Vaticano: antiriciclaggio, sequestri per oltre 12 milioni di euro (20 febbraio 2017)

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Fonti: Articolo rielaborato da:

Il 18 febbraio 2017, nel corso dell’inaugurazione dell’80° anno giudiziario dello Stato pontificio, il promotore di giustizia del tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Pietro Milano, nella sua relazione ha detto che vi è «piena consapevolezza della necessità di un più incisivo adeguamento ai parametri segnalati dalle Raccomandazioni di Moneyval formulate nello scorso anno, e che hanno già portato ad alcune rimodulazioni dell'attuale assetto dell'Ufficio del Promotore di Giustizia».
Con disposizione dell'ottobre 2016 è stata infatti costituita, all'interno dell'Ufficio, la Sezione per i reati in materia economico-finanziaria, con particolare riferimento al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo, affidata al Promotore Aggiunto Prof. Roberto Zannotti.
L'alta qualificazione di tale unità, oltre che dalla specifica competenza dell'Aggiunto è assicurata dal contestuale rafforzamento della Sezione di Polizia Giudiziaria, attivo presso il Corpo della Gendarmeria, che si avvale di due nuove Unità, Ufficiali provenienti dalla Guardia di Finanza e dall'Arma dei Carabinieri, con ampia, apprezzata esperienza investigativa ed operativa» ha concluso il promotore.
Per quanto riguarda la «stretta, intensa interlocuzione» con Moneyval, l’organismo anti-riciclaggio del Consiglio d’Europa, Gian Pietro Milano rileva che se «possono dirsi adempiute per la più gran parte – e con piena soddisfazione – le "Raccomandazioni" collegate alle verifiche antiriciclaggio, tanto da potersi ritenere ormai colmato il gap iniziale rispetto agli standard internazionali per ciò che riguarda le azioni di prevenzione e monitoraggio, permangono sollecitazioni per un più consistente avvio di iniziative di prosecuzione giudiziale, e dunque si perseguano giudizialmente le posizioni segnalate nei "Rapporti" dell’Aif», l’authority di intelligence finanziaria del Vaticano.
Infatti nonostante i virtuosi raccordi tra l'autorità di intelligence e l'autorità giudiziaria, e la preziosa opera di collaborazione che, sino a oggi, si è tra loro sviluppata nel contrasto al riciclaggio, purtroppo, nella fase operativa vengono a collidere, con effetti neutralizzanti, le logiche del sistema preventivo - nell'ambito del quale opera l'autorità amministrativa - e quelle tipiche della funzione giudiziaria.  
Il Promotore di Giustizia dello Stato pontificio, ad ogni modo, non manca di elogiare la Gendarmeria ed elenca i successi ottenuti.
Dal 2013 al 2016 l’ufficio «ha emesso dieci provvedimenti di sequestro di beni per un ammontare complessivo di 11.297.510,03 euro; 1.012.156,77 dollari; 320.034,77 sterline. Di questi, i sequestri disposti nel solo 2016 ammontano a 1.132.300 euro e a 960.938 dollari».
Sono proseguite anche «assidue, rigorose attività di controllo doganale» per monitorare i passaggi finanziari trasfrontalieri, che sono sfociate, nel solo 2016, in controlli su 8.185 persone, 6.807 veicoli e «tra questi, 93 controlli sono stati effettuati con esito negativo».

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Transparency: la disponibilità di dati pubblici sull’antiriciclaggio in Italia non è soddisfacente (20 febbraio 2017)

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Traduzione unofficial del capitolo sull’Italia del rapporto “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves (qui in pdf  da pag. 23) di Transparency International: si tratta di un'analisi dettagliata sulla disponibilità di dati sull'azione antiriciclaggio in 12 Paesi, tra cui l'Italia.

Italia

L'Italia ha un livello particolarmente elevato di riciclaggio di denaro sporco, proventi illeciti provenienti da diversi tipi di criminalità - compresa la criminalità organizzata - con stime che vanno da 1,7 per cento al 12 per cento del PIL.
Le banche sono particolarmente vulnerabili a potenziali attività di riciclaggio (nota 70)

La dimensione relativa del settore finanziario italiano misurata in rapporto agli attivi bancari totali del PIL era 208 per cento nel 2014. (nota 71)
Tra le 10 più grandi aziende italiane - per dimensione patrimoniale - ci sono sette istituzioni finanziarie. (Nota 72)

Istituzioni antiriciclaggio

  • Unità di Informazione Finanziaria
  • Osservatorio sul Riciclaggio e sul Finanziamento del Terrorismo
  • Comitato di Sicurezza Finanziaria – monitoraggio e valutazione del Sistema di prevenzione e sanzionatorio
  • Guardia di Finanza - il corpo di polizia specializzato nelle indagini finanziarie, nell’antiriciclaggio nel contrato al finanziamento del terrorismo
  • ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione – prevenzione della corruzione nelle pubblica amministrazione e nelle imprese controllate dallo Stato

Norme principali antiriciclaggio

Dati antiriciclaggio disponibili

La disponibilità di dati pubblici sull’antiriciclaggio in Italia non è soddisfacente.
Dati pubblici antiriciclaggio sono disponibile solo per tre delle cinque sulle principali aree tematiche.
I dati disponibili si riferiscono a:

  1. financial intelligence
  2. sistemi legali antiriciclaggio (anti-money laundering legal systems)
  3. e parzialmente sulla vigilanza antiriciclaggio di denaro di supervisione.

