Opportunità professionale – Senior Risk Manager in ambito rischi operativi, ICAAP – Milano
Primaria società di consulenza in ambito "regulatory compliance" cerca figure professionali per attività in ambito rischi operativi nel settore finanziario. Necessari almeno due anni di esperienza in posizioni analoghe. Sarà considerato requisito preferenziale la laurea.
Sede di lavoro: Milano.
Si offrono ottime opportunità di crescita professionale.
Per candidarsi: inviare una email con allegato CV ed autorizzazione al trattamento dei dati personali a 090714isa@gmail.com riferimento: "Senior Risk Manager".
Avvertenza: ComplianceNet si limita a segnalare opportunità di lavoro relative all’ambito della Compliance e non interviene in nessuna fase del processo di selezione e reclutamento.
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Privacy - Newsletter del Garante n. 335 del 1° marzo 2010 (traffico tlc e Internet, diritto di cronaca, RFID, futuro privacy)
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la newsletter n. 335 del 1° marzo 2010. Quattro gli argomenti trattati:
- Dati di traffico tlc e Internet: no a conservazione illimitata
- Violenza sessuale e diritto di cronaca
- Nuove tecnologie e aree a rischio
- Il futuro della privacy
Di seguito il testo integrale della newsletter.
- by Panfilo Marcelli
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Banca d'Italia - Sistemi di remunerazione e incentivazione - comunicazione n. 0321560/09 del 28/10/2009
Nel suo recente intervento del 13 febbraio 2010 il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ha rimarcato l'importanza di verificare la coerenza dei sistemi di remunerazione e incentivazione del management bancario anche in relazione agli standard del FSB. A riguardo pubblichiamo il testo integrale della comunicazione del 28 ottobre 2010 "Sistemi di remunerazione e incentivazione" (qui in pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia). In sintesi la Banca d'Italia sollecita le banche a uno scrupoloso e tempestivo allineamento agli standard internazionali in tema di sistemi di remunerazione e incentivazione.
"La necessità di assicurare l'utilizzo nelle banche di sistemi efficienti di remunerazione è dal marzo 2008 espressamente presente nella normativa della Banca d'Italia. Con la comunicazione di oggi sono stati forniti ulteriori criteri per la corretta applicazione di quella normativa: in particolare, viene chiesto a tutte le banche di allinearsi ad alcuni principi ormai consolidati a livello internazionale che riguardano la struttura della componente variabile della remunerazione, il suo ammontare complessivo e le clausole pattuite in caso di estinzione anticipata del rapporto di lavoro. Ai gruppi bancari di maggiore rilievo viene inoltre chiesto di adeguarsi prontamente anche agli standard applicativi emanati dal FSB lo scorso settembre."
Comunicazione N. 0321560/09 del 28/10/2009 "Sistemi di remunerazione e incentivazione"
1.Premessa
Adeguati sistemi di remunerazione sono una condizione essenziale per assicurare la sana e prudente gestione delle banche e la stabilità complessiva del sistema finanziario. In risposta alla crisi, numerose iniziative sono state assunte in varie sedi, nazionali e internazionali.
Sotto l’egida del G20, il Financial Stability Board ha emanato ad Aprile 2009 principi in tema di remunerazione e, più recentemente, alcuni standard applicativi. Il Comitato di Basilea ha aggiornato le proprie guideline sul secondo pilastro e definirà metodologie per la revisione e valutazione prudenziale di tali standard in ambito comunitario, la Commissione Europea ha emanato .una Raccomandazione specifica per il settore finanziario; il CEBS ha elaborato principi sulle politiche di remunerazione; è in corso di revisione la direttiva 2006/48 per includere espressamente i sistemi di remunerazione nell’ambito delle regole sull’organizzazione delle banche e nell'attività di supervisione delle autorità di vigilanza; il CEBS sarà chiamato a dettare guideline applicative dei criteri che saranno contenuti nella direttiva stessa.
