Governo italiano: attuazione IV Direttiva antiriciclaggio (26 maggio 2017)

170228-consiglio-ministri.jpg

Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la direttiva 2006/70/CE (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che detta disposizioni più severe in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche.
Il decreto recepisce la direttiva UE 2015/849, che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
I destinatari della normativa antiriciclaggio sono le persone fisiche e giuridiche che operano in campo finanziario e i professionisti tenuti all’osservanza di specifici obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo all’ unità di informazione finanziaria (UIF) che provvede alla relativa analisi. L’approfondimento investigativo delle segnalazioni è effettuato dalla Direzione investiva antimafia (DIA) e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Il Comitato di sicurezza finanziaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze è l’organismo responsabile dell’elaborazione degli indirizzi strategici in materia di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e dell’analisi nazionale dei relativi rischi.
Accogliendo le indicazioni contenute nei parere parlamentari è stata ampliata la platea dei soggetti qualificati come ‘persone politicamente esposte’ nei confronti delle quali devono essere effettuati controlli più approfonditi: oltre alle alte cariche dello Stato, ai ministri e parlamentari, ai vertici della magistratura, agli assessori e consiglieri  regionali, ai parlamentari europei e ai direttori generale delle Asl e delle aziende ospedaliere, rientrano nella nozione anche i sindaci dei comuni con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti e i vertici delle società da questi partecipate. Tra le novità introdotte figurano il rafforzamento del ruolo della Direzione antimafia e antiterrorismo e il riordino delle sanzioni amministrative, attraverso un sistema di misure graduato in funzione della gravità delle violazioni. Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. E’ stato inoltre previsto, in coerenza con la direttiva, che le operazioni sospette non possano essere compiute fino a quando non è effettuata la relativa segnalazione, nonché inserito l’obbligo della UIF di dare informazione delle operazioni sospette per motivi di terrorismo anche ai Servizi di sicurezza.
Il decreto istituisce il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. E’ prevista altresì la centralizzazione, in un’apposita sezione del registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali.
Inoltre, il provvedimento razionalizza il complesso degli adempimenti posti a carico degli attori del sistema, eliminando formalità e tecnicismi in ordine alle modalità di conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi rispetto alle esigenze di uniforme ed omogenea applicazione del diritto comunitario e, come tali, potenzialmente anticompetitivi.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un adeguato sistema di controllo degli operatori contrattualizzati dalle società di “money transfer”, attività di rimessa di denaro all’estero che presentano un elevato rischio di infiltrazione criminale.

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

UIF: Protocollo intesa con la Procura della Repubblica di Roma (10 maggio 2017)

170510-uif-procura-rm.jpg

  • Fonte: sito UIF (pdf)

Protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Roma e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e il Direttore  dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d’intesa volto a rendere ancora più efficace la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti.
L’accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l’individuazione di aree tematiche per l’analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e sono previste iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce criminali, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Roma, 9 maggio 2017  

Leggi anche

Ultimi articoli su UIF

150716-uif.jpg

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Orrick: Nuovi adempimenti derivanti dal recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio (28 aprile 2017)

170428-orrick-ar.jpg

Il documento è stato redatto a cura di: Marco Nicolini, Marco Zechini, Andrea Piermartini Rosi, Luca Benvenuto, Alberto Coletti

Lo schema di decreto legislativo approvato dal Governo lo scorso 23 febbraio 2017, ed ora sottoposto all'esame del Parlamento (di seguito "Schema di Decreto"), recante attuazione della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (di seguito "Quarta Direttiva AML") introduce alcune modifiche all'attuale disciplina in tema di prevenzione dell'uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo regolata dal vigente D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (di seguito, "Decreto 231").
Lo Schema di Decreto si fonda sul principio comunitario del "risk based approach" volto ad indicare e valutare i rischi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo propri di determinate attività professionali e finanziarie, e prevede alcune novità tra le quali si ricordano:

  • ampliamento del "positive scope" con l'individuazione di nuovi soggetti tenuti a rispettare le disposizioni in materia di antiriciclaggio;
  • conferma del principio secondo il quale gli obblighi di adeguata verifica devono essere graduati rispetto al profilo di rischio (art. 17), introducendosi tuttavia un nuovo meccanismo di applicazione delle misure semplificate o rafforzate (art. 23 e 24) di adeguata verifica della clientela;
  • nuove tutele per la riservatezza del soggetto segnalante operazioni sospette (art. 38);
  • complessiva rivisitazione del sistema sanzionatorio (artt. 55 e seguenti).