Le principali fonti di dinformazione sono:

  1. le relazioni annuali UIF
  2. i mutual evaluation report di GAFI/FATF.

Nella sua ultima relazione annuale, l’Unità di Informazione Finanziaria – UIF (nota73) ha pubblicato i seguenti dati:

  • il numero di visite di controllo effettuate presso gli enti vigilati
  • il numero e il valore delle segnalazioni di operazioni sospette
  • informazioni su indagini penali relative al riciclaggio di denaroù

L'ultima FATF Mutual Evaluation Report on Italy è stato pubblicato nel febbraio 2016.
In precedenza, i rapporti sono stati pubblicati a intervalli di due o tre anni: 2006 (il rapporto di base) e 2009, 2011 e 2013 (relazioni di follow-up).
Grazie a tale frequenza sono disponibili informazioni antiriciclaggio aggiornate quali il valore dei proventi confiscati, il valore dei beni criminali sequestrati o congelati.

Dati rilevanti

Il numero di segnalazioni di operazioni sospette e di procedimenti e indagini penali sono alti il che indica che il corpus normativo (legal system) e la financial intelligence funzionano bene come ha anche confermato GAFI/FATF nel suo ultimo rapporto: "Le autorità di vigilanza e le forze dell’ordine (Law Enforcement Agencies  - LEAs) svolgono un ottimo lavoro di financial intelligence. Le autorità sono in grado di intraprendere con successo grandi e complesse indagini finanziarie e le relative azioni penali, e hanno confiscato ingenti quantità di beni proventi di reato".

Note al testo

 

Allegato

  • Transparency International, “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves” , 15 February 2017 (pdf, 1 M, 41 pp.)

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Transparency: Corruzione, banche e dati su antiriciclaggio (16 febbraio 2017)

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L’insufficiente disponibilità di dati pubblici è uno dei principali ostacoli a qualsiasi controllo indipendente - da parte della società civile e dei media - sull'efficacia delle misure antiriciclaggio

Il 15 febbraio 2017 Transparency International ha pubblicato il rapporto “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves”  (qui in pdf )
Si tratta di un'analisi dettagliata sulla disponibilità di dati sull'azione antiriciclaggio in 12 Paesi, tra cui l'Italia.
Di seguito una breve sintesi dell’introduzione.

Introduzione

Il buon funzionamento delle istituzioni finanziarie dipende essenzialmente dalla fiducia da parte dei cittadini.
È pertanto fondamentale che le banche garantiscano di non gestire denaro sporco per conto di individui corrotti, organizzazioni criminali o terroristi.
La corruzione e il riciclaggio di denaro (ML – Money Laundering) – ripulire cioè denaro proveniente da proventi illeciti – minano le regole del diritto, indeboliscono le istituzioni democratiche e danneggiano l’economia sana.
Nel solo 2013 i Paesi in via di sviluppo hanno perso una cifra stimata in 1,1 trilioni US $ (circa mille miliardi di dollari ndr) a causa di movimenti illegali di denaro da un paese all'altro.
Per porre fine a questi flussi illeciti sono necessarie misure anti-riciclaggio efficaci sia per i Paesi in via di sviluppo sia per quelli industrializzati.
L'esperienza degli ultimi anni ha più volte dimostrato che il rispetto delle regole nel settore finanziario non può basarsi solo sull’autoregolamentazione specie quando si tratta di antiriciclaggio: serve al contrario una forte vigilanza - coerente ed efficace – da parte di autorità esterne di vigilanza.
Il pubblico controllo è essenziale per l’accountability dei meccanismi di controllo e tuttavia questo rapporto dimostra che nei Paesi che ospitano i principali centri finanziari, i dati relativi all’efficacia della prevenzione e la repressione del riciclaggio di denaro sporco sono gestiti come se fossero Top Secret.
Solo uno dei tre indicatori-base antiriciclaggio indicati nelle linee guida internazionale è pubblico ed aggiornato nei 12 paesi che ospitano i principali centri finanziari, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera e Lussemburgo.
L’insufficiente disponibilità di dati pubblici è uno dei principali ostacoli a qualsiasi controllo indipendente - da parte della società civile e dei media - sull'efficacia delle misure antiriciclaggio.
Quando i dati sono pubblicati  lo si deve non all’opera di trasparenza delle autorità nazionali ma alle relazioni degli organismi internazionali in materia di antiriciclaggio, in particolare al FATF/GAFI. Questa mancanza di informazioni rende molto difficile per un cittadino o un giornalista avere un quadro completo sulle ispezioni, indagini, azioni penali e sanzioni antiriciclaggio nel proprio paese. La gente ha il diritto di sapere se i regulator stanno tenendo i criminali fuori dalle loro banche.
La mancanza di informazioni pubbliche pone in dubbio l’efficacia reale della vigilanza nel settore finanziario.

