G8, l'Action Plan italiano per contrastare riciclaggio ed evasione fiscale (Huffington Post, 19 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mer, 19/06/2013 - 15:56 in

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Nove strumenti da mettere in campo contro l'evasione fiscale internazionale. Si articola così l'Action Plan che il nostro governo ha presentato martedì al vertice dei grandi della Terra che si è svolto a Lough Erne, in Irlanda del Nord.
In quello che ormai da tutti gli osservatori è stato battezzato il vertice delle tre T - Tax, Trade and Transaparency - proprio la trasparenza ha occupato un ruolo centrale nelle discussioni tra i Paesi. L'impegno dei paesi del G8, condiviso anche dal presidente del Consiglio italiano, va verso un rafforzamento nello "scambio automatico di informazioni fiscali" per contrastare i furbetti internazionali del fisco. Furbetti che di piccolo hanno ben poco visto che spesso si tratta di grandi multinazionali abili a sfruttare le falle tra i diversi regimi fiscali per ridurre al minimo la propria quota di imposte.
L'impegno presentato dal nostro Paese - spiega il Tesoro - "è in linea con gli standard definiti dal FATF-GAFI (Financial Action Task Force - Gruppo di Azione Finanziaria), l'organismo organismo che promuove a livello internazionale, attraverso l'adozione di principi normativi comuni, il contrasto del riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo".
"L'Action Plan italiano - spiega ancora il comunicato di via XX settembre -, in particolare, ha l'obiettivo di dare attuazione alle Raccomandazioni 24 e 25 del FATF-GAFI che impongono alle autorità nazionali di poter accedere tempestivamente alle informazioni sul titolare effettivo, cioè la persona fisica che in ultima analisi controlla e/o trae beneficio dalla legal entities o dal trust".
Dal rafforzamento delle autorità di controllo alla promozione della cooperazione internazionale per lo scambio delle informazioni sulle proprietà di imprese, trust e persone giuridiche, la ricetta del governo è nel solco di quanto espresso nel comunicato finale del vertice irlandese. Tra i nove punti messi in fila dal governo, anche la possibilità di applicare sanzioni secondo quanto previsto dal dl 231/2007 il decreto sulla responsabilità amministrativa delle imprese e, nei confronti di società e trust che non si dovessero adeguare ai nuovi standard di trasparenza.

Allegato

Il testo ufficiale condiviso al summit G8 del 17 e 18 giugno 2013, "Italy’s Action Plan to enhance transparency and prevent the misuse of companies and trusts" (pdf, 50 K, 2 pp.)

Il G8 contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco: i nuovi principi (19 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mer, 19/06/2013 - 11:34 in

 

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Il vertice degli Otto Grandi a Lough Erne in Irlanda si è chiuso con un accordo globale per combattere evasione e elusione fiscale e contrastare e prevenire il riciclaggio di denaro sporco.
Alla fine dell’incontro è stato reso pubblico il documento “Common principles on misuse of companies and legal arrangements” (qui in pdf, 1.8 M, 2 pp.) che indica le linee guida per l’azione congiunta contro i paradisi fiscali e l’economia “oscura”. Il documento, coerente con i principi GAFI FATF, prevede una sorta di registro mondiale per la trasparenza delle società-fantasma con scambio automatico dei dati attraverso il quale le autorità fiscali di tutto il mondo condivideranno le informazioni per combattere gli evasori. Si auspica inoltre una vera e propria glasnost delle strutture societarie: le multinazionali dovranno dichiarare quante tasse pagano e dove.
Di seguito il testo completo, in lingua inglese, del documento.

G8 Action Plan Principles to prevent the misuse of companies and legal arrangements

Subject to our different constitutional circumstances, and understanding that a one-size-fits all approach may not be the most effective, the G8 endorses the following core principles that are fundamental to the transparency of ownership and control of companies and legal arrangements. These core principles, consistent with the FATF standards, are essential to ensure the integrity of beneficial ownership and basic company information, the timely access to such information by law enforcement for investigative purposes, as well as, where appropriate, the legitimate commercial interests of the private sector.
The G8 also commits to publish national Action Plans based on these principles that set out the concrete action each of us will take to counter money laundering and tax evasion.
To ensure G8 members are held to account for their commitments, the G8 agrees to a process of self reporting through a public update on the progress made against individual action plans and to inform the Financial Action Task Force.