Di seguito si riporta una sintetica illustrazione del contenuto dei punti sopra elencati.

1. Ambito di applicazione

I soggetti destinatari degli obblighi di cui allo Schema di Decreto rimangono, nella sostanza, quelli elencati dal Decreto 231, sia pure con alcune novità: tra i soggetti obbligati vengono infatti oggi considerati anche

  • le SICAF, società di investimento a capitale fisso, introdotte dalla Direttiva 2011/61/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (c.d. Direttiva AIFM), dunque intermediari non ancora disciplinati quando la c.d. "Terza Direttiva Antiriciclaggio" venne implementata e
  • gli intermediari bancari e finanziari aventi sede legale in un altro Stato membro che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi (ossia senza l'apertura di una branch).

Sul punto, si registra dunque un significativo mutamento di indirizzo del legislatore italiano che, diversamente dal passato, assoggetta al rispetto della normativa italiana in materia di antiriciclaggio tutti coloro che operino sul territorio nazionale, a prescindere dall'eventuale esistenza di una stabile organizzazione.

2. Obblighi di adeguata verifica della clientela

L'art. 17 dello Schema di Decreto conferma che gli obblighi di adeguata verifica della clientela devono essere commisurati al profilo di rischio che ciascun intermediario attribuisce ai propri clienti, avuto riguardo al rapporto instaurato/operazione occasionale realizzata, coerentemente con quanto già previsto sia dal Decreto 231 che dal Provvedimento della Banca d'Italia del 3 aprile 2013.
Nello specifico, nel graduare il profilo di rischio – e dunque l'entità delle misure di adeguata verifica della clientela – i soggetti obbligati devono tener conto di criteri riguardanti sia il cliente (es. natura giuridica, attività svolta, comportamento tenuto al momento dell'operazione, sede) sia l'operazione richiesta (es. tipologia, oggetto, ammontare, volume dell'operazione, modalità di svolgimento e ragionevolezza in rapporto all'attività svolta dal cliente).

L'art. 23 dello Schema di Decreto conferma altresì la possibilità di applicare misure semplificate di adeguata verifica della clientela laddove sia presente un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Al riguardo, tuttavia, diversamente dalle disposizioni contenute nel Decreto 231, non è più prevista una elencazione tassativa di ipotesi al ricorrere delle quali gli operatori siano legittimati ad attuare le misure semplificate: si prevede invece che sia direttamente il soggetto obbligato ad effettuare una autonoma valutazione del rischio, assumendosi la responsabilità di configurare tale rischio come "basso" e, per l'effetto, adottare misure semplificate (comma 1, art. 23).
Infatti, "in presenza di un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, i soggetti obbligati possono applicare misure di adeguata verifica della clientela semplificate sotto il profilo dell'estensione e della frequenza degli adempimenti prescritti dall'articolo 18".
Con la medesima impostazione, l'art. 24 dello Schema di Decreto, prevede che al ricorrere di elementi tali da configurare un elevato rischio di riciclaggio, gli operatori dovranno applicare misure rafforzate di adeguata verifica della clientela.
Anche in tale circostanza, la gradazione del rischio dovrà essere prudentemente apprezzata dai soggetti obbligati valutando i fattori di rischio, riguardanti il cliente e/o il rapporto, identificati dal legislatore (es. assetti proprietari opachi, fattori di rischio geografici, prodotti od operazioni che consentano di favorire l'anonimato, etc.).

3. La segnalazione di operazioni sospette

La disciplina della segnalazione di operazioni sospette sembrerebbe non presentare significative innovazioni rispetto alle disposizioni già contenute nel Decreto 231.
Nondimeno, a maggior tutela della riservatezza del segnalante (il quale, si rammenta, ha il diritto/dovere di non essere noto al soggetto segnalato), il comma 3 dell'art. 38 dello Schema di Decreto, precisa che "il nominativo del segnalante non può essere inserito nel fascicolo del Pubblico Ministero né in quello del dibattimento e la sua identità non può essere rivelata, a meno che l'Autorità giudiziaria non disponga altrimenti, con provvedimento motivato ed assicurando l'adozione di ogni accorgimento idoneo a tutelare il segnalante…".