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La nostra principale raccomandazione è che tutti i Paesi dovrebbero essere tenuti a pubblicare annualmente le statistiche sulle loro attività antiriciclaggio e sui risultati raggiunti.
Dati antiriciclaggio disponibili in modo regolare e pubblico solo un elemento fondamentale per fare pressione sulle autorità e sulle imprese perché rafforzino i loro sistemi antiriciclaggio.
Se una sanzione per un mancato adempimento antiriciclaggio, la sua motivazione e il valore della sanzione ricevuta sono noti solo all’autorità di vigilanza e all'interessato, le altre imprese non avranno alcun incentivo per migliorare i propri sistemi .
Per tali motivi ciascun Paese dovrebbe rendere pubblici i propri dati aggregati sulle sanzioni ricevute, come ad esempio il valore totale e il numero di sanzioni, insieme ad informazioni di base sulle sanzioni, anche in forma anonima se necessario.

Raccomandazioni

1. Le autorità di vigilanza dovrebbero collezionare e pubblicare annualmente statistiche antiriciclaggio complete sulla base degli indicatori raccomandati da GAFI/FATF. Per facilitare l’acceso pubblico ai dati, le statistiche annuali antiriciclaggio di denaro dovrebbero essere pubblicate attraverso un “cruscotto” centralizzato.
Questa raccomandazione è anche in linea con i framework e le buone pratiche per la lotta alla corruzione internazionale e la trasparenza come ad esempio il punto 17 dell'Open Government Partnership (OGP) secondo il quale i governi devono garantire informazioni complete sulle attività di controllo. Sette paesi tra quelli compresi in questo rapporto aderiscono a OGP.

2. L'obbligo di pubblicare statistiche annuali sulle ispezioni antiriciclaggio dovrebbe diventare una raccomandazione degli organismi internazionali, quali GAFI/FATF e G20. La direttiva antiriciclaggio dell'UE prevede già il requisito per gli Stati membri dell'UE di pubblicare le statistiche antiriciclaggio.
Poter confrontare su basi standardizzate i dati antiriciclaggio sarebbe d’aiuto per promuovere le migliori pratiche e consentirebbe azioni correttive più efficaci e una migliore valutazione dei rischi. Questi dati sarebbero di grande utilità negli assessment nazionali ed internazionali periodici quali quelli svolti dal Fondo monetario internazionale. FATF/GAFI dovrebbe assumersi l’incarico di promuovere standard comuni per le statistiche antiriciclaggio.

3. Nella maggior parte dei paesi, le relazioni annuali di ciascuna FIU – Financial Intelligent Unit -  già rendono disponibili dati antiriciclaggio ma in forma limitata. Le FIU dovrebbero ampliare i dati diffusi e pubblicare statistiche complete per permettere il monitoraggio pubblico delle azioni di prevenzione e contrato del riciclaggio di ciascun paese.

I Paesi oggetto del rapporto

Australia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti.
Eccetto Cipro, tutti questi Paesi sono membri di GAFI/FATF: Cipro è membro di Moneyval a sua volta un associated FATF-style regional body (FSRB).

Indicatori antiriciclaggio utilizzati in questo rapporto

International cooperation

  • Number of AML-related mutual legal assistance (MLA) requests made
  • Number of AML-related MLA requests received/ granted/ refused/ processed
  • Number of AML-related extradition requests made/ received/ granted/ refused/processed
  • Average time taken to provide a response on the merits of MLA requests received
  • Average time taken to process extradition requests received 

AML/CTF supervision

  • Number of off-site (for instance, desk-based) monitoring or analysis
  • Number of on-site monitoring and analysis visits
  • Number of regulatory breaches identified
  • Total number of sanctions and other remedial actions applied27
  • Value of financial penalties

Legal persons and arrangements

  • Public beneficial owners registry
  • Average time to provide requesting country with basic or beneficial ownership information

Financial intelligence

  • Number of suspicious transactions reports (STR) received (also by reporting entity type)
  • Value of transactions in STRs received (including by reporting entity type)

Anti-money laundering legal system and operations

  • Number of criminal investigations for ML activity
  • Number of prosecutions for ML activity
  • Number of ML convictions
  • Number of sanctions imposed for ML offences
  • Value of proceeds of crime, instrumentalities, or property of equivalent value confiscated
  • Value of criminal assets seized or frozen

Allegato

  • Transparency International, “Top secret countries keep financial crime fighting data to themselves” , 15 February 2017 (pdf, 1 M, 41 pp.)