  1. Companies should know who owns and controls them and their beneficial ownership and basic information should be adequate, accurate, and current. As such, companies should be required to obtain and hold their beneficial ownership and basic information, and ensure documentation of this information is accurate.
  2. Beneficial ownership information on companies should be accessible onshore to law enforcement, tax administrations and other relevant authorities including, as appropriate, financial intelligence units. This could be achieved through central registries of company beneficial ownership and basic information at national or state level. Countries should consider measures to facilitate access to company beneficial ownership information by financial institutions and other regulated businesses. Some basic company information should be publicly accessible.
  3. Trustees of express trusts should know the beneficial ownership of the trust, including information on beneficiaries and settlors. This information should be accessible by   law enforcement, tax administrations and other relevant authorities including, as   appropriate, financial intelligence units.
  4. Authorities should understand the risks to which their anti-money laundering and countering the financing of terrorism regime is exposed and implement effective and proportionate measures to target those risks. Appropriate information on the results of the risk assessments should be shared with relevant authorities, regulated businesses and other jurisdictions.
  5. The misuse of financial instruments and of certain shareholding structures which may obstruct transparency, such as bearer shares and nominee shareholders and directors, should be prevented.
  6. Financial institutions and designated non financial businesses and professions, including trust and company service providers, should be subject to effective antimoney laundering and counter terrorist financing obligations to identify and verify the beneficial ownership of their customers. Countries should ensure effective supervision of these obligations.
  7. Effective, proportionate and dissuasive sanctions should be available for companies, financial institutions and other regulated businesses that do not comply with their respective obligations, including those regarding customer due diligence. These sanctions should be robustly enforced.
  8. National authorities should cooperate effectively domestically and across borders to combat the abuse of companies and legal arrangements for illicit activity. Countries should ensure that their relevant authorities can rapidly, constructively, and effectively provide basic company and beneficial ownership information upon request from foreign counterparts.

Allegato

  • G8, “Common principles on misuse of companies and legal arrangements”, 18 giugno 2013 pdf, 1.8 M, 2 pp.)

G8 e Commissione Ue «accelerano» sullo scambio automatico di informazioni(Eutekne.info, 19 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mer, 19/06/2013 - 06:53 in

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Il vertice ha sottoscritto ieri un vademecum, mentre a livello europeo è stata presentata una proposta per ampliare l’ambito di applicazione

Per la lotta all’evasione e ai paradisi fiscali, è necessario lavorare sullo scambio automatico di informazioni a livello globale. Ieri, i partecipanti al G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord, hanno sottoscritto un documento in materia: una sorta di vademecum, secondo il quale – tra i dieci punti illustrati – le autorità fiscali dovrebbero condividere automaticamente le informazioni e i Paesi dovrebbero cambiare le regole che consentono alle loro società di spostare i profitti oltre frontiera.
La questione è anche all’attenzione della Commissione europea, che, il 12 giugno scorso, ha presentato una proposta volta ad ampliare l’ambito di applicazione della Direttiva 2011/16/UE (“Direttiva”) sulla cooperazione amministrativa, la quale prevede lo scambio automatico delle informazioni, per i periodi d’imposta a partire dal 1° gennaio 2014, relativamente alle seguenti categorie di reddito e di capitale: redditi da lavoro, compensi per i dirigenti, prodotti di assicurazione sulla vita, pensioni e redditi immobiliari.
La nuova proposta mira ad ampliare le categorie di reddito soggette a scambio automatico di informazioni già previste dalla sopracitata Direttiva; in tal modo, anche le informazioni sui dividendi, sulle plusvalenze, sulle altre forme di reddito finanziario e sui saldi dei conti correnti verranno scambiate in via automatica tra le Amministrazioni finanziarie degli Stati membri.
Mentre le cinque categorie di reddito “coperte” dall’attuale versione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa dovranno essere soggette a scambio automatico soltanto se le relative informazioni risultano “disponibili”, quest’ultima condizione non si applicherà alle nuove categorie di reddito indicate dalla proposta di modifica, dal momento che gli Stati membri si sono già impegnati, o si impegneranno, a scambiare tali tipologie di informazioni con gli Stati Uniti sulla base di una serie di accordi bilaterali basati sulla disciplina statunitense contenuta nel Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA).
Nel dettaglio, la proposta del 12 giugno 2013 risponde all’esigenza di lotta alla frode e all’evasione fiscale e alla pianificazione fiscale aggressiva, delineata nel Piano d’azione presentato dalla Commissione europea in data 6 dicembre 2012.
Nel citato Piano, la Commissione, rilevando come i problemi relativi alla frode e all’evasione fiscale si siano aggravati in maniera considerevole negli ultimi anni – anche a causa della globalizzazione dell’economia e della correlata “internazionalizzazione” della frode fiscale – evidenzia la crescente interdipendenza delle Amministrazioni fiscali dei Paesi membri e la conseguente necessità di un’azione comune e coordinata.