4.  Sistema sanzionatorio: misure effettive, proporzionate e dissuasive

Il sistema sanzionatorio viene profondamente modificato dallo Schema di Decreto sia nelle fattispecie incriminatrici sia nell'importo delle sanzioni. In particolare, con specifico riferimento a quest'ultimo aspetto, il comma 3 dell'art. 56 prevede che le sanzioni amministrative possano essere triplicate nel caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime.
Il particolare interesse che il legislatore pone sul contrasto al fenomeno del riciclaggio viene manifestato in maniera palese anche dall'art. 62 dello Schema di Decreto, nel quale si prevedono rilevanti sanzioni nei confronti degli organi di amministrazione, direzione e controllo dei soggetti vigilati.
In particolare, il comma 2 prevede che si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 di euro ai soggetti titolari di funzioni di amministrazione, direzione e controllo dell'intermediario che "non assolvendo in tutto o in parte ai compiti direttamente o indirettamente correlati alla funzione o all'incarico, hanno agevolato, facilitato o comunque reso possibili le violazioni di cui al comma 1 o l'inosservanza dell'ordine di cui al comma 4, lettera a) ovvero hanno inciso in modo rilevante sull'esposizione dell'intermediario al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Qualora il vantaggio ottenuto dall'autore della violazione sia superiore a 5.000.000 di euro, la sanzione amministrativa pecuniaria è elevata fino al doppio dell'ammontare del vantaggio ottenuto, purché tale ammontare sia determinato o determinabile".   

Orrick - leggi anche

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

La nuova disciplina dell’antiriciclaggio (IusLetter, 12 aprile 2017)

170412-lascala-antiriciclaggio.jpg

Lo Studio legale “La Scala” ha publbicato –a firma di Sabrina Galmarini (web, lk) il documento “La nuova disciplina dell’antiriciclaggio: i soggetti obbligati e l’analisi del rischio” (pdf, 224 K, 23 pp.)
Nel seguito introduzione, premessa e indice del documento.

Introduzione

Lo scorso 23 febbraio 2017 il Governo - dando esecuzione alla delega ricevuta dalla c.d. Legge di delegazione 2015 (articolo 15 della legge 12 agosto 2016, n. 170) - ha approvato lo schema di decreto legislativo - ora all’esame del Parlamento - recante attuazione della IV Direttiva Antiriciclaggio.

  • Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 in tema di antiriciclaggio (pdf , 100 pp.)

Il presente articolo analizza la parte del decreto in materia di soggetti obbligati, analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, adeguata verifica della clientela, titolare effettivo, misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica e, per finire, esecuzione degli obblighi da parte di terzi.

170412-sabrina-galmarini.jpg

(Sabrina Galmarini)

Premessa

Siamo quindi, pare, alle battute finali del procedimento di recepimento in Italia della Direttiva (UE) 2015/849 (c.d. “IV Direttiva Antiriciclaggio”), relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle Direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del Regolamento (UE) n. 2015/847, riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il Regolamento (CE) n. 1781/2006.
Lo schema di decreto legislativo in esame introduce significative modifiche alla vigente disciplina al fine di allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte in materia a livello europeo e applica le raccomandazioni GAFI.
La IV Direttiva Antiriciclaggio (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 5 giugno 2015) è entrata in vigore il 25 giugno 2015.
Il termine per il suo recepimento da parte degli Stati membri è il 26 giugno 2017.
Tuttavia in sede comunitaria si è consolidato un consenso politico per anticipare tale termine, su base volontaria, all’inizio del 2017.
Al riguardo si segnala, peraltro, che la Commissione europea ha adottato il 5 luglio 2016 una proposta di direttiva con alcune modifiche alla IV Direttiva Antiriciclaggio.
Lo schema di decreto si compone di 10 articoli:

  1. i primi cinque apportano modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (d.lgs. 231/2007), che non verrà, quindi, abrogato, ma semplicemente modificato;
  2. gli articoli 6, 7 e 8 introducono modifiche, rispettivamente, al decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195 e ad ulteriori disposizioni vigenti, trasversalmente richiamate dalla normativa in materia di antiterrorismo.

Il presente contributo, senza pretesa di esaustività, si propone di fornire alcune preliminari evidenze scaturenti dall’analisi delle previsioni contenute nello schema di decreto legislativo decreto, cercando, laddove possibile, un raffronto con quanto stabilito per le banche e gli intermediari finanziari con il Provvedimento di Banca d’Italia del 10 marzo 2011 che ha stabilito requisiti in materia di organizzazione, procedure e controlli interni e con il Provvedimento di Banca d’Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile 2013. Il commento avrà ad oggetto i seguenti temi:

  • soggetti obbligati;
  • analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
  • adeguata verifica della clientela;
  • titolare effettivo;
  • misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica;
  • esecuzione degli obblighi da parte di terzi;

Si rinvia ad un ulteriore approfondimento per l’analisi delle altre novità.