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Antiriciclaggio: la bozza V direttiva EU affronta il tema delle nuove valute virtuali (10 febbraio 2017)

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  • di Agatino Grillo

Il Consiglio dell'Unione europea ha pubblicato la prima bozza (pdf) della 5° Direttiva UE Antiriciclaggio (5AMLD) che aggiornerà e sostituirà l’attuale 4° direttiva (4AMLD) emanata lo scorso maggio 2015  e in corso di adozione da parte dei singoli paesi dell’Unione Europea.
La bozza di 5AMLD presenta una serie di novità rispetto a 4AMLD e si propone in particolare di:

  • affrontare le possibili minacce legate all'uso delle nuove tecnologie nelle transazioni finanziarie
  • rafforzare e armonizzare i controlli sui flussi finanziari di paesi terzi ad alto rischio
  • aumentare la trasparenza
  • conferire più poteri alle FIU - Unità di informazione finanziaria – nazionali.

Nuovi obblighi per i gestori e fornitori di valute elettroniche

La bozza di 5AMLD (pag. 4 punto 6) estende il suo ambito di applicazione alle “piattaforme di scambio di valute virtuali” e ai “prestatori di servizi di portafoglio digitale” (it is now proposed that 5AMLD will apply to “providers engaged in exchange services between virtual currencies and fiat currencies” and “custodian wallet providers”).

Il comunicato del 5 luglio 2016

Il 5 luglio 2016 la Commissione UE ha reso noto un comunicato ("La Commissione rafforza le norme sulla trasparenza per contrastare il finanziamento del terrorismo, l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro") in cui tra l’altro scrive:

Come annunciato nel piano d’azione  per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo, la Commissione propone modifiche volte ad evitare che il sistema finanziario sia utilizzato per il finanziamento di attività terroristiche:
(…)

  • Lotta ai rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali: per evitare che le valute virtuali siano usate impropriamente per riciclare denaro e finanziare il terrorismo, la Commissione propone di includere nell'ambito di applicazione della direttiva antiriciclaggio piattaforme di scambio di valute virtuali e prestatori di servizi di portafoglio digitale. Queste entità dovranno applicare gli obblighi di adeguata verifica della clientela al cambio di valute virtuali in valute reali, ponendo fine all’anonimato associato a questi scambi (Tackling terrorist financing risks linked to virtual currencies: to prevent misuse of virtual currencies for money laundering and terrorist financing purposes, the Commission proposes to bring virtual currency exchange platforms and custodian wallet providers under the scope of the Anti-Money Laundering Directive. These entities will have to apply customer due diligence controls when exchanging virtual for real currencies, ending the anonymity associated with such exchanges).

Allegato

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  • Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council amending Directive (EU) 2015/849 on the prevention of the use of the financial system for the purposes of money laundering or terrorist financing (pdf, 403 K, 48 pp.)

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Guardia di Finanza: 741 operazioni sospette di finanziamento terrorismo (3 febbraio 2017)

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Fonte: sito Gdf  e adnkronos.com

Toschi: Nuove modalità di controllo

Il 2 febbraio 2017, presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, si è svolto, alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Giorgio Toschi, del Presidente del G.A.F.I./F.A.T.F. (Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale/Financial Action Task Force), Juan Manuel Vega-Serrano e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Franco Roberti, il convegno sul tema "Prevenzione e contrasto ai canali di finanziamento del terrorismo".
L'iniziativa scientifica è stata dedicata all'approfondimento della tematica attraverso mirati interventi, da parte di un qualificato panel di relatori, attinenti i profili finanziari delle nuove minacce terroristiche delineati dal G.A.F.I., il ruolo degli attori istituzionali coinvolti nonché le iniziative nazionali ed europee tese a rafforzare la tutela penale in materia.

