Commissione Antimafia: nella lotta al riciclaggio ritardi preoccupanti (25 gennaio 2012)

Posted by Agatino Grillo on Ven, 27/01/2012 - 13:35 in

La Stampa del 25 gennaio 2012 pubblica il testo provvisorio della "Proposta di relazione" della "Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere" a firma del senatore Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione. Il testo è disponibile qui in formato pdf  (2 M, 214 pp.).
Il senatore Pisanu affronta con coraggio il tema della relazione mafie-affari-politica denunciando che "siamo in presenza di una metastasi affaristica che si espande dall'economia illegale a quella legale, dai beni reali ai procedimenti amministrativi e ai prodotti finanziari. Il capitalismo moderno offre un'infinità di modi per valorizzare risorse ottenute con l'intimidazione, la violenza, il sopruso. Le mafie li conoscono e li praticano sul mercato interno e su quello internazionale, spesso avvalendosi di mezzi e procedure altamente sofisticate. Basti pensare, per esempio, alle operazioni di riciclaggio, abilmente segmentate da un paese all'altro per sfuggire ai controlli e sfruttare i vantaggi offerti dalla diversità degli ordinamenti e delle normative nazionali" (pag. V) .
Secondo il senatore Pisanu "nella lotta al riciclaggio rileviamo ritardi preoccupanti. Il problema era emerso in anni lontani, quando le mafie passavano dalle condotte tradizionali ai grandi affari. Eppure nel 1978 il legislatore lo affrontò nell'ottica del sequestro di persona, della rapina aggravata, dell'estorsione etc... senza curarsi del narcotraffico, proprio mentre Cosa Nostra egemonizzava il traffico mondiale dell'eroina e accumulava enormi capitali da riciclare.
Oggi il mancato riconoscimento del reato di autoriciclaggio e l'insufficiente armonizzazione legislativa, almeno in ambito europeo, ci fanno ricadere nello stesso, drammatico errore.
Dopo l'inabissamento delle cosche, dopo il lungo silenzio imposto alle armi e la parallela espansione delle attività economico-finanziarie, noi dobbiamo, a maggior ragione, riconsiderare il trinomio mafia-affari-politica come l'espressione di un vero e proprio sistema criminale; un sistema che va oltre i confini tradizionali delle singole organizzazioni mafiose, confondendosi e amalgamandosi con la vita ordinaria dell'economia, della società e delle istituzioni" (pag. V).

Ranieri Razzante: "Milano è la prima città italiana per riciclaggio" (Cinque del 26 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Ven, 27/01/2012 - 11:23 in

Qui la versione pdf del quotidiano  del testo (l'articolo si trova a pag. 3)

Ranieri Razzante

Il capoluogo lombardo, oltre alla funzione di "lavanderia" di proventi illeciti, ha acquisito anche lo status di produttore, grazie al radicamento, sul territorio, di molte cosche mafiose

«Milano è la prima città italiana per riciclaggio». È categorico Ranieri Razzante, presidente di Aira (Associazione italiana responsabili antiriciclaggio).
Nel 2011, su 43.000 segnalazioni sospette «7/8.000 sono arrivate dalla sola Lombardia, se non di più». Milano è un po' il cuore di questo riciclaggio «per la sua vicinanza al confine» e per l'alta concentrazione di finanza e imprenditoria.
«Inevitabilmente, è più facile reimmettere, nelle attività imprenditoriali, il denaro sporco. Il riciclaggio si fa solo con i colletti bianchi» perché «per com'è fatto il reato, è necessario avere un insospettabile. Un libero professionista, un imprenditore, lo trovi più facilmente a Milano». Il capoluogo lombardo, oltre alla funzione di 'lavanderia' di proventi illeciti, ha acquisito anche lo status di produttore, grazie al radicamento, sul territorio, di molte cosche mafiose. Infatti, «a livello centralizzato la Uif (Unità di informazione finanziaria) quindi Banca d'Italia, fa dei controlli molto più mirati sulla movimentazione di contanti e volumi in generale che si hanno su Milano» che godono, anche, di grande attenzione da parte «dell'autorità investigativa di settore, della Guardia di finanza e della Dia». E per arginare lo spettro delle infiltrazioni mafiose nell'Expo «è stato creato un meccanismo di controllo ad hoc». Secondo i dati della Banca d'Italia il denaro riciclato ammonta al 10% del Pil nazionale e «una buona fetta è della Lombardia», sottolinea Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, «che è anche un buon territorio per l'esportazione di denaro in Svizzera, perché la mafia ha, come carattere, l'espansività». Infatti, spiega Vigna, gli 'spalloni' odierni, valicano il confini nazionali, non più contrabbandando tabacco ma banconote, agevolati dai tagli da 500 euro. In un pacchetto di sigarette si possono nascondere fino a 20.000 euro, in una valigetta fino a 6 milioni di euro. Nel 2011, la Banca d'Italia ha emesso 284 miliardi di euro in tagli da 500 e la richiesta maggiore è arrivata dalla Lombardia.