Indice

  • Premessa
  • Soggetti obbligati (CAPO I)
  • Analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (CAPO IV)
  • Obblighi di adeguata verifica della clientela (CAPO I)
  • Titolare effettivo (CAPO I)
  • Misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica
  • Adeguata verifica della clientela da parte di terzi

Allegato

  • IusLetter, “La nuova disciplina dell’antiriciclaggio: i soggetti obbligati e l’analisi del rischio”, aprile 2017 (pdf, 224 K, 23 pp.)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Senato: UE e lotta al finanziamento del terrorismo (24 marzo 2017)

170324-finanziamento-terrorismo.jpg

  • Fonte: Senato.it (pdf, 1 M, 36 pp.) - immagine tratta da twitter

Il Servizio studi del Senato della Repubblica italiana ha pubblicato il dossier “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata” a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)
Di seguito l’indice e la Prefazione del documento.

Indice

1. Prefazione
1.1. Le competenze dell'Unione europea in materia di terrorismo
1.2. L'Agenda europea sulla sicurezza per il periodo 2015-2020
1.3. Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo (COM(2016)50)
1.4. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (COM(2015)750)
1.5. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/475/GAI sulla lotta contro il terrorismo (COM(2015)625)
1.6. La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 per quanto riguarda il rafforzamento delle verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne (COM(2015)670)
2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825)
3. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul mutuo riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato (COM(2016)819)
4. Proposta di direttiva del parlamento europeo e del consiglio per combattere il riciclaggio mediante il diritto penale (COM(2016)826)

1. Prefazione

Garantire un livello elevato di sicurezza per i cittadini europei e uno degli obiettivi dei trattati e costituisce uno dei temi più importanti affrontati dalla Commissione europea, come evidenziato negli orientamenti politici presentati nel luglio 2014, fin dall'inizio del suo mandato, dal Presidente Jean-Claude Juncker, e ribadito nel suo discorso sullo Stato dell'Unione tenuto nel settembre 2016.
Per una migliore collaborazione in materia di sicurezza all'interno dell'Unione, una delle tre priorità individuate dalla Commissione e il terrorismo, insieme al crimine organizzato e alla criminalità informatica.
Il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure legislative al fine di potenziare la capacita dell'Unione europea di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalita organizzata, sulla base degli impegni assunti nel "Piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo" (COM(2016)50), presentato nel febbraio 2016.
Il pacchetto comprende le seguenti proposte:

  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca (COM(2016)819);
  • una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 (COM(2016)825);
  • una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per perseguire penalmente il riciclaggio di denaro (COM(2016)826).

Nella stessa data, la Commissione ha inoltre presentato la "Terza relazione sui progressi compiuti verso un'autentica ed efficace Unione della sicurezza" (COM(2016)831), cui ha fatto seguito una Quarta relazione del 25 gennaio 2017 (COM(2017)41).

(continua a leggere in (pdf)

Allegato

170324-dossier-finanziamento-terrorismo.jpg

  • Servizio studi del Senato, dossier n. 45, “L'Unione europea e la lotta al finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata”, febbraio 2017, a cura di: C. Andreuccioli; V. Di Felice (pdf, 1 M, 36 pp.)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Guardia di Finanza: Rapporto annuale 2016 – antiriciclaggio (23 marzo 2017)

170323-gdf-rapporto2016.jpg

Il "Rapporto Annuale" della Guardia di Finanza, edito fin dal 1984, fornisce un quadro completo delle attività svolte dalla Guardia di Finanza nel perseguire la propria missione istituzionale di polizia economico-finanziaria, attraverso un complesso coordinato di attività investigative e piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico - finanziaria, delle frodi sui finanziamenti pubblici nazionali e comunitari, delle frodi fiscali e dell'infiltrazione nell'economia legale da parte della criminalità organizzata, dei traffici di droga e di merci contraffatte, del contrabbando e del traffico di esseri umani, anche via mare.

  • Il testo completo del "Rapporto 2016" della Guardia di Finanza è disponibile qui in pdf (15 M, 65 pp.)  