Nell’ambito delle disposizioni sull’organizzazione e il governo societario delle banche, questo Istituto ha, sin dal marzo 2008, introdotto principi e linee applicative riguardanti il processo di elaborazione e approvazione delle politiche di remunerazione, la struttura dei compensi, la trasparenza. Nel 2009 è stata diffusa una nota di chiarimenti volta ad agevolare l’omogenea e corretta applicazione di tali disposizioni; è stato anche richiesto alle banche di trasmettere la documentazione sulle politiche di remunerazione sottoposta per approvazione alle assemblee.
Le. regole nazionali sulla governance, la struttura e la trasparenza dei compensi sono ampiamente in linea con i principi e le guideline intervenute a livello internazionale; questi presentano, in alcuni casi, un grado di dettaglio maggiore e costituiscono quindi fin da ora - sia per le banche, sia per l’Autorità di vigilanza - criteri con i quali interpretare e valutare la corretta implementazione delle attuali disposizioni di vigilanza.. Non appena definito il processo di revisione in corso a livello internazionale, in particolare in ambito comunitario, questo Istituto provvederà a dare sistemazione organica alla disciplina.
- by Agatino Grillo
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Mario Draghi: "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio"
Il 13 febbraio 2010 il Governatore della Banca d’Italia è intervenuto al 16° Congresso degli operatori finanziari, organizzato alla Mostra d'Oltremare di Napoli da AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari), ASSIOM (Associazione Italiana Operatori Mercati dei Capitali) e ATIC FOREX (The Financial Markets Association of Italy - Associazione degli Operatori Finanziari). Nel suo intervento (qui in formato pdf) Mario Draghi ha affrontato anche il tema dell’antiriciclaggio, ricordando le nuove disposizioni per la tenuta dell’AUI e stigmatizzando che in relazione allo Scudo Fiscale al momento siano giunte pochissime segnalazioni di operazioni sospette. "La reputazione di una banca si giudica anche da come previene e contrasta il riciclaggio" ha dichiarato il governatore. Nel seguito la parte del suo discorso in cui sono affrontati i temi della vigilanza, governance e antiriciclaggio.
L’azione della Vigilanza
L’azione della Vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari ha una logica unitaria. Ispezioni, controlli a distanza, interventi sul capitale e sulla liquidità, prescrizioni sugli statuti e sui compensi dei manager, regole e controlli sulla trasparenza e correttezza con i clienti sono tutti guidati dalla valutazione dei rischi a cui sono soggetti gli intermediari.
Dopo gli esercizi condotti lo scorso anno in modo coordinato dalle autorità di vigilanza europee, in queste settimane ha preso avvio una nuova tornata di stress test sulle maggiori banche dell’Unione. I risultati saranno resi pubblici entro giugno. Gli stress test sono ormai un ordinario strumento di vigilanza: la Banca d’Italia ha promosso, con l’attiva partecipazione delle banche, gli interventi necessari ad affinarli e rafforzarli.
Nel 2009 siamo ripetutamente intervenuti per richiamare le banche al pieno rispetto delle norme in materia di organizzazione e governo societario. Per le banche popolari si è puntato a un equilibrio tra la necessità di assicurare la stabilità degli assetti di governo approvati dalle assemblee e quella di evitare il rischio di un’eccessiva autoreferenzialità del management. A questo scopo abbiamo promosso adeguamenti statutari per garantire una sufficiente rappresentanza delle minoranze negli organi e facilitare la partecipazione dei soci alle assemblee, attraverso strumenti quali l’aumento del numero di deleghe e la possibilità di esprimere il voto a distanza. Ulteriori progressi in questa direzione sono tanto più necessari quanto più la realtà di alcune banche popolari si allontana dall’originaria connotazione localistica, facendo emergere intermediari di dimensioni sistemiche, quotati sui mercati regolamentati, con caratteristiche operative e assetti di gruppo complessi.