Scambio automatico per più categorie di reddito e di capitale

Con riferimento alla tematica relativa alla trasparenza fiscale, il Piano d’azione sottolinea l’opportunità di promuovere lo scambio automatico di informazioni quale regola generale sul piano europeo e internazionale: quest’ultimo rappresenta infatti lo strumento più efficace per assicurare il corretto accertamento e la conseguente riscossione, da parte delle Amministrazioni fiscali nazionali, delle imposte sui redditi e sui capitali detenuti all’estero dai rispettivi soggetti residenti.
Il Consiglio ECOFIN, il 14 maggio 2013, ha accolto con favore il Piano d’azione per la lotta all’evasione fiscale e alla pianificazione fiscale aggressiva. In particolare, il Consiglio ha auspicato che, in vista di un maggior coordinamento nella suindicata azione di contrasto, lo scambio di informazioni in via automatica venga applicato, quale regola generale, a livello sia europeo che globale.
In relazione alla proposta, va sottolineato che l’approvazione di quest’ultima farebbe sì che l’Unione europea disponesse del sistema per lo scambio automatico di informazioni più completo al mondo.
Come evidenziato da Algirdas Šemeta, Commissario europeo per la Fiscalità e l’Unione doganale, le statistiche, l’audit interno e la lotta antifrode, tale proposta, oltre a fornire un più efficace strumento per la riscossione delle imposte, potrà rafforzare la posizione dell’Unione europea nell’azione di promozione di standard di good governance fiscale a livello mondiale.

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Il pool antimafia (gratis) del governo parte dalla lotta al riciclaggio (Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mar, 18/06/2013 - 14:28 in

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Titolo originale: Il pool antimafia (gratis) del Governo - Garofoli, Cantone, Gratteri, Bianco e Spangher - parte dalla lotta al riciclaggio

Lo aveva anticipato in tv senza che i diretti interessati ne fossero a conoscenza ma ora lo ha messo nero su bianco.
Il premier Enrico Letta, dopo essere andato a “Che tempo che fa” il 5 maggio annunciando la nascita di una regia governativa contro le mafie, il 7 giugno ha tenuto fede all’annuncio e ha firmato il decreto (Dpcm) che istituisce, presso il Segretariato generale della Presidenza del consiglio dei ministri, la Commissione per l’elaborazione di proposte in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità.
Il pool – che lavorerà a titolo gratuito – sarà presieduto dal magistrato del Consiglio di Stato Roberto Garofoli (cv in pdf) e ne faranno parte due magistrati della Cassazione, Raffaele Cantone ed Elisabetta Rosi, Nicola Gratteri (procuratore aggiunto a Reggio Calabria), il dirigente della Banca d’Italia Magda Bianco e il docente di Procedura penale Giorgio Spangher.
La Commissione, che informalmente ha cominciato a lavorare da due settimane ma che la scorsa si è riunita a Roma per la prima volta, entro 90 giorni, quindi verosimilmente alla ripresa dell’attività parlamentare a settembre, dovrà consegnare direttamente nelle mani di Letta un rapporto con l’analisi dei fenomeni mafiosi e le proposte sulla lotta alla criminalità organizzata.
Domani tornerà a riunirsi per affinare le proposte in materia di lotta al riciclaggio e auto riciclaggio (uno dei buchi neri della normativa italiana).
Su indicazione del premier, la Commissione potrà formulare anche singole proposte su temi specifici.