Di seguito il paragrafo “Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria” del Rapporto 2016 che contiene numeri e indicazione delle azioni svolte in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (i numeri)

Svolti 11.942 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 9.882 persone fisiche e 2.060 fra aziende e società.
Eseguiti provvedimenti di sequestro ai sensi della normativa antimafia di 5.242 beni mobili e immobili, 281 aziende, nonché quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro.
Confiscati, ai sensi della citata normativa, 1.640 beni mobili e immobili, 239 aziende nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.
215 soggetti sono stati denunciati per associazione mafiosa, 74 dei quali tratti in arresto, mentre 810 sono stati i denunciati per il reato di trasferimento fraudolento di valori, indicativo di fenomeni di interposizione fittizia, di cui 68 arrestati.
In materia di riciclaggio sono state svolte 840 indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 2.035 soggetti, di cui 142 in stato di arresto.
2.150 sono, invece, le violazioni accertate in materia di trasferimenti di denaro contante per importi superiori alla soglia di legge prevista.
In relazione alla nuova fattispecie di auto-riciclaggio sono state eseguite 197 indagini e attività di polizia giudiziaria, con la denuncia di 531 soggetti, 16 dei quali in stato di arresto.
21.512 sono state, poi, le segnalazioni di operazioni sospette approfondite dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dai Reparti sul territorio appositamente delegati.
Le segnalazioni approfondite inerenti a possibili contesti di finanziamento del terrorismo sono state invece 570.
Nell'azione di contrasto all'usura, denunciati 402 soggetti, di cui 87 tratti in arresto, con il sequestro di patrimoni e disponibilità finanziarie per oltre 19,7 milioni di euro.
Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono stati denunciati 6.660 soggetti di cui 358 tratti in arresto, nonché accertate distrazioni patrimoniali in danno di società fallite per circa 2,9 miliardi di euro ed effettuati sequestri a carico dei responsabili per oltre 880 milioni di euro.
I controlli svolti ai valichi di confine, presso i porti e gli aeroporti, in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, ai fini della verifica del rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta, hanno permesso di verbalizzare 11.280 soggetti per avere trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito, nonché intercettare valori al seguito complessivamente pari a 81,5 milioni di euro.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (il Rapporto)

La lotta alle proiezioni economiche e imprenditoriali della criminalità

Nell'ambito del 3° obiettivo strategico sono stati elaborati 15 Piani Operativi per prevenire e contrastare ogni forma d'infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e nel sistema finanziario del Paese, con investigazioni tese a ricercare i canali utilizzati per il riciclaggio e il reimpiego dei proventi di reato e ad individuare e sequestrare i capitali e i patrimoni illecitamente accumulati.
Le indagini e gli accertamenti in questo campo sono sviluppati, in primo luogo, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dai Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO e GGICO), articolazioni specializzate nella lotta al crimine organizzato anche di stampo mafioso.
L'obiettivo di fondo è colpire le organizzazioni criminali sul versante degli interessi economici, finanziari e imprenditoriali, attraverso il sequestro di patrimoni e disponibilità riconducibili, anche tramite prestanome, a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia o di criminalità comune particolarmente gravi, ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria.
Lo strumento più efficace per conseguire questo risultato è rappresentato dalle investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sviluppate, spesso contestualmente, nell'ambito di procedimenti di prevenzione e nel corso di indagini di polizia giudiziaria.

170323-gdf-tabella1-2.jpg

(clicca sull'immagine per ingrandire)

La prevenzione e il contrasto al riciclaggio

L'impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.
Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria mentre, in un'ottica di prevenzione, fondamentale è l'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporto valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.
Particolarmente importanti risultano anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell'ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l'utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.
L'obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

170323-gdf-tabella2-2.jpg

(clicca sull'immagine per ingrandire)

170323-gdf-tabella3-2.jpg

(clicca sull'immagine per ingrandire)