Antiriciclaggio: Limite al contante, sanzioni «in cinque fasi» (Eutekne.info, 23 gennaio 2012 )

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 24/01/2012 - 15:20 in

Fonte: http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_370468.aspx

di Annalisa De Vivo

Dal 1° febbraio, per la violazione del limite di 1.000 euro, l’iter prevede contestazione, istruttoria, decretazione e notifica della sanzione, esecuzione
Con la circolare n. 2 del 16 gennaio, avente ad oggetto “Disposizioni in materia di procedimenti sanzionatori antiriciclaggio”, il Ministero dell’Economia e delle finanze fornisce alcuni importanti chiarimenti in merito al limite all’uso di contanti e di titoli al portatore di cui all’art. 49 del DLgs. 231/2007. Attualmente tale limite è pari a 1.000 euro, per effetto di quanto disposto dal DL n. 201/2011, conv. L. n. 214/2011. L’importo di 1.000 euro è riferito alla somma complessiva del trasferimento: ne consegue il divieto di frazionamento “artificioso” di un unico importo di 1.000 euro, o superiore, in più pagamenti in contanti che, ancorché di importo singolarmente inferiore alla soglia di legge, siano di fatto riconducibili ad un’unica transazione economica. La violazione al nuovo limite potrà essere sanzionata a partire dal 1° febbraio 2012.
Dopo aver ricordato quali disposizioni di cui all’art. 49 permangono ancora valide, il MEF descrive la procedura per l’applicazione delle sanzioni previste per la violazione del suddetto limite di 1.000 euro, al di là del quale va garantita la tracciabilità dei pagamenti, che quindi possono avvenire solo attraverso strumenti nominativi (ad es., assegni bancari o postali sui quali sia apposta la clausola di non trasferibilità, bonifici bancari, carte di credito).
L’iter per l’applicazione delle sanzioni è suddiviso in cinque fasi: la prima concerne la contestazione della violazione, conseguente alla comunicazione effettuata dai soggetti obbligati ai sensi dell’art. 51 del DLgs. 231/2007, tra cui anche i professionisti. L’ufficio ricevente, dopo aver valutato se la segnalazione sia completa e procedibile, ha 90 giorni di tempo dal protocollo di arrivo della stessa per notificare la contestazione all’autore della violazione. Detto termine è chiaramente interrotto ove l’ufficio sia costretto a richiedere ulteriori elementi al segnalante: in tal caso i termini si riaprono dal momento della ricezione dei dati richiesti.
Alla contestazione da parte del MEF o della Guardia di Finanza segue l’istruttoria, nel corso della quale possono essere inviate, entro i 30 giorni dalla notifica, memorie difensive scritte da parte del soggetto (persona fisica o giuridica) al quale è imputata la violazione. Il MEF precisa che questi termini possono essere dilatati per consentire alla parte una piena difesa, o anche per l’eventuale audizione della stessa presso la Ragioneria territoriale competente.
Continua su http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_370468.aspx

Ranieri Razzante: "Riciclaggio e falsificazione due reati a braccetto" (Il Sole 24 Ore del 24 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 24/01/2012 - 13:09 in

Qui il testo dell'articolo in formato pdf (dal sito AIRA)