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(da adnkronos.com)

Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale, è stato registrato "un aumento esponenziale di operazioni sospette": sono state 741 quelle segnalate nel 2016, "con un incremento di sei volte in due anni".
Le cifre sono state fornite da Claudio Clemente, Direttore dell'Uif (Unità di informazione finanziaria) per l'Italia, nel corso del convegno 'Prevenzione e contrasto ai canali di finanziamento del terrorismo', svoltosi alla Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alla presenza del Comandante generale Giorgio Toschi.
Ecco perché, ha aggiunto Clemente, lo sforzo è quello di segnare un 'cambio di passo' per affrontare "le nuove sfide di un fenomeno in evoluzione".
In particolare, il 70% delle segnalazioni proveniva da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.
Non solo persone fisiche, ma spesso anche enti no profit sospettati di finanziare le reti terroristiche.
Negli ultimi due anni gli enti di controllo europei hanno scambiato informazioni su 30mila persone. Sotto la lente degli organismi di prevenzione sono finiti bonifici bancari e versamenti verso Paesi arabi, Nord Africa e Somalia.
Le iniziative promosse per la prevenzione e il contrasto dei canali di finanziamento del terrorismo sono state delineate dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi: "Innovative forme di circolarità informativa sul piano preventivo" e, "sul fronte operativo", nuove "modalità di controllo per rendere più diffusa e sistematica la vigilanza nei confronti degli utilizzatori di canali di pagamento alternativi al sistema bancario, tra i quali, principalmente, i money transfer".

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"Un impegno rafforzato del Corpo - ha aggiunto Toschi, intervenuto al convegno - che trova fondamento e riconoscimento anche nelle direttive impartite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan”.
Nel corso dei lavori, moderati dal Presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali) Andrea Margelletti, Toschi ha puntato l’accento sull’"assetto dei compiti e delle funzioni del Corpo, tanto in materia di antiriciclaggio quanto di contrasto al finanziamento del terrorismo. Un complesso di attività che si sviluppa in stretto coordinamento con gli organi deputati alla definizione delle politiche economico - finanziarie e alla gestione del sistema di sicurezza nazionale”.
“Sul piano organizzativo, subito dopo il mio insediamento – ha precisato il Comandante della Gdf – ho avviato i lavori per l’istituzione del GIFT (Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo) nell’ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, manovra completata da ultimo con l’istituzione delle SIFT (Sezioni Investigative Finanziamento al terrorismo) in seno ai Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli”.

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Al convegno hanno preso parte il Comandante della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Giancarlo Pezzuto, Franco Roberti Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, Matteo Piantedosi Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza preposto all’attività di coordinamento e pianificazione, Antonio Laudati della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, Paola Severino Rettore dell’Università Luiss, Claudio Clemente Direttore dell’Unità d’Informazione Finanziaria per l’Italia, Lamberto Giannini Presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, Giuseppe Maresca Capo della Direzione Prevenzione Utilizzo Sistema Finanziario per Fini Illegali - Ministero dell’Economia e delle Finanze, Caterina Chinnici Parlamentare Europeo, shadow rapporteur per la Direttiva contro il terrorismo e Stefano Screpanti Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza.

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  • L’audio integrale dell’intervento di Caterina Chinnici (wmv

"La situazione sotto il profilo della minaccia terroristica è particolarmente difficile. Non ci deve trarre in inganno la difficoltà militare dello Stato Islamico, che sta perdendo fette consistenti di territorio" ha sottolineato al convegno Lamberto Giannini, presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Al contrario, "l'avvicinarsi della sconfitta militare accresce la minaccia per l'Europa e per il nostro territorio". Oltre al Daesh, "al Qaeda è ancora operativa". Ecco perché è necessario "cogliere ogni segnale di radicalizzazione", ha aggiunto Giannini.
"L'Italia corre rischi notevoli in questa fase storica di 'iperterrorismo' globale. L'operatività di un gruppo dipende in maniera decisiva dalle possibilità di finanziarsi", ha sottolineato Antonio Laudati, della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ma oggi la nuova fisionomia del terrorismo consente anche azioni 'low cost'. "Ormai anche solo mille euro sono sufficienti per trovare esplosivo e alloggio e commettere un attentato. E' una sfida culturale che ci obbliga ad agire in tempi brevi e a lavorare soprattutto in chiave preventiva", ha osservato Laudati.
Per il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, "tutte le molteplici fonti di finanziamento del terrorismo vanno investigate e monitorate" in un'ottica di "cooperazione internazionale" per una miglior prevenzione del fenomeno. "Il nostro - ha rilevato Matteo Piantedosi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, "è un sistema plurale ma coordinato, un modello che funziona e che non comporta la negazione delle competenze specifiche".

Il programma del convegno

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Antiriciclaggio: protocollo d’intesa tra Procura Milano e UIF (1° febbraio 2017)

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  • Fonte: Comunicato UIF (pdf) del 27 gennaio 2017

Protocollo d'intesa tra la Procura della Repubblica di Milano e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, e il Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d'intesa volto a rendere ancora più intensa la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti e a dare piena ed efficace attuazione alle norme in materia di scambio di informazioni.
L'accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l'individuazione di aree tematiche per l'analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e viene rimarcata l'esigenza di iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce della criminalità anche terroristica, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Milano, 27 gennaio 2017

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Wolfsberg Group: Compliance guide for Trade transactions (27 gennaio 2017)

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  • Fonte: Wolfsberg Group traduzione in italiano unofficial a cura di Agatino Grillo (immagine tratta da ICC)

I “Trade Finance Principles” descrivono gli standard per la gestione dei rischi legati a “crimini finanziari” nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.