Per l'Ivass Solvency II va corretta (Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mar, 18/06/2013 - 07:55 in

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Solvency II, così com'è va modificata. Lo ha già stabilito l'Eiopa, l'Autorità Europea del settore
Al contempo, però, l'Authority italiana prova a proporre un ulteriore passo avanti.
Lo sostiene l'Ivass a valle della pubblicazione del report nazionale sui risultati del Long Term Guarantee Assessment (LTGA), lo studio di impatto condotto a livello europeo per contribuire alla completa definizione del futuro regime di vigilanza sul settore assicurativo.
La conclusione concorda con quanto già stabilito dall'Eiopa, l'Autorità Europea del settore.
Al contempo, però, l'Authority italiana prova a proporre un ulteriore passo avanti.
Il tema chiave, rispetto all'applicazione di Solvency II, è il modo attraverso il quale si può riuscire ad evitare che la volatilità di breve periodo dei mercati impatti in maniera inappropriata sulle valutazioni di solvibilità delle imprese di assicurazione, soprattutto in relazione al business di lungo periodo. Allo stato, l'efficacia delle misure testate non si è rivelata soddisfacente.
In quest'ottica, l'Eiopa ha suggerito di sostituire una delle misure (il Counter-Cyclical Premium) con un nuovo strumento, il Volatility Balancer.
L'Ivass ha valutato positivamente la proposta ma al tempo stesso è convinta che questo nuovo mezzo meriti ulteriori approfondimenti sia nel suo disegno sia nella calibrazione. Infatti, secondo le valutazioni condotte dall'autorità italiana sul mercato domestico, il Volatility Balancer così come preliminarmente disegnato e calibrato dall'Eiopa risulterebbe ancora una volta non sufficientemente efficace.

Si accende lo scontro su Solvency (MF, 18 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mar, 18/06/2013 - 07:41 in

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Non solo gli assicuratori a sollevare dubbi sulle scelte Eiopa. Anche tra le stesse autorità di controllo europee non c'è uniformità di vedute

  • di Anna Messia

Sul fatto che le nuove regole di Solvency II vadano riviste e migliorate c'è l'accordo generale. Il problema nasce però appena si entra nel dettaglio, ovvero quando c'è bisogno di mettere a punto la strategia da seguire per risistemare la regolamentazione destinata a cambierà la vita delle assicurazioni europee.
Qui a prevalere è lo scontro, a 360 gradi.
Da una parte c'è l'industria, rappresentata dall'Insurance Europe: l'associazione delle Ania d'Europa, presieduta da Sergio Balbinot, ieri ha definito «deludenti» i correttivi proposti dall'Eiopa, i cui risultati sono stati resi noti venerdì scorso. L'autorità che raccoglie le Ivass europee, guidata da Gabriel Bernardino, venerdì scorso ha diffuso i numeri studio d'impatto (Ltga) che prevedeva una serie di aggiustamenti per evitare che la volatilità dei mercati danneggi in particolare il settore delle polizze a lungo termine, facendo lievitare i costi dei prodotti. Ma non solo gli assicuratori a sollevare dubbi sulle scelte Eiopa. Anche tra le stesse autorità di controllo europee non c'è uniformità di vedute. Ieri per esempio l'Ivass, l'authority italiana presieduta da Salvatore Rossi, ha fatto sapere di valutare positivamente il correttivo anticiclico scelto dall'Eiopa (il volatility balancer) ma allo stesso tempo ha aggiunto che la nuova misura «merita ulteriori approfondimenti sia nel suo disegno sia nella calibrazione». In pratica lo strumento, secondo Ivass, è quello giusto, ma bisognerà rivedere i numeri perché così come è stato calibrato «non risulterebbe efficace per l'industria italiana». Il fatto è che ogni Paese europeo, e quindi ogni authority, ha a che fare con problemi diversi. L'industria assicurativa tedesca, per esempio, è alle prese con bassi tassi d'interesse, che possono mettere a rischio la tenuta di prodotti Vita, che garantiscono ai clienti rendimenti prefissati al momento della firma. In Italia, invece, le questioni da sciogliere riguardano in particolare il rischio di altri spread sui titoli di Stato o anche sui corporate. Nei prossimi mesi bisognerà quindi affilare le armi della mediazione per evitare di «buttare all'aria il tanto lavoro fatto e le tante risorse spese in questi anni», come aveva dichiarato Balbinot la scorsa settimane. Insomma le buone intenzioni non mancano ma a fissare l'agenda sono le elezioni europee di aprile. Se non si trova la quadra entro l'anno Solvency II rischia di saltare definitivamente.