Le linee guida emanate dal FSB prevedono due principi fondamentali per le remunerazioni: devono essere collegate con i rischi assunti; non devono pregiudicare la conservazione del capitale
- by Agatino Grillo
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MEF - Circolare connessa allo scudo fiscale ai fini antiriciclaggio
Il testo ufficiale della circolare è disponibile in formato pdf presso il sito del Ministero dell'Economia. Di seguito il testo in html.
Prot. n. 2166.14
OGGETTO: Circolare sull'operatività connessa con lo "scudo fiscale" di cui all'art.13-bis del decreto legge 1° luglio 2009 n. 78, ai fini antiriciclaggio.
Nel dar corso alle operazioni di rimpatrio o regolarizzazione dei capitali, gli intermediari e i professionisti dovranno dare applicazione agli obblighi di adeguata verifica della clientela ai sensi degli articoli 15 e 16 del decreto legislativo 231/2007.
In particolare, gli intermediari ed i professionisti sono tenuti a:
- identificare e verificare l’identità del cliente, compreso l’eventuale titolare effettivo. Una particolare cura dovrà essere messa nell’evitare l’utilizzo di prestanome o di soggetti interposti;
- raccogliere informazioni dettagliate sull'attività del cliente e sulle sue capacità economiche, sulla natura e sullo scopo/destinazione del rapporto continuativo connesso all’operazione scudata.
Nello svolgimento di tali attività il cliente presterà la piena collaborazione, fornendo tutte le informazioni necessarie e aggiornate per consentire l’adeguata verifica (cfr. articolo 21 del decreto legislativo 231/2007).
L’intermediario presterà una attenzione particolare a quelle situazioni che si presentano a rischio per la natura dell’operazione. Tra queste possono rientrare le operazioni effettuate da soggetti che non sono già clienti della banca, le operazioni in contante o che non transitano da un intermediario estero, le operazioni effettuate da clienti che non sembrano avere o non avevano mai dichiarato le disponibilità economiche, il tenore di vita, il giro di affari compatibile con l’entità delle somme rimpatriate. Poiché le operazioni di rimpatrio dei capitali possono rientrare tra quelle per le quali è necessaria l’identificazione rafforzata prevista dall’art. 28 del decreto legislativo 231/2007 (operazioni ad alto rischio di riciclaggio), gli intermediari e i professionisti sono tenuti ad acquisire altresì informazioni ed eventuali riscontri documentali sulla costituzione dei capitali oggetto del rientro dall’estero, atti a ricostruire l’origine degli stessi.
Gli intermediari e i professionisti dovranno inoltre svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale, anche successivamente all’operazione di emersione, al fine di rilevare eventuali elementi che possano condurre a individuare profili di anomalia meritevoli di approfondimento anche ai fini della segnalazione di operazioni sospette.
- by Agatino Grillo
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Privacy - Newsletter del Garante n. 334 dell'11 febbraio 2010 (Carte di credito, Certificati medici, Archivi Schengen, Ue-Usa)
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la newsletter N. 334 dell'11 febbraio 2010 . Quattro gli argomenti trattati:
- Carte di credito, banche, sanità elettronica sotto la lente del Garante
- Certificati medici: scambio di dati tra Inps e Inpdadp
- Archivi Schengen: rafforzare le misure a protezione dei dati
- Ue-Usa: la Commissione lancia una consultazione sulla protezione dei dati
Di seguito il testo integrale della newsletter.
- by Panfilo Marcelli
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UIF - Schemi rappresentativi di comportamenti anomali (art. 6, co. 7, lett. B d.lgs 231/2007) – frodi informatiche (phishing)
Il 5 febbraio 2010 sul sito di Banca d'Italia è stato pubblicata una "Comunicazione UIF" dal titolo "Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche". Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche
L’utilizzo sempre più diffuso di servizi on-line in ambito finanziario e commerciale è stato nel tempo accompagnato dal moltiplicarsi di frodi informatiche in diverse forme e modalità.
