)

Articoli collegati su CNDCEC

141210-logo-sito-cndcec.png

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

ComplianceNet: 

CNDCEC - Linee Guida per il sindaco unico (23 dicembre 2015)

141210-logo-sito-cndcec.png

Arrivano le linee guida per il sindaco unico
Il documento contiene indicazioni interpretative e operative.
Ma restano le forti perplessità della categoria sull’organo di controllo monocratico

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato le “Linee guida per il sindaco unico” (pdf, 662 K, 25 pp.).
Il documento costituisce un ulteriore contributo del Consiglio Nazionale a supporto del lavoro dei commercialisti e a beneficio degli utenti delle prestazioni di questo organo di controllo societario.
Rappresentano, allo stesso tempo, un logico corollario delle nuove Norme di comportamento del collegio sindacale, che hanno trovato applicazione a partire dal 1° settembre 2015.
 “Abbiamo ritenuto opportuno individuare - afferma il presidente del Consiglio nazionale, Gerardo Longobardi - i principi e le soluzioni interpretative e operative applicabili all’organo monocratico nello svolgimento delle articolate funzioni di controllo ad esso affidate: il sindaco unico (e, in alternativa, al collegio sindacale) può svolgere sia la funzione di vigilanza ai sensi dell’art.
2403 c.c.sia quella di revisione ex D.lgs.n.39/2010”.
A partire dal 2011, con il maxiemendamento alla Legge di Stabilità e poi con ulteriori e repentini interventi modificativi e integrative, il legislatore ha introdotto, infatti, alcune modifiche alla disciplina del collegio sindacale delle società a responsabilità limitata.
Si è introdotta così la figura dell’organo monocratico di controllo e, al contempo, sono state ridotte le fattispecie di nomina, sopprimendo l’ipotesi correlata all’ammontare del capitale sociale.
Le modifiche apportate all’art.2477 c.c., sottolinea Longobardi, “hanno sin dal principio suscitato molte perplessità sia per il metodo utilizzato che per le finalità sottese”.
 “Quanto al metodo – afferma Longobardi - si è ritenuta in qualche misura sorprendente la scelta di modificare con successivi interventi le norme del codice civile che erano state già oggetto di approfondito e ponderato esame da parte della Commissione che ha approvato una riforma del diritto societario sin lì attesa da decenni.
Fra i primi commentatori del nuovo testo dell’art.2477 c.c. sono emersi, peraltro, rilevanti dubbi di costituzionalità rispetto ad un disposto normativo che, nel disciplinare presidi a tutela dei soci (e degli altri stakeholder), ha posto come riferimento l’astratto “modello” di società al quale possono però corrispondere realtà economiche molto diverse, non determinate dalla forma sociale prescelta”.
Sulle finalità esprimono riserve i consiglieri nazionali dei commercialisti delegati ai Principi contabili, Principi di revisione e sistema dei controlli, Andrea Foschi e Raffaele Marcello , secondo i quali “sebbene gli ultimi interventi di modifica sarebbero volti, nelle intenzioni dichiarate dal legislatore, a contenere gli oneri per le imprese, la vigente versione del testo dell’art. 2477 c.c. non pare adeguata rispetto al raggiungimento di questo obiettivo”.
”L’attuale assetto dei controlli nelle S.r.l. – concludono - ha lasciato sostanzialmente invariate le funzione di controllo e le correlate responsabilità che gravano sui soggetti incaricati della vigilanza ex artt. 2403 e ss. c.c. e della funzione di revisione, consentendone la concentrazione in capo ad un solo soggetto che in tal modo non può beneficiare delle maggiori guarentigie offerte dalla composizione collegiale dell’organo”.

Allegato

  • CNDCEC, “Linee guida per il Sindaco Unico”, Dicembre 2015 (pdf, 662 K, 25 pp.)

Articoli collegati su CNDCEC

ComplianceNet: 

CNDCEC: Convegno XBRL - Le novità sulla nota integrativa (26 gennaio 2015)

141210-logo-sito-cndcec.png

Si terrà il prossimo 26 gennaio il convegno "Le novità su Nota integrativa e lo standard Xbrl”, organizzato dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili presso l’ODCEC di Roma in piazzale delle Belle Arti
La nuova tassonomia integrata del bilancio d’esercizio che, a partire dai bilanci depositati dopo il 3 marzo 2015, dovrà essere utilizzata anche per la Nota integrativa sarà il tema affrontato durante il convegno “Le novità su Nota integrativa e lo standard Xbrl”, organizzato dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili il prossimo lunedì 26 gennaio, presso l’ODCEC di Roma in piazzale delle Belle Arti dalle ore 14,30 alle 17,30.
Gli interventi di saluto saranno affidati a Davide Di Russo, vicepresidente del Consiglio nazionale, e a Marco Conte, presidente XBRL Italia.
Seguiranno le relazioni di Andrea Fradeani, professore associato di Economia aziendale presso l’università di Macerata, e di Paola Fumiani, responsabile tecnico Xbrl di Infocamere.
Il convegno si concluderà con la tavola rotonda “Xbrl: un vantaggio o un aggravio per i commercialisti?” alla quale prenderà parte anche il consigliere tesoriere del CNDCEC, Roberto Cunsolo.
L’evento verrà trasmesso in web streaming su Reteconomy www.reteconomy.it   e consentirà ai commercialisti di acquisire 3 crediti ai fini della formazione professionale continua.

Il programma dell’evento

Articoli correlati su XBRL

Articoli collegati su CNDCEC

ComplianceNet: 

Pagine