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Accordo europeo sulla revisione Mifid (Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Mar, 18/06/2013 - 07:14 in

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La revisione della Mifid prevede che l'attività di trading venga condotta in sedi regolamentate dove saranno rafforzate le regole di trasparenza, sorveglianza e organizzazione
I rappresentanti dei 27 Stati membri hanno trovato un accordo sulle nuove regole per i servizi di investimenti in strumenti finanziari e le operazioni sui mercati regolati (Mifid).
Sulla base di tale accordo, che passerà automaticamente all'Ecofin di fine settimana come punto ormai acquisito, potranno cominciare i negoziati con il Parlamento europeo.
Le proposte emendano e sostituiscono le attuali regole con due nuovi strumenti legislativi. Con un regolamento viene migliorata la trasparenza e la concorrenza delle attività di trading limitando l'uso di deroghe sui requisiti, prevedendo che le operazioni sui derivati avvengano nelle sedi organizzate, garantendo un accesso non discriminatorio alle sedi di trading e alle controparti centrali. Una direttiva emenda le regole sull'autorizzazione e i requisiti organizzativi per i fornitori di servizi di investimento. Ora possono cominciare i negoziati con l'Europarlamento.
Con la revisione della Mifid sarà assicurato, ha indicato ieri il Consiglio Ue, che tutta l'attività di trading verrà condotta in sedi regolamentate: mercati regolamentati, facility di trading multilaterale e facility di trading organizzate.
In questi tre tipi di sedi sono state rafforzate le regole di trasparenza, sorveglianza e organizzazione. I requisiti di trasparenza sono calibrati per i diversi tipi di strumenti (azioni, obbligazioni, derivati) e per diversi tipi di trading. Per i mercati dei derivati sulle materie prime si prevedono obiettivi specifici. Direttiva e regolamento coprono l'attività di banche, servizi su società di investimento (brokeraggio, consulenza finanziaria, gestione di portafoglio, sottoscrizioni).

Banca d’Italia: consultazione su trasparenza e correttezza dei rapporti tra intermediari e clienti (17 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Lun, 17/06/2013 - 20:01 in

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Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti

Con il presente documento si sottopongono a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti (provvedimento della Banca d'Italia del 29 luglio 2009, e successive modificazioni).
Esse recepiscono le innovazioni normative intervenute negli ultimi anni, realizzano un’ulteriore semplificazione dei documenti informativi, forniscono chiarimenti sulla disciplina attuale.
Osservazioni, commenti e proposte possono essere trasmessi, entro il 6 settembre 2013, nelle modalità indicate nel documento.

Allegati

  • Relazione illustrativa pdf 231 kB
  • Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti pdf 659 kB
  • Allegato 4A – Foglio informativo del conto corrente pdf 283 kB
  • Allegato 5B – TAEG per i contratti di credito ai consumatori pdf 115 kB
  • Allegato 6 – Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto pdf 53 kB
  • Allegato 6A - Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto dei conti “in convenzione pdf 54 kB
  • Allegato 7 - Convenzione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, l'Associazione Bancaria Italiana, Poste Italiane S.p.A., l'Associazione Italiana degli Istituti di pagamento e di moneta elettronica, per la definizione delle caratteristiche di un conto di base pdf 494 kB
  • Relazione sull’analisi d’impatto pdf 90 kB