Il 24 gennaio 2017 il Gruppo Wolfsberg, The Banking Commission of the International Chamber of Commerce (ICC) e BAFT hanno annunciato congiuntamente la pubblicazione di una nuova versione dei “Trade Finance Principles” il cui ultimo aggiornamento risaliva al 2011.
La nuova edizione affronta il tema della “due diligence” richiesta dalle istituzioni finanziarie mondiali e regionali nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.
Il documento è stato aggiornato per tener conto delle nuove normative e dei nuovi regolamenti emanati – con un’ottica più stringente – a livello globale.
La collaborazione tra gli enti che hanno pubblicato il documento permetterà un approccio standard anche in materia di compliance e di contrasto dei reati finanziari nelle transazioni commerciali.
La pubblicazione di questo documento è il risultato di oltre due anni di lavoro svolto dalle 3 organizzazioni e dai loro membri.

Crimini finanziari e antiriciclaggio

(cit. pag. 5)

I “Trade Finance Principles” descrivono gli standard per la gestione dei rischi legati a “crimini finanziari” nell’ambito del finanziamento del commercio internazionale.
Nel documento, il termine "crimine finanziario" si riferisce al riciclaggio di denaro (tutti i reati inclusi tra i quali: frode, evasione fiscale, traffico di esseri umani), la corruzione, il finanziamento del terrorismo, il finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa e a tutte le altre minacce relative all'integrità del sistema finanziario internazionale

Allegato

The Wolfsberg Group, ICC and the BAFT, "Trade Finance Principles", January 2017 (pdf, 1.4 M,  64 pp.)

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Cos'è il Gruppo Wolfsberg?

Il Gruppo Wolfsberg è formato da 11 banche internazionali che insieme hanno concordano una serie di prescrizioni volontarie concertate contro il riciclaggio di denaro di provenienza illecita: i cosiddetti "principi Wolfsberg". I principi riguardano i rapporti tra banche e privati con patrimoni di elevato ammontare e comprendono linee guida concernenti l’accettazione di clienti, le situazioni che richiedono particolare attenzione, i modi per individuare attività insolite o sospette, l’accertamento dell’identità del proprietario effettivo dei conti e la formazione del personale bancario (fonte: Rassegna trimestrale BRI, marzo 2001, "Evoluzione dell’attività bancaria internazionale e del mercato finanziario internazionale", pdf ).

Traduzioni in italiano

Il Wolfsberg Group ha tradotto in italiano alcune delle sue pubblicazioni. In particolare:

  • The Wolfsberg Statement against Corruption - February 2007 (pdf)
  • Wolfsberg Statement - Guidance on a Risk Based Approach for Managing Money Laundering Risks - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg Statement - Anti-Money Laundering Guidance for Mutual Funds and Other Pooled Investment Vehicles - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg Correspondent Banking FAQs - March 2006 (pdf)
  • Wolfsberg IBCB FAQs - March 2006 (pdf)
  • Dichiarazione del Gruppo Wolfsberg su azioni di controllo (screening), ricerca e sorveglianza (pdf)
  • Principi Wolfsberg anti-riciclaggio di denaro per le relazioni con banche corrispondenti (pdf)
  • Dichiarazione Wolfsberg sulla Repressione del Finanziamento al Terrorismo (coming soon)
  • Direttive di Wolfsberg per Servizi Bancari Privati contro il Riciclaggio (pdf)

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Consiglio d’Europa: l’Italia adotti misure più rigorose per prevenire i conflitti d’interesse in Parlamento e nel sistema giudiziario (25 gennaio 2017)

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Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione

Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato oggi (19 gennaio 2017 ndr) il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione (in francese; in inglese).
Il testo si concentra sulla prevenzione della corruzione tra parlamentari, giudici e pubblici ministeri.
Il GRECO elogia l’Italia per i provvedimenti adottati in questi ultimi anni per far fronte al fenomeno dilagante della corruzione nel paese.
Valuta inoltre positivamente il ruolo guida e proattivo svolto con determinazione dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Tuttavia, il GRECO esorta il paese a gestire meglio la spinosa questione dei conflitti d’interesse.
Sollecita una profonda revisione del sistema attuale, compreso il consolidamento delle norme frammentarie che disciplinano la questione, e chiede meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità.
Il GRECO, pur apprezzando la recente adozione da parte della Camera dei Deputati di un Codice di condotta e della disciplina delle attività di lobbying, ritiene che dovrebbero essere compiuti ulteriori sforzi per garantire il rispetto di tali disposizioni.
Ha inoltre osservato che il Senato non ha ancora intrapreso un percorso analogo.
È stato ugualmente riesaminato il sistema giudiziario e, visti i casi non infrequenti di prescrizione dei procedimenti contro i delitti di corruzione, il GRECO ribadisce la necessità di migliorarne l’efficacia, al fine di garantire che i responsabili di violazioni della legge siano portati dinanzi alla giustizia entro i tempi previsti.
Ne va della credibilità dell’intero sistema.
Il GRECO ha inoltre raccomandato di rafforzare gli strumenti di integrità nei ricorsi tributari, viste le recenti segnalazioni di presunti illeciti in questo settore. Infine, pur riconoscendo l’indiscussa reputazione, la professionalità e l’impegno dei singoli giudici e pubblici ministeri, il GRECO ha lanciato un monito sugli effetti dannosi che ogni presunta politicizzazione della professione potrebbe avere sull’indipendenza percepita del sistema giudiziario nel suo complesso.
Ad esempio, si dovrebbe porre fine alla possibilità di assumere simultaneamente la carica di magistrato e di membro di un’amministrazione locale, e, più generalmente, la questione delle attività politiche dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo.
Il GRECO ha notato nel complesso che la lotta contro la corruzione è una questione di cultura e non soltanto di norme; il che comporta un approccio a lungo termine, un’educazione continua in tutti i settori della società e un continuo impegno politico, oltre che un approccio estremamente rigoroso, di tolleranza zero, nei confronti di comportamenti corruttivi.
L’attuazione delle 12 raccomandazioni rivolte all’Italia sarà valutata dal GRECO nella seconda metà del 2018, nell’ambito della sua procedura di conformità.

Contatto

Cos’è il GRECO?

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) è un organismo del Consiglio d’Europa volto a migliorare la capacità dei propri membri di combattere contro la corruzione assicurando che siano conformi alle norme di lotta contro la corruzione.
Inoltre, aiuta gli Stati a individuare le mancanze nelle politiche nazionali anticorruzione, invitando a intraprendere le riforme legislative, istituzionali e pratiche necessarie.
Attualmente riunisce 47 Stati membri, la Bielorussia e gli Stati Uniti d’America.

Allegato

  • Evaluation report Italy, Corruption prevention in respect of members of Parliament, judges and prosecutors - Fourth evaluation round - Adopted by GRECO at its 73rd Plenary Meeting, Strasbourg, 17-21 October 2016 (pdf, 943 K, 52 pp.)

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Indice corruzione Transparency: l’Italia guadagna una posizione, ma non basta (25 gennaio 2017)

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Aggiornamento: disponibile il video della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del CPI (Indice di Percezione della corruzione 2016) presso ANAC (via Radio Radicale) - durata: 33 min 25 sec

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
Oggi (25 gennaio 2017), alle ore 12.30, presso la sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma, i risultati saranno commentati dal Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali e dal Presidente di A.N.AC., Raffaele Cantone.
Contestualmente, inoltre, i due presidenti firmeranno un protocollo d’intesa in materia di gestione delle segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici.
Questo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese non è certo un’eccellenza nella lotta alla corruzione.
La ventiduesima edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione vede l’Italia al 60° posto nel mondo, migliorando quindi di una posizione rispetto all’anno precedente.
Il voto assegnato al nostro Paese  è di 47 su 100, e ci vede migliorare anche qui, di 3 punti significativi.
In Europa però, la situazione per l’Italia non può dirsi ottimale: si trova infatti come fanalino di coda, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia.
Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.

Focus sull’Italia

Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^. Il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.

Documenti utili (edizione 2016)

Ulteriori informazioni sull’Indice

Conferenza stampa (video)

Sul sito di Radio Radicale è disponibile il video della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del CPI (Indice di Percezione della corruzione 2016) presso ANAC (via Radio Radicale) - durata: 33 min 25 sec

Rispondono alle domande dei giornalisti:

  • Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)
  • Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia
     

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Franco Mirabelli: a Milano c’è la Mafia (24 gennaio 2017)

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  • Fonte: lavoce.info, titolo originale “La Commissione antimafia e la criminalità al Nord”

A Milano e nella sua area metropolitana la mafia c’è e la stiamo affrontando

  • di Franco Mirabelli  , Senatore, Capogruppo Pd in Commissione Parlamentare Antimafia