All’origine di tali attività illecite vi è la capacità da parte di organizzazioni criminali di entrare in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on-line di clienti inconsapevoli ovvero di acquisire altre informazioni utili, attraverso modalità diverse (invio massivo di messaggi di posta elettronica, costruzione di falsi siti Internet che riproducono quelli degli intermediari bancari, installazione via internet di software "spia" sui computer dei titolari di rapporti on-line, etc.).
Il progressivo diffondersi di servizi e strumenti di pagamento alternativi favorisce il perfezionamento delle frodi informatiche, con particolare riferimento alle operazioni di phishing (nota 1).
In relazione a quanto precede, gli intermediari che offrono alla propria clientela la possibilità di operare on-line sono invitati ad attivare efficaci sistemi di monitoraggio e prevenzione dell’operatività effettuata al fine di prevenire tali attività illecite.
Per agevolare tali valutazioni, si fornisce -ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007 – l’allegato schema operativo, elaborato sulla base dell’analisi finanziaria effettuata su operazioni segnalate per il sospetto di condotte illecite.
- by Agatino Grillo
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Viviane Reding: Privacy, le sfide per l’Unione Europea
(articolo pubblicato originariamente in: http://www.democratici-digitali.com/content/viviane-reding-privacy-le-sfide-per-l-unione-europea)
Traduzione a cura di Agatino Grillo del discorso tenuto da Viviane Reding, Commissario EU per le Telecomunicazioni ed i Media, in occasione del Data Protection Day del 28 gennaio 2010, Parlamento Europeo, Bruxelles. La traduzione è disponibile anche in formato pdf e doc.
Signore e signori,
Sono lieta di essere insieme a voi per celebrare il Data Protection Day. Il numero crescente di eventi organizzati ogni anno in tutta Europa per aumentare la consapevolezza ed informare i cittadini sui loro diritti in ambito privacy dimostra in modo inoppugnabile l’importanza e l’utilità di questa “giornata”. Sono particolarmente lieta di vedere qui, nel Parlamento Europeo, così tanti giovani che partecipano all’evento "Think Privacy". Ciò dimostra la crescente comprensione da parte delle giovani generazioni dell’importanza di tenere sotto controllo i propri dati.
Che lo si voglia o meno, ogni giorno noi condividiamo i nostri dati personali. Questi dati sono raccolti, elaborati e memorizzati fuori dal nostro controllo. Quando prenotiamo un biglietto aereo, trasferiamo denaro, rispondiamo ad un annuncio di lavoro o semplicemente navighiamo su Internet esponiamo costantemente le nostre vite private agli altri. A volte ciò è necessario. Per esempio quando dichiariamo i nostri redditi per pagare le tasse. A volte cediamo i nostri dati personali semplicemente perché scegliamo di farlo. Per esempio diamo il nostro indirizzo ad un venditore per ricevere offerte speciali o sconti. A volte però non vogliamo mostrare i nostri dati. E tuttavia i nostri dati sono raccolti senza il nostro consenso e spesso senza che ne siamo informati. Questo è il punto in cui le leggi europee intervengono.
È mia ferma convinzione che non possiamo pretendere che i cittadini abbiamo fiducia nell’Europa se non saremo in grado di garantire il loro diritto alla privacy. È necessario assicurare che i dati personali siano protetti contro qualsiasi uso non autorizzato e che i cittadini abbiano il diritto di decidere sul modo in cui i loro dati sono utilizzati. La privacy e la protezione dei dati personali sono sempre stati in cima alla lista delle mie priorità quale Commissario per la Società dell’Informazione.
Permettetemi di fare qualche esempio:
- by Agatino Grillo
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Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Anna Maria Tarantola, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, è intervenuta il 29 gennaio 2010
a Rimini su "Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio" in occasione del convegno sull'antiriciclaggio organizzato dalla Fondazione Forense Riminese Michele Ugolini e l'Associazione Dottori Commercialisti di Rimini.
Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.
Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio
Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola
Fondazione Forense Riminese, Associazione Dottori Commercialisti di Rimini
Rimini, 29 gennaio 2010
- Introduzione
- Le iniziative a livello internazionale
- I compiti della Banca d'Italia nel nuovo quadro normativo
- L’azione di vigilanza e di prevenzione e contrasto al riciclaggio
- Gli intermediari e la gestione del rischio di riciclaggio
- Conclusioni
1. Introduzione
La lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo costituisce da tempo uno dei capisaldi per la tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario. Il reimpiego di denaro proveniente da attività criminali nell’economia legale altera il corretto funzionamento dei meccanismi di allocazione delle risorse e mette in pericolo la stabilità e la solidità dei soggetti che operano sui mercati della finanza.
Negli ultimi anni le infiltrazioni criminali nell’economia attraverso il reimpiego di denaro di provenienza illecita sono aumentate; crescente è il ricorso a mezzi e tecniche sofisticati e complessi.
Nella delicata fase di recupero dell’attività economica che stiamo registrando, occorre evitare che il disordine determinato dalla crisi crei occasioni che agevolino l’infiltrazione di capitali illeciti nel sistema finanziario; è indispensabile una convinta azione di prevenzione e di contrasto, mantenendo alta l’attenzione degli operatori nel rilevare segnali indicativi di attività anomale. E’ delle scorse settimane la denuncia del Direttore dell’Agenzia ONU di lotta al crimine organizzato sull’ingente flusso finanziario che i cartelli della droga avrebbero immesso nei circuiti finanziari mondiali, approfittando del bisogno di risorse liquide.
Le attività criminali rappresentano un costo pesantissimo per il nostro sistema Paese. Sono un effetto e al tempo stesso contribuiscono a mantenere basso il capitale sociale con conseguenze economiche e sociali gravissime, specie nel Mezzogiorno. Una minore disponibilità di finanziamenti, minore produttività del lavoro, minore propensione a svolgere attività imprenditoriale, inferiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, minori dimensioni delle imprese, più bassa efficienza del settore pubblico sono alcuni dei canali che determinano risultati economici peggiori dove il capitale sociale è inferiore.
- by Cristina Cellucci
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La nuova normativa di Banca d’Italia in tema di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari
Dal 1° gennaio 2010 sono entrate in vigore le nuove "Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti" (pubblicate in G.U. n. 210 del 10 settembre 2009), emanate dalla Banca d’Italia lo scorso 29 luglio 2009.
Le regole e i principi previsti in materia di trasparenza perseguono la finalità di rendere noti ai clienti gli elementi essenziali del rapporto contrattuale e le loro eventuali variazioni. Il rispetto di tale disciplina consente dunque agli intermediari di attenuare i propri rischi legali e reputazionali, concorrendo altresì alla sana e prudente gestione dei medesimi.
Le suddette disposizioni si applicano alle operazioni e ai servizi bancari e finanziari disciplinati dal Titolo VI del Testo Unico Bancario (D. Lgs. n. 385/1993), offerti dagli intermediari, anche "fuori sede" o mediante tecniche di comunicazione a distanza. Tra i soggetti destinatari di tale disciplina rientrano le banche autorizzate in Italia e le banche comunitarie, gli intermediari finanziari iscritti agli elenchi ex art. 106 e art. 107 del T.U.B., gli Imel, i confidi e Poste Italiane S.p.A. (per le attività di bancoposta). Sotto tale profilo, si è dunque proceduto ad un’opera di armonizzazione della disciplina sulla trasparenza, la quale è stata fatta confluire in un corpus normativo tendenzialmente unico, mentre in precedenza era contenuta in provvedimenti regolamentari diversi in ragione dei soggetti destinatari.
- by Sara Di Carlo
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