Ranieri Razzante

Riciclaggio e contraffazione sono due reati spesso a braccetto. Entrambi, indubbiamente, musica per le orecchie della criminalità organizzata, anche a livello internazionale. Sono i volumi a parlare, oltre che le cronache investigative che si debbono far risalire. purtroppo, fino alla stessa emanazione dell'euro. Il governo Monti si mostra particolarmente attento a questi intrecci finanziari pericolosi. Già con i provvedimenti sulla circolazione del contante, più volte commentati: adesso, l'articolo 97 della stessa Manovra interviene su ciò che è già in uso presso la collettività: le banconote in particolare, le più vulnerabili (sia per la composizione della carta, sia per i tagli minimi più appetibili rispetto alle monete) nei confronti dei più abili falsari. Il decreto introduttivo dell'euro, oggi modificato dai provvedimenti citati (si veda l'articolo a lato), aveva già previsto - sin dal 2001 - taluni presidi antifalsificazione. Oggi si allarga il novero dei soggetti vigilanti, con gli istituti di trasporto valori disciplinati dal Dlgs. 231/2007 sul riciclaggio. Proprio il decreto 231 ha rafforzato gli obblighi soprattutto di segnalazione di operazioni cosiddette "sospette", a carico dei soggetti diversi dalle banche.
L'Uif è intervenuto, di recente, per ben due volte sul raccordo tra falsificazione e riciclaggio. Una prima volta con una comunicazione del novembre del 2009, nella quale si evidenziava alle banche e alle Poste il rischio del cambio di banconote da lire in euro nella fase residua della conversione, prevista entro il 28 febbraio 2012 e anticipata dal decreto Monti al 7 dicembre 2011. Vi si dice che ingenti quantitativi di lire presentati per la conversione possono costituire un indicatore di palese anomalia, quando non di sospetto, circa l'operazione stessa e coloro che la pongono in essere. In particolare, la fattispecie,sempre possibile anche con gli euro o con altre monete di conto, della richiesta di cambi di banconote di taglio elevato con banconote di taglio basso. Senza dimenticare che, con le disposizioni valutarie oggi in vigore, il trasporto di contante da o verso uno Stato estero per somme complessivamente pari o superiori ai 10mila euro va dichiarato e documentato. Una seconda disposizione della Vigilanza è contenuta nelle «Indicazioni operative» della Banca d'Italia sulla segnalazione di operazioni sospette, emanate il 24 agosto del 2010. Tra gli indicatori di anomalia previsti, per l'appunto il «versamento significativo di denaro contante, non riconducibile all'attività svolta dal cliente, specie se sono incluse banconote contraffatte o logore ovvero di taglio elevato». È opportuno forse ricordare che il cittadino che si ritrovi tra le mani una banconota falsa non può spenderla, onde non incorrere nell'accusa di ricettazione.
Può solo portarla in banca, la sua, sempre che il prelevamento si possa dimostrare essere avvenuto presso la stessa. Le regole del nuovo articolo 8 della legge anticontraffazione (cosi come modificato dall'articolo 97) risultano, poi, ancora più stringenti. La loro applicazione rigorosa, da parte dei destinatari, costituirà un indubbio successo nel contrasto alla contraffazione e al riciclaggio insieme. Le sanzioni non sono solo pecuniarie. I commi 10 e 11 del decreto spaziano infatti tra il minimo di 5mila euro e il massimo di 50mila euro in caso di mancato rispetto delle disposizioni, fino ad arrivare al divieto di rimettere in circolazione il blocco delle banconote ritenute non conformi agli standard.

Orrick: newsletter gennaio 2012 – "Il caso San Raffaele" (23 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 24/01/2012 - 12:26 in

Qui la newsletter completa dal sito Orrick (pdf, 121 K 2 pp.)
Debt restructuring and bankruptcy alert

Il caso San Raffaele

Il salvataggio del San Raffaele ha occupato per settimane gli organi di stampa per le dimensioni del crack e soprattutto per i risvolti di rilevanza penale che sono emersi.
L’operazione offre però anche prospettive nuove e chiarimenti importanti in tema di concordato preventivo, che è la procedura attraverso la quale la capogruppo della galassia San Raffaele (la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, la "Fondazione") ha scelto di realizzare il salvataggio. Gli spunti offerti dal decreto di apertura della procedura (decreto Tribunale di Milano del 27 ottobre 2011) sono molti ed in questa sede ci limitiamo a segnalarne due di particolare interesse in materia rispettivamente di: 1) cessione dell’azienda di proprietà della società ammessa al concordato preventivo e 2) finanziamenti-ponte.
Continua a leggere sul sito Orrick (pdf, 121 K 2 pp.)