Le mafie oramai sono un problema di tutto il paese, non solo di una parte.
In questi anni, grazie alle inchieste della magistratura e al lavoro della Commissione parlamentare antimafia  , infatti, abbiamo capito un po’ meglio non solo che le mafie al Nord ci sono (in particolare la ‘ndrangheta) ma anche che sono molto aggressive e che fanno di tutto per non farsi vedere per non creare allarme sociale, favorendo così una forte sottovalutazione del fenomeno.
Gli studi mostrano una criminalità organizzata che è cambiata rispetto all’immagine che abbiamo in mente e molto diversa dagli stereotipi che spesso vengono diffusi anche dai mass media.
Le inchieste riguardanti i territori di Lombardia ed Emilia, fanno vedere che non c’è soltanto una mafia che dà l’assalto agli appalti pubblici e la criminalità è insediata al Nord non più solo per riciclare il denaro ma prevalentemente perché vuole penetrare nell’economia legale, vuole entrare nelle imprese e governarle, cercando così di condizionare il mercato.
In questo, sempre più spesso, si trovano coinvolti anche il mondo dei professionisti e dei colletti bianchi, che arricchiscono le mafie intervenendo sulle fatturazioni.
La magistratura, in questi anni, ha dato colpi consistenti alle mafie al Nord ma la lotta alla mafia non può essere un compito delegato soltanto alla magistratura, alle forze dell’ordine o alla politica ma anche le imprese e il mondo delle professioni devono alzare il livello di attenzione e fornire il loro contributo su questo fronte, denunciando ogni anomalia che riscontrano.
La città di Milano, in questi anni, ha saputo distinguersi in positivo sul fronte della legalità.
Solo qualche anno fa, parlare di mafia a Milano era un elemento di contrasto con alcune istituzioni mentre da un po’ di tempo a questa parte si è smesso di dire che qui “la mafia non esiste”.
A Milano e nella sua area metropolitana la mafia c’è e la stiamo affrontando.
È giusto anche sottolineare che a Milano si è costruito un modello di intervento con Expo, basato su una collaborazione inter-istituzionale, che è stato poi esportato per altre grandi opere.
Con Expo, infatti, si è creato un coordinamento tra tutte le forze dell’ordine, sono stati istituiti dei protocolli per gestire le modalità degli interventi e l’accesso ai cantieri per i controlli e, di fatto, si sono poi bloccate con una numerosa serie di interdittive i tentativi di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.
A quel modello, che ha esordito per la prima volta a Milano e che, comunque, è sicuramente ancora migliorabile, oggi tutti fanno riferimento per fare da scudo contro le infiltrazioni della criminalità organizzata e garantire la trasparenza.
Nel Comune di Milano, inoltre, si sono sperimentati una serie di meccanismi e iniziative per mettere il Comune stesso e la sua struttura al riparo da quegli episodi corruttivi che, invece, purtroppo, hanno contraddistinto la vita di altri comuni del nostro paese.
Con la Commissione parlamentare antimafia siamo stati a Milano più volte per verificare la situazione delle inchieste in corso.
Nel corso dell’ultima recente visita, tra le tante problematiche affrontate, abbiamo portato all’attenzione delle forze dell’ordine e della prefettura le preoccupazioni riguardanti alcune vicende che hanno coinvolto le amministrazioni di alcuni comuni dell’hinterland.
Da tempo, infatti, in Commissione Antimafia si è fatto un ragionamento anche sul rapporto tra mafia e politica.
Sicuramente ai partiti spetta il compito di alzare la soglia dell’attenzione rispetto a certi fenomeni ma c’è anche un ragionamento che devono fare i cittadini, decidendo di porre la questione della legalità al centro, quando scelgono i propri rappresentanti.
Sulla lotta alle mafie, quindi, c’è bisogno del contributo di tutti.
Nel corso degli anni, grazie al lavoro della Commissione antimafia, grazie a chi lavora sul campo, alle associazioni che si occupano di questo tema, alcuni provvedimenti efficaci sono stati presi.
L’Italia è lo stato che ha la miglior legislazione antimafia del mondo ma purtroppo ha anche delle mafie forti.
La criminalità organizzata, nel tempo, cambia strategie, si evolve e le leggi per contrastarla vanno aggiornate di conseguenza.
Per questo, il percorso di collaborazione che si sta facendo tra la Commissione antimafia e le università italiane è molto importante e ha l’intento di costruire un lavoro comune utile a fornire gli strumenti e le competenze per saper riconoscere il fenomeno mafioso e contrastarlo.
Recentemente, l’Università degli Studi di Milano ha presentato il primo dottorato di ricerca in studi sulla criminalità organizzata  .
Si tratta di un’importante iniziativa, concretizzatasi anche grazie a Nando Dalla Chiesa, fortemente voluta dalla Commissione parlamentare antimafia (che ha messo a disposizione dei ricercatori la propria documentazione, acquisita nel corso degli anni) e dalla Conferenza nazionale dei rettori.
È la prima iniziativa in Italia di questo genere, che si avvale della collaborazione di più istituzioni e Università e che consentirà di formare i giovani per renderli consapevoli dei fenomeni mafiosi.
Essi saranno risorse di cui abbiamo bisogno per contrastare più efficacemente le mafie e, spero, per il futuro – come diceva Falcone – anche di batterle.

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