La prevenzione e il contrasto al finanziamento del terrorismo

Un'attenzione specifica è rivolta alla prevenzione e al contrasto del finanziamento del terrorismo.
Per adempiere a questa missione, il Corpo è, tra l'altro, preposto all'esecuzione di misure di congelamento ovvero al blocco automatico delle disponibilità finanziarie ed economiche di persone indiziate di appartenere ad organizzazioni terroristiche, i cui nominativi sono inseriti nelle liste diramate dall'Unione Europea o da altri Organismi internazionali.
In questo ambito, anche alla luce dell'aumento del livello di attenzione nei confronti della minaccia terroristica, sono stati elaborati specifici piani d'azione con l'obiettivo di identificare i soggetti utilizzatori dei circuiti di pagamento alternativi ai canali bancari, verificare la tipologia delle operazioni di trasferimento di denaro poste in essere, accertare l'esistenza di precedenti di polizia e altri elementi di interesse.
Si tratta di attività di servizio eseguite nel quadro del controllo economico del territorio e che si affiancano a quelle ordinariamente svolte, quali gli approfondimenti di segnalazioni di operazioni sospette riconducibili allo specifico fenomeno e l'esecuzione di ispezioni e controlli antiriciclaggio e antiterrorismo.
Sul piano organizzativo, in ragione della particolare delicatezza dello scenario nazionale e internazionale, è stato istituito nell'ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo (GIFT), con il compito, tra l'altro, di eseguire accertamenti su ogni input investigativo attinente al finanziamento del terrorismo, nonché di effettuare analisi di rischio mirate per contrastare la specifica minaccia.
Parallelamente, è stato potenziato, presso il Comando Generale, il II Reparto - Coordinamento Informativo e Relazioni Internazionali -, con funzioni di "cabina di regia" permanente per promuovere e coordinare i flussi informativi sia all'interno della Guardia di Finanza che verso altri Organi di intelligence e di polizia.
Questa revisione ordinativa è stata recentemente completata con l'istituzione, dal 1° gennaio 2017, delle Sezioni Investigative Finanziamento terrorismo presso i Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli.

Allegati

  • Guardia di Finanza, “Rapporto 2016” (pdf, 15 M, 65 pp.)  
  • Comunicato stampa (pdf, 578 K, 6 pp.)
  • Video (3 minuti circa)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Ultimi articoli su "Guardia di Finanza"

160622-gdf-2.jpg

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

Garante Privacy: parere su direttiva UE antiriciclaggio (22 marzo 2017)

170322-garante-privacy.jpg

Il 9 marzo 2017 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto il provvedimento n. 125  che esprime un “parere favorevole condizionato” sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per il recepimento della direttiva (UE) 2015/849 (c.d. "quarta direttiva"), concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
Nel seguito dell'articolo il testo integrale del provvedimento.

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Ultimi articoli su Privacy

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

La commissione lavoro del Senato approva il ddl “whistleblowing” (21 marzo 2017)

170321-break-the-silence.jpg

Passa con il voto contrario di NCD il parere favorevole, con alcune proposte di perfezionamento, sul disegno di legge che introduce in Italia un sistema di protezione della corretta acquisizione delle informazioni disponibili per la prevenzione e repressione delle malversazioni

  • di Pietro Ichino, senatore del Partito Democratico

Parere da me proposto in veste di relatore, approvato il 15 marzo 2017 dalla Commissione Lavoro del Senato http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Commissioni/0-00011.htm , con il voto contrario di NCD, FI e Lega, il voto favorevole del M5S e l’astensione di Sinistra Italiana – È disponibile su questo sito anche la mia relazione http://www.pietroichino.it/?p=38851 sul disegno di legge.

D.d.l. 2208 – Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, approvato dalla Camera dei deputati

Parere della 11ª commissione permanente
(Lavoro, previdenza sociale)
(Estensore: senatore ICHINO)

La Commissione Lavoro, Previdenza sociale http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Commissioni/0-00011.htm , esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che il provvedimento mira

  • a chiarire che l’interesse pubblico alla prevenzione e punizione dei reati e irregolarità amministrative prevale sull’interesse dei soggetti privati al segreto aziendale, professionale o d’ufficio, costituendo dunque – di regola – giusta causa di rivelazione,
  • a proteggere la fonte dell’informazione veritiera e utile per le suddette finalità, attivando il filtro necessario a distinguerla dalla notizia calunniosa, infondata, o comunque irrilevante,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.