About Orrick

Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP, fondato nel 1863 a San Francisco è oggi uno studio legale internazionale di cui fanno parte oltre 1100 avvocati, presenti in 23 sedi nel mondo distribuite fra America, Europa ed Asia.
La clientela di Orrick è composta a livello internazionale da grandi società imprenditoriali ed industriali, banche e istituzioni finanziarie, start-up, enti governativi ed individui.
Orrick ha inaugurato i propri uffici in Italia nel 2003 a Milano e dal 2004 il team italiano si è ulteriormente ampliato con l'apertura della sede di Roma.
Attualmente Orrick Italia dispone di più di 70 avvocati e di sette special counsel.

Articoli collegati

Le newsletter di Orrick

Periodicamente Orrick Italia pubblica la propria newsletter disponibili via web e che sono inoltre inviate ai clienti via email.
Di seguito le ultime newsletter dedicate alla D. Lgs. 231/01 e al Bribery Act 2010 del Regno Unito.

  • newsletter n. 4082 , settembre 2011: "Holding soggette agli obblighi del D. LGS. 231/01" qui in pdf, 408 K, 4 pp.
  • newsletter n. 4027 , settembre 2011, "L’introduzione dei reati ambientali nel D. Lgsl. 231/01", qui in pdf, 103 K, 2 pp.
  • newsletter n. 38057, "Il Bribery Act 2010: la nuova legge inglese anticorruzione", qui in pdf , 139 K, 7 pp.

Link utili

Banca d'Italia: Indagine internazionale CIPA sull'utilizzo dell'IT in gruppi bancari (20 gennaio 2012)

Posted by Agatino Grillo on Dom, 22/01/2012 - 12:24 in

Banca d'Italia dà notizia che è disponibile il testo "Indagine Internazionale sull'utilizzo dell'IT in gruppi bancari con articolazione internazionale" (qui in pdf, 503 K, 68 pp.). La ricerca, curata annualmente dalla CIPA (Convenzione Interbancaria per i Problemi dell'Automazione) in collaborazione con l'ABI - fornisce un quadro dell'andamento dei costi IT, delle scelte in materia di organizzazione e governance della funzione informatica e degli orientamenti in tema di innovazione tecnologica e sicurezza.
Il rapporto è completato da approfondimenti sui costi di compliance, sulle modalità di sourcing e sul personale IT, di cui è analizzata la distribuzione per età, ruolo professionale e genere.
All'indagine hanno partecipato diciotto gruppi, quattordici dei quali si collocano tra i primi ventidue gruppi bancari europei per totale attivo.

In sintesi il rapporto sottolinea i seguenti aspetti.