Obiettivo «stellette»: le prime 23 aziende tagliano il traguardo (Il Sole 24 Ore, 17 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Lun, 17/06/2013 - 10:30 in

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Avere tre stellette significa essere un'azienda ben strutturata, attenta ai dipendenti come al rapporto con l'ambiente e il territorio, sicura delle barriere innalzate al proprio interno contro l'illegalità e le infiltrazioni criminali

  • di Lionello Mancini

Per ora sono solo 23, ma altre 61 stanno aspettando la risposta dei controllori attivati dall'Antitrust.
Però, certo, è già un bel vedere, sul sito dell'Authority questo elenco di pionieri del rating a una, due o tre stellette.
Se poi, sempre sul sito dell'Agcm, si vanno a vedere le dieci paginette del questionario di ammissione, è possibile farsi un'idea di cosa significa meritarsi l'en plein, per ora riconosciuto a due spa: la Simet di Cosenza e la Mediterr Shock Absorbers di Caltanissetta.
Avere tre stellette significa essere un'azienda ben strutturata, attenta ai dipendenti come al rapporto con l'ambiente e il territorio, sicura delle barriere innalzate al proprio interno contro l'illegalità e le infiltrazioni criminali.
Altre tre aziende sono molto vicine, con due stellette e due crocette (tre crocette formano una stelletta), ma tutto il drappello dei 23 già ammessi merita un plauso per questo impegnativo investimento sulla propria reputazione e sul proprio futuro.
Dai database del garante della Concorrenza è possibile farsi un quadro più completo delle richieste fin qui registrate.
Per quanto riguarda l'incremento della stelletta "di base", va segnalato che l'88% dei richiedenti vanta la tracciabilità dei pagamenti, il 32% ha barrato la casella di adesione a un protocollo di legalità, il 12% rientra in una white list, il 48% si è dotato di un codice etico, il 4% ha denunciato di aver subìto tentativi di reato. Tutte voci, come dicevamo, che aumentano affidabilità, serietà e stellette.
Quanto ai settori, il 13% di richieste proviene dal comparto delle costruzioni e altrettante da quello del trasporto; il 16% è suddiviso a metà tra metalmeccanica e smaltimento rifiuti, per il 19% si tratta di imprese di servizi. Alcune delle realtà candidate superano di poco la soglia minima di fatturato prevista (2 milioni di euro), circa un terzo realizza un fatturato tra i 2 e i 5 milioni, mentre solo il 6% supera i 300 milioni di euro. Stessa considerazione vale per il numero di addetti: soltanto il 5% delle imprese in esame occupa più di mille persone, mentre oltre la metà si ferma a 50. Se si considera, infine, la provenienza geografica, il drappello più numeroso è della Sicilia (circa il 28%); seguono il Lazio (17%), il Veneto (11%), l'Emilia Romagna e la Lombardia alla pari (8%), la Campania (6%).
Quante sono 84 domande di ammissione al rating di legalità? Tante? Poche?
Di sicuro c'è che l'Antitrust si prepara a un'impennata delle richieste, non appena sarà chiarito a quali vantaggi avranno diritto le imprese meritevoli, in fatto di finanziamento pubblico e di accesso facilitato al credito. L'iter del relativo decreto interministeriale Mef e Mise sarebbe nella sua fase finale (manca solo il parere del Consiglio di Stato), anche se il testo ufficiale si conoscerà solo alla fine. Nella costruzione del testo non sono mancate le difficoltà, specie sul versante del credito privato, ma un accordo soddisfacente sarebbe stato raggiunto.
Certo, come ripetono all'Antitrust, se questa definizione del premio spettante alle imprese virtuose arrivasse in fretta, sarebbe una bella spinta ad allungare - e di parecchio - l'elenco dei primi 23.