In via generale, occorre esplicitare che l’interesse pubblico alla rimozione e punizione degli illeciti costituisce giusta causa di comunicazione degli stessi e delle relative prove all’organo amministrativo o giudiziario competente, anche quando la notizia rientri nell’area soggettiva e oggettiva nella quale opera il segreto aziendale (art. 2105 cod. civ.), professionale (art. 622 cod. pen. e art. 2622 cod. civ.) e/o il segreto d’ufficio (art. 326 cod. pen.), con la sola esclusione del caso in cui la persona obbligata al segreto sull’illecito sia un avvocato, un commercialista, o un medico, per ragione della sua professione.
Sarebbe opportuno altresì precisare che, quando notizie e documenti che vengono comunicati all’organo deputato a riceverli siano oggetto di segreto professionale o d’ufficio, costituisce violazione del detto obbligo la rivelazione con modalità e contenuti eccedenti rispetto alle finalità dell’eliminazione e della punizione dell’illecito, e in particolare la rivelazione al di fuori del canale di comunicazione a ciò specificamente deputato.
Inoltre, sia nell’articolo 1, sia nell’articolo 2, si suggerisce alla Commissione di merito di uniformare le formulazioni in modo che tutte le norme si riferiscano sia alle ipotesi di denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile, sia alle ipotesi di segnalazione all’autorità amministrativa competente.
Nell’articolo 1, comma 1 del nuovo articolo 54-bis, capoverso 5, sarebbe opportuno prevedere esplicitamente che l’ANAC stabilisca, nelle linee guida, un termine temporale per l’adozione, da parte di ogni soggetto interessato, dei nuovi strumenti e procedure ivi contemplati, considerato che la novella introduce una sanzione amministrativa pecuniaria per l’ipotesi di omissione.
Ancora all’articolo 1, comma 1 del nuovo articolo 54-bis, penultimo periodo, è opportuno chiarire che la denuncia all’ANAC delle misure discriminatorie o ritorsive adottate ai danni del segnalante o denunciante costituisce un obbligo in capo ai vertici dell’Amministrazione, ma soltanto una facoltà in capo alla persona stessa interessata e alle organizzazioni sindacali.
Pare inoltre inappropriato, nella stessa disposizione, il riferimento al carattere della “maggiore rappresentatività” del sindacato: trattandosi di un sindacato che affianca il segnalante o denunciante a sua tutela, non si vede perché non ampliare il novero anche ai sindacati minori.
Al comma 2 del nuovo articolo 54-bis, come modificato dall’articolo 1, può essere opportuno chiarire che il campo di applicazione della norma si estende non soltanto alle società controllate direttamente, ma anche a quelle controllate da società controllate, sempre a norma dell’art. 2359 cod. civ.
Quanto all’articolo 2, al comma 1, capoverso 2-bis, si suggerisce di aggiungere una norma transitoria che, in fase di prima applicazione, fissi un termine temporale per l’adempimento dei nuovi requisiti.
Sempre all’articolo 2, capoverso 2-ter sarebbe opportuno fare un richiamo non solo alla discriminazione, ma anche alla ritorsione o rappresaglia, in ogni caso conformando l’espressione usata in questa disposizione con quella che compare nei capoversi 2-bis e 2-quater.
Da ultimo, si invita la Commissione di merito a valutare l’inserimento di una disposizione che preveda l’utilizzabilità, nei casi di atti discriminatori o di rappresaglia ai danni dell’autore di una segnalazione o denuncia, del procedimento civile contro le discriminazioni di cui all’articolo 28 del decreto legislativo n. 150 del 2011.

15 marzo 2017

Allegati

  • DDL 2208 (Segnalazioni di reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato), Relazione del sen. Ichino, 18 Ottobre 2016,  (pdf, 530 K, 9 pp.)
  • Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 302 del 15/03/2017
  • Senato della Repubblica: Dossier - n. 380 (PDF) - WHISTLEBLOWING Nota sull'A.S. n. 2208 "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato" (pdf, 1.5 M, 75 pp.)

Ultimi articoli su Whistleblowing

whistleblower-2.jpg

Immagine tratta da transparencyinternational

 

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Senato: le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio (16 marzo 2017)

170316-senato-antiriciclaggio.jpg

Introduzione

Lo schema di decreto in esame recepisce la direttiva UE 2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio) volta ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
Il decreto sostanzialmente riscrive il D.Lgs. n. 231 del 2007 (attuativo della precedente direttiva antiriciclaggio), introducendo diverse innovazioni che riguardano i soggetti destinatari degli obblighi, l’attività di registrazione, le comunicazioni alle competenti Autorità, la nozione di titolare effettivo, le misure di adeguata verifica della clientela, i controlli, gli obblighi di conservazione e le sanzioni. La seconda parte del decreto provvede inoltre a riscrivere il D.Lgs. n. 109 del 2007 (antiterrorismo) e altre disposizioni in materia valutaria e finanziaria.