  • Nel 2010, considerato il campione costante de i dodici gruppi (otto  con capogruppo estera e quattro con capogruppo italiana) che hanno fornito i dati per gli esercizi 2009 e 2010, i costi IT sono aumentati complessivamente del 3,3%,  con una previsione di crescita per il 2011 più che doppia, pari al 7,5%.
  • Nonostante la diversa composizione del campione, la ripartizione dei costi IT per fattori produttivi è simile a quella del precedente esercizio: mediamente, il 29,8% del TCO risulta dedicato ai servizi ricevuti dall'esterno del gruppo mentre il restante 70,2% è ripartito tra il personale IT (29,5% circa), il software  (di sistema e applicativo) e l'hardware, cui vengono riservate rispettivamente percentuali del 19,0% e del 13,7%. Analizzando i dati per nazionalità, differenze significative si  riscontrano nei costi per il personale IT, che sono notevolmente inferiori nei gruppi italiani  (17,7% del TCO rispetto al 35,4% nei gruppi esteri) e nei servizi da terzi, che sono invece  superiori (36,5% contro il 26,4% dei gruppi esteri). Le differenze risentono del diverso modello di sourcing  adottato dai gruppi.
  • Per quanto riguarda l'incidenza della spesa per l'adeguamento delle procedure IT alle normative in essere nei rispettivi paesi, la cosiddetta compliance,  si riscontra una situazione assai differente da gruppo a gruppo,  con quote variabili dall'1,5% fino al 15,0% del  cash out  totale. Mediamente risulta che, per  l'intero campione, la quota maggiore è impiegata per gli adeguamenti alle normative di Vigilanza (30,6%) e alla normativa contabile/fiscale (18,3%) con lievi variazioni tra gruppi esteri e italiani.
  • Sulla base degli investimenti già sostenuti o previsti nei vari ambiti tecnologici proposti (contactless , biometria, applicazioni  mobile e  web 2.0,  business intelligence  e  cloud computing, VoIP,  web conferencing, applicazioni in logica SOA e  green IT) emerge che tutte le tecnologie e gli strumenti sono orma i fortemente presenti o sono in corso di adozione presso i gruppi bancari, con l'eccezione della biometria e del  contactless , per i quali è comunque previsto un ampliamento ne l biennio 2012-2013. Alcune tecnologie, quali VoIPbusiness intelligence  e soluzioni  green IT,  sono giunte a uno stadio di maturazione tale da essere adottate al loro  interno da tutti i gruppi entro il 2013. Non si evidenziano differenze sostanziali tra le scelte dei gruppi italiani e quelle degli esteri, con due eccezioni: il  contactless , con investimenti già effettuati dai gruppi italiani (60%) ma ancora in avvio tra i gruppi esteri (20%), e il cloud computing , largamente affermato tra i gruppi esteri (50%) ma ancora poco  diffuso in quelli italiani (20%).
  • La pervasività delle tecnologie rende il tema della sicurezza e dei presidi a sua garanzia di forte interesse anche per l'Indagine Internazionale. La percentuale di  TCO dedicata alla sicurezza IT è mediamente pari al 2,5%.  Per quanto riguarda l'impiego di standard e best practice  all'interno dell'azienda, quasi tutti  i gruppi adottano o prevedono una  policy di gruppo (93,8%), comunque sempre affiancata da altre norme. Ad oggi, gli standard più seguiti nell'implementazione della sicurezza  informatica sono l'ISO 27001 e l'ISO 27002 (rispettivamente già adottati dal 75,0% e da l 62,5% del campione), seguiti dal PCI/DSS, dall'OWASP e dal COBIT, presi in considerazione dalla metà dei gruppi. Si notano differenze in base alla nazionalità: gli standard ISO (270 01, 27002, 27005) sono già adottati o in corso di adozione da pa rte di tutti o quasi  i gruppi esteri, solo parzialmente da quelli italiani; i gruppi esteri, più grandi, tendono ad adottare più standard di quelli italiani, di dimensioni più contenute.
  • Per analizzare in modo omogeneo i dati relativi al personale IT, sono stati individuati tre ruoli: Impiegati,  Management intermedio   e  Senior management. Dalla distribuzione per genere e per ruolo lavorativo, si nota che la percentuale di donne decresce al progredire del grado, dal 32,3% tra gli Impiegati al 16,2% tra i  Senior manager.  Osservando separatamente gruppi italiani  ed esteri, si nota  che in ogni ruolo professionale la percentuale di donne è sempre maggiore nei gruppi esteri rispetto a quelli italiani. Dal punto vista dell'età, il 32,2% dei dipendenti IT ha meno di 35 anni, il 51,5% ha un'età compresa tra 35 e 50 anni e il 16,3% ha un'età superiore a 50 anni. Il raffronto per nazionalità della capogruppo rivela alcune particolarità: nei gruppi italiani i giovani si riducono a una percentuale minima passando  dal ruolo di Impiegati (42,4%) al Management intermedio (2,9%) e scompaiono nel ruolo di  Senior management; nei gruppi esteri gli under 35 rappresentano il 21,6% del  Management  intermedio e si riducono al 10,2% tra i Senior manager. Ancorché in misura ridotta, alcuni gruppi si stanno dotando di standard di riferimento per le competenze e i profili professionali per  l'IT, sia per la selezione del personale (principalmente EUCIP, e-CF e ECDL) si a per la formazione (ECDL e EUCIP).