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Politiche di remunerazione. L’Esma entra a gamba tesa (Il Sole 24 Ore Plus, 15 giugno 2013)

Posted by Agatino Grillo on Dom, 16/06/2013 - 13:28 in

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La «Consob europea» indica le linee guida per eliminare i conflitti di interesse. Adesso sarà più difficile imporre budget di prodotto. Per la compliance è un salto di qualità. Per verificare se funziona il sistema di incentivi, l'azienda si impegna a contattare un campione di clienti subito dopo aver effettuato una vendita, si legge nel documento. Ora la parola passa a Vegas

  • di Vitaliano D'Angerio

Esma entra a gamba tesa nelle politiche di remunerazione legate alla vendita di prodotti finanziari. L'authority che coordina le Consob di tutta Europa ha inserito nel proprio sito (www.esma.europa.eu) le linee guida (qui in  pdf, 28 pp. 377 K ) per evitare, tra l'altro, i conflitti di interesse fra reti di distribuzione e clienti/risparmiatori. È una sorta di rinforzo alla Mifid, la direttiva Ue sui mercati finanziari.
Dal documento emergono interessanti novità.
Anche perché Esma va nel concreto, evidenziando particolari situazioni come il caso dell'«azienda che lancia un nuovo prodotto o ne spinge uno specifico (per esempio il prodotto del mese o quelli "in-house")» o ne incentiva il collocamento.
«Dove l'incentivo è differente per differenti tipi di prodotti - viene rilevato - c'è un alto rischio che le relevant persons (venditori, staff di vendita, front office: l'elenco di Esma è lungo) favoriranno la vendita del prodotto che genera una più alta remunerazione» invece di quello che rispecchia gli interessi del cliente.
Più in generale, Esma passa dal concetto di quantità a quello di qualità.
E va nello specifico indicandole pratiche d'eccellenza (good practices) contro le poor practice (mediocri).
Il focus è sulle parti variabili e fisse della remunerazione: come vanno calcolate?

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Fra gli esempi di good practice, Esma indica la possibilità di pagare sulla base del volume di prodotti venduti e «sull'effettivo ritorno di questi prodotti per il cliente al termine di un adeguato periodo di riferimento. In tal caso, la valutazione dei dati finanziari è utilizzata per misurare la qualilà del servizio fornito».
A questo punto si potrebbero fare tanti esempi in tema di commissioni incassate in anticipo ma forse è meglio (attendere) la decisione della Consob, presieduta da Giuseppe Vegas, che ha 60 giorni per recepire gli orientamenti Esma.
Fra le altre pratiche finite nel mirino, vi è poi il caso di frequenti acquisti e vendite di strumenti finanziari nei portafogli dei clienti con l'obiettivo di guadagnare ulteriori remunerazioni senza considerare l'idoneità di tale attività per il cliente.
Un ruolo chiave, viene evidenziato, lo giocherà la compliance ovvero l'intervento di coloro che devono prevenire atteggiamenti distorti.
«Sì, per la compliance è un salto di qualità - afferma Massimo Scolari, segretario generale AscoSim e componente del gruppo di lavoro consultivo Esma -. Sono infatti suggeriti anche dei test sulla soddisfazione dei clienti. Più in generale viene enfatizzato il concetto di qualità del servizio e non solo la quantità di prodotti venduti».
A parte il solito e tradizionale monitoraggio dei presidi di rischio, Esma suggerisce dunque di verificare il grado di soddisfazione della clientela.
«Per verificare se funziona il sistema di incentivi, l'azienda si impegna a contattare un campione di clienti subito dopo aver effettuato una vendita», si legge nel documento.
Una piccola rivoluzione sta quindi per arrivare agli sportelli di banche e network di promotori finanziari.
«Il problema principale dietro la vendita di prodotti finanziari inadeguati - sottolinea il presidente Esma, Steven Maijoor - è la presenza di sistemi di incentivi finanziari, tra cui la definizione di obiettivi o le performance management, che non prendono in considerazione l'interesse dei clienti. Le linee guida Esma sulle politiche di remunerazione rafforzano le disposizioni della direttiva Mifid in questo senso e, se messe correttamente in atto dalle imprese di investimento, eviteranno incentivi ingannevoli».

 

Allegati

  • ESMA, “Guidelines on remuneration policies and practices”,  pdf, 28 pp. 377 K