Le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio

In sintesi, la nuova disciplina antiriciclaggio, in attuazione della direttiva europea, aggiorna l’elenco dei soggetti destinatari degli obblighi (soggetti obbligati) e l’ambito delle prestazioni da monitorare, semplificando le modalità di conservazione dei dati e dei documenti, in applicazione del diritto europeo.
Si ricorda, infatti, che punto di partenza della direttiva è l’ampliamento e la razionalizzazione del principio dell’approccio basato sul rischio (risk based approach), già considerato dalla precedente direttiva, in base al quale le misure volte a prevenire o mitigare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo devono essere proporzionali ai rischi effettivamente individuati.
Le nuove disposizioni garantiscono anche un sistema di controllo degli operatori che effettuano l’attività di money transfer, caratterizzata da un elevato rischio di infiltrazione criminale. Si ricorda che un altro schema di decreto legislativo (A.G. 390) prevede l’adozione di una disciplina organica sulle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi usati (cd. "compro oro") con la tracciabilità e la registrazione delle operazioni di compravendita dell'oro.
Coerentemente a quanto prescritto dalla direttiva, viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
In particolare si segnalano i seguenti punti innovativi:

  • è eliminato l’obbligo di tenuta dell’archivio unico informatico per gli intermediari bancari e finanziari; i nuovi articoli 31 e 32 prescrivono che i sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni devono consentire la ricostruzione univoca di determinati elementi essenziali e devono essere idonei a garantire il rispetto delle norme in materia di proiezione dei dati personali;
  • è richiesta l’adeguata verifica del cliente, con la registrazione delle informazioni, anche per le operazioni occasionali che comportano un trasferimento di fondi superiore a 1.000 euro (articolo 17, comma 1);
  • nella prestazione di servizi di pagamento e nell'emissione e distribuzione di moneta elettronica, le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica, compresi quelli con sede in altro Stato membro nonché le loro succursali, osservano gli obblighi di adeguata verifica della clientela per operazioni di importo inferiore a 15.000 euro, ivi compresi i casi in cui esse siano effettuale tramite soggetti convenzionali e agenti (articolo 17, comma 6);
  • gli obblighi di adeguata verifica non si osservano in relazione alla mera redazione e trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale (articolo 17, comma 8);
  • entro il 31 dicembre 2018 devono essere estinti tutti i libretti al portatore anonimi (articolo 49);
  • le imprese con personalità giuridica e le persone giuridiche private diverse dalle imprese devono comunicare telematicamente ai rispettivi Registri le informazioni attinenti la propria titolarità effettiva; i trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali sono tenuti all’iscrizione in una apposita sezione speciale del Registro delle imprese al quale devono essere comunicate le informazioni sulla titolarità effettiva del trust (articolo 21);
  • sono previste misure di controllo e monitoraggio che devono essere adottate dagli istituti di pagamento e dagli istituti di moneta elettronica nei confronti dei soggetti convenzionati e agenti che dovranno essere annotati in apposito registro tenuto dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (articoli 43-45);
  • gli obblighi di comunicazione degli organi di controllo sono attenuati: devono segnalare alle autorità di vigilanza i fatti che possono integrare violazioni del decreto gravi, ripetute, sistematiche o plurime, di cui vengano a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni (articolo 46);
  • devono essere adottate procedure volte ad incentivare segnalazioni interne di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni in materia di antiriciclaggio da parte del personale dipendente (c.d. whistleblowing);
  • nel settore dei giochi si prevede per distributori ed esercenti del gioco su rete fisica l'obbligo di identificare il cliente che richiede o effettua operazioni di gioco per importo pari o superiore ai 2.000 euro (per il settore delle VLT il limite è di 500 euro). Se si ravvisa il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo le misure antiriciclaggio devono essere applicate a prescindere della cifra richiesta. L’obbligo di identificazione per i giochi online avviene attraverso il conto di gioco che può essere ricaricato esclusivamente attraverso mezzi di pagamento tracciabili. Chi gestisce case da gioco (casinò) dovrà identificare e verificare i clienti se il valore delle transazioni eseguite per l'acquisto o il cambio dei gettoni, o l'incasso delle vincite, sia pari a importi di 2.000 euro o superiori. I gestori dei casinò sottoposti al controllo pubblico devono identificare i clienti già all'ingresso della casa da gioco (articoli 52-54);
  • le sanzioni previste non sono a misura fissa, ma proporzionate all'inadempienza del professionista

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

Pagine