Di seguito l'indice completo.

Mediatori Creditizi e Agenti in Attività Finanziaria (OAM): incontro del 10 gennaio 2012

Posted by Cristina Cellucci on Sab, 21/01/2012 - 12:42 in

Fonte: Simplybiz
OAM, inizio dei lavori anche per il Tavolo Tecnico (pubblicato il 20 Gennaio 2012)
Lo scorso 10 gennaio, dalle ore 14,30 alle ore 16,30, si tenuta una riunione convocata dal presidente dell'OAM (Organismo per la gestione degli elenchi dei Mediatori Creditizi e Agenti in Attività Finanziaria), Massimo Manetti, tra tutti i soci che lo hanno costituito. Oggetto dell'incontro, di carattere informale, è stato quello di relazionare sullo stato dell'arte dei lavori e sui futuri passi.
All'incontro erano presenti le associazioni fondatrici (ABI, Afin, Assilea, Assifact, Assofin, Assomea, Assoprofessional, Fenafi, FIAIP, FIMEC, UFI) oltre ai componenti del Comitato di Gestione Andrea Ciani, Michele Faldella, Vittorio Francoli e Ranieri Razzante.
Di fatto si è trattato di una relazione del presidente Manetti, che ha parlato a nome di tutti i componenti del board, spiegano il lavoro che spetterà l'OAM e chiedendo dei contributi fattivi alle associazioni (che hanno inviato delle relazioni il 18 gennaio).
I temi trattati sono stati molteplici ma si possono sintetizzare in:

Le Iscrizioni

Per poter procedere alle iscrizioni nel nuovo "Elenco" tenuto dall'Organismo, si è in attesa di ricevere "gratuitamente" da Banca d'Italia il programma di gestione e controllo. Tale programma perverrà all'Organismo entro la metà di marzo e quindi si apriranno subito dopo le iscrizioni per tutti coloro che "trasmigrano" dai vecchi albi. L'ipotesi più concreta, quindi, prevedrebbe che le iscrizioni si dovrebbero aprire il primo aprile, per questo dai primi giorni di marzo saranno fornite indicazioni sull'iter da seguire per questo passaggio, già si sa però che per dimostrare di avere i requisiti di "anzianità" nell'albo, sarà quasi automatico, perché Bankitalia dovrebbe fornire un elenco dei nominativi con i requisiti allo stesso organismo. In più, il periodo per li passaggio dal vecchio albo al nuovo elenco dovrebbe restare aperto solo per 60 giorni e non più 180. Per l'esame delle domande di iscrizione l'Organismo richiederà non più 90 giorni ma probabilmente 120, per meglio gestire il volume massiccio di istanze che riceverà.
Continua a leggere  su Simplybiz

Rassegna web (19, 18 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Gio, 19/01/2012 - 13:22 in

19 gennaio 2012

18 gennaio 2012

Rassegna web (18, 17, 16 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Mer, 18/01/2012 - 20:27 in

Ranieri Razzante: "Limiti al contante, da febbraio le nuove sanzioni" (Il Sole24ore del 18 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Mer, 18/01/2012 - 16:31 in

Ranieri Razzante

L'antiriciclaggio adegua le sanzioni. Dal 1° febbraio le infrazioni al limite di 999,99 euro per le operazioni in contanti verranno sanzionate dal ministero dell'Economia.

In una circolare della direzione Antiriciclaggio dello stesso Ministero, inviata alle Ragionerie territoriali dello Stato, competenti per i procedimenti di contestazione delle violazioni, si stabiliscono i nuovi termini sia oggettivi sia temporali per l'avvio dell'iter amministrativo attraverso il quale si applicano le pene pecuniarie alle violazioni del limite fissato dal Dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011.

L'articolo 49 del decreto legislativo 231/2007, più volte modificato, vieta i trasferimenti di contante, libretti di deposito bancari o postali al portatore e titoli al portatore in euro
Continua a leggere su Il Sole 24 Ore http://24o.it/